Paolo VI Udienze 1975 - SALUTI DEL SANTO PADRE





UDIENZA GENERALE

Mercoledì, 14 maggio 1975

1975.05.14


TESTO DELL'UDIENZA

Fratelli e Figli carissimi!

Vi sono momenti, vi sono luoghi in cui le cose parlano per chi sa ascoltare. Quali momenti e quali luoghi? quei momenti e quei luoghi, che si fanno voce drun significato spirituale. Questo momento, ad esempio, questo luogo. Che cosa ci dice questo momento? che cosa ci dice questo luogo? Essi ci dicono con una prima evidenza sensibile la singolarità di questa assemblea. Ce lo dicono per il fatto che ora qui noi siamo molti, che noi siamo spontaneamente riuniti, che noi siamo diversificati dalle nostre rispettive differenti origini, - chi viene da un Paese, chi da un altro -, e che percio esiste fra noi il distacco naturale, ma che sa un por di amarezza, della diversità delle lingue, rese ostacolo più che veicolo alla mutua comunicazione, la quale, comrè chiaro, è nell'intenzione profonda drunrassemblea come questa, la quale pretende, niente meno, di farci tutti eguali, tutti amici, tutti fratelli; di darci cioè, dapprima sensibilmente, e poi spiritualmente l'esperienza felicissima, umanissima, cristiana in una parola, dressere tutti una cosa sola, una famiglia sola, un corpo solo, cioè dressere "Chiesa r. Chiesa vuol dire riunione; anzi pretende di significare unità. Potremmo fermarci a questa prima conclusione dell'atto di coscienza ispirato dalla voce sensibile del momento presente e del luogo in cui siamo: noi rappresentiamo uno spettacolo di unità, risultante non solo dalla simultanea presenza, ma ben più dai motivi, dai sentimenti, dagli animi, che qui ci riuniscono.

Potremmo attribuire a una riunione come questa una ben nota frase biblica: "quanto è bello, quanto giocondo che dei fratelli si trovino insieme!" (Ps 132,1). Potremmo aggiungere l'eco druna reminiscenza che ci viene dagli antichi maestri del costume cristiano; scrive, a proposito delle prime comunità ecclesiali, Tertulliano: "Vedi come si vogliono bene gli uni e gli altri" (TERTULLIANI Apol. 39, 7). E con questa testimonianza tante altre; quella di S. Agostino, ad esempio: "Tu, Chiesa cattolica verissima madre dei Cristiani ... egli scrive, congiungi fratelli a fratelli con il vincolo della religione, più stabile e più stretto che quello del sangue!" (S. AUGUSTINI De moribus Eccl. cath. 1, 62-63: PL 32, 1336).

Ecco, Fratelli e Figli, inaugurato fin da questa vita terrena il mistero nel quale si consumerà il supremo disegno di Cristo, quello della palingenesi dell'umanità, regno di Cristo dapprima, nel regno di Dio alla fine, il disegno dell'unità: "che tutti siano una cosa sola" (Io. 17, 21).

l'unità, l'unità è il traguardo del cristianesimo durante il tempo, il vertice del disegno della salvezza per l'eternità. E la Chiesa altro non è che la costruzione di questa unità dell'umana famiglia, nella stessra fede, nella medesima carità, unità ideata dal Padre, edificata da Cristo, per virtù dello Spirito santificante e unificante.

l'Anno Santo, specialmente nell'atto penitenziale e restauratore del Giubileo, è una celebrazione di questa unità reale e misteriosa, nell'umile e generoso sforzo di rinsaldare il duplice vincolo della nostra riconciliazione, prima con Dio, poi con i fratelli; con quei fratelli innanzi tutto, che già appartengono e compongono il mistico edificio della Chiesa. Oh! permetteteci di chiedervi se a voi è giunta questa nostra "Esortazione apostolica r, che abbiamo rivolto a questo proposito, cioè allo scopo di ricomporre la riconciliazione, la vera fratellanza, la concorde collaborazione, l'autentica comunione dentro la Chiesa? Non sarebbe contraddetta nei suoi termini costituzionali una Chiesa che non fosse intimamente unita in seno a se stessa?

Cara nostra Chiesa! alle sempre aperte e dolenti lacerazioni, causate dal molteplice distacco storico di grandi e venerabili membra dell'unico Corpo mistico di Cristo, che è appunto la Chiesa, quale Egli la concepi e la volle (Cfr. Io. 13, 34-35; 15, 12), oggi ella, la Chiesa cattolica, ha sentito aggiungersi acerbe ferite, interiormente inferte da alcuni suoi figli contestatori, si dicano essi conservatori o innovatori, i quali, abusando di arbitrari criteri restauratori o pluralisti, non hanno giovato ad una positiva edificazione della Chiesa medesima, nella verità e nella carità, cioè nel mistero della sua unità, immemori forse delle imploranti parole dell'Apostolo: "Vi esorto, o Fratelli, per il nome del Signor nostro Gesù Cristo, che diciate tutti la stessa cosa, e non vi siano tra voi delle scissioni, ma siate uniti in uno stesso pensiero ed in uno stesso sentimento" (1 Cor 1Co 1,10 1Co 12,25 Rom. 1Co 15,5). Ha prevalso in alcuni l'opinione personale, e forse egoista, sul pensiero dichiarato della Chiesa, esautorandone la stima presso gli stessi suoi figli, e presso coloro che le sono estranei (Cfr. Col Col 4,5 1 Thess 1Th 4,12), scoraggiando cosi le vocazioni ecclesiastiche e religiose, rallentando la sua spinta missionaria, e compromettendo la sua attitudine alla conversazione ecumenica convincente ed efficace.

Oh! Fratelli e Pellegrini a questa basilica, che custodisce la Tomba dell'Apostolo San Pietro, "principio e fondamento ... dell'unità e della comunione" (Lumen Gentium, LG 18) della Chiesa, da Cristo su di lui fondata, riconfermiamo in noi il sentimento ed il proposito della riconciliazione (Cfr. Rom. 5, 11), come ci esorta l'altro Apostolo san Paolo, "nello sforzo di conservare l'unità dello spirito nel vincolo della pace" (Ep 4,3). Questa è la voce che si effonde, per chi la sa ascoltare, in questrora felice e in questa sede parlante.

Con la nostra Benedizione Apostolica.

Salutiamo con particolare affetto i pellegrinaggi di numerose diocesi italiane, presenti stasera a questa Udienza. Li nominiamo a uno a uno: sono i gruppi di Piacenza, di Pontremoli, di Teramo e Atri, di Rieti, di Velletri, di Benevento, di Brindisi e Ostuni, di Lecce, di Piazza Armerina. Sono antiche e venerate Sedi episcopali, il cui solo nome ricorda monumenti insigni di storia e drarte cristiana, elette figure di Santi, generazioni intere di credenti. Fratelli e figli, che la vostra celebrazione del Giubileo sia per tutti voi un nuovo incoraggiamento a ravvivare la fiaccola della fede, che avete ricevuto dal passato, e a tramandarla, ardente e luminosa, ai vostri figli. E lraugurio che vi facciamo con grande affetto, assicurandovi che pensiamo a voi e ai vostri cari, preghiamo per tutti, mentre impartiamo l'Apostolica Benedizione.

SALUTI DEL SANTO PADRE

Gruppo internazionale
l Laïcat et Communauté Chrétienne r

Nous encourageons le groupe international "Laïcat et Communauté Chrétienne" dans ses travaux de réflexion. Les mouvements apostoliques quril représente sont justement soucieux de réaliser la réconciliation au sein drun monde facilement durci dans ses divisions; le combat que nous devons mener, à la suite du Christ ressuscité, est celui dont parle Saint Paul: non certes contre les personnes, mais contre le péché qui méprise leur dignité, rompt leur fraternité, ternit leur image de fils de Dieu.

Pellegrini delle diocesi
di Grenoble e Saint-Etienne

Nous saluons avec joie les pèlerins des diocèses de Grenoble et de Saint-Etienne. Avec vos Evêques, chers Fils, soyez les témoins de la même foi, heureux de prier ensemble dans l'Esprit Saint, et soucieux de promouvoir la justice et la paix selon les voies originales de l'Evangile.

Pellegrinaggi di Cardiff e Leeds

We reserve a special word of welcome for the diocesan pilgrimages from Cardiff and from Leeds. Your countries, like Rome itself, have been consecrated by the blood of martyrs. We pray that, through the intercession of these English and Welsh Martyrs, you may be ever true to the Faith of your fathers, living still.

Pellegrini filippini

From Manila we welcome the Philippine National Pilgrimage. You have comes as the representatives of many others who have not been able to make the journey. Take back to them our blessing and the assurance of our prayers.

Pellegrini giapponesi

Also from the East are two pilgrimages from Japan-one representing the Catholic magazine lKoer, and the other from the parish of Yamahana, in the Diocese of Sapporo. In the Holy Year especially, Rome is more than ever the crossroads of the Catholic World. We pray that your stay here may be of lasting spiritual benefit to you.

Pellegrini irlandesi

Ireland is represented here today by the Meath Diocesan Pilgrimage. We are happy to see you. We pray that God will bless you all with the Holy Year graces and strengthen you in the Faith which you so proudly possess.

Pellegrinaggio nazionale

della "Adoracion nocturna r

Acogemos con paterno afecto a los numerosos miembros de la Peregrinacion nacional de la Adoracion nocturna espanola, presidia por el Senor Cardenal Narciso Jubany.

Sabemos bien, amados hijos, que pasando largas horas junto a Jesus sacramentado, vigilando en oracion mientras el mundo exterior descansa, queréis dar a vuestra vida el complemento sobrenatural que la sublima, la enriquece, le da una nueva dimension.

Os expresamos nuestra complacencia y os alentamos a continuar en ese camino. Acrecentad asi vuestro amor a Jesucristo, la fidelidad a la Iglesia, la union con la Jerarquia, la entrega a los hombres hermanos.

Que os sirva de estimulo nuestra Bendicion Apostolica.

Pellegrinaggi di Zaragoza e Tarazona

Un saludo especial a vosotros, peregrinos de Aragon, venidos a Roma en este Ano Santo, guiados por vuestros Pastores, el Senor Arzobispo de Zaragoza y el Senor Obispo de Tarazona.

Que esta visita os deje como fruto una creciente fidelidad a vuestros compromisos cristianos. Os bendecimos de corazon y encomendamos al Senor vuestras intenciones, por mediacion de la Santisima Virgen del Pilar.

Pellegrinaggio brasiliano

Saudamos também os peregrinos de lingua portuguesa; e, entre os provenientes do Brasil, em particular, os queridos fiéis de Roraima, com o seu Bispo-Prelado, vindos das terras virgens e recônditas do Amazonas, pelo que representarn aqui: com os Nossos votos, feitos prece, de vida nova em plenitude, por Cristo, a certeza do Nosso afecto, solicitude e comunhao eclesial nas esperanças do povo amazonico.

Com a Nossa bênçao, para todos pedimos as graças de Deus


PAOLO VI



UDIENZA GENERALE

Mercoledì, 21 maggio 1975

1975.05.21


TESTO DELL'UDIENZA

Fratelli carissimi!

Arrivati alla Pentecoste, camminando per l'aspra e lieta via dell'Anno Santo, arrivati, come dice S. Giovanni Crisostomo, alla "metropoli delle festività" (PG 50, 463), noi tutti, pellegrini Spirituali del Giubileo, non abbiamo potuto far sosta un momento, "come gente che pensa a suo cammino" (DANTE, II, 2, 11), per guardarci intorno da questa raggiunta sommità, e ci siamo subito sentiti inondare il cuore di gioia. Perché non dirlo? perché non comunicare a tutta la Chiesa pellegrina nel mondo, su le strade faticose e fangose dell'esperienza moderna, questo sentimento, questo frutto dello Spirito Santo (Ga 5,22), questo dono dall'alto, raggiunto percorrendo la nostra amata e misteriosa Via Crucis? La gioia, la pace dell'anima, quella che il mondo non puo dare (Cfr. Io. 14, 27), quella che non dipende esclusivamente dal godimento delle condizioni necessarie al benessere della vita temporale, ma che piove dalla sorgente prima della gioia, Dio beatitudine infinita, e che "nessuno ci puo togliere" (Cfr. Ibid.16, 22), perché non annunciarla una volta al mondo, che sembra preso dalla tenaglia drun desiderio inestinguibile di gioia e druna disperata convinzione di non potere raggiungerla? Non è pessimista il nostro mondo? o non illude se stesso col surrogato del piacere di potersela procurare? Perché non dare ai nostri fratelli in umanità la testimonianza che noi cristiani, che noi figli della Chiesa, se umili, se fedeli, noi siamo felici?

Si, siamo felici, anche sotto il peso della croce, anche se la nostra croce, grave per l'imitazione e per l'amore che vogliamo offrire alla Croce di Cristo, è forse più sofferta di quella di chi cerca di scuoterla dalle sue spalle e di non volerne riconoscere l'intimo valore e il provvidenziale significato.

Per questo, Figli carissimi, abbiamo celebrato la festa di Pentecoste rivolgendo a voi, alla Chiesa e anche al mondo la nostra esortazione intitolata, dalle parole iniziali, Gaudete in Domino, cercando di ricordare a noi tutti, che, se siamo davvero cristiani e cattolici, dobbiamo essere immersi in un gaudio sempre nuovo e sempre vero, quello che proviene a noi dalla grazia dello Spirito Santo, e deve risultare dallo sforzo duplice di rinnovamento e di riconciliazione, il quale costituisce il capo primo del programma dell'Anno Santo.

Noi osiamo raccomandare a tutti la lettura, anzi la riflessione sopra questo documento. Vi troverà le parole dell'evangelo e della sacra scrittura, dalle quali esso deriva la sua autorità, la sua teologia: puo mai essere amareggiato da cattiva tristezza, chi vive di Cristo? e di qui la sua filosofia, cioè la logica ragionevole, che ci convince a godere della fede, a respirare l'atmosfera dello Spirito, a interpretare sempre come valore positivo il quadro della creazione che ci circonda, ed anche i dolori e le prove di "questa valle di lacrime r, e a scoprire per di più nel senso escatologico della nostra esistenza, cioè dalla certezza e dalla speranza druna nostra vita personale al di là della morte temporale, una tale promessa di felicità, che non è vano balsamo nelle sofferenze presenti, non è unrillusoria "fuga in avanti" per sottrarci all'assillo spietato dei mali quotidiani, ma che ci avvalora a rimediarvi con fiduciosa pazienza e sapienza, e che ci fa pregustare un conforto capace di rendere compossibili le pene della vita presente con la pacata, ma sincera, letizia, come altra volta dicemmo, della speranza che non delude (Rom. 8, 24; Tim 1, 2; 2, 13; etc.) Leggete e meditate. Non mancano certo insegnamenti e commenti a parola cosi bella, cosi legittima e oggi cosi opportuna (Cfr. L. BOUYER, LrEglise de Dieu, p. 308; e l'articolo di R. MANZINI, Il bisogno di gioia, in "l'Osservatore Romano r, 17 maggio 1975).

Gaudete, ripeteremo anche noi, in Domino semper (Ph 4 Ph 4). Con la nostra

Benedizione Apostolica.

SALUTI DEL SANTO PADRE

Gruppi di pellegrini italiani

Nella moltitudine di pellegrini che affollano l'Udienza di oggi, abbiamo desiderato riservare un saluto ai fedeli di alcune Diocesi drItalia che sono accompagnati dai rispettivi Pastori: Massa Marittima e Populonia; Civita Castellana, Orte e Gallese; Alatri; Castellammare di Stabia; Amalfi e Cava dei Tirreni. Amiamo ricordare anche altri gruppi: le Figlie di Maria Ausiliatrice, cioè le Religiose Salesiane, che stanno per concludere un importante Capitolo; le iscritte ai Convegni "Maria Cristina di Savoia r, che han tenuto il raduno nazionale; i numerosi emigrati italiani in Belgio, che son venuti con i loro Missionari.

A ciascuno di voi, cari figli e figlie, vorremmo esprimere distintamente gratitudine e compiacimento, come certo meriterebbero il vostro fervore, l'esempio di fede che ci offrite, la consolazione stessa che proviamo al vedervi insieme affratellati e concordi; ma il tempo, purtroppo, non ce lo permette. Voi siete uniti nella comunione, sostanziale e tonificante, della carità e della fede: unico è il motivo della vostra venuta, unico il fine della vostra presenza. Esso è tale da riassumere le tante vostre esperienze, spirituali ed umane, ad esse imprimendo una forte spinta nella direzione della grazia, della santificazione e della salvezza, ossia nell'autentica ed indivisa "via" di Dio e di Cristo, suo Figlio. E questo, appunto, ci preme raccomandarvi come ricordo di questo incontro e come stimolo, altresi, a promuovere quel rinnovamento interiore, al quale vi invita il presente Giubileo.

Con la nostra Apostolica Benedizione.

Pellegrini della diocesi di Dublino

We extend a special greeting to the pilgrims from Dublin. You have given us great joy by responding to the words of the Psalmist : lI will sing to the Lord as long as I live; I will sing praise to my God ...r (Ps 103,33). Dear sons and daughters from Ireland, we entourage you to continue to sing the praises of the Lord.

Pellegrini della diocesi inglese di Lancaster

The pilgrims from Lancaster are most welcome. The Faith was taken to Britain directly from this See of Rome. Strengthen that Faith here at the shrines of the Apostles, and transmit it to your children-as you received it from Augustine, Columba and Aidan-inviolate.

Pellegrini dell'India e del Bangladesh

From India we welcome the pilgrimage from the Archdiocese of Shillong-Gauhati, while from Bangladesh we are happy to see the pilgrims from the Archdiocese of Dacca. Your presence here takes us back in spirit to the Indian subcontinent, where we too went as a pilgrim. Our heart is filled with spiritual affection for you all.

Pellegrini indonesiani

Also from Asia is the Interdiocesan Pilgrimage from Indonesia. We are glad to see you here, and glad to recall our visit to your country. May the Holy Year graces of Renewal and Reconciliation help all the beloved Indonesian people always to live together in love and friendship.

Pellegrini africani di Durban

Now another continent, Africa, is represented by the readers of the lChristian Family Magaziner in Durban. Greetings and Peace to you all.

Gruppi della Danimarca, Norvegia e Svezia

We complete a small world tour by returning to Europe to greet the official Holy Year Pilgrimage from Denmark, Norway and Sweden. You come to Rome in the footsteps of Saint Ansgar, the Apostle of the North. You will return home as apostles yourselves to spread and deepen knowledge of the Faith. We pray for all of you. Pray for the Pope.

Pellegrini di lingua tedesca

Ein wort herzlicher Begrüssung richten wir an den Pilgerzug aus der Diözese Hildesheim. Liebe Söhne und Töchter! Wir wissen um eure Glaubensfreude, aber auch um die Schwierigkeiten, die ihr in Ausübung eurer religiösen Uberzeugung in der Diaspora zu bestehen habt. Seid stets bemüht, in der Kraft des Heiligen Geistes mutig Zeugnis für euren Glauben abzulegen!

Herzlich willkommen sind auch alle Teilnehmer des grossen Pilgerzuges aus der Diözese Passau.Eure Bischofskirche ist dem heiligen Diakon und Erzmärtyrer Stephanus geweiht. So wie er, sollt auch ihr stets in Treue und Dankbarkeit zu Christus und seiner Kirche stehen!

Mit besonderer Freude Begrüssen wir ebenfalls die vielen Pilger aus der Diözese Mainz mit ihrem Herrn Oberbürgermeister und den übrigen Vertretern der Stadtverwaltung. Sie haben diese Pilgerreise nach Rom als Jubiläumsfahrt gedacht anlässlich der Tausendjahrfeier Ihres Sankt Martinsdomes, an den wir uns gut erinnern. Wir freuen uns mit Ihnen und entbieten Ihnen unsere herzlichen Glückwünsche. Mögen Sie alle, ein jeder in seiner beruflichen Situation, die hohen christlichen Werte der Gottesfurcht wie der kirchlichen und st8aatsbürgerlichen Treue, die Ihre altehrwürdige Vaterstadt in den vergangenen Jahrhunderten so gross gemacht haben, auch in der Zukunft bewusst in Dankbarkeit pflegen!

Aus der Fülle des Herzens erteilen wir allen Anwesenden unseren Apostolischen Segen.

Gruppi di pellegrini argentini, messicani, dominicani e colombiani

Saludamos con particular afecto a los miembros de la peregrinacion nacional argentina y de las peregrinaciones diocesanas de Tuxtla Gutiérrez (México), La Vega (Republica Dominicana), Santa Rosa de Osos (Colombia), presididas por sus Pastores y acompanadas por numerosos sacerdotes.

Amadisimos hijos: Habéis venido a Roma, deseosos sin duda de proclamar vuestra fe y el amor que profesais al Sucesor de Pedro. Que este mismo deseo, corroborado por vuestra visita a la Iglesia "que preside la caridad r, os anime a vivir siempre unidos, como fieles discipulos del Senor.

Con nuestra Bendicion Apostolica para vosotros, vuestras familias y vuestras comunidades diocesanas


PAOLO VI



UDIENZA GENERALE

Mercoledì, 28 maggio 1975

1975.05.28


TESTO DELL'UDIENZA

Noi tutti ricordiamo che uno dei temi programmatici dell'Anno Santo, che noi stiamo celebrando, è il rinnovamento della vita cristiana. Ora, per infondere nella nostra vita cristiana questo rinnovamento noi dobbiamo restaurare, con altre virtù e risorse dello Spirito, la virtù della fortezza, come è intesa nella nostra pedagogia morale.

Si, fortezza, E forse legittima la concezione drun cristianesimo debole? drun cristianesimo privo di fermezza nelle sue convinzioni, agnostico, indifferente, volubile, opportunista, vile? drun cristianesimo timido e pauroso di se stesso? manovrato dal rispetto umano? E forse autentico e nuovo un cristianesimo, che nella pratica, nel confronto con l'ambiente circostante è disponibile ad ogni conformismo, e che ha soprattutto la tacita ansia drevitare fastidi, critiche, ironie, e il manifesto desiderio di profittare drogni occasione per fare bella figura, o guadagnare vantaggi, risparmiare guai e avanzare nella carriera?

Dove è finita l'antica educazione al carattere personale, al coraggio morale, alla coerenza sociale? al senso del dovere? della responsabilità?

Ricordiamolo bene: un cristiano, un cattolico specialmente, deve essere forte. Diciamo forte spiritualmente e moralmente. Un seguace di Cristo non deve aver paura. Egli si sente avvolto in una atmosfera di Provvidenza, che volge a bene anche le cose avverse, le quali possono anchresse cooperare al nostro bene, se noi amiamo Dio (Rom. 8, 28). Egli è investito da un dovere di testimonianza, che lo affranca dalla timidezza e dall'opportunismo, e che gli suggerisce contegno e parola, al momento opportuno, provenienti da una sorgente interiore, di cui forse egli, prima della prova, ignorava l'esistenza. Quandranche voi foste soverchiati da avversari più forti di voi, ci insegna il Signore nel Vangelo, "non preoccupatevi del come parlerete, né di cio che dovrete dire: in quel momento vi sarà suggerito cio che dovrete dire, perché non siete voi a parlare, ma è lo Spirito del Padre vostro, che parla in noi" (Mt 10,19-20).

A questo punto vi è un paradosso da risolvere: noi non siamo forse deboli per la nostra inferma natura? si, è vero; perfino Gesù nel Gethsemani lo ha detto: "la nostra carne (cioè la nostra natura umana) è fiacca r, ma Egli ha insieme affermato che "lo spirito è pronto" (Ibid.26, 41); e s. Paolo ha spiegato che proprio quando umilmente e realisticamente ci confessiamo tribolati, allora siamo forti, perché il Signore gli aveva interiormente detto: "Ti basta la mia grazia, perché la virtù si afferma nella debolezza" (2 Cor. 2Co 10,9-10). Debolezza e fortezza, percio,nel cristiano possono essere complementari (Cfr. fra gli antichi: ORIGENE, Esortazione al martirio; fra i moderni: G. BERNANOS, Les dialogues des Carmélites).

E vi è un orientamento coraggioso da imprimere nella nostra vita cristiana, privata e pubblica, per non diventare altrimenti insignificanti nel mondo dello spirito, e forse complici di comuni rovine. Non cerchiamo poi nell'indebito ricorso alla nostra libertà personale un pretesto per arrenderci al giogo di inammissibili opinioni altrui? "Libero è cio che è causa di se stesso" (S. THOMAE, Metaph., 11, 9); "solo gli esseri che muovono se stessi hanno la libertà r, ci insegna Maestro Tommaso (IDEM Contra Cent., 11, 48). E cio che sola legittimamente ci vincola interiormente, è la verità; ed essa, dice il Signore, "ci farà liberi" (Cfr. Io. 8, 32).

La tendenza moderna percio ad abolire ogni sforzo etico o personale (eccetto, e sta bene, nel campo sportivo, ma non basta) non prelude ad un vero progresso veramente umano. La Croce è sempre diritta davanti a noi, e ci chiama al vigore morale, alla fortezza dello spirito, al sacrificio (Io.12, 25), che ci assimila a Cristo e puo salvare noi ed il mondo. Con la nostra Benedizione Apostolica.

SALUTI DEL SANTO PADRE

Gruppo interdiocesano di Bayeux, di Coutances e Avranches e di Sées

Nous voluons aussi remercier de leur présence les membres du pèlerinage de Basse-Normandie, présidé par Monseigneur Joseph Wicquart, Evêque de Coutances et drAvranches. Nous recommandons toutes leurs intentions au Seigneur et Nous les bénissons, ainsi que leurs familles.

Gruppi di pellegrini del Madagascar, del Togo e del Dahomey

Crest avec une joie particulière que Nous saluons la délégation de Madagascar, guidée par l'Evêque Auxiliaire de Tananarive. Vous habitez très loin de Rome! Mais Nous pensons souvent à vous, car Nous recevons fréquemment des nouvelles de votre pays. Nous sommes donc très heureux de saluer aujourdrhui, à travers vous, tous nos Fils catholiques malgaches, et aussi nos Frères protestants de ce pays. Que cette Année Sainte vous trouve plus disponibles pour la conversion personnelle et l'annonce de l'Evangile! Contribuez à promouvoir la concorde, le progrès, au bénéfice de tous vos compatriotes. Avec Notre Bénédiction et l'assurance de notre prière à toutes vos intentions.

Nos voeux et nos encouragements sradressent aussi aux chrétiens togolais et dahoméens venus en pèlerinage à Rome pour représenter leurs communautés, et donner le témoignage de leur union au Pape et à l'Eglise universelle. Nous prions pour vous, chers Fils, et pour vos jeunes Eglises si courageuses. Nous demandons au Seigneur de vous conserver une foi solide quelles que soient les difficultés, et Nous vous bénissons de tout coeur.

Professori e allievi dell'accademia della Chiesa Ortodossa di Creta

Nous saluons de tout coeur les professeurs et les Cl&es de l'Academie de l'Eglise Orthodoxe de Crête, Venus a Rome. Nous espérons et nous prions le Seigneur que cette Academie qui a déjà tant de mérites pour le mouvement oecumenique, continue a rendre ses services a l'Eglise orthodoxe de Crête comme aussi a l'oeuvre pour la réconciliation dans la foi et dans l'amour entre chrétiens, afin que la volonté du Seigneur: lque tous soient unr soit parfaitement accomplie parmi nous.

Varie diocesi del Regno Unito

We wish to greet various groups from Great Britain: the Diocesan Pilgrimage from Birmingham and Salford, the Knights of Saint Columba from England, Scotland and Wales, and the League of Anglican Loyalists. This week the Church has celebrated the feast days of two Saints from the British Isles, the Venerable Bede and Saint Augustyne, Archbishop of Canterbury. May their intercession obtain for you and for all the people of Great Britain the Holy Year graces of Renewal and Reconciliation.

Gruppo statunitense dell'Arcidiocesi di San Antonio

From the United States we are very pleased to welcome the group of pilgrims from the Archdiocese of San Antonio, led by Bishop Flares. We pray that your pilgrimage to the See of Peter will strengthen you in faith, hope and love. When you return home, please assure your families and friends that we remember them also in our prayers.


Pellegrini dell'Indonesia e gruppo interdiocesano dell'India

Asia is also represented by the Regional Pilgrimage from Andhra Pradesh, by pilgrims from Saint Theresars Church Bombay, and by Indonesian pilgrims. Your continent is justly renowned for the reverence paid to spiritual values. We pray that the love of Christ and your fellowmen, which you will strengthen during your pilgrimage to this Holy City, may flourish and increase in the spiritually fertile climate of Asia.

Pellegrini svizzeri del lKatholischen Arbeitnehmerbewegungr

Von herzen begrüssen Wir den Pilgerzug der lKatholischen Arbeitnehmerbewegung raus der Schweiz. Liebe Söhne und Töchter! Als gläubige katholische Christen wisst ihr wohl: die Arbeit ist ein Gesetz der Natur und ein Gesetz der Busse. Sie ist aber such ein Gesetz der Gnade, nachdem Jesus Christus, unser Heiland und Erlöser, selber gearbeitet hat. Das ist die wahrhaft christliche Auffassung vom Wesen und der Würde der Arbeit. Darum rufen Wir euch mit dem Apostel zu: lWas immer ihr tun möget, in Wort oder Werk, das alles tut im Namen des Herrn Jesus Christus, Durch ihn danket Gott dem Vaterr (Col 3,17).

Pellegrinaggio brasiliano della diocesi di Santos

Neste incontro eclesial, saudamos cordialmente, ainda, os presentes de lingua portuguesa, em particular OS diocesanos de Santos, do Brasil, corn o seu querido Bispo. Uma lembranca? n A do Nosso afecto, primeiro; depois, Santos é toponimo e é programma de vida: para ser santos, basta o amor - amor de Deus e amor fraterno em Cristo.

A todos, graça e paz, com a Nossra bênçao


PAOLO VI



UDIENZA GENERALE

Mercoledì, 4 giugno 1975

1975.06.04


TESTO DELL'UDIENZA

Fratelli,

Questa udienza, come le altre di questo stile, ci richiama ai grandi temi proposti alla riflessione per l'Anno Santo. Uno di questi temi enuncia un programma difficile e complesso; è il tema sulla riconciliazione, la quale comporta il restauro dei nostri rapporti, con Dio dapprima; dice San Paolo: "Noi vi scongiuriamo in nome di Cristo, riconciliatevi con Dio (2 Cor 2Co 5,20). Condizione assolutamente necessaria; è in questione la nostra salvezza. Lo sappiamo; ma non avremo mai abbastanza approfondito in noi questa persuasione: dobbiamo rendere vitale e operante il nostro rapporto di grazia con Dio. Dio è la vita!

Ma poi la riconciliazione reclama la normalizzazione dei nostri rapporti con il nostro prossimo. E voi sapete quale ampiezza assume nel Vangelo questo termine: prossimo nostro, possiamo dire, oltre la cerchia delle persone per qualsiasi titolo a noi vicine, è l'umanità. "Voi tutti, dice il Signore, siete fratelli" (Cfr. Matth Mt 23,8). Il pensiero del Signore è largo come il suo cuore; è universale. La recente festa di Pentecoste, e l'irradiazione del messaggio evangelico, che ne è seguita ce lo proclamano; è questa la grande nota originale del cristianesimo; questa religione di verità e di salvezza è per tutti (Cfr. Col Col 3,11 Ga 3,28 1 Cor 1Co 12,13 ss.; etc. ). Se è per tutti, esige che tutti siano riconciliati fra loro. Questa riconciliazione fondamentale ha un nome, altrettanto semplice a pronunciarsi, quanto difficile, in tante circostanze, a realizzarsi; è la pace. Si, la pace fra gli uomini, affratellati da una medesima fede, collegati da un sincero e indispensabile amore, associati tutti in medesimo corpo sociale, visibile e mistico insieme, la Chiesa. Il discorso sulla pace è vasto come il mondo; investe tutti i problemi della vita collettiva, e, con maggiore evidenza e gravità, quelli della vita internazionale. Limitiamo in questo momento il nostro discorso, con riferimento all'Anno Santo che stiamo celebrando, ad un punto solo: il nostro dovere verso la pace.

Dobbiamo stabilire intorno a noi la pace. O ristabilirla se interrotta.

Subito sorge nel nostro animo la domanda: se la pace è dovere, che cosa intendiamo noi quando parliamo di pace? Non è troppo semplice la solita definizione di S. Agostino? Egli la condensa in queste parole piene di significato: l Pax ... tranquillitas ordinis, la pace è la tranquillità dell'ordine" (S. AUGUSTINI De Civit. Dei, 19, 13: PL 41, 640; cfr. etiam: Pax quid est? ubi nullum bellum est; Enarr. in Ps 85, PL 37, 1075). Ma questa definizione riguarda l'ordine esteriore e politico; e sta bene. Tuttavia non riguarda direttamente cio che ora a noi preme considerare: l'ordine interiore e personale. Perché la pace che innanzi tutto noi dobbiamo cercare, anche rispetto agli altri, è la pace del cuore, è quello stato dranimo di giustizia, di bontà, di serenità, che ci rende rispettosi e benevoli verso tutti, e toglie dal nostro animo quei sentimenti che interrompono la circolazione, almeno potenziale, dell'amore del prossimo. La pace esige una sua psicologia, un suo spirito morale, che, prima di rivolgersi agli altri, si riflette sopra colui che vuole esercitare la pace. Prima dressere sociale, la pace è personale (Cfr. 1 Cor 1Co 13, 4-7, sulla carità).

Ed è proprio questo spirito di pace, chrè dovere di ogni vero seguace di Cristo. E un frutto della carità. Innanzi tutto: la pace non è egoismo, non è apatia, non è disinteresse degli altri, non è indifferenza verso le altrui sofferenze, non è disprezzo per gli altri per il comodo proprio. Quanta gente si dice pacifica, perché non si cura dei bisogni e delle disgrazie del prossimo, o perché rifugge dall'occuparsi delle questioni sociali. Per di più, vi è una corrente filosofica, la quale ha avuto grandi firme a suo sostegno, che ha fatto dell'io, del soggetto individuale, del "superuomo r, il centro trascendentale del pensiero e dell'azione, e quindi della prevalenza della propria personalità su quella altrui, fino ad affermare tale prevalenza in forme di antagonismo, di disprezzo, di lotta, di supremazia, donde la pace, quella fondamentale del cuore, è bandita, e lascia spazio interiore all'orgoglio, all'odio, alla violenza, alla vendetta, alla lotta sistematica, alla guerra perfino (Cfr. per tutti, come espressione tipica ed estrema: FRIEDRICH NIETZSCHE , La volontà di potenza; Cosi parlo Zarathustra).

La pace di Cristo! quale annuncio rinnovatore e consolatore al confronto con simili esplosioni della sfrenata energia della superbia e della passione umana! E un confronto da fare, con umiltà e con saggezza, non per ricadere in arroganti e bellicose reazioni polemiche, ma per ricordare due cose. La prima, che la pace, di cui il cristianesimo ci fa dovere interiore e personale, non è inerzia, non è immobilismo, non è possesso egoista, che idealizza condizioni di vita comoda e quieta; la pace, si, è ordine, ma ordine applicato a cio che vi ha di più mobile, qual è la vita umana: donde la pace, se la vogliamo vera e duratura, risulta vigile, attiva; una pace da produrre continuamente, con geniale amore e con laboriosa attività; bisogna non solo goderla, ma sempre cercarla, la pace (Cfr. Ps Ps 33,15, "inquire pacem et persequere eam: cerca la pace e corrile dietro r)

La seconda cosa da ricordare è il motivo religioso e cristiano che occorre mettere alla radice della pace: la stima e l'amore universale per l'uomo, come ci è insegnato da Cristo. Tutto il Vangelo ce lo insegna; non dimentichiamo che questo è il motivo primo che rende facile il grande dovere della pace! Con la nostra Benedizione Apostolica.

SALUTI DEL SANTO PADRE

Pellegrini di varie diocesi italiane

Diamo ora un grande saluto ai pellegrini di lingua italiana. Vorremmo nominarli tutti, se il tempo lo consentisse; ma almeno desideriamo che sappiate, carissimi figli, che avete un posto particolare nel nostro cuore: voi, le vostre famiglie, i vostri bambini, i vostri sofferenti, perché nel cuore del Padre ci sono le gioie, le speranze, le pene, le fatiche di tutti i figli.

Non vogliamo pero che manchi un cenno particolare ad alcuni gruppi: e anzitutto citiamo, con l'antica e non mai affievolita benevolenza, che anzi si è accresciuta in questi anni, nella memoria del bene che abbiamo dato e ricevuto, i nostri figli dell'arcidiocesi di Milano, venuti col loro amatissimo Cardinale Arcivescovo e con alcuni dei Vescovi Ausiliari; e come potremmo tralasciarli, proprio essi che furono affidati alla nostra diretta cura pastorale, sulla Cattedra di S. Ambrogio e di S. Carlo? Siamo lietissimi di accogliervi; mentre siamo certi che Milano fa sempre onore alle sue grandi tradizioni di fede e di carità.

Citiamo poi il numeroso pellegrinaggio della diocesi di Massa e Populonia, tra cui i lavoratori delle Acciaierie e del Tubificio Dàlmine di Piombino, che, guidato dal Vescovo, è venuto per acquistare il dono dell'Indulgenza in questa Roma degli Apostoli e dei Martiri. Infine ricordiamo gli Economi Cattolici, che hanno partecipato anchressi al Giubileo in occasione del loro XV Convegno Nazionale di Studio; come tutti gli anni abbiamo desiderato ricevervi per esprimervi, sia pur brevemente, il nostro incoraggiamento nel gravoso compito che svolgete per le vostre Comunità.

A tutti lasciamo, a ricordo del Giubileo, l'augurio ldi Paolo Apostolo ai suoi fedeli di Tessalo8nica: "Il Dio della pace vi santifichi fino alla perfezione, e tutto quello che è vostro, spirito anima e corpo, si conservi irreprensibile per la venuta del Signore nostro Gesù Cristo ... Fratelli, pregate anche per noi" (1 Thess 1Th 5,23-25). Si, l'impegno dell'Anno Santo, nella sincerità dei rinnovati rapporti con Dio e nell'amore operoso di tutti gli uomini, nello sforzo di verità, di giustizia, di santità, vi accompagni per tutti i giorni della vostra vita, per invitarvi a un continuo progresso spirituale che non puo non irradiarsi e incidere anche sulle sorti della città terrena. E la preghiera ci tenga uniti nell'unica santa madre Chiesa. E il nostro augurio e la nostra benedizione.

Pellegrinaggio interdiocesano francese della Bretagna, del Maine e dell'Anjou

Chers Pèlerins de la Bretagne, du Maine et de l'Anjou,

Nous savons tout ce que vos Diocèses de l'Ouest ont donné à l'Eglise. Crest pourquoi Nous vous saluons avec une affection particulière. Et Nous vous demandons de partager cette affection avec tous ceux que vous représentez.

Nous savons aussi combien le visage humain et religieux de vos cités et de vos villages a changé depuis une vingtaine drannées. Dans ces situations nouvelles, demeurez très attachés à vos Evêques, chers Fils, et avec eux, soyez présents aux problèmes de vie et aux questions de foi qui se posent en vos différents milieux.

Faites preuve de lucidité et de sérénité, de créativité et de prudence. Par dessus tout, soyez animés drun amour authentique et débordant pour le Christ et son Eglise. Crest peut-être cela qui fait parfois défaut à certaines recherches et expériences apostoliques aujourdrhui, comme drailleurs à certaines attitudes de refus ou de passivité. Et acceptez de travailler ensemble, oh oui, ensemble, vous sachant complémentaires, en toute charité et humilité.

Ensemble, suivez le Christ "mort et ressuscité r. Crest à cette source quril faut puiser sans cesse pour édifier l'Eglise, qui est le Corps du Christ. Crest là que vous pourrez purifier, fortifier, conjuguer vos efforts. Et vos Eglises de Rennes, Saint-Brieuc, Vannes, Quimper, de Laval, du Mans et drAngers apparaîtront davantage encore comme des lieux draccueil, de cheminement, et de rencontre de Jésus-Christ Sauveur. Avec Notre Bénédiction Apostolique.

Gruppi della Costa drAvorio, dell'Alto Volta, della Guinea, del Mali e del Senegal

Chers Frères et Fils des Diocèses drAfrique francophone,

Nous avons DJA eu l'occasion, depuis votre arrivée à Rome, de vous dire notre affection et de vous exprimer nos encouragements. Vous revenez Nous voir aujourdrhui. O, merci de ce témoignage drattachement, merci de toute la joie que vous Nous apportez. Nous sommes de coeur avec vous et Nous vous bénissons. En rentrant chez vous au terme de ce grand voyage, vous pourrez raconter autour de vous tout ce que vous aurez découvert pendant ce pèlerinage, et vous nroublierez pas de dire à vos familles, à vos amis, aux chrétiens et à vos frères non chrétiens combien le Pape les aime!

Pellegrini della diocesi canadese di Edmundston


Chers Pèlerins drEdmundston,

Vous êtes en cette immense Assemblée familiale, le symbole vivant de l'attachement profond du Canada à l'Eglise de Rome! Nous vous souhaitons de puiser toujours dans les grâces si nombreuses de ce pèlerinage le courage et la joie de témoigner en faveur du Christ et de l'Evangile!

Avec Notre Bénédiction Apostolique!

Pellegrinaggio indiano della regione del Kerala


The diocesan pilgrimage from Palai is especially welcome. This Holy Year is the twenty-fifth anniversary of the fondation of the Diocese. Congratulations ! Our best wishes and blessings go to the whole Church in Palai.

Pellegrinaggio diocesano americano di Jefferson City e della diocesi di Southwark in Londra

From the United states we welcome the Diocesan Pilgrimage from Jefferson City, and from England we greet the Pilgrimage from the Archdiocese of Southwark. You have come to Rome in a spirit of renewal to seek the graces and blessings of the Holy Year. Be worthy of these great spiritual gifts by showing forgiveness to others and by actively seeking reconciliation with them.

Gruppi di pellegrini delle diocesi di Tarragona, Cartagena-Murcia e Tortosa in Spagna e di Leon e Mazatlan nel Messico

Acogemos con afecto paterno a los peregrinos de las diocesis de Tarragona, Cartagena-Murcia y Tortosa, en Espana, y de Leon y Mazatlan, en México, presididos por sus Pastores.

Amadisimos hijos:

Que esta peregrinacion a Roma acreciente en vosotros la alegria de sentiros miembros de la Iglesia, os renueve sen la fe y os aliente a continuar irradiando en derredor vuestro el testimonio de una vida ejemplarmente cristiana.

A vosotros y a vuestros seres queridos os impartimos nuestra Bendicion Apostolica.

Gruppo di pellegrini messicani della diocesi di Guadalajara

Un saludo y bienvenida cordiales a los peregrinos mexicanos de Guadalajara, acompanados por el Senor Cardenal José Salazar.

Asegurandoos nuestro recuerdo en la oracion, os bendecimos con afecto paterno


PAOLO VI

Paolo VI Udienze 1975 - SALUTI DEL SANTO PADRE