Catechismo Chiesa Catt. 1179

IV. Dove celebrare?


1179 Il culto "in spirito e verità" (Jn 4,24) della Nuova Alleanza non è legato ad un luogo esclusivo. Tutta la terra è santa e affidata ai figli degli uomini. Quando i fedeli si riuniscono in uno stesso luogo, la realtà più importante è costituita dalle "pietre vive", messe insieme "per la costruzione di un edificio spirituale" (1P 2,4-5). Il Corpo di Cristo risorto è il tempio spirituale da cui sgorga la sorgente d'acqua viva. Incorporati a Cristo dallo Spirito Santo, "noi siamo il tempio del Dio vivente" (2Co 6,16).


1180 Quando non viene ostacolato l'esercizio della libertà religiosa, [Cf Conc. Ecum. Vat. II, Dignitatis humanae, 4] i cristiani costruiscono edifici destinati al culto divino. Tali chiese visibili non sono semplici luoghi di riunione, ma significano e manifestano la Chiesa che vive in quel luogo, dimora di Dio con gli uomini riconciliati e uniti in Cristo.


1181 "La casa di preghiera - in cui l'Eucaristia è celebrata e conservata; in cui i fedeli si riuniscono; in cui la presenza del Figlio di Dio nostro Salvatore, che si è offerto per noi sull'altare del sacrificio, viene venerata a sostegno e consolazione dei fedeli - dev'essere nitida e adatta alla preghiera e alle sacre funzioni" [Conc. Ecum. Vat. II, Presbyterorum ordinis, 5; cf Id. , Sacrosanctum concilium, 122-127]. In questa "casa di Dio", la verità e l'armonia dei segni che la costituiscono devono manifestare Cristo che in quel luogo è presente e agisce [Cf Conc. Ecum. Vat. II, Sacrosanctum concilium, 7].


1182 L' altare della Nuova Alleanza è la croce del Signore [Cf He 13,10 ] dalla quale scaturiscono i sacramenti del Mistero pasquale. Sull'altare, che è il centro della chiesa, viene reso presente il sacrificio della croce sotto i segni sacramentali. Esso è anche la Mensa del Signore, alla quale è invitato il Popolo di Dio [Cf Principi e norme per l'uso del Messale Romano, 259]. In alcune liturgie orientali, l'altare è anche il simbolo della Tomba (Cristo è veramente morto e veramente risorto).


1183 Il tabernacolo, nelle chiese, deve essere situato "in luogo distintissimo, col massimo onore" [Paolo VI, Lett. enc. Mysterium fidei]. "La nobiltà, la disposizione e la sicurezza del tabernacolo eucaristico" [Conc. Ecum. Vat. II, Sacrosanctum concilium, 128] devono favorire l'adorazione del Signore realmente presente nel santissimo Sacramento dell'altare.


Il sacro Crisma (Myron), la cui unzione è il segno sacramentale del sigillo del dono dello Spirito Santo, è tradizionalmente conservato e venerato in un luogo sicuro della chiesa. Vi si può collocare anche l'olio dei catecumeni e quello degli infermi.


1184 La sede del Vescovo (cattedra) o del presbitero "deve mostrare il compito che egli ha di presiedere l'assemblea e di guidare la preghiera" [Principi e norme per l'uso del Messale Romano, 271].


L' ambone: "L'importanza della Parola di Dio esige che vi sia nella chiesa un luogo adatto dal quale essa venga annunciata e verso il quale, durante la Liturgia della Parola, spontaneamente si rivolga l'attenzione dei fedeli" [Principi e norme per l'uso del Messale Romano, 271].


1185 Il raduno del Popolo di Dio ha inizio con il Battesimo; la chiesa deve quindi avere un luogo per la celebrazione del Battesimo (battistero) e favorire il ricordo delle promesse battesimali (acqua benedetta).


Il rinnovamento della vita battesimale esige la penitenza. La chiesa deve percio prestarsi all'espressione del pentimento e all'accoglienza del perdono, e questo comporta un luogo adatto per accogliere i penitenti.


La chiesa deve anche essere uno spazio che invita al raccoglimento e alla preghiera silenziosa, la quale prolunga e interiorizza la grande preghiera dell'Eucaristia.


1186 Infine, la chiesa ha un significato escatologico. Per entrare nella casa di Dio bisogna varcare una soglia, simbolo del passaggio dal mondo ferito dal peccato al mondo della vita nuova al quale tutti gli uomini sono chiamati. La chiesa visibile è simbolo della casa paterna verso la quale il Popolo di Dio è in cammino e dove il Padre "tergerà ogni lacrima dai loro occhi" (Ap 21,4). Per questo la chiesa è anche la casa di tutti i figli di Dio, aperta e pronta ad accogliere.


In sintesi


1187 La Liturgia è l'opera del Cristo totale, Capo e Corpo. Il nostro Sommo Sacerdote la celebra ininterrottamente nella Liturgia celeste, con la santa Madre di Dio, gli Apostoli, tutti i santi e la moltitudine degli uomini già entrati nel Regno.


1188 Nella celebrazione liturgica tutta l'assemblea è "liturga", ciascuno secondo la propria funzione. Il sacerdozio battesimale è quello di tutto il Corpo di Cristo. Tuttavia alcuni fedeli sono ordinati mediante il sacramento dell'Ordine per rappresentare Cristo come Capo del Corpo.


1189 La celebrazione liturgica comporta segni e simboli relativi alla creazione (luce, acqua, fuoco), alla vita umana (lavare, ungere, spezzare il pane) e alla storia della salvezza (i riti della Pasqua). Inseriti nel mondo della fede e assunti dalla forza dello Spirito Santo, questi elementi cosmici, questi riti umani, queste gesta memoriali di Dio diventano portatori dell'azione di salvezza e di santificazione compiuta da Cristo.


1190 La Liturgia della Parola è parte integrante della celebrazione. Il significato della celebrazione viene espresso dalla Parola di Dio che è annunziata e dall'impegno della fede che ad essa risponde.


1191 Il canto e la musica sono strettamente connessi con l'azione liturgica. I criteri della loro valida utilizzazione sono: la bellezza espressiva della preghiera, la partecipazione unanime dell'assemblea e il carattere sacro della celebrazione.


1192 Le sacre immagini, presenti nelle nostre chiese e nelle nostre case, hanno la funzione di risvegliare e nutrire la nostra fede nel Mistero di Cristo. Attraverso l'icona di Cristo e delle sue opere di salvezza, è lui che noi adoriamo. Attraverso le sacre immagini della santa Madre di Dio, degli angeli e dei santi, veneriamo le persone che in esse sono rappresentate.


1193 La domenica, "Giorno del Signore", è il giorno principale della celebrazione dell'Eucaristia, poiché è il giorno della Risurrezione. E' il giorno per eccellenza dell'assemblea liturgica, il giorno della famiglia cristiana, il giorno della gioia e del riposo dal lavoro. E' "il fondamento e il nucleo di tutto l'anno liturgico" [Conc. Ecum. Vat. II, Sacrosanctum concilium, 106].


1194 La Chiesa "nel ciclo annuale presenta tutto il Mistero di Cristo, dall'Incarnazione e Natività fino all'Ascensione, al giorno di Pentecoste e all'attesa della beata speranza e del ritorno del Signore" [Conc. Ecum. Vat. II, Sacrosanctum concilium, 102].


1195 Facendo memoria dei santi, in primo luogo della santa Madre di Dio, poi degli apostoli, dei martiri e degli altri santi, in giorni fissi dell'anno liturgico, la Chiesa sulla terra manifesta di essere unita alla Liturgia celeste; rende gloria a Cristo perché ha compiuto la salvezza nei suoi membri glorificati; il loro esempio le è di stimolo nel cammino verso il Padre.


1196 I fedeli che celebrano la Liturgia delle Ore si uniscono a Cristo, nostro Sommo Sacerdote, mediante la preghiera dei Salmi, la meditazione della Parola di Dio, la preghiera dei cantici e delle benedizioni, per essere associati alla sua preghiera incessante e universale che glorifica il Padre e implora il dono dello Spirito Santo sul mondo intero.


1197 Cristo è il vero Tempio di Dio, "il luogo in cui abita la sua gloria"; per mezzo della grazia di Dio anche i cristiani diventano templi dello Spirito Santo, le pietre vive con le quali viene edificata la Chiesa.


1198 Nella sua condizione terrena, la Chiesa ha bisogno di luoghi in cui la comunità possa radunarsi: le nostre chiese visibili, luoghi santi, immagini della Città santa, la celeste Gerusalemme verso la quale siamo in cammino come pellegrini.


1199 In queste chiese la Chiesa celebra il culto pubblico a gloria della Santissima Trinità, ascolta la Parola di Dio e canta le sue lodi, eleva la sua preghiera, offre il Sacrificio di Cristo, sacramentalmente presente in mezzo all'assemblea. Queste chiese sono inoltre luoghi di raccoglimento e di preghiera personale.


Articolo 2



DIVERSITA' LITURGICA E UNITA' DEL MISTERO


Tradizioni liturgiche e cattolicità della Chiesa


1200 Dalla prima comunità di Gerusalemme fino alla Parusia, le Chiese di Dio, fedeli alla fede apostolica, celebrano, in ogni luogo, lo stesso Mistero pasquale. Il Mistero celebrato nella Liturgia è uno, ma variano le forme nelle quali esso è celebrato.


1201 E' tale l'insondabile ricchezza del Mistero di Cristo che nessuna tradizione liturgica può esaurirne l'espressione. La storia dello sbocciare e dello svilupparsi di questi riti testimonia una stupefacente complementarità. Quando le Chiese hanno vissuto queste tradizioni liturgiche in comunione tra loro nella fede e nei sacramenti della fede, si sono reciprocamente arricchite crescendo nella fedeltà alla Tradizione e alla missione comune a tutta la Chiesa [Cf Paolo VI, Esort. ap. Evangelii nuntiandi, 63-64].


1202 Le varie tradizioni liturgiche hanno avuto origine proprio in funzione della missione della Chiesa. Le Chiese di una stessa area geografica e culturale sono giunte a celebrare il Mistero di Cristo con espressioni particolari, culturalmente caratterizzate: nella tradizione del "deposito della fede" (2Tm 1,14), nel simbolismo liturgico, nell'organizzazione della comunione fraterna, nella comprensione teologica dei misteri e in varie forme di santità. In questo modo Cristo, Luce e Salvezza di tutti i popoli, viene manifestato attraverso la vita liturgica di una Chiesa al popolo e alla cultura ai quali essa è inviata e nei quali è radicata. La Chiesa è cattolica: può quindi integrare nella sua unità - purificandole - tutte le vere ricchezze delle culture [Cf Conc. Ecum. Vat. II, LG 23; Id., Unitatis redintegratio, 4].


1203 Le tradizioni liturgiche, o riti, attualmente in uso nella Chiesa sono il rito latino (principalmente il rito romano, ma anche i riti di certe Chiese locali, come il rito ambrosiano o di certi Ordini religiosi) e i riti bizantino, alessandrino o copto, siriaco, armeno, maronita e caldeo. "Il sacro Concilio, in fedele ossequio alla tradizione, dichiara che la santa Madre Chiesa considera con uguale diritto e onore tutti i riti legittimamente riconosciuti, e vuole che in avvenire essi siano conservati e in ogni modo incrementati" [Conc. Ecum. Vat. II, Sacrosanctum concilium, 4].


Liturgia e culture


1204 La celebrazione della Liturgia deve quindi corrispondere al genio e alla cultura dei diversi popoli [Cf ibid., 37-40]. Affinché il Mistero di Cristo sia "rivelato . . . a tutte le genti perché obbediscano alla fede" (Rm 16,26), esso deve essere annunziato, celebrato e vissuto in tutte le culture, cosi che queste non vengono abolite, ma recuperate e portate a compimento grazie ad esso [Cf Giovanni Paolo II, Esort. ap. Catechesi tradendae, 53]. La moltitudine dei figli di Dio, infatti, ha accesso al Padre, per rendergli gloria, in un solo Spirito, con e per mezzo della propria cultura umana, assunta e trasfigurata da Cristo.


1205 "Nella Liturgia, e segnatamente in quella dei sacramenti, c'è una parte immutabile, perché di istituzione divina, di cui la Chiesa è custode, e ci sono parti suscettibili di cambiamento, che essa ha il potere, e talvolta anche il dovere, di adattare alle culture dei popoli recentemente evangelizzati" [Giovanni Paolo II, Lett. ap. Vicesimus quintus annus, 16; cf Conc. Ecum. Vat. II, Sacrosanctum concilium, 21].


1206 "La diversità liturgica può essere fonte di arricchimento, ma può anche provocare tensioni, reciproche incomprensioni e persino scismi. In questo campo è chiaro che la diversità non deve nuocere all'unità. Essa non può esprimersi che nella fedeltà alla fede comune, ai segni sacramentali, che la Chiesa ha ricevuto da Cristo, e alla comunione gerarchica. L'adattamento alle culture esige anche una conversione del cuore e, se è necessario, anche rotture con abitudini ancestrali incompatibili con la fede cattolica" [Giovanni Paolo II, Lett. ap. Vicesimus quintus annus, 16; cf Conc. Ecum. Vat. II, Sacrosanctum concilium, 21].


In sintesi


1207 E' opportuno che la celebrazione della Liturgia tenda ad esprimersi nella cultura del popolo in cui la Chiesa è inserita, senza tuttavia sottomettersi ad essa. D'altra parte, la Liturgia stessa genera e plasma le culture.


1208 Le diverse tradizioni liturgiche, o riti, legittimamente riconosciuti, in quanto significano e comunicano lo stesso Mistero di Cristo, manifestano la cattolicità della Chiesa.


1209 Il criterio che assicura l'unità nella pluriformità delle tradizioni liturgiche è la fedeltà alla Tradizione apostolica, ossia: la comunione nella fede e nei sacramenti ricevuti dagli Apostoli, comunione che è significata e garantita dalla successione apostolica.



PARTE SECONDA - LA CELEBRAZIONE DEL MISTERO CRISTIANO


SEZIONE SECONDA - "I SETTE SACRAMENTI DELLA CHIESA"


1210 I sacramenti della Nuova Legge sono istituiti da Cristo e sono sette, ossia: il Battesimo, la Confermazione, l'Eucaristia, la Penitenza, l'Unzione degli infermi, l'Ordine e il Matrimonio. I sette sacramenti toccano tutte le tappe e tutti i momenti importanti della vita del cristiano: grazie ad essi, la vita di fede dei cristiani nasce e cresce, riceve la guarigione e il dono della missione. In questo si dà una certa somiglianza tra le tappe della vita naturale e quelle della vita spirituale [Cf San Tommaso d'Aquino, Summa theologiae, III, 65, 1].


1211 Seguendo questa analogia saranno presentati per primi i tre sacramenti dell'iniziazione cristiana (capitolo primo), poi i sacramenti della guarigione (capitolo secondo), infine i sacramenti che sono al servizio della comunione e della missione dei fedeli (capitolo terzo). Quest'ordine non è certo l'unico possibile; permette tuttavia di vedere che i sacramenti formano un organismo nel quale ciascuno di essi ha il suo ruolo vitale. In questo organismo l'Eucaristia occupa un posto unico in quanto è il "Sacramento dei sacramenti": "gli altri sono tutti ordinati a questo come al loro specifico fine" [Cf San Tommaso d'Aquino, Summa theologiae, III, 65, 1].



PARTE SECONDA - LA CELEBRAZIONE DEL MISTERO CRISTIANO


SEZIONE SECONDA - "I SETTE SACRAMENTI DELLA CHIESA"


CAPITOLO PRIMO - I SACRAMENTI DELL'INIZIAZIONE CRISTIANA.


1212 Con i sacramenti dell'iniziazione cristiana, il Battesimo, la Confermazione e l'Eucaristia, sono posti i fondamenti di ogni vita cristiana. "La partecipazione alla natura divina, che gli uomini ricevono in dono mediante la grazia di Cristo, rivela una certa analogia con l'origine, lo sviluppo e l'accrescimento della vita naturale. Difatti i fedeli, rinati nel santo Battesimo, sono corroborati dal sacramento della Confermazione e, quindi, sono nutriti con il cibo della vita eterna nell'Eucaristia, sicché, per effetto di questi sacramenti dell'iniziazione cristiana, sono in grado di gustare sempre più e sempre meglio i tesori della vita divina e progredire fino al raggiungimento della perfezione della carità" [Paolo VI, Cost. ap. Divinae consortium naturae, AAS 63 (1971), 657-664. Cf Rituale romano, Rito dell'iniziazione cristiana degli adulti, Introduzione generale, 1-2].


Articolo 1



IL SACRAMENTO DEL BATTESIMO


1213 Il santo Battesimo è il fondamento di tutta la vita cristiana, il vestibolo d'ingresso alla vita nello Spirito (vitae spiritualis ianua"), e la porta che apre l'accesso agli altri sacramenti. Mediante il Battesimo siamo liberati dal peccato e rigenerati come figli di Dio, diventiamo membra di Cristo; siamo incorporati alla Chiesa e resi partecipi della sua missione: [Cf Concilio di Firenze: Denz. -Schönm., 1314; Codice di Diritto Canonico, 204, 1; 849; Corpus Canonum Ecclesiarum Orientalium, 675, 1] "Baptismus est sacramentum regenerationis per aquam in verbo - Il Battesimo può definirsi il sacramento della rigenerazione cristiana mediante l'acqua e la Parola" [Catechismo Romano, 2, 2, 5].


I. Come viene chiamato questo sacramento?


1214 Lo si chiama Battesimo dal rito centrale con il quale è compiuto: battezzare (baptizein" in greco) significa "tuffare", "immergere"; l' "immersione" nell'acqua è simbolo del seppellimento del catecumeno nella morte di Cristo, dalla quale risorge con lui, [Cf Rm 6,3-4; Col 2,12 ] quale "nuova creatura" (2Co 5,17 Ga 6,15).


1215 Questo sacramento è anche chiamato il " lavacro di rigenerazione e di rinnovamento nello Spirito Santo" (Tt 3,5), poiché significa e realizza quella nascita dall'acqua e dallo Spirito senza la quale nessuno "può entrare nel Regno di Dio" (Jn 3,5).


1216 "Questo lavacro è chiamato illuminazione, perché coloro che ricevono questo insegnamento [catechetico] vengono illuminati nella mente. . . " [San Giustino, Apologiae, 1, 61, 12]. Poiché nel Battesimo ha ricevuto il Verbo, "la luce vera. . . che illumina ogni uomo" (Jn 1,9), il battezzato, "dopo essere stato illuminato" (He 10,32) è divenuto "figlio della luce" (1Th 5,5), e "luce" egli stesso (Ep 5,8):


Il Battesimo è il più bello e magnifico dei doni di Dio. . . Lo chiamiamo dono, grazia, unzione, illuminazione, veste d'immortalità, lavacro di rigenerazione, sigillo, e tutto cio che vi è di più prezioso. Dono, poiché è dato a coloro che non portano nulla; grazia, perché viene elargito anche ai colpevoli; Battesimo, perché il peccato viene seppellito nell'acqua; unzione, perché è sacro e regale (tali sono coloro che vengono unti); illuminazione, perché è luce sfolgorante; veste, perché copre la nostra vergogna; lavacro, perché ci lava; sigillo, perché ci custodisce ed è il segno della signoria di Dio [San Gregorio Nazianzeno, Orationes, 40, 3-4: PG 36, 361C].


II. Il Battesimo nell'Economia della Salvezza


Le prefigurazioni del Battesimo nell'Antica Alleanza


1217 Nella Liturgia della Notte Pasquale, in occasione della benedizione dell'acqua battesimale, la Chiesa fa solenne memoria dei grandi eventi della storia della salvezza che prefiguravano il mistero del Battesimo:


O Dio. . . tu operi con invisibile potenza le meraviglie della salvezza; e in molti modi, attraverso i tempi, hai preparato l'acqua, tua creatura, ad essere segno del Battesimo [Messale Romano, Veglia pasquale: benedizione dell'acqua battesimale].


1218 Fin dalle origini del mondo l'acqua, questa umile e meravigliosa creatura, è la fonte della vita e della fecondità. La Sacra Scrittura la vede come "covata" dallo Spirito di Dio: [Cf Gen 1,2 ]


Fin dalle origini il tuo Spirito si librava sulle acque perché contenessero in germe la forza di santificare [Messale Romano, Veglia pasquale: benedizione dell'acqua battesimale].



1219 La Chiesa ha visto nell'Arca di Noè una prefigurazione della salvezza per mezzo del Battesimo. Infatti, per mezzo di essa, "poche persone, otto in tutto, furono salvate per mezzo dell'acqua" (1P 3,20):


Nel diluvio hai prefigurato il Battesimo, perché, oggi come allora, l'acqua segnasse la fine del peccato e l'inizio della vita nuova [Messale Romano, Veglia pasquale: benedizione dell'acqua battesimale].


1220 Se l'acqua di fonte è simbolo di vita, l'acqua del mare è un simbolo della morte. Per questo poteva essere figura del mistero della Croce. Per mezzo di questo simbolismo il Battesimo significa la comunione alla morte di Cristo.


1221 E' soprattutto la traversata del Mar Rosso, vera liberazione d'Israele dalla schiavitù d'Egitto, che annunzia la liberazione operata dal Battesimo:


Tu hai liberato dalla schiavitù i figli di Abramo, facendoli passare illesi attraverso il Mar Rosso, perché fossero immagine del futuro popolo dei battezzati [Messale Romano, Veglia pasquale: benedizione dell'acqua battesimale].


1222 Infine il Battesimo è prefigurato nella traversata del Giordano, grazie alla quale il popolo di Dio riceve il dono della terra promessa alla discendenza di Abramo, immagine della vita eterna. La promessa di questa beata eredità si compie nella Nuova Alleanza.


Il Battesimo di Cristo


1223 Tutte le prefigurazioni dell'Antica Alleanza trovano la loro realizzazione in Gesù Cristo. Egli dà inizio alla sua vita pubblica dopo essersi fatto battezzare da san Giovanni Battista nel Giordano [Cf Mt 3,13 ] e, dopo la sua Risurrezione, affida agli Apostoli questa missione: "Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro ad osservare tutto cio che vi ho comandato" (Mt 28,19-20) [Cf Mc 16,15-16 ].


1224 Nostro Signore si è volontariamente sottoposto al Battesimo di san Giovanni, destinato ai peccatori, per compiere ogni giustizia [Cf Mt 3,15 ]. Questo gesto di Gesù è una manifestazione del suo "annientamento" [Cf Ph 2,7 ]. Lo Spirito che si librava sulle acque della prima creazione, scende ora su Cristo, come preludio della nuova creazione, e il Padre manifesta Gesù come il suo "Figlio prediletto" [Cf Mt 3,16-17 ].


1225 E' con la sua Pasqua che Cristo ha aperto a tutti gli uomini le fonti del Battesimo. Egli, infatti, aveva già parlato della Passione, che avrebbe subito a Gerusalemme, come di un "Battesimo" con il quale doveva essere battezzato [Cf Mc 10,38; Lc 12,50 ]. Il Sangue e l'acqua sgorgati dal fianco trafitto di Gesù crocifisso [Cf Jn 19,34 ] sono segni del Battesimo e dell'Eucaristia, sacramenti della vita nuova: [Cf 1Jn 5,6-8 ] da quel momento è possibile "nascere dall'acqua e dallo Spirito" per entrare nel Regno dei cieli [Cf Jn 3,5 ].


Considera, quando sei battezzato, donde viene il Battesimo, se non dalla croce di Cristo, dalla morte di Cristo. Tutto il mistero sta nel fatto che egli ha patito per te. In lui tu sei redento, in lui tu sei salvato [Sant'Ambrogio, De sacramentis, 2, 6: PL 16, 425C].


Il Battesimo nella Chiesa


1226 Dal giorno della Pentecoste la Chiesa ha celebrato e amministrato il santo Battesimo. Infatti san Pietro, alla folla sconvolta dalla sua predicazione, dichiara: "Pentitevi, e ciascuno di voi si faccia battezzare nel nome di Gesù Cristo, per la remissione dei vostri peccati; dopo riceverete il dono dello Spirito Santo" (Ac 2,38). Gli Apostoli e i loro collaboratori offrono il Battesimo a chiunque crede in Gesù: giudei, timorati di Dio, pagani [Cf Ac 2,41; Ac 8,12-13; Ac 10,48; Ac 16,15 ]. Il Battesimo appare sempre legato alla fede: "Credi nel Signore Gesù e sarai salvato tu e la tua famiglia", dichiara san Paolo al suo carceriere a Filippi. Il racconto continua: "Subito [il carceriere] si fece battezzare con tutti i suoi" (Ac 16,31-33).


1227 Secondo l'Apostolo san Paolo, mediante il Battesimo il credente comunica alla morte di Cristo; con lui è sepolto e con lui risuscita:


Quanti siamo stati battezzati in Cristo Gesù, siamo stati battezzati nella sua morte. Per mezzo del Battesimo siamo dunque stati sepolti insieme a lui nella morte, perché come Cristo fu risuscitato dai morti per mezzo della gloria del Padre, cosi anche noi possiamo camminare in una vita nuova (
Rm 6,3-4) [Cf Col 2,12 ].


I battezzati si sono "rivestiti di Cristo" (Ga 3,27). Mediante l'azione dello Spirito Santo, il Battesimo è un lavacro che purifica, santifica e giustifica [Cf 1Co 6,11; 1Co 12,13 ].


1228 Il Battesimo è quindi un bagno d'acqua nel quale "il seme incorruttibile" della Parola di Dio produce il suo effetto vivificante [Cf 1P 1,23; 1228 Ep 5,26 ]. Sant'Agostino dirà del Battesimo: "Accedit verbum ad elementum, et fit Sacramentum Si unisce la parola all'elemento, e nasce il sacramento" [Sant'Agostino, In Evangelium Johannis tractatus, 80, 3].


III. Come viene celebrato il sacramento del Battesimo?


L'iniziazione cristiana


1229 Diventare cristiano richiede, fin dal tempo degli Apostoli, un cammino e una iniziazione con diverse tappe. Questo itinerario può essere percorso rapidamente o lentamente. Dovrà in ogni caso comportare alcuni elementi essenziali: l'annunzio della Parola, l'accoglienza del Vangelo che provoca una conversione, la professione di fede, il Battesimo, l'effusione dello Spirito Santo, l'accesso alla Comunione eucaristica.


1230 Questa iniziazione ha assunto forme molto diverse nel corso dei secoli e secondo le circostanze. Nei primi secoli della Chiesa l'iniziazione cristiana ha co nosciuto un grande sviluppo, con un lungo periodo di catecumenato e una serie di riti preparatori che scandivano liturgicamente il cammino della preparazione catecumenale per concludersi con la celebrazione dei sacramenti dell'iniziazione cristiana.


1231 Dove il Battesimo dei bambini è diventato largamente la forma abituale della celebrazione del sacramento, questa è divenuta un atto unico che, in modo molto abbreviato, integra le tappe preparatorie dell'iniziazione cristiana. Per la sua stessa natura il Battesimo dei bambini richiede un catecumenato post-battesimale. Non si tratta soltanto della necessità di una istruzione posteriore al Battesimo, ma del necessario sviluppo della grazia battesimale nella crescita della persona. E' l'ambito proprio del catechismo .


1232 Il Concilio Vaticano II ha ripristinato, per la Chiesa latina, "il catecumenato degli adulti, diviso in più gradi" [Conc. Ecum. Vat. II, Sacrosanctum concilium, 64]. I riti si trovano nell' Ordo initiationis christianae adultorum (1972). Il Concilio ha inoltre permesso che "nelle terre di missione, sia acconsentito accogliere, oltre agli elementi che si hanno nella tradizione cristiana, anche quegli elementi di iniziazione in uso presso ogni popolo, nella misura in cui possono essere adattati al rito cristiano" [Conc. Ecum. Vat. II, Sacrosanctum concilium, 64].


1233 Oggi, dunque, in tutti i riti latini e orientali, l'iniziazione cristiana degli adulti incomincia con il loro ingresso nel catecumenato e arriva al suo cultime nella celebrazione unitaria dei tre sacramenti del Battesimo, della Confermazione e dell'Eucaristia [Cf Conc. Ecum. Vat. II, Ad gentes, 14; Codice di Diritto Canonico, 851; 865; 866]. Nei riti orientali l'iniziazione cristiana dei bambini incomincia con il Battesimo immediatamente seguito dalla Confermazione e dall'Eucaristia, mentre nel rito romano essa continua durante alcuni anni di catechesi, per concludersi più tardi con la Confermazione e l'Eucaristia, culmine della loro iniziazione cristiana [Cf Codice di Diritto Canonico, 851, 2; 868].


La mistagogia della celebrazione


1234 Il significato e la grazia del sacramento del Battesimo appaiono chiaramente nei riti della sua celebrazione. Seguendo con attenta partecipazione i gesti e le parole di questa celebrazione, i fedeli sono iniziati alle ricchezze che tale sacramento significa e opera in ogni nuovo battezzato.



1235 Il segno della croce, all'inizio della celebrazione, esprime il sigillo di Cristo su colui che sta per appartenergli e significa la grazia della redenzione che Cristo ci ha acquistata per mezzo della sua croce.


1236 L'annunzio della Parola di Dio illumina con la verità rivelata i candidati e l'assemblea, e suscita la risposta della fede, inseparabile dal Battesimo. Infatti il Battesimo è in modo tutto particolare "il sacramento della fede", poiché segna l'ingresso sacramentale nella vita di fede.


1237 Dal momento che il Battesimo significa la liberazione dal peccato e dal suo istigatore, il diavolo, viene pronunziato uno (o più) esorcismo(i) sul candidato. Questi viene unto con l'olio dei catecumeni, oppure il celebrante impone su di lui la mano, ed egli rinunzia esplicitamente a Satana. Cosi pre parato, può professare la fede della Chiesa alla quale sarà "consegnato" per mezzo del Battesimo [Cf Rm 6,17 ].


1238 L' acqua battesimale viene quindi consacrata mediante una preghiera di Epiclesi (sia al momento stesso, sia nella notte di Pasqua). La Chiesa chiede a Dio che, per mezzo del suo Figlio, la potenza dello Spirito Santo discenda su quest'acqua, in modo che quanti vi saranno battezzati "nascano dall'acqua e dallo Spirito" (Jn 3,5).


1239 Segue poi il rito essenziale del sacramento: il Battesimo propriamente detto, che significa e opera la morte al peccato e l'ingresso nella vita della Santissima Trinità attraverso la configurazione al Mistero pasquale di Cristo. Il Battesimo viene compiuto nel modo più espressivo per mezzo della triplice immersione nell'acqua battesimale. Ma fin dall'antichità può anche essere conferito versando per tre volte l'acqua sul capo del candidato.


1240 Nella Chiesa latina questa triplice infusione è accompagnata dalle parole del ministro: "N., io ti battezzo nel nome del Padre, e del Figlio, e dello Spirito Santo". Nelle liturgie orientali, mentre il catecumeno è rivolto verso l'Oriente, il sacerdote dice: "Il servo di Dio, N. , è battezzato nel nome del Padre, e del Figlio, e dello Spirito Santo". E all'invocazione di ogni persona della Santissima Trinità, lo immerge nell'acqua e lo risolleva.


1241 L' unzione con il sacro crisma, olio profumato consacrato dal vescovo, significa il dono dello Spirito Santo elargito al nuovo battezzato. Egli è divenuto un cristiano, ossia "unto" di Spirito Santo, incorporato a Cristo, che è unto sacerdote, profeta e re [Cf Rituale romano, Rito del battesimo dei bambini, 62].


1242 Nella liturgia delle Chiese orientali, l'unzione post-battesimale costituisce il sacramento della Crismazione (Confermazione). Nella liturgia romana, essa annunzia una seconda unzione con il sacro crisma che sarà effettuata dal vescovo: cioè il sacramento della Confermazione, il quale, per cosi dire, "conferma" e porta a compimento l'unzione battesimale.


1243 La veste bianca significa che il battezzato si è "rivestito di Cristo" (Ga 3,27): egli è risorto con Cristo. La candela, accesa al cero pasquale, significa che Cristo ha illuminato il neofita. In Cristo i battezzati sono"la luce del mondo" (Mt 5,14) [Cf Ph 2,15 ].


Il nuovo battezzato è ora figlio di Dio nel Figlio Unigenito. può dire la preghiera dei figli di Dio: il Padre nostro.


1244 La prima Comunione eucaristica. Divenuto figlio di Dio, rivestito dell'abito nuziale, il neofita è ammesso "al banchetto delle nozze dell'Agnello" e riceve il nutrimento della vita nuova, il Corpo e il Sangue di Cristo. Le Chiese orientali conservano una viva coscienza dell'unità dell'iniziazione cristiana amministrando la santa Comunione a tutti i neo-battezzati e confermati, anche ai bambini piccoli, ricordando la parola del Signore: "Lasciate che i bambini vengano a me e non glielo impedite" (Mc 10,14). La Chiesa latina, che permette l'accesso alla santa Comunione solo a coloro che hanno raggiunto l'uso di ragione, mette in luce che il Battesimo introduce all'Eucaristia accostando all'altare il bambino neo-battezzato per la preghiera del Padre nostro.


1245 La benedizione solenne conclude la celebrazione del Battesimo. In occasione del Battesimo dei neonati la benedizione della madre occupa un posto di rilievo.


IV. Chi può ricevere il Battesimo?



1246 "E' capace di ricevere il Battesimo ogni uomo e solo l'uomo non ancora battezzato" [Codice di Diritto Canonico, 864; Corpus Canonum Ecclesiarum Orientalium, 679].


Il Battesimo degli adulti


1247 Dalle origini della Chiesa, il Battesimo degli adulti è la situazione più normale là dove l'annunzio del Vangelo è ancora recente. Il catecumenato (preparazione al Battesimo) occupa in tal caso un posto importante. In quanto iniziazione alla fede e alla vita cristiana, esso deve disporre ad accogliere il dono di Dio nel Battesimo, nella Confermazione e nell'Eucaristia.


1248 Il catecumenato, o formazione dei catecumeni, ha lo scopo di permettere a questi ultimi, in risposta all'iniziativa divina e in unione con una comunità ecclesiale, di condurre a maturità la loro conversione e la loro fede. Si tratta di "una formazione alla vita cristiana. . . " mediante la quale "i discepoli vengono in contatto con Cristo, loro Maestro. Percio i catecumeni siano convenientemente iniziati al mistero della salvezza e alla pratica delle norme evangeliche, e mediante i riti sacri, da celebrare in tempi successivi, siano introdotti nella vita della fede, della Liturgia e della carità del Popolo di Dio" [Conc. Ecum. Vat. II, Ad gentes, 14; cf Rituale romano, Rito dell'iniziazione cristiana degli adulti, 19 e 98].


1249 I catecumeni "sono già uniti alla Chiesa, appartengono già alla famiglia del Cristo, e spesso vivono già una vita di fede, di speranza e di carità" [Conc. Ecum. Vat. II, Ad gentes, 14]. "La madre Chiesa, come già suoi, li ricopre del suo amore e delle sue cure" [Conc. Ecum. Vat. II, LG 14; Codice di Diritto Canonico, 206; 788, 3].


Il Battesimo dei bambini


1250 Poiché nascono con una natura umana decaduta e contaminata dal peccato originale, anche i bambini hanno bisogno della nuova nascita nel Battesimo [Cf Concilio di Trento: Denz. -Schönm., 1514] per essere liberati dal potere delle tenebre e trasferiti nel regno della libertà dei figli di Dio, [Cf Col 1,12-14 ] alla quale tutti gli uomini sono chiamati. La pura gratuità della grazia della salvezza si manifesta in modo tutto particolare nel Battesimo dei bambini. La Chiesa e i genitori priverebbero quindi il bambino della grazia inestimabile di diventare figlio di Dio se non gli conferissero il Battesimo poco dopo la nascita [Cf Codice di Diritto Canonico, 867; Corpus Canonum Ecclesiarum Orientalium, 681; 686, 1.]


1251 I genitori cristiani riconosceranno che questa pratica corrisponde pure al loro ruolo di alimentare la vita che Dio ha loro affidato [Cf Conc. Ecum Vat. II, LG 11 LG 41; Id., Gaudium et spes 48; Codice di Diritto canonico, 868]


1252 L'usanza di battezzare i bambini è una tradizione della Chiesa da tempo immemorabile. Essa è esplicitamente attestata fin dal secondo secolo. E' tuttavia probabile che, fin dagli inizi della predicazione apostolica, quando "famiglie" intere hanno ricevuto il Battesimo, [Cf Ac 16,15; Ac 16,33; 1252 Ac 18,8; 1Co 1,16 ]. siano stati battezzati anche i bambini [Cf Congregazione per la Dottrina della Fede, Istr. Pastoralis actio: AAS 72 (1980), 1137-1156].


Fede e Battesimo


1253 Il Battesimo è il sacramento della fede [Cf Mc 16,16 ]. La fede pero ha bisogno della comunità dei credenti. E' soltanto nella fede della Chiesa che ogni fedele può credere. La fede richiesta per il Battesimo non è una fede perfetta e matura, ma un inizio, che deve svilupparsi. Al catecumeno o al suo padrino viene domandato: "Che cosa chiedi alla Chiesa di Dio?". Ed egli risponde: "La fede!".


1254 In tutti i battezzati, bambini o adulti, la fede deve crescere dopo il Battesimo. Per questo ogni anno, nella notte di Pasqua, la Chiesa celebra la rinnovazione delle promesse battesimali. La preparazione al Battesimo conduce soltanto alla soglia della vita nuova. Il Battesimo è la sorgente della vita nuova in Cristo, dalla quale fluisce l'intera vita cristiana.


1255 Perché la grazia battesimale possa svilupparsi è importante l'aiuto dei genitori. Questo è pure il ruolo del padrino o della madrina, che devono essere dei credenti solidi, capaci e pronti a sostenere nel cammino della vita cristiana il neo-battezzato, bambino o adulto [Cf Codice di Diritto Canonico, 872-874]. Il loro compito è una vera funzione ecclesiale (officium") [Cf Conc. Ecum. Vat. II, Sacrosanctum concilium, 67]. L'intera comunità ecclesiale ha una parte di responsabilità nello sviluppo e nella conservazione della grazia ricevuta nel Battesimo.



Catechismo Chiesa Catt. 1179