GPII 1991 Insegnamenti - Appello per la pace e per una convivenza fraterna - Città del Vaticano (Roma)

Appello per la pace e per una convivenza fraterna - Città del Vaticano (Roma)

Titolo: "Non soffocare con la forza i diritti e le legittime aspirazioni dei popoli"

Il mio pensiero oggi si rivolge in particolare alle care popolazioni della Croazia e della Slovenia. Mi sento vicino a coloro che piangono i loro morti, ai feriti, a quanti vivono nel dolore e nella paura. Ripeto ancora una volta che non si possono e non si debbono soffocare con la forza i diritti e le legittime aspirazioni dei popoli e desidero così incoraggiare tutte quelle iniziative intese a ricercare soluzioni giuste, le uniche che possono garantire la pace e una convivenza fraterna tra i popoli. Faccio pertanto appello di nuovo alle Autorità di tutte le Repubbliche della Jugoslavia perché dimostrino costruttiva volontà di dialogo e lungimirante saggezza. Affido queste intenzioni di bene e di pace, per tutti i popoli della Jugoslavia, alla materna intercessione di Maria e dei Santi Apostoli Pietro e Paolo.

Data: 1991-06-29
Sabato 29 Giugno 1991

Alla delegazione di Costantinopoli nella solennità dei santi Pietro e Paolo - Città del Vaticano (Roma)

Titolo: La preghiera ed il dialogo costituiscono l'unico e irrinunciabile modo di agire nella ricerca della piena unità

Amati fratelli in Cristo, "Ecco quanto è buono e quanto è soave che i fratelli vivano insieme" (Ps 133,1).

Questo sentimento spontaneo espresso dal salmista risuona in me nel momento di accogliere la delegazione dei degni rappresentanti inviata da Sua Santità Dimitrios I. Vi domando di riferire a lui la mia fraterna affezione in Cristo e di trasmettere i miei cordiali saluti ai membri del Santo Sinodo e a tutti i fedeli del Patriarcato ecumenico.

Per me è veramente una grande gioia augurarvi un caloroso benvenuto qui a Roma, in questo giorno in cui festeggiamo i Santi martiri Pietro e Paolo. Ancora una volta siete venuti a partecipare a questa celebrazione: questo dimostra che sta diventando per noi una cosa comune. La vostra presenza tra noi testimonia visibilmente, agli occhi dei fedeli delle nostre due Chiese, che dividiamo già una profonda comunione.

Inoltre, quest'anno, il nostro incontro assume un significato particolare poiché si svolge all'indomani del Concistoro, in cui sono stati creati 22 Cardinali. Essi sono i miei collaboratori immediati. Alcuni di loro saranno chiamati a stare al vostro fianco più da vicino, in virtù della carica pastorale che è stata loro assegnata. Penso particolarmente a Sua Eminenza il Cardinale Edward Idris Cassidy, Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei cristiani, di cui voi avete potuto apprezzare l'azione instancabile nel corso di questi ultimi 18 mesi. La sua nomina a Cardinale è, tra l'altro, il segno della grande importanza che la Chiesa cattolica attribuisce alla causa dell'unità. Ma è evidente che tutti i nuovi Cardinali, attraverso la fedeltà al desiderio profondo di Cristo e a ciò che domanda la Chiesa, avranno a cuore di favorire una riconciliazione e una fraternità crescente tra tutti i cristiani, e principalmente, nelle circostanze attuali, con i loro fratelli ortodossi. La disciplina recente della Chiesa cattolica indica chiaramente il nostro dovere: "Appartiene in primo luogo al Collegio dei vescovi intero e alla Sede apostolica incoraggiare e dirigere presso i cattolici il movimento ecumenico il cui scopo è ristabilire l'unità tra tutti i cristiani, unità che la Chiesa è tenuta a promuovere per la volontà di Cristo" (cfr. Codice di Diritto canonico, CIC 755; vedi ugualmente il Codice delle Chiese Orientali, CIO 902).

La vostra presenza mi porta anche a parlare del dialogo teologico che abbiamo iniziato da più di dieci anni or sono. Sapete quanto la Chiesa ci tenga.

I risultati positivi già raggiunti forniscono senza alcun dubbio una solida base per regolare i problemi che risultano dalla nuova situazione in Europa centrale e orientale. Come ho appena ricordato nella Lettera che ho mandato il 31 maggio a tutti i vescovi del continente europeo, sono convinto che il dialogo resti "lo strumento più adatto per affrontare uno scambio fraterno volto a risolvere il contenzioso in spirito di giustizia, di carità e di perdono". La preghiera e il dialogo sono i soli modi di agire che convengano tra cristiani, particolarmente nei periodi di tensione. E' tempo di mettere in opera l'esortazione dell'Apostolo Pietro, che noi festeggiamo oggi: "E finalmente siate tutti concordi, partecipi delle gioie e dei dolori degli altri, animati da affetto fraterno, misericordiosi, umili; non rendete male per male, né ingiuria per ingiuria, ma, al contrario, rispondete benedicendo; poiché a questo siete stati chiamati per avere in eredità la benedizione" (1P 3,89).

Sono dunque profondamente convinto che con l'aiuto dello Spirito Santo usciremo ancora più forti dalle prove di oggi e maggiormente rafforzati nella nostra risoluzione di avanzare sulle strade che conducono all'unità perfetta che Dio vuole per la sua Chiesa.

Nel Vangelo di San Matteo, leggiamo che Gesù, camminando sulla sponda del lago di Galilea, ha chiamato due pescatori, Pietro e suo fratello Andrea.

Essi, lasciate subito le loro reti, lo seguirono e divennero "pescatori di uomini" (Mt 4,19). Questo passaggio è diventato la felice immagine della strada che le Chiese di Roma e di Costantinopoli - di cui i due fratelli sono i rispettivi santi patroni - vogliono seguire insieme per "ammaestrare tutte le nazioni" (Mt 28,19).

Questa è la nostra fervente preghiera: che il Signore ci permetta presto di raggiungere questa unità tanto desiderata, per la sua gloria e per la salvezza del mondo! (Traduzione dal francese)

Data: 1991-06-29
Sabato 29 Giugno 1991

La preghiera dinanzi all'Icona venerata nel Santuario di Sant'Alfonso - Roma

Titolo: Madonna del Perpetuo Soccorso, quella attuale è l'ora tua! Vieni, dunque, in nostro aiuto

"Da quel momento il discepolo la prese nella sua casa".


1. Ogni volta che ci soffermiamo a contemplare e a rivivere questa scena di passione e di amore che si svolse sul Calvario non possiamo non sentire rivolte a noi le parole di Gesù che ci affida come madre la sua stessa Madre. In Giovanni sono presenti la Chiesa e i credenti di ogni tempo; è presente ciascuno di noi.

"Ecco tua Madre": ecco la Madre di ogni uomo! Il discepolo la prese con sé, aprendogli le porte della sua casa, perché il suo cuore pulsasse in sintonia con quello della Madre. Seguendo l'esempio di Giovanni anche noi siamo chiamati ad aprire il nostro spirito a Maria. Raccolti quest'oggi in preghiera dinanzi all'icona della Madonna del Perpetuo Soccorso, non possiamo non rinnovarLe i nostri sentimenti di servi e di figli devoti.


2. Nella mia angoscia, aiutami Signore! L'invocazione dell'odierna liturgia, che si leva dal seno dell'umanità appesantita dal male e dal dolore non cade così nel vuoto. Il cammino dell'uomo, anche quando è faticoso ed impervio, non è senza speranza. C'è una Madre che veglia accanto ad ogni essere umano!Attestano questa sua presenza i numerosi segni da Lei operati nel corso dei secoli; la rendono visibile i santuari, le chiese, le sculture e le molteplici rappresentazioni con cui la pietà e l'arte del popolo hanno arricchito le nostre tradizioni cristiane. La Madre di Dio è soprattutto presente con la potenza della sua misericordiosa intercessione quando ascolta, interviene, protegge e dischiude ai fedeli le porte della salvezza.


3. "Cose stupende si dicono di Te", o Maria, perché nel tuo grembo verginale il Signore Dio ha posto "le sorgenti della salvezza". Il grembo verginale della Figlia di Sion ha accolto il Figlio prediletto, il Verbo incarnato. Sei beata, Maria, perché "cose stupende si dicono di Te"!Con questa invocazione biblica, rivolta alla Madre del Redentore, saluto con affetto tutti voi, cari fratelli e sorelle, che prendete parte a questa celebrazione liturgica. Saluto in particolare il Generale dei Redentoristi, Padre Juan M. Lasso de La Vega, i Consiglieri Generali, i Religiosi di questa Comunità e, attraverso di voi, tutte le Comunità del vostro Istituto sparse nel mondo. Vi esprimo il mio sincero apprezzamento per l'opera che svolgete, fedeli agli insegnamenti di sant'Alfonso, il cantore delle "Glorie di Maria". E rendo grazie alla Madonna per l'opportunità che oggi mi è data di incontrarvi sotto il suo sguardo benedicente. Sono passati, ormai, 125 anni da quel 26 aprile 1866, quando il papa Pio IX affido al vostro Istituto la diffusione del culto alla Vergine del Perpetuo Soccorso. Da allora non avete cessato di custodire con amore questa icona bizantina, giunta dall'Oriente e diventata un punto di riferimento per i fedeli che vengono a pregare in questo tempio.


4. Come scrivevo nella mia Lettera Apostolica "Duodecimum Saeculum" (1987), "il credente di oggi, come quello di ieri, deve essere aiutato nella preghiera e nella vita spirituale con la visione di opere che cercano di esprimere il mistero senza per nulla occultarlo". L'icona richiama il mistero della divina maternità e mentre invita alla fiducia, esalta il ruolo che la Vergine riveste nella vita di ogni credente. Maria è madre di speranza e di bontà; madre di misericordia e di grazia.

"Volendo Dio redimere il genere umano, - osserva sant'Alfonso Maria de' Liguori, ispirandosi a san Bernardo - ha posto tutto il valore della redenzione in mano di Maria, perché Ella lo dispensi a sua voglia". In questa icona Maria ci dispensa questo valore col lieto annunzio che la Nuova Alleanza si è in Lei pienamente realizzata e per mezzo di Lei è offerta a tutti gli uomini. Gesù le stringe la mano destra, quasi a comunicarLe le primizie della redenzione e a testimoniare il modo straordinario della cooperazione della Madre del Signore alla salvezza dell'umanità. Gli occhi della Vergine guardano verso il popolo ed irradiano su di esso il dono della grazia divina.


5. "Ecco: la Vergine concepirà e partorirà un figlio, che chiamerà Emmanuele". Non si avverte, forse, in modo straordinario, guardando questa sacra effige, il compimento della promessa preannunciata dal profeta Isaia, di cui ci parla la prima lettura? La Vergine darà alla luce l'Emmanuele, il Dio che resta fra noi. Il Figlio, fatto uomo, dell'eterno Padre, nel quale si compie la promessa antica della redenzione. Quale straordinario mistero! E' mistero di salvezza e di speranza; è mistero di pace vera e di gioia profonda. Ma la Vergine continua nel tempo questo suo ruolo di Madre: genera in modo spirituale l'Emmanuele fra gli uomini; ci offre il Redentore, di cui è la prima e più generosa serva, ed incoraggia il popolo cristiano a convertirsi costantemente al divino Maestro e Signore.


6. A voi tutti, cari fratelli e sorelle, che frequentate questo luogo sacro, io dico: prendete stimolo da questa celebrazione per rinnovare la vostra devozione alla Beata Vergine del Perpetuo Soccorso, che potete qui contemplare. Non dimenticate che la Vergine occupa, dopo Cristo, il posto più alto e più vicino a noi"; ed "è congiunta con tutti gli uomini bisognosi di salvezza". Quando questa madre buona scorge i nostri limiti, si avvicina per soccorrerci prima che noi domandiamo aiuto. Il Signore ce l'ha data come avvocata, ad essa ha conferito il potere di sostenerci. Maria soccorre la Chiesa che a Lei guarda con fiducia.

Sostenta con la sua misericordia chi soffre e rischia di cedere allo sconforto.

Guarda benigna ai gravi problemi che l'umanità vive nel tempo presente. Fa si che tutti possano trarre proprio da Lei, Madre del Perpetuo Soccorso, luce ed ispirazione per camminare con fedeltà e coraggio sulla strada della salvezza. Non dimenticate le parole di sant'Alfonso Maria de' Liguori, il quale osservava che "ogni bene, ogni aiuto, ogni grazia che gli uomini hanno ricevuto e riceveranno da Dio anche nel futuro tutto è venuto e verrà per intercessione e per mezzo di Maria".


7. "Nel cielo apparve poi un segno grandioso: una donna vestita di sole".

Appare nel cielo dell'umanità un segno di sicura speranza: Maria, la Madre del Perpetuo Soccorso.

E' vero! Soltanto Dio è la fonte di ogni grazia e Signore assoluto di tutte le cose. A Dio, pero, è sommamente gradita l'intercessione di Maria, donna vestita di sole, che tutto può ottenere, perché chiede non per sé, ma per noi.

Domanda in nome di Gesù Cristo e le sue preghiere nascono da un cuore di mamma.

Non possono, pertanto, non essere ascoltate.

Segno grandioso della nostra speranza, noi ti invochiamo! O Vergine del Perpetuo Soccorso,Santa Madre del Redentore;soccorri il tuo popolo, che anela a risorgere;dona a tutti la gioia di camminare verso il terzo Millennio nella consapevole ed attiva solidarietà con i più poveri, annunciando in modo nuovo e coraggioso il Vangelo del Tuo Figlio, fondamento e culmine di ogni umana convivenza, che aspira ad una pace vera, giusta e duratura. Come il Bambino Gesù, che ammiriamo in questa venerata icona, anche noi vogliamo stringere la tua destra. A Te non manca né potenza, né bontà per soccorrerci in ogni necessità ed in ogni bisogno. Quella attuale è l'ora tua! Vieni, dunque, in nostro aiuto e sii per tutti rifugio e speranza! Amen!

Data: 1991-06-30
Domenica 30 Giugno 1991

Angelus - Città del Vaticano (Roma)

Titolo: La testimonianza esemplare della Chiesa di Roma invita tutti i fedeli del mondo ad essere testimoni dei vero amore




1. Ricorre oggi la festa dei Santi Apostoli Pietro e Paolo. E' festa celebrata, come sapete, dalla Chiesa universale, ma che con gioia tutta particolare e per un dovere specifico è ricordata da questa Chiesa di Roma, la quale dalla loro testimonianza cruenta ha tratto la propria origine. Se Roma ha motivo di rallegrarsi per l'onore che le deriva dalla gloriosa eredità apostolica, al tempo stesso essa deve pure sentirsi richiamata all'esercizio esemplare delle virtù cristiane per non deludere i fedeli che da ogni parte della terra guardano a lei.

L'odierna solennità diventa così celebrazione dell'unità del gregge di Cristo, che nella comunione con la Sede Apostolica Romana trova il criterio sicuro di permanenza nella genuina tradizione evangelica.


2. Di questa stessa comunione anche la schiera dei nuovi Cardinali, creati nel Concistoro di ieri, costituisce una manifestazione ed una conferma. Tra loro vi sono persone provenienti da ciascun continente: Presuli che hanno ben meritato della Chiesa nel servizio alla Sede Apostolica o nel ministero pastorale, ed hanno a volte pagato con gravi sofferenze la fedeltà alla loro missione. Nell'affidare alla Vergine Santissima i Neo-porporati e le loro Comunità, chiediamole di intercedere presso il Figlio suo, affinché tutte le famiglie dei popoli "in pace e concordia siano felicemente riunite in un solo Popolo di Dio, a gloria della santissima e indivisibile Trinità" (Cost. dogm. LG 69).

(Giovanni Paolo II ha poi salutato un gruppo dell'Azione Cattolica della diocesi di Milano con queste parole:) Saluto ora il numeroso gruppo di adolescenti dell'Azione Cattolica della diocesi di Milano, venuti a Roma per una solenne professione di fede sulla Tomba di San Pietro. Vi ringrazio per la vostra presenza e vi auguro che possiate progredire sempre più nel vostro cammino di fede, sull'esempio dell'apostolo Pietro, che non ebbe timore di confessare la propria adesione a Cristo fino a dare per lui la propria vita.

Data: 1991-06-29
Sabato 29 Giugno 1991

Angelus - Città del Vaticano (Roma)

Titolo: La vocazione del cristiano è risposta all'amore di Cristo che ci ha amati e ci ama di un amore misericordioso

Carissimi fratelli e sorelle!


1. Durante il mese di giugno, che oggi si conclude, abbiamo avuto modo di riflettere sul mistero dell'amore di Dio, manifestato al mondo nel Cuore di Cristo; e proprio nel giorno della festa, abbiamo celebrato "le grandi opere" compiute da questo Cuore per noi. Sappiamo e crediamo che il Signore Gesù ci ha amati e ci ama di un amore eterno e misericordioso, e per questo ci colma di ogni dono di grazia. Oggi, nella preghiera dell' Angelus, vogliamo soffermarci a considerare la vocazione del cristiano come risposta a questo amore. Questa risposta si concretizza soprattutto attraverso la preghiera e la sofferenza riparatrice.


2. Il mistero della redenzione, che si realizza nella Croce, permane sempre vivo nella Chiesa, la quale è conscia che ciascuno dei suoi figli deve prender su di sé la sua parte di sofferenza per riparare, insieme con Cristo, i peccati del mondo.

Essa, pertanto, mentre annuncia all'umanità le ricchezze del Cuore di Gesù ed invita ad avvicinarsi con piena fiducia al trono della grazia per trovarvi aiuto al momento opportuno (cfr. He 4,16), chiede pure ai cristiani di condividere l'infinita carità del redentore e di partecipare alla sua opera per la salvezza del mondo. Quanti cristiani generosi, toccati da questo invito, hanno saputo e sanno offrirsi, in unione con Cristo, come vittime per la salvezza dei fratelli e completano nella propria carne quello che manca ai suoi patimenti, a favore del suo corpo che è la Chiesa (cfr. Col 1,24)! Il loro esempio, come percorre tutta la storia della Chiesa, così è tuttora valido e stimolante.


3. Possa questo breve accenno al precipuo significato che il Cuore di Gesù ha nell'economia della redenzione, portarci a comprender meglio il dovere della riparazione alle offese che si recano a Dio. La contemplazione del Cuore di Cristo, paziente e infinitamente misericordioso, ci sospinge verso quella superiore misura dell'amore che si esprime nella condivisione della sofferenza e nell'impegno dell'espiazione.

La Vergine Maria, presente ai piedi della Croce, è per tutti noi il modello più alto per la sua diretta partecipazione alla passione di Cristo, dal cui Cuore squarciato si riversa sul mondo la grazia che salva.

Data: 1991-06-30
Domenica 30 Giugno 1991

Messaggio per la scomparsa del Cardinal Lopez

Titolo: Pastore e amico della Arcidiocesi di Guadalajara

Appresa la notizia del decesso dell'amatissimo Cardinale Jose Salazar Lopez, offro ferventi suffragi per l'eterno riposo di lui che fu Pastore amico di questa Arcidiocesi di Guadalajara, alla quale si consacro generoso e con abnegazione durante i lunghi anni del suo ministero ecclesiale. Mentre esprimo il mio sentito cordoglio a Lei, al Vescovo Ausiliare, al Clero, alle Comunità religiose e ai fedeli di questa diocesi, e pregando trasmetto questi stessi sentimenti ai familiari del defunto Porporato, imparto di cuore a tutti la confortante Benedizione Apostolica.

Ioannes Paulus PP. II (Traduzione dallo spagnolo)

Data: 1991-07-01
Lunedi 1 Luglio 1991

Al Cardinale Cassidy - Città del Vaticano (Roma)

Titolo: Lavorare per l'unione dei cristiani divisi

Caro Cardinale Cassidy, Sono molte le ragioni per cui questa visita, in compagnia dei Suoi parenti ed amici, molti dei quali vengono dall'Australia, è particolarmente piacevole. E' un'occasione per noi di condividere la gioia del suo ingresso nel Collegio dei Cardinali, e di assicurarla delle nostre preghiere per lei e per il suo generoso servizio alla Chiesa.

Per quasi quarant'anni lei è stato nel cuore della Chiesa, per così dire, servendo la Santa Sede come diplomatico in diverse parti del mondo. Lei ha sempre inteso la natura particolare della presenza della Santa Sede nella comunita internazionale come continuazione della missione della Chiesa di promuovere il pieno sviluppo degli individui e dei popoli, di difendere e proteggere la dignità e diritti umani e di tener viva la coscienza delle dimensioni etiche e morali di tutta la vita e l'attività umana.

Sono personalmente grato a Lei per la competenza e la dedizione con cui mi ha assistito nel ruolo di Sostituto alla Segreteria di Stato. Ora lei è mio vicino e responsabile collaboratore nell'adempimento dell'incarico che il Concilio Vaticano II ha affidato alla Chiesa, e al Papa in particolare, il dovere di lavorare saggiamente e instancabilmenteper l'unione dei cristiani divisi. Lei è chiamato a questo servizio in un tempo di cambiamenti radicali nel mondo, un tempo di nuove e non sempre facili sfide nel campo del dialogo e della comprensione tra i cristiani dell'Est e dell'Ovest. Ho piena fiducia che Lei continuerà ad aiutarmi in questo importante e delicato settore del mio ministero.

Con gioia invoco le benedizioni di Dio su Lei e su tutti i membri della Sua famiglia, e su tutti coloro che oggi sono qui con lei. Tramite lei invio uno speciale saluto alla Sua patria, l'Australia. Che Dio vi benedica tutti.

(Traduzione dall'inglese)

Data: 1991-07-01
Lunedi 1 Luglio 1991

Discorso ai Vescovi - Città del Vaticano (Roma)

Titolo: La Chiesa vive sempre del ministero petrino e del carisma paolino dell'annuncio

La Chiesa vive costantemente dell'eredità di Pietro, che è il "ministero" (ministerium petrinum). E vive anche costantemente dell'eredità di Paolo, che è il particolare carisma della proclamazione del Vangelo"; "Noi tutti riuniti qui ci rallegriamo che in questa solennità romana sia presente, nella persona del Metropolita Bartolomeo di Calcedonia, il nostro fratello, il Patriarca Ecumenico Dimitrios I. Questa presenza ha per noi un'eloquenza particolare"; "Ci rallegriamo anche perché oggi l'antichissima Sede di Pietro si arricchisce di nuovi membri del Collegio Cardinalizio, i quali rappresentano in modo particolare il "ministerium petrinum" e partecipano ad esso non soltanto come elettori del successore di San Pietro, ma anche come il suo senato e consiglio, chiamati a una particolare partecipazione alla sollecitudine per la Chiesa universale"; "La gioia dell'odierna solennità trova la sua autentica espressione nell'antico rito del Pallio che i nuovi Metropoliti ricevono presso la tomba di San Pietro, in segno dello speciale legame che essi hanno con la Chiesa universale nella cura delle Chiese in tutta la terra.

Data: 1991-07-02
Martedi 2 Luglio 1991

Al Cardinal Ruini - Città del Vaticano (Roma)

Titolo: La nuova evangelizzazione è il compito più urgente per la città di Roma e per l'Italia

Signor Cardinale, Sono lieto per questa Udienza, all'indomani della sua elevazione alla porpora cardinalizia, e rivolgo a Lei ed a tutte le persone che in questa circostanza L'accompagnano il mio più cordiale saluto.

Con gioia saluto S.E. Mons. Remigio Ragonesi, in rappresentanza dei Vescovi Ausiliari di Roma.

Saluto, inoltre, i suoi familiari, i Sacerdoti della Diocesi di Reggio Emilia e tutti i suoi amici, guidati dal Vescovo Monsignor Giovanni Paolo Gibertini e dal Vescovo emerito, il caro e stimato Monsignor Gilberto Baroni.

A tutti è noto quanto vicini al mio ministero petrino siano gli incarichi pastorali affidati a Lei, Signor Cardinale, posto alla guida della Diocesi di Roma ed alla Presidenza dell'Episcopato Italiano.

A Lei spetta, per mandato ed in nome del Sommo Pontefice, di esercitare in questa Città il servizio episcopale del magistero, della santificazione e del governo pastorale, mentre per la Conferenza Episcopale Italiana Le compete di presiedere il Collegio dei Vescovi delle Chiese particolari di questa Terra, prescelta dalla Provvidenza ad essere la più vicina geograficamente nell'unione collegiale con il Successore di Pietro.

La ringrazio, Signor Cardinale, per questi servizi così gravosi e vasti, che Ella ha accettato di svolgere con generosità e con competenza. Sono lieto di confermarLe la mia fiducia per tali uffici, che Ella già ha dato prova di meritare. Invoco per Lei da Cristo, Buon Pastore, i doni di grazia, di sapienza, di forza e pazienza, che occorrono a quanti, sotto la guida dello Spirito Santo, devono servire come Vescovi il Popolo di Dio. La nuova evangelizzazione sarà il compito più urgente per questa Città, i cui problemi sono immensi ed incalzanti, a mano a mano che, come metropoli e capitale della nazione, essa si espande e si riorganizza. Ancora l'evangelizzazione dovrà essere per l'intera nazione italiana la via che conferma ed aggiorna le tradizioni cristiane nel trapasso dei nuovi tempi.

La sua competenza teologica, Signor Cardinale, la sua esperienza pastorale tra i giovani, nel Seminario, nel mondo della cultura, il lavoro già svolto come Segretario di codesta Conferenza Episcopale, sono motivi autentici per una sincera fiducia, ed io desidero assicurarLe la mia Benedizione Apostolica su tutti gli incarichi affidati a Lei; Benedizione che volentieri estendo a tutti i presenti, ai collaboratori e alle persone care.

Data: 1991-07-02
Martedi 2 Luglio 1991

Al Cardinal Laghi - Città del Vaticano (Roma)

Titolo: L'importanza vitale della preparazione del clero per la vita della Chiesa

Signor Cardinale! Il servizio che Ella compie nella Santa Sede mi offre speciali spunti di gradimento per questa Udienza, nella quale Le fanno corona i collaboratori della Congregazione per l'Educazione Cattolica, dei Seminari e degli Istituti di Studi.

Le porgo il mio più cordiale saluto, esprimendoLe riconoscenza per l'opera di guida, che Ella con intelligenza e passione svolge in un Dicastero di fondamentale importanza per la vita della Chiesa: la formazione dei Pastori delle anime.

Saluto il Segretario della Congregazione, l'Arcivescovo Mons. José Saraiva Martins, il Sottosegretario Mons. Ivan Peri e tutti gli Officiali di codesto Dicastero.

Saluto, altresi, i suoi congiunti e condiocesani, tutta la cara Comunità diocesana di Faenza-Modigliana. Saluto i sacerdoti suoi compagni di studi, gli amici tutti che si trovano qui.

Non è ignota certamente l'importanza vitale che per il cammino dell'evangelizzazione riveste la preparazione del clero. Su questi temi Ella si è già opportunamente espresso, specialmente in occasione dell'ultimo Sinodo, indicando che la "tensione" verso la santità della vita sia connessa con l'essenza del sacerdozio. L'Ordine sacro costituisce il ministro, quale "alter Christus", quasi un sacramento vivente della presenza perenne del Signore in mezzo alla sua Chiesa.

Insieme con questa fondamentale esigenza, che richiede una formazione ascetica rigorosa e un'adeguata preparazione culturale teologica, Ella ha ben presente il problema del numero dei candidati al sacerdozio e la crisi delle vocazioni. perciò insieme con il Dicastero affidatoLe Ella cerca di offrire alle Chiese particolari gli orientamenti per superare l'insufficienza attuale del numero dei ministri, intensificando iniziative per avviare ovunque il processo di rinascita delle vocazioni sacerdotali, sostenendo nel contempo il discernimento per la verifica delle vocazioni.

La nuova evangelizzazione, che impegna fortemente la Chiesa, ha bisogno dell'opera del Dicastero da Lei presieduto e la Chiesa attende molto da Lei e dai suoi collaboratori.

Mi è caro, perciò, nell'augurarLe un felice proseguimento del suo ministero, impartire a Lei ed a quanti L'aiutano e L'accompagnano oggi, in questa Udienza, la mia Benedizione Apostolica.

Data: 1991-07-02
Martedi 2 Luglio 1991

Al Cardinal Daly - Città del Vaticano (Roma)

Titolo: La pace di Cristo regni nei vostri cuori

Sua Eminenza, Cari amici, Sono felice che un gruppo così rappresentativo sia venuto dall'lrlanda per accompagnare il Cardinal Daly in questa occasione, e che attraverso voi ho questa opportunità per salutare il popolo irlandese, sia del Nord che del Sud.

Conservo così tanti e vivi ricordi della mia visita nel vostro Paese ed ho incontrato un così gran numero di irlandesi sia qui a Roma che durante le mie visite in altre parti del mondo, compresi moltissimi Fratelli, Sorelle e Sacerdoti missionari, che l'lrlanda non è mai lontana dai miei pensieri. Con particolare affetto ricordo il defunto Cardinale O'Fiaich, il cui grande amore consisteva nell'essere tra la sua gente, condividendo le loro gioie e sofferenze quotidiane.

Caro Cardinale Daly, in questo momento penso alla comunità affidata alla sua cura pastorale, e a tutte le comunita ecclesiali presenti nell'lrlanda del Nord. Penso alle molte vittime della violenza, alla sofferenza causata da atteggiamenti che sono radicalmente opposti agli ideali evangelici che devono regolare la vita di ogni cristiano.

Soprattutto penso alla generazione dei più giovani, e alla responsabilità di educarli nel rispetto per la dignità umana e per i fondamentali diritti umani.

In questo contesto, desidero esprimere il mio devoto sostegno per tutti coloro che sono impegnati nel dialogo politico, che ora ha luogo nell'lrlanda del Nord. Desidero incoraggiarli a continuare instancabilmente nei loro sforzi, ricercando misure che garantiscano relazioni pacifiche, in modo che ognuno possa cooperare, nella dignità e nella libertà, alla costruzione di una società in cui tutti i cittadini si sentano pienamente accettati, siano trattati con giustizia, ed abbiano un maggior rispetto gli uni per gli altri, secondo le nobili tradizioni d'lrlanda.

Che l'amore di Dio sia con Sua Eminenza, e con tutto il popolo d'lrlanda senza distinzione. La pace di Cristo regni nei vostri cuori.

(Traduzione dall'inglese)

Data: 1991-07-02
Martedi 2 Luglio 1991

Al Cardinal Rodriguez - Città del Vaticano (Roma)

Titolo: La sua straordinaria sensibilità ecclesiale

Signor Cardinale, E' motivo di particolare gioia ricevere Vostra Eminenza, accompagnata dalla sua anziana e amatissima madre e dai suoi quattro fratelli e otto sorelle; circondato anche dall'affetto di altri Vescovi, sacerdoti e fedeli della Repubblica Dominicana. La vostra egregia e numerosa presenza mostra da sola la stima che provate per questo prestigioso Pastore della Chiesa a Santo Domingo, che è stato chiamato a prendere parte del Collegio Cardinalizio.

Non ho bisogno di ricordare ora le qualità e le virtù del Cardinale Nicolas de Jesus Lopez Rodriguez. Basta ricordare la sua straordinaria sensibilità ecclesiale che lo ha portato ad essere sempre premuroso, benevolo e servizievole verso il popolo fedele, condividendo le sue gioie e speranze, le sue tristezze e angosce, soprattutto quelle dei poveri e di quanti soffrono (cfr. GS 1). Per questo, spero - e chiedo al Signore - che le iniziative e le premure pastorali del nuovo Cardinale trovino sempre una pronta accoglienza nel vostro cuore, come sicuro orientamento per la vita quotidiana.

A Lei, signor Cardinale - oltre al suo ministero pastorale nell'Arcidiocesi di Santo Domingo - è stata affidata recentemente la Presidenza del CELAM, organismo nel quale ha già occupato diverse cariche di responsabilità.

Ma in modo particolare dovrà dare accoglienza alla IV Conferenza Generale dell'Episcopato Latinoamericano, nel V Centenario dell'Evangelizzazione del caro Continente della Speranza.

Nell'implorare la costante assistenza divina per il suo ministero pastorale, aa raccomando alla protezione di Nostra Signora di Altagracia, mentre di cuore imparto a lei, così come a tutti i presenti, una speciale Benedizione Apostolica.

(Traduzione dallo spagnolo)

Data: 1991-07-02
Martedi 2 Luglio 1991

Al Cardinal Etsou-Nzabi-Bamungwabi - Città del Vaticano (Roma)

Titolo: Assicurare la presenza della Chiesa nello Zaire
Signor Cardinale, Ora che Ella si unisce al Collegio dei Cardinali, è una gioia per me accoglierla come "in famiglia", con i suoi familiari, i rappresentanti fedeli dello Zaire e quelli delle autorità civili.

Ecco dunque che lei prende il posto del rimpianto Cardinal Malula, per assicurare la presenza della Chiesa dello Zaire, e particolarmente della grande diocesi di Kinshasa, nel consiglio che circonda il Vescovo di Roma. Sono felice che lei porti qui la sua ampia esperienza pastorale e missionaria.

Penso soprattutto alla preparazione che si svolge attualmente dell'Assemblea Speciale per l'Africa del Sinodo dei Vescovi. Potrà dare la sua testimonianza molto qualificata del cammino percorso, nella preghiera e nell'azione, per annunciare la Buona Novella e radicare la Chiesa nella bella terra dello Zaire.

La sua presenza evoca in me le mie due visite nel suo Paese, Signor Cardinale.

Questi ricordi presenti nel mio cuore sono dei motivi in più per assicurarla della mia preghiera fedele per lei stessa, per tutti quelli che partecipano all'animazione pastorale della sua grande diocesi, preti, religiosi, religiose e laici, così come per l'insieme dei suoi compatrioti e il loro avvenire.

Invoco per le sue intenzioni la beata Anwarite e le rinnovo di tutto cuore la mia Benedizione Apostolica.

(Traduzione dal francese)

Data: 1991-07-02
Martedi 2 Luglio 1991




GPII 1991 Insegnamenti - Appello per la pace e per una convivenza fraterna - Città del Vaticano (Roma)