
Udienze 2010 - Saluto ai pellegrini nella Basilica Vaticana
Cari fratelli e sorelle!
Sono lieto di accogliervi e di rivolgere a ciascuno di voi il mio cordiale benvenuto. In particolare, saluto voi, fedeli di Carpineto Romano, qui convenuti con il vostro Pastore Mons. Lorenzo Loppa, per ricambiare la visita, breve ma intensa, che ho avuto la gioia di compiere nella vostra terra, nello scorso mese di settembre, in occasione del bicentenario della nascita di Papa Leone XIII. Cari amici, desidero rinnovare a tutti il mio vivo ringraziamento per la calorosa accoglienza che mi avete riservato in quella circostanza. Penso alla disponibilitŕ delle Autoritŕ civili, segnatamente del Sindaco e del Consiglio comunale, come pure al solerte impegno del vostro Vescovo, del Parroco e dei loro collaboratori, specialmente nella preparazione della Celebrazione eucaristica, cosě ben curata e partecipata. Il ricordo di quell’evento, carico di significato ecclesiale e spirituale, ravvivi in ciascuno il desiderio di approfondire sempre di piů la vita di fede, nel solco degli insegnamenti del vostro illustre concittadino Papa Leone XIII, la cui coraggiosa azione pastorale suscitň un provvido rinnovamento dell’impegno dei cattolici nella societŕ.
Cari amici, non stancatevi di affidarvi a Cristo e di annunciarlo con la vostra vita, in famiglia e in ogni ambiente. Č questo che gli uomini anche oggi attendono dalla Chiesa. Con tali sentimenti, di cuore imparto a tutti la mia Benedizione, che volentieri estendo alle vostre famiglie e a tutte le persone care.
Srdecne zdravím vás, poutníky z Ceské republiky, kterí jste se zde sešli v tak hojném poctu, abyste oplatili mou návštevu, kterou jsem s radostí vykonal ve vaší zemi v minulém roce. Milí prátelé, vítám vás! Uchovávám si milou a vdecnou vzpomínku na svou príjemnou cestu do vaší krásné zeme. Myslím zvlášt na vlídnou ochotu vážených predstavitelu verejného života, na vrelé prijetí, kterého se mi dostalo od ctihodných bratrí v biskupském úradu, od kneží, zasvecených osob i od všech verících, kterí chteli s nadšením vyjádrit svou víru kolem Petrova nástupce. Vnímal jsem rovnež pozornost, kterou mi venovali i ti, kdo, byt vzdáleni od církve, hledají presto skutecné duchovní lidské hodnoty, jichž chce být katolické spolecenství radostným svedkem. Prosím Pána, aby milosti oné cesty prinesly plody, a preji krestanskému lidu Ceské republiky, aby opet s novým elánem a odvahou vydával všude svedectví Evangeliu. Ze srdce vám všem udeluji zvláštní Apoštolské požehnání, které rozširuji vašim rodinám a celé vaší vlasti.
Traduzione italiana
Saluto cordialmente voi pellegrini provenienti dalla Repubblica Ceca, qui convenuti cosě numerosi per ricambiare la visita che ho avuto la gioia di compiere nel vostro Paese lo scorso anno. Cari amici, siate i benvenuti! Conservo un caro e grato ricordo di quel mio piacevole viaggio nella vostra bella terra. Penso in particolare alla deferente cortesia delle distinte Autoritŕ; alla calorosa accoglienza che ho ricevuto dai venerati Fratelli nell’Episcopato, dai sacerdoti, dalle persone consacrate e da tutti i fedeli, che hanno voluto esprimere con entusiasmo la loro fede, attorno al successore di Pietro. Mi ha colpito anche l’attenta considerazione che mi hanno riservato anche quanti, pur essendo lontani dalla Chiesa, sono tuttavia in ricerca di valori umani spirituali autentici, di cui la stessa comunitŕ cattolica vuole essere gioiosa testimone. Prego il Signore di far fruttificare le grazie di quel viaggio, e auguro che il popolo cristiano della Repubblica Ceca, prosegua, con rinnovato slancio, a rendere dappertutto una coraggiosa testimonianza evangelica. A tutti voi imparto di cuore una speciale Benedizione Apostolica, estensibile alle vostre famiglie e all’intera vostra Patria.
Piazza San Pietro [Video]
Cari fratelli e care sorelle,
anche questa mattina vorrei presentarvi una figura femminile, poco nota, a cui la Chiesa perň deve una grande riconoscenza, non solo per la sua santitŕ di vita, ma anche perché, con il suo grande fervore, ha contribuito all’istituzione di una delle solennitŕ liturgiche piů importanti dell’anno, quella del Corpus Domini.Si tratta di santa Giuliana di Cornillon, nota anche come santa Giuliana di Liegi. Possediamo alcuni dati sulla sua vita soprattutto attraverso una biografia, scritta probabilmente da un ecclesiastico suo contemporaneo, in cui vengono raccolte varie testimonianze di persone che conobbero direttamente la Santa.
Giuliana nacque tra il 1191 e il 1192 nei pressi di Liegi, in Belgio. E’ importante sottolineare questo luogo, perché a quel tempo la Diocesi di Liegi era, per cosě dire, un vero “cenacolo eucaristico”. Prima di Giuliana, insigni teologi vi avevano illustrato il valore supremo del Sacramento dell’Eucaristia e, sempre a Liegi, c’erano gruppi femminili generosamente dediti al culto eucaristico e alla comunione fervente. Guidate da sacerdoti esemplari, esse vivevano insieme, dedicandosi alla preghiera e alle opere caritative.
Rimasta orfana a 5 anni, Giuliana con la sorella Agnese fu affidata alle cure delle monache agostiniane del convento-lebbrosario di Mont-Cornillon. Fu educata soprattutto da una suora, di nome Sapienza, che ne seguě la maturazione spirituale, fino a quando Giuliana stessa ricevette l’abito religioso e divenne anche lei monaca agostiniana. Acquisě una notevole cultura, al punto che leggeva le opere dei Padri della Chiesa in lingua latina, in particolare sant’Agostino, e san Bernardo. Oltre ad una vivace intelligenza, Giuliana mostrava, fin dall’inizio, una propensione particolare per la contemplazione; aveva un senso profondo della presenza di Cristo, che sperimentava vivendo in modo particolarmente intenso il Sacramento dell’Eucaristia e soffermandosi spesso a meditare sulle parole di Gesů: “Ecco io sono con voi tutti i giorni fino alla fine del mondo” (Mt 28,20).
A sedici anni ebbe una prima visione, che poi si ripeté piů volte nelle sue adorazioni eucaristiche. La visione presentava la luna nel suo pieno splendore, con una striscia scura che la attraversava diametralmente. Il Signore le fece comprendere il significato di ciň che le era apparso. La luna simboleggiava la vita della Chiesa sulla terra, la linea opaca rappresentava invece l’assenza di una festa liturgica, per l’istituzione della quale era chiesto a Giuliana di adoperarsi in modo efficace: una festa, cioč, nella quale i credenti avrebbero potuto adorare l’Eucaristia per aumentare la fede, avanzare nella pratica delle virtů e riparare le offese al Santissimo Sacramento.
Per circa vent’anni Giuliana, che nel frattempo era diventata la priora del convento, conservň nel segreto questa rivelazione, che aveva riempito di gioia il suo cuore. Poi si confidň con altre due ferventi adoratrici dell’Eucaristia, la beata Eva, che conduceva una vita eremitica, e Isabella, che l’aveva raggiunta nel monastero di Mont-Cornillon. Le tre donne stabilirono una specie di “alleanza spirituale”, con il proposito di glorificare il Santissimo Sacramento. Vollero coinvolgere anche un sacerdote molto stimato, Giovanni di Losanna, canonico nella chiesa di San Martino a Liegi, pregandolo di interpellare teologi ed ecclesiastici su quanto stava loro a cuore. Le risposte furono positive e incoraggianti.
Quello che avvenne a Giuliana di Cornillon si ripete frequentemente nella vita dei Santi: per avere la conferma che un’ispirazione viene da Dio, occorre sempre immergersi nella preghiera, saper attendere con pazienza, cercare l’amicizia e il confronto con altre anime buone, e sottomettere tutto al giudizio dei Pastori della Chiesa. Fu proprio il Vescovo di Liegi, Roberto di Thourotte, che, dopo iniziali esitazioni, accolse la proposta di Giuliana e delle sue compagne, e istituě, per la prima volta, la solennitŕ del Corpus Domini nella sua Diocesi. Piů tardi, altri Vescovi lo imitarono, stabilendo la medesima festa nei territori affidati alle loro cure pastorali.
Ai Santi, tuttavia, il Signore chiede spesso di superare delle prove, perché la loro fede venga incrementata. Accadde anche a Giuliana, che dovette subire la dura opposizione di alcuni membri del clero e dello stesso superiore da cui dipendeva il suo monastero. Allora, di sua volontŕ, Giuliana lasciň il convento di Mont-Cornillon con alcune compagne, e per dieci anni, dal 1248 al 1258, fu ospite di vari monasteri di suore cistercensi. Edificava tutti con la sua umiltŕ, non aveva mai parole di critica o di rimprovero per i suoi avversari, ma continuava a diffondere con zelo il culto eucaristico. Si spense nel 1258 a Fosses-La-Ville, in Belgio. Nella cella dove giaceva fu esposto il Santissimo Sacramento e, secondo le parole del biografo, Giuliana morě contemplando con un ultimo slancio d’amore Gesů Eucaristia, che aveva sempre amato, onorato e adorato.
Alla buona causa della festa del Corpus Domini fu conquistato anche Giacomo Pantaléon di Troyes, che aveva conosciuto la Santa durante il suo ministero di arcidiacono a Liegi. Fu proprio lui che, divenuto Papa con il nome di Urbano IV, nel 1264, istituě la solennitŕ del Corpus Domini come festa di precetto per la Chiesa universale, il giovedě successivo alla Pentecoste. Nella Bolla di istituzione, intitolata Transiturus de hoc mundo (11 agosto 1264) Papa Urbano rievoca con discrezione anche le esperienze mistiche di Giuliana, avvalorandone l’autenticitŕ, e scrive: “Sebbene l’Eucaristia ogni giorno venga solennemente celebrata, riteniamo giusto che, almeno una volta l’anno, se ne faccia piů onorata e solenne memoria. Le altre cose infatti di cui facciamo memoria, noi le afferriamo con lo spirito e con la mente, ma non otteniamo per questo la loro reale presenza. Invece, in questa sacramentale commemorazione del Cristo, anche se sotto altra forma, Gesů Cristo č presente con noi nella propria sostanza. Mentre stava infatti per ascendere al cielo disse: «Ecco io sono con voi tutti i giorni fino alla fine del mondo» (Mt 28,20)”.
Il Pontefice stesso volle dare l’esempio, celebrando la solennitŕ del Corpus Domini a Orvieto, cittŕ in cui allora dimorava. Proprio per suo ordine nel Duomo della Cittŕ si conservava – e si conserva tuttora – il celebre corporale con le tracce del miracolo eucaristico avvenuto l’anno prima, nel 1263, a Bolsena. Un sacerdote, mentre consacrava il pane e il vino, era stato preso da forti dubbi sulla presenza reale del Corpo e del Sangue di Cristo nel Sacramento dell’Eucaristia. Miracolosamente alcune gocce di sangue cominciarono a sgorgare dall’Ostia consacrata, confermando in quel modo ciň che la nostra fede professa. Urbano IV chiese a uno dei piů grandi teologi della storia, san Tommaso d’Aquino – che in quel tempo accompagnava il Papa e si trovava a Orvieto –, di comporre i testi dell’ufficio liturgico di questa grande festa. Essi, ancor oggi in uso nella Chiesa, sono dei capolavori, in cui si fondono teologia e poesia. Sono testi che fanno vibrare le corde del cuore per esprimere lode e gratitudine al Santissimo Sacramento, mentre l’intelligenza, addentrandosi con stupore nel mistero, riconosce nell’Eucaristia la presenza viva e vera di Gesů, del suo Sacrificio di amore che ci riconcilia con il Padre, e ci dona la salvezza.
Anche se dopo la morte di Urbano IV la celebrazione della festa del Corpus Domini venne limitata ad alcune regioni della Francia, della Germania, dell’Ungheria e dell’Italia settentrionale, fu ancora un Pontefice, Giovanni XXII, che nel 1317 la ripristinň per tutta la Chiesa. Da allora in poi, la festa conobbe uno sviluppo meraviglioso, ed č ancora molto sentita dal popolo cristiano.
Vorrei affermare con gioia che oggi nella Chiesa c’č una “primavera eucaristica”: quante persone sostano silenziose dinanzi al Tabernacolo, per intrattenersi in colloquio d’amore con Gesů! Č consolante sapere che non pochi gruppi di giovani hanno riscoperto la bellezza di pregare in adorazione davanti al Santissimo Sacramento. Penso, ad esempio, alla nostra adorazione eucaristica in Hyde Park, a Londra. Prego perché questa “primavera” eucaristica si diffonda sempre piů in tutte le parrocchie, in particolare in Belgio, la patria di santa Giuliana. Il Venerabile Giovanni Paolo II, nell’Enciclica Ecclesia de Eucharistia, constatava che “in tanti luoghi […] l'adorazione del santissimo Sacramento trova ampio spazio quotidiano e diventa sorgente inesauribile di santitŕ. La devota partecipazione dei fedeli alla processione eucaristica nella solennitŕ del Corpo e Sangue di Cristo č una grazia del Signore, che ogni anno riempie di gioia chi vi partecipa. Altri segni positivi di fede e di amore eucaristici si potrebbero menzionare” (n. 10).
Ricordando santa Giuliana di Cornillon rinnoviamo anche noi la fede nella presenza reale di Cristo nell’Eucaristia. Come ci insegna il Compendio del Catechismo della Chiesa Cattolica, “Gesů Cristo č presente nell'Eucaristia in modo unico e incomparabile. Č presente infatti in modo vero, reale, sostanziale: con il suo Corpo e il suo Sangue, con la sua Anima e la sua Divinitŕ. In essa č quindi presente in modo sacramentale, e cioč sotto le specie eucaristiche del pane e del vino, Cristo tutto intero: Dio e uomo” (n. 282).
Cari amici, la fedeltŕ all’incontro con il Cristo Eucaristico nella Santa Messa domenicale č essenziale per il cammino di fede, ma cerchiamo anche di andare frequentemente a visitare il Signore presente nel Tabernacolo! Guardando in adorazione l’Ostia consacrata, noi incontriamo il dono dell’amore di Dio, incontriamo la Passione e la Croce di Gesů, come pure la sua Risurrezione. Proprio attraverso il nostro guardare in adorazione, il Signore ci attira verso di sé, dentro il suo mistero, per trasformarci come trasforma il pane e il vino. I Santi hanno sempre trovato forza, consolazione e gioia nell’incontro eucaristico. Con le parole dell’Inno eucaristico Adoro te devote ripetiamo davanti al Signore, presente nel Santissimo Sacramento: “Fammi credere sempre piů in Te, che in Te io abbia speranza, che io Ti ami!”. Grazie.
Saluti:
Je salue avec joie les pčlerins de langue française, particuličrement les prętres du diocčse de Nevers, venus avec leur Évęque, Mgr Francis Deniau. Je vous souhaite ŕ tous de trouver dans l’adoration eucharistique force, consolation et joie pour votre vie chrétienne et votre apostolat. Que Dieu vous bénisse!
I extend a warm welcome to the delegation from the International Catholic Migration Commission. I offer prayerful good wishes to the Sisters of Notre Dame of Coesfeld meeting in General Chapter. I also greet the priests from England and Wales celebrating their anniversaries of ordination. Upon all the English-speaking visitors present at today’s Audience, especially the pilgrim groups from Israel, Nigeria, England and the United States of America, I invoke God’s abundant blessings.
Von Herzen grüße ich alle Pilger und Besucher deutscher Sprache; besonders heiße ich heute die internationale Chorgemeinschaft der Franz-Liszt-Gesellschaft Eschweiler willkommen. Die Liebe der hl. Juliana zur Eucharistie hat uns das Fest Fronleichnam geschenkt. Auch wir wollen unseren Glauben an die Gegenwart Christi zum einen natürlich in der Mitfeier, aber gerade auch in der Anbetung der heiligen Eucharistie vollziehen, in der wir tiefer in das Geheimnis Christi hineinwachsen, ihn wirklich empfangen lernen, um so von ihm inwendig geformt zu werden. Die Begegnung mit Christus in der Anbetung soll uns allen Freude schenken und uns immer mehr in den Herrn hinein verwandeln. Gott segne euch alle.
Saludo cordialmente a los peregrinos de lengua espańola, en particular a los miembros de la Federación Mundial de las Obras Eucarísticas de la Iglesia, a los misioneros del Verbo Divino, así como a los demás grupos provenientes de Espańa, El Salvador, Venezuela y otros países latinoamericanos. Siguiendo el ejemplo y enseńanza de Santa Juliana de Cornillon, os invito a ser fieles al encuentro con Cristo en la Misa dominical y a la adoración del Santísimo Sacramento, para experimentar el don de su amor. Muchas gracias.
Amados peregrinos de língua portuguesa, a minha saudaçăo cordial a todos vós, em especial aos grupos brasileiros de Curitiba e de Propriá. O céu cubra de graças os passos da vossa vida e os preserve do pecado, para que os vossos coraçőes possam domingo-a-domingo hospedar Jesus-Eucaristia no meio dos homens. Sobre vós, vossos familiares e comunidades eclesiais, desça a minha Bęnçăo.
Saluto in lingua polacca:
Witam polskich pielgrzymów. Pozdrawiam szczególnie organizatorów dorocznych europejskich spotkan mlodziezy w Lednicy. Moi Drodzy, wracajac do sakramentalnych korzeni naszego chrzescijanstwa – do chrztu, bierzmowania i Eucharystii – starajcie sie pomagac mlodym ludziom w zaciesnianiu serdecznej wiezi z Chrystusem. Trwajcie razem na modlitwie, rozeznawajcie Jego wole, z wiara, nadzieja i miloscia oddawajcie Mu swoja terazniejszosc i przyszlosc. Niech Bóg wam blogoslawi!
Traduzione italiana:
Do un benvenuto ai pellegrini polacchi. In particolare saluto gli organizzatori degli annuali incontri della gioventů a Lednica. Cari amici, ritornando alle radici sacramentali del nostro cristianesimo – al Battesimo, alla Cresima e all’Eucaristia – cercate di aiutare i giovani nel rafforzare il cordiale legame con Cristo. Perseverate insieme nella preghiera; sforzatevi di conoscere la sua volontŕ; con fede, speranza e amore dedicate a Lui il vostro presente e il futuro. Dio vi benedica!
Saluto in lingua slovacca:
Zo srdca vítam slovenských pútnikov, osobitne z Cadce, Žiliny a Pieštan.
Bratia a sestry, zajtra sa v pápežských bazilikách svätých apoštolov Petra a Pavla bude slávit Výrocie ich posviacky. Nech návšteva týchto chrámov zveladí vašu lásku k Cirkvi, ktorá je postavená na apoštolskom základe.
Všetkých vás žehnám. Pochválený bud Ježiš Kristus!
Traduzione italiana:
Do un cordiale benvenuto ai pellegrini slovacchi, particolarmente a quelli provenienti da Cadca, Žilina e Pieštany.
Fratelli e sorelle, domani nelle basiliche papali dei Santi Apostoli Pietro e Paolo si celebrerŕ la festa della Dedicazione. La visita di queste chiese approfondisca il vostro amore per la Chiesa, fondata sugli apostoli.
A tutti la mia benedizione. Sia lodato Gesů Cristo!
Saluto in lingua ceca:
Srdecne vítám poutníky z Jimramova!
Podle zbožné tradice je mesíc listopad zasvecen modlitbám a obetem za ty, kterí už ukoncili toto pozemské putování a spí spánkem pokoje. Vzpomínka na Vaše drahé zesnulé necht Vás pripraví na ocekávaný Kristuv príchod na konci veku.
K tomu Vám všem rád udeluji Apoštolské požehnání! Chvála Kristu!
Traduzione italiana:
Do il mio cordiale benvenuto ai pellegrini di Jimramov.
La pia tradizione dedica il mese di novembre a preghiere e sacrifici a suffragio di chi ha giŕ compiuto il suo pellegrinaggio terreno e dorme il sonno della pace. La memoria dei Vostri cari scomparsi vi renda vigilanti nell'attesa della venuta del Signore alla fine dei tempi.
Con questi voti, volentieri vi imparto l'Apostolica Benedizione. Sia lodato Gesů Cristo.
Saluto in lingua croata:
Upucujem srdacan pozdrav svim hrvatskim hodocasnicima, a posebno clanovima zajednice Krvi Kristove! Svojim životom i molitvama budite vjerni suradnici Krista Kralja cije kraljevstvo u vjeri i nadi išcekujemo. Hvaljen Isus i Marija!
Traduzione italiana:
Rivolgo un cordiale saluto atuttiipellegriniCroati, in modo particolare ai membri dell’Unione del Sangue di Cristo. Con la vostra vita e con le vostre preghiere siate fedeli collaboratori di Cristo Re il cui regno aspettiamo nella fede e nella speranza. Siano lodati Gesů e Maria!
* * *
Rivolgo un cordiale benvenuto ai pellegrini di lingua italiana. In particolare, saluto i fedeli della Basilicata, qui convenuti con i loro Vescovi, i sacerdoti e le Autoritŕ civili e militari, in occasione del trentesimo anniversario del devastante sisma che colpě la Regione. In quel drammatico evento, le cui ferite sono ancora profonde e vive nella mente e nel cuore di queste care popolazioni, da tante parti d’Italia sono giunti aiuti generosi. A livello locale, ciascuno si č impegnato, per parte sua, in quegli interventi necessari; vorrei sottolineare in particolare l’opera della Chiesa, che ha saputo offrire, oltre al soccorso materiale, la luce della speranza del Cristo Risorto, in un momento di sconforto e di buio. Auspico che l’odierno incontro, anche nel ricordo della visita paterna compiuta in quei giorni dal Servo di Dio Giovanni Paolo II, ravvivi nel popolo cristiano il dono della fede e la gioia di condividerla nella grande famiglia della Chiesa.
Saluto i partecipanti al pellegrinaggio promosso dalle Suore Discepole di Gesů Eucaristico, in occasione del cinquantesimo anniversario della morte del loro Fondatore, il Servo di Dio Raffaello Delle Nocche, Vescovo di Tricarico, la cui vita č stata interamente guidata dall’incontro con Gesů Eucaristia, anima del suo fecondo apostolato. Questa provvida ricorrenza susciti il fervido desiderio di imitare il luminoso esempio di cosě zelante Pastore.
Saluto i fedeli di S. Miniato, accompagnati dal Vescovo Mons. Fausto Tardelli e qui convenuti in rappresentanza delle diverse realtŕ istituzionali, sociali ed ecclesiali della Cittŕ e della diocesi. Nel ringraziarli per la loro presenza, li esorto a diffondere in ogni ambiente quei valori umani e cristiani, che rendono feconda ogni iniziativa di bene.
Rivolgo, infine, il mio cordiale pensiero ai giovani, ai malati e agli sposi novelli. Voi, cari giovani, guardate a Gesů come al centro della vostra esistenza, per diventare costruttori di un mondo di autentica pace e di solidale speranza; a voi, cari malati, che state sperimentando la fatica e la sofferenza, auguro di sentire accanto a voi Cristo, e di cooperare con lui alla salvezza del mondo intero; esorto voi, cari sposi novelli, che da poco avete ricevuto nel sacramento del matrimonio l'effusione dello Spirito dell'amore, a trovare quotidianamente forza e coraggio in Dio, per vivere cosě in pienezza la vostra vocazione.
In questi giorni la comunitŕ internazionale segue con grande preoccupazione la difficile situazione dei cristiani in Pakistan, che spesso sono vittime di violenze o di discriminazione. In modo particolare oggi esprimo la mia vicinanza spirituale alla Sig.ra Asia Bibi e ai suoi familiari, mentre chiedo che, al piů presto, le sia restituita la piena libertŕ. Inoltre prego per quanti si trovano in situazioni analoghe, affinché anche la loro dignitŕ umana ed i loro diritti fondamentali siano pienamente rispettati.
Aula Paolo VI [Video]
Santa Caterina da Siena
Cari fratelli e sorelle,
quest’oggi vorrei parlarvi di una donna che ha avuto un ruolo eminente nella storia della Chiesa. Si tratta di santa Caterina da Siena. Il secolo in cui visse - il quattordicesimo - fu un’epoca travagliata per la vita della Chiesa e dell’intero tessuto sociale in Italia e in Europa. Tuttavia, anche nei momenti di maggiore difficoltŕ, il Signore non cessa di benedire il suo Popolo, suscitando Santi e Sante che scuotano le menti e i cuori provocando conversione e rinnovamento. Caterina č una di queste e ancor oggi ella ci parla e ci sospinge a camminare con coraggio verso la santitŕ per essere in modo sempre piů pieno discepoli del Signore.
Nata a Siena, nel 1347, in una famiglia molto numerosa, morě a Roma, nel 1380. All’etŕ di 16 anni, spinta da una visione di san Domenico, entrň nel Terz’Ordine Domenicano, nel ramo femminile detto delle Mantellate. Rimanendo in famiglia, confermň il voto di verginitŕ fatto privatamente quando era ancora un’adolescente, si dedicň alla preghiera, alla penitenza, alle opere di caritŕ, soprattutto a beneficio degli ammalati.
Quando la fama della sua santitŕ si diffuse, fu protagonista di un’intensa attivitŕ di consiglio spirituale nei confronti di ogni categoria di persone: nobili e uomini politici, artisti e gente del popolo, persone consacrate, ecclesiastici, compreso il Papa Gregorio XI che in quel periodo risiedeva ad Avignone e che Caterina esortň energicamente ed efficacemente a fare ritorno a Roma. Viaggiň molto per sollecitare la riforma interiore della Chiesa e per favorire la pace tra gli Stati: anche per questo motivo il Venerabile Giovanni Paolo II la volle dichiarare Compatrona d’Europa: il Vecchio Continente non dimentichi mai le radici cristiane che sono alla base del suo cammino e continui ad attingere dal Vangelo i valori fondamentali che assicurano la giustizia e la concordia.
Caterina soffrě tanto, come molti Santi. Qualcuno pensň addirittura che si dovesse diffidare di lei al punto che, nel 1374, sei anni prima della morte, il capitolo generale dei Domenicani la convocň a Firenze per interrogarla. Le misero accanto un frate dotto ed umile, Raimondo da Capua, futuro Maestro Generale dell’Ordine. Divenuto suo confessore e anche suo “figlio spirituale”, scrisse una prima biografia completa della Santa. Fu canonizzata nel 1461.
La dottrina di Caterina, che apprese a leggere con fatica e imparň a scrivere quando era giŕ adulta, č contenuta ne Il Dialogo della Divina Provvidenza ovvero Libro della Divina Dottrina, un capolavoro della letteratura spirituale, nel suo Epistolario e nella raccolta delle Preghiere. Il suo insegnamento č dotato di una ricchezza tale che il Servo di Dio Paolo VI, nel 1970, la dichiarň Dottore della Chiesa, titolo che si aggiungeva a quello di Compatrona della cittŕ di Roma, per volere del Beato Pio IX, e di Patrona d’Italia, secondo la decisione del Venerabile Pio XII.
In una visione che mai piů si cancellň dal cuore e dalla mente di Caterina, la Madonna la presentň a Gesů che le donň uno splendido anello, dicendole: “Io, tuo Creatore e Salvatore, ti sposo nella fede, che conserverai sempre pura fino a quando celebrerai con me in cielo le tue nozze eterne” (Raimondo da Capua, S. Caterina da Siena, Legenda maior, n. 115, Siena 1998). Quell’anello rimase visibile solo a lei. In questo episodio straordinario cogliamo il centro vitale della religiositŕ di Caterina e di ogni autentica spiritualitŕ: il cristocentrismo. Cristo č per lei come lo sposo, con cui vi č un rapporto di intimitŕ, di comunione e di fedeltŕ; č il bene amato sopra ogni altro bene.
Questa unione profonda con il Signore č illustrata da un altro episodio della vita di questa insigne mistica: lo scambio del cuore. Secondo Raimondo da Capua, che trasmette le confidenze ricevute da Caterina, il Signore Gesů le apparve con in mano un cuore umano rosso splendente, le aprě il petto, ve lo introdusse e disse: “Carissima figliola, come l’altro giorno presi il tuo cuore che tu mi offrivi, ecco che ora ti do il mio, e d’ora innanzi starŕ al posto che occupava il tuo” (ibid.). Caterina ha vissuto veramente le parole di san Paolo, “… non vivo io, ma Cristo vive in me” (Ga 2,20).
Come la santa senese, ogni credente sente il bisogno di uniformarsi ai sentimenti del Cuore di Cristo per amare Dio e il prossimo come Cristo stesso ama. E noi tutti possiamo lasciarci trasformare il cuore ed imparare ad amare come Cristo, in una familiaritŕ con Lui nutrita dalla preghiera, dalla meditazione sulla Parola di Dio e dai Sacramenti, soprattutto ricevendo frequentemente e con devozione la santa Comunione. Anche Caterina appartiene a quella schiera di santi eucaristici con cui ho voluto concludere la mia Esortazione apostolica Sacramentum Caritatis (cfr n. 94). Cari fratelli e sorelle, l’Eucaristia č uno straordinario dono di amore che Dio ci rinnova continuamente per nutrire il nostro cammino di fede, rinvigorire la nostra speranza, infiammare la nostra caritŕ, per renderci sempre piů simili a Lui.
Attorno ad una personalitŕ cosě forte e autentica si andň costituendo una vera e propria famiglia spirituale. Si trattava di persone affascinate dall’autorevolezza morale di questa giovane donna di elevatissimo livello di vita, e talvolta impressionate anche dai fenomeni mistici cui assistevano, come le frequenti estasi. Molti si misero al suo servizio e soprattutto considerarono un privilegio essere guidati spiritualmente da Caterina. La chiamavano “mamma”, poiché come figli spirituali da lei attingevano il nutrimento dello spirito.
Anche oggi la Chiesa riceve un grande beneficio dall’esercizio della maternitŕ spirituale di tante donne, consacrate e laiche, che alimentano nelle anime il pensiero per Dio, rafforzano la fede della gente e orientano la vita cristiana verso vette sempre piů elevate. “Figlio vi dico e vi chiamo - scrive Caterina rivolgendosi ad uno dei suoi figli spirituali, il certosino Giovanni Sabatini -, in quanto io vi partorisco per continue orazioni e desiderio nel cospetto di Dio, cosě come una madre partorisce il figlio” (Epistolario, Lettera n. 141: A don Giovanni de’ Sabbatini). Al frate domenicano Bartolomeo de Dominici era solita indirizzarsi con queste parole: “Dilettissimo e carissimo fratello e figliolo in Cristo dolce Gesů”.
Un altro tratto della spiritualitŕ di Caterina č legato al dono delle lacrime. Esse esprimono una sensibilitŕ squisita e profonda, capacitŕ di commozione e di tenerezza. Non pochi Santi hanno avuto il dono delle lacrime, rinnovando l’emozione di Gesů stesso, che non ha trattenuto e nascosto il suo pianto dinanzi al sepolcro dell’amico Lazzaro e al dolore di Maria e di Marta, e alla vista di Gerusalemme, nei suoi ultimi giorni terreni. Secondo Caterina, le lacrime dei Santi si mescolano al Sangue di Cristo, di cui ella ha parlato con toni vibranti e con immagini simboliche molto efficaci: “Abbiate memoria di Cristo crocifisso, Dio e uomo (…). Ponetevi per obietto Cristo crocifisso, nascondetevi nelle piaghe di Cristo crocifisso, annegatevi nel sangue di Cristo crocifisso” (Epistolario, Lettera n. 16: Ad uno il cui nome si tace).
Qui possiamo comprendere perché Caterina, pur consapevole delle manchevolezze umane dei sacerdoti, abbia sempre avuto una grandissima riverenza per essi: essi dispensano, attraverso i Sacramenti e la Parola, la forza salvifica del Sangue di Cristo. La Santa senese ha invitato sempre i sacri ministri, anche il Papa, che chiamava “dolce Cristo in terra”, ad essere fedeli alle loro responsabilitŕ, mossa sempre e solo dal suo amore profondo e costante per la Chiesa. Prima di morire disse: “Partendomi dal corpo io, in veritŕ, ho consumato e dato la vita nella Chiesa e per la Chiesa Santa, la quale cosa mi č singolarissima grazia” (Raimondo da Capua, S. Caterina da Siena, Legenda maior, n. 363).
Da santa Caterina, dunque, noi apprendiamo la scienza piů sublime: conoscere ed amare Gesů Cristo e la sua Chiesa. Nel Dialogo della Divina Provvidenza, ella, con un’immagine singolare, descrive Cristo come un ponte lanciato tra il cielo e la terra. Esso č formato da tre scaloni costituiti dai piedi, dal costato e dalla bocca di Gesů. Elevandosi attraverso questi scaloni, l’anima passa attraverso le tre tappe di ogni via di santificazione: il distacco dal peccato, la pratica della virtů e dell’amore, l’unione dolce e affettuosa con Dio.
Cari fratelli e sorelle, impariamo da santa Caterina ad amare con coraggio, in modo intenso e sincero, Cristo e la Chiesa. Facciamo nostre perciň le parole di santa Caterina che leggiamo nel Dialogo della Divina Provvidenza, a conclusione del capitolo che parla di Cristo-ponte: “Per misericordia ci hai lavati nel Sangue, per misericordia volesti conversare con le creature. O Pazzo d’amore! Non ti bastň incarnarti, ma volesti anche morire! (...) O misericordia! Il cuore mi si affoga nel pensare a te: ché dovunque io mi volga a pensare, non trovo che misericordia” (cap. 30, PP 79-80). Grazie.
Saluti:
Chers amis, puisse sainte Catherine de Sienne nous apprendre ainsi la science la plus sublime: aimer avec courage intensément et sincčrement Jésus Christ et aimer l’Eglise! Je salue cordialement les pčlerins francophones: bon séjour ŕ tous!
I extend a warm welcome to the Catholic and Greek Orthodox pilgrims from San Francisco, California. I also greet the Superiors of the Missionary Sisters of the Precious Blood meeting in Rome. Upon all the English-speaking visitors present at today’s Audience, especially the pilgrim groups from Japan and the United States of America, I invoke God’s abundant blessings.
Ganz herzlich grüße ich die Pilger und Besucher aus den Ländern deutscher Sprache. Vertrauen wir uns Gottes guter Hand an, denn er hört nicht auf, seinem Volk Heilige zu schenken, die die Menschen zur Umkehr und zu geistlicher Erneuerung führen. Der Herr segne euch alle und schenke euch einen schönen, fruchtbaren Aufenthalt in Rom.
Saludo cordialmente a los peregrinos de lengua espańola, en particular a los venidos de Chile, Espańa, México, República Dominicana y otros países latinoamericanos. Siguiendo el ejemplo y la enseńanza de Santa Catalina de Siena, os invito a todos a amar a Cristo y a la Iglesia con un amor cada vez más intenso y sincero. Muchas gracias.
Amados peregrinos vindos do Brasil e de outros países de língua portuguesa, sede bem-vindos! Santa Catarina de Sena ensina que a cięncia mais sublime consiste em amar Jesus Cristo e a sua Igreja. Segui o exemplo desta santa, amando Jesus com coragem e sinceridade, para assim alcançardes a paz e a alegria que vęm de Deus. Ide em paz!
Saluto in lingua polacca:
Witam serdecznie Polaków, a szczególnie delegacje Rady Miasta Kielce wraz z duszpasterzami. Bracia i Siostry! Od swietej Katarzyny ze Sieny, mistyczki, doktora Kosciola, patronki Europy uczmy sie szczerze kochac Chrystusa i Kosciól. W róznych sytuacjach zycia umiejmy z odwaga dawac swiadectwo naszej wiary, broniac w zdecydowany sposób ewangelicznych wartosci. Wam tu obecnym i waszym bliskim z serca blogoslawie.
Traduzione italiana:
Saluto cordialmente i Polacchi e in modo particolare la delegazione del Consiglio Comunale della Cittŕ di Kielce con alcuni parroci. Fratelli e Sorelle! Da Santa Caterina da Siena, mistica, dottore della Chiesa e Compatrona d’Europa impariamo ad amare sinceramente Cristo e la Chiesa. Nei diversi momenti della nostra vita sappiamo con coraggio dare testimonianza della nostra fede, difendendo in modo decisivo i valori evangelici. A voi qui presenti e ai vostri cari imparto di cuore una speciale benedizione.
Saluto in lingua ungherese:
Szeretettel köszöntöm a magyar híveket, elsosorban azokat, akik Tornáról és Szabadkáról érkeztek. Vasárnap az adventi idoszakot kezdjük meg. Kívánom, hogy Máriához hasonló lelkülettel készítsétek az Úr útját ebben az adventben, hogy általatok Krisztus ma is megjelenhessen a társadalom minden területén.
Erre adom apostoli áldásomat.
Dicsértessék a Jézus Krisztus!
Traduzione italiana:
Saluto con affetto i pellegrini di lingua ungherese, specialmente i membri dei gruppi venuti da Turna nad Bodvou e Subotica. Domenica iniziamo il periodo di Avvento. Vi auguro in questo Avvento di prepararvi alla venuta del Signore con il cuore simile a quello di Maria, cosě che tramite voi il Cristo possa venire anche oggi nella societŕ.
Per ciň vi imparto la Benedizione Apostolica. Sia lodato Gesů Cristo!
Saluto in lingua slovena:
Lepo pozdravljam vse, ki ste prišli k praznovanju petdesete obletnice Papeškega slovenskega zavoda v Rimu. Skupaj z vami, dragi prijatelji, se veselim obilnih sadov, ki jih je Bog po tej ustanovi podelil Cerkvi na Slovenskem in drugod. Vse, ki danes tvorite skupnost »Slovenika«, spodbujam, da si dosledno prizadevate za rast v modrosti in v sleherni kreposti, da boste resnicno sol zemlje in luc sveta. Slovenija in ves svet potrebujeta modrih, pogumnih in zvestih pricevalcev za Kristusa! Ob tej slovesni priložnosti vam prav rad podelim apostolski blagoslov!
Traduzione italiana:
Rivolgo il mio caro saluto a quanti sono convenuti per celebrare il 50° Anniversario del Pontificio Collegio Sloveno in Urbe. Insieme a voi, cari amici, gioisco per i copiosi doni che Iddio ha elargito, attraverso quest’Istituzione, alla Chiesa in Slovenia ed altrove. Tutti voi, che oggi formate la comunitŕ dello “Slovenicum”, esorto all’impegno costante per la crescita nella sapienza e in ogni virtů, affinché siate davvero il sale della terra e la luce del mondo. La Slovenia e tutto il mondo hanno bisogno di testimoni di Cristo saggi, coraggiosi e fedeli! In questa felice ricorrenza giubilare volentieri vi imparto l’Apostolica Benedizione!
Saluto in lingua croata:
Radosno pozdravljam sve hrvatske hodocasnike, a osobito vjernike iz župa Uskrsnuca Kristova i Svetog Ivana Evandeliste iz Zagreba! Neka vam hodocašce na grobove apostola pomogne da, osnaženi u vjeri, ucvršceni u nadi i usavršeni u ljubavi, svjedocite Isusa Krista u svojoj domovini. Hvaljen Isus i Marija!
Traduzione italiana:
Saluto con gioia tutti i pellegrini Croati, in modo particolare i fedeli provenienti dalle parrocchie della Risurrezione di Cristo e di San Giovanni Evangelista di Zagreb. Il pellegrinaggio alle tombe degli Apostoli vi aiuti a testimoniare Gesů Cristo nella vostra patria, fortificati nella fede, rafforzati nella speranza e perfezionati nell’amore. Siano lodati Gesů e Maria!
Saluto in lingua ceca:
Srdecne vítám a zdravím poutníky z Ceské republiky, zejména z farnosti svatého Petra a Pavla v Rícanech.
Rád vám všem žehnám! Chvála Kristu!
Traduzione italiana:
Un cordiale benvenuto e saluti ai pellegrini provenienti dalla Repubblica Ceca, in particolare dalla Parrocchia dei Santi Pietro e Paolo, di Rícany.
Volentieri vi benedico tutti. Sia lodato Gesů Cristo!
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Rivolgo un cordiale benvenuto ai pellegrini di lingua italiana. In particolare, saluto i partecipanti al convegno promosso dal Movimento Apostolico e li esorto a proseguire nel cammino della santitŕ personale, punto di partenza di ogni evangelizzazione. Saluto i fedeli di Troina ed auspico che, sull’esempio del patrono S. Silvestro ciascuno possa aderire sempre piů generosamente a Cristo e al suo Vangelo. Saluto i rappresentanti della Cittŕ di Cervia, accompagnati dal loro Vescovo Mons. Giuseppe Verucchi, e li ringrazio per il tradizionale omaggio di un prodotto tipico della loro terra.
Rivolgo, infine, il mio cordiale saluto ai giovani, agli ammalati e agli sposi novelli.Oggi, ricordando Sant'Andrea Dung-Lac e compagni, martiri vietnamiti, invito voi, cari giovani, ad essere intrepidi nel testimoniare i valori cristiani, rimanendo sempre fedeli al Signore; esorto voi, cari ammalati, a saper accogliere con sereno abbandono quanto il Signore dona in ogni situazione della vita; auguro a voi, cari sposi novelli, di formare una famiglia veramente cristiana, attingendo la forza necessaria per realizzare tale progetto dalla Parola di Dio e dall'Eucaristia.
Dicembre 2010
Aula Paolo VI
Udienze 2010 - Saluto ai pellegrini nella Basilica Vaticana