Paolo VI Udienze 1975 - SALUTI DEL SANTO PADRE




UDIENZA GENERALE

Mercoledì, 3 settembre 1975

1975.09.03


TESTO DELL'UDIENZA

Noi pensiamo che la celebrazione dell'Anno Santo provochi in coloro a cui preme trarne qualche reale rinnovamento spirituale una domanda conforme alla mentalità del nostro tempo: qual è l'idea centrale del Vangelo? qual è la chiave della dottrina di Cristo? il punto focale del suo insegnamento? Se noi dobbiamo ravvivare la nostra adesione alla religione cattolica, quale sarà il punto prospettico dal quale noi possiamo coglierne in sintesi la visione complessiva ed organica? Viene facilmente alla memoria il tentativo compiuto da molti studiosi antichi e moderni di riassumere in un breve disegno didattico l'insegnamento cattolico (1 Cfr. S. AUGUSTINI Enchiridion ad Laurentium: PL 40, 231-290; K. ADAM, Essenza del Cattolicesimo, 1924, 7o ed., Morcelliana, Brescia 1962; in genere: le sintesi dottrinali, come: S. THOMAE Expositio Symboli Apost., op. 16; e i Catechismi, e fra tutti il celebre Catechismo romano del Concilio di Trento, cfr. PASTOR, VII, 288 ss.; L. ANDRIANOPOLI, Il catechismo romano del Concilio di Trento, Città del Vaticano 1946; come pure Card. P. GASPARRI, Cat. Cath., 1930; etc.); ed anche il tentativo drinterpretare il Vangelo secondo una formula preferita secondo uno schema ideologico parziale e discutibile (Cfr. A. VON HARNACK, Das Wesen des Christentums, 1900).

Noi qui non ci vogliamo affatto addentrare nella grande speculazione storico-dottrinale sulla figura di Cristo (Cfr. L. BOUYER, Le Fils eternel); ci basta ricordare due verità fondamentali, che formano il tesoro più prezioso dell'insegnamento evangelico, e che possono alimentare inesauribilmente il rinnovamento religioso e morale promosso da questo Anno Santo. Prima verità: Gesù ci ha rivelato il volto di Dio: Dio è Padre! (Cfr. Matth. Mt 11,25 ss.)

Questo annuncio è oggi ripetuto ad un secolo come il nostro, che ha osato proclamare la più stolta negazione sull'esistenza di Dio: Dio è morto! traendola non dalla Realtà delle cose e della vita, ma dall'irreligiosità negativa e soggettiva dell'uomo moderno, quasi che questi, diventato cieco per le aberranti degradazioni delle sue facoltà spirituali, gridasse: il mondo non esiste, perché io non lo vedo! Si è infatti cosi accecato senza pietà e senza ragione lrocchio dell'uomo, implacabilmente scrutatore e fidente nella Verità reale dell'universo, e tuttora piangente per i tanti limiti della sua capacità visiva, e dapprima quello dello scienziato e del pensatore, come si cerca di velarlo questrocchio umano e di confonderlo nel limpido sguardo del fanciullo umile e sapiente. Ecco Gesù, ecco il Maestro, che ci infonde l'indiscutibile certezza su Dio! la certezza che Dio E, chrEgli è infinitamente personale e vivente, chrEgli è 1rAssoluto e il Necessario, chrEgli è creatore con atto trascendente e onnipotente, e chrEgli è conservatore con atto immanente e provvidenziale per ogni altro essere, che creatura si chiama; e finalmente chrEgli ha un nome sovrano e dolcissimo, radicato nel nostro essere stesso: è Padre! (Cfr. spec. "Discorsi dell'ultima Cena r; Ep 1)

Ed ecco allora la seconda verità fondamentale della nostra religione cristiana: Dio è Amore (1 Io. 4, 8. 16; Io. 3, 16). Questa è l'estrema rivelazione su Dio, la quale appare nella notte della negazione e della disperazione, nelle nubi dell'ignoranza e del dubbio, nei lampi de1 timore e della terribilità del Dio giudice e vindice nello stordimento stesso druna verità cosi impensata ed abbagliante: Dio è Amore! (Cfr. 1 Io.4, 10; Rom. 5, 8; cfr. le parabole della misericordia: Lc 15, spec. quella del figliol prodigo; etc.) Questa centralità dell'Amore di Dio per noi ha espressioni che superano ogni dimensione e ogni capacità di comprensione (Cfr. Eph Ep 3,17-19), e ci offre ineffabili incontri con la Divinità, misteriosa sempre, ma accessibile ormai sopra un piano soprannaturale, che eleva quello naturale a insperate fortune, come nell'Incarnazione (Io.3, 16), nella Redenzione (2 Thess 2Th 2,16), nell'Eucaristia (Io.6, 32), nella Pentecoste e in tutta l'economia della grazia (Rom. 8, 30; 1 Io. 3, 1).

Siamo amati da Dio! Questa è una rivelazione, è una scoperta, che sta alla base del Nuovo Testamento, e che dobbiamo trasferire da una semplice nozione verbale a cardine portante di tutta la nostra concezione religiosa e morale; dobbiamo far nostra, profondamente, l'affermazione dell'Evangelista Giovanni, nella sua prima Epistola: "noi abbiamo creduto alla carità che Dio ha per noi r, credimus caritati (1 Io. 4, 16); e percio una reciprocità, per quanto sproporzionata, si impone: "Noi dunque dobbiamo amare Dio, perché Egli per primo ci amo" (Ibid. 19).

E qui la logica dell'amore reclama amore da noi! mentre la nostra stessa inettitudine ad esprimere in linguaggio religioso e mistico l'amore, che dovremmo a Dio senza avere di lui esperienza diretta, ci aiuta a compiere il grande precetto, riversando sui fratelli, sugli uomini, la dilezione dovuta al Signore; precetto nuovo è chiamato da Cristo a causa di un "come" che ne estende la misura oltre misura: "Io vi do un precetto nuovo, disse Gesù nell'ultima cena, che vi amiate a vicenda, come Io ho amato voi" (Io.13, 34). E immetteva cosi una fonte incontenibile e inesauribile di carità, non più specificamente religiosa, ma umana, nel cuore dei suoi seguaci, che della carità verso il prossimo avrebbero dovuto essere i più generosi e ingegnosi professionisti, fino a estasiarsi nell'esercizio penoso e gioioso della carità, che nel fratello sofferente contempla il rappresentante, quasi un sacramento, dice Bossuet, di Gesù Cristo stesso: tale carità, mihi fecistis (Mt 25 Mt 40) a me è stata prodigata.

Lezione statutaria del cristianesimo, quella dell'amore di Dio

sopra ogni cosa, e, in virtù di tale amore religioso, quella dell'amore dinamico fino alla parità, anzi fino al sacrificio, verso gli uomini, tutti nostri fratelli (Mt 22,156 Mt 5,43-48).

Da pensare, ripensare e praticare, come frutto dell'Anno Santo.

Con la nostra Benedizione Apostolica (Cfr. S. BISNARDI De diligendo Deo: PL 182, 973; S. FRANCESCO DI SALES, Traité de l'amour de Dieu).

SALUTI DEL SANTO PADRE

Pellegrini delle diocesi di Montalto,

Ripatransone, Como, Asti e Mondovi

Salutiamo con paterna effusione i gruppi delle diocesi italiane, qui presenti con i loro Vescovi: i duemila pellegrini di Montalto e Ripatransone, i 750 di Como, i 700 di Asti e quelli di Mondovi. Sono rappresentanze cospicue di elette e antiche comunità ecclesiali, che, come ogni Udienza di questo straordinario Anno Santo, anche questroggi distinguono il nostro incontro. Vi vediamo con compiacenza e con speranza: compiacenza per quello che la vostra presenza dice, di preparazione sentita e coscienziosa nelle singole Chiese locali alla celebrazione del Giubileo, con tutto cio che questo sottintende: preghiera, conversione, riconciliazione, vita sacramentale; e speranza, per la nuova era che si apre all'orizzonte dopo la celebrazione del Giubileo: impegno più profondo di adesione al Vangelo, di amore alla Chiesa, di carità per i fratelli, di apostolato e di rinnovamento in tutti i piani della vita religiosa, familiare, sociale. Cosi sia: carissimi figli: e "state sempre lieti, pregate incessantemente, in ogni cosa rendete grazie; questa è infatti la volontà di Dio in Cristo Gesù verso di voi (1 Thess 1Th 5,17-18)

Con la nostra particolare Benedizione.

Giovani vincitori

del Concorso "Veritas r

Si rinnova questroggi un incontro con un gruppo giovanile che ogni anno tanta gioia procura al nostro cuore: sono gli studenti di ogni parte drItalia che hanno vinto il Concorso "Veritas r.

Ebbene, ci è gradito ripetere anche a voi, cari figlioli, come ai giovani che vi hanno preceduto: siate i benvenuti! Ci rallegriamo assai per il profitto con cui si è svolta nello scorso anno questa gara di cultura religiosa, e vorremmo che voi foste i primi a coglierne tutta l'importanza. Non è uno sterile passatempo o un esercizio di puro carattere culturale, ma un aiuto offerto in questi anni cosi decisivi della vostra esistenza per maturare la vostra formazione nel suo aspetto più importante, che è quello della sua dimensione religiosa. Niente, infatti, meglio della fede cristiana saprà indicarvi quali sono i veri valori della vita, e quali gli ideali a cui indirizzare le vostre fiorenti energie. Che voi ne siate convinti, ce lo dice non solo la vostra gioiosa adesione a questa bella iniziativa, ma altresi lo scopo che vi ha tratti a Roma principalmente in questranno: la partecipazione al Giubileo, l'entrata cioè con tutta la grande famiglia cattolica nella corrente di riconciliazione e di rinnovamento, che tutti impegna nel proposito di mettere Dio al primo posto, di rientrare in noi stessi, di migliorare il nostro "uomo interiore" nella preghiera e nella carità, di attuare uno stile di vita sempre più degno di uomini e di cristiani. Questo è il significato del Giubileo; ed augurando che voi sappiate cosi vederlo e viverlo nelle sue consegne rinnovatrici, tutti vi benediciamo unitamente alle vostre famiglie e ai vostri benemeriti insegnanti, su tutti invocando l'abbondanza delle benedizioni del Signore.

Pellegrini francesi di Bordeaux,

Saint-Fleur, Mende, Bayonne,

Saint-Claude, Orléans, Ajaccio

Parmi les nombreux pèlerins français que Nous avons la joie de voir rassemblés, Nous vous saluons particulièrement, vous qui êtes venus, accompagnés de vos Evêques, des diocèses de Bordeaux, Saint-Fleur, Mende, Bayonne, Saint-Claude, Orléans, Ajaccio. Votre présence ne doit pas indiquer seulement une démarche de piété personnelle; vous représentez ici vos églises diocésaines, dans leur diversité, avec leurs richesses spirituelles, leurs activités apostoliques multiples, leurs peines et leurs difficultés aussi. Votre rassemblement aux côtés de tant de frères venus drautres pays contribue à montrer de quelle riche diversité est faite l'unique Eglise universelle de Jésus-Christ. Que notre bénédiction vous aide à approfondir, avec la grâce du Seigneur, votre amour actif de l'Eglise et à faire mieux pénétrer dans vos communautés l'esprit de l'Année Sainte.

Ex alunni

del Pontificio Seminario francese

in Roma

Comme Nous voudrions aussi pouvoir saluer personnellement chacun des anciens du Séminaire français, venus dans la vieille et chère maison de la via Santa Chiara pour se replonger dans l'ambiance de ferveur intellectuelle et spirituelle qui les a si bien préparés au service de IrEglise. Oui, chers Frères dans l'épiscopat et amis, en partageant votre action de grâces, Nous voulons aussi encourager tous les jeunes qui occupent aujourdrhui votre place à marcher sur vos traces, dans le même attachement à l'Eglise et au siège apostolique. De très grand coeur, Nous vous donnons une particulière Bénédiction Apostolique.

Pellegrini Belgio

Nous somme heureux draccueillir également les nombreux pèlerins belges venus cette semaine au tombeau des Apôtres. Que la grâce du Jubilé soit vraiment pour tous une occasion de conversion intérieure, un ferment de vie religieuse et morale.

A travers vous, chers Fils et Filles, Nous voulons nous adresser aussi aux téléspectateurs de Belgique. A tous, Nous souhaitons de trouver à travers ces images le vrai visage de l'Année Sainte, démarche toute tendue vers le renouveau personnel et collectif et vers la réconciliation et la paix. Que les chrétiens sachent y découvrir aussi l'appel du Seigneur, qui seul est notre justification et notre paix, et au nom duquel Nous vous bénissons de grand coeur, ainsi que vos compatriotes, vos familles et votre cher pays.

Pellegrini del Libano e dell'Egitto

Noi ci felicitiamo con voi. Abbiamo avuto le notizie della pace che sembra essere confermata ne1 vostro Paese dando finalmente la conclusione di questo stato anormale di contrasti con dei Paesi vicini al vostro. Noi facciamo voti per il vostro Paese, la vostra prosperità, la vostra pace, la vostra unione e anche la vostra fede cristiana, che noi sappiamo molto bene affermata nel vostro Paese.

Pellegrini drUganda, dell'Australia

e seminaristi del Collegio nord-americano

We express our pleasure at the visit of another group of our sons and daughters from Uganda. Like so many of your brothers and sisters, you have come to renew your faith at the tomb of Peter and to re-dedicate yourselves to Christian living. As Christians you are called to render service in Christrs name and to love one another as he loved you. This is a great vocation. May you live it fully in your beloved homeland of Uganda.

We welcome with affection the large group from Australia, led by Bishop Kelly from Sydney. How often our thoughts turn to your country, which we love so dearly. Always give the greatest service possible to your neighhours and to all your fellow-countrymen: communicate Christ by word and example. And take our greetings back to Australia.

Our special welcome to the seminarians from the North American College. We know that you have just arrived today and we are happy that you have wanted your first visit to be one of deference to us as Vicar of Christ. Yes, dear sons, it is Christ whom we proclaim to you and to all your brother seminarians. During these precious years in Rome we exhort you to open wide your hearts to Christ: live in his love; be sensitive to the needs of all his brethren: meditate on the Sacred Scriptures, for in the word of God you will find inspiration and strength for your lives. Today Christ is asking for your full collaboration, so that his saving word may spread quickly and penetrate hearts. But to be a worthy collaborator of Christ in the mystery of salvation, you must be men of deep prayer and personal discipline. Prayer and discipline are closely linked to your ministry; they are a measure of your authenticity and an expression of your love. Beloved sons, this is your program. Go forward with joy and confidence: in the name of the Lord!

Gruppi di lingua tedesca

Herzlich begrüssen Wir heute noch die Teilnehmer an der Romwallfahrt der Diözese Würzburg mit ihrem Bischof Mons. Stangl. Eure Pilgerfahrt zu den Gräbern der Apostel ist ein feierliches Bekenntnis zum geistlichen Programm des Heiligen Jahres: Erneuerung und Versöhnung. Religiöse Erneuerung bedeutet Rückkehr zu den Quellen des Glaubens, bedeutet Rückkehr zu Christus selbst. Werdet also wirkliche Christen, die Christus und die Kirche lieben und durch ein wahrhaft christliches Leben bezeugen. Ein wort herzlicher Begrüssung richten Wir auch an die Pilger der Lesergemeinde des rBayerischen Sonntagsblattes . Die Presse und alle sozialen Kommunikationsmittel sind in einer besonderen Weise geeignet und aufgerufen, zur Versöhnung unter den Menschen wirksam beizutragen. Deshalb verdient gerade die gute Presse stets unsere hochherzige Unterstützung und Förderung.

Von Herzen erteilen Wir euch und allen anwesenden Pilgern Unseren Apostolischen Segen.

Membri dell'Istituto

l Alianza en Jesus por Maria r

Un saludo particular a los miembros del Instituto "Alianza en Jesus por Maria r.

Amadisimas hijas: sabéis que tenemos en sumo aprecio ese manifiesto deseo, que profesais, de consagrar vuestras vidas a la imitacion fiel de Jesus, siguiendo de cerca sus pasos, como Maria. Celebrando ahora vuestro Instituto las bodas de oro de la fundacion, os alentamos a ser siempre un espejo puro de virtudes cristianas. Que vuestro pacto espiritual se vea corroborado cada dia con una caridad intensa, por un testimonio de servicio a la Iglesia, limpio de miras terrenas. Sea Maria Inmaculada vuestra guia y modelo. Y os sirva de estimulo nuestra Bendicion para vosotras y vuestras obras de apostolado.

Ragazzi dell'l Operacion Plus Ultra r

Saludamos también con paterno afecto a los Ninos que forman parte de la "Operacion Plus Ultra r.

Amadisimos ninos: Nos sentimos contento de recibiros, sabiendo que todos os habéis distinguido por algun acto de bondad. Vuestra generosidad merece nuestra felicitacion. Seguid siendo buenos, como Jesus, que crecia no solo en edad, sino también en sabiduria y en gracia.

Os impartimos una especial Bendicion Apostolica a vosotros, a vuestros acompanantes y a todos vuestros seres queridos


PAOLO VI



UDIENZA GENERALE

Mercoledì, 10 settembre 1975

1975.09.10


TESTO DELL'UDIENZA

l'Anno Santo ci obbliga non solo ad una revisione soggettiva, morale e psicologica circa lo stato delle nostre relazioni con Dio e con il piano di salvezza da Lui stabilito per dare senso, sicurezza, felicità alla nostra vita, ma ci obbliga altresi ad una conferma oggettiva, teologica e pratica insieme, della nostra fede circa il modo, mediante il quale si è realizzato e si realizza tale piano della nostra salvezza (Cfr. S. THOMAE Summa Theologiae, III 46,3-4); e questo modo è la Croce; la passione cioè crudele, ignominiosa e cruenta, sofferta da Cristo "fino alla morte, alla morte di croce r, come dice S. Paolo" (Ph 2,8).

Che la Croce abbia un posto centrale nella religione cattolica pensiamo che sia chiaro per tutti; essa ne è il simbolo più caratteristico, più comune, più espressivo, più venerato. La Croce è il segno più usato nel culto, più frequente nella preghiera, più sacro nella vita; essa appare ancora, a nostro onore e a nostra fortuna, per significare cio che vi ha di sommo, di confortante e drintangibile anche nelle espressioni esteriori della società civile: nelle Famiglie, nei Tribunali, nelle scuole, negli ospedali, nei cimiteri . . . Noi pensiamo che Dio misericordioso non lascerà mancare l'influsso benefico della sua grazia vivificante alle persone, alle istituzioni, ai luoghi, dove questo segno di dolore e di morte, diventato segno vittorioso di speranza e di vita, è presente, perché è segno sempre cristiano di redenzione e dramore. Sarà dovere e gloria di noi credenti onorare, conservare e difendere la presenza del Crocifisso nella scena della nostra vita moderna, sia religiosa, che civile: essa, la Croce, è lo stemma della nostra storia, della nostra civiltà, del nostro progresso; la Croce, strumento di pena efferata per una inumana giustizia, è ora trasfigurante simbolo del dolore, che espia, e dell'amore, che redime.

Amiamo la Croce di Cristo, Fratelli; essa esprime in sintesi il dramma della nostra salvezza. Essa è sorretta da un cumulo di dottrine, che formano il castello della fede e della vita, che da Gesù Cristo prende il suo nome, la sua verità, la sua virtù. Ricordiamo in fretta la dottrina del peccato originale, e con essa l'affermazione dell'unità del genere umano: la dottrina circa la necessità druna redenzione, che avesse efficacia di espiare il peccato e di vincere la morte, ristabilendo cosi i rapporti soprannaturali fra il Dio vivente e l'uomo sollevato dalla sua degradazione allo stato e al livello di figlio adottivo, partecipe della divina natura (Cfr. 2 Petr. 1, 4); la dottrina dell'inefficacia drogni altro sistema morale e religioso ad attuare la nostra autentica e piena riconciliazione con Dio (Cfr. Gal Ga 5,6 Col 3,11 etc.), donde la morale necessità del sacrificio personale e totale di Cristo (Cfr. Io. 3, 14; Lc 24,26 etc. ), misterioso vincolo, in nostro favore, della giustizia e della misericordia, e suprema rivelazione dell'amore di Dio e di Cristo per noi, per ciascuno di noi (Io. 3, 16; 13, 1; Ga 2,20 Ep 2,4 ss.; etc. ); cosi che Cristo, come riassume S. Paolo, "è diventato per noi sapienza, giustizia, santificazione e redenzione" (1Co 1,30).

Cardine di tutto questo immenso, universale anzi ed unico valido sistema religioso, morale e vitale, è la Croce. Oh! noi tutti Cristiani dobbiamo attestare con la nostra fede e con la nostra condotta il nostro impegno di "non lasciare svotare la Croce di Cristo r( Ibid. 1, 17). Perché, fra i cataclismi ideologici del nostro tempo, questo è stato affermato e tuttora si afferma: l'inutilità druna Redenzione. Secondo questa concezione, indebitamente detta umanistica, l'uomo è buono di natura sua; liberato da una falsa pedagogia sociale, e lasciato libero l'uomo di crescere e di evolversi secondo i propri istinti naturali, egli trova da sé il proprio equilibrio e la propria perfezione. l'esperienza più generale ci dice il contrario: l'uomo, per quanto originariamente possegga e in parte tuttora conservi una natura buona e razionalmente orientata verso la virtù, verso una sua bellezza e una sua bontà veramente umana, non riesce da sé a realizzare la propria figura ideale; e basterebbe a provare questa nativa insufficienza dell'uomo l'applicazione personale o collettiva di codesta teoria umanistica; la sua stessa concezione dimostra quanto l'uomo sia fallibile nel giudizio sopra se stesso, e quindi, anche prescindendo dalla religione, quanto tristi siano le conseguenze della vita umana fondata su le sole sue forze. Due conseguenze macroscopiche sono oggi sotto i nostri occhi: la repressione scientifica e sistematica delle più elementari e legittime libertà, sia della persona umana, sia delle sue connaturate comunità sociali, nei regimi totalitari, pur fondati su agnostici principii drumanesimo ottimistico; e, in secondo luogo, la decadenza precipitosa dei costumi, dove la legge, priva di trascendente ispirazione, invece di contenerne le istintive e degradanti debolezze, le codifica e le coonesta.

Procuriamo noi credenti, noi cristiani di rimanere fedeli alla Croce di Cristo, alla sua dottrina e alla sua virtù: non verrà mai meno cosi né alle nostre singole anime, né alla nostra Chiesa, l'energia della bontà autentica, risultante dall'educazione e dalla osservanza della legge naturale, scritta nella profondità del nostro essere, resa possibile questa osservanza dalla Parola di Cristo e dall'infusione animatrice del suo Spirito. Fedeli alla Croce ci saranno svelate le segrete ragioni del sacrificio, che vuol dire: l'eroismo del bene, l'amore che serve beato di prodigarsi: il valore della sofferenza nostra ed altrui, non più priva di senso e di conforto, ma messa in comunione con la Croce di Cristo, fonte oggi della nostra salvezza; della nostra eterna felicità, domani, oltre la morte.

Con la nostra Benedizione Apostolica.

Giovani di Caserta

Esprimiano ora il nostro cordiale saluto ad un gruppo di giovani, provenienti dalla diocesi di Caserta, i quali hanno compiuto a piedi il loro pellegrinaggio per la celebrazione del Giubileo.

Noi vi auguriamo, cari giovani, che la vostra venuta a Roma, sosta ristoratrice di preghiera e di riflessione a diretto contatto con le memorie degli Apostoli e dei Martiri, sia una tappa fondamentale per rinvigorire il vostro impegno di adesione a! Vangelo, di amore alla Chiesa, di carità operosa verso i fratelli, di rinnovamento in tutti i piani della vita religiosa, familiare, sociale.

Vi accompagni e vi conforti la nostra particolare Benedizione, che amiamo estendere alle vostre famiglie, in auspicio dei continui doni dell'assistenza divina.

Pellegrini di Fermo

Presente a questa udienza è un gruppo numeroso e devoto di pellegrini, venuti dall'Arcidiocesi di Fermo, che ci è caro salutare per un particolare ricordo che conserviamo di loro e della bella terra Picena.

Fu, infatti, nel settembre del 1962 che, provenienti da Loreto, avemmo occasione di visitare la vostra Diocesi, e serbiamo tuttora grata memoria per il calore dell'ospitalità ricevuta ed il fervore della vostra fede. Pensiamo, percio, che la visita di stasera, nel quadro della celebrazione giubilare, sia come la restituzione di quell'antica nostra visita, e ve ne ringraziamo di cuore. Vi accompagni nel ritorno alle vostre case il nostro augurio perché si rafforzi in ciascuno di voi l'impegno di esemplare vita cristiana, mentre paternamente vi benediciamo con tutti i vostri Sacerdoti e Congiunti.

Pellegrinaggio nazionale ungherese

Rivolgiamo un cordiale saluto al Pellegrinaggio Nazionale dell'Ungheria composto da sacerdoti, seminaristi e fedeli, e guidato dall'episcopato del Paese, quasi al completo, dei riti latino e bizantino.

Venerabili fratelli e figli carissimi: siate i benvenuti! La vostra presenza qui al centro del mondo cattolico ci richiama la fede millenaria della vostra Nazione, ricca di tante eroiche testimonianze di virtù cristiane, ed il suo fedele attaccamento alla Chiesa di Cristo. Noi stessi ne abbiamo avuto diretta esperienza, durante il sia pur brevissimo passaggio nella vostra Capitale nel lontano 1938. Ci conforta il sapere che anche oggi il popolo ungherese è assiduo nella pratica religiosa, ed apprezziamo e incoraggiamo in particolare gli sforzi in atto, presso di voi, perché il Vangelo di Gesù sia predicato ed insegnato, come Egli ne ha dato la missione alla Sua Chiesa, sempre ed ovunque, nella sua interezza e nella sua ricchezza di contenuto, cosi utile anche alla formazione morale del cittadino, e specialmente dei giovani.

Cari fratelli e figli: vi esortiamo a mantenere vive le grandi e nobili tradizioni cristiane che avete ereditato sin dai tempi di S. Stefano. Siate sempre uniti nella fede e nella preghiera, ma in primo luogo nella carità, che è vincolo della perfezione, affinché la pace operosa di Cristo abbondi nei vostri cuori, nelle vostre parrocchie e diocesi, e nella vostra Patria a noi sempre tanto cara. E unitamente a voi qui presenti, con grande affetto estendiamo anche a tutti i fedeli, sacerdoti, religiosi e religiose di Ungheria la nostra Apostolica Benedizione.

SALUTI DEL SANTO PADRE

Partecipanti a1 primo Congresso mondiale

per lo studio del dolore

e al Congresso della Federazione Internazionale

dei Farmacisti cattolici

che celebra il suo XXV anniversario

Nous sommes heureux aussi dradresser notre salut très cordial aux hommes de science présents ici ce soir, les participants au Premier Congrès mondial pour l'étude de la douleur, et les membres du treizième Congrès international de la Fédération internationale des Pharmaciens catholiques, qui célèbre cette année le vingt-cinquième anniversaire de sa fondation.

Nous vous remercions de votre présence, et, si les circonstances de cette Année Sainte Nous empêchent de vous adresser la parole aussi longuement que Nous l'aurions souhaité, Nous désirons cependant vous dire nos encouragements pour la poursuite de votre difficile labeur au service de l'homme, et particulièrement de l'homme souffrant. Comment ne pas rappeler aussi que cette oeuvre tire sa noblesse de cette signification profondément humaine, et qurelle ne doit pas se laisser dominer par les techniques qurelle emploie, aussi admirables soient-elles en elles-mêmes? Faut-il rappeler enfin, que pour la même raison, vos activités professionnelles, à tous leurs niveaux, ne sauraient en aucun cas accepter de se soumettre à des pressions économiques ou sociales insoucieuses de l'ordre moral; a fortiori si elles lui sont contraires, comme crest trop souvent le cas. Il y va du sens de l'homme, créature de Dieu; il y va aussi de votre conscience. Nous vous invitons à orienter votre Jubilé en fonction de vos lourdes responsabilités personnelles et collectives, et à demander au Seigneur de pouvoir y faire face pleinement. Nous Le prierons nous-même à cette intention, en appelant sur vos travaux, vos familles et vos personnes ses divines grâces, en gage desquelles Nous vous donnons notre Bénédiction Apostolique.

Pellegrini francesi delle diocesi di Besançon, Rouen,

Le Hâvre, Saint-Dié, Gap e del Lussemburgo

Nous accueillons encore avec joie cette semaine les nombreux pèlerins venus de France accompagnés de leurs évêques. Tous ceux de la région parisienne, drabord, et aussi les diocèses de Besançon, Rouen, Le Hâvre, Saint-Dié et Gap, sans oublier le groupe important des Guides et Scouts drEurope.

A tous, chers Fils et chères Filles, Nous ne nous lasserons jamais de répéter le message de l'Année Sainte, afin quril pénètre vos vies et se répercute dans vos familles, vos lieux de travail et tout votre pays. Vous savez combien le monde a besoin de paix. Pour qurelle soit réelle, il faut que cette paix prenne ses racines dans le coeur de chaque homme, et cela ne se peut que sril est drabord en paix avec Dieu. Voilà le sens de votre présence ici, à Rome. Cherchez donc drabord la paix de votre conscience dans la réconciliation avec Dieu, afin drêtre ensuite des agents de paix et de réconciliation dans le monde.

Crest au même effort que Nous voulons aussi inviter les chers pèlerins du Luxembourg. Nous notons avec joie que vous êtes venus nombreux entourer votre évêque, et particulièrement les jeunes. Pendant que vous êtes ici, au centre de lrEglise, crest une occasion favorable pour élargir vos préoccupations et votre prière aux dimensions du monde. Nous vous invitons à prier aussi pour votre Synode diocésain qui se tient actuellement à Luxembourg. Demandez au Seigneur quril porte des fruits nombreux, pour le plus grand bien spirituel de tous. En travaillant au renouvellement et au progrès de votre communauté diocésaine, vous contribuerez aussi efficacement au développement de 1rEglise toute entière.

Nous remercions enfin tous ceux qui ont voulu faire une partie de leur pèlerinage à pieds, en se relayant depuis Nantes et Bordeaux. Que cet effort personnel et collectif, qui a porté jusqurici la belle statue de la Madone que vous avez voulu Nous offrir, soit le signe de votre désir de marcher toujours à la suite du Seigneur.

Nous Le prions de vous accorder a tous cette grâce, chers Fils et Filles, et Nous vous donnons de grand coeur notre Bénédiction Apostolique.

Gruppi di lingua inglese

It gives us very great pleasure to welcome the pilgrims who come from Sierra Leone and the Gambia, accompanied by their Bishops. Venerable Brothers and dear sons and daughters, we greet you all in the love of Christ Jesus. May you all experience the peace and joy of renewal, and may the strength of the Lord sustain you in your daily lives. We send our blessing back to Sierra Leone and to the Gambia.

Today we greet the tenth interdiocesan pilgrimage from Uganda. We wish to express once again our love and affection for all your people. May peace and botherhood and true progress be for ever the destiny of Uganda.

We extend a special welcome to the Buddhist group from the Shipagawaji Temple in Tokyo. Your visit is a manifestation of fraternal courtesy, and, as we express our gratitude, we assure you of our own respect for your persons and your worthy traditions. We send our greetings back to all your people, especially to the young, invoking upon you all an abundance of peace.

To our dear Irish sons and daughters: May the grace of our Lord Jesus Christ be with you always. We greet in particular the Bishops and pilgrims from Dromore, Ferns and Raphoe. We pray that your faith may be strengthened in Rome and give you renewed courage and joy for Christian living. Be always faithful!

We are happy to greet the United Statesr diocesan Pilgrimages from Altoona-Johnstown, from Arlington, from Phoenix and from Tucson, led by the Bishops. We know that this is a time of jubilation for the citizens of your land, as you anticipate the canonization of Saint Elizabeth Ann Bayley Seton. Dear sons and daughters, be proud of the Catholic faith you have received, and by your lives be authentic witnesses to Christ.

We wish to give particular mention to the pilgrims from the Virgin Islands who have come with their Ordinary to the See of Peter. Be assured that you have today and always a special place in our heart. To all of you we impart our Apostolic Blessing.

Gruppi di lingua spagnola

Saludamos con gran afecto a los peregrinos de la diocesis de Bilbao (Espana), presididos por su Obispo, Monsenor Antonio Anoveros.

Amados hijos: Mantenéos siempre firmes en la fe y dad en todo momento, facil o dificil, un ejemplo de auténtica vida cristiana. A todos os bendecimos y en especial a los enfermos venidos en vuestra peregrination.

Bienvenidos seais vosotros, peregrinos de la diocesis de Pereira (Colombia), asi coma vuestros Pastores.

Sed hijos fieles de la Iglesia y trabajad por el bien de vuestras comunidades. Agradecemos vuestra visita, en especial la de los campesinos aqui presentes, que nos recuerdan aquel imborrable encuentro de Bogota. Pedimos que Dios os colme de sus dones y os bendecimos de corazon.

Con gozo acogemos asimismo a los peregrinos provenientes de Caracas (Venezuela) y de la diocesis de Santiago de los Caballeros (Republica Dominicana), acompanados por sus Pastores.

Conocemos, amados hijos, el fervor y esfuerzo desplegados para venir a Roma. Volved a vuestros hogares confirmados en vuestro proposito de vida cristiana ejemplar. Y llevaos con vosotros nuestra particular Bendicion.

Complesso coreografico di Luisillo

Queremos expreasar nuestro saludo cordial a los miembros del Conjunto Coreografico de Luisillo, de Espana, venidos a Roma a ofrecer su colaboracion dentro del programa del Ano Santo.

Inspiraos siempre en sentimientos de religiosidad, que elevan el arte a metas superiores espirituales. Y sea Cristo, luz del mundo, el que ilumine toda vuestra vida. Dios os bendiga


PAOLO VI

Paolo VI Udienze 1975 - SALUTI DEL SANTO PADRE