
Udienze generali 1998 - Mercoledì 20 maggio 1998
1. La rivelazione dello Spirito Santo, come persona distinta dal Padre e dal Figlio, adombrata nell’Antico Testamento, si fa chiara ed esplicita nel Nuovo.
E' vero che gli scritti neo-testamentari non ci offrono un insegnamento sistematico sullo Spirito Santo. Raccogliendo tuttavia i molti dati presenti negli scritti di Luca, Paolo e Giovanni, è possibile cogliere la convergenza di questi tre grandi filoni della rivelazione neo-testamentaria riguardante lo Spirito Santo.
2. Rispetto agli altri due sinottici, l’evangelista Luca ci presenta una pneumatologia molto più sviluppata.
Nel Vangelo egli intende mostrare che Gesù è l’unico a possedere in pienezza lo Spirito Santo. Certo, lo Spirito interviene anche su Elisabetta, Zaccaria, Giovanni Battista, e soprattutto sulla stessa Maria, ma solo Gesù, lungo tutta la sua esistenza terrena, detiene pienamente lo Spirito di Dio. Egli è concepito per opera dello Spirito Santo (cfr Lc 1,35). Di lui il Battista dirà: “Io vi battezzo con acqua; ma viene uno che è più forte di me (...): costui vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco” (Lc 3,16).
Prima di battezzare in Spirito Santo e fuoco, Gesù stesso è battezzato nel Giordano, quando scende “su di lui lo Spirito Santo in apparenza corporea, come di colomba” (Lc 3,22). Luca sottolinea che Gesù non solo va nel deserto “condotto dallo Spirito”, ma ci va “pieno di Spirito Santo” (Lc 4,1) , e lì riporta vittoria sul tentatore. Egli intraprende la sua missione “con la potenza dello Spirito Santo” (Lc 4,14). Nella sinagoga di Nazaret, quando inizia ufficialmente la sua missione, Gesù applica a sé la profezia del libro di Isaia (cfr Is 61,1-2): "Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l’unzione, e mi ha mandato per annunziare ai poveri un lieto messaggio ecc... (Lc 4,18)". Tutta l'attività evangelizzatrice di Gesù è posta così sotto l'azione dello Spirito.
Questo stesso Spirito sosterrà la missione evangelizzatrice della Chiesa, secondo la promessa del Risorto ai suoi discepoli: “E io manderò su di voi quello che il Padre mio ha promesso; ma voi restate in città, finché non siate rivestiti di potenza dall’alto" (Lc 24,49). Secondo il libro degli Atti, la promessa si compie nel giorno di Pentecoste: “...Ed essi furono tutti pieni di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue come lo Spirito dava loro il potere d’esprimersi” (Ac 2,4). Si realizza così la profezia di Gioele: “Negli ultimi giorni, dice il Signore, io effonderò il mio Spirito sopra ogni persona; i vostri figli e le vostre figlie profeteranno” (Ac 2,17). Luca vede negli apostoli i rappresentanti del popolo di Dio dei tempi finali, e sottolinea a ragione che questo Spirito di profezia coinvolge tutto il popolo di Dio.
3. San Paolo a sua volta evidenzia la dimensione rinnovatrice ed escatologica dell’opera dello Spirito, che viene visto come la fonte della vita nuova ed eterna comunicata da Gesù alla sua Chiesa.
Nella Prima Lettera ai Corinti leggiamo che Cristo, nuovo Adamo, in forza della risurrezione, è divenuto “Spirito datore di vita” (1Co 15,45): è stato cioè trasformato dalla forza vitale dello Spirito di Dio così da diventare a sua volta principio di vita nuova per i credenti. Cristo comunica questa vita proprio attraverso l'effusione dello Spirito Santo.
Quella dei credenti non è più un’esistenza da schiavi, sotto la Legge, ma una vita da figli poiché hanno ricevuto lo Spirito del Figlio nei loro cuori e possono esclamare: Abbà, Padre! (cfr Ga 4,5-7 Rm 8,14-16). E' una vita “in Cristo”, cioè di appartenenza esclusiva a lui e d'incorporazione alla Chiesa: “Noi tutti siamo stati battezzati in un solo Spirito per formare un solo corpo” (1Co 12,13). Lo Spirito Santo suscita la fede (cfr 1Co 12,3), versa nei cuori la carità (cfr Rm 5,5) e guida la preghiera dei cristiani (cfr Rm 8,26).
In quanto principio di un nuovo essere, lo Spirito Santo determina nel credente anche un nuovo dinamismo operativo: “Se pertanto viviamo dello Spirito, camminiamo anche secondo lo Spirito” (Ga 5,25). Questa nuova vita è contrapposta a quella della “carne”, i cui desideri dispiacciono a Dio e chiudono la persona nella prigione soffocante dell'io ripiegato su se stesso (cfr Rm 8,5-9). Aprendosi invece all’amore donato dallo Spirito Santo, il cristiano può gustare il frutto dello Spirito: amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà... (cfr Ga 5,16-24).
Secondo Paolo tuttavia ciò che ora possediamo è solo una “caparra” o primizia dello Spirito (Rm 8,23 cfr anche 2Co 5,5). Nella risurrezione finale, lo Spirito completerà il suo capolavoro realizzando per i credenti la piena “spiritualizzazione” del loro corpo (cfr 1Co 15,43-44) e coinvolgendo in qualche modo nella salvezza l'intero universo (cfr Rm 8,20-22).
4. Nella prospettiva giovannea lo Spirito Santo è soprattutto lo Spirito di verità, il Paraclito.
Gesù annuncia il dono dello Spirito nel momento di concludere la sua opera terrena: “Quando verrà il Paraclito, che io vi manderò dal Padre, lo Spirito di verità che procede dal Padre, egli mi renderà testimonianza; e anche voi mi renderete testimonianza, perché siete stati con me fin dal principio” (Jn 15,26). E precisando ulteriormente il ruolo dello Spirito, Gesù aggiunge: “Vi guiderà alla verità tutta intera, perché non parlerà da sé, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annunzierà le cose future. Egli mi glorificherà, perché prenderà del mio e ve l’annunzierà” (Jn 16,13-14). Lo Spirito quindi non apporterà una nuova rivelazione, ma guiderà i fedeli verso un'interiorizzazione e una più profonda penetrazione della verità rivelata da Gesù.
In che senso lo Spirito di verità è chiamato Paraclito? Tenendo presente la prospettiva giovannea che vede il processo a Gesù come un processo che continua nei discepoli perseguitati a causa del suo nome, il Paraclito è colui che difende la causa di Gesù, convincendo il mondo "quanto al peccato, alla giustizia e al giudizio” (CFR Jn 16,7). Il peccato fondamentale che il Paraclito farà riconoscere è il non aver creduto a Cristo. La giustizia che egli addita è quella che il Padre ha reso al Figlio crocifisso, glorificandolo con la risurrezione e ascensione al Cielo. Il giudizio, in questo contesto, consiste nel fare emergere la colpa di quanti, dominati da Satana, principe di questo mondo (cfr Jn 16,11), hanno rigettato Cristo (cfr Dom. et viv., 27). Lo Spirito Santo è dunque, con la sua assistenza interiore, il difensore e il patrocinatore della causa di Cristo, Colui che orienta le menti ed i cuori dei discepoli verso la piena adesione alla "verità" di Gesù.
Saluti
Rivolgo ora un cordiale saluto ai pellegrini di lingua italiana, in particolare ai fedeli della Parrocchia Abbaziale di Nostra Signora di Corte in Sindia, che, accompagnati dal loro Pastore, Monsignor Antonio Vacca, sono venuti per ricordare gli 850 anni di fondazione dell'Abbazia Cistercense di Cabuabbas ed il cinquantesimo dell'incoronazione del Simulacro di Nostra Signore di Corte; i fedeli della Parrocchia di San Tommaso apostolo di Roiate, che mi hanno chiesto di benedire la riproduzione in mosaico della venerata Immagine di Maria Santissima delle grazie; i numerosi partecipanti al pellegrinaggio promosso dall'Istituto delle Suore Pie Operaie dell'Immacolata Concezione, guidato dal Vescovo di Ascoli Piceno, Monsignor Silvano Montevecchi, e dalla Superiora Generale, per ricordare il secondo centenario della morte di Monsignor Francesco Antonio Marcucci; il Corpo delle Infermiere Volontarie della Croce Rossa Italiana, che festeggiano i novant'anni di fondazione ed il gruppo dell'Unione Girovaghi Italiani.
Tutti ringrazio per la loro partecipazione.
Il mio pensiero si rivolge poi ai giovani, ai malati ed agli sposi novelli.
La Solennità dell'Ascensione del Signore, che domani celebreremo, ci invita a guardare al momento in cui Gesù, prima di salire al cielo, affida agli Apostoli il mandato di portare il suo Messaggio di salvezza fino agli estremi confini della terra.
Cari giovani, accogliendo il mandato missionario di Cristo, impegnatevi a mettere le energie e l'entusiasmo, che caratterizzano la vostra età giovanile, a servizio del Vangelo.
Voi, cari malati, vivete le vostre sofferenze uniti al Signore, nella certezza di offrire un contributo insostituibile e prezioso, anche se nascosto, alla crescita del Regno di Dio nel mondo.
E voi, cari sposi novelli, fate in modo che le vostre famiglie siano luoghi in cui si impara ad amare Iddio e ad essere suoi testimoni nella gioia e con generosità.
A tutti la mia Benedizione.
Saluto ai pellegrini della REPUBBLICA CECA:
Saluto cordialmente gli impiegati dei Musei provenienti dalla Moravia Meridionale e i pellegrini della Parrocchia di San Venceslao, di Breclav, i quali hanno portato a termine la ricostruzione della loro chiesa parrocchiale, distrutta nella II. Guerra Mondiale.
Dio ripaghi questo vostro esemplare impegno. Volentieri benedico tutti di cuore!
Sia lodato Gesù Cristo!
Saluto ai pellegrini lituani
Saluto di cuore i pellegrini dalla Lituania. Cari Fratelli e Sorelle, i momenti vissuti durante questo pellegrinaggio rafforzino la vostra fede - fondamento della speranza e della pace, rinnovino l'amore verso la Chiesa Universale e la decisione di essere sempre portatori dei principi della vita cristiana.
Con questi voti imparto a voi, ai vostri cari e a tutta la vostra Patria la mia Benedizione Apostolica. Sia lodato Gesù Cristo.
Saluto in lingua neerlandese
Carissimi pellegrini belgi e neerlandesi !
Nel mese di maggio veneriamo in modo particolare Maria Santissima, Madre di Dio, Madre della Chiesa e Madre della famiglia.
Maria interceda per noi, accompagnandoci nel nostro cammino verso Cristo.
Di cuore imparto la Benedizione Apostolica.
Parole del Santo Padre ai pellegrini croati
Testo croato:
Versione italiana del testo croato:
Carissimi Fratelli e Sorelle, lo Spirito di Verità rende nel mondo testimonianza a Gesù (cf Jn 15,26), affinché esso creda e sappia che il Padre lo ha mandato (cf Jn 17,21 Jn 17,23) e lo riconosca come Signore e Redentore. Lo Spirito Santo è presente continuamente con il Padre e il Figlio nell'opera di salvezza degli uomini.
Rivolgo un cordiale saluto a tutti i pellegrini croati, invocando su di essi e sulle loro famiglie la benedizione di Dio.
Siano lodati Gesù e Maria!
1. Gesù è collegato con lo Spirito Santo fin dal primo istante della sua esistenza nel tempo, come ricorda il Simbolo niceno-costantinopolitano: “Et incarnatus est de Spiritu Sancto ex Maria Virgine”. La fede della Chiesa in questo mistero si fonda sulla parola di Dio: “Lo Spirito Santo - annuncia l’angelo Gabriele a Maria - scenderà su di te, su di te stenderà la sua ombra la potenza dell’Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio” (Lc 1,35). E a Giuseppe viene detto: “Quel che è generato in lei viene dallo Spirito Santo” (Mt 1,20).
Grazie all’intervento diretto dello Spirito Santo, si attua nell’Incarnazione la suprema grazia, la “grazia dell’unione”, della natura umana con la persona del Verbo. Tale unione è fonte di ogni altra grazia, come spiega san Tommaso (S.Th.. III, q.2, a.10-12; q.6, a.6; q.7, a.13).
2. Per approfondire il ruolo dello Spirito Santo nell’evento dell’Incarnazione, è importante ritornare ai dati che ci offre la parola di Dio.
San Luca afferma che lo Spirito Santo scende come potenza dall’alto su Maria, la quale viene ricoperta della sua ombra. Dall’Antico Testamento noi sappiamo che ogni qual volta Dio decide di far scaturire la vita, egli agisce attraverso la “potenza” del suo soffio creatore: “Dalla parola del Signore furono fatti i cieli, dal soffio della sua bocca ogni loro schiera” (Ps 33,6). Ciò vale per ogni essere vivente, al punto che se Dio “richiamasse il suo spirito a sé e a sé ritraesse il suo soffio, ogni carne (cioè ogni essere umano) morirebbe all'istante e l’uomo ritornerebbe in polvere” (Jb 34,14-15). Dio fa intervenire il suo Spirito soprattutto nei momenti in cui Israele sperimenta l’impotenza a risollevarsi con le sole sue forze. Lo suggerisce il profeta Ezechiele nella visione drammatica della valle sterminata piena di scheletri: “Lo Spirito entrò in essi e ritornarono in vita e si alzarono in piedi” (Ez 37,10).
La concezione verginale di Gesù è “la più grande opera compiuta dallo Spirito Santo nella storia della creazione e della salvezza” (Dom. et viv., DEV 50). In questo evento di grazia, una vergine viene resa feconda, una donna, redenta fin dal suo concepimento, genera il Redentore. Si prepara così una nuova creazione e si avvia la nuova ed eterna alleanza: inizia a vivere un uomo che è il Figlio di Dio. Mai prima di questo evento si era detto che lo Spirito Santo fosse sceso direttamente sulla donna per renderla madre. Quando nella storia d’Israele si verificano delle nascite prodigiose, l'intervento divino, quando vi si accenna, è riferito al nascituro non alla madre.
3. Se ci chiediamo a qual fine lo Spirito Santo ha compiuto l’evento dell’Incarnazione, la parola di Dio ci risponde sinteticamente, nella seconda lettera di Pietro, che ciò è avvenuto perché diventassimo “partecipi della natura divina” (2P 1,4). “Infatti - spiega sant'Ireneo di Lione - “questo è il motivo per cui il Verbo si è fatto uomo, e il Figlio di Dio, Figlio dell’uomo: perché l’uomo entrando in comunione con il Verbo e ricevendo così la filiazione divina, diventasse figlio di Dio” (Adv. Haer. 3,19,1). Sulla stessa linea si pone sant'Atanasio: “Quando il Verbo stette sulla santa Vergine Maria, lo Spirito insieme con il Verbo entrò in lei; nello Spirito il Verbo si formò un corpo e lo adattò a sé, volendo mediante se stesso unire e condurre al Padre tutta la creazione” (Ad Serap. 1,31). Queste affermazioni vengono riprese da san Tommaso: “L’Unigenito Figlio di Dio, volendo che noi fossimo partecipi della sua divinità, assunse la nostra natura umana, affinché fatto uomo, facesse gli uomini dei” (Opusc. 57 in festo Corp. Christi, 1), cioè partecipi per grazia della natura divina.
Il mistero dell'Incarnazione rivela lo stupefacente amore di Dio, di cui lo Spirito Santo è la personificazione più alta, essendo egli l’Amore di Dio in persona, la Persona-Amore: “In questo si è manifestato l’amore di Dio per noi: Dio ha mandato il suo Figlio unigenito nel mondo, perché noi avessimo la vita per lui” (1Jn 4,9). Nell'Incarnazione, più che in ogni altra opera, si rivela la gloria di Dio.
Ben a ragione nel Gloria in excelsis cantiamo: “Noi ti lodiamo, ti benediciamo... ti rendiamo grazie per la tua gloria immensa”. Questa espressione può essere applicata in modo speciale all'azione dello Spirito Santo, che nella Prima Lettera di Pietro viene chiamato "lo Spirito della gloria" (1P 4,14). Si tratta di una gloria che è pura gratuità: non consiste nel prendere o nel ricevere, ma solo nel dare. Dandoci il suo Spirito, che è fonte di vita, il Padre manifesta la sua gloria, rendendola visibile nella nostra vita. In questo senso sant'Ireneo afferma che "la gloria di Dio è l'uomo vivente" (Adv. Haer. IV,20,7).
4. Se ora cerchiamo di vedere più da vicino che cosa l’evento dell’Incarnazione ci riveli del mistero dello Spirito, possiamo dire che questo evento ci manifesta anzitutto che egli è la potenza benevola di Dio che genera la vita.
La potenza che “adombra” Maria rievoca la nube del Signore che si posava sulla tenda del deserto (cfr Ex 40,34) o che riempiva il tempio (cfr 1R 8,10). E' dunque la presenza amica, la prossimità salvifica di Dio che viene a stringere un patto d’amore con i suoi figli. E’ una potenza a servizio dell’amore, che si dispiega nel segno dell’umiltà: non solo ispira l’umiltà di Maria, la serva del Signore, ma quasi si nasconde dietro di lei, al punto che nessuno a Nazaret riesce ad intuire che “quel che è generato in lei viene dallo Spirito Santo” (Mt 1,20). S. Ignazio di Antiochia esprime in modo stupendo questo mistero paradossale: “Al principe di questo mondo rimase nascosta la verginità di Maria e anche il suo parto, e così pure la morte del Signore. Sono questi i tre misteri dall’alta voce che si sono compiuti nella quiete silente di Dio” (Ad Eph. 19,1).
5. Il mistero dell’Incarnazione, visto dalla prospettiva dello Spirito Santo che l’ha operato, getta luce anche sul mistero dell'uomo.
Se lo Spirito infatti opera in modo unico nel mistero dell'Incarnazione, egli è presente anche all’origine di ogni essere umano. Il nostro essere è un “essere ricevuto”, una realtà pensata, amata e donata. Non basta l’evoluzione a spiegare l’origine del genere umano, come non basta la causalità biologica dei genitori a spiegare da sola la nascita di un bambino. Pur nella trascendenza della sua azione, sempre rispettosa delle "cause seconde", Dio crea l'anima spirituale del nuovo essere umano, comunicandogli il soffio vitale (cfr Gn 2,7) attraverso il suo Spirito che è "il datore della vita". Ogni figlio va visto dunque ed accolto come un dono dello Spirito Santo.
Anche la castità dei celibi e delle vergini costituisce un riflesso singolare di quell’amore “riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo” (Rm 5,5). Lo Spirito che ha reso partecipe della divina fecondità la vergine Maria, assicura anche a quanti hanno scelto la verginità per il Regno dei cieli una discendenza numerosa nell'ambito della famiglia spirituale, formata da tutti coloro che "non da sangue, né da volere di carne, né da volere di uomo, ma da Dio sono generati” (Jn 1,13).
Saluti
Traduzione italiana del saluto in lingua neerlandese
Adesso vorrei salutare tutti i pellegrini neerlandesi e belgi.
In questi giorni la Chiesa prega la novena allo Spirito Santo in preparazione alla solennità della Pentecoste.
La vostra visita alle tombe degli Apostoli vi renda più consapevoli dell’azione dello Spirito Santo, il dono di Dio, nella vita della Chiesa!
Di cuore imparto la Benedizione Apostolica.
Traduzione italiana del saluto in lingua croata
Carissimi Fratelli e Sorelle, lo Spirito Santo, insieme al Padre e al Figlio, partecipa all’opera della creazione ed è presente nel mondo sin dalle sue origini (cfr Gen Gn 1). Egli è consustanziale al Padre e al Figlio; è “Signore e dà la vita” e custodisce tutta la creazione nel Padre per mezzo del Figlio.
Saluto cordialmente tutti i pellegrini croati provenienti da Split, Virovitica, Slavonski Brod ed altre località, impartendo ad essi la Benedizione Apostolica.
Siano lodati Gesù e Maria!
Traduzione italiana del saluto in lingua ceca
Cari pellegrini della Parrocchia di Praga-Kunratice!
Sabato celebrerete la festa di Santa Zdislava di Lemberk. Ella riuscì mirabilmente a conciliare le esigenze umane con quelle spirituali: divenne sposa e madre esemplare.
Benedico voi, e tutto il popolo Ceco, affinchè, per l’intercessione di Santa Zdislava, si accresca il numero delle buone famiglie solidamente cristiane.
Sia lodato Gesù Cristo!
Traduzione italiana del saluto in lingua slovacca
Di cuore saluto i pellegrini slovacchi da Nitra, Vít’az, Zilina e da Handlová.
Cari fratelli e sorelle, il Signore Gesù ha promesso agli apostoli: “Avrete la forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi e mi sarete testimoni... fino agli estremi confini della terra”. Questa promessa si è avverata. Anche voi dovete testimoniare, che Gesù è l’unico Redentore dell’uomo. Chiedete allo Spirito Santo che vi insegni sempre meglio a conoscere il Signore Gesù e sempre più sinceramente ad amare gli uomini con amore cristiano. Vi aiuti in ciò la sincera devozione alla Vergine Maria e la mia Benedizione apostolica.
Sia lodato Gesù Cristo!
Traduzione italiana del saluto in lingua romena
Rivolgo un cordiale benvenuto al gruppo di fedeli della Chiesa greco-cattolica di Bucarest, in Romania.
Carissimi, il pellegrinaggio ai Santuari mariani di Lourdes e Fatima, come pure a Torino per l’Ostensione della Sacra Sindone e qui a Roma per la visita alle Tombe degli Apostoli e dei martiri, vi siano di stimolo per un sempre più generoso impegno di testimonianza evangelica nella vostra Patria.
Con questo auspicio di cuore benedico voi e le vostre famiglie.
Traduzione italiana del saluto in lingua ungherese
Vi saluto cordialmente, cari pellegrini ungheresi del coro “Magnificat” di Budapest.
Ci prepariamo alla festa della Pentecoste assieme ai movimenti ecclesiali.
Vi auguro anche l’effusione dello Spirito Santo come pure anche ai vostri cari in patria, con la Benedizione Apostolica.
Sia lodato Gesù Cristo!
Traduzione italiana del saluto in lingua lituana
Cari pellegrini lituani, saluto di cuore voi e per mezzo vostro tutti gli abitanti della Lituania.
Siate fedeli testimoni di Cristo risorto, cercando la sua presenza e il suo amore nella realtà di ogni giorno. “Dio conforti i vostri cuori e li confermi in ogni opera e parola di bene” (cfr. 2Th 2,16).
Con questa esortazione di San Paolo imparto a tutti la mia Benedizione Apostolica.
Sia lodato Gesù Cristo!
* * *
Nel salutare i pellegrini italiani, rivolgo anzitutto un cordiale benvenuto ai sacerdoti dell'Arcidiocesi di Bari-Bitonto, che ricordano il ventesimo anniversario di Ordinazione presbiterale; ai giovani della Parrocchia di san Tommaso Apostolo di Cerano Intelvi, che collaborano con il Comitato promotore per la ricostruzione dell'antica Chiesa di san Zeno; ai fedeli della Parrocchia-Santuario Nostra Signora delle Grazie della Diocesi di La Spezia-Sarzana-Brugnato, ed a quelli della Parrocchia Santa Maria Assunta di Sellano, che mi hanno chiesto di benedire la campana donata loro dal Comune di Agnone dopo il devastante terremoto.
Saluto il Presidente, Padre Roberto Busa, ed i membri della Fondazione dell'"Index Thomisticus" e dell'Associazione Culturale per la computerizzazione delle analisi ermeneutiche e lessicologiche dell'opera di san Tommaso e li ringrazio per il gradito dono del CD-ROM dell'"Opera Omnia" del Dottore Angelico.
Saluto, inoltre, gli aderenti all'Associazione Volontari Italiani del Sangue, riuniti in questi giorni in Assemblea; i numerosi atleti della Marina Militare Italiana e l'Associazione di diportisti nautici ed appassionati del mare denominati "Fratelli della Costa", che tengono in questi giorni il loro Congresso internazionale. A voi, carissimi, auguro che la passione per il mare, che vi accomuna, contribuisca a diffondere nel mondo quel vostro tipico spirito di solidarietà, che rende sempre più fratelli i popoli e le nazioni d'ogni continente.
Con particolare gioia accolgo, poi, i partecipanti al Corso di Perfezionamento in Bioetica, promosso dall'Istituto di Bioetica sotto la guida del Direttore, Mons. Elio Sgreccia.
Carissimi, durante il denso ed impegnativo itinerario di riflessione, che vi ha tenuti occupati nei mesi scorsi, voi avete preso coscienza dei molti problemi che oggi vengono affrontati dalla Bioetica; avete riflettuto sulla dignità della persona umana, alla luce della retta ragione e della fede cristiana, per difenderne il rispetto e promuoverne l'autentico progresso. Invoco per voi lo Spirito Santo, perché vi accompagni con i doni della Sapienza e della Scienza e vi fortifichi nella vostra coraggiosa testimonianza evangelica.
Mi rivolgo, infine, come di consueto, ai giovani, ai malati ed agli sposi novelli.
Nel clima di preparazione alla Solennità di Pentecoste ormai prossima, esorto voi, cari giovani, ad essere sempre docili all'azione dello Spirito; incoraggio voi, cari malati, ad invocare la luce e la forza dello Spirito Santo, per comprendere sempre meglio il valore della sofferenza accettata ed offerta in unione a quella di Cristo; ed auguro a voi, cari sposi novelli, che il vostro focolare domestico sia sempre riscaldato ed illuminato dall'amore che lo Spirito di Dio riversa nei cuori.
Giugno 1998
1. Un altro significativo intervento dello Spirito Santo nella vita di Gesù, dopo quello dell’Incarnazione, si compie nel battesimo di lui al fiume Giordano.
Nel Vangelo di Marco l'evento è narrato così: "In quei giorni Gesù venne da Nazaret di Galilea e fu battezzato nel Giordano da Giovanni. E, uscendo dall’acqua, vide aprirsi i cieli e lo Spirito Santo discendere su di lui come una colomba. E si sentì una voce dal cielo: 'Tu sei il Figlio mio prediletto, in te mi sono compiaciuto'" (Mc 1,9-11 parr.). Nel quarto vangelo viene riferita la testimonianza resa dal Battista: “Ho visto lo Spirito scendere come una colomba dal cielo e posarsi su di lui” (Jn 1,32).
2. Nella concorde testimonianza evangelica l’evento del Giordano costituisce l'inizio della missione pubblica di Gesù e della sua rivelazione come Messia, Figlio di Dio.
Giovanni predicava “un battesimo di conversione per il perdono dei peccati” (Lc 3,3). Nella folla di peccatori che vengono a farsi battezzare da lui ecco comparire Gesù. Egli lo riconosce e proclama l’agnello innocente che toglie il peccato del mondo (cfr Jn 1,29) per ricondurre tutta l’umanità alla comunione con Dio. Il Padre esprime il suo compiacimento per il Figlio diletto che si fa servo obbediente fino alla morte e gli comunica la potenza dello Spirito perché possa attuare la missione di Messia-Salvatore.
Certamente Gesù possiede lo Spirito fin dal suo concepimento (cfr Mt 1,20 Lc 1,35), ma nel battesimo riceve una nuova effusione dello Spirito, un'unzione di Spirito Santo, come attesta san Pietro nel discorso in casa di Cornelio: “Dio unse di Spirito Santo e potenza Gesù di Nazaret” (Ac 10,38). Questa unzione è una elevazione di Gesù “agli occhi di Israele come Messia, cioè unto con lo Spirito Santo”; è una vera esaltazione di Gesù in quanto Cristo e Salvatore (cfr Dom. et viv., 19).
Fin quando Gesù è vissuto a Nazaret, Maria e Giuseppe hanno potuto sperimentare la sua crescita in età, sapienza e grazia (cfr Lc 2,40 Lc 2,51) sotto la guida dello Spirito Santo che operava in lui. Ora invece si inaugurano i tempi messianici: inizia una nuova fase nell’esistenza storica di Gesù. Il battesimo al Giordano è come un “preludio” di quanto avverrà in seguito. Gesù comincia ad affiancarsi ai peccatori per rivelare loro il volto misericordioso del Padre. L’immersione nel fiume Giordano prefigura e anticipa il “battesimo” nelle acque della morte, mentre la voce del Padre che lo proclama Figlio prediletto preannuncia la gloria della risurrezione.
3. Dopo il battesimo al Giordano Gesù comincia ad esercitare la sua triplice missione: missione regale, che lo impegna nella lotta contro lo spirito del male, missione profetica, che lo rende predicatore instancabile della buona novella, e missione sacerdotale, che lo spinge alla lode e all'offerta di sé al Padre per la nostra salvezza.
Tutti e tre i sinottici sottolineano come, subito dopo il battesimo, Gesù viene “condotto” dallo Spirito Santo nel deserto “per essere tentato da Satana” (Mt 4,1 cfr Lc 4,1 Mc 1,12). La proposta di Satana è quella di un messianismo trionfale, fatto di prodigi spettacolari, come trasformare le pietre in pane, gettarsi dal pinnacolo del tempio restando illeso, conquistare in un istante il dominio politico di tutte le nazioni. Ma la scelta di Gesù, in pieno ossequio alla volontà del Padre, è chiara e inequivocabile: egli accetta di essere il Messia sofferente e crocifisso, che offrirà la sua vita per la salvezza del mondo.
Iniziata nel deserto, la lotta con Satana prosegue per tutta la vita di Gesù. Una sua tipica attività è proprio quella dell'esorcista, per cui la gente grida ammirata: “Comanda persino agli spiriti immondi e gli obbediscono” (Mc 1,27). Chi osa affermare che una tale potenza deriva a Gesù dallo stesso Satana, bestemmia contro lo Spirito Santo (Mc 3,22-30): è infatti proprio “con lo Spirito di Dio” che Gesù scaccia i demoni (Mt 12,28). Come afferma san Basilio di Cesarea, con Gesù “il diavolo ha perso il suo potere in presenza dello Spirito Santo” (De Spir. S. 19).
4. Secondo l’evangelista Luca, dopo la tentazione nel deserto “Gesù ritornò nella Galilea con la potenza dello Spirito Santo (...) e insegnava nelle loro sinagoghe” (Lc 4,14-15). La presenza potente dello Spirito Santo si riscontra anche nell'attività evangelizzatrice di Gesù. Egli stesso lo sottolinea nel discorso inaugurale alla sinagoga di Nazaret (Lc 4,16-30), applicando a sé il passo di Isaia: “Lo Spirito del Signore è sopra di me" (Is 61,1). In certo senso si può dire che Gesù è il “missionario dello Spirito”, mandato com'è dal Padre ad annunciare con la forza dello Spirito Santo il vangelo della misericordia.
Animata dalla potenza dello Spirito, la parola di Gesù esprime veramente il suo mistero di Verbo fatto carne (Jn 1,14). Perciò è la parola di uno che ha “autorità”, a differenza degli scribi (Mc 1,22). E' “una dottrina nuova”, come riconoscono stupefatti gli ascoltatori del suo primo discorso a Cafarnao (Mc 1,27). E' una parola che compie e supera la legge mosaica, come emerge nel discorso della montagna (Mt 5-7). E' parola che comunica il perdono divino ai peccatori, offre guarigione e salvezza ai malati, addirittura risuscita i morti. E’ la Parola di colui “che Dio ha mandato”, ed è talmente abitato dallo Spirito, da poterlo comunicare "senza misura" (Jn 3,34).
5. La presenza dello Spirito Santo risalta in modo speciale nella preghiera di Gesù.
L’evangelista Luca riferisce che al momento del battesimo al Giordano “ mentre Gesù stava in preghiera (...), il cielo si aprì e scese su di lui lo Spirito Santo” (Lc 3,21-22). Questo collegamento tra la preghiera di Gesù e la presenza dello Spirito ritorna esplicitamente nell'inno di giubilo: “Gesù esultò nello Spirito Santo e disse: Io ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra...” (Lc 10,21).
Lo Spirito accompagna così l'esperienza più intima di Gesù, quella della sua filiazione divina, che lo spinge a rivolgersi a Dio Padre chiamandolo “Abbà” (Mc 14,36) con una confidenza singolare, che non è attestata a proposito di nessun altro giudeo nel rivolgersi all’Altissimo. Proprio attraverso il dono dello Spirito Gesù farà partecipare i credenti alla sua comunione filiale e alla sua intimità con il Padre. Come ci assicura san Paolo, lo Spirito Santo ci fa gridare a Dio: “Abbà, Padre” (Rm 8,15 cfr Ga 4,6).
Questa vita filiale è il grande dono che riceviamo nel Battesimo. Dobbiamo riscoprirla e coltivarla sempre nuovamente, rendendoci docili all'opera che compie in noi lo Spirito Santo.
Dall'Africa giungono preoccupanti notizie di forti e pericolose tensioni tra Eritrea ed Etiopia.
Preghiamo il Signore perché tutti abbiano il coraggio di rinunciare al ricorso alle armi e prevalgano la pazienza del dialogo e la saggezza del negoziato.
Il Continente africano ha bisogno di ricostruzione e non di nuove guerre, di riconciliazione e non di altre lacerazioni.
Saluti
...
Traduzione italiana del saluto in lingua neerlandese
Auguro a tutti i pellegrini neerlandesi e belgi, qui presenti, che si approfondisca la vostra fede nell’amore di Dio, affinchè possiate sperimentare nella vostra vita quotidiana l’opera dello Spirito Santo, e irradiare la gioia della fede.
Di cuore imparto la Benedizione Apostolica.
Sia lodato Gesù Cristo!
Traduzione italiana del saluto in lingua croata
Carissimi Fratelli e Sorelle, lo Spirito Santo ha preparato il tempo di Cristo ed Egli ha ispirato quanti redigevano i Libri Sacri, sia dell’Antico sia del Nuovo Testamento. Giunta poi la “pienezza del tempo” (Ga 4,4), per l’opera dello stesso Spirito Santo il “Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi” (Jn 1,14), affinchè si realizzasse così il mistero della volontà del Padre: il suo disegno di benevolenza, di ricapitolare cioè in Cristo tutte le cose, quelle del cielo come quelle della terra (cf Ep 1,9-10).
Saluto cordialmente i pellegrini croati, tra i quali è presente anche un gruppo di medici, ed a tutti imparto la Benedizione Apostolica.
Siano lodati Gesù e Maria!
Traduzione italiana del saluto in lingua ceca
Un cordiale benvenuto ai PP. Premonstratensi con i loro parrocchiani e ai pellegrini di “Misie - Brodek u Prerova”!
La pietà dei cattolici dedica il mese di giugno ad una devozione speciale al Sacro Cuore di Gesù. L’amore del Padre si è manifestato a noi uomini nel Cuore del Suo Figlio Gesù. Affidiamoci a Lui: Gesù mite e umile di cuore, trasforma i nostri cuori ed insegnaci ad amare Dio e il prossimo con generosità.
Volentieri vi benedico tutti.
Sia lodato Gesù Cristo!
Traduzione italiana del saluto in lingua slovacca
Cordialmente saluto i pellegrini slovacchi da Sološnica e Mochovce.
Cari fratelli e sorelle. Noi tutti con gioia crediamo che lo Spirito Santo ci guida e ci conforta. Nel sacramento della Cresima abbiamo ricevuto il dono della forza dello Spirito Santo, per essere testimoni di Cristo. Rafforzatevi in questa fede qui a Roma presso le tombe dei santi Pietro e Paolo. Essi hanno dimostrato la loro fedeltà a Cristo con il martirio fino alla morte. Voi non cessate di dimostrare la vostra fedeltà a Cristo con la vita piena di fede e di amore cristiano.
Perciò di cuore vi benedico. Sia lodato Gesù Cristo!
Traduzione italiana del saluto in lingua romena
Rivolgo un cordiale benvenuto ai superiori ed ai seminaristi dell’Arcieparchia di Fagaras-Alba Iulia e dell’Eparchia di Oradea, accompagnati da Monsignor Virgil Bercea; come pure al gruppo di fedeli della Chiesa greco-cattolica di Bucarest, in Romania.
Carissimi, vi ringrazio di cuore per la vostra gradita visita, e mentre invoco su tutti la continua assistenza divina affinchè sia confermata la vostra fede ed il vostro generoso impegno di testimonianza evangelica, volentieri benedico voi e le vostre famiglie.
Traduzione italiana del saluto in lingua lituana
Saluto i pellegrini giunti dalla Lituania. Cari Fratelli e Sorelle, abbiamo appena trascorso la grande festività della Pentecoste. In questa occasione voglio augurarvi che “lo Spirito Santo che abita in tutti e conduce tutti all’unità spirituale” (cfr Cirillo di Alessandria, Commento a Jn 12), conceda a ciascuno di voi e ai vostri connazionali la grazia di crescere nell’amore e nella fraterna solidarietà.
Con questi voti vi imparto di cuore la mia Benedizione Apostolica. Sia lodato Gesù Cristo!
* * *
Rivolgo ora un saluto cordiale ai pellegrini di lingua italiana, in particolare ai fedeli della Parrocchia dei Santi Leonardo ed Erasmo di Roccagorga, della Diocesi di Latina-Terracina-Sezze-Priverno, venuti per ricordare il secondo centenario del "Riscatto del Busto" del Patrono Sant'Erasmo. Carissimi, vi ringrazio per la vostra partecipazione ed auspico che la Solennità della Pentecoste, recentemente celebrata, sia per tutti un ulteriore stimolo per essere credibili testimoni del Vangelo.
Rivolgo ora un affettuoso saluto ai giovani, ai malati ed agli sposi novelli.
Cari giovani, domenica prossima celebreremo la solennità della Santissima Trinità. Vi auguro che la contemplazione del mistero trinitario vi introduca sempre più nell'Amore divino.
Cari ammalati, vi invito a trovare nella consapevolezza della presenza della Trinità nella vostra vita, grazie al Battesimo, il sostegno per compiere in ogni circostanza la volontà del Signore.
E voi, cari sposi novelli, possiate sempre ispirarvi alla comunione trinitaria per formare una famiglia cristiana nella quale vi sia dato di sperimentare, nel reciproco amore, la gioia della preghiera e dell'accoglienza della vita.
Udienze generali 1998 - Mercoledì 20 maggio 1998