Udienze 2010 - San Domenico di Guzman

Mercoledì, 10 febbraio 2010

Sant'Antonio di Padova


Cari fratelli e sorelle,

due settimane fa ho presentato la figura di san Francesco di Assisi. Questa mattina vorrei parlare di un altro santo appartenente alla prima generazione dei Frati Minori: Antonio di Padova o, come viene anche chiamato, da Lisbona, riferendosi alla sua città natale. Si tratta di uno dei santi più popolari in tutta la Chiesa Cattolica, venerato non solo a Padova, dove è stata innalzata una splendida Basilica che raccoglie le sue spoglie mortali, ma in tutto il mondo. Sono care ai fedeli le immagini e le statue che lo rappresentano con il giglio, simbolo della sua purezza, o con il Bambino Gesù tra le braccia, a ricordo di una miracolosa apparizione menzionata da alcune fonti letterarie.

Antonio ha contribuito in modo significativo allo sviluppo della spiritualità francescana, con le sue spiccate doti di intelligenza, di equilibrio, di zelo apostolico e, principalmente, di fervore mistico.

Nacque a Lisbona da una nobile famiglia, intorno al 1195, e fu battezzato con il nome di Fernando. Entrò fra i Canonici che seguivano la regola monastica di sant’Agostino, dapprima nel monastero di San Vincenzo a Lisbona e, successivamente, in quello della Santa Croce a Coimbra, rinomato centro culturale del Portogallo. Si dedicò con interesse e sollecitudine allo studio della Bibbia e dei Padri della Chiesa, acquisendo quella scienza teologica che mise a frutto nell’attività di insegnamento e di predicazione. A Coimbra avvenne l’episodio che impresse una svolta decisiva nella sua vita: qui, nel 1220 furono esposte le reliquie dei primi cinque missionari francescani, che si erano recati in Marocco, dove avevano incontrato il martirio. La loro vicenda fece nascere nel giovane Fernando il desiderio di imitarli e di avanzare nel cammino della perfezione cristiana: egli chiese allora di lasciare i Canonici agostiniani e di diventare Frate Minore. La sua domanda fu accolta e, preso il nome di Antonio, anch’egli partì per il Marocco, ma la Provvidenza divina dispose altrimenti. In seguito a una malattia, fu costretto a rientrare in Italia e, nel 1221, partecipò al famoso “Capitolo delle stuoie” ad Assisi, dove incontrò anche san Francesco. Successivamente, visse per qualche tempo nel totale nascondimento in un convento presso Forlì, nel nord dell’Italia, dove il Signore lo chiamò a un’altra missione. Invitato, per circostanze del tutto casuali, a predicare in occasione di un’ordinazione sacerdotale, mostrò di essere dotato di tale scienza ed eloquenza, che i Superiori lo destinarono alla predicazione. Iniziò così in Italia e in Francia, un’attività apostolica tanto intensa ed efficace da indurre non poche persone che si erano staccate dalla Chiesa a ritornare sui propri passi. Antonio fu anche tra i primi maestri di teologia dei Frati Minori, se non proprio il primo. Iniziò il suo insegnamento a Bologna, con la benedizione di san Francesco, il quale, riconoscendo le virtù di Antonio, gli inviò una breve lettera, che si apriva con queste parole: “Mi piace che insegni teologia ai frati”. Antonio pose le basi della teologia francescana che, coltivata da altre insigni figure di pensatori, avrebbe conosciuto il suo apice con san Bonaventura da Bagnoregio e il beato Duns Scoto.

Diventato Superiore provinciale dei Frati Minori dell’Italia settentrionale, continuò il ministero della predicazione, alternandolo con le mansioni di governo. Concluso l’incarico di Provinciale, si ritirò vicino a Padova, dove già altre volte si era recato. Dopo appena un anno, morì alle porte della Città, il 13 giugno 1231. Padova, che lo aveva accolto con affetto e venerazione in vita, gli tributò per sempre onore e devozione. Lo stesso Papa Gregorio IX, che dopo averlo ascoltato predicare lo aveva definito “Arca del Testamento”, lo canonizzò solo un anno dopo la morte nel 1232, anche in seguito ai miracoli avvenuti per la sua intercessione.

Nell’ultimo periodo di vita, Antonio mise per iscritto due cicli di “Sermoni”, intitolati rispettivamente “Sermoni domenicali” e “Sermoni sui Santi”, destinati ai predicatori e agli insegnanti degli studi teologici dell’Ordine francescano. In questi Sermoni egli commenta i testi della Scrittura presentati dalla Liturgia, utilizzando l’interpretazione patristico-medievale dei quattro sensi, quello letterale o storico, quello allegorico o cristologico, quello tropologico o morale, e quello anagogico, che orienta verso la vita eterna. Oggi si riscopre che questi sensi sono dimensioni dell’unico senso della Sacra Scrittura e che è giusto interpretare la Sacra Scrittura cercando le quattro dimensioni della sua parola. Questi Sermoni di sant’Antonio sono testi teologico-omiletici, che riecheggiano la predicazione viva, in cui Antonio propone un vero e proprio itinerario di vita cristiana. È tanta la ricchezza di insegnamenti spirituali contenuta nei “Sermoni”, che il Venerabile Papa Pio XII, nel 1946, proclamò Antonio Dottore della Chiesa, attribuendogli il titolo di “Dottore evangelico”, perché da tali scritti emerge la freschezza e la bellezza del Vangelo; ancora oggi li possiamo leggere con grande profitto spirituale.

In questi Sermoni sant’Antonio parla della preghiera come di un rapporto di amore, che spinge l’uomo a colloquiare dolcemente con il Signore, creando una gioia ineffabile, che soavemente avvolge l’anima in orazione. Antonio ci ricorda che la preghiera ha bisogno di un’atmosfera di silenzio che non coincide con il distacco dal rumore esterno, ma è esperienza interiore, che mira a rimuovere le distrazioni provocate dalle preoccupazioni dell’anima, creando il silenzio nell’anima stessa. Secondo l’insegnamento di questo insigne Dottore francescano, la preghiera è articolata in quattro atteggiamenti, indispensabili, che, nel latino di Antonio, sono definiti così: obsecratio, oratio, postulatio, gratiarum actio. Potremmo tradurli nel modo seguente: aprire fiduciosamente il proprio cuore a Dio; questo è il primo passo del pregare, non semplicemente cogliere una parola, ma aprire il cuore alla presenza di Dio; poi colloquiare affettuosamente con Lui, vedendolo presente con me; e poi – cosa molto naturale - presentargli i nostri bisogni; infine lodarlo e ringraziarlo.

In questo insegnamento di sant’Antonio sulla preghiera cogliamo uno dei tratti specifici della teologia francescana, di cui egli è stato l’iniziatore, cioè il ruolo assegnato all’amore divino, che entra nella sfera degli affetti, della volontà, del cuore, e che è anche la sorgente da cui sgorga una conoscenza spirituale, che sorpassa ogni conoscenza. Infatti, amando, conosciamo.

Scrive ancora Antonio: “La carità è l’anima della fede, la rende viva; senza l’amore, la fede muore” (Sermones Dominicales et Festivi II, Messaggero, Padova 1979, p. 37).

Soltanto un’anima che prega può compiere progressi nella vita spirituale: è questo l’oggetto privilegiato della predicazione di sant’Antonio. Egli conosce bene i difetti della natura umana, la nostra tendenza a cadere nel peccato, per cui esorta continuamente a combattere l’inclinazione all’avidità, all’orgoglio, all’impurità, e a praticare invece le virtù della povertà e della generosità, dell’umiltà e dell’obbedienza, della castità e della purezza. Agli inizi del XIII secolo, nel contesto della rinascita delle città e del fiorire del commercio, cresceva il numero di persone insensibili alle necessità dei poveri. Per tale motivo, Antonio più volte invita i fedeli a pensare alla vera ricchezza, quella del cuore, che rendendo buoni e misericordiosi, fa accumulare tesori per il Cielo. “O ricchi - così egli esorta - fatevi amici… i poveri, accoglieteli nelle vostre case: saranno poi essi, i poveri, ad accogliervi negli eterni tabernacoli, dove c’è la bellezza della pace, la fiducia della sicurezza, e l’opulenta quiete dell’eterna sazietà” (Ibid., p. 29).

Non è forse questo, cari amici, un insegnamento molto importante anche oggi, quando la crisi finanziaria e i gravi squilibri economici impoveriscono non poche persone, e creano condizioni di miseria? Nella mia Enciclica Caritas in veritate ricordo: “L’economia ha bisogno dell’etica per il suo corretto funzionamento, non di un’etica qualsiasi, bensì di un’etica amica della persona” ().

Antonio, alla scuola di Francesco, mette sempre Cristo al centro della vita e del pensiero, dell’azione e della predicazione. È questo un altro tratto tipico della teologia francescana: il cristocentrismo. Volentieri essa contempla, e invita a contemplare, i misteri dell’umanità del Signore, l’uomo Gesù, in modo particolare, il mistero della Natività, Dio che si è fatto Bambino, si è dato nelle nostre mani: un mistero che suscita sentimenti di amore e di gratitudine verso la bontà divina.

Da una parte la Natività, un punto centrale dell’amore di Cristo per l’umanità, ma anche la visione del Crocifisso ispira ad Antonio pensieri di riconoscenza verso Dio e di stima per la dignità della persona umana, così che tutti, credenti e non credenti, possano trovare nel Crocifisso e nella sua immagine un significato che arricchisce la vita. Scrive sant’Antonio: “Cristo, che è la tua vita, sta appeso davanti a te, perché tu guardi nella croce come in uno specchio. Lì potrai conoscere quanto mortali furono le tue ferite, che nessuna medicina avrebbe potuto sanare, se non quella del sangue del Figlio di Dio. Se guarderai bene, potrai renderti conto di quanto grandi siano la tua dignità umana e il tuo valore... In nessun altro luogo l’uomo può meglio rendersi conto di quanto egli valga, che guardandosi nello specchio della croce” (Sermones Dominicales et Festivi III, PP 213-214).

Meditando queste parole possiamo capire meglio l'importanza dell'immagine del Crocifisso per la nostra cultura, per il nostro umanesimo nato dalla fede cristiana. Proprio guardando il Crocifisso vediamo, come dice sant'Antonio, quanto grande è la dignità umana e il valore dell'uomo. In nessun altro punto si può capire quanto valga l'uomo, proprio perché Dio ci rende così importanti, ci vede così importanti, da essere, per Lui, degni della sua sofferenza; così tutta la dignità umana appare nello specchio del Crocifisso e lo sguardo verso di Lui è sempre fonte del riconoscimento della dignità umana.

Cari amici, possa Antonio di Padova, tanto venerato dai fedeli, intercedere per la Chiesa intera, e soprattutto per coloro che si dedicano alla predicazione; preghiamo il Signore affinché ci aiuti ad imparare un poco di questa arte da sant’Antonio. I predicatori, traendo ispirazione dal suo esempio, abbiano cura di unire solida e sana dottrina, pietà sincera e fervorosa, incisività nella comunicazione. In quest’anno sacerdotale, preghiamo perché i sacerdoti e i diaconi svolgano con sollecitudine questo ministero di annuncio e di attualizzazione della Parola di Dio ai fedeli, soprattutto attraverso le omelie liturgiche. Siano esse una presentazione efficace dell’eterna bellezza di Cristo, proprio come Antonio raccomandava: “Se predichi Gesù, egli scioglie i cuori duri; se lo invochi, addolcisci le amare tentazioni; se lo pensi, ti illumina il cuore; se lo leggi, egli ti sazia la mente” (Sermones Dominicales et Festivi III, p. 59).

Saluti:

Je suis heureux d’accueillir les pèlerins francophones, en particulier les élèves et les professeurs de différents collèges de Montaigu, Séverac-le Château et Paris, ainsi que les paroissiens venus en pèlerinage à Rome. Puisse le Seigneur Jésus vous accompagner dans votre vie! Que Dieu vous bénisse!

I am pleased to offer a warm welcome to the Delegation of the Evangelical Lutheran Church in America here with us today. I also greet all the English-speaking visitors present at this Audience, especially those from England, Denmark and the United States. Upon all of you I invoke God’s blessings of joy and peace!

Mit Freude grüße ich alle Pilger und Besucher deutscher Sprache. Der heilige Antonius helfe uns, in der Liebe zu Christus und zum Nächsten zu wachsen. Bitten wir ihn in diesem Priesterjahr um seine Fürsprache, daß es den Priestern und Diakonen heute gelingt, die Botschaft Christi freudig zu verkünden und die Herzen der Menschen für den Herrn zu öffnen. Gerne begleite ich euch alle mit meinem Segen.

Saludo cordialmente a los fieles de lengua española aquí presentes, en particular, a los peregrinos de España, México, Colombia y de otros países latinoamericanos. Invito a todos a seguir rezando con fervor, en este Año Sacerdotal, por los sacerdotes, para que sean fieles ministros de la Palabra de Dios, y sepan presentar la belleza del mensaje de Cristo con profundidad y competencia doctrinal. Muchas gracias.

Saúdo, com fraterna amizade, os grupos vindos de São Paulo, Rio de Janeiro, Ribeirão Preto e demais peregrinos de língua portuguesa, desejando que esta visita aos lugares santificados pela pregação e martírio dos Apóstolos Pedro e Paulo possa confirmar a todos na fé, esperança e caridade. A Virgem Mãe vos acompanhe e proteja!

Saluto in lingua polacca:

Niech bedzie pochwalony Jezus Chrystus. Drodzy pielgrzymi polscy. Jutro, we wspomnienie liturgiczne Matki Bozej z Lourdes, bedziemy obchodzili Swiatowy Dzien Chorego. Opiece Maryi polecamy wszystkich chorych i tych, którzy niosa im ulge w cierpieniu. Niech nasi bracia obarczeni krzyzem choroby i niemocy znajduja otuche w Krzyzu Chrystusa. Modlac sie za nich, z serca im blogoslawie, jak równiez wam tu obecnym i waszym bliskim.

Traduzione italiana:

Sia lodato Gesù Cristo. Cari pellegrini polacchi, domani, memoria della Beata Maria Vergine di Lourdes, celebreremo la Giornata Mondiale del Malato. Alla protezione della Madonna affidiamo tutti i malati e quanti recano loro sollievo nella sofferenza. I nostri fratelli che portano la croce dell’infermità e della sofferenza trovino il conforto nella Croce di Cristo. Pregando per loro, li benedico di cuore, come anche voi qui presenti e i vostri cari.

Saluto in lingua croata:

Srdacno pozdravljam sve hrvatske hodocasnike, a na poseban nacin vas, svecenike, redovnike, redovnice, bogoslove i sve vjernike iz Gospicko-senjske biskupije, predvodene vašim biskupom monsinjorom Milom Bogovicem. Došli ste ocitovati svoju zahvalnost i vjernost Apostolskoj Stolici prigodom desete obljetnice vaše biskupije. Ujedno danas slavimo i spomendan Blaženoga Alojzija kardinala Stepinca, biskupa i mucenika, koji je prije pedeset godina dao svoj život za svjedocanstvo vjere. Cuvajte uspomenu na svoje mucenike, i na njihovom hrabrom primjeru budite danas „sol zemlje i svjetlo svijeta“ (usp. Mt Mt 5,13 Mt Mt 5,14 Mt ). Stoga vas poticem da, s još vecim žarom, molite u vašim obiteljima i u vašim zajednicama za prijeko potrebna duhovna zvanja, a osobito u vašoj biskupiji. Dok vam jamcim svoju duhovnu blizinu, vama i vašim obiteljima udjeljujem poseban apostolski blagoslov. Hvaljen Isus i Marija!

Traduzione italiana:

Saluto di cuore i pellegrini croati, e in modo particolare voi, sacerdoti, religiosi, religiose e seminaristi e fedeli tutti della Diocesi di Gospic-Senj, guidati dal vostro Vescovo Mons. Mile Bogovic. Siete venuti a manifestare la vostra gratitudine e fedeltà alla Sede Apostolica in occasione del decimo anniversario di fondazione della vostra Diocesi. Oggi celebriamo la memoria del Beato Luigi cardinale Stepinac, vescovo e martire, che ha sacrificato la sua vita cinquanta anni fa in testimonianza della fede. Custodite la memoria dei vostri martiri, e sul loro eroico esempio nell oggi della Chiesa siate “il sale della terra e la luce del mondo” (cf. Mt Mt 5,13 Mt Mt 5,14 Mt ). Vi esorto a pregare con rinnovato fervore nelle vostre famiglie e nelle vostre comunità, per le vocazioni al Sacerdozio ed alla Vita Consacrata tento necessarie specialmente nella vostra Diocesi. Mentre vi assicuro la mia spirituale vicinanza imparto a voi e alle vostre famiglie una speciale Benedizione Apostolica. Siano lodati Gesù e Maria!

Saluto in lingua slovacca:

Srdecne pozdravujem spolocenstvo Knazského seminára svätého Františka Xaverského z Banskej Bystrice - Badína.
Milí seminaristi, prajem vám nech pút k hrobom Apoštolov pocas Roka knazov posilní vašu vernost Krístovi, ktorý vás volá, aby ste mu velkodušne slúžili v bratoch a sestrách.
S láskou žehnám vás i vašich drahých. Pochválený bud Ježiš Kristus!

Traduzione italiana

Saluto cordialmente la comunità del Seminario diocesano di San Francesco Saverio di Banská Bystrica – Badín.
Cari seminaristi, vi auguro che il vostro pellegrinaggio alle tombe degli Apostoli nell’Anno sacerdotale rafforzi la vostrafedeltà a Cristo, che vi chiama a servirlo generosamente nei fratelli.
Con affetto benedico voi ed i vostri cari. Sia lodato Gesù Cristo!

Saluto in lingua romena:

Salut cu afectiune studentii teologi de la Seminarul Mare din Iasi, însotiti de educatorii lor. Iubiti prieteni, redescoperiti darul urmarii lui Cristos, aderând mereu, cu ajutorul sau, la vointa Tatalui si pregatiti-va sub aspect spiritual, teologic si pastoral sa îndepliniti în mod temeinic viitorul vostru minister în contextul societatii de astazi în mare parte secularizata. Va însotesc cu rugaciunea mea si va binecuvântez din inima.

Traduzione italiana:

Saluto con affetto gli alunni del Seminario Maggiore di Iasi, accompagnati dai loro educatori. Cari amici, riscoprite il dono della sequela di Cristo, aderendo sempre, con il suo aiuto, alla volontà del Padre e preparatevi spiritualmente, teologicamente e pastoralmente ad esercitare con solidità il vostro futuro ministero nel contesto dell’odierna società in gran parte secolarizzata. Vi accompagno con la mia preghiera e di cuore vi benedico.

Saluto in lingua ceca:

Srdecne vítám poutníky z Prahy - Chodova!
Necht tato pout do Ríma k hrobum apoštolu Petra a Pavla ve vás rozhojní lásku k Církvi a touhu po duchovní dokonalosti.
K tomu vám rád žehnám. Chvála Kristu!

Traduzione italiana

Un cordiale benvenuto ai pellegrini di Praha - Chodov.
Possa questo vostro pellegrinaggio alle tombe degli Apostoli Pietro e Paolo accrescere in voi l'amore per la Chiesa e il desiderio di perfezione spirituale. Con questi voti, volentieri vi benedico.
Sia lodato Gesù Cristo!
* * *


Rivolgo un cordiale benvenuto ai pellegrini di lingua italiana. In particolare saluto con affetto i giovani dell’Arcidiocesi di Brindisi-Ostuni, guidati dal loro Arcivescovo Mons. Rocco Talucci, ed auspico che ciascuno possa essere per i coetanei testimone di fede ed esempio di onestà e di bontà. Ricordo molto volentieri la festosa accoglienza che mi avete riservato in occasione della mia Visita Pastorale a Brindisi. Fu un momento il cui gioioso ricordo resta inciso nella memoria di noi tutti. Grazie per aver voluto oggi ricambiare quella Visita! Saluto i rappresentanti del Comitato Regionale Lazio della Federazione Italiana Gioco Calcio, che ricorda il centenario di fondazione e li esorto a vivere l’attività sportiva, con serenità e gioia, promuovendo così un sano agonismo. Sono lieto di accogliere i Membri della Giunta e il Consiglio della Provincia di Barletta-Andria-Trani, recentemente istituita nella Regione Puglia ed assicuro la mia preghiera per il loro servizio in favore del bene comune.

Mi rivolgo, infine, ai giovani ai malati ed agli sposi novelli. Domani celebreremo la festa della Beata Vergine di Lourdes e la Giornata Mondiale del Malato. Maria Immacolata vi aiuti, cari giovani, a conservarvi sempre fedeli nell'impegno di seguire Cristo; rivolga il suo sguardo pieno di amore e di tenerezza su voi, cari malati, e vi sostenga nel portare con serenità la vostra croce, in unione a quella di Cristo; illumini voi, cari sposi novelli, nel cammino familiare che avete da poco iniziato, e lo renda ricco di bene e aperto alla vita, dono del Signore.


Aula Paolo VI

Mercoledì, 17 febbraio 2010

Mercoledì delle Ceneri


Cari fratelli e sorelle!

iniziamo oggi, Mercoledì delle Ceneri, il cammino quaresimale: un cammino che si snoda per quaranta giorni e che ci porta alla gioia della Pasqua del Signore. In questo itinerario spirituale non siamo soli, perché la Chiesa ci accompagna e ci sostiene sin dall’inizio con la Parola di Dio, che racchiude un programma di vita spirituale e di impegno penitenziale, e con la grazia dei Sacramenti.

Sono le parole dell’apostolo Paolo ad offrirci una precisa consegna: “Vi esortiamo a non accogliere invano la grazia di Dio…Ecco ora il momento favorevole, ecco ora il giorno della salvezza!” (2Co 6,1-2). In verità, nella visione cristiana della vita ogni momento deve dirsi favorevole e ogni giorno deve dirsi giorno di salvezza, ma la liturgia della Chiesa riferisce queste parole in un modo del tutto particolare al tempo della Quaresima. E che i quaranta giorni in preparazione della Pasqua siano tempo favorevole e di grazia lo possiamo capire proprio nell’appello che l’austero rito dell’imposizione delle ceneri ci rivolge e che si esprime, nella liturgia, con due formule: “Convertitevi e credete al vangelo!”, “Ricordati che sei polvere e in polvere ritornerai”.

Il primo richiamo è alla conversione, parola da prendersi nella sua straordinaria serietà, cogliendo la sorprendente novità che essa sprigiona. L’appello alla conversione, infatti, mette a nudo e denuncia la facile superficialità che caratterizza molto spesso il nostro vivere. Convertirsi significa cambiare direzione nel cammino della vita: non, però, con un piccolo aggiustamento, ma con una vera e propria inversione di marcia. Conversione è andare controcorrente, dove la “corrente” è lo stile di vita superficiale, incoerente ed illusorio, che spesso ci trascina, ci domina e ci rende schiavi del male o comunque prigionieri della mediocrità morale. Con la conversione, invece, si punta alla misura alta della vita cristiana, ci si affida al Vangelo vivente e personale, che è Cristo Gesù. E’ la sua persona la meta finale e il senso profondo della conversione, è lui la via sulla quale tutti sono chiamati a camminare nella vita, lasciandosi illuminare dalla sua luce e sostenere dalla sua forza che muove i nostri passi. In tal modo la conversione manifesta il suo volto più splendido e affascinante: non è una semplice decisione morale, che rettifica la nostra condotta di vita, ma è una scelta di fede, che ci coinvolge interamente nella comunione intima con la persona viva e concreta di Gesù. Convertirsi e credere al Vangelo non sono due cose diverse o in qualche modo soltanto accostate tra loro, ma esprimono la medesima realtà. La conversione è il “sì” totale di chi consegna la propria esistenza al Vangelo, rispondendo liberamente a Cristo che per primo si offre all’uomo come via, verità e vita, come colui che solo lo libera e lo salva. Proprio questo è il senso delle prime parole con cui, secondo l’evangelista Marco, Gesù apre la predicazione del “Vangelo di Dio”: “Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo” (Mc 1,15).

Il “convertitevi e credete al vangelo” non sta solo all’inizio della vita cristiana, ma ne accompagna tutti i passi, permane rinnovandosi e si diffonde ramificandosi in tutte le sue espressioni. Ogni giorno è momento favorevole e di grazia, perché ogni giorno ci sollecita a consegnarci a Gesù, ad avere fiducia in Lui, a rimanere in Lui, a condividerne lo stile di vita, a imparare da Lui l’amore vero, a seguirlo nel compimento quotidiano della volontà del Padre, l’unica grande legge di vita. Ogni giorno, anche quando non mancano le difficoltà e le fatiche, le stanchezze e le cadute, anche quando siamo tentati di abbandonare la strada della sequela di Cristo e di chiuderci in noi stessi, nel nostro egoismo, senza renderci conto della necessità che abbiamo di aprirci all’amore di Dio in Cristo, per vivere la stessa logica di giustizia e di amore. Nel recente Messaggio per la Quaresima ho voluto ricordare che “Occorre umiltà per accettare di aver bisogno che un Altro mi liberi del “mio”, per darmi gratuitamente il “suo”. Ciò avviene particolarmente nei sacramenti della Penitenza e dell’Eucaristia. Grazie all’amore di Cristo, noi possiamo entrare nella giustizia “più grande”, che è quella dell’amore (cfr Rm 13,8-10), la giustizia di chi si sente in ogni caso sempre più debitore che creditore, perché ha ricevuto più di quanto si possa aspettare” (L'Oss. Rom. Rm 5 febbraio 2010, p. 8).

Il momento favorevole e di grazia della Quaresima ci mostra il proprio significato spirituale anche attraverso l’antica formula: Ricordati che sei polvere e in polvere ritornerai, che il sacerdote pronuncia quando impone sul nostro capo un po’ di cenere. Veniamo così rimandati agli inizi della storia umana, quando il Signore disse ad Adamo dopo la colpa delle origini: “Con il sudore del tuo volto mangerai il pane, finché non ritornerai alla terra, perché da essa sei stato tratto: polvere tu sei e in polvere ritornerai!” (Gn 3,19). Qui, la parola di Dio ci richiama alla nostra fragilità, anzi alla nostra morte, che ne è la forma estrema. Di fronte all’innata paura della fine, e ancor più nel contesto di una cultura che in tanti modi tende a censurare la realtà e l’esperienza umana del morire, la liturgia quaresimale, da un lato, ci ricorda la morte invitandoci al realismo e alla saggezza, ma, dall’altro lato, ci spinge soprattutto a cogliere e a vivere la novità inattesa che la fede cristiana sprigiona nella realtà della stessa morte.

L’uomo è polvere e in polvere ritornerà, ma è polvere preziosa agli occhi di Dio, perché Dio ha creato l’uomo destinandolo all’immortalità. Così la formula liturgica “Ricordati che sei polvere e in polvere ritornerai” trova la pienezza del suo significato in riferimento al nuovo Adamo, Cristo. Anche il Signore Gesù ha liberamente voluto condividere con ogni uomo la sorte della fragilità, in particolare attraverso la sua morte in croce; ma proprio questa morte, colma del suo amore per il Padre e per l’umanità, è stata la via per la gloriosa risurrezione, attraverso la quale Cristo è diventato sorgente di una grazia donata a quanti credono in Lui e vengono resi partecipi della stessa vita divina. Questa vita che non avrà fine è già in atto nella fase terrena della nostra esistenza, ma sarà portata a compimento dopo “la risurrezione della carne”. Il piccolo gesto dell’imposizione delle ceneri ci svela la singolare ricchezza del suo significato: è un invito a percorrere il tempo quaresimale come un’immersione più consapevole e più intensa nel mistero pasquale di Cristo, nella sua morte e risurrezione, mediante la partecipazione all’Eucaristia e alla vita di carità, che dall’Eucaristia nasce e nella quale trova il suo compimento. Con l’imposizione delle ceneri noi rinnoviamo il nostro impegno di seguire Gesù, di lasciarci trasformare dal suo mistero pasquale, per vincere il male e fare il bene, per far morire il nostro “uomo vecchio” legato al peccato e far nascere l’”uomo nuovo” trasformato dalla grazia di Dio.

Cari amici! Mentre ci apprestiamo ad intraprendere l’austero cammino quaresimale, vogliamo invocare con particolare fiducia la protezione e l’aiuto della Vergine Maria. Sia Lei, la prima credente in Cristo, ad accompagnarci in questi quaranta giorni di intensa preghiera e di sincera penitenza, per arrivare a celebrare, purificati e completamente rinnovati nella mente e nello spirito, il grande mistero della Pasqua del suo Figlio.

Buona Quaresima a tutti!

Saluti:

Je suis heureux de saluer les pèlerins francophones, en particulier tous les collégiens. Confions à la Vierge Marie notre Carême et prions-la de nous accompagner pour que nous puissions être vraiment renouvelés lorsque nous célébrerons la Pâque de son Fils. Bon Carême à tous!

I welcome all the English-speaking visitors present at today’s Audience, especially those from England, Ireland and the United States. My special greeting goes to the members of the Movement Pro Sanctitate from Lithuania, led by Bishop Antons Justs. I also greet the many school and university students, including those from Bishop Hendrickson High School in Rhode Island, and I thank the choirs for their praise of God in song. Upon all of you I invoke God’s blessings of joy and peace!

Liebe Pilger und Besucher aus den Ländern deutscher Sprache, liebe Diakone aus dem Bistum Würzburg, aus dem Blick auf Christus erhält dieser zweite Aufruf des Aschenkreuzritus seine volle Bedeutung: »Bedenke, Mensch, daß du Staub bist und wieder zum Staub zurückkehren wirst« (vgl. Gen Gn 3,19). Ja, wir sind Staub, zerbrechlich, unser irdisches Leben wird vergehen, aber die Auferstehung Christi schenkt uns Hoffnung auf ein neues, wirklicheres Leben. Mit diesem Vertrauen gehen wir auf Ostern zu. Euch allen wünsche ich in diesem Sinn: Gesegnete Fastenzeit!

Saludo con afecto a los peregrinos de lengua española, en particular a los miembros de la Universidad Francisco de Vitoria, de Pozuelo de Alarcón, a los profesores y alumnos de distintos Institutos de España, así como a los demás grupos venidos de México y otros países latinoamericanos. Durante la Cuaresma, tiempo de oración y penitencia, invoquemos con confianza la protección y el auxilio de la Virgen María, la primera creyente en Jesucristo. Muchas gracias.

Saúdo com particular afecto o grupo de fiéis do Patriarcado de Lisboa, peregrinos com o seu bem-amado Pastor, Cardeal Dom José Policarpo, em romagem de fé e gratidão pelas sendas do Venerável Servo de Deus Papa João Paulo II, que vos conquistou para Cristo, no Parque Eduardo VII da vossa cidade, há vinte e oito anos. Ver-vos hoje aqui, traz à mente aquele seu último pensamento para os jovens: «Andei à vossa procura. Agora viestes ter comigo. Eu vos agradeço». Queria-vos a todos com Cristo. Que este nosso encontro suscite em vós e em todos peregrinos presentes de língua portuguesa, com suas famílias e comunidades cristãs, uma renovada vitalidade espiritual na fiel e generosa adesão a Cristo e à Igreja. Olhai o futuro com esperança e não vos canseis de trabalhar na vinha do Senhor. Uma santa Quaresma para todos!

Saluto in lingua polacca:

Drodzy bracia i siostry! „Nawracajcie sie i wierzcie Ewangelii” (Mk 1, 15). To liturgiczne wezwanie slyszymy podczas posypania glów popiolem. Bedzie nam ono towarzyszyc przez caly okres Wielkiego Postu. Otwórzmy serca na dzialanie Ducha Swietego, aby ten czas prawdziwie byl czasem nawrócenia i duchowej odnowy, w zawierzeniu Bozemu milosierdziu. Niech Bóg wam blogoslawi!

Traduzione italiana:

Cari fratelli e sorelle! “Convertitevi e credete al vangelo”. Sentiamo questa liturgica invocazione, mentre il nostro capo viene cosparso di cenere. Tale invocazione ci accompagnerà per tutto il periodo della Quaresima. Apriamo i cuori all’azione dello Spirito Santo, affinché questo tempo sia davvero tempo di conversione, di rinnovamento spirituale e di fiducia nella divina misericordia. Dio vi benedica.

Saluto in lingua croata:

Od srca pozdravljam sve mlade hodocasnike iz Srbije, predvodene Predsjednikom Medunarodne Biskupske Konferencije Svetih Cirila i Metoda, nadbiskupom Stanislavom Hocevarom. Dragi prijatelji, došli ste na grobove apostola ocitovati svoju vjernost Apostolskoj Stolici. Upravo danas zapocinjemo još jedno hodocašce, to jest, korizmeni hod priprave za Uskrsnuce Gospodinovo. Neka vam blagoslov, koji rado podjeljujem, pomogne da ustrajete. Hvaljen Isus i Marija!

Traduzione italiana:

Di cuore saluto i giovani pellegrini provenienti dalla Serbia, guidati dal Presidente della Conferenza Episcopale Internazionale dei SS. Cirillo e Metodio, l’Arcivescovo Stanislav Hocevar.Cari amici, siete venuti alle tombe degli Apostoli a manifestare la vostra fedeltà alla Sede Apostolica. Proprio oggi cominciamo un altro pellegrinaggio, cioè, il cammino quaresimale di preparazione alla Pasqua del Signore. La Benedizione, che volentieri vi imparto, vi aiuti a perseverare. Siano lodati Gesù e Maria!

Saluto in lingua slovacca:

Srdecne vítam pútnikov zo Slovenska, osobitne zástupcov krestanských laických hnutí a združení.
Bratia a sestry, apoštol Pavol vyzýva: „V mene Krista vás prosíme: zmierte sa s Bohom“. Na zaciatku Pôstu pocujme toto pozvanie, ktoré je adresované každému z nás a ochotne ho nasledujme.
S láskou vás žehnám. Pochválený bud Ježiš Kristus!

Traduzione italiana:

Do un cordiale benvenuto ai pellegrini provenienti dalla Slovacchia, particolarmente ai delegati dei movimenti e delle associazioni di fedeli laici. Fratelli e sorelle, l’apostolo Paolo invita: “Vi supplichiamo in nome di Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio.” Sentiamo all’inizio della Quaresima questo richiamo rivolto personalmente a ciascuno di noi e mettiamolo in pratica con generosità. Con affetto vi benedico.
Sia lodato Gesù Cristo!

Saluto in lingua ceca:

Srdecne zdravím poutníky z Jirsíkova gymnázia v Ceských Budejovicích.
Prijetím posvátného popelce dnes zahajujeme postní dobu, drahocenný cas modlitby a pokání, který nás vede k obrácení. Využijte tohoto období milosti!
Rád vám všem žehnám. Chvála Kristu!

Traduzione italiana:

Un cordiale saluto ai pellegrini del Liceo Jirsíkovo, di Ceské Budejovice.
Oggi, con l'imposizione delle sacre ceneri, stiamo entrando nella Quaresima, tempo prezioso di preghiera e di penitenza, che ci porta alla conversione. Cogliamo con profitto questo tempo di grazia!
Volentieri vi benedico tutti. Sia lodato Gesù Cristo!
* * *


Rivolgo un cordiale benevenuto ai pellegrini di lingua italiana. In particolare, saluto i fedeli di Monterotondo, esortandoli e testimoniare generosamente il Vangelo, sull’esempio del loro patrono sant’Antonio abate. Saluto i rappresentanti dell’Unione Cattolica Insegnanti Medi, di Leporano e quelli della Federazione Italiana Hockey. A ciascuno assicuro il mio ricordo nella preghiera, all'inizio di questo tempo quaresimale.

Saluto con affetto, in modo speciale, i giovani, i malati e gli sposi novelli. Cari giovani, vi esorto a vivere la Quaresima con un autentico spirito penitenziale, come un ritorno al Padre, che tutti attende a braccia aperte. Cari malati, vi incoraggio ad offrire le vostre sofferenze insieme con Cristo per la conversione di quanti ancora si trovano lontano da Dio; ed auguro a voi, cari sposi novelli, di costruire con coraggio e generosità la vostra famiglia sulla salda roccia dell'amore divino.


Aula Paolo VI

Mercoledì, 3 marzo 2010


Udienze 2010 - San Domenico di Guzman