Udienze generali 1997 - Visita Pastorale nella Repubblica Ceca

Mercoledì, 7 maggio 1997

Ecco la tua Madre


(Jn 19,25-27)

1. Dopo aver affidato Giovanni a Maria con le parole: "Donna, ecco il tuo figlio!", Gesù, dall'alto della croce, si rivolge al discepolo prediletto, dicendogli: "Ecco la tua madre!" (Jn 19,26-27). Con questa espressione, Egli rivela a Maria il vertice della sua maternità: in quanto madre del Salvatore, Ella è la madre anche dei redenti, di tutte le membra del Corpo Mistico del Figlio.

La Vergine accoglie nel silenzio l'elevazione a questo massimo grado della sua maternità di grazia, avendo già dato una risposta di fede con il suo "sì" nell'Annunciazione.

Gesù non soltanto raccomanda a Giovanni di prendersi cura di Maria con particolare amore, ma gliela affida perché la riconosca come la propria madre.

Nel corso dell'ultima Cena, "il discepolo che Gesù amava" ha ascoltato il comandamento del Maestro: "Che vi amiate gli uni gli altri, come io vi ho amati" (Jn 15,12) e, posando il capo sul petto del Signore, ha ricevuto da Lui un segno singolare di amore. Tali esperienze l'hanno preparato a meglio percepire nelle parole di Gesù l'invito ad accogliere Colei che gli è donata come madre e ad amarla come Lui con trasporto filiale.

Possano tutti scoprire nelle parole di Gesù: "Ecco la tua madre!", l'invito ad accettare Maria come madre, rispondendo da veri figli al suo materno amore.

2. Alla luce di tale consegna al discepolo prediletto, si può comprendere il senso autentico del culto mariano nella comunità ecclesiale. Esso, infatti, pone i cristiani nella relazione filiale di Gesù verso sua madre, mettendoli nella condizione di crescere nell'intimità con entrambi.

Il culto che la Chiesa rende alla Vergine non è solo frutto di una spontanea iniziativa dei credenti dinanzi al valore eccezionale della sua persona e l'importanza del suo ruolo nell'opera della salvezza, ma si fonda sulla volontà di Cristo.

Le parole "Ecco la tua madre!" esprimono l'intenzione di Gesù di suscitare nei discepoli un atteggiamento di amore e fiducia verso Maria, conducendoli a riconoscere in Lei la loro madre, la madre di ogni credente.

Alla scuola della Vergine i discepoli imparano, come Giovanni, a conoscere profondamente il Signore e a realizzare un intimo e perseverante rapporto d'amore con Lui. Scoprono, altresì, la gioia di affidarsi all'amore materno della Madre, vivendo come figli affettuosi e docili.

La storia della pietà cristiana insegna che Maria è la via che conduce a Cristo e che la devozione filiale verso di Lei non toglie nulla all'intimità con Gesù, anzi, l'accresce e la conduce ad altissimi livelli di perfezione.

Gli innumerevoli santuari mariani, sparsi nel mondo, stanno a testimoniare le meraviglie operate dalla Grazia per intercessione di Maria, madre del Signore e madre nostra.

Ricorrendo a Lei, attratti dalla sua tenerezza, anche gli uomini e le donne del nostro tempo incontrano Gesù, Salvatore e Signore della loro vita.

Soprattutto i poveri, provati nell'intimo, negli affetti e nei beni, trovando presso la Madre di Dio rifugio e pace, riscoprono che la vera ricchezza consiste per tutti nella grazia della conversione e della sequela di Cristo.

3. Il testo evangelico, secondo l'originale greco, prosegue: "Da quell'ora il discepolo l'accolse tra i suoi beni" (Jn 19,27), sottolineando, così, la pronta e generosa adesione di Giovanni alle parole di Gesù e informandoci circa il comportamento, da lui tenuto per tutta la vita, quale fedele custode e docile figlio della Vergine.

L'ora dell'accoglienza è quella del compimento dell'opera di salvezza. Proprio in tale contesto, ha inizio la maternità spirituale di Maria e la prima manifestazione del nuovo legame tra lei ed i discepoli del Signore.

Giovanni accolse la Madre "tra i suoi beni". Questa espressione piuttosto generica sembra evidenziare la sua iniziativa, piena di rispetto e di amore, non solo di ospitare Maria, nella sua casa, ma soprattutto di vivere la vita spirituale in comunione con Lei.

Infatti, l'espressione greca letteralmente tradotta "tra i suoi beni" non indica tanto i beni materiali poiché Giovanni - come osserva sant'Agostino (In Ioan. Evang. tract. 119,3) - "non possedeva nulla di proprio", quanto piuttosto i beni spirituali o doni ricevuti da Cristo: la grazia (Jn 1,16), la Parola (Jn 12,48 Jn 17,8), lo Spirito (Jn 7,39 Jn 14,17), l'Eucaristia (Jn 6,32-58) . . . Tra questi doni, che gli derivano dal fatto di essere amato da Gesù, il discepolo accoglie Maria come madre, stabilendo con lei una profonda comunione di vita (cfr Rm 45, nota 130).

Possa ogni cristiano, sull'esempio dal discepolo prediletto, "prendere Maria nella sua casa", farle spazio nella propria esistenza quotidiana, riconoscendone il ruolo provvidenziale nel cammino della salvezza.


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Traduzione italiana del saluto in lingua neerlandese

Ora vorrei porgere il benvenuto ai pellegrini belgi e neerlandesi.
Domani la Chiesa celebra la solennità dell’Ascensione del Signore. Pregate nei prossimi giorni specialmente per il dono dello Spirito Santo, affinché riceviate la forza di testimoniare l’amore di Cristo per gli uomini.
Vi auguro che la vostra visita ai luoghi sacri vi sia di sostegno.
Di cuore imparto la Benedizione Apostolica.

Traduzione italiana del saluto in lingua svedese

Un saluto particolare agli studenti liceali di Alingsås e Stoccolma.
Dio benedica voi e tutta la Svezia!

Traduzione italiana del saluto in lingua lituana

Saluto di cuore i pellegrini provenienti dalla Lituania. Cari fratelli e sorelle, all'inizio del mese maggio, dedicato alla devozione mariana, voglio affidare tutti voi e la vostra Patria alla Vergine Maria - la speranza della Chiesa e dell'umanità. Il suo Cuore Immacolato vi guidi sempre nella ricerca costante della verità e dell'autentica pace.
Con questi voti volentieri imparto a voi qui presenti e ai vostri familiari la mia Benedizione Apostolica. Sia lodato Gesù Cristo.

Traduzione italiana del saluto in lingua ceca

Do il mio benvenuto ai pellegrini provenienti dall'Istituto fisiologico, di Praga!
Ieri avete celebrato la festa di San Giovanni Sarkander. Questo Sacerdote seppe vivere del Mistero Pasquale: il Salvatore fu per lui forza anche nel martirio. Possiate anche voi sempre trarre forza dalla Croce di Cristo e dalla sua Risurrezione.
Benedico di cuore tutti voi e i vostri cari a casa. Sia lodato Gesù Cristo!

Traduzione italiana del saluto in lingua slovacca

Con affetto do un benvenuto ai pellegrini slovacchi da Levice e Pleš, da Ocová e Slovenská Lupca.
Domani ricorre la solennità liturgica dell’Ascensione del Signore. L’eterno Figlio di Dio, il quale visse trentatré anni sulla terra per essere nostro Maestro e Redentore, salì al cielo per preparare un posto per noi.
Cari Fratelli e Sorelle, quando nel vostro pellegrinaggio che state compiendo siete giunti alla mèta - a Roma -, ne avete gioito. Tutta la vostra vita dev’essere un pellegrinaggio verso la patria eterna, verso il cielo. Là vi attende la gioia eterna. Vi accompagni verso questa mèta la protezione materna della Vergine Maria e la mia Benedizione Apostolica. Sia lodato Gesù Cristo.

Traduzione italiana del saluto in lingua slovena

Benvenuti i pellegrini del Comune di Vodice presso Ljubljana in Slovenia. Saluto il Signor Sindaco e l’Assistente Ecclesiastico. La vostra visita di ringraziamento nella città eterna vi colmi di abbondanti grazie umane e spirituali, onde possiate testimoniare nelle opere la gioia pasquale. A tutti imparto la mia Benedizione Apostolica.

Traduzione italiana del saluto in lingua croata

Questo periodo che ci separa dal Grande Giubileo deve rafforzare in ogni cristiano e nelle singole comunità cristiane la coscienza che Cristo, Redentore del mondo, è l'unico Mediatore tra Dio e gli uomini, e non vi è altro nome sotto il cielo nel quale possiamo essere salvati (cf Ac 4,12), e che Egli ha rivelato il disegno di Dio nei riguardi di tutta la creazione e, in particolare, nei riguardi dell'uomo e della sua altissima vocazione (cf Tertio Millennio adveniente TMA 4).
Con queste parole rivolgo un cordiale saluto ai fedeli della Parrocchia di Sant'Anna di Osekovo, al gruppo degli invalidi e dei malati della Caritas di Varaždin, e ad altri pellegrini croati, e vi benedico tutti.
Siano lodati Gesù e Maria!
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Saluto ora i pellegrini di lingua italiana e desidero ricordare, in particolare, il gruppo di Ufficiali ed Allievi dell'Accademia della Guardia di Finanza italiana, venuti a rendermi visita insieme ad alcuni Ufficiali della Guardia di Finanza rumena.

Carissimi, vi ringrazio per la vostra presenza ed invoco su di voi e sui vostri familiari le benedizioni del Signore per un impegno cristiano sempre coerente nelle diverse mansioni che la Provvidenza riserva a ciascuno.

Indirizzo, poi, uno speciale pensiero ai giovani, ai malati ed agli sposi novelli.

Ai giovani auguro di conservare sempre l'entusiasmo e la gioia di vivere guardando a Cristo, che la liturgia di domani ci mostra mentre ascende al cielo.

Agli ammalati raccomando di non perdersi mai d'animo, conservando la certezza che il Signore sta loro vicino e che le loro sofferenze sono preziose ai suoi occhi.

Ai giovani sposi rivolgo l'invito ad andare avanti con fiducia, sforzandosi di crescere nell'amore e coltivando un intenso spirito di preghiera ed un'attiva partecipazione alla vita della comunità cristiana.

A tutti la mia Benedizione.
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Appello del Papa per la messa al bando delle armi chimiche

Dalla fine dello scorso mese è entrata in vigore la Convenzione sulla messa al bando delle armi chimiche, che rappresentano per tutto il mondo un immane pericolo. Mentre mi congratulo per gli sforzi perseveranti che hanno permesso tale traguardo, faccio appello ai responsabili governativi affinché si adoperino senza indugio per mettere in pratica quanto previsto dalla relativa Convenzione. E' tutta l'umanità che aspetta tale atteggiamento per poter guardare verso il futuro con più serenità.




Mercoledì, 14 maggio 1997

Visita Apostolica in Libano


1. La visita in Libano, a lungo attesa, si è finalmente svolta nei giorni 10-11 maggio, nel periodo in cui la Chiesa, dopo l'Ascensione al cielo del Signore, si prepara alla solennità della Pentecoste.

Essa rivive quella che fu come la prima grande novena alla Spirito Santo della Comunità cristiana. Gesù, prima di ascendere al cielo, ordinò infatti agli Apostoli di tornare a Gerusalemme e di attendere la venuta dello Spirito Santo: "Avrete forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi e mi sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria e fino agli estremi confini della terra" (Ac 1,8). Gli Apostoli, obbedendo al comando del Signore, fecero ritorno a Gerusalemme e, come è scritto negli Atti degli Apostoli, "erano assidui e concordi nella preghiera, insieme con alcune donne e con Maria, la madre di Gesù, e con i fratelli di lui" (Ac 1,14). Rimasero radunati nello stesso Cenacolo dove era stata istituita l'Eucaristia; dove, dopo la risurrezione, era loro apparso il Cristo, indicando le ferite, segni della sua passione, e dove aveva alitato su di loro dicendo: "Ricevete lo Spirito Santo; a chi rimetterete i peccati saranno rimessi e a chi non li rimetterete, resteranno non rimessi" (Jn 20,22-23). Il Cenacolo, testimone dell'istituzione dell'Eucaristia e del sacramento della riconciliazione, è il luogo dove la Chiesa ritorna spiritualmente, invitata dalla Liturgia di questi giorni dopo l'Ascensione al cielo. E come non ringraziare Iddio che proprio in questo periodo si è potuto realizzare l'incontro con la Nazione libanese, incontro che desideravo da tanto tempo.

2. La causa immediata di questa visita è stata la solenne conclusione del Sinodo dei Vescovi per il Libano, i cui lavori si erano svolti a Roma nel novembre e dicembre del 1995. I frutti di tale Assemblea sono stati raccolti in un'Esortazione postsinodale, documento che ho avuto la gioia di firmare durante il pellegrinaggio nel Libano. E questo è avvenuto in una circostanza quanto mai significativa, durante cioè l'incontro con i giovani, la sera di sabato 10 maggio. Alla presenza dei giovani è stato firmato il documento che rappresenta quasi la Magna Charta della Chiesa che è in Libano. Il fatto che esso sia stato firmato proprio in quell'occasione riveste una sua particolare eloquenza. La presenza dei giovani fa pensare sempre al futuro. Consegnando proprio a loro il documento postsinodale, desideravo mettere in risalto il fatto che la realizzazione dei compiti indicati dal Sinodo dei Vescovi dipenderà in grande misura dalla gioventù libanese. Dai giovani dipende il domani della Chiesa e della Nazione libanese. Sono i giovani che devono varcare la soglia del terzo millennio ed introdurre la loro patria e la Chiesa in tale nuova epoca della fede.

3. Il Libano è un Paese biblico, con un passato che si estende lungo alcuni millenni. Suo simbolo è l'albero del cedro, che fa riferimento ai cedri fatti giungere dal re Salomone a Gerusalemme per la costruzione del Tempio. Il Libano è terra sulla quale si posarono i piedi di Gesù di Nazaret. Il Vangelo parla del soggiorno di Cristo nei pressi di Tiro e di Sidone e dentro i confini della cosiddetta Decapoli. Là Cristo insegnò e compì non pochi miracoli. Memorabile è, fra tutti, quello della guarigione della figlia della cananèa, quando Gesù esaudì la richiesta della madre, ammirandone la fede profonda (cfr Mt 15,21-28). I libanesi sono ben consapevoli del fatto che i loro avi hanno udito la Buona Novella dalla bocca di Cristo stesso.

Nel corso dei secoli il Vangelo è stato poi annunciato in vari modi. Decisiva, al riguardo, è la missione del santo monaco Marone, dal quale prende nome la Chiesa Maronita, la Chiesa orientale più strettamente congiunta alla tradizione cristiana del Libano. I Maroniti, tuttavia, non rappresentano l'unica comunità. Il Libano e, in particolare, la sua capitale, Beirut, è luogo in cui risiedono anche i fedeli di altre Chiese Patriarcali cattoliche: i greco-melchiti, gli armeno-cattolici, i siro-cattolici, i caldei e i latini. Ciò arricchisce la vita cristiana in quel Paese. In certo senso, vocazione del Libano è proprio questa apertura universale e, poiché in esso sono presenti Chiese ortodosse, sua vocazione è l'ecumenismo. Avendo avuto in passato occasione di incontrarmi a Roma con i rappresentanti di queste Chiese e Comunità cristiane, la mia visita a Beirut è servita per rinnovare questi legami di reciproca conoscenza ed amicizia.

Questo è emerso specialmente nella solenne Celebrazione eucaristica di domenica 11 maggio, che ha riunito spiritualmente l'intero Libano e tutta la Chiesa di tale Paese. Si dice che vi abbiano preso parte non soltanto i cristiani cattolici e ortodossi, ma anche molti musulmani. Il Libano, infatti, è allo stesso tempo patria delle diverse espressioni della comunità musulmana: Sunniti, Sciiti, Drusi. Tutti sanno come i musulmani libanesi da secoli vivono in profonda armonia con i cristiani, e durante la mia visita è stata molto sottolineata la necessità di tale convivenza per conservare l'identità nazionale e culturale della Nazione libanese.

4. Scopo di questo mio pellegrinaggio è stato anche quello di sostenere l'impegno di tale "convivialità", pregando al tempo stesso per la pace. Il Libano durante gli ultimi anni è stato scenario di una terribile guerra, di cui sarebbe difficile spiegare tutto il meccanismo: una guerra tra fratelli libanesi, sulla quale hanno pesato in modo decisivo forze ed influenze esterne. Il fatto che la guerra sia finalmente terminata e che sia iniziato il tempo della riconciliazione e della ricostruzione, è estremamente importante, non soltanto per quanto riguarda il Libano stesso, ma anche nella prospettiva più generale della situazione nel Vicino Oriente.

Il Libano è un Paese non grande, situato nel cuore del Medio Oriente. Durante il mio pellegrinaggio, come molte volte nel corso degli ultimi anni, mi sono rivolto sia all'intera regione mediorientale che a tutti i Paesi della Comunità internazionale, perché assicurino effettive garanzie di pace in quel Paese, che già tanto ha sofferto. La pace è, in un certo senso, la missione fondamentale del Libano. Se deve compiere questa missione, che scaturisce dalla sua stessa complessità culturale e religiosa, il Paese ha diritto ad essere in ciò sostenuto da quanti possono influire sulla pace nel suo territorio. Soltanto in tali condizioni il Libano può essere se stesso, cioè può essere un Paese in cui le varie comunità culturali e religiose coesistono e convivono, rispettando reciprocamente le loro identità.

Allo spirito del Libano è estraneo ogni fondamentalismo. Ed è proprio questo che lo distingue da altri Paesi, in cui la vita sociale e politica è fortemente condizionata da estremismi, che spesso fanno ingiustificato riferimento alla religione. Il Libano è una società aperta. Auguro ai suoi cittadini, come pure ai Paesi vicini, che possa continuare la collaborazione a favore di tale apertura. Soltanto in questo modo, infatti, il Libano può compiere la propria missione, al suo interno ed anche nella grande famiglia delle Nazioni e delle società del Vicino Oriente. Depongo questi auguri nelle mani del Presidente della Repubblica, di tutte le Autorità, ed insieme nelle mani delle Chiese che sono nel Libano, così come delle diverse comunità di religione islamica, ringraziando per la grande ospitalità ricevuta tutti coloro che hanno cooperato alla riuscita della Visita apostolica.


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Traduzione italiana del saluto in lingua neerlandese

Adesso vorrei salutare i pellegrini belgi e neerlandesi.

In questi giorni la Chiesa prega la novena allo Spirito Santo in preparazione alla solennità della Pentecoste.

La venuta dello Spirito Santo ci ricorderà continuamente tutto ciò che Cristo ha detto, e ci condurrà alla verità tutta intera.

La vostra visita alle tombe degli Apostoli vi renda più consapevoli dell'azione dello Spirito Santo nella vita della Chiesa.

Di cuore imparto la Benedizione Apostolica.

Traduzione italiana del saluto in lingua finlandese

Avvicinandoci alla Pentecoste preghiamo insieme lo Spirito Santo perché ci aiuti a poter trovare l'unità in Cristo.

Dio benedica voi e tutto il popolo finlandese.

Traduzione italiana del saluto in lingua svedese

A Pentecoste i cristiani ricordano la discesa dello Spirito Santo. Preghiamo Dio di mandare lo Spirito nei nostri cuori.

Dio benedica voi e tutta la Svezia!

Traduzione italiana del saluto in lingua lituana

Rivolgo un caloroso benvenuto ai pellegrini lituani, in particolare al coro "Aušra" di Vilnius, giunto per partecipare al Concorso dei cori religiosi ed auspico che la visita a Roma sia per ciascuno spiritualmente proficua, contribuisca a riscoprire e vivere la gioia della solidarietà cristiana.

Portate il mio cordiale saluto e la mia Benedizione Apostolica a tutti gli abitanti della Lituania, soprattutto ai bambini, agli ammalati e a coloro che soffrono.

Sia lodato Gesù Cristo.

Traduzione italiana del saluto in lingua bulgara

Rivolgo un cordiale benvenuto al gruppo di fedeli ortodossi della Parrocchia di Santa Sofia in Bulgaria, guidati dai loro sacerdoti.

Carissimi, mentre vi ringrazio per la vostra presenza, auspico di cuore che questo pellegrinaggio vi sia di stimolo per un sempre più generoso impegno di testimonianza evangelica nella vostra Patria.

Traduzione italiana del saluto in lingua ceca

Cari pellegrini provenienti dalla Boemia Meridionale e dalla Parrocchia di Zub í a Byte !

Questa settimana - il 16 maggio - celebrerete la festa di San Giovanni Nepomuceno, Martire del segreto sacramentale. Che il suo affascinante esempio di fedeltà a Dio nuovamente risvegli la magnanimità in tutti i vostri pastori e fedeli, affinché sappiano sempre prontamente agire secondo l'esortazione dell'Apostolo Pietro: "Bisogna obbedire piuttosto a Dio che agli uomini." (cfr At Ac 5,29).

Di cuore vi benedico tutti!

Sia lodato Gesù Cristo!

Traduzione italiana del saluto in lingua slovacca

Cordialmente saluto i pellegrini slovacchi da Bratislava e Košice, da Dru stevná pri Homáde e Nitrianske Parvno, come anche i fedeli della Parrocchia di Kak.

Dopodomani sarà la festa di San Giovanni Nepomuceno, venerato anche in Slovacchia. Egli è patrono principale della diocesi di Roava. Lo veneriamo come un confessore esemplare.

Cari fratelli e sorelle, amate la Santa Confessione - il Sacramento della Riconciliazione - perché essa è il dono pasquale del Signore Gesù, ed accostatevi ad essa con cuore umile e grato.

Pregate per i sacerdoti, affinché amministrino sempre con fede ed abnegazione questo Sacramento della Divina misericordia. Con questa speranza imparto la Benedizione Apostolica a voi e a tutti i sacerdoti-confessori in Slovacchia.

Sia lodato Gesù Cristo.

Traduzione italiana del saluto in lingua croata

La preparazione al Grande Giubileo stimola i battezzati ad approfondire la vocazione dell'uomo rivelata da Dio in Cristo, che nascendo da Maria Vergine si è fatto veramente uno di noi, in tutto simile a noi fuorché nel peccato (cf He 4,15).

Ora do il benvenuto ai pellegrini croati e imparto loro la Benedizione Apostolica.

Siano lodati Gesù e Maria!
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Rivolgo ora un cordiale saluto a tutti i pellegrini di lingua italiana, in particolare al gruppo di fedeli della Parrocchia dei Santi Pietro e Paolo in Porto Legnago, della Diocesi di Verona, della Parrocchia del Preziosissimo Sangue di Torre del Greco, dell'Arcidiocesi di Napoli, impegnati nella "Missione Mariana", e del Santuario della Madonna delle Grotte, nella Parrocchia di Santa Giustina a Mondolfo, della Diocesi di Senigallia, venuti per far incoronare la statua della Vergine delle Grotte, in occasione delle Grandi Feste decennali della Madonna. Carissimi, partecipo volentieri alla vostra gioia ed auspico che l'esempio e l'intercessione della Beata Vergine Maria sia stimolo a rafforzare la vostra fede e i vostri generosi propositi di testimonianza cristiana.

Saluto, poi, i membri della Società Italiana per il Traforo del Monte Bianco, venuti per far benedire l'artistica statua in bronzo di san Francesco d'Assisi, che sarà collocata sul versante italiano del traforo, come pure i promotori dell'iniziativa "Francesco, cantautore di Dio", che si propone di diffondere con la musica il messaggio evangelico e francescano. Mi compiaccio delle vostre iniziative, invocando di cuore copiose benedizioni dal cielo.

Saluto anche il gruppo di sbandieratori "Città di Marino" ed i soci del "Club La Meridiana", ringraziandoli ben volentieri della loro partecipazione a quest'Udienza.

Rivolgo, infine, un cordiale saluto ai giovani, ai malati ed agli sposi novelli, qui presenti.

In questi giorni, che precedono la Solennità della Pentecoste, la Comunità cristiana invoca con maggiore slancio lo Spirito Santo, dono del Signore risorto.

Cari giovani, siate sempre docili all'azione dello Spirito Santo per diventare testimoni del Vangelo ovunque il Signore vi chiamerà. Voi, cari malati, attingete dalla presenza del Consolatore conforto e sollievo nella sofferenza e nella prova. E voi, cari sposi novelli, domandate allo Spirito divino di rendere la vostra famiglia sempre più "chiesa domestica" e luogo di autentica crescita umana e spirituale.

A tutti imparto la mia Benedizione.




Mercoledì, 21 maggio 1997

Maria e la risurrezione di Cristo

(1Co 15,3-6a).

1. Dopo la deposizione di Gesù nel sepolcro, Maria "rimane sola a tener viva la fiamma della fede, preparandosi ad accogliere l'annuncio gioioso e sorprendente della resurrezione" (Giovanni Paolo II, Udienza Generale, 3 aprile 1996, p. 4: Insegnamenti di Giovanni Paolo II, 1 (1996) 912). L'attesa vissuta il Sabato Santo costituisce uno dei momenti più alti della fede della Madre del Signore: nell'oscurità che avvolge l'universo, Ella si affida pienamente al Dio della vita e, riandando alle parole del Figlio, spera nella realizzazione piena delle divine promesse.

I Vangeli riportano diverse apparizioni del Risorto, ma non l'incontro di Gesù con sua Madre. Questo silenzio non deve portare a concludere che dopo la Resurrezione Cristo non sia apparso a Maria; ci invita invece a ricercare i motivi di una tale scelta da parte degli evangelisti.

Ipotizzando una "omissione", essa potrebbe essere attribuita al fatto che quanto è necessario per la nostra conoscenza salvifica è affidato alla parola di "testimoni prescelti da Dio" (Ac 10,41), cioè agli Apostoli, i quali "con grande forza" hanno reso testimonianza della risurrezione del Signore Gesù (cfr Ac 4,33). Prima che a loro, il Risorto è apparso ad alcune donne fedeli a motivo della loro funzione ecclesiale: "Andate ad annunziare ai miei fratelli che vadano in Galilea e là mi vedranno" (Mt 28,10).

Se gli autori del Nuovo Testamento non parlano dell'incontro della Madre con il Figlio risorto, ciò è, forse, attribuibile al fatto che una simile testimonianza avrebbe potuto essere considerata, da parte di coloro che negavano la resurrezione del Signore, troppo interessata, e quindi non degna di fede.

2. I Vangeli, inoltre, riferiscono un piccolo numero di apparizioni di Gesù risorto, e non certo il resoconto completo di quanto accadde nei quaranta giorni dopo la Pasqua. San Paolo ricorda un'apparizione "a più di cinquecento fratelli in una sola volta"(1Co 15,6). Come giustificare che un fatto noto a molti non sia riferito dagli Evangelisti, nonostante la sua eccezionalità? E' segno evidente che altre apparizioni del Risorto, pur essendo nel novero dei fatti avvenuti e notori, non sono state riportate.

La Vergine, presente nella prima comunità dei discepoli (cfr Ac 1,14), come potrebbe essere stata esclusa dal numero di coloro che hanno incontrato il suo divin Figlio risuscitato dai morti?

3. E' anzi legittimo pensare che verosimilmente la Madre sia stata la prima persona a cui Gesù risorto è apparso. L'assenza di Maria dal gruppo delle donne che all'alba si reca al sepolcro (cfr Mc 16,1 Mt 28,1), non potrebbe forse costituire un indizio del fatto che Ella aveva già incontrato Gesù? Questa deduzione troverebbe conferma anche nel dato che le prime testimoni della resurrezione, per volere di Gesù, sono state le donne, le quali erano rimaste fedeli ai piedi della Croce, e quindi più salde nella fede.

Ad una di loro, Maria Maddalena, infatti, il Risorto affida il messaggio da trasmettere agli Apostoli (cfr Jn 20,17-18). Anche questo elemento consente forse di pensare a Gesù che si mostra prima a sua Madre, Colei che è rimasta la più fedele e nella prova ha conservato integra la fede.

Infine, il carattere unico e speciale della presenza della Vergine sul Calvario e la sua perfetta unione con il Figlio nella sofferenza della Croce, sembrano postulare una sua particolarissima partecipazione al mistero della risurrezione.

Un autore del secolo quinto, Sedulio, sostiene che Cristo si è mostrato nello splendore della vita risorta innanzitutto alla propria Madre. Infatti, Colei che nell'Annunciazione era stata la via del suo ingresso nel mondo era chiamata a diffondere la meravigliosa notizia della risurrezione, per farsi annunziatrice della sua gloriosa venuta. Inondata così dalla gloria del risorto, Ella anticipa lo "sfolgorio" della Chiesa (cfr Sedulio, Carmen Pascale, 5,357-364, CSEL 10, 140s).

4. Essendo immagine e modello della Chiesa, che attende il Risorto e che nel gruppo dei discepoli lo incontra durante la apparizioni pasquali, sembra ragionevole pensare che Maria abbia avuto un contatto personale col Figlio risorto, per godere anche lei della pienezza della gioia pasquale.

Presente sul Calvario durante il Venerdì Santo (cfr Jn 19,25) e nel Cenacolo a Pentecoste (cfr Ac 1,14), la Vergine Santissima è probabilmente stata testimone privilegiata anche della risurrezione di Cristo, completando in tal modo la sua partecipazione a tutti i momenti essenziali del Mistero pasquale. Accogliendo Gesù risorto, Maria è inoltre segno ed anticipazione dell'umanità, che spera nel raggiungimento della sua piena realizzazione mediante la risurrezione dai morti.

Nel tempo pasquale la comunità cristiana, rivolgendosi alla Madre del Signore, la invita a gioire: "Regina Coeli, laetare. Alleluja!", "Regina del cielo, rallegrati. Alleluja!". Ricorda così la gioia di Maria per la risurrezione di Gesù, prolungando nel tempo il "rallegrati" rivoltole dall'Angelo nell'annunciazione, perché divenisse "causa di gioia" per l'intera umanità.

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Traduzione italiana del saluto in lingua neerlandese

Adesso vorrei salutare i pellegrini belgi e neerlandesi.

Carissimi fratelli e sorelle nel Signore, nel mese di maggio veneriamo in modo particolare Maria, Madre di Dio e Madre della Chiesa. Questo mese ci invita a riscoprire il valore della bellissima preghiera del Rosario.

Maria interceda per noi nella nostra vita quotidiana, accompagnandoci nel nostro cammino verso Cristo.

Di cuore imparto la Benedizione Apostolica.

Traduzione italiana del saluto in lingua lituana

Mi rivolgo ora ai pellegrini provenienti dalla Lituania. Carissimi fratelli e sorelle, sono lieto di poter salutare voi, venuti presso le tombe dei Santi Apostoli e dei Martiri, alle sorgenti della nostra fede e della Chiesa. Questo pellegrinaggio, come segno della vostra profonda fedeltà alla Sede Apostolica, favorisca la continua crescita nella grazia del Signore, facendovi maturare nella fede, nell'amore fraterno e nella speranza.

Dio benedica voi e la vostra patria - la Lituania. Sia lodato Gesù Cristo.

Traduzione italiana del saluto in lingua ceca

Un cordiale benvenuto alle persone malate qui presenti e ai soci del volontariato Petyrkov, di Praga, come anche ai pellegrini provenienti da Otrokovice, dalla Moravia Meridionale e da Ostrava-Poruba.

Nella Pentecoste gli Apostoli ricevettero il dono dello Spirito di Dio, per poter pubblicamente e con coraggio rendere testimonianza a Cristo. Lo stesso Spirito viene elargito ad ogni cristiano nel Sacramento della Cresima, con cui culmina l'opera iniziata nel Battesimo (cfr At Ac 2,38 Ac 8,17). Possa lo Spirito Santo trovare sempre nei vostri cuori una degna dimora! Con questi voti vi imparto di cuore l'Apostolica Benedizione.

Sia lodato dato Gesù Cristo!

Traduzione italiana del saluto in lingua slovacca

Saluto con affetto i pellegrini slovacchi, provenienti da ilina, Bratislava e Trenin, come pure gli studenti del ginnasio di Banovce nad Bedravou.

Domenica scorsa è stato un grande giorno per tutta la Chiesa. Abbiamo celebrato la discesa dello Spirito Santo. Egli deve compiere in noi l'opera cominciata dal Signore Gesù. Chiedete che lo Spirito Santo rafforzi in voi la fede, la speranza e la carità. Solo così sarete dei veri cristiani. Pregate anche per la vostra Nazione, affinché sia docile alla guida dello Spirito Santo, perché solo così sarà una Nazione veramente cristiana.

Vi ottenga questa grazia la Vergine Maria, vostra Patrona, e la mia Benedizione Apostolica, che vi imparto di cuore.

Sia lodato Gesù Cristo.

Traduzione italiana del saluto in lingua croata

Nel dare il benvenuto a tutti, saluto il gruppo dell'Azienda 'Neoplan', come pure i membri dell'Associazione di ingegneri, tecnici ed architetti della Slavonija e Baranja di Osijek.

Saluto in particolare i Membri della Direzione e gli Operatori dell'Associazione Culturale Croata 'Napredak' di Sarajevo, che sono venuti a ricambiare la mia Visita alla loro città, effettuata lo scorso mese. Carissimi, come allora, così anche oggi, vorrei invitare alla speranza i cattolici della Bosnia ed Erzegovina e le altre popolazioni del Paese, elevando al contempo fervide preghiere a Dio, affinché Egli conceda il dono della giusta pace a tutti i popoli del Sud Est d'Europa.

A voi qui presenti ed alle vostre famiglie di cuore imparto la Benedizione Apostolica.

Siano lodati Gesù e Maria!

Traduzione italiana del saluto in lingua slovena

Saluto voi, pellegrini di Šentilj presso Velenje in Slovenija che, unitamente al vostro parroco, avete incluso nel programma spirituale la visita ai monumenti cristiani di Roma.

Dò il benvenuto al gruppo degli Sloveni di Stuttgart e vicinanze in Germania. Nell'anniversario della mia Visita nella vostra Patria, vi auguro con il poeta: "Conservate la fede dei vostri padri, rimanete fedeli al Santo Padre, alla Chiesa, al Cristo fino all'ultimo giorno".

Con questo auspicio, vi imparto la mia Benedizione Apostolica.
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Saluto i pellegrini italiani qui presenti e rivolgo, in particolare, un cordiale benvenuto al Nunzio Apostolico in Italia, Mons. Francesco Colasuonno, all'Arcivescovo di Brindisi-Ostuni, Mons. Settimio Todisco, al Vescovo di Oria, Mons. Armando Franco, ed ai numerosi sacerdoti delle diocesi pugliesi, ex-alunni del Pontificio Seminario Regionale di Molfetta, venuti a Roma per festeggiare il loro cinquantesimo anniversario di Ordinazione sacerdotale.

Carissimi, vi ringrazio per la vostra presenza e, mentre assicuro un particolare ricordo nella preghiera, auspico per ciascuno di voi una rinnovata effusione di doni dello Spirito, perché siano rafforzati i vostri generosi propositi di fedeltà alla chiamata del Signore.

Saluto, poi, i membri della rappresentazione sacra "Passio Christi" di Ginosa, la delegazione della Federazione delle Piccole e Medie Industrie del Lazio, che ricordano il loro venticinquesimo anniversario di attività, ed alcuni rappresentanti della delegazione moscovita delle "Giornate di Mosca".

Rivolgo, infine, un cordiale saluto ai giovani, agli ammalati ed agli sposi novelli qui presenti. Grazie per essere venuti.

Carissimi giovani, aprite il vostro cuore alla parola di Dio, che vi suggerisce il cammino sul quale orientare la vostra vita: questa acquisterà allora tutto il suo senso e sarà veramente degna di essere vissuta.

Carissimi ammalati, cercate il Signore anche in mezzo alle quotidiane sofferenze. Su questo aspro terreno voi potete fare una particolare esperienza del Signore, che è venuto per portare con noi il peso della Croce che salva.

Anche voi sposi novelli, non dimenticate l'importanza dell'ascolto della parola di Dio, contenuta nella Sacra Scrittura. E' l'Amore infinito, dal quale deriva ogni amore, che in essa vi parla.





Udienze generali 1997 - Visita Pastorale nella Repubblica Ceca