
Catechismo Chiesa Catt. 730
La Pentecoste
731 Il giorno di Pentecoste (al termine delle sette settimane pasquali), la Pasqua di Cristo si compie nell'effusione dello Spirito Santo, che è manifestato, donato e comunicato come Persona divina: dalla sua pienezza, Cristo, Signore, effonde a profusione lo Spirito [Cf Ac 2,33-36 ].
732 In questo giorno è pienamente rivelata la Trinità Santa. Da questo giorno, il Regno annunziato da Cristo è aperto a coloro che credono in lui: nell'umiltà della carne e nella fede, essi partecipano già alla comunione della Trinità Santa. Con la sua venuta, che non ha fine, lo Spirito Santo introduce il mondo negli "ultimi tempi", il tempo della Chiesa, il Regno già ereditato, ma non ancora compiuto:
Abbiamo visto la vera Luce, abbiamo ricevuto lo Spirito celeste, abbiamo trovato la vera fede: adoriamo la Trinità indivisibile, perché ci ha salvati [Liturgia bizantina, Tropario dei Vespri di Pentecoste, ripreso nelle Liturgie eucaristiche dopo la Comunione].
Lo Spirito Santo - il Dono di Dio
733 "Dio è Amore" (1Jn 4,8 1Jn 4,16) e l'Amore è il primo dono, quello che contiene tutti gli altri. Questo amore, Dio l'ha "riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato donato" (Rm 5,5).
734 Poiché noi siamo morti, o, almeno, feriti per il peccato, il primo effetto del dono dell'Amore è la remissione dei nostri peccati. E' "la comunione dello Spirito Santo" (2Co 13,13) che nella Chiesa ridona ai battezzati la somiglianza divina perduta a causa del peccato.
735 Egli dona allora la "caparra" o le "primizie" della nostra eredità; [Cf Rm 8,23; 2Co 1,21 ] la vita stessa della Trinità Santa che consiste nell'amare come egli ci ha amati [Cf 1Jn 4,11-12 ]. Questo amore [La carità di 1Co 13 ] è il principio della vita nuova in Cristo, resa possibile dal fatto che abbiamo "forza dallo Spirito Santo" (Ac 1,8).
736 E' per questa potenza dello Spirito che i figli di Dio possono portare frutto. Colui che ci ha innestati sulla vera Vite, farà si che portiamo "il frutto dello Spirito [che] è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé" (Ga 5,22-23). "Lo Spirito è la nostra vita": quanto più rinunciamo a noi stessi, [Cf Mt 16,24-26 ] tanto più "camminiamo secondo lo Spirito" (Ga 5,25):
Con lo Spirito Santo, che rende spirituali, c'è la riammissione al Paradiso, il ritorno alla condizione di figlio, il coraggio di chiamare Dio Padre, il diventare partecipe della grazia di Cristo, l'essere chiamato figlio della luce, il condividere la gloria eterna [San Basilio di Cesarea, Liber de Spiritu Sancto, 15, 36: PG 32, 132].
Lo Spirito Santo e la Chiesa
737 La missione di Cristo e dello Spirito Santo si compie nella Chiesa, Corpo di Cristo e tempio dello Spirito Santo. Questa missione congiunta associa ormai i seguaci di Cristo alla sua comunione con il Padre nello Spirito Santo: lo Spirito prepara gli uomini, li previene con la sua grazia per attirarli a Cristo. Manifesta loro il Signore risorto, ricorda loro la sua parola, apre il loro spirito all'intelligenza della sua Morte e Risurrezione. Rende loro presente il Mistero di Cristo, soprattutto nell'Eucaristia, al fine di riconciliarli e di metterli in comunione con Dio perché portino "molto frutto" (Jn 15,5 Jn 15,8; 737 Jn 15,16).
738 In questo modo la missione della Chiesa non si aggiunge a quella di Cristo e dello Spirito Santo, ma ne è il sacramento: con tutto il suo essere e in tutte le sue membra essa è inviata ad annunziare e testimoniare, attualizzare e diffondere il mistero della comunione della Santa Trinità (sarà questo l'argomento del prossimo articolo):
Noi tutti che abbiamo ricevuto l'unico e medesimo spirito, cioè lo Spirito Santo, siamo uniti tra di noi e con Dio. Infatti, sebbene, presi separatamente, siamo in molti e in ciascuno di noi Cristo faccia abitare lo Spirito del Padre e suo, tuttavia unico e indivisibile è lo Spirito. Egli riunisce nell'unità spiriti che tra loro sono distinti. . . e fa di tutti in se stesso un'unica e medesima cosa. Come la potenza della santa umanità di Cristo rende concorporei coloro nei quali si trova, allo stesso modo l'unico e indivisibile Spirito di Dio che abita in tutti, conduce tutti all'unità spirituale [San Cirillo di Alessandria, Commentarius in Joannem, 12: PG 74, 560-561].
739 Poiché lo Spirito Santo è l'Unzione di Cristo, è Cristo, Capo del Corpo, a diffonderlo nelle sue membra per nutrirle, guarirle, organizzarle nelle loro mutue funzioni, vivificarle, inviarle per la testimonianza, associarle alla sua offerta al Padre e alla sua intercessione per il mondo intero. E' per mezzo dei sacramenti della Chiesa che Cristo comunica alle membra del suo Corpo il suo Spirito Santo e santificatore (questo sarà l'argomento della seconda parte del Catechismo).
740 Queste "meraviglie di Dio", offerte ai credenti nei sacramenti della Chiesa, portano i loro frutti nella vita nuova, in Cristo, secondo lo Spirito (questo sarà l'argomento della terza parte del Catechismo).
741 "Lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza, perché nemmeno sappiamo che cosa sia conveniente domandare, ma lo Spirito stesso intercede per noi, con gemiti inesprimibili" (Rm 8,26). Lo Spirito Santo, artefice delle opere di Dio, è il Maestro della preghiera (questo sarà l'argomento della quarta parte del Catechismo).
742 "E che voi siete figli ne è prova il fatto che Dio ha mandato nei nostri cuori lo Spirito del suo Figlio che grida: Abbà, Padre" (Ga 4,6).
743 Dall'inizio alla fine dei tempi, quando Dio invia suo Figlio, invia sempre il suo Spirito: la loro missione è congiunta e inseparabile.
744 Nella pienezza del tempo, lo Spirito Santo porta a compimento in Maria tutte le preparazioni alla venuta di Cristo nel Popolo di Dio. Mediante l'opera dello Spirito Santo in lei, il Padre dona al mondo l'Emmanuele, "Dio-con-noi" (Mt 1,23).
745 Il Figlio di Dio è consacrato Cristo [Messia] attraverso l'Unzione dello Spirito Santo nell'Incarnazione [Cf Ps 2,6-7 ].
746 Per la sua morte e Risurrezione, Gesù è costituito "Signore e Cristo" nella gloria (Ac 2,36). Dalla sua pienezza, egli effonde lo Spirito Santo sugli Apostoli e sulla Chiesa.
747 Lo Spirito Santo, che Cristo, Capo, diffonde nelle sue membra, edifica, anima e santifica la Chiesa, sacramento della comunione della Santis sima Trinità e degli uomini.
Articolo 9
748 "Cristo è la luce delle genti, e questo sacro Concilio, adunato nello Spirito Santo, ardentemente desidera che la luce di Cristo, riflessa sul volto della Chiesa, illumini tutti gli uomini, annunziando il Vangelo a ogni creatura". Con queste parole si apre la "Costituzione dogmatica sulla Chiesa" del Concilio Vaticano II. Con cio il Concilio indica che l'articolo di fede sulla Chiesa dipende interamente dagli articoli concernenti Gesù Cristo. La Chiesa non ha altra luce che quella di Cristo. Secondo un'immagine cara ai Padri della Chiesa, essa è simile alla luna, la cui luce è tutta riflesso del sole.
749 L'articolo sulla Chiesa dipende anche interamente da quello sullo Spirito Santo, che lo precede. "In quello, infatti, lo Spirito Santo ci appare come la fonte totale di ogni santità; in questo, il divino Spirito ci appare come la sorgente della santità della Chiesa" [Catechismo Romano, 1, 10, 1]. Secondo l'espressione dei Padri, la Chiesa è il luogo "dove fiorisce lo Spirito" [Sant'Ippolito di Roma, Traditio apostolica, 35].
750 Credere che la Chiesa è "Santa" e "Cattolica" e che è "Una" e "Apostolica" (come aggiunge il Simbolo di Nicea-Costantinopoli) è inseparabile dalla fede in Dio Padre, Figlio e Spirito Santo. Nel Simbolo degli Apostoli professiamo di credere una Chiesa Santa (Credo. . . Ecclesiam"), e non nella Chiesa, per non confondere Dio e le sue opere e per attribuire chiaramente alla bontà di Dio tutti i doni che egli ha riversato nella sua Chiesa [Cf Catechismo Romano, 1, 10, 22].
Paragrafo 1
751 La parola "Chiesa" ["ekklèsia", dal greco "ek-kalein"-"chiamare fuori"] significa "convocazione". Designa assemblee del popolo, [Cf Ac 19,39 ] generalmente di carattere religioso. E' il termine frequentemente usato nell'Antico Testamento greco per indicare l'assemblea del popolo eletto riunita davanti a Dio, soprattutto l'assemblea del Sinai, dove Israele ricevette la Legge e fu costituito da Dio come suo popolo santo [Cf Ex 19 ]. Definendosi "Chiesa", la prima comunità di coloro che credevano in Cristo si riconosce erede di quell'assemblea. In essa, Dio "convoca" il suo Popolo da tutti i confini della terra. Il termine "Kyriakè", da cui sono derivati "Church", "Kirche", significa "colei che appartiene al Signore".
752 Nel linguaggio cristiano, il termine "Chiesa" designa l'assemblea liturgica, [Cf 1Co 11,18; 1Co 14,19; 1Co 14,28; 1Co 14,34; 1Co 14,35 ] ma anche la comunità locale [Cf 1Co 1,2; 1Co 16,1 ] o tutta la comunità universale dei credenti [Cf 1Co 15,9 Gal 1,13; Ph 3,6 ]. Di fatto questi tre significati sono inseparabili. La "Chiesa" è il popolo che Dio raduna nel mondo intero. Essa esiste nelle comunità locali e si realizza come assemblea liturgica, soprattutto eucaristica. Essa vive della Parola e del Corpo di Cristo, divenendo cosi essa stessa Corpo di Cristo.
I simboli della Chiesa
753 Nella Sacra Scrittura troviamo moltissime immagini e figure tra loro connesse mediante le quali la Rivelazione parla del mistero insondabile della Chiesa. Le immagini dell'Antico Testamento sono variazioni di un'idea di fondo, quella del "Popolo di Dio". Nel Nuovo Testamento [Cf Ep 1,22; Col 1,18 ] tutte queste immagini trovano un nuovo centro, per il fatto che Cristo diventa il "Capo" di questo Popolo, [Cf Conc. Ecum. Vat. II, LG 9].
754 "Cosi la Chiesa è l' ovile, la cui porta unica e necessaria è Cristo [Cf Jn 10,1-10 ]. E' pure il gregge, di cui Dio stesso ha preannunziato che sarebbe il pastore [Cf Is 40,11; Ez 34,11 ss] e le cui pecore, anche se governate da pastori umani, sono pero incessantemente condotte al pascolo e nutrite dallo stesso Cristo, il Pastore buono e il Principe dei pastori, [Cf Jn 10,11; 1P 5,4 ] il quale ha dato la sua vita per le pecore [Cf Jn 10,11-15 ].
755 La Chiesa è il podere o campo di Dio [Cf 1Co 3,9 ]. In quel campo cresce l'antico olivo, la cui santa radice sono stati i patriarchi e nel quale è avvenuta e avverrà la riconciliazione dei Giudei e delle genti [Cf Rm 11,13-26 ]. Essa è stata piantata dal celeste Agricoltore come vigna scelta [Cf Mt 21,33-43 par.; Is 5,1 ss]. Cristo è la vera Vite, che dà vita e fecondità ai tralci, cioè a noi, che per mezzo della Chiesa rimaniamo in lui e senza di lui nulla possiamo fare [Cf Jn 15,1-5 ].
756 Più spesso ancora la Chiesa è detta l' edificio di Dio [Cf 1Co 3,9 ]. Il Signore stesso si è paragonato alla pietra che i costruttori hanno rigettata, ma che è divenuta la pietra angolare [Cf Mt 21,42 par.; Ac 4,11; 1P 2,7; Ps 118,22 ]. Sopra quel fondamento la Chiesa è stata costruita dagli Apostoli [Cf 1Co 3,11 ] e da esso riceve stabilità e coesione. Questa costruzione viene chiamata in varie maniere: casa di Dio, [Cf 1Tm 3,15 ] nella quale abita la sua famiglia , la dimora di Dio nello Spirito, [Cf Ep 2,19-22 ] "la dimora di Dio con gli uomini" (Ap 21,3), e soprattutto tempio santo, rappresentato da santuari di pietra, che è lodato dai santi Padri e che la Liturgia giustamente paragona alla Città santa, la nuova Gerusalemme. In essa, infatti, quali pietre viventi, veniamo a formare su questa terra un tempio spirituale [Cf 1P 2,5 ]. E questa Città santa Giovanni la contempla mentre nel finale rinnovamento del mondo essa scende dal cielo, da presso Dio, "preparata come una sposa che si è ornata per il suo sposo" (Ap 21,1-2).
757 La Chiesa che è chiamata "Gerusalemme che è in alto" e "madre nostra" (Ga 4,26), [Cf Ap 12,17 ] viene pure descritta come l'immacolata sposa dell'Agnello immacolato, [Cf Ap 19,7; Ap 21,2; 757 Ap 19,9; Ap 22,17 ] sposa che Cristo "ha amato. . . e per la quale ha dato se stesso, al fine di renderla santa" (Ep 5,25-26), che si è associata con patto indissolubile e che incessantemente "nutre e. . . cura" (Ep 5,29)" [Conc. Ecum. Vat. II, LG 6].
758 Per scrutare il mistero della Chiesa, è bene considerare innanzitutto la sua origine nel disegno della Santissima Trinità e la sua progressiva realizzazione nella storia.
Un disegno nato nel cuore del Padre
759 "L'eterno Padre, con liberissimo e arcano disegno di sapienza e di bontà, ha creato l'universo, ha decretato di elevare gli uomini alla partecipazione della sua vita divina", alla quale chiama tutti gli uomini nel suo Figlio: "I credenti in Cristo li ha voluti convocare nella santa Chiesa". Questa "famiglia di Dio" si costituisce e si realizza gradualmente lungo le tappe della storia umana, secondo le disposizioni del Padre: la Chiesa, infatti, "prefigurata sino dal principio del mondo, mirabilmente preparata nella storia del popolo d'Israele e nell'Antica Alleanza, e istituita "negli ultimi tempi", è stata manifestata dall'effusione dello Spirito e avrà glorioso compimento alla fine dei secoli" [Conc. Ecum. Vat. II, LG 2].
La Chiesa - prefigurata fin dall'origine del mondo
760 "Il mondo fu creato in vista della Chiesa", dicevano i cristiani dei primi tempi [Cf Erma, Visiones pastoris, 2, 4, 1; cf Aristide, Apologia, 16, 6; San Giustino, Apolo- giae, 2, 7]. Dio ha creato il mondo in vista della comunione alla sua vita divina, comunione che si realizza mediante la "convocazione" degli uomini in Cristo, e questa "convocazione" è la Chiesa. La Chiesa è il fine di tutte le cose [Cf Sant'Epifanio, Panarion seu adversus LXXX haereses, 1, 1, 5: PG 41, 181C] e le stesse vicissitudini dolorose, come la caduta degli Angeli e il peccato dell'uomo, furono permesse da Dio solo in quanto occasione e mezzo per dispiegare tutta la potenza del suo braccio, tutta l'immensità d'amore che voleva donare al mondo:
Come la volontà di Dio è un atto, e questo atto si chiama mondo, cosi la sua intenzione è la salvezza dell'uomo, ed essa si chiama Chiesa [Clemente d'Alessandria, Paedagogus, 1, 6].
La Chiesa - preparata nell'Antica Alleanza
761 La convocazione del Popolo di Dio ha inizio nel momento in cui il peccato distrugge la comunione degli uomini con Dio e quella degli uomini tra di loro. La convocazione della Chiesa è, per cosi dire, la reazione di Dio di fronte al caos provocato dal peccato. Questa riunificazione si realizza segretamente in seno a tutti i popoli: "Chi teme" Dio "e pratica la giustizia, a qualunque popolo appartenga, è a lui accetto" (Ac 10,35) [Cf Conc. Ecum. Vat. II, Lumen gentium, 9; 13; 16].
762 La preparazione remota della riunione del Popolo di Dio comincia con la vocazione di Abramo, al quale Dio promette che diverrà padre di "un grande popolo" (Gn 12,2) [Cf Gen 15,5-6 ]. La preparazione immediata comincia con l'elezione di Israele come Popolo di Dio [Cf Ex 19,5-6; Dt 7,6 ]. Con la sua elezione, Israele deve essere il segno della riunione futura di tutte le nazioni [Cf Is 2,2-5; 762 Mi 4,1-4 ]. Ma già i profeti accusano Israele di aver rotto l'Alleanza e di essersi comportato come una prostituta [Cf Os 1; Is 1,2-4; Ger 2; ecc]. Essi annunziano un'Alleanza Nuova ed Eterna [Cf Ger 31,31-34; Is 55,3 ]. "Cristo istitui questo Nuovo Patto" [Conc. Ecum. Vat. II, Lumen gentium, 9].
La Chiesa - istituita da Gesù Cristo
763 E' compito del Figlio realizzare, nella pienezza dei tempi, il piano di salvezza del Padre; è questo il motivo della sua "missione" [Cf ibid., 3; Id. , Ad gentes, 3]. "Il Signore Gesù diede inizio alla sua Chiesa predicando la Buona Novella, cioè la venuta del Regno di Dio da secoli promesso nelle Scritture" [Conc. Ecum. Vat. II., LG 5].
764 "Questo Regno si manifesta chiaramente agli uomini nelle parole, nelle opere e nella presenza di Cristo" [Conc. Ecum. Vat. II., LG 5]. Il germe e l'inizio del Regno sono il "piccolo gregge" (Lc 12,32) di coloro che Gesù è venuto a convocare attorno a sé e di cui egli stesso è il pastore [Cf Mt 10,16; Mt 26,31; Jn 10,1-21 ]. Essi costituiscono la vera famiglia di Gesù [Cf Mt 12,49 ]. A coloro che ha cosi radunati attorno a sé, ha insegnato un modo nuovo di comportarsi, ma anche una preghiera loro propria [Cf Mt 5-6 ].
765 Il Signore Gesù ha dotato la sua comunità di una struttura che rimarrà fino al pieno compimento del Regno. Innanzitutto vi è la scelta dei Dodici con Pietro come loro capo [Cf Mc 3,14-15 ]. Rappresentando le dodici tribù d'Israele, [Cf Mt 19,28; Lc 22,30 ] essi sono i basamenti della nuova Gerusalemme [Cf Ap 21,12-14 ]. I Dodici[Cf Mc 6,7 ] e gli altri discepoli [Cf Lc 10,1-2 ] partecipano alla missione di Cristo, al suo potere, ma anche alla sua sorte [Cf Mt 10,25; Jn 15,20 ]. Attraverso tutte queste azioni Cristo prepara ed edifica la sua Chiesa.
766 Ma la Chiesa è nata principalmente dal dono totale di Cristo per la nostra salvezza, anticipato nell'istituzione dell'Eucaristia e realizzato sulla croce. L'inizio e la crescita della Chiesa "sono simboleggiati dal sangue e dall'acqua che uscirono dal costato aperto di Gesù crocifisso" [Conc. Ecum. Vat. II, LG 3]. "Infatti dal costato di Cristo dormiente sulla croce è scaturito il mirabile sacramento di tutta la Chiesa" [Conc. Ecum. Vat. II, Sacrosanctum concilium, 5]. Come Eva è stata formata dal costato di Adamo addormentato, cosi la Chiesa è nata dal cuore trafitto di Cristo morto sulla croce [Cf Sant'Ambrogio, Expositio Evangelii secundum Lucam, 2, 85-89: PL 15, 1583-1586].
La Chiesa - manifestata dallo Spirito Santo
767 "Compiuta l'opera che il Padre aveva affidato al Figlio sulla terra, il giorno di Pentecoste fu inviato lo Spirito Santo per santificare continuamente la Chiesa" [Conc. Ecum. Vat. II, LG 4]. Allora "la Chiesa fu manifestata pubblicamente alla moltitudine" ed "ebbe inizio attraverso la predicazione la diffusione del Vangelo" [Conc. Ecum. Vat. II, Ad gentes, 4]. Essendo "convocazione" di tutti gli uomini alla salvezza, la Chiesa è missionaria per sua natura, inviata da Cristo a tutti i popoli, per farli discepoli [Cf Mt 28,19-20; Conc. Ecum. Vat. II, Ad gentes, 2; 5-6].
768 Perché la Chiesa possa realizzare la sua missione, lo Spirito Santo "la provvede di diversi doni gerarchici e carismatici, con i quali la dirige" [Conc. Ecum. Vat. II, LG 4]. "La Chiesa percio, fornita dei doni del suo fondatore e osservando fedelmente i suoi precetti di carità, di umiltà e di abnegazione, riceve la missione di annunziare e instaurare in tutte le genti il Regno di Cristo e di Dio, e di questo Regno costituisce in terra il germe e l'inizio" [Conc. Ecum. Vat. II, LG 4].
La Chiesa - pienamente compiuta nella gloria
769 "La Chiesa. . . non avrà il suo compimento se non nella gloria del cielo", [Conc. Ecum. Vat. II, LG 8LG 6LG 5]. Il compimento della Chiesa - e per suo mezzo del mondo - nella gloria non avverrà se non attraverso molte prove. Allora soltanto, "tutti i giusti, a partire da Adamo, "dal giusto Abele fino all'ultimo eletto", saranno riuniti presso il Padre nella Chiesa universale" [Conc. Ecum. Vat. II, LG 5].
770 La Chiesa è nella storia, ma nello stesso tempo la trascende. E' unicamente "con gli occhi della fede" [Catechismo Romano, 1, 10, 20] che si può scorgere nella sua realtà visibile una realtà contemporaneamente spirituale, portatrice di vita divina.
La Chiesa - insieme visibile e spirituale
771 "Cristo, unico mediatore, ha costituito sulla terra la sua Chiesa santa, comunità di fede, di speranza e di carità, come un organismo visibile; incessantemente la sostenta e per essa diffonde su tutti la verità e la grazia". La Chiesa è ad un tempo:
- "la società costituita di organi gerarchici e il Corpo mistico di Cristo;
- l'assemblea visibile e la comunità spirituale;
- la Chiesa della terra e la Chiesa ormai in possesso dei beni celesti".
Queste dimensioni "formano una sola complessa realtà risultante di un elemento umano e di un elemento divino" [Conc. Ecum. Vat. II, LG 8].
La Chiesa ha la caratteristica di essere nello stesso tempo umana e divina, visibile ma dotata di realtà invisibili, fervente nell'azione e dedita alla contemplazione, presente nel mondo e, tuttavia, pellegrina; tutto questo in modo che quanto in lei è umano sia ordinato e subordinato al divino, il visibile all'invisibile, l'azione alla contemplazione, la realtà presente alla città futura verso la quale siamo incamminati [Conc. Ecum. Vat. II, Sacrosanctum concilium, 2].
O umiltà! O sublimità! Tabernacolo di Cedar, santuario di Dio; abitazione terrena, celeste reggia; dimora di fango, sala regale; corpo di morte, tempio di luce; infine, rifiuto per i superbi, ma sposa di Cristo! Bruna sei, ma bella, o figlia di Gerusalemme: se anche la fatica e il dolore del lungo esilio ti sfigura, ti adorna tuttavia la bellezza celeste [San Bernardo di Chiaravalle, In Canticum sermones, 27, 14: PL 183, 920D].
La Chiesa - mistero dell'unione degli uomini con Dio
772 E' nella Chiesa che Cristo compie e rivela il suo proprio Mistero come il fine del disegno di Dio: "ricapitolare in Cristo tutte le cose" (Ep 1,10). San Paolo chiama "mistero grande" (Ep 5,32) l'unione sponsale di Cristo con la Chiesa. Poiché essa è unita a Cristo come al suo Sposo, [Cf Ep 5,25-27 ] la Chiesa diventa essa stessa a sua volta Mistero [Cf Ep 3,9-11 ]. Contemplando in essa il Mistero, san Paolo scrive: "Cristo in voi, speranza della gloria" (Col 1,27).
773 Nella Chiesa tale comunione degli uomini con Dio mediante la carità che "non avrà mai fine" (1Co 13,8) è lo scopo cui tende tutto cio che in essa è mezzo sacramentale, legato a questo mondo destinato a passare [Cf Conc. Ecum. Vat. II, LG 48]. "La sua struttura è completamente ordinata alla santità delle membra di Cristo. E la santità si misura secondo il "grande Mistero", nel quale la Sposa risponde col dono dell'amore al dono dello Sposo" [Giovanni Paolo II, Lett. ap. Mulieris dignitatem, 27]. Maria precede tutti noi "sulla via verso la santità" che è il mistero della Chiesa come "la Sposa senza macchia né ruga" (Ep 5,27). Per questo motivo "la dimensione mariana della Chiesa precede la sua dimensione petrina" [Giovanni Paolo II, Lett. ap. Mulieris dignitatem, 27].
La Chiesa - sacramento universale di salvezza
774 La parola greca " mysterion " è stata tradotta in latino con due termini: " mysterium " e " sacramentum ". Nell'interpretazione ulteriore, il termine "sacramentum" esprime più precisamente il segno visibile della realtà nascosta della salvezza, indicata dal termine "mysterium". In questo senso, Cristo stesso è il Mistero della salvezza: "Non est enim aliud Dei mysterium, nisi Christus - Non v'è altro Mistero di Dio, se non Cristo" [Sant'Agostino, Epistulae, 187, 11, 34: PL 33, 845]. L'opera salvifica della sua umanità santa e santificante è il sacramento della salvezza che si manifesta e agisce nei sacramenti della Chiesa (che le Chiese d'Oriente chiamano anche "i santi Misteri"). I sette sacramenti sono i segni e gli strumenti mediante i quali lo Spirito Santo diffonde la grazia di Cristo, che è il Capo, nella Chiesa, che è il suo Corpo. La Chiesa, dunque, contiene e comunica la grazia invisibile che essa significa. E' in questo senso analogico che viene chiamata "sacramento".
775 "La Chiesa è in Cristo come sacramento, cioè segno e strumento dell'intima unione con Dio e dell'unità di tutto il genere umano" [Conc. Ecum. Vat. II, LG 1]. Essere il sacramento dell' intima unione degli uomini con Dio: ecco il primo fine della Chiesa. Poiché la comunione tra gli uomini si radica nell'unione con Dio, la Chiesa è anche il sacramento dell' unità del genere umano. In essa, tale unità è già iniziata poiché essa raduna uomini "di ogni nazione, razza, popolo e lingua" (Ap 7,9); nello stesso tempo, la Chiesa è "segno e strumento" della piena realizzazione di questa unità che deve ancora compiersi.
776 In quanto sacramento, la Chiesa è strumento di Cristo. Nelle sue mani essa è lo "strumento della Redenzione di tutti", [Conc. Ecum. Vat. II, LG 1] attraverso il quale Cristo "svela e insieme realizza il mistero dell'amore di Dio verso l'uomo" [Conc. Ecum. Vat. II, Gaudium et spes, 45]. Essa "è il progetto visibile dell'amore di Dio per l'umanità", [Paolo VI, discorso del 22 giugno 1973] progetto che vuole "la costituzione di tutto il genere umano nell'unico Popolo di Dio, la sua riunione nell'unico Corpo di Cristo, la sua edificazione nell'unico tempio dello Spirito Santo" [Conc. Ecum. Vat. II, Ad gentes, 7; cf Id., LG 17].
777 La parola "Chiesa" significa "convocazione". Designa l'assemblea di coloro che la Parola di Dio convoca per formare il Popolo di Dio e che, nutriti dal Corpo di Cristo, diventano essi stessi Corpo di Cristo.
778 La Chiesa è ad un tempo via e fine del disegno di Dio: prefigurata nella creazione, preparata nell'Antica Alleanza, fondata dalle parole e dalle azioni di Gesù Cristo, realizzata mediante la sua croce redentrice e la sua Risurrezione, essa è manifestata come mistero di salvezza con l'effusione dello Spirito Santo. Avrà il suo compimento nella gloria del cielo come assemblea di tutti i redenti della terra [Cf Ap 14,4 ].
779 La Chiesa è ad un tempo visibile e spirituale, società gerarchica e Corpo Mistico di Cristo. E' "una", formata di un elemento umano e di un elemento divino. Questo è il suo mistero, che solo la fede può accogliere.
780 La Chiesa è in questo mondo il sacramento della salvezza, il segno e lo strumento della comunione di Dio e degli uomini.
Paragrafo 2
781 "In ogni tempo e in ogni nazione è accetto a Dio chiunque lo teme e opera la sua giustizia. Tuttavia piacque a Dio di santificare e salvare gli uomini non individualmente e senza alcun legame tra loro, ma volle costituire di loro un Popolo, che lo riconoscesse nella verità e santamente lo servisse. Si scelse quindi per sé il popolo israelita, stabili con lui un'alleanza e lo formo progressivamente. . . Tutto questo pero avvenne in preparazione e in figura di quella Nuova e perfetta Alleanza che doveva concludersi in Cristo. . . cioè la Nuova Alleanza nel suo sangue, chiamando gente dai Giudei e dalle nazioni, perché si fondesse in unità non secondo la carne, ma nello Spirito" [Conc. Ecum. Vat. II, LG 9].
Le caratteristiche del Popolo di Dio
782 Il Popolo di Dio presenta caratteristiche che lo distinguono nettamente da tutti i raggruppamenti religiosi, etnici, politici o culturali della storia:
- E' il Popolo di Dio: Dio non appartiene in proprio ad alcun popolo. Ma egli da coloro che un tempo erano non-popolo ha acquistato un popolo: "la stirpe eletta, il sacerdozio regale, la nazione santa" (1P 2,9).
- Si diviene membri di questo Popolo non per la nascita fisica, ma per la "nascita dall'alto", "dall'acqua e dallo Spirito" (Jn 3,3-5), cioè mediante la fede in Cristo e il Battesimo.
- Questo Popolo ha per Capo [Testa] Gesù Cristo [Unto, Messia]: poiché la medesima Unzione, lo Spirito Santo, scorre dal Capo al Corpo, esso è "il Popolo messianico".
- "Questo Popolo ha per condizione la dignità e la libertà dei figli di Dio, nel cuore dei quali dimora lo Spirito Santo come nel suo tempio".
- "Ha per legge il nuovo precetto di amare come lo stesso Cristo ci ha amati" [Cf Jn 13,34 ]. E' la legge "nuova" dello Spirito Santo [Cf Rm 8,2; 782 Gal 5,25 ].
- Ha per missione di essere il sale della terra e la luce del mondo [Cf Mt 5,13-16 ]. "Costituisce per tutta l'umanità un germe validissimo di unità, di speranza e di salvezza".
- "E, da ultimo, ha per fine il Regno di Dio, incominciato in terra dallo stesso Dio, e che deve essere ulteriormente dilatato, finché alla fine dei secoli sia da lui portato a compimento" [Conc. Ecum. Vat. II, LG 9].
Un popolo sacerdotale, profetico e regale
783 Gesù Cristo è colui che il Padre ha unto con lo Spirito Santo e ha costituito "Sacerdote, Profeta e Re". L'intero Popolo di Dio partecipa a queste tre funzioni di Cristo e porta le responsabilità di missione e di servizio che ne derivano [Cf Giovanni Paolo II, Lett. enc. Redemptor hominis, 18-21].
784 Entrando nel Popolo di Dio mediante la fede e il Battesimo, si è resi partecipi della vocazione unica di questo Popolo, la vocazione sacerdotale : "Cristo Signore, pontefice assunto di mezzo agli uomini, fece del nuovo popolo "un regno e dei sacerdoti per Dio, suo Padre". Infatti, per la rigenerazione e l'unzione dello Spirito Santo i battezzati vengono consacrati a formare una dimora spirituale e un sacerdozio santo" [Conc. Ecum. Vat. II, LG 10].
785 "Il Popolo santo di Dio partecipa pure alla funzione profetica di Cristo". Cio soprattutto per il senso soprannaturale della fede che è di tutto il Popolo, laici e gerarchia, quando "aderisce indefettibilmente alla fede una volta per tutte trasmessa ai santi" [Conc. Ecum. Vat. II, LG 10] e ne approfondisce la comprensione e diventa testimone di Cristo in mezzo a questo mondo.
786 Il Popolo di Dio partecipa infine alla funzione regale di Cristo. Cristo esercita la sua regalità attirando a sé tutti gli uomini mediante la sua Morte e la sua Risurrezione [Cf Jn 12,32 ]. Cristo, Re e Signore dell'universo, si è fatto il servo di tutti, non essendo "venuto per essere servito, ma per servire e dare la sua vita in riscatto per molti" (Mt 20,28). Per il cristiano "regnare" è "servire" Cristo, [Cf Conc. Ecum. Vat. II, LG 8]. Il Popolo di Dio realizza la sua "dignità regale" vivendo conformemente a questa vocazione di servire con Cristo.
Tutti quelli che sono rinati in Cristo conseguono dignità regale per il segno della croce. Con l'unzione dello Spirito Santo sono consacrati sacerdoti. Non c'è quindi solo quel servizio specifico proprio del nostro ministero, perché tutti i cristiani, rivestiti di un carisma spirituale e usando della loro ragione, si riconoscono membra di questa stirpe regale e partecipi della funzione sacerdotale. Non è forse funzione regale il fatto che un'anima governi il suo corpo in sottomissione a Dio? Non è forse funzione sacerdotale consacrare al Signore una coscienza pura e offrirgli sull'altare del proprio cuore i sacrifici immacolati del nostro culto? [San Leone Magno, Sermones, 4, 1: PL 54, 149].
Catechismo Chiesa Catt. 730