
GPII 1991 Insegnamenti - Recita dell'Angelus - Salvador (Brasile)
Titolo: "Madre Immacolata, aiuta il Brasile a ripercorrere il cammino del progresso nella concordia, nella giustizia e nella pace"
Amatissimi fratelli e sorelle di Salvador e di tutto il Brasile! Seguendo una tradizione istituita e mantenuta dai miei Predecessori, tutte le domeniche, quando sono a Roma, dalla finestra del mio appartamento, recito con i numerosi fedeli riuniti in Piazza San Pietro, in Vaticano, il Saluto a Maria.
Trovandomi a Salvador, ho voluto recitare l'"Angelus" in questa bella chiesa, Santuario mariano di tutta Bahia e centro della devozione dei bahiani.
Questa devozione è parte dell'inestimabile patrimonio di fede e di religione che il Portogallo lascio al Brasile. E' noto infatti che, fin dai primi tempi, la Nazione lusitana, chiamata Terra di Santa Maria, brillo di un amore, al tempo stesso forte e tenero, per la Madre di Gesù Cristo e Madre degli Uomini. I missionari provenienti dalla società portoghese, i sacerdoti, le religiose e i laici impiantarono nel paese appena scoperto gli stessi sentimenti per la Vergine Maria.
Testimonianza della devozione mariana dei brasiliani sono, fra l'altro, le numerose parrocchie, chiese e cappelle dedicate alla Madre di Dio. A Bahia il Santuario più significativo edificato in suo onore è questo tempio, consacrato a "Nossa Senhora da Conceicao da Praia", espressione della fede cattolica e di un amore filiale verso la Vergine Maria nel mistero della sua Immacolata Concezione.
Il significato di questo tempio si arricchi maggiormente quando, nel 1971, il mio predecessore Paolo VI gli conferi il titolo di Basilica Minore e proclamo Nostra Signora, sotto il nome di "Conceicao da Praia", Patrona unica ed ufficiale non soltanto della Città di Salvador, ma di tutto lo Stato di Bahia.
Permettimi, Madre Immacolata, quasi al termine di questa mia Visita Pastorale in Brasile, venuto a venerarti in questo tuo Tempio, di consacrare al tuo Nome ancora una volta la città di Bahia, chiedendoti per essa, per i suoi Pastori, i suoi governanti, il suo popolo, la tua protezione materna. Ti consacro anche tutta la Nazione brasiliana, supplicandoti di aiutare a superare tutte le crisi e le difficoltà e a riprendere il cammino del progresso, nella giustizia, nella concordia e nella pace.
Benedetta fra tutte le donne, io ti chiedo che la donna brasiliana, la donna bahiana abbia la possibilità di assumere il suo ruolo di grande dignità nella società civile e nella comunità ecclesiale. Te lo chiedo in particolare per quelle che, rinunciando ad ogni cosa per unirsi strettamente alla Croce di tuo Figlio e alla sua Risurrezione, si consacrano a Dio mediante i voti e i consigli evangelici.
Io ti prego anche per i membri delle confraternite e delle fratellanze di questo tempio, affinché siano figli devoti e fedeli della Chiesa Cattolica Apostolica Romana.
Che la Vergine della Concezione, pienamente votata al Disegno e alla Volontà di Dio, dal "fiat" dell'Annunciazione, sino al "fiat" della Croce, vegli sulla città di Salvador, sull'Arcidiocesi e sulle Diocesi suffraganee e su tutto lo Stato di Bahia.
Data: 1991-10-20
Domenica 20 Ottobre 1991
Titolo: "Che in questa "Terra della Santa Croce" regni la pace ispirata da giustizia e da solidarietà"
Eccellentissimo Signor Ministro degli Affari Esteri, Eccellentissimi Signori Membri del Governo Federale, Statale e Municipale Cari amici brasiliani,
1. Devo dire che, purtroppo per me, è giunto il momento del commiato. Desidero pero, prima di iniziare il mio viaggio di ritorno, ringraziare Sua Eccellenza il Signor Presidente della Repubblica, rappresentato qui dal suo Ministro degli Affari Esteri, che ringrazio per le sue cortesi parole, i membri del Governo, le altre Autorità e l'Episcopato del Brasile, per l'accoglienza che mi è stata riservata sin dall'inizio della mia visita apostolica in territorio brasiliano.
Permettetemi di mettere al primo posto i miei fratelli nell'Episcopato, così come ho fatto al mio arrivo a Natal. E' nelle loro mani che è affidata questa immensa popolazione cattolica del Brasile. Ringrazio per l'impegno e il lavoro, svolto con spirito di gioia e sacrificio, affinché, in stretta collaborazione con le Autorità del Paese, sia portato a termine il piano tracciato per il mio viaggio. Ringrazio i Signori dirigenti della Nazione, per la manifestazione di fraterna amicizia con la quale hanno saputo sottolineare la loro stima per il Successore di Pietro. Devo dirvi che, durante questi giorni, ho potuto constatare la misura della vostra dedizione, unita a un'efficiente organizzazione affinché tutto riuscisse al meglio. Il mio ringraziamento infine, a questo popolo brasiliano tanto cordiale e ospitale, la cui indimenticabile accoglienza nelle varie capitali degli Stati, che ho attraversato, difficilmente sarà cancellata dalla mia memoria. A tutto questo crogiuolo di razze e culture, che formano un solo popolo, affratellato in un unico obbiettivo che è di fare del Brasile una Nazione grande e prospera, desidero esprimere la gioia che mi ha procurato il suo calore umano, il suo entusiasmo, il suo affetto per il Papa. Nel congedarmi da tutti coloro che hanno potuto seguirmi direttamente o almeno attraverso la radio e la televisione, vi assicuro che porto nel cuore la luce dei loro sguardi, le loro parole, i loro sorrisi, e anche le loro preghiere. Il Papa vuole tornare a Roma con questo ricordo. Esso sarà la luce nel suo cammino e lo stimolo per invocare a Dio Onnipotente una protezione speciale per il Brasile, una vera pace e prosperità, aiutando i brasiliani ad amare la loro Patria e a riconoscere, nel Dio Unico e Vero, la fonte della verità e della felicità.
2. Per una felice coincidenza, domani celebrero un altro anniversario dall'inizio del mio Pontificato. Ancora una volta voglio rinnovare il mio appello, che ho sempre fatto a tutti gli uomini di buona volontà: "Non abbiate paura di accogliere Cristo e di accettare il Suo potere". Questo è stato, in sintesi, il messaggio che ha orientato il mio pensiero in questi giorni in Brasile. Colui che si è definito "la luce del mondo" (Jn 8,12) vuole essere il centro e la radice della felicità che deve risplendere in ogni cuore. In questo momento voglio ricordare che l'autentica felicità si raggiunge solo insieme a Dio, che rimane in vostra attesa, per colmarvi con tutti i suoi doni, specialmente nell'Eucaristia. Che la Santa Messa che ho celebrato a Natal in chiusura del XII Congresso Eucaristico Nazionale, possa costituire per tutti un perenne ricordo che ispiri il vostro comportamento come cristiani: vivere con lo sguardo rivolto a Cristo, nostro Redentore, trovando in Lui l'esempio e il coraggio per amare i fratelli, in particolare i più poveri e bisognosi. Oggi dopo nove giorni di pellegrinaggio in terra brasiliana, è giunto il momento del commiato, il mio cuore è pieno di gratitudine, perché, nell'accogliere il Successore di San Pietro, avete voluto accogliere anche il messaggio che Gesù Cristo, nostro Salvatore è venuto a portare al mondo. Si, cari brasiliani! La mia parola, la mia presenza e la mia preghiera hanno voluto essere portavoce dello stesso Cristo che è venuto al mondo per "rendere testimonianza alla verità" (Jn 18,37). Ho cercato di portare a tutti gli insegnamenti del Vangelo, predicando la dottrina cristiana con tutte le sue implicazioni, per la vita di ognuno e di tutta la società. La fede vera, la dottrina autentica sono, infatti, condizioni indispensabili e fondamentali per qualunque opera di evangelizzazione. Per questo, ho voluto portarvi l'insostituibile certezza che solo Cristo può dare e orientarvi con una dottrina sicura che porta all'autentica libertà dei figli di Dio. Nei miei diversi incontri con vari settori della società, ho potuto vedere una Chiesa viva, in cui Vescovi e sacerdoti, religiosi e religiose, catechisti e movimenti di apostolato e soprattutto, fedeli dalle più diverse condizioni di vita, giovani e anziani, s'impegnano nella missione evangelizzatrice con fede ed entusiasmo. A tutti desidero dire di non abbandonarvi allo sconforto quando i vostri lavori richiedono grandi sacrifici, affinché la luce del Vangelo raggiunga tutti coloro che ancora non conoscono Cristo. Ricordatevi della promessa del Redentore: "Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo" (Mt 28,20).
3. Il Papa porta nel fondo del cuore il desiderio sincero e la viva speranza che la nazione brasiliana percorra sempre il cammino della valorizzazione della dignità dell'uomo, che sappia accogliere con generosità il dono della vita, che rispetti e salvaguardi l'unità della famiglia, custodisca e difenda i diritti dell'uomo nel suo lavoro e nella convivenza sociale. Il mio sguardo si rivolge a tutti coloro che sognano una vita migliore, nelle città o nelle campagne, nelle fabbriche o negli uffici, in riva al mare o in questa vastissima area interna del Brasile. Per questo, innalzo le mie preghiere a Dio Onnipotente, affinché illumini i governanti perché continuino a trarre ispirazione nei principi evangelici che hanno fatto del Brasile un paese inconfondibile nella sua fisionomia cattolica.
Voglia Dio che in questa "Terra de Santa Cruz" possa regnare la pace, ispirata alla giustizia e alla solidarietà umana. Per questo sono venuto in Brasile, per questo ho provato la gioia di vivere con voi questi giorni indimenticabili.
4. Ringrazio il Signor Ministro degli Affari Esteri, Dott. José Francisco Rezek, per le attenzioni che il Governo brasiliano ha voluto riservarmi. Rinnovo ugualmente i miei ringraziamenti ai Governatori e ai Sindaci che mi hanno accolto con tanto affetto e mi hanno ospitato nei loro Stati e nelle loro città.
Desidero rivolgere un particolare ringraziamento a tutti coloro che, a livello federale o statale, hanno coordinato le complesse operazioni svolte durante la mia visita, nelle quali sono state coinvolte le forze armate e la polizia.
Vorrei aggiungere qui il mio riconoscente apprezzamento ai mezzi di comunicazione e informazione per aver garantito un'ampia copertura del mio viaggio apostolico.
Rivolgo un particolare ringraziamento alla Conferenza Nazionale dei Vescovi del Brasile, per l'attenzione che ha avuto nell'organizzare questa visita.
Ringrazio specialmente il suo Presidente, Monsignor Luciano Mendes de Almeida, e il suo Segretario, Monsignor Antonio Celso Queiroz.
Ai fratelli nell'Episcopato, ai quali mi sento tanto vicino, ai sacerdoti, ai religiosi e alle religiose, a tutti i fratelli, uomini e donne, specialmente a quelli che soffrono, a tutti dico, dal profondo del cuore: molte grazie! Molte grazie a tutti! I miei migliori auguri di prosperità! Dio vi ricompensi e benedica il Brasile, sotto la costante protezione di Nostra Signora Aparecida! Miei cari figli, il Papa sta per partire, ma vi porta tutti nel suo cuore! Sia lodato Nostro Signore Gesù Cristo!
Data: 1991-10-21
Lunedi 21 Ottobre 1991
Titolo: Sul viaggio pastorale in Brasile
1. "Para onde vais?" (dove andate?). In questa domanda era racchiuso il filo conduttore del Congresso Eucaristico, che ha avuto luogo a Fortaleza nel 1980, quando ho avuto la gioia di visitare per la prima volta la Chiesa in terra brasiliana. Sebbene da quella visita sono passati già undici anni, occorre ritornare a quella domanda, dopo il viaggio pastorale di quest'anno in Brasile, che è durato dal 12 al 21 ottobre corrente. Desidero ringraziare per l'invito la Conferenza Episcopale del Brasile, come anche le Autorità civili: il Signor Presidente della Repubblica, il Signor Ministro degli Esteri e tutti coloro che, nel corso del pellegrinaggio del Papa, hanno mostrato espressioni di sincera ospitalità e di intensa collaborazione.
Desidero ringraziare, in modo particolare, i miei Fratelli nell'Episcopato, non soltanto per i vari incontri, ma anche per l'intero programma, il quale, nel suo insieme, è apparso come una risposta alla domanda fatta unidici anni fa: "para onde vais?" (dove andate?). I Pastori in terra brasiliana hanno mostrato la via sulla quale adesso la Chiesa sta camminando e sulla quale in modo decisivo vuole proseguire nell'adempimento della missione ricevuta da Cristo Redentore.
2. Questa missione si manifesta, in modo sintetico, nel filo conduttore del Congresso Eucaristico di quest'anno, che ha riunito tutta la Chiesa brasiliana nell'Arcidiocesi di Natal. Tale Arcidiocesi si è incaricata di organizzare quest'ultimo Congresso Eucaristico dopo quelli di Fortaleza (1980) e di Aparecida (1985). Il motto: "Eucaristia ed Evangelizzazione" ha costituito il punto di partenza a cui si sono ispirati ed hanno preso sviluppo i singoli temi della visita papale, trovando espressione soprattutto nelle omelie pronunciate durante la liturgia eucaristica (oppure durante la liturgia della parola) nelle rispettive tappe del viaggio.
Anche un solo sguardo ai temi ci permette di vedere i problemi piu importanti nel lavoro della Chiesa in terra brasiliana. Li vorrei ricordare nell'ordine in cui sono stati inseriti nella geografia del viaggio.
Così, dunque, a Sao Luis do Maranhao (Nord-Est) il tema dell'evangelizzazione si è concentrato su problemi di particolare urgenza: "terra - giustizia e riforma agraria". Da Nord-Est il cammino ci ha condotti al centro del Paese e, prima di tutto, alla Capitale, Brasilia, dove il tema dell'omelia riguardava il bisogno dell'educazione alla fede per una nuova societa". Durante la visita a Goiania è stato sottolineato un tema quasi simile: La Chiesa come comunità e partecipazione.
3. Il Brasile è un gigantesco Paese, uno dei più grandi sulla terra. La Chiesa qui vive e svolge la sua missione nelle duecentodieci Diocesi. Il programma "locale" del viaggio è stato pensato come complementare alla precedente visita del 1980.
Per la prima volta è stata inclusa nel programma la parte occidentale del Brasile, lo Stato del Mato Grosso, con le due Arcidiocesi di Cuiabà (a Nord, nelle vicinanze della zona amazzonica) e di Campo Grande (a Sud). Il tema delle omelie è stato: "Evangelizzazione: migranti ed ecologia" (a Cuiabà) e "La famiglia e vocazioni" (a Campo Grande). Lo Stato del Mato Grosso è la zona delle nuove migrazioni, principalmente di quelle interne, e della grande differenziazione etnica.
La Chiesa rimane per tutti i diversi gruppi un luogo d'incontro. Essa è luogo d'incontro anche e, direi, in modo notevole, per i primi abitanti di questo territorio, per gli Indios del Brasile, i quali stanno difendendo i loro diritti etnici e, prima di tutto, il diritto alla terra.
Lo svolgimento della visita, poi, ha condotto allo Stato di Santa Catarina, a Sud del Paese. Nella città di Florianopolis il tema dell'omelia è stato il seguente: "Vocazione cristiana alla santita", esso è stato svolto nel contesto della Beatificazione di Madre Paulina, fondatrice della Congregazione delle Piccole Sorelle dell'lmmacolata Concezione.
4. Da Florianopolis il pellegrinaggio si è diretto, negli ultimi due giorni, verso il Nord del Paese, lungo la Costa dell'Oceano Atlantico. L'omelia del sabato, pronunciata nell'Arcidiocesi di Vitoria (nello Stato di Espirito Santo), ha avuto come tema principale: "Maria nella vita della Chiesa". La Santa Messa è terminata con l'Atto di Affidamento alla Vergine Santissima.
Nella zona periferica della città di Vitoria è ritornato di nuovo il tema sociale, in occasione della visita alla "Favela do Lixao de Sao Pedro".
L'attenzione ivi portata sulla contrapposizione tra civiltà dell'amore e civiltà dell'egoismo, ha fatto registrare uno dei punti piu qualificanti del programma di evangelizzazione. Tale argomento è ritornato in occasione della visita all'Arcidiocesi di Maceio (nello Stato di Alagoas). La Chiesa, andando incontro alle necessità dei più poveri, affronta i problemi chiave del "lavoro e della casa", che in questa regione sono sentiti in modo particolarmente doloroso.
Allo stesso gruppo dei temi va aggiunta la catechesi pronunciata a Sao Salvador da Bahia durante l'incontro con l'infanzia. Anche i bambini, infatti, sono, purtroppo, vittime di tante ingiustizie che hanno il loro riflesso nella disordinata vita familiare e nella mancanza di una adeguata cura per la famiglia.
Sull'intera vita brasiliana pesa la disuguale distribuzione dei beni: vi è un abisso tra un piccolo gruppo di uomini molto ricchi e la stragrande maggioranza dei "diseredati". I bambini, che sono le vittime di questa ingiustizia, devono diventare un particolare obbiettivo nell'impegno per l'evangelizzazione della società.
5. Sao Salvador da Bahia, antica capitale del Brasile e sede primaziale della Chiesa in questo Paese, è stata l'ultima tappa di questo pellegrinaggio. In tale città, in cui tante splendide chiese testimoniano il passato della cultura brasiliana, occorreva toccare il tema dell'ormai vicino cinquecentesimo anniversario dell'evangelizzazione dell'America (1992).
Il tema dell'omelia: "Evangelizzazione e missione ad gentes" non soltanto ci ha ricordato il passato, ma ha anche indicato il processo della maturazione della Chiesa nel "Continente della Speranza", per quanto riguarda il dovere missionario. La Chiesa, infatti, è sempre e dappertutto un grande agente delle missioni. Il programma degli incontri previsti nell'itinerario della visita in Brasile era stato pensato in modo che, nell'ambito dei due poli: "missione e evangelizzazione", trovassero il loro posto i singoli agenti delle missioni si è incominciato con l'incontro con i Vescovi e, poi con i sacerdoti (a Natal) e le famiglie religiose, maschili e femminili (a Florianopolis), concentrandosi poi sul problema delle vocazioni e dei seminari (a Brasilia). Al tempo stesso le singole tappe offrivano l'opportunità per gli incontri con il laicato (a Campo Grande), con i giovani (a Cuiabà) e con il mondo della cultura (a Sao Salvador da Bahia).
Attraverso questi circoli passa la corrente dell'evangelizzazione che mira a trasformare "il mondo" brasiliano secondo lo spirito del Vangelo di Cristo.
L'evangelizzazione si realizza anche mediante il dialogo ecumenico questo ha trovato posto nel programma della visita in Brasile nella città di Florianopolis. C'è stato anche l'incontro con la comunità ebraica (a Brasilia).
6. così, dunque, la domanda "para onde vais?" (dove andate?), indirizzata al Brasile - alla società ed alla Chiesa - ha trovato, nel quadro di questa visita papale, una risposta meditata e sistematica.
Merita un rilievo particolare il fatto chce per la prima volta, in terra brasiliana è stata celebrata una Beatificazione.
La Beata Madre Paulina e il primo segno dell'evangelizzazione nella sua dimensione definitiva è più piena. Questa è la dimensione della vocazione alla santità. Mediante questa dimensione la Chiesa, in ogni Paese e Nazione, rivela la sua maturità evangelica il primo beato del Brasile è stato il missionario Jose de Anchieta (gesuita del sedicesimo secolo), che da Tenerife, dove era nato, arrivo nel nuovo Continente. La Beata Madre Paulina è maturata alla santità crescendo sul solo spirituale della Chiesa brasiliana. E' la prima Beata del Brasile! Non manca pero la speranza che questo grande è etnicamente differenziato Popolo di Dio in terra brasiliana nasconda in sè ancora molti altri frutti di matura santità, i quali si renderanno sempre più manifesti in futuro. In questo modo si compiranno le parole di Cristo agli Apostoli: "Andate e portate frutto e il vostro frutto rimanga" (cfr. Jn 15,16).
A questa meta, infatti, porta sempre e dappertutto la via dell'Eucaristia e dell'evangelizzazione.
(Il Papa si è poi rivolto ai pellegrini croati con queste parole:) Un cordiale, paterno saluto rivolgo a tutti voi, cari Croati! Anche oggi rinnovo il mio invito alla Comunità internazionale affinchè continui il suo impegno per fermare la guerra contro la vostra cara Patria, la Croazia, e per assicurare a tutti i popoli dei Balcani la vita in una pace stabile. La sanguinosa guerra che è in atto in Croazia, e le tensioni molto serie in Bosnia-Erzegovina e in Kosovo, interpellano anche i cristiani, i quali non possono sottrarsi al grave compito di contribuire fattivamente alla soluzione di questa crisi e ad alleviare le tragiche conseguenze.
Dio benedica tutti coloro che si impegnano per la pace, e dia la consolazione agli affitti ed esiliati.
Siano lodati Gesù e Maria! (Il Papa ha quindi invitato i presenti a pregare per la Cambogia:) Vi invito ora a rivolgere una preghiera al Signore per la Cambogia, perchè oggi. dopo 12 anni di tragiche lotte fratricide, si firmano a Parigi gli Accordi di Pace, che dovrebbero segnare l'inizio di un nuovo periodo della storia di quel Paese.
Formulo l'auspicio che i responsabili sappiano essere fedeli agli impegni solennemente assunti e che, con l'aiuto della comunità internazionale, che li ha accompagnati in questo lungo e faticoso cammino di pace, affrontino con dedizione e coraggio la ricostruzione del loro amato Paese, superando nel dialogo e nella reciproca fiducia le molteplici difficoltà.
Mi è pure gradito inviare un fervido saluto a tutti i cambogiani, specialmente ai profughi, che, provati da tante sofferenze, possono guardare al futuro con una più sicura speranza.
Un saluto particolare va alla piccola e diletta comunità cattolica che, con l'aiuto del Signore, ha saputo superare le difficili prove e si prepara ad offrire il proprio generoso contributo per la rinascita del Paese.
Affidiamo queste preghiere e questi voti a Maria Regina della Pace.
Data: 1991-10-23
Mercoledi 23 Ottobre 1991
Titolo: Dalla teologia francescana sul creato l'uomo impara a rispettare e a difendere la natura
Illustri Signori!
1. Rivolgo il mio cordiale benvenuto a tutti voi che, a vario titolo, partecipate alla Seconda Edizione del Premio Internazionale per l'Ambiente - San Francesco, "Cantico delle Creature". Saluto il Professor Giovanni Battista Marini-Bettolo Marconi, Presidente dell'Accademia Pontificia delle Scienze, che presiede la Giuria di questa manifestazione. Con lui intendo salutare i membri della Giuria stessa e del Comitato Organizzatore, guidato da Padre Bernardo Przewozny.
Desidero, inoltre, indirizzare un particolare pensiero di ringraziamento ai rappresentanti dell'Ente Nazionale per l'Energia Elettrica, sostenitori della vostra iniziativa. Con sentimenti di stima e di vivo compiacimento accolgo poi il Signor Vice-Presidente del Governo ed il Ministro dell'Ambiente di Costa Rica, i quali ricevono il premio destinato alla loro Nazione, distintasi per opere ed iniziative concrete a salvaguardia e miglioramento dell'ambiente naturale. Ed esprimo sincere felicitazioni anche agli altri premiati, il signor Salvatore Furia, per il settore dell'Educazione e della Comunicazione, ed il signor Thomas Francis Malone, per la ricerca scientifica.
2. Il vostro Premio si ispira alla spiritualità di San Francesco ed in particolare al cantico di lode da lui composto in onore dell'Altissimo, onnipotente, bon Signore. Secondo il poverello di Assisi, il creato, opera della Provvidenza divina, esprime bellezza e bontà, e rende un prezioso servizio all'uomo: parla del Creatore, manifestandone l'eterno disegno di armonia e di pace. Per questo la natura va rispettata e conservata, affinché, stabilendo con essa una sana e corretta relazione, si sia condotti a contemplare il mistero della grandezza e dell'amore di Dio. Ogni essere - canta San Francesco - "è bellu e radiante cum grande splendore: de te, Altissimo, porta significatione" (dal Cantico delle Creature). Tutto prende origine e vigore dal sommo Creatore. A contatto col creato, l'uomo può meglio comprendere gli eterni valori sui quali poggia la vita.
Sono, tra l'altro, i valori della bellezza e della verità, della semplicità e dell'amore, della fedeltà e della solidarietà. Osservando le meraviglie della natura, l'uomo impara a rispettare le leggi che ne reggono il dinamismo; è portato a guardare con gratitudine al piano di Dio sul mondo e l'umanità. Tutta l'esistenza diviene, allora, un cantico di ammirazione e di ringraziamento che si fa contemplazione e preghiera. "Laudate et benedicite mi Signore et rengratiate et servitelo cum grande humilitate". A questo quadro ben noto della "teologia" di Francesco sulle creature molti continuano ancor oggi ad ispirarsi.
3. Anche voi, Signore e Signori, con la vostra iniziativa mirate giustamente a far comprendere l'importanza del rispetto della natura e a correggere taluni interventi dell'uomo su di essa, per nulla attenti all'armonia dell'ambiente. Il problema ecologico è connesso con quello etico e morale. I beni della terra, che nel piano divino debbono essere patrimonio comune, rischiano talora di diventare monopolio soltanto di pochi. Essi vengono utilizzati ad esclusivo beneficio di alcuni, che non di rado li manomettono e, talora, li distruggono, arrecando così un danno all'intera umanità.
Occorre frenare la corsa all'uso egoistico dei beni della terra. Bisogna impedirne la distruzione e l'alterazione perché subiamo tutti le conseguenze negative di scelte ecologiche sconsiderate.
Voi, Signore e Signori, continuate la vostra opera di sensibilizzazione alla salvaguardia dell'ambiente. Diffondete una cultura attenta ai valori del nostro ecosistema; promuovete, con il rispetto delle creature, l'amore riconoscente verso Dio, Padre dell'intera umanità.
Con tali sentimenti auspico che le finalità della vostra Organizzazione trovino vasta eco e corrispondenza nella pubblica opinione, mentre, confidando nella protezione di San Francesco ed esortandovi a seguirne l'esempio, offro a tutti la Benedizione Apostolica.
Data: 1991-10-25
Venerdi 25 Ottobre 1991
Titolo: Chiediamo al Padre il discernimento per cogliere i segni di Dio nel creato
1. "Noverim te, noverim me, Domine!" (cfr. Soliloquiorum Liber II,I,1: PL 32,885).
Cerchiamo di riassumere con queste parole di Sant'Agostino ciò che ci suggeriscono le letture dell'odierna liturgia. "Noverim te"! Quanto siamo sensibili a tutto ciò con cui ci parla il mondo! L'Evangelista mette in evidenza questa sensibilità ai fenomeni della natura: alle nuvole e alla pioggia, al vento e al caldo; all'intero ambiente naturale nel quale l'uomo è immerso. così è stato nei tempi di San Luca e così è oggi; così era e così sarà, finché esisterà il mondo e l'uomo nel mondo.
Aggiungiamo che oggi sul mondo dei fenomeni della natura s'impone il mondo dei prodotti dell'uomo. Nello stesso modo ed insieme diversamente, il mondo prodotto dall'uomo condiziona il "noverim te". Ringrazio tutti voi per la partecipazione a questa Eucaristia. Saluto i Cardinali Prefetti delle Congregazioni interessate, i Gran Cancellieri e i Rettori delle Università Ecclesiastiche, degli Atenei e dei Seminari Pontifici. Saluto i Docenti, gli Studenti, i Sacerdoti, i Religiosi, le Religiose e i Laici che prendono parte a questa concelebrazione. Auguro a tutti voi di iniziare questo nuovo anno con entusiasmo e slancio, che vi permettano di procedere con grande impegno negli studi e di giungere alla piena maturazione nella vostra formazione teologica e spirituale.
2. Nelle parole dell'evangelista Luca Cristo rimprovera gli ascoltatori che sanno giudicare l'aspetto della terra e del cielo e non sanno giudicare questo tempo (Lc 12,56). Manca loro il discernimento della mente e del cuore per scoprire dietro i fenomeni, dietro la sovrabbondanza dei fenomeni la realtà divina. Questa realtà va oltre i fenomeni, è sopratemporale, è una trascendenza assoluta, eppure attraversa il tempo delle creature, entra nel tempo dell'uomo. Il tempo dell'uomo implica in sé il "Kairos" divino: il "noverim te"! E', questo, un invito sempre attuale. Lo sia soprattutto alla soglia del nuovo anno accademico di fronte al quale si trovano tutti gli Atenei di Roma ed anche di tanti altri luoghi del mondo.
"Noverim te"! Si comunichi e si dilati, cari Professori e Studenti, il fervore interiore di questa invocazione agostiniana. Non c'è stata, non c'è e non ci sarà mai un'aspirazione dello spirito umano più alta di questa. Attraverso il mondo, conosciuto sempre meglio dall'uomo, parla l'Eterna Sapienza che è una sola cosa con l'Onnipotenza. Questa Sapienza si manifesta nelle creature, nell'universo. Le creature rivolgono l'intelletto umano verso il Creatore, purché l'uomo non manchi del discernimento di cui parla Cristo. Oggi chiediamo a Dio tale discernimento per saper cogliere i segni di Dio nel creato. Anzi, preghiamo per avere l'apertura della mente e del cuore alla parola di Dio: a questo Verbo che "è presso Dio", al Verbo che è Dio (cfr. Jn 1,2 Jn 1,1), al "Verbo che si è fatto carne" (Jn 1,14) per introdurci nel mistero imperscrutabile del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, di Dio che è Amore. Preghiamo affinché il nuovo anno fruttifichi con una tale conoscenza, che è partecipazione alla parola di Dio; che è, perciò, "teologia".
3. "Noverim me"! "In realtà solamente nel mistero del Verbo incarnato trova vera luce il mistero dell'uomo... Cristo, che è il nuovo Adamo... svela... pienamente l'uomo all'uomo e gli fa conoscere la sua altissima vocazione" (GS 22). L'uomo comprende se stesso nello specchio delle opere e delle parole di Cristo, nello specchio della croce e della risurrezione. L'uomo comprende se stesso nella vocazione, di cui è diventato partecipe in Cristo. Occorre che si risvegli in noi, continuamente, una particolare passione per questa conoscenza, per l'autoconoscenza in Cristo. A tale passione rende testimonianza l'apostolo Paolo nelle parole della Lettera ai Romani che leggiamo oggi: "Io so, infatti, che in me, cioè nella mia carne, non abita il bene; c'è in me il desiderio del bene, ma non la capacità di attuarlo. Infatti acconsento nel mio intimo alla legge di Dio, ma nelle mie membra vedo un'altra legge che muove guerra alla legge della mia mente e mi rende schiavo della legge del peccato" (Rm 7,8 Rm 7,22-23). Tale è il "noverim me" di Paolo nel momento in cui rientra nella profondità del proprio spirito. Se questa diagnosi del proprio intimo non sfocia nella disperazione è perché l'Apostolo non si ferma alla psicanalisi. Il "noverim me" è, nello stesso tempo, una scoperta di Cristo, Redentore dell'uomo. In Lui la profonda liberazione dal peccato è unita alla vocazione, all' adozione a figli nello Spirito Santo.
Questo è il tema su cui si sono incentrati i giovani di tutto il mondo durante il loro incontro mondiale di quest'anno a Czestochowa.
4. La nostra odierna preghiera affonda le sue radici nella liturgia. Ci siamo riuniti qui per invocare: "Veni, Creator Spiritus"! Il "luogo", in cui questo grido diventa più pieno, è l'Eucaristia. Lo Spirito Santo viene sempre nella potenza del sacrificio redentore di Cristo.
Lo Spirito di Verità.
E' necessario che Egli penetri costantemente il "noverim" di Sant'Agostino.
"Noverim te - noverim me, Domine"! E' necessario che Egli sia la Guida delle nostre anime e dei nostri cuori, dei nostri studi, delle nostre lotte, nonostante la nostra debolezza, per conseguire la forma divina della nostra umanità: "mentes tuorum visita, imple superna gratia, quae Tu creasti pectora".
Amen!
Data: 1991-10-25
Venerdi 25 Ottobre 1991
Titolo: Supplichiamo insieme Maria
Care sorelle in Cristo, Siete venute fino a Roma per esprimere il vostro dolore e la vostra protesta contro una guerra ingiusta e crudele che affligge la vostra Patria ed allo stesso tempo, per ringraziare il Papa per tutto ciò che ha fatto finora in favore della pace.
Voi sapete che ogni giorno porto nella mia preghiera la sofferenza di tutte le madri che piangono i loro figli morti o feriti, dei profughi, di quelli che, in una maniera o nell'altra, risentono le gravi conseguenze di una guerra tante volte deprecata e condannata. Voi conoscete tutte le iniziative prese in questi mesi dalla Santa Sede perché siano attese le aspirazioni di giustizia e di libertà dei vostri popoli.
Anche se gli appelli e gli sforzi fatti non hanno dato ancora i frutti desiderati, non dobbiamo perdere la speranza! Preghiamo con maggiore insistenza, affinché il Signore misericordioso muova i cuori dei responsabili di questa grave catastrofe, li renda attenti al grido di dolore di tanti innocenti, li aiuti a comprendere quanto questa guerra sia inutile e li induca a rispettare l'impegno ripetute volte sottoscritto di porre fine alla violenza armata.
Supplichiamo insieme Maria, la Madre Addolorata, perché ottenga il dono della pace, per i Croati e per tutti i popoli di quelle amate terre jugoslave. In particolare preghiamo oggi per gli abitanti di Dubrovnik che stanno soffrendo una prova così dura.
Con questi sentimenti, imploro su di voi, sulla vostra Patria e su tutte le Repubbliche della Jugoslavia la Benedizione di Dio Onnipotente.
Data: 1991-10-26
Sabato 26 Ottobre 1991
Titolo: "Come ambasciatori della Verità e dell'Amore siete chiamati ad un nuova coraggiosa evangelizzazione"
Signor Cardinale, Venerati fratelli nell'Episcopato,
GPII 1991 Insegnamenti - Recita dell'Angelus - Salvador (Brasile)