Udienze 2005 - Mercoledě, 25 maggio 2005

Mercoledě, 25 maggio 2005

Salmo 115

Rendimento di grazie nel tempio
Primi Vespri - Domenica 3a settimana

1. Il Salmo 115 col quale abbiamo ora pregato č stato sempre in uso nella tradizione cristiana, a partire da san Paolo che, citandone l’avvio nella traduzione greca della Settanta, cosě scrive ai cristiani di Corinto: «Animati tuttavia da quello stesso spirito di fede di cui sta scritto: Ho creduto, perciň ho parlato, anche noi crediamo e perciň parliamo» (2Co 4,13).

L’Apostolo si sente in spirituale accordo col Salmista nella serena fiducia e nella sincera testimonianza, nonostante le sofferenze e debolezze umane. Scrivendo ai Romani, Paolo riprenderŕ il v. 2 del Salmo e delineerŕ un contrasto tra il Dio fedele e l’uomo incoerente: «Resti fermo che Dio č verace e ogni uomo mentitore» (Rm 3,4).

La tradizione successiva trasformerŕ questo canto in una celebrazione del martirio (cfr Origene, Esortazione al martirio, 18: Testi di Spiritualitŕ, Milano 1985, PP 127-129) a causa dell’affermazione della «morte preziosa dei fedeli» (cfr Ps 115,15). Oppure ne farŕ un testo eucaristico in considerazione del riferimento al «calice della salvezza» che il Salmista eleva invocando il nome del Signore (cfr v. 13). Questo calice č identificato dalla tradizione cristiana col «calice della benedizione» (cfr 1Co 10,16), col «calice della nuova alleanza» (cfr 1Co 11,25 Lc 22,20): sono espressioni che nel Nuovo Testamento rimandano appunto all’Eucaristia.

2. Il Salmo 115 nell’originale ebraico costituisce un’unica composizione col Salmo precedente, il 114. Ambedue costituiscono un ringraziamento unitario, rivolto al Signore che libera dall’incubo della morte.

Nel nostro testo affiora la memoria di un passato angoscioso: l’orante ha tenuta alta la fiaccola della fede, anche quando sulle sue labbra affiorava l’amarezza della disperazione e dell’infelicitŕ (cfr Ps 115,10). Attorno, infatti, si levava come una cortina gelida di odio e di inganno, perché il prossimo si manifestava falso e infedele (cfr v. 11). La supplica, perň, ora si trasforma in gratitudine perché il Signore ha sollevato il suo fedele dal gorgo oscuro della menzogna (cfr v. 12).

L’orante si dispone, perciň, ad offrire un sacrificio di ringraziamento, nel quale si berrŕ al calice rituale, la coppa della libagione sacra che č segno di riconoscenza per la liberazione (cfr v. 13). Č quindi la Liturgia la sede privilegiata in cui innalzare la lode grata al Dio salvatore.

3. Infatti si fa cenno esplicito, oltre che al rito sacrificale, anche all’assemblea di «tutto il popolo», davanti al quale l’orante scioglie il voto e testimonia la propria fede (cfr v. 14). Sarŕ in questa circostanza che egli renderŕ pubblico il suo ringraziamento, ben sapendo che, anche quando incombe la morte, il Signore č chino su di lui con amore. Dio non č indifferente al dramma della sua creatura, ma spezza le sue catene (cfr v. 16).

L’orante salvato dalla morte si sente «servo» del Signore, «figlio della sua ancella» (ibidem), una bella espressione orientale per indicare chi č nato nella stessa casa del padrone. Il Salmista professa umilmente e con gioia la sua appartenenza alla casa di Dio, alla famiglia delle creature unite a lui nell’amore e nella fedeltŕ.

4. Il Salmo, sempre attraverso le parole dell’orante, finisce evocando di nuovo il rito di ringraziamento che sarŕ celebrato nella cornice del tempio (cfr vv. 17-19). La sua preghiera si collocherŕ cosě in ambito comunitario. La sua vicenda personale č narrata perché sia per tutti di stimolo a credere e ad amare il Signore. Sullo sfondo, pertanto, possiamo scorgere l’intero popolo di Dio mentre ringrazia il Signore della vita, il quale non abbandona il giusto nel grembo oscuro del dolore e della morte, ma lo guida alla speranza e alla vita.

5. Concludiamo la nostra riflessione affidandoci alle parole di san Basilio Magno che, nell’Omelia sul Salmo 115, cosě commenta la domanda e la risposta presenti nel Salmo: “Che cosa renderň al Signore per quanto mi ha dato? Alzerň il calice della salvezza. Il Salmista ha compreso i moltissimi doni ricevuti da Dio: dal non essere č stato condotto all’essere, č stato plasmato dalla terra e dotato di ragione… ha poi scorto l’economia di salvezza a favore del genere umano, riconoscendo che il Signore ha dato se stesso in redenzione al posto di tutti noi; e rimane incerto, cercando fra tutte le cose che gli appartengono, quale dono possa mai trovare che sia degno del Signore. Che cosa dunque renderň al Signore? Non sacrifici, né olocausti… ma tutta la mia stessa vita. Per questo dice: Alzerň il calice della salvezza, chiamando calice il patire nel combattimento spirituale, il resistere al peccato sino alla morte. Ciň che, del resto, insegnň il nostro Salvatore nel Vangelo: Padre, se č possibile, passi da me questo calice; e di nuovo ai discepoli: potete bere il calice che io berrň?, significando chiaramente la morte che accoglieva per la salvezza del mondo» (PG XXX, 109).

Saluti:

Je suis heureux de saluer les pčlerins francophones présents ce matin, en particulier tous les jeunes.

I extend a warm welcome to all the English-speaking visitors present today. I greet especially the groups from England, Malta, Canada, China, and the United States of America, as well as the Missionaries of Charity from various countries. God bless you all!

Today is Africa Day. My thoughts and prayers are with the beloved people of Africa. I encourage our Catholic institutions to continue giving generous attention to their needs, and I hope and pray that the International Community will become ever more involved in the problems of the African Continent.

Traduzione italiana del pensiero rivolto dal Santo Padre al popolo africano pronunciato in lingua inglese:

Oggi č la Giornata per l'Africa. Rivolgo i miei pensieri e le mie preghiere all'amato popolo africano. Incoraggio le nostre istituzioni cattoliche a continuare a prestare generosa attenzione alle sue necessitŕ e prego affinché la Comunitŕ internazionale si occupi sempre piů dei problemi del Continente Africano.

Ein herzliches Willkommen sage ich den Pilgern und Besuchern aus den Ländern deutscher Sprache! Besonders grüße ich die Schwestern vom Göttlichen Erlöser, die ihr Silbernes Profeßjubiläum feiern, sowie die Rom-Wallfahrer der Vereinigung ehemaliger Schweizergardisten. Gott ist treu. Tragt darum seinen Namen auf euren Lippen und in euren Herzen! Euch allen wünsche ich jetzt gesegnete, frohe Urlaubstage und allezeit die Erfahrung der Güte Gottes.

Prezados amigos de língua portuguesa:
Desejo saudar com afeto a todos os peregrinos que aqui se encontram, ou me escutam através do rádio ou da televisăo e, de modo especial, aos visitantes provindos de diversas partes do Brasil. Faço votos de que esta viagem a Roma vos seja propiciadora de um enriquecimento cultural e espiritual, e que possais reverenciar a memória do Apóstolo Pedro. Com a minha Bęnçăo Apostólica.

Saludo ahora a los peregrinos de lengua espańola, en particular a las Religiosas Dominicas de la Anunciata, a los grupos de Espańa, Guatemala y México, así como a los demás fieles de América Latina. Demos gracias al Seńor por el gran don de la vida y por la redención ofrecida a todos.

Saluto in lingua croata:

Predragi hrvatski hodocasnici, s vjerom primajte Presveti dar Euharistije kako bi uvijek bili živa pokaznica Kristove prisutnosti u njegovoj Crkvi. Od srca vas blagoslivljam! Hvaljen Isus i Marija!

Traduzione italiana del saluto in lingua croata:

Carissimi pellegrini croati, ricevete con fede il Santissimo dono dell’Eucaristia per essere sempre un ostensorio vivo della presenza di Cristo nella sua Chiesa! Vi benedico di cuore! Siano lodati Gesů e Maria!

Saluto in lingua ceca:

Srdecne zdravím ceské poutníky! Slavnost Nejsvetejšího Tela a Krve Páne necht ve vás roznítí lásku ke Kristu prítomnému v Eucharistii. Rád vám všem žehnám!

Traduzione italiana del saluto in lingua ceca:

Saluto cordialmente i pellegrini cechi. La Solennitŕ del Corpus Domini riaccenda in voi l'amore per Cristo presente nell'Eucaristia. Vi benedico tutti.

Saluto in lingua lituana:

Iš širdies sveikinu maldininkus iš Lietuvos! Linkiu, kad jusu apsilankymas ir malda Apaštalu ir Kankiniu Mieste sustiprintu jusu žingsnius kasdieniniame tikejimo kelyje. Viešpats jus telaimina! Garbe Jezui Kristui!

Traduzione italiana del saluto in lingua lituana:

Saluto di cuore i pellegrini dalla Lituania! Vi auguro che la vostra orante visita nella Cittŕ degli Apostoli e dei Martiri rinvigorisca i vostri passi nel cammino quotidiano di fede. Il Signore vi benedica! Sia lodato Gesů Cristo!

Saluto in lingua slovacca:

Srdecne pozdravujem slovenských pútnikov z Bratislavy, Nitry a Nových Zámkov.Drahí bratia a sestry, prijmite Apoštolské požehnanie, ktoré vdacne udelujem vám i vašim drahým vo vlasti.Pochválený bud Ježiš Kristus!

Traduzione italiana del saluto in lingua slovacca:

Saluto cordialmente i pellegrini slovacchi provenienti da Bratislava, Nitra e Nové Zámky. Cari fratelli e sorelle, con gratitudine imparto la Benedizione Apostolica a voi ed ai vostri cari in Patria. Sia lodato Gesů Cristo!

Saluto in lingua polacca:

Pozdrawiam obecnych tu Polaków. Niech uroczystosc Bozego Ciala rozpala we wszystkich milosc do Chrystusa obecnego w Eucharystii. Niech Bóg Wam blogoslawi.

Traduzione italiana del saluto in lingua polacca:

Saluto i polacchi qui presenti. La solennitŕ del Corpus Domini riaccenda in tutti l’amore per Cristo presente nell’Eucaristia. Dio vi benedica.
* * *


Saluto ora i pellegrini di lingua italiana. In particolare, rivolgo un cordiale e grato pensiero alle Suore di Maria Bambina, impegnate nel loro Capitolo generale, durante il quale stanno riflettendo su come la loro Famiglia religiosa debba proseguire il proprio cammino apostolico, percorrendo fedelmente le orme delle Fondatrici. Care Sorelle, la Vergine Santa renda fruttuoso ogni vostro sforzo spirituale. Il Papa vi č vicino e vi accompagna con la preghiera.

Saluto poi l’Ordine Antoniano Maronita e le Clarisse Francescane Missionarie del Santissimo Sacramento, anch’essi intenti nella celebrazione dei loro rispettivi Capitoli generali. Su ciascuno e su tutti invoco i doni dello Spirito.

Saluto inoltre il folto gruppo di alunni del Liceo scientifico di Castellamare di Stabia, i fedeli della parrocchia di S. Giacomo in Barletta e quelli della parrocchia Santi Martiri dell’Uganda in Roma. Ringrazio tutti per la gradita presenza e auspico che questo incontro susciti in ciascuno rinnovati propositi di testimonianza cristiana.

Mi rivolgo, infine, a voi cari giovani, cari ammalati, cari sposi novelli, augurandovi di servire Dio nella gioia e di amare il prossimo con spirito evangelico.
* * *


Alle ore 19,00 di domani, solennitŕ del Corpus Domini, sul sagrato della Basilica di San Giovanni in Laterano presiederň la Messa, cui seguirŕ la tradizionale processione fino a Santa Maria Maggiore. Invito tutti a partecipare numerosi a tale celebrazione, per esprimere insieme la fede in Cristo, presente nell’Eucarestia.

BENEDETTO XVI

UDIENZA GENERALE

Mercoledě, 1° giugno 2005

Cantico cfr Fil 2, 6-11

Cristo servo di Dio
Primi Vespri della Domenica della 3a Settimana

1. In ogni celebrazione domenicale dei Vespri la liturgia ci ripropone il breve ma denso inno cristologico della Lettera ai Filippesi (cfr 2,6-11). Č l’inno ora risuonato che consideriamo nella sua prima parte (cfr vv. 6-8), ove si delinea la paradossale «spogliazione» del Verbo divino, che depone la sua gloria e assume la condizione umana.

Cristo incarnato e umiliato nella morte piů infame, quella della crocifissione, č proposto come un modello vitale per il cristiano. Questi, infatti, - come si afferma nel contesto - deve avere «gli stessi sentimenti che furono in Cristo Gesů» (v. 5), sentimenti di umiltŕ e di donazione, di distacco e di generositŕ.

2. Egli, certo, possiede la natura divina con tutte le sue prerogative. Ma questa realtŕ trascendente non č interpretata e vissuta all’insegna del potere, della grandezza, del dominio. Cristo non usa il suo essere pari a Dio, la sua dignitŕ gloriosa e la sua potenza come strumento di trionfo, segno di distanza, espressione di schiacciante supremazia (cfr v. 6). Anzi, egli «spogliň», svuotň se stesso, immergendosi senza riserve nella misera e debole condizione umana. La «forma» (morphe)divina si nasconde in Cristo sotto la «forma» (morphe) umana, ossia sotto la nostra realtŕ segnata dalla sofferenza, dalla povertŕ, dal limite e dalla morte (cfr v. 7).

Non si tratta quindi di un semplice rivestimento, di un’apparenza mutevole, come si riteneva accadesse alle divinitŕ della cultura greco-romana: quella di Cristo č la realtŕ divina in un’esperienza autenticamente umana. Egli č veramente il «Dio-con-noi», che non si accontenta di guardarci con occhio benigno dal trono della sua gloria, ma si immerge personalmente nella storia umana, divenendo «carne», ossia realtŕ fragile, condizionata dal tempo e dallo spazio (cfr Jn 1,14).

3. Questa condivisione radicale della condizione umana, escluso il peccato (cfr He 4,15), conduce Gesů fino a quella frontiera che č il segno della nostra finitezza e caducitŕ, la morte. Questa non č, perň, frutto di un meccanismo oscuro o di una cieca fatalitŕ: essa nasce dalla scelta di obbedienza al disegno di salvezza del Padre (cfr Ph 2,8).

L’Apostolo aggiunge che la morte a cui Gesů va incontro č quella di croce, ossia la piů degradante, volendo cosě essere veramente fratello di ogni uomo e di ogni donna, costretti a una fine atroce e ignominiosa.

Ma proprio nella sua passione e morte Cristo testimonia la sua adesione libera e cosciente al volere del Padre, come si legge nella Lettera agli Ebrei: «Pur essendo Figlio, imparň l’obbedienza dalle cose che patě» (He 5,8).

Fermiamoci qui nella nostra riflessione sulla prima parte dell’inno cristologico, concentrato sull’incarnazione e sulla passione redentrice. Avremo occasione in seguito di approfondire l’itinerario successivo, quello pasquale, che conduce dalla croce alla gloria.

4. Concludiamo la nostra riflessione con un grande testimone della tradizione orientale, Teodoreto che fu Vescovo di Ciro, in Siria, nel V secolo: «L’incarnazione del nostro Salvatore rappresenta il piů alto compimento della sollecitudine divina per gli uomini. Infatti né il cielo né la terra né il mare né l’aria né il sole né la luna né gli astri né tutto l’universo visibile e invisibile, creato dalla sua sola parola o piuttosto portato alla luce dalla sua parola conformemente alla sua volontŕ, indicano la sua incommensurabile bontŕ quanto il fatto che il Figlio unigenito di Dio, colui che sussisteva in natura di Dio (cfr Ph 2,6), riflesso della sua gloria, impronta della sua sostanza (cfr He 1,3), che era in principio, era presso Dio ed era Dio, attraverso cui sono state fatte tutte le cose (cfr Jn 1,1-3), dopo aver assunto la natura di servo, apparve in forma di uomo, per la sua figura umana fu considerato come uomo, fu visto sulla terra, con gli uomini ebbe rapporti, si caricň delle nostre infermitŕ e prese su di sé le nostre malattie» (Discorsi sulla provvidenza divina, 10: Collana di testi patristici, LXXV, Roma 1988, PP 250-251).

Teodoreto di Ciro prosegue la sua riflessione, mettendo in luce proprio lo stretto legame sottolineato dall’inno della Lettera ai Filippesi fra l’incarnazione di Gesů e la redenzione degli uomini. «Il Creatore con saggezza e giustizia lavorň per la nostra salvezza. Poiché egli non ha voluto né servirsi soltanto della sua potenza per elargirci il dono della libertŕ né armare unicamente la misericordia contro colui che ha assoggettato il genere umano, affinché quegli non accusasse la misericordia d’ingiustizia, bensě ha escogitato una via carica di amore per gli uomini e al contempo adorna di giustizia. Egli infatti, dopo aver unito a sé la natura dell’uomo ormai vinta, la conduce alla lotta e la dispone a riparare alla sconfitta, a sbaragliare colui che un tempo aveva iniquamente riportato la vittoria, a liberarsi dalla tirannide di chi l’aveva crudelmente fatta schiava e a recuperare la primitiva libertŕ» (ibidem , pp. PP 251-252).

Saluti:

Je salue cordialement les pčlerins francophones, en particulier les jeunes du collčge Saint-Exupéry, d’Épinal. Puisse votre pčlerinage ŕ Rome vous enraciner toujours plus dans l’intimité avec le Christ, mort et ressuscité pour que vous ayez la vie en abondance !

I extend a special welcome to the English-speaking pilgrims here today, including groups from England, Ireland, Sweden, Japan, and the United States of America. Thank you for the affection with which you have greeted me. Upon all of you, I invoke the peace and joy of Jesus Christ our Lord!

Ganz herzlich grüße ich die Pilger aus Deutschland, Österreich und der Schweiz und alle deutschsprachigen Besucher. Jesus Christus, wahrer Gott und wahrer Mensch, ist unser Herr und Bruder. Sein Opfer am Kreuz hat uns erlöst. Wahre Größe zeigt sich in der Bereitschaft zum Dienen. Beten wir täglich um diesen Geist Jesu! – Euch allen wünsche ich eine Zeit der Erholung und des geistlichen „Auftankens". Der Herr segne Euch!

Saludo ahora a los peregrinos de lengua espańola, en particular a las parroquias y grupos procedentes las diversas partes de Espańa, así como de Andorra, Argentina, México, Puerto Rico, Costa Rica, Honduras y demás países latinoamericanos. El próximo viernes es la fiesta del Sagrado Corazón de Jesús; pidámosle que nos ayude a amar a nuestros hermanos como él nos amó.

Muchas gracias por vuestra atención.

A minha saudaçăo a todos os peregrinos de língua portuguesa, com uma bęnçăo particular para os sacerdotes do Colégio Pio Brasileiro em Roma: na vossa formaçăo, cultivai aquele «sentire cum Ecclesia» que fará de vós humildes e fiéis servidores da Verdade, pastores segundo o Coraçăo de Deus.

Saluto in lingua croata:

Pozdravljam i blagoslivljam sve hrvatske hodocasnike, posebno vjernike iz Zagreba! Neka vas Gospodin Isus po svom Presvetom Srcu obdari ljubavlju i svetošcu!
Hvaljen Isus i Marija!

Traduzione italiana del saluto in lingua croata:

Saluto e benedico tutti i pellegrini croati, particolarmente i fedeli di Zagreb! Il Signore Gesů vi doni l'amore e la santitŕ, che scaturiscono dal suo Sacratissimo Cuore!
Siano lodati Gesů e Maria

Saluto in lingua ceca:

Vítám poutníky z Benediktinského opatství v Rajhradu, i verící z Brna!
Prosme Ježíše, který je tichý a pokorný srdcem, aby pretvoril naše srdce podle srdce svého.
Chvála Kristu!

Traduzione italiana del saluto in lingua ceca:

Un benvenuto ai pellegrini dell'Abbazia Benedettina di Rajhrad, e ai fedeli di Brno.
Chiediamo a Gesů, che č mite e umile di cuore, di trasformare i nostri cuori secondo il Suo Cuore.
Sia lodato Gesů Cristo!

Saluto in lingua slovacca:

S láskou vítam slovenských pútnikov z Trencína a okolia.
Prajem vám, aby pút’ do Ríma znamenala pre vás obnovu krest’anskej viery. Rád vás žehnám.
Pochválený bud’ Ježiš Kristus!

Traduzione italiana del saluto in lingua slovacca:

Con affetto do un cordiale benvenuto ai pellegrini slovacchi provenienti da Trencín e dintorni.
Vi auguro che il pellegrinaggio a Roma rappresenti per voi il rinnovamento della fede cristiana. Volentieri vi benedico.
Sia lodato Gesů Cristo!

Saluto in lingua lituana:

Sveikinu maldininkus iš Lietuvos!
Šiuose Eucharistijos metuose jus lydžiu savo malda ir mielai teikiu Apaštalini Palaiminima.
Garbe Jezui Kristui!

Traduzione italiana del saluto in lingua lituana:

Saluto i pellegrini dalla Lituania!
In questo Anno Eucaristico vi accompagno con la mia preghiera e vi imparto volentieri la Benedizione Apostolica.
Sia lodato Gesů Cristo!

Saluto in lingua ucraina:

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Traduzione italiana del saluto in lingua ucraina:

Rivolgo un cordiale saluto al gruppo di militari ucraini, provenienti dal pellegrinaggio a Lourdes. Invoco su di voi e sulla vostra Patria la Benedizione del Signore. Sia lodato Gesů Cristo!

Saluto in lingua polacca:

Pozdrawiam serdecznie wszystkich Polaków. Rozpoczynamy miesiac modlitw do Serca Pana Jezusa. Niech ta modlitwa wyda w rodzinach godne owoce wiary, nadziei i milosci. Niech Boze Serce wam blogoslawi.

Traduzione italiana del saluto in lingua polacca:

Saluto cordialmente tutti i Polacchi qui presenti. Iniziamo il mese dedicato alla preghiera al Sacro Cuore di Gesů. Questa preghiera faccia crescere la fede, la speranza e la caritŕ nelle vostre famiglie. Il Sacro Cuore di Gesů vi benedica.
* * *


Rivolgo un cordiale pensiero ai pellegrini di lingua italiana. In particolare saluto i fedeli dell’Arcidiocesi di Cagliari, accompagnati dal loro Pastore Mons. Giuseppe Mani, come pure i rappresentanti dell’Associazione Scautistica Cattolica Italiana. Cari amici, nel ringraziarvi per questa vostra visita, auguro a tutti di impegnarsi generosamente nel testimoniare Cristo e il suo Vangelo.

Saluto ora i giovani, i malati e gli sposi novelli. Iniziamo proprio oggi il mese di giugno, dedicato al Sacro Cuore di Gesů. Soffermiamoci spesso a contemplare questo profondo mistero dell'Amore divino.

Voi, cari giovani,alla scuola del Cuore di Cristo imparate ad assumere con serietŕ le responsabilitŕ che vi attendono. Voi, cari malati, trovate in questa sorgente infinita di misericordia il coraggio e la pazienza per compiere la volontŕ di Dio in ogni situazione. E voi, cari sposi novelli, restate fedeli all’amore di Dio e testimoniatelo con il vostro amore coniugale.


Mercoledě, 8 giugno 2005


Salmo\i 110

Grandi le opere del Signore
Secondi Vespri - Domenica 3a settimana

1. Ci č stato proposto il Salmo 110. Si incontrano in questo inno di lode e di ringraziamento tanti termini che definiscono Dio nei suoi attributi e nella sua opera di salvezza: si parla di «pietŕ», di «tenerezza», di «giustizia», di «potenza», di «veritŕ», di «rettitudine», di «fedeltŕ», di «alleanza», di «opere», di «prodigi», persino di «cibo» che egli dona e, alla fine, del suo «nome» glorioso, ossia della sua persona. La preghiera č, quindi, contemplazione del mistero di Dio e delle meraviglie che egli opera nella storia della salvezza.

2. Il Salmo si apre col verbo del ringraziamento che sale non solo dal cuore dell’orante, ma anche da tutta l’assemblea liturgica (cfr v. 1). L’oggetto di questa preghiera, che comprende anche il rito del ringraziamento, č espresso con la parola «opere» (cfr vv. 2.3.6.7). Esse indicano gli interventi salvifici del Signore, manifestazione della sua «giustizia» (cfr v. 3), termine che nel linguaggio biblico indica prima di tutto l’amore che genera salvezza.

Pertanto il cuore del Salmo si trasforma in un inno all’alleanza (cfr vv. 4-9), a quel legame intimo che vincola Dio al suo popolo e che comprende una serie di atteggiamenti e di gesti. Cosě si parla di «pietŕ e tenerezza» (cfr v. 4), sulla scia della grande proclamazione del Sinai: «Il Signore, il Signore, Dio misericordioso e pietoso, lento all’ira e ricco di grazia e di fedeltŕ» (Ex 34,6).

La «pietŕ» č la grazia divina che avvolge e trasfigura il fedele, mentre la «tenerezza» č espressa nell’originale ebraico con un termine caratteristico che rimanda alle «viscere» materne del Signore, ancor piů misericordiose di quelle di una madre (cfr Is 49,15).

3. Questo legame d’amore comprende il dono fondamentale del cibo e quindi della vita (cfr Ps 110,5) che, nella rilettura cristiana, si identificherŕ con l’Eucaristia, come dice san Girolamo: «Come cibo diede il pane disceso dal cielo: se ne siamo degni, cibiamoci!» (Breviarium in Psalmos, 110: PL XXVI, 1238-1239).

C’č poi il dono della terra, «l’ereditŕ delle genti» (Ps 110,6), che allude alla grande vicenda dell’Esodo, quando il Signore si rivela come il Dio della liberazione. La sintesi del corpo centrale di questo canto č, quindi, da cercare nel tema del patto speciale tra il Signore e il suo popolo, come dichiara in modo lapidario il v. 9: «Stabilě la sua alleanza per sempre».

4. Il Salmo 110 č suggellato al termine dalla contemplazione del volto divino, della persona del Signore, espressa attraverso il suo «nome» santo e trascendente. Citando poi un detto sapienziale (cfr Pr 1,7 Pr 9,10 Pr 15,33), il Salmista invita ogni fedele a coltivare il «timore del Signore» (Ps 110,10), inizio della vera sapienza. Sotto questo termine non si cela la paura e il terrore, ma il rispetto serio e sincero, l’adesione genuina e operosa al Dio liberatore. E, se la prima parola del canto era stata quella del ringraziamento, l’ultima č quella della lode: come la giustizia salvifica del Signore «dura per sempre» (v. 3), cosě la gratitudine dell’orante non conosce sosta, risuona nella preghiera «senza fine» (v. 10).

5. A conclusione della nostra riflessione vorremmo meditare con la tradizione ecclesiale dei primi secoli cristiani il versetto finale con la sua celebre dichiarazione reiterata altrove nella Bibbia (cfr Pr 1,7): «Principio della saggezza č il timore del Signore» (Ps 110,10).

Lo scrittore cristiano Barsanufio di Gaza (attivo nella prima metŕ del VI secolo) cosě lo commenta: «Che cosa č principio di sapienza se non astenersi da tutto ciň che č odioso a Dio? E in che modo uno puň astenersene, se non evitando di fare alcunché senza aver domandato consiglio, o col non dir nulla che non si deve dire e inoltre stimando se stesso folle, stolto, disprezzabile e niente del tutto?» (Epistolario, 234: Collana di testi patristici, XCIII, Roma 1991, PP 265-266).

Giovanni Cassiano (vissuto a cavallo tra il IV e il V secolo), tuttavia, preferiva precisare che «c'č molta differenza fra l'amore, al quale nulla manca e che č il tesoro della sapienza e della scienza, e l'amore imperfetto, denominato “inizio della sapienza”; questo, contenendo in sé l'idea del castigo, viene escluso dal cuore dei perfetti per il sopraggiungere della pienezza dell'amore» (Conferenze ai monaci, 2,11,13: Collana di testi patristici, CLVI, Roma 2000, p. 29). Cosě al timore servile si sostituisce un timore perfetto, dono dello Spirito Santo.

Saluti:

Je suis heureux d’accueillir les pčlerins francophones présents ce matin, notamment un groupe de pčlerins du Gabon. Que le Christ, qui appelle tous ses disciples ŕ grandir dans la sainteté, vous donne de répondre généreusement ŕ ses appels! Ŕ tous, j’accorde bien volontiers la Bénédiction apostolique.

I extend a special welcome to the English-speaking pilgrims here today, including groups from England, Scotland, Australia, and the United States of America. Thank you for the affection with which you have greeted me. Upon all of you, I invoke the peace and joy of Jesus Christ our Lord!

Ganz herzlich heiße ich alle deutschsprachigen Pilger und Besucher willkommen. Mein besonderer Gruß gilt heute den Teilnehmern an der Abschlußtagung des „Kölner Gemeinschaftskommentars zur Europäischen Grundrechte-Charta“. Wir alle schulden Gott täglich Lob und Dank für seine Wohltaten. Antwortet auf die Güte des Herrn mit euren guten Worten und Werken! Der Friede Christi geleite euch auf allen Wegen.

Caríssimos amigos de língua portuguesa,

Saúdo os peregrinos aqui presentes, de modo especial aos visitantes procedentes do Brasil. Faço votos de que tenham uma feliz estadia na Cidade Eterna, e que este encontro com o Sucessor de Pedro reforce os seus propósitos de unidade e de comunhăo na única fé em Cristo Jesus. A todos, peço a Deus que vos abençoe e vos proteja!

Saludo a los peregrinos de lengua espańola, en particular a los miembros de la Institución Teresiana: sed siempre “la obra buena” en la Iglesia y para el mundo. También a los demás peregrinos de Espańa, Panamá, Puerto Rico, República Dominicana, El Salvador, Perú, Venezuela y México. Invito a todos a gustar de la ternura infinita de Dios, para no sentirse nunca solos o desamparados.

Muchas gracias por vuestra atención.

Saluto in lingua ceca:

Srdecne vítám a zdravím poutníky z Ceské republiky. Rád vám všem žehnám! Chvála Kristu!

Traduzione italiana del saluto in lingua ceca:

Un cordiale benvenuto e saluti ai pellegrini provenienti dalla Repubblica Ceca. Volentieri vi benedico tutti. Sia lodato Gesů Cristo!

Saluto in lingua slovacca:

Zo srdca vítam žiakov a študentov cirkevných škôl svätého Vincenta de Paul z Levíc a Topolcian. Mili mladí, prajem vám požehnaný pobyt v Ríme a rád žehnám vás i vaše rodiny.

Pochválený bud Ježiš Kristus!

Traduzione italiana del saluto in lingua slovacca:

Un cordiale benvenuto agli allievi e studenti delle Scuole Cattoliche di S. Vincenzo de Paul provenienti da Levice e Topolcany. Cari giovani, vi auguro un buon soggiorno a Roma e volentieri benedico voi e le vostre famiglie.

Sia lodato Gesů Cristo!

Saluto in lingua lituana:

Sveikinu lietuviu maldininku grupe “Šilinukai” iš Lietuvos!Šios dienos psalmes žodžiais, dekokite Viešpaciui visa širdimi už nuostabius Jo darbus. Dievas telaimina jus ir tebuna jusu šeimu džiaugsmas ir ramybe.

Traduzione italiana del saluto in lingua lituana:

Saluto il gruppo dei pellegrini “Šilinukai” dalla Lituania! Con le parole del Salmo di oggi, rendete grazie al Signore con tutto il cuore per le Sue grandi opere. Dio vi benedica e sia Lui la gioia e la pace delle vostre famiglie.

Saluto in lingua ungherese:

Isten hozott Benneteket, kedves magyar zarándokok. Ez a római út erôsítsen meg hitetekben. Szeretettel adom Rátok Apostoli Áldásomat.

Traduzione italiana del saluto in lingua ungherese:

Saluto cordialmente voi, cari fedeli di lingua ungherese. Questo pellegrinaggio a Roma Vi conforti nella vostra fede. Volentieri Vi imparto la mia Benedizione.

Saluto in lingua polacca:

Serdecznie pozdrawiam obecnych tu Polaków. Dziekuje wam za zyczliwosc i za modlitwy. Prosze, aby pamiec Jana Pawla II budzila w was pragnienie duchowego wspierania jego nastepcy. Niech Bóg blogoslawi wam i waszym najblizszym.

Traduzione italiana del saluto in lingua polacca:

Saluto i polacchi qui presenti. Vi ringrazio per la benevolenza e per le preghiere. Chiedo che la memoria di Giovanni Paolo II susciti in voi il desiderio di sostenere spiritualmente il Suo successore. Dio benedica voi e i vostri cari.
* * *


Saluto i pellegrini di lingua italiana. In particolare, i partecipanti alle manifestazioni promosse per il VII centenario della morte di S. Nicola da Tolentino, le persone non udenti del Centro Beato don Smaldone in Roma, i soci del Lyons Club di Rieti, i fedeli della parrocchia dei Santi Filippo e Giacomo in Morcone.

Cari amici, auspico che il vostro pellegrinaggio alle tombe degli Apostoli sia per ciascuno stimolo a continuare con rinnovato fervore nel cammino di fede intrapreso.

Saluto, inoltre, il caro Cardinale Lubomyr Husar, Arcivescovo Maggiore di Lviv degli ucraini, e i Vescovi greco-cattolici che lo accompagnano; a loro auguro ogni desiderato bene.

Infine rivolgo un pensiero speciale ai giovani, ai malati e agli sposi novelli.

Cari giovani, la ricchezza del Cuore di Cristo e la tenerezza del Cuore di Maria vi sostengano sempre. Aiutino voi, cari ammalati, ad affidarvi con generoso abbandono nelle mani della Provvidenza divina; ed incoraggino voi, cari sposi novelli, a vivere la vostra unione familiare con paziente comprensione e reciproca dedizione.

BENEDETTO XVI

UDIENZA GENERALE

Mercoledě, 15 giugno 2005


Salmo\i 122

La fiducia del popolo č nel Signore
Vespri - Lunedě 3a settimana

Cari Fratelli e Sorelle,

avete purtroppo sofferto sotto la pioggia. Adesso speriamo che il tempo migliori.

1. In modo molto incisivo Gesů, nel Vangelo, afferma che l’occhio č un simbolo espressivo dell’io profondo, č uno specchio dell’anima (cfr Mt 6,22-23). Ebbene, il Salmo 122, ora proclamato, č tutto racchiuso in un incrociarsi di sguardi: il fedele leva i suoi occhi al Signore e attende una reazione divina, per cogliervi un gesto d’amore, un’occhiata di benevolenza.


Udienze 2005 - Mercoledě, 25 maggio 2005