GPII 1982 Insegnamenti - L'omelia all'aeroporto - Coventry (Gran Bretagna)

L'omelia all'aeroporto - Coventry (Gran Bretagna)

Titolo: Costruire pazientemente la pace nel rispetto e nella fiducia

Testo:

Cari fratelli e sorelle in Gesù Cristo.


1. La pace sia con voi. In questa grande festività della Pentecoste saluto voi tutti che siete venuti da tante parrocchie della provincia di Birmingham e di altre. Saluto anche i nostri amati fratelli e sorelle di altre Chiese Cristiane e comunità ecclesiali, la cui presenza testimonia il nostro unico Battesimo in Gesù Cristo e la nostra disponibilità all'unico Spirito Santo. Per questo le prime parole che vi rivolgo sono: "La pace sia con voi".

Siamo vicini alla città di Coventry, una città devastata dalla guerra ma ricostruita nella speranza. Le rovine dell'antica Cattedrale e la costruzione di quella nuova sono riconosciute in tutto il mondo come simbolo di riconciliazione cristiana e di pace. Noi preghiamo in questa Messa: "Manda il tuo Spirito, Signore, e rinnova la faccia della terra". In questa preghiera invochiamo Dio affinché ci renda capaci di realizzare quella riconciliazione e quella pace non solo simbolicamente ma anche nella realtà.


2. Il nostro mondo è sfigurato dalla guerra e dalla violenza. Le rovine dell'antica Cattedrale ricordano costantemente alla nostra società la sua capacità di distruggere. E oggi questa capacità è più grande che mai. I popoli sono costretti a vivere sotto l'incubo nucleare. Eppure dovunque la gente desidera ardentemente la pace. Uomini e donne di buona volontà vogliono mettersi insieme nella ricerca di una comunità di fratellanza e di comprensione in tutto il mondo.

Essi desiderano ardentemente la giustizia, ma la giustizia piena di misericordia. Dal momento che siamo così vicini al luogo dove è nato Shakespeare, vogliamo meditare su quanto egli ha detto: "Nessuno di noi può trovare la salvezza nella giustizia umana. Preghiamo per la misericordia, e questa stessa preghiera insegna a ciascuno di noi a ricambiare le opere di misericordia".

Cosa è questa pace che tanto desideriamo? Cosa è questa pace rappresentata simbolicamente dalla nuova Cattedrale di Coventry? La pace non è semplicemente assenza di guerra. Essa implica reciproco rispetto e fiducia tra i popoli e tra le nazioni. Comporta cooperazioni e accordi vincolanti. Come una Cattedrale, la pace deve essere costruita, pazientemente e con fede incrollabile.

Ovunque i forti sfruttino i deboli; ovunque i ricchi pieghino al loro potere i poveri; ovunque grandi potenze cerchino di esercitare un predominio e imporre ideologie, qui l'opera di portare la pace viene vanificata, qui la cattedrale della pace viene di nuovo distrutta. Oggi la portata e l'orrore della guerra moderna - sia essa nucleare o convenzionale - rendono questa guerra totalmente inaccettabile come mezzo per comporre dispute e vertenze tra nazioni.

La guerra dovrebbe appartenere al tragico passato, alla storia; non dovrebbe trovare posto nei progetti dell'uomo per il futuro.

Vi invito dunque questa mattina a pregare con me per la causa della pace. Preghiamo con fervore per la Sessione Straordinaria delle Nazioni Unite sul Disarmo, che avrà inizio tra breve. Le voci dei cristiani si uniscono a quelle degli altri uomini per sollecitare i responsabili in tutto il mondo a rinunciare al confronto e rigettare quelle politiche che chiedono alle nazioni di spendere enormi somme per armi di distruzione totale. Noi preghiamo in questa Pentecoste perché lo Spirito Santo possa ispirare i governanti in tutto il mondo ad impegnarsi in un dialogo fruttuoso. Possa lo Spirito Santo guidarli all'adozione di mezzi pacifici per salvaguardare la libertà, mezzi che prescindano dalla minaccia di un disastro nucleare.

Ma la cattedrale della pace è costruita da molte piccole pietre.

Ciascuno deve diventare una pietra di quel meraviglioso edificio. Tutti devono impegnarsi consapevolmente e risolutamente nel perseguimento della pace. Il sospetto e la divisione tra le nazioni incominciano nel cuore dei singoli. L'opera per la pace comincia quando ascoltiamo l'urgente chiamata di Cristo: "Convertitevi e credete al Vangelo" (Mc 1,15). Dobbiamo sostituire il dominio con il servizio, la violenza con la pace; dobbiamo volgerci a Cristo, che solo può darci un cuore nuovo, una mente nuova. Ogni uomo è destinato a udire, in qualche momento della sua vita, questa chiamata di Cristo. La risposta che diamo conduce alla morte o alla vita. La fede in Cristo, Verbo Incarnato di Dio, cicondurrà nella via della pace.


3. Vorrei rivolgermi ora particolarmente ai giovani che stanno per ricevere il sacramento della Cresima. Il Vangelo odierno ha uno speciale significato per voi, perché dice che "Gesù venne e si fermo in mezzo a loro e disse: "Pace a voi". E mostro loro le mani e il costato. E i discepoli gioirono al vedere il Signore.

Gesù disse loro di nuovo: "Pace a voi. Come il Padre ha mandato me, anch'io mando voi". Dopo aver detto questo, alito su di loro e disse: "Ricevete lo Spirito Santo"" (Jn 20,20-22).

Il dono di Cristo, lo Spirito Santo, verrà riversato su di voi in maniera particolare. Udirete le parole della Chiesa che verranno pronunciate su di voi, per invocare lo Spirito Santo affinché confermi la vostra fede, vi accolga nel suo amore, vi rafforzi per il suo servizio. Prenderete allora il vostro posto tra i vostri fratelli cristiani di tutto il mondo, come cittadini a pieno diritto del Popolo di Dio. Sarete testimoni della verità del Vangelo nel nome di Gesù Cristo. La vostra vita sarà tale da santificare tutta la vita umana. Insieme a tutti quelli che sono stati confermati, diventerete pietre vive della cattedrale della pace. Siete veramente chiamati da Dio ad essere strumenti di pace.


4. Oggi dovete comprendere che non siete soli. Siamo un solo corpo, un solo popolo, una sola Chiesa di Cristo. Il padrino che sta al vostro fianco rappresenta per voi l'intera comunità. Insieme, con tanti e tanti testimoni di ogni popolo e di ogni età, voi rappresentate Cristo. Voi siete dei giovani che hanno ricevuto una missione da Cristo, perché oggi egli ci dice: "Come il Padre ha inviato me, così io invio voi".

Vorrei ricordare per un istante la memoria di due grandi inglesi che possono esservi oggi d'ispirazione. Studiate l'esempio di san Bonifacio, nato a Crediton nel Devon, uno dei vostri più grandi connazionali e anche uno dei più grandi missionari della Chiesa. Lo Spirito Santo, disceso su Bonifacio attraverso i sacramenti del Battesimo e della Cresima, rafforzo il suo amore per Cristo e lo porto ad una maturità di fede. Questa fede illumino tutta la sua vita. Desiderava ardentemente di condividerla con gli altri, anche con quelli di altri paesi. Fu così che, confidando completamente in Dio e con coraggio e perseveranza, egli contribui a diffondere la Chiesa sul continente d'Europa. Anche voi siete oggi rinforzati interiormente dai doni dello Spirito Santo, cosicché ciascuno di voi, nella maniera che gli è propria, può portare la Buona Novella ai propri amici.

Anche voi dovete mostrare coraggio e perseveranza vivendo secondo il Vangelo in ogni circostanza della vostra vita.

Non posso venire nei Midlands senza ricordare quel grande uomo di Dio, quel pellegrino per la verità, il Cardinale John Henry Newman. La sua ricerca di Dio e della pienezza della verità - segno dello Spirito Santo operante in lui - lo porto ad una vita di preghiera e ad una saggezza che ci sono ancora oggi di edificazione. Gli anni spesi dal Cardinale nella ricerca di una comprensione più piena della fede sono il segno della sua costante fiducia nelle parole di Cristo: "Io preghero il Padre ed egli vi darà un altro Consolatore perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito di verità che il mondo non può ricevere, perché non lo vede e non lo conosce" (Jn 14,16-17). Vi raccomando dunque il suo esempio di fede perseverante e di ardente desiderio della verità. Egli può contribuire ad avvicinarvi a Dio; alla cui presenza era vissuto ed al cui servizio si era totalmente dedicato. Il suo insegnamento è oggi di grande importanza anche per la nostra ricerca dell'unità della Chiesa, non soltanto in questo paese ma in tutto il mondo. Imitate la sua umiltà e la sua obbedienza a Dio; pregate per una saggezza come la sua, una saggezza che può venire solo da Dio.


5. "Gesù alito su di loro e disse: "Ricevete lo Spirito Santo; a chi rimetterete i peccati saranno rimessi, e a chi non li rimetterete, resteranno non rimessi"".

In quella prima Pentecoste il Salvatore diede agli apostoli il potere di rimettere i peccati quando riverso nei loro cuori il dono dello Spirito Santo. Lo stesso Spirito Santo viene a voi oggi nel sacramento della Cresima, per coinvolgervi più completamente nella lotta della Chiesa contro il peccato e nella sua missione di promuovere la santità. Viene per restare più pienamente nei vostri cuori e rinforzarvi nella lotta contro il male. Miei cari giovani, il mondo di oggi ha bisogno di voi, perché ha bisogno di uomini e donne riempiti dello Spirito Santo. Ha bisogno del vostro coraggio e della vostra speranza, della vostra fede e della vostra perseveranza. Il mondo di domani sarà costruito da voi. Oggi ricevete il dono dello Spirito Santo affinché possiate operare con fede profonda e con carità costante, affinché possiate contribuire a portare al mondo i frutti della riconciliazione e della pace. Rinforzati dallo Spirito Santo e dai suoi molteplici doni, impegnatevi con tutto il cuore nella lotta della Chiesa contro il peccato.

Cercate di essere disinteressati; sforzatevi di non essere ossessionati dalle cose materiali. Siate membra attive del Popolo di Dio; riconciliatevi gli uni con gli altri e dedicatevi alle opere di giustizia, che porteranno pace sulla terra.


6. "Quanto sono grandi, Signore, le tue opere" (Ps 103 [104],24).

Queste parole del Salmo responsoriale evocano gratitudine dai nostri cuori e un inno di lode dalle nostre labbra. E realmente, quante sono le opere del Signore, quanto grandi sono gli effetti dell'azione dello Spirito Santo nella Cresima! Quando questo sacramento viene conferito, le parole del Salmo si adempiono tra di noi: "Mandi il tuo spirito, sono creati; / e rinnovi la faccia della terra" (v. 30).

Il primo giorno di Pentecoste lo Spirito Santo discese sugli Apostoli e su Maria e li riempi della sua potenza. Oggi noi ricordiamo quel momento e ci apriamo di nuovo al dono dello stesso Spirito Santo. In quello Spirito siamo battezzati. In quello Spirito siamo stati confermati. In quello Spirito siamo chiamati a condividere la missione di Cristo. In quello Spirito diventeremo realmente il Popolo della Pentecoste, gli apostoli del nostro tempo. "Vieni, Santo Spirito, riempi il cuore dei tuoi fedeli e accendi in essi il fuoco del tuo amore".

Così sia.




1982-05-30 Data estesa: Domenica 30 Maggio 1982




All'Aeroporto - Liverpool (Gran Bretagna)

Titolo: Tenete viva la vostra tradizione di servizio agli altri nel nome di Gesù

Testo:

Fratelli e sorelle in Gesù Cristo.


1. Grazie per il vostro gentile benvenuto, grazie per essere venuti qui a salutarmi. A mia volta vi saluto con le parole del Redentore Risorto: la pace sia con voi. Che la pace regni nelle vostre case e possa la pace di Cristo regnare nelle menti e nei cuori.

E' bello essere qui. Sono lieto di fare la mia prima visita in questa regione dell'Inghilterra e nella città di Liverpool della quale siete così orgogliosi. Stando qui vicino al mare ricordo che siete una nazione marinara. Per secoli le popolazioni di queste isole hanno commerciato per mare, hanno esplorato navigando, si sono procurati dal mare i mezzi per vivere. Penso anche ai molti missionari - sacerdoti, religiose e religiosi e laici - che sono salpati da questi porti per fare la loro parte nel costruire la Chiesa in terre lontane.

Questi uomini e queste donne sono il segno della vitalità della fede che avete ricevuto e conservato. E il loro viaggiare per mare è il simbolo della fiducia e speranza che Cristo chiede a tutti i suoi discepoli.

E' doveroso ricordare nelle nostre preghiere anche coloro che persero la vita in mare e che nel luogo dove essi riposano non ci sono né pietre né monumenti. Che essi riposino nella pace del Signore.

E ormai da lungo tempo che la città di Liverpool è un grande porto.

Genti di molti paesi hanno messo qui le loro radici. Nei secoli passati le popolazioni hanno conosciuto cosa vuol dire la sofferenza a causa di malvagità quali la schiavitù e la grande povertà. Siete anche stati testimoni della conquista del progresso tecnologico e dello sviluppo umano. Ma forse il vostro più grande retaggio vi viene da tutti coloro che hanno combattuto per sconfiggere i mali della società e realizzare una convivenza fraterna. A questo riguardo mi è stato detto che avete il vostro pioniere della carità, Padre Nugent.


2. E dopo queste osservazioni, colgo l'occasione per dare atto alla Gran Bretagna della generosità per la quale è nota. Sebbene i rapporti con gli altri paesi del mondo e questa nazione siano cambiati nel corso degli anni, essa ancora elargisce cospicui aiuti a chi ne ha bisogno, e specialmente ai paesi in via di sviluppo, e ultimamente anche alla mia patria. Ricordo quanto ha detto il Cardinale Hennan che fu un tempo Arcivescovo di Liverpool, ai Vescovi polacchi durante il Concilio Vaticano II: "Sono stati i piloti polacchi che hanno salvato l'Inghilterra durante la guerra".

Le sue parole e l'aiuto recente dato alla Polonia dimostrano i saldi legami di interesse e amicizia esistenti da anni fra Polonia e Gran Bretagna.

Prego perché questi legami siano sempre più approfonditi e rinnovati.

Spero che malgrado tutte le difficoltà, la generosità del vostro cuore non venga mai meno. Spero che per mezzo di programmi quale il "Catholic Fund for Overseas Development" continuiate ad aiutare i poveri, a nutrire gli affamati, a contribuire alla causa dello sviluppo. Tenete sempre viva la vostra tradizione evangelica di interesse affettuoso e di servizio agli altri nel nome di Gesù.


3. Oggigiorno ci si presentano molte sfide e difficoltà. Un problema in particolare che vorrei citare è la disoccupazione. So che a Liverpool lo state sperimentando molto seriamente, ed è uno dei più gravi problemi che la società nel suo complesso deve affrontare.

In molti paesi la disoccupazione è aumentata all'improvviso, ed è causa di privazioni individuali e familiari. Ciò può seminare amarezza, divisioni e perfino violenza. Il giovane incapace di trovare un lavoro si sente defraudato dei suoi sogni, mentre coloro che lo hanno perduto si sentono rifiutati e inutili.

Questa tragedia abbraccia ogni aspetto della vita, da quello materiale e fisico a quello mentale e spirituale. Ed è un problema che interessa molto la Chiesa che fa proprie sia le privazioni e le sofferenze, sia le gioie e le speranze degli uomini e delle donne del nostro tempo. E' una questione di vitale importanza e merita l'attenzione e le preghiere di tutte le persone di buona volontà.


4. Saluto molto caldamente tutti gli invalidi che sono venuti oggi per incontrarmi. Voi avete un posto speciale nel mio cuore e nell'amore di Cristo. Vi assicuro che voi e tutti quelli che sono sofferenti e infermi costruite il Regno di Dio quando accettate pazientemente le sofferenze e le offrite con Cristo, come dolce sacrificio, al nostro Padre celeste. Come disse san Paolo, il vostro soffrire aiuta "e completa nella mia carne quello che manca ai patimenti di Cristo, a favore del suo corpo che è la Chiesa" (Col 1,24).

Mi è stato detto che nell'attraversare Liverpool, il corteo di macchine passerà lungo la Hope Street. Questo nome mi ha colpito immediatamente. Esprime l'aspirazione della popolazione che vive qui, esprime la sua speranza per il futuro, specialmente per il futuro dei suoi figli, per il futuro dei figli dei suoi figli. Tanti pericoli e tanti problemi minacciano oggi i giovani. Ho già parlato della disoccupazione. Ci sono altri mali, come l'alcoolismo e la droga, la pornografia, nozioni pervertite della sessualità e crimini e violenze sempre crescenti. Tutti questi mali della società, se non abbiamo la speranza, se non abbiamo una profonda e incrollabile fede nella potenza e misericordia di Dio, ci possono portare a disillusioni e a disperazione. I nostri giovani, e per la verità tutti noi, abbiamo bisogno della virtù della speranza, non quella fondata sulle fantasie e sui sogni o anche sulle realtà, ma la speranza che nasce dalla fede in Dio che ci ama e che è nostro Padre amoroso e misericordioso. "A colui che in tutto ha potere di fare molto di più di quanto possiamo domandare o pensare, secondo la potenza che già opera in noi, a lui la gloria nella Chiesa e in Cristo Gesù per tutte le generazioni, nei secoli dei secoli! Amen" (Ep 3,20-21).




1982-05-30 Data estesa: Domenica 30 Maggio 1982




La Messa nella Cattedrale - Liverpool (Gran Bretagna)

Titolo: Il peccato della separazione fra i cristiani grava pesantemente sulla Chiesa

Testo:

Sia lodato Gesù Cristo.


1. Mentre si sta per concludere la domenica di Pentecoste, siamo riuniti in questa Chiesa, la Cattedrale di Cristo Re a Liverpool, per celebrare la santa Eucaristia, fonte e vertice della vita cristiana, oltre che sacramento dell'unione e dell'amore.

Durante questo mio pellegrinaggio apostolico in Gran Bretagna è un piacere per me non solo celebrare l'Eucaristia, ma anche amministrare gli altri sacramenti ai fedeli delle Chiese locali. Ho già avuto occasione di celebrare Battesimi e Cresime, e di conferire il sacramento dell'Unzione degli Infermi.

Sebbene non mi sia possibile questa sera celebrare il sacramento della Confessione, desidero tuttavia sottolineare l'importanza della penitenza e della riconciliazione nella vita della Chiesa, e nella vita individuale di ogni suo membro.

Due anni fa il Congresso Pastorale Nazionale si è riunito in questa Cattedrale per inaugurare i suoi lavori con una cerimonia di pentimento e riconciliazione. I presenti pregarono per ottenere salute e perdono, e anche la grazia di essere fedeli alla volontà di Dio. Pregarono perché la luce e la saggezza guidassero le loro decisioni e rafforzassero il loro amore verso la Chiesa. Stasera ci troviamo riuniti davanti allo stesso altare per onorare e glorificare il Signore, per lodare il nostro Dio che è tanto misericordioso. Noi ci rendiamo conto della necessità di conversioni e riconciliazioni. Anche noi preghiamo per capire dove c'è stata discordia. Cerchiamo di trovare unità nello stesso Spirito Santo che offre tanti doni ai fedeli e diversi ministeri alla Chiesa.


2. Prima della Pentecoste, Gesù disse ai suoi discepoli: "Ricevete lo Spirito Santo. A chi rimetterete i peccati saranno rimessi e a chi li riterrete saranno ritenuti". (Jn 20,23). Queste parole del nostro Salvatore ci fanno ricordare il dono fondamentale della nostra redenzione: il dono di avere i nostri peccati perdonati e di essere riconciliati con Dio. La remissione dei peccati è un dono totalmente gratuito e immeritato, un rinnovamento di vita che non riusciremmo a guadagnarci altrimenti. Dio ce lo offre nella sua misericordia. Come scrisse san Paolo: "E' tutta opera di Dio. E' Dio che ci ha riconciliati con sé attraverso Cristo e ci dà il compito di portare avanti questa riconciliazione" (2Co 5,18).

Non esiste un peccato che non possa essere perdonato, se ci avviciniamo al trono della misericordia con cuore umile e contrito. Nessun male è più potente della infinita misericordia di Dio. Diventando uomo, Gesù è penetrato completamente nella nostra esperienza umana, fino al punto di soffrire l'ultimo e più crudele effetto del potere del peccato - la morte sulla Croce. E' diventato veramente come noi, in tutto tranne che nel peccato. Ma il male, con tutta la sua forza, non è riuscito a vincere. Morendo, Cristo ha distrutto la nostra morte; risorgendo, ci ha riportato alla vita; le sue ferite ci hanno guarito e i nostri peccati sono stati perdonati. Per questo motivo, quando il Signore apparve ai suoi discepoli dopo la Risurrezione, mostro loro le sue mani e il suo fianco. Voleva che essi vedessero che la vittoria era stata vinta; che egli, il Cristo Risorto, aveva trasformato i segni del peccato e della morte in simboli di speranza e di vita.


3. Con la vittoria della sua Croce, Gesù Cristo aveva ottenuto per noi il perdono dei nostri peccati e la riconciliazione con Dio. E sono questi i doni che Cristo ci offre quando manda lo Spirito Santo alla Chiesa, perché aveva detto agli Apostoli: "Ricevete lo Spirito Santo. A chi rimetterete i peccati saranno rimessi" (Jn 20,23). Per mezzo dello Spirito Santo la Chiesa continua l'opera di Cristo che consiste nel riconciliare il mondo con lui. In tutte le epoche la Chiesa è la comunità dei fedeli che si sono riconciliati con Dio, la comunità di coloro che hanno ricevuto la riconciliazione voluta da Dio Padre e ottenuta mediante il sacrificio del suo amato Figlio. Inoltre la Chiesa è per sua natura sempre riconciliante, perché trasmette agli altri il dono che essa ha ricevuto, il dono di essere stata perdonata e resa unica con Dio. Essa compie questo passaggio in vari modi, ma specialmente attraverso i sacramenti, e in modo particolare attraverso la Confessione. Con questo sacramento consolatore essa conduce ogni fedele personalmente davanti a Cristo, e attraverso il ministero della Chiesa, Cristo stesso dona perdono, forza e misericordia. Attraverso questo sacramento altamente individuale, Cristo continua a venire incontro agli uomini e alle donne del nostro tempo. Ristabilisce l'unione dove c'era discordia, porta la luce dove regnava l'oscurità, e dà una speranza e una gioia tali che il mondo non potrebbe mai dare.

Attraverso questo sacramento la Chiesa proclama al mondo l'infinita ricchezza della misericordia di Dio, quella misericordia che ha infranto le barriere che dividono noi da Dio e dal nostro prossimo.

In questo giorno di Pentecoste, mentre la Chiesa proclama l'azione riconciliatrice di Gesù Cristo e il potere dello Spirito Santo, io mi appello a tutti i fedeli della Gran Bretagna, e a tutti gli altri membri della Chiesa che possono udire la mia voce o leggere le mie parole: miei cari, diamo maggiore enfasi al sacramento della Confessione nella nostra vita. Sforziamoci di salvaguardare ciò che nella mia prima enciclica ho descritto come il "diritto di Cristo di incontrare ciascuno di noi nel momento-chiave della vita spirituale, costituito dal momento della conversione e del perdono" (RH 20).

E in particolare chiedo a voi, miei fratelli sacerdoti, di comprendere quanto strettamente ed efficacemente potete collaborare con il Salvatore nella divina opera della riconciliazione. Per mancanza di tempo alcune attività importanti devono a volte essere abbandonate o rimandate, ma mai la Confessione. Date sempre la precedenza a questo vostro ruolo tipicamente sacerdotale rappresentando il Buon Pastore nel sacramento della Confessione. E mentre testimonierete e loderete questa meravigliosa azione dello Spirito Santo nei cuori umani, sentirete che voi stessi siete chiamati ad una ulteriore conversione e ad un amore più profondo per Cristo e il suo gregge.


4. Mentre i Cristiani oggi compiono degli sforzi per riconciliare il mondo, essi sentono il bisogno più che mai forte di essere completamente riconciliati tra loro. Infatti il peccato della disunione tra Cristiani, che esiste da secoli, pesa fortemente sopra la Chiesa. La gravità di questo peccato fu chiaramente dimostrata durante il Concilio Vaticano II, che stabili: "Senza alcun dubbio questa discordia è in aperta contraddizione con la volontà di Cristo, provoca un ostacolo nel mondo ed arreca danno alla santa causa di proclamare la buona novella ad ogni creatura" (UR 1).

La restaurazione dell'unità tra i Cristiani è una delle maggiori preoccupazioni della Chiesa nell'ultima parte del XX secolo. E questo compito riguarda noi tutti. Nessuno può essere esonerato da tale responsabilità. Anzi, ciascuno può dare il suo contributo, per quanto piccolo possa sembrare, e tutti sono chiamati verso quella conversione interiore che è la condizione fondamentale dell'ecumenismo. Come ha insegnato il Concilio Vaticano II: "Questo cambiamento nel cuore e nella santità della vita, insieme alle preghiere pubbliche e private per l'unita dei cristiani, deve essere considerato l'anima dell'intero movimento ecumenico, e può giustamente essere chiamato "ecumenismo spirituale" (UR 8).

Lo Spitito Santo, fonte di ogni unità, fornisce il Corpo di Cristo con una "varietà di doni" (1Co 12,3), affinché possa essere costruito e rafforzato.

Così come lo Spirito Santo dette agli Apostoli il dono delle lingue in modo che tutti quelli che si trovavano a Gerusalemme durante la prima Pentecoste potessero udire e capire l'unica parola di Cristo, perché non potremmo anche noi chiedere che lo stesso Spirito Santo ci dia i doni di cui abbiamo bisogno per continuare l'opera di salvezza, e per essere riuniti come un unico corpo di Cristo? In questo crediamo e per questo preghiamo, fiduciosi nel potere che lo Spirito ha dato alla Chiesa durante la Pentecoste.


5. "Manda il tuo Spirito... / e rinnova la faccia della terra" (Ps 103 [104],30).

Queste parole del Salmo sono anche la nostra preghiera che oggi rivolgiamo con tutto il cuore a Dio Onnipotente affinché rinnovi la faccia della terra per mezzo del potere dello Spirito che dà la vita. Manda il tuo Spirito, o Signore, rinnova i nostri cuori e le nostre menti con i doni della luce e della verità. Rinnova le nostre case e le nostre famiglie con i doni dell'unità e della gioia. Rinnova le nostre città e i nostri paesi con la vera giustizia e la pace durevole. Rinnova la tua Chiesa nel mondo con i doni della penitenza e della riconciliazione, con l'unità nella fede e nell'amore.

Manda il tuo Spirito, o Signore, e rinnova la faccia della terra!




1982-05-30 Data estesa: Domenica 30 Maggio 1982




Ordinazioni sacerdotali - Manchester (Gran Bretagna)

Titolo: Siate ambasciatori di Cristo per riavvicinare il mondo a Dio

Testo:

Miei cari fratelli e sorelle in Gesù Cristo.


1. Vi porgo il mio saluto nel nome dello Spirito Santo! Per ogni cristiano la venuta dello Spirito Santo sulla Chiesa è un momento di festa e un'occasione di rinnovo spirituale. Sono molto felice di essere qui a Manchester per celebrare questa grande festa e per pregare con voi affinché il divino Paraclito, con il suo potere che dà la vita, aiuti i membri di questa Chiesa a portare avanti le loro responsabilità come "una nuova creazione".

Essere una nuova creazione è la vocazione di tutti i battezzati. Ce lo ricorda anche san Paolo, nelle parole della seconda lettura di oggi: "...chiunque è in Cristo, è una creatura nuova; la vecchia creazione è passata, e ora c'è la nuova" (2Co 5,17). Dobbiamo quindi abbandonare la strada dei piaceri della carne, della malvagità e della vita egoistica. Dobbiamo vivere "per colui che mori ed è risorto per noi" (2Co 5,15). Ogni credente è chiamato a divenire discepolo. Con la costanza nella preghiera, la pietà verso i bisognosi, la ricerca di giustizia negli affari umani, i cristiani praticano il sacerdozio dei fedeli, una società vivente in Cristo che offre lode e gloria a Dio Padre.


2. Ma, come si possono applicare le caratteristiche di questo nuovo ordine di creazione al sacerdozio dei fedeli, quanto più vincolante appare la loro applicazione al sacerdozio ministeriale o gerarchico, che ha per scopo la santificazione del Popolo di Dio!


3. Miei cari fratelli, che siete candidati al sacerdozio, oggi Cristo rinnova per voi la sua preghiera al Padre: "Consacrali nella verità, la tua parola è verità" (Jn 17,17). Questa consacrazione vi rende maggiormente "una creazione nuova". Vi pone al di fuori del mondo affinché vi dedichiate completamente a Dio. Vi affida la missione di agire come ambasciatori di Cristo per riavvicinare il mondo a Dio.

Per questo fine Gesù è venuto dal Padre ed è nato dalla Vergine Maria. E questa stessa missione fu affidata da Cristo ai suoi discepoli: "Come tu mi hai mandato nel mondo, anch'io li ho mandati nel mondo; per loro io consacro me stesso, così che anche essi possano essere consacrati nella verità" (Jn 17,18).

In questo importante momento della vostra vita io vi dico, giovani: Capite quanto Gesù desideri profondamente che voi siate consacrati come lui si è consacrato. Realizzate quanto sia stretto il legame che attraverso il sacerdozio vi unisce a Cristo. Siate degni del privilegio che state per ricevere, consistente nel portare il dono dell'amore di Dio al suo popolo, e nell'offrire a Dio in risposta la sua preghiera.


4. Dovete essere uomini di Dio, suoi veri amici. Dovete preparare schemi quotidiani di preghiera, e la penitenza dovrà essere una parte regolare della vostra vita. La preghiera e la penitenza vi aiuteranno a comprendere meglio che la forza del vostro ministero è basata sul Signore e non su fondamenta umane.

L'Inghilterra ha la fortuna di avere dato vita a molti sacerdoti. Molti dei suoi figli hanno abbandonato famiglia e patria in tempi difficili per prepararsi al sacerdozio. Dopo l'ordinazione tornarono in Inghilterra per affrontare i diversi rischi, e spesso la morte, causati dalla loro fede.

Manchester è giustamente orgogliosa del suo grande martire, il benedettino sant'Ambrogio Barlow. I cattolici del Lancashire rendono onore agli altri loro martiri: sant'Edmund Arrowsmith, e tutti quei santi chiamati "John": John Almond, John Plessington, John Southworth. Ma, oltre ai vostri martiri, dovete rallegrarvi anche nel ricordo dei molti santi sacerdoti di questa regione che hanno vissuto ogni giorno intensamente la loro vocazione. Qui vicino, a sant'Elena, Sutton, si trova la tomba del Beato Domenico Barberi, il passionista italiano che accolse John Henry Newman nella Chiesa. E' solo uno degli innumerevoli esempi di sacerdoti che continuano ad essere modelli di santità per il clero attuale.


5. Dovete cercare di rendere ogni giorno più profonda la vostra amicizia con Cristo. Dovete inoltre imparare a condividere le speranze e le gioie, i dispiaceri e le frustrazioni di coloro che si affideranno alla vostra cura. Portate loro il messaggio di pace di Cristo che li aiuterà. Andate a trovare i vostri parrocchiani a casa loro: questo è stato un punto forte della Chiesa in Inghilterra, è una pratica pastorale che merita di non essere trascurata. E non dimenticate tutti quelli che sono in uno stato di particolare necessità, specialmente i prigionieri, e le loro famiglie. Nel Vangelo Cristo s'identifica con i prigionieri quando dice: "Ero in prigione, e mi avete visitato". E ricordate che non preciso se si trattasse di innocenti o di colpevoli. Poiché voi rappresentate il Cristo, nessuno può essere escluso dal vostro amore pastorale. Vi chiedo, e con voi chiedo ai vostri confratelli sacerdoti, di portare il mio saluto a tutte le prigioni di Gran Bretagna, specialmente alla grande prigione di Manchester. Attraverso di voi Gesù Cristo vuole offrire la pace delle coscienze e il perdono di tutti i peccati.

Attraverso di voi Gesù Cristo vuole risvegliare la speranza nei vostri cuori.

Attraverso di voi Gesù Cristo vuole amare quelli per i quali è morto. Con la fedeltà con cui vivete la vostra vita, insegnate a tutto il vostro popolo che credete in quell'amore fedele.

Dovete proclamare il Vangelo con la vostra vita. Quando celebrate i sacramenti nei momenti decisivi della vita del vostro prossimo, dovete aiutarlo a confidare nella clemenza e nella compassione promessa da Cristo. Quando offrite il sacrificio redentore dell'Eucaristia, aiutatelo a comprendere la necessità di trasformare questo grande amore in atti di carità.


6. Fratelli miei, siate consci dell'effetto che ha sugli altri la testimonianza di vita. La vostra ordinazione è fonte di consolazione per coloro che hanno già vissuto molti anni di servizio sacerdotale, un gran numero dei quali è oggi qui con noi. Il Signore è a loro grato per le loro fatiche, e oggi li benedice assicurando loro che continuerà a provvedere al futuro della Chiesa. Che tutti questi sacerdoti possano sentire rinnovato in loro il gioioso entusiasmo della loro prima chiamata, e che possano continuare a fare generoso dono di se stessi nell'opera sacerdotale di Cristo che ricongiunge il mondo al Padre.

So che molti sacerdoti non sono potuti venire a causa della loro età avanzata o per motivi di salute. Mando anche a loro l'espressione del mio amore nel nome di Gesù Cristo. Le loro preghiere, la loro saggezza, le loro sofferenze sono un ricco tesoro per la Chiesa, da cui deriveranno future abbondanti benedizioni.


7. E a proposito dei vostri contemporanei? Indubbiamente il fatto che voi abbiate accettato la missione di Cristo è una chiara testimonianza per coloro che non sanno ancora con certezza che cosa Dio chieda a loro. Voi dimostrate loro che essere ordinati al suo servizio è una nobile vocazione che richiede fede, coraggio e sacrificio di sé. Sono certo che queste qualità esistono in abbondanza tra i giovani della Gran Bretagna. A loro io dico: siate certi che la chiamata di Cristo al sacerdozio o alla vita religiosa è rivolta ad alcuni di voi. Siate certi che se ascolterete la sua chiamata e lo seguirete nel sacerdozio o nella vita religiosa, troverete grande gioia e felicità. Siate generosi, prendete coraggio e ricordate la sua promessa: "Il mio giogo è soave e il mio fardello leggero" (Mt 11,30).


8. Infine desidero rivolgermi ai genitori e ai familiari di coloro che stanno per essere ordinati sacerdoti. Vi dico, a nome della Chiesa e insieme ai Vescovi miei colleghi, grazie per la vostra generosità. Siete voi che avete portato queste persone nel mondo. Siete voi che per primi avete dato loro la fede e i valori che li hanno aiutati ad arrivare oggi all'altare di Dio. Anche la Chiesa deve essere una famiglia, composta da Vescovi, sacerdoti, diaconi, religiosi e laici, che si aiutano a vicenda e che dividono tra loro i doni personali ricevuti da Dio. Ogni sacerdote confida nella fede e nelle qualità della sua comunità parrocchiale. Se saprà essere saggio, non solo conoscerà la gioia di distribuire la grazia di Dio, ma anche quella di riceverla in abbondanza attraverso i suoi parrocchiani. Il rapporto tra i sacerdoti e il popolo è basato sulla preghiera, la collaborazione, l'amore e il rispetto reciproco. Questa è stata sempre una tradizione di queste isole. Speriamo che non finisca mai.


9. Con questa ordinazione il Signore continua veramente e praticamente la sua opera di "nuova creazione". E continua a far giungere il suo messaggio su tutta la Terra e a parlare personalmente con coloro che sono ordinati sacerdoti: ""Andate ora da coloro a cui vi mandero e dite ciò che vi ordinero. Non abbiate paura di loro, perché io sono con voi per proteggervi". Sono le parole del Signore" (Jr 1,7-8). Amen.




1982-05-31 Data estesa: Lunedi 31 Maggio 1982





GPII 1982 Insegnamenti - L'omelia all'aeroporto - Coventry (Gran Bretagna)