GPII 1991 Insegnamenti - All'Associazione Calcio "Juventus" - Città del Vaticano (Roma)

All'Associazione Calcio "Juventus" - Città del Vaticano (Roma)

Titolo: "L'attività sportiva diventi autentico servizio alla crescita della comunità"

Carissimi amici dell'Associazione Calcio "Juventus"!


1. Vi ringrazio di cuore per questa gradita visita. Saluto ognuno in particolare: i dirigenti, gli atleti, i tecnici e gli accompagnatori. A tutti il mio caloroso benvenuto! Grazie al vostro Presidente per le parole rivoltemi. Grazie all'affermata pratica agonistica del vostro sodalizio, voi venite a contatto costante con tanta gente che vi ammira e vi sostiene. Vi sono così offerte innumerevoli occasioni di incontrare giovani ed adulti, di intrattenere negli stadi un variegato pubblico di sportivi che si diverte e si appassiona. Sono persone che seguono le vostre vicende con legami di simpatia ed alle quali potete trasmettere, attraverso lo sport, un messaggio di fraternità e di lealtà, di sano agonismo e di solidarietà. Quanti, soprattutto fra i ragazzi, guardano a voi come a modelli di vita!Vi trovate spesso al centro dell'attenzione dell'opinione pubblica e ogni gesto, ogni parola, può avere grande risonanza. Non potete non tener conto della responsabilità che deriva da questa vostra attività. Consapevoli di ciò, fate si che in voi si possano costantemente apprezzare quelle doti e virtù morali che permettono ad un atleta di essere non solo un campione nello sport, ma anche un modello di umanità. Abbiate sempre comportamenti personali che incoraggiano e stimolano al bene.


2. Oltre che come singoli, siete chiamati ad offrire come squadra un esempio di concreta coesione e d'intesa costruttiva. Il successo, com'è noto, non è il risultato soltanto di condizioni e prestanze fisiche individuali, ma anche di un prolungato e metodico allenamento svolto insieme ai compagni di gioco; è il frutto di molteplici qualità dello spirito, tra le quali, il controllo di sé, la solidarietà, la collaborazione, l'umiltà, la perseveranza e il rispetto degli altri; valori tutti che si riescono a conseguire con la forza della volontà, l'amore al sacrificio e il paziente lavoro interiore.

Fate si che l'attività sportiva diventi autentico servizio alla crescita della comunità. Trasmettete la gioia del divertimento sano e la serietà del lavoro svolto con coscienza professionale; comunicate il piacere naturale della distensione, l'impegno al leale rispetto delle posizioni altrui e la ricerca della mutua solidarietà. Irradiate questi valori attraverso i quotidiani comportamenti in famiglia, nello sport ed in ogni iniziativa. Ciò esalta il vostro sforzo e vi rende artefici di umano progresso. Talora fenomeni di violenza, che si registrano negli stadi, ed episodi negativi, che turbano la pratica sportiva, sono ampliati a dismisura dai mass-media. C'è un indubbio legame tra lo sport e gli strumenti della comunicazione sociale. Auspico che, per quanto è in vostro potere, possiate sempre aiutare l'attività sportiva ad essere veicolo di cultura umanizzante e, grazie all'impegno personale di tutti, a diventare sempre più ragione di coesione tra gli sportivi e nell'intera società.


3. L'imminenza delle Feste Pasquali mi offre l'occasione di formulare a ciascuno di voi ed alle vostre famiglie i migliori voti augurali. La Pasqua, che celebra la morte e la risurrezione di Cristo, invita il credente a passare dalla morte del peccato alla vita della grazia, dalla tristezza alla gioia, dall'egoismo all'amore. Domando al Signore di accordare anche a voi i preziosi doni pasquali.

Sarete, allora, testimoni di vita nuova e la vostra appassionante attività agonistica ne risentirà in maniera benefica. Con questi sentimenti imparto a voi, alle vostre famiglie ed alle persone che vi sono care la mia Benedizione.

Data: 1991-03-23
Sabato 23 Marzo 1991

Angelus Domini - Città del Vaticano (Roma)

Titolo: "Fin d'ora vi do appuntamento a Czestochowa dove ci attende la Madonna Nera della "Chiara Montagna""




1. Prima della recita dell'"Angelus", desidero rivolgere un pensiero ai numerosi giovani che hanno preso parte a questa solenne liturgia della Domenica delle Palme, celebrando così anche la Giornata della Gioventù. Grazie, carissimi giovani, per la vostra partecipazione così spontanea e viva! Il Papa conta su di voi! Siate sempre fedeli a Cristo, Redentore e Maestro! Egli possiede la chiave della vostra vita e dell'intera storia umana, Lui che ha detto: "Io sono la via, la verità e la vita". Il messaggio di Cristo è esigente, ma è il solo che vi consenta di realizzare appieno l'aspirazione alla verità e al bene, che pulsa dentro di voi.


2. "Avete ricevuto uno spirito da figli". Queste parole dell'apostolo Paolo, che costituiscono il tema della prossima Giornata Mondiale della Gioventù, ci impegnano ad accogliere con senso di responsabilità l'intera eredità connessa con la filiazione divina donataci nel battesimo. Tale eredità comprende anche l'amore reciproco, il senso della solidarietà, la passione per la pace. Quanto attuale è questo messaggio nel mondo di oggi, ancora profondamente lacerato da guerre, discordie e violenze di ogni genere! E' compito dei cristiani, è compito vostro, carissimi giovani, ricordare all'umanità con la parola e con l'esempio che Dio è Padre di tutti e che noi siamo tutti fratelli.


3. Fin d'ora vi do appuntamento a Czestochowa, dove ci attende la Madonna nel suo antico Santuario sulla collina di Jasna Gora. Chi meglio di Lei può insegnarci che cosa significhi aver ricevuto "uno spirito da figli"? Chi può educarci a vivere tra noi un autentico spirito di famiglia? Al suo cuore di Madre, che abbraccia tutti e ciascuno, affido la preparazione e lo svolgimento della prossima Giornata Mondiale della Gioventù. Madonna Nera della "Chiara Montagna", volgi il tuo sguardo materno ai giovani qui presenti e a tutti i giovani del mondo, a chi già crede nel tuo Figlio e a chi non L'ha ancora incontrato sul suo cammino. Ascolta, o Maria, le loro aspirazioni, chiarisci i loro dubbi, da' vigore ai loro propositi, fa' che vivano in se stessi i sentimenti di un vero "spirito da figli", per contribuire efficacemente all'edificazione di un mondo più giusto. Tu vedi la loro disponibilità, tu conosci il loro cuore. Tu sei Madre di tutti!

Data: 1991-03-24
Domenica 24 Marzo 1991

Udienza generale - Città del Vaticano (Roma)

Titolo: La Pasqua è il culmine e il centro dell'Anno Liturgico

Carissimi fratelli e sorelle,


1. Eccoci ormai alla vigilia del "Triduo Sacro", memoria viva degli eventi centrali della nostra fede: la passione, la morte e la risurrezione di Cristo.

L'odierno incontro ci offre l'opportunità di meditarne insieme la portata e il senso, così da trarne luce e vigore per la nostra vita spirituale e per la storia del mondo. La Pasqua è, infatti, il culmine ed il centro dell'Anno liturgico, la Solennità verso la quale tutte le altre feste convergono: è la celebrazione di avvenimenti storici e di straordinari prodigi divini. Gesù, a compimento della sua missione terrena, si consegna al Padre nell'amore: "Padre, nelle tue mani raccomando il mio spirito". Il Padre accoglie il sacrificio di Gesù e, risuscitandolo dalla morte il terzo giorno, rigenera i credenti "per una speranza viva, per una eredità che non si corrompe, non si macchia e non marcisce". A conclusione dell'itinerario quaresimale, iniziato il Mercoledi delle Ceneri, ci disponiamo ora a ripercorrere nella preghiera e nell'ascolto delle Sacre Scritture le fasi conclusive del sacrificio del Redentore: sono tappe di dolore e di solitudine in cui rivive un mistero di amore e di perdono, che ha come suo traguardo il trionfo della misericordia sull'egoismo e sul peccato.


2. Affinché l'incontro con Cristo morto e risorto sia fruttuoso, è opportuno prepararvisi richiamando alla memoria i momenti salienti del Sacro Triduo, ormai prossimo. Esso si apre col Giovedi Santo, nel quale si ricorda l'istituzione dell'Eucaristia. Prima di offrire se stesso al Padre sulla Croce, Gesù, come aveva preavvertito e insegnato, anticipa tale sacrificio nell'Ultima Cena. Offre se stesso come cibo di vita ai discepoli e, mediante il loro ministero, ad ogni persona. Mistero immenso è l'Eucaristia! Davanti ad esso si piega l'umana ragione: "Credo quidquid dixit Dei Filius - nil hoc verbo veritatis verius!": "Credo tutto ciò che ha detto il Figlio di Dio, niente c'è di più vero di questa parola di verità". Mistero, al tempo stesso, consolante! Istituendo il sacerdozio, Cristo ha reso il suo sacrificio attuale per sempre, fino al termine del tempo. Agli Apostoli dice: "Fate questo in memoria di me!". E, con l'Eucaristia, Egli ci lascia il comandamento dell'amore, il nuovo codice che regge la comunità dei suoi fedeli. Mediante il gesto significativo della lavanda dei piedi, Gesù proclama il primato dell'amore concreto, che si fa servizio a tutti, specialmente ai più poveri. perciò il Giovedi Santo è invito pressante ad approfondire il culto ed il rispetto verso l'Eucaristia, a partecipare in modo degno e consapevole alla Santa Messa, a pregare per i sacerdoti e per le vocazioni sacerdotali, a convertire il proprio cuore alla carità, che rinnova l'esistenza e costruisce la comunità ecclesiale. Il Giovedi Santo, ed ogni celebrazione eucaristica, costituiscono una singolare partecipazione alla soave intimità dell'Ultima Cena e al dramma del Calvario.


3. Giorno di sovrumana sofferenza e di misterioso confronto tra l'amore infinito di Dio e il peccato dell'uomo è il Venerdi Santo, che rievoca la drammatica Passione di Cristo, già iniziata la sera precedente con l'agonia nell'orto del Getsemani, e che si conclude con la sua morte sulla croce. Per il cristiano questa giornata non può non essere di intensa condivisione: dopo aver seguito Gesù dal Getsemani ai tribunali religiosi e civili, dopo averlo accompagnato nella salita al Calvario, carico del legno della croce, il credente si ferma con l'Apostolo Giovanni, con Maria Santissima e le donne ai suoi piedi sul Golgota per riflettere su questi avvenimenti drammatici ed insieme esaltanti. Contemplando il Crocifisso è possibile misurare sino in fondo la verità delle parole di Gesù: "Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna. Dio non ha mandato il Figlio nel mondo per giudicare il mondo, ma perché il mondo si salvi per mezzo di lui". La Croce è mistero di espiazione: Gesù si lascia crudelmente condannare ed uccidere per espiare sia il "peccato originale", commesso dai progenitori, sia il terribile flusso di peccati che attraversa l'intera storia degli uomini. Quanto accade sul Golgota si rivela così atto d'amore supremo, per cui ognuno può dire con l'Apostolo: "Il Figlio di Dio mi ha amato e ha dato se stesso per me".


4. La grande Veglia della Notte Pasquale si caratterizza per l'insistente richiamo alla luce, alla vita che scaturisce dal vero fonte battesimale, il Cristo morto e risorto, per l'ascolto prolungato delle Scritture che ripercorrono l'intera storia della salvezza e per il canto gioioso dell'alleluia. Tanto più intensa sarà la letizia pasquale, quanto più profonda sarà stata la partecipazione alla Passione di Cristo nella penitenza e nella preghiera, nel digiuno e nella carità. Molto opportunamente, perciò, la Veglia è preceduta dall'impressionante silenzio del Sabato Santo, che ricorda il tempo misterioso e sacro, in cui il corpo di Gesù rimase nel Sepolcro. Il Sabato Santo, giorno di silenzio e di attesa, va vissuto nella contemplazione con Maria che accanto ai suoi figli veglia e si affida fiduciosa alla volontà del Padre.


5. Ci accompagni nei prossimi giorni l'invito di Gesù: "Vegliate e pregate".

Occorre vegliare e pregare durante la sua agonia, la sua passione, la sua morte, la sua risurrezione. Vegliare e pregare, perché la nostra adesione al suo volere sia pronta e definitiva; perché i nostri cuori non rifiutino il suo invito all'amore universale e al servizio; perché siano disposti a seguirlo sulla strada dell'obbedienza "fino alla morte e alla morte di croce". Solo così la nostra comunione con Cristo sarà tale da "unirci inseparabilmente a Lui, che è, come egli ha affermato, via, verità e vita. Via di santo modo di vivere, verità di dottrina divina, vita di eterna beatitudine". Con questi sentimenti porgo a tutti voi ogni migliore augurio di un Triduo veramente Santo e di una felice e consolante Pasqua!

Data: 1991-03-27
Mercoledi 27 Marzo 1991

L'omelia della Messa Crismale nella Basilica di San Pietro - Città del Vaticano (Roma)

Titolo: "E' questo il giorno della nascita del nostro sacerdozio ministeriale nella Chiesa"

"Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l'unzione".


1. Ritorniamo alle parole di Isaia; ritorniamo alla sinagoga di Nazareth. Le parole del profeta sulla bocca di Gesù sono un annunzio della sua missione messianica: "Oggi si è adempiuta questa Scrittura che voi avete udito".

Quell'"oggi" raggiunge adesso il suo culmine. La Chiesa alla soglia del Triduum Sacrum ci fa tornare all'"oggi" di Cristo. Esso significava in quel tempo l'inizio della missione: "Mi ha mandato per annunziare ai poveri un lieto messaggio, per proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista". Gesù di Nazareth ha realizzato tutto questo durante gli anni della sua missione in Israele.


2. "Oggi", alla soglia del Triduum Sacrum, Egli si avvicina alla fine della sua missione. Tutto ciò che Isaia ha racchiuso nella sua profezia attende ancora un definitivo compimento. Deve essere ancora detta l'ultima parola della Buona Novella. Sarà questa la parola della Croce, la parola della pasqua messianica di Cristo. In questa parola l'uomo, reso schiavo dal peccato, riconquista la libertà e sarà definitivamente proclamato il tempo della grazia del Signore. "Lo Spirito del Signore è sopra di me". Il Triduum Sacrum incomincia con la chiamata dello Spirito del Signore per mezzo delle parole del profeta Isaia, e si concluderà con la relazione di questo Spirito come presente ed operante nella Chiesa. Nel giorno della risurrezione Cristo entra nel Cenacolo attraverso le porte chiuse, mostra agli Apostoli le ferite della sua crocifissione e poi alita su di loro, dicendo: "Ricevete lo Spirito Santo". Si rivela così la stretta unione tra il Sacrificio della croce e il dono dello Spirito.


3. Nella liturgia mattutina del Giovedi Santo tutto questo è già delineato, annunziato ed iniziato. Tra la sinagoga di Nazareth e il Triduum Sacrum è maturato il tempo della venuta dello Spirito Santo. E' maturata la sua presenza nella comunità messianica e poi nella Chiesa edificata sugli Apostoli. Gesù Cristo, "il testimone fedele, il primogenito dei morti e il principe dei re della terra", rivela se stesso, in questo Santo Spirito, come Colui "che è, che era e che viene... l'Alfa e l'Omega". Con la potenza di questo Spirito - per mezzo del suo sangue - farà "di noi un regno di sacerdoti per il suo Dio e Padre". Dirà agli Apostoli durante l'Ultima Cena, che oggi riviviamo: "Questo è il calice del mio sangue... versato per voi e per tutti in remissione dei peccati". E poi, in questo stesso Cenacolo, alitando su di loro, il Risorto dirà: "Ricevete lo Spirito Santo, a chi rimetterete i peccati saranno rimessi". Con la potenza di questo Spirito - per mezzo del suo sangue - ha fatto di noi un regno di sacerdoti. La liturgia dell'unzione simboleggia proprio questa potenza dello Spirito Santo, rivelata una volta per sempre alla Chiesa per mezzo del Sangue del Redentore.


4. Il Triduum Sacrum e, in modo particolare, questo giorno sono per il popolo sacerdotale della Nuova Alleanza il giorno della nascita del nostro sacerdozio ministeriale nella Chiesa. Ci uniamo con tutti coloro che nel mondo intero sono stati chiamati a questo sacerdozio. Preghiamo gli uni per gli altri affinché "non venga meno la nostra fede". Perché andiamo e portiamo frutto e il nostro frutto rimanga. "Gloria a Te, Re dei secoli!".

Data: 1991-03-28
Giovedi 28 Marzo 1991

La concelebrazione della messa "in cena domini" nella Basilica Lateranense - Roma

Titolo: Con l'Eucaristia Cristo rimane al di sopra della storia e dentro la storia

"Il Padre gli aveva dato tutto nelle mani".


1. Quando Cristo si è trovato insieme con gli Apostoli nel Cenacolo per mangiare la Pasqua con loro, già sapeva questo. Ha saputo tutto ciò durante la sua vita terrena, durante gli anni della sua missione messianica, ma adesso lo sa in modo particolare, in modo definitivo:"Il Padre gli aveva dato tutto nelle mani". Con questa consapevolezza andrà al Getsemani, sarà sottoposto al giudizio e condannato alla morte di Croce. Questa consapevolezza, questa certezza, diventerà la sua sofferenza; una sofferenza umana, pero umanamente inesprimibile. Diventerà il suo sacrificio redentore. "Il Padre gli aveva dato tutto nelle mani". Tutto vuol dire l'intera creazione, compresa nell'eterno disegno divino. Tutto vuol dire ogni uomo e l'intera umanità. Nessun altro poteva comprendere questo segno, all'infuori di lui, il Figlio consostanziale al Padre, il Verbo Eterno, il Primogenito di tutte le creature. Solo lui!Nelle sue mani il Padre ha posto tutto il futuro del Regno di Dio, l'escatologia della storia umana. Lui solo può, alla fine, restituire tutto al Padre, "perché Dio sia tutto in tutti".


2. Questa consapevolezza del Figlio significa, al tempo stesso, una particolare pienezza d'amore. Quando "era giunta la sua ora di passare da questo mondo al Padre, dopo aver amato i suoi che erano nel mondo, li amo sino alla fine". Sino alla fine!Da questo suo amore "sino alla fine" nasce l'Eucaristia. Da questo amore nascono il Getsemani e il Golgota; nasce l'ubbidienza fino alla morte e alla morte di Croce; nasce l'Eucaristia!Cristo, tornando al Padre, sa che non può lasciarci.

Deve rimanere perché il Padre "gli aveva dato tutto nelle mani". Non può passare come passa il "tutto" nell'universo creato. Non può soltanto entrare nella storia.

Deve rimanere al di sopra della storia e dentro la storia, affinché Dio possa divenire "tutto in tutti".


3. L'Eucaristia: Evento e Sacramento! Oggi viviamo questo in modo particolare. Più che in qualunque altro tempo la liturgia del Giovedi Santo, "in Cena Domini", è "la memoria" di questo Evento. E, nello stesso tempo, è il Sacramento che perdura e si rende presente nella sua profondità e potenza originaria ogni volta "che mangiamo di questo pane e beviamo di questo calice"; ogni volta che "annunziamo la morte del Signore finché egli venga"; ogni volta che esprimiamo "la Nuova Alleanza" nel sangue di Cristo: la Nuova ed Eterna Alleanza!


4. Cristo, a cui il Padre "aveva dato tutto nelle mani", entra in questa culminante Ora della storia come Servo. L'immagine del Servo di Dio, presa dal profeta Isaia si realizza in lui totalmente. "Voi mi chiamate Maestro e Signore e dite bene, perché lo sono". Ed ecco, io, Maestro e Signore, a cui il Padre ha messo tutto nelle mani, vi lavo i piedi. così fa il Servo. E Cristo ha fatto così, e così è rimasto per tutti i tempi: come luce delle nostre coscienze, come servo della redenzione dell'uomo. Il più grande servizio dell'Agnello di Dio è il sacrificio redentore sulla Croce. Nell'Eucaristia il Figlio, glorificato alla destra del Padre, rimane come il servo della nostra redenzione. "Vi ho dato... l'esempio, perché... facciate (così) anche voi". Nel Giovedi Santo, "in Cena Domini", riscopriamo sempre meglio il significato di questo "sacerdozio ministeriale". Gloria a Te, Re dei secoli!

Data: 1991-03-28
Giovedi 28 Marzo 1991



Al termine della "Via Crucis" al Colosseo - Roma

Titolo: Sulla Croce è sconfitto il potere del male ed in ogni uomo sofferente, perseguitato, stanco e sfiduciato la speranza rinasce

Dalla lettera agli Ebrei: "Il sangue di Cristo, che con uno Spirito eterno offri se stesso senza macchia a Dio, purificherà la nostra coscienza dalle opere morte, per servire il Dio vivente".


1. Dall'Enciclica sullo Spirito Santo "Dominum et Vivifican tem": "Le parole della Lettera agli Ebrei ci spiegano ora in quale modo Cristo "offri se stesso senza macchia a Dio", e come ciò fece "con uno Spirito eterno". Nel sacrificio del Figlio dell'uomo lo Spirito Santo è presente ed agisce così come agiva nel suo concepimento, nella sua venuta al mondo, nella sua vita nascosta e nel suo ministero pubblico". Le stesse parole dimostrano, inoltre, "come l'umanità, sottomessa al peccato nei discendenti del primo Adamo, in Gesù Cristo è diventata perfettamente sottomessa a Dio ed a lui unita e, nello stesso tempo, piena di misericordia verso gli uomini". Cristo stesso nella sua umanità si è aperto senza alcun limite all'azione dello Spirito-Paraclito che fa scaturire dalla sofferenza l'amore che salva.


2. "Il Figlio di Dio Gesù Cristo, come uomo, nell'ardente preghiera della sua passione, permise allo Spirito Santo, che già aveva penetrato fino in fondo la sua umanità, di trasformarla in un sacrificio perfetto mediante l'atto della sua morte, come vittima di amore sulla Croce. Da solo egli fece questa oblazione...

Nella sua umanità era degno di divenire un tale sacrificio, poiché egli solo era "senza macchia". Ma l'offri "con uno Spirito eterno"... Lo Spirito Santo agi in modo speciale in questa assoluta autodonazione del Figlio dell'uomo, per trasformare la sofferenza in amore redentivo". "Per analogia si può dire che lo Spirito Santo è "il fuoco dal cielo", che opera nel profondo del mistero della Croce... discende, in un certo senso, nel cuore stesso del sacrificio che viene offerto sulla Croce... egli consuma questo sacrificio col fuoco dell'amore, che unisce il Figlio col Padre nella comunione trinitaria".


3. Cari fratelli e sorelle, pellegrini del Venerdi Santo che partecipate alla "Via Crucis" nel Colosseo romano, fedeli di Roma e del mondo, presenti in questo luogo o uniti a noi grazie alla radio e alla televisione!Qui si conclude la celebrazione del Giorno della morte di Cristo; giorno in cui si fa presente, in modo tutto particolare, la redenzione del mondo. Sulla Croce è sconfitto il potere del male ed in ogni uomo sofferente, perseguitato, stanco e sfiduciato la speranza rinasce.

Silenzioso e abbandonato, il Crocifisso consuma nell'amore il sacrificio della salvezza per noi. Dal suo sangue sgorga la vita; nel mistero della Passione trionfa la misericordia dell'Altissimo. Croce della nostra salvezza,tu porti appeso il Signore del mondo!"Benedetto sia Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo... nel quale abbiamo la redenzione mediante il suo sangue, la remissione dei peccati".

Dopo la risurrezione, compiuti i giorni della Pasqua, il Risorto entra a porte chiuse nel Cenacolo e mostra agli Apostoli i segni della crocifissione; soffia su di loro e dice:"Ricevete lo Spirito Santo; a chi rimetterete i peccati saranno rimessi". "Il sangue di Cristo, il quale con uno Spirito eterno offri se stesso senza macchia a Dio", purificherà nella potenza di tale Spirito le nostre coscienze sino alla fine del mondo. Gloria a Te, Parola di Dio!Gloria a Te, Cristo immolato per noi!Il tuo amore ha redento il mondoe sempre lo salva! Amen!

Data: 1991-03-29
Venerdi 29 Marzo 1991

L'omelia durante la celebrazione della Veglia Pasquale in San Pietro - Città del Vaticano (Roma)

Titolo: La grande ora del Battesimo

"In principio Dio creo il cielo e la terra. Ora la terra era informe e deserta e le tenebre ricoprivano l'abisso e lo spirito di Dio aleggiava sulle acque". "Lo spirito di Dio aleggiava sulle acque".


1. In questa notte, durante la Veglia pasquale, il Triduo Sacro ci fa ritornare all'origine dell'opera divina della creazione. Il buio si estendeva nella Basilica, prima che, nello svolgersi della liturgia, echeggiasse nelle letture il grido del Salmo:"Mandi il tuo spirito, sono creati,e rinnovi la faccia della terra". Manda il tuo Spirito, Signore, a rinnovare la faccia della terra.

Ritorniamo all'inizio della creazione ed allo stesso tempo viviamo profondamente la notte calata su Gerusalemme, dopo che Cristo, deposto dalla Croce, fu sepolto nella tomba. La morte del Dio-Uomo diede inizio alla nuova creazione. Cristo accolse la morte per rinnovare il mondo. Nella sua morte il grido per l'avvento dello Spirito che dà vita ha acquistato una forza definitiva ed efficace.


2. Ieri, dopo la "Via Crucis", sono state proclamate le parole della Lettera agli Ebrei: "Quanto più il sangue di Cristo, che con uno Spirito eterno offri se stesso senza macchia a Dio, purificherà la nostra coscienza delle opere morte per servire il Dio vivente?". Il sacrificio della Croce è l'opera messianica di Cristo, è il totale compimento della Redenzione. Cristo la realizza non soltanto "con" uno Spirito eterno, ma anche in questo sacrificio nel quale Egli "riceve" lo Spirito Santo per "darlo" agli Apostoli, alla Chiesa, all'umanità. Una volta risorto, Gesù si presenterà agli Apostoli riuniti nel cenacolo, ed alitando su di loro dirà: "Ricevete lo Spirito Santo; a chi rimetterete i peccati saranno rimessi". Lo Spirito Santo rinnova la faccia della terra, attingendo alla potenza della Croce di Cristo, attingendo alle risorse infinite della Redenzione del mondo. Rinnova ogni cosa nell'uomo, nei cuori e nelle coscienze degli uomini. Tutto rinnova mediante l'Amore, che, proprio in questa notte pasquale, si rivela come più potente della morte e del peccato, che è la morte dell'anima.


3. Per questo la veglia pasquale, sin dai primi tempi del cristianesimo, è stata per i catecumeni la grande ora del Battesimo. Ne siamo anche adesso testimoni e partecipi in questa Basilica di San Pietro, dove il Vescovo di Roma saluta con gioia i nostri nuovi fratelli e sorelle nella fede che stanno per ricevere il santo Battesimo. Voi provenite dal Giappone, Corea, Vietnam, Cina, Thailandia, Indonesia, USA, Cile, Inghilterra ed Italia. Questa è la fede in Cristo che "risuscitato dai morti non muore più; la morte non ha più potere su di Lui".


4. Ecco, si realizza in Voi, fratelli e sorelle, il grido del Salmista: "Manda il tuo Spirito, Signore, a rinnovare la faccia della terra"... lo Spirito che sin dalle origini partecipava intimamente all'opera della creazione. Lo Spirito che aleggiava sulle acque, rigenera, nel sacramento del Battesimo, l'uomo "da acqua" che ha ricevuto la potenza dello Spirito datore della vita. La rigenerazione "da acqua e da Spirito" - il primo Sacramento della Pasqua di Cristo. Insieme a questo Sacramento, all'affacciarsi del Giorno "fatto dal Signore", la Chiesa auspica per tutti voi il realizzarsi della promessa del profeta Ezechiele: che il Signore vi dia un cuore nuovo e metta dentro di voi uno spirito nuovo... che vi faccia vivere secondo i precetti di Dio e vi faccia osservare e mettere in pratica le sue leggi.

Che siate il popolo di Dio e che il Signore sia il vostro Dio. Che possiate infine abitare eternamente nella terra dei Viventi. Di questa terra e di questa dimora la veglia pasquale è preannunzio. E' inizio, infatti, del nuovo cielo e della nuova terra dove Dio sarà "tutto in tutti".

Data: 1991-03-30
Sabato 30 Marzo 1991

Messaggio pasquale a Roma e al mondo - Città del Vaticano (Roma)

Titolo: Un invito all'umanità a risorgere con Cristo




1. "Questo è il giorno fatto dal Signore". Come pellegrini, siamo in cammino verso questo giorno lungo tutta la storia, sin dall'inizio della creazione: "In principio Dio creo il cielo e la terra. La terra era informe e desertae le tenebre ricoprivano l'abisso e lo spirito di Dio aleggiava sulle acque". Siamo pellegrini verso questo giorno attraverso tutto il creato visibile:attraverso il cosmo, attraverso le galassie, attraverso il nostro sistema solare, attraverso la terra.

Siamo pellegrini attraverso la storia dell'uomo,nella quale agisce l'invisibile Spirito:lo Spirito di Dio, "il vento che soffia dove vuole". Il giorno "fatto dal Signore" è il giorno della manifestazione della sua potenza.


2. Verso questo giorno, noi, la Chiesa - Popolo di Dio disseminato sulla terra - camminiamo insieme a Cristoseguendo la via del suo Vangelo,seguendo tutto ciò che Egli "fece e insegno"fino a questo vertice della Pasqua,quando assunse su di sé totalmentela nostra umanità insieme col peccato. Lui, che non ha conosciuto peccato,ha assunto su di sé il peccato,divenendo per noi peccatoLui senza peccato.

Avendo preso su di sé anche la morte,discese nella tomba umana ai piedi del Golgota:"con uno Spirito eterno offri se stessosenza macchia a Dio". Lo Spirito, che sin dal principio aleggiava sulle acque, divenne sul Golgota fuoco per bruciare il Sacrificio,e il fuoco significa Amore.


3. Abbiamo seguito le orme di Cristo, abbiamo percorso le vie delle sue parolee dei segni da Lui operati. Sul Golgota siamo restati attoniti, e quando è sopraggiunta l'ultima notte, abbiamo vegliato presso la tomba. Ha vegliato la Chiesa che è in Roma. Ha vegliato la Chiesa sparsa in tutta la terra. Ed ecco, si è aperto davanti a noi il Giorno. "Il Giorno fatto dal Signore"nella storia dell'universo e nella storia dell'uomo. Questo Giorno spunta dalla notte di veglia. E' il Giorno in cui Dio ha rivelato di essere il Dio dei viventi e non dei morti. E lo ha rivelato proprio là dove la morte dell'Uomo era stata sigillata come un fatto definitivo e irreversibile. "Diventero, o morte, la tua morte": queste parole la Liturgia mette sulle labbra di Cristo. Davvero, questo è "il Giorno fatto dal Signore" proprio da Lui. L'uomo non sarebbe stato capace di farlo. Forse anche per questo cerca di accantonarlo, forse anche per questo lo evita, forse è per questo che dubita...


4. Ma questo Giorno dura. Dura in modo più irreversibile di ogni morte umana. Dura come la Promessa e come il Nuovo Inizio. Dura nella potenza dello Spirito che, in principio, aleggiava sulle acque del cosmo nascente,diventate, oggi, l'Acquache zampilla dal fianco trafitto di Cristo,e si riversa nel cuore degli uomini assetaticome Amore che non muore e non passa, perché ha in Lui la sua eternità: esso - l'amore - diventerà pure misura definitiva del "giorno fatto dal Signore".

"Rallegriamoci ed esultiamo in esso".


5. Si, questo è giorno di Luce, di Forza e di Speranzache fa indietreggiare le tenebreminaccianti la terra. Tenebre che anche di recente hanno oscuratola comunità degli uomini:quando s'è scelta l'aggressione e la violazione del diritto internazionale; quando s'è preteso risolvere le tensioni tra i popoli con la guerra, seminatrice di morte; quando dal Baltico al Mediterraneo, ed in altre aree del mondo, s'è levata invano la voce dei popoli, anelanti al rispetto della propria identità e della propria storia; quando non tutto s'è fatto per fronteggiare l'inesorabile minaccia della carestia, che ha colpito intere popolazioni africane, come ad esempio nel Sudan ed in Etiopia, o per arrestare in quello stesso Continente,in particolare in Angola, Mozambico, Liberia e Somalia, guerre e guerriglie che stremano popoli già in condizioni precarie.


6. Ma Cristo vince le tenebre e rivela all'uomola piena dignità della sua vocazione. Risorgi con lui, umanità del nostro tempo!Potrai, allora, accogliere con amore la vita, dal suo sbocciare al naturale tramonto. Impedirai con vigore lo sfruttamento del povero. Dirai no al commercio lucroso delle armi,che sostituirai con progetti di autentica solidarietà,al servizio integrale dell'uomo. Presta ascolto, umanità del nostro tempo,all'aspirazione a lungo trascurata di popoli oppressi,come quello palestinese, quello libanese, quello curdo,che reclamano il diritto di esisterecon dignità, giustizia e libertà, legittime richieste per anni invano reiterate. Non temere di consentire ad ogni personala libera professione della sua fede religiosa. Penso anche a te, diletta comunità cattolica d'Albania, rimasta fedele al Vangelo di Cristo; riprendi coraggio,cammina verso stagioni di frutti copiosi!


7. Da questo luogo, cuore della Chiesa,dove giungono grida di doloree imploranti appelli all'aiuto, mi rivolgo a voi, responsabili delle Nazioni,in quest'ora difficile della storia: ascoltate la voce dei poveri! Soltanto su un ordine internazionalein cui diritto e libertà siano per tutti indivisibili,può fondarsi la società da tutti auspicata. Aiutate i popoli che in Africa, in Asia, in America Latinaaspirano a società più libere e democratiche! Sia totale il rispetto per l'uomo,nel quale brilla l'immagine di Dio!Ogni offesa alla persona è offesa a Dio,che con l'essere umano ha stretto solida e fedele alleanza.


8. Questo è il "Giorno fatto dal Signore". Alleluia! Riprendete speranza, fratelli e sorelle del mondo intero! Con Cristo, nostra Pasqua, tutto è possibile! Cristo avanza nel nostro futuro! Nel suo nome vi saluto, con Lui tutti vi benedico! (Seguono gli auguri pasquali, in 55 lingue, ai popoli del mondo)

Data: 1991-03-31
Domenica 31 Marzo 1991


GPII 1991 Insegnamenti - All'Associazione Calcio "Juventus" - Città del Vaticano (Roma)