Catechismo Maggiore di S. Pio X 398

CAPO III. Dei comandamenti che riguardano il prossimo.

1. - Del quarto comandamento.





399
399 D. Che cosa ci ordina il quarto comandamento: Onora il padre e la madre?

R. Il quarto comandamento: Onora il padre e la madre, ci ordina di rispettare il padre e la madre, di obbedire loro in tutto cio che non èpeccato, e di aiutarli nei loro bisogni spirituali e temporali.



400
400 D. Che cosa ci proibisce il quarto comandamento?

R. Il quarto comandamento ci proibisce di offendere i genitori con le parole, con le opere e in qualsiasi altro modo.



401
401 D. Sotto il nome di padre e di madre, quali altre persone comprende questo comandamento?

R. Questo comandamento, sotto il nome di padre e di madre comprende ancora tutti i superiori, cosi ecclesiastici, come secolari, ai quali percio dobbiamo obbedire e portare rispetto.



402
402 D. Donde viene ai genitori l'autorità di comandare ai figliuoli, e l'obbligo ai figliuoli di obbedire loro?

R. L'autorità che i genitori hanno di comandare ai figliuoli, e l'obbligo ai figliuoli di obbedire, viene da Dio che costitui ed ordino la famiglia, acciocché in essa l'uomo trovi i primi mezzi necessari al suo perfezionamento materiale e spirituale.



403
403 D. I genitori hanno dei doveri verso i loro figli?

R. I genitori hanno il dovere di amare, alimentare e mantenere i loro figliuoli, di provvedere alla loro educazione religiosa e civile, di dar loro buono esempio, di allontanarli dall'occasione di peccato, correggerli delle loro mancanze, ed aiutarli ad abbracciare lo stato al quale sono chiamati da Dio.



404
404 D. Ci diede Iddio l'esempio di famiglia perfetta?

R. Iddio ci diede l'esempio di famiglia perfetta nella Sacra Famiglia, nella quale Gesù Cristo visse soggetto a Maria santissima e a S. Giuseppe fino ai trent'anni, cioè fino a quando incomincio ad esercitare la missione affidatagli dall'Eterno Padre di predicare il Vangelo.



405
405 D. Se le famiglie vivessero da sole, separate una dall'altra, potrebbero provvedere a tutti i propri bisogni materiali e morali?

R. Se le famiglie vivessero da sole, separate una dall'altra, non potrebbero provvedere ai propri bisogni, ed è necessario che si siano unite in società civile, a fine di aiutarsi a vicenda per il perfezionamento e la felicità comune.



406
406 D. Che cosa è la società civile?

R. La società civile è l'unione di molte famiglie dipendenti dall'autorità di un capo, per aiutarsi scambievolmente a conseguire il mutuo perfezionamento e la felicità temporale.



407
407 D. Donde viene alla società civile l'autorità che la governa?

R. L'autorità che governa la società civile viene da Dio, che la vuole costituita a bene comune.



408
408 D. Vi è obbligo di rispettare e di obbedire l'autorità che governa la società civile?

R. Si, tutti quelli che appartengono alla società civile hanno l'obbligo di rispettare e di obbedire l'autorità perché viene da Dio, e perché cosi è richiesto dal bene comune.



409
409 D. Si debbono rispettare tutte le leggi che sono imposte dall'autorità civile?

R. Si debbono rispettare tutte le leggi che l'autorità civile impone, purché esse non siano contrarie alla legge di Dio, secondo il comando e l'esempio di nostro Signor Gesù Cristo.



410
410 D. Oltre il rispetto e l'obbedienza alle leggi imposte dall'autorità, coloro che fanno parte della società civile hanno altri do zeri?

R. Coloro che fanno parte della società civile, hanno, oltre l'obbligo del rispetto e dell'obbedienza alle leggi, il dovere di vivere concordi e di adoperarsi ciascuno coi mezzi e con le forze proprie affinché essa sia virtuosa, pacifica, ordinata e prospera a comune vantaggio.
2. - Del quinto comandamento.





411
411 D. Che cosa proibisce il quinto comandamento:Non ammazzare?

R. Il quinto comandamento: Non ammazzare, proibisce di dar morte, battere, ferire o fare qualunque altro danno al prossimo nel corpo, sia per sé, sia per mezzo d'altri; come pure di offenderlo con parole ingiuriose e di volergli male. In questo comandamento Iddio proibisce anche il dar morte a se stesso, ossia il suicidio.



412
412 D. Perché è peccato grave uccidere il prossimo?

R. Perché l'uccisore si usurpa temerariamente il diritto che ha Dio solo sulla vita dell'uomo; perché distrugge la sicurezza dell'umano consorzio, e perché toglie al prossimo la vita, che è il più gran bene naturale che ha sulla terra.



413
413 D. Vi sono dei casi nei quali sia lecito uccidere il prossimo?

R. E lecito uccidere il prossimo quando si combatte in una guerra giusta, quando si eseguisce per ordine dell'autorità suprema la condanna di morte in pena di qualche delitto; e finalmente quando trattasi di necessaria e legittima difesa della vita contro un ingiusto aggressore.



414
414 D. Dio, nel quinto comandamento, proibisce anche di nuocere alla vita spirituale del prossimo?

R. Si, Iddio nel quinto comandamento proibisce anche di nuocere alla vita spirituale del prossimo con lo scandalo.



415
415 D. Che cosa è lo scandalo?

R. Lo scandalo è qualunque detto, fatto o omissione, che è occasione ad altri di commettere peccati.



416
416 D. E peccato grave lo scandalo?

R. Lo scandalo è un peccato grave, perché tende a distruggere la più grande opera di Dio, che è la redenzione, con la perdita delle anime; dà al prossimo la morte dell'anima togliendogli la vita della grazia, che è più preziosa della vita del corpo; è causa di una moltitudine di peccati. Percio Iddio minaccia agli scandalosi i più severi castighi.



417
417 D. Perché nel quinto comandamento, Dio proibisce il dar morte a se stesso, ossia il suicidio?

R. Nel quinto comandamento, Dio proibisce il suicidio perché l'uomo non è padrone della sua vita, come non lo è di quella degli altri. La Chiesa poi punisce il suicida colla privazione della sepoltura ecclesiastica.



418
418 D. E proibito nel quinto comandamento anche il duello?

R. Si, nel quinto comandamento è proibito anche il duello, perché il duello partecipa della malizia del suicidio e dell'omicidio, ed è scomunicato chiunque volontariamente vi ha parte, anche di semplice spettatore.



419
419 D. E anche proibito il duello quando sia escluso il pericolo di morte?

R. E anche proibito questo duello perché non solamente non possiamo uccidere, ma neanche ferire volontariamente noi stessi e gli altri.



420
420 D. La difesa dell'onore puo scusare il duello?

R. No: perché non è vero, che nel duello si ripara l'offesa; e perché non si puo riparare l'onore con un azione ingiusta, irragionevole e barbara, quale è il duello.



421
421 D. Che cosa ci ordina il quinto comandamento?

R. Il quinto comandamento ci ordina di perdonare ai nostri nemici, e di voler bene a tutti.



422
422 D. Che cosa deve fare chi ha danneggiato il prossimo nella vita del corpo, o in quella dell'anima?

R. Chi ha danneggiato il prossimo non basta che si confessi, ma deve anche riparare al male che ha fatto col risarcire al prossimo i danni arrecati, col ritrattare gli errori insegnati, e col dar buoni esempi.
3. - Del sesto e del nono comandamento.





423
423 D. Che cosa ci proibisce il sesto comandamento: Non fornicare?

R. Il sesto comandamento: Non fornicare, ci proibisce ogni atto, ogni sguardo, ogni discorso contrario alla castità, e l'infedeltà nel matrimonio.



424
424 D. Che cosa proibisce il nono comandamento?

R. Il nono comandamento proibisce espressamente ogni desiderio contrario alla fedeltà che i coniugi si sono giurata nel contrarre matrimonio: e proibisce pure ogni colpevole pensiero o desiderio di azione vietata dal sesto comandamento.



425
425. D.  un gran peccato l'impurità?

R. E un peccato gravissimo ed abominevole innanzi a Dio ed agli uomini; avvilisce l'uomo alla condizione dei bruti, lo trascina a molti altri peccati e vizi, e provoca i più terribili castighi in questa vita e nell'altra.



426
426 D. Sono peccati tutti i pensieri che ci vengono in mente contro la purità?

R. I pensieri che ci vengono in mente contro la purità, per se stessi non sono peccati, ma piuttosto tentazioni e incentivi al peccato.



427
427 D. Quando è che sono peccati i pensieri cattivi?

R. I pensieri cattivi, ancorché siano inefficaci, sono peccati quando colpevolmente diamo loro motivo, o vi acconsentiamo, o ci esponiamo al pericolo prossimo di acconsentirvi.



428
428 D. Che cosa ci ordinano il sesto e nono comandamento?

R. Il sesto comandamento ci ordina di essere casti e modesti negli atti, negli sguardi, nel portamento e nelle parole. Il nono comandamento ci ordina di essere casti e puri anche nell'interno, cioè nella mente e nel cuore.



429
429 D. Che cosa ci convien fare per osservare il sesto e il nono comandamento?

R. Per ben osservare il sesto e il nono comandamento, dobbiamo pregare spesso e di cuore Iddio, essere divoti di Maria Vergine Madre della purità, ricordarci che Dio ci vede, pensare alla morte, ai divini castighi, alla passione di Gesù Cristo, custodire i nostri sensi, praticare la mortificazione cristiana e frequentare colle dovute disposizioni i sacramenti.



430
430 D. Che cosa dobbiamo fuggire per mantenerci casti?

R. Per mantenerci casti conviene fuggire l'ozio, i cattivi compagni, la lettura dei libri e dei giornali cattivi, l'intemperanza, il guardare le immagini indecenti, gli spettacoli licenziosi, le conversazioni pericolose, e tutte le altre occasioni di peccato.
4. - Del settimo comandamento.





431
431 D. Che cosa ci proibisce il settimo comandamento: Non rubare?

R. Il settimo comandamento: Non rubare, proibisce di prendere e di ritenere ingiustamente la roba altrui e di recar danno al prossimo nella roba in qualunque altro modo.



432
432 D. Che cosa vuol dire rubare?

R. Vuol dire prendere ingiustamente la roba altrui contro la volontà del padrone, quando cioè egli ha tutta la ragione ed il diritto di non volerne essere privato.



433
433 D. Perché si proibisce il rubare?

R. Perché si pecca contro la giustizia, e si fa ingiuria al prossimo, prendendo e ritenendo contro il suo diritto e la sua volontà cio che gli appartiene.



434
434 D. Che cosa é la roba d'altri?

R. E tutto cio che appartiene al prossimo, che ne ha la proprietà o l'uso, o lo tiene in deposito.



435
435 D. In quanti modi si prende ingiustamente la roba degli altri?

R. In due modi: col furto e con la rapina.



436
436 D. Il fino come si commette?

R. Il furto si commette prendendo occultamente la roba degli altri.



437
437 D. La rapina come si commette?

R. La rapina si commette prendendo con violenza e manifestamente la roba degli altri.



438
438 D. In quali casi si puo prendere la roba degli altri senza far peccato?

R. Quando il padrone non fosse contrario, ovvero quando ingiustamente non volesse, come accadrebbe di uno che avesse estrema necessità, purché prendesse soltanto quanto gli è stretta­mente necessario per sovvenire all'urgente ed estremo bisogno.



439
439 D. Solamente col furto e con la rapina si danneggia il prossimo nella roba?

R. Si danneggia anche con la frode, con l'usura e con qualunque altra ingiustizia contro i suoi beni.



440
440 D. Come si commette la frode?

R. La frode si commette ingannando il pros­simo nel commercio con pesi, misure o monete false e con merci cattive; falsificando scritture e documenti; in somma facendo inganni nelle compre, nelle vendite ed in qualsiasi altro contratto ed anche quando non si vuol dare il giusto ed il convenuto.



441
441 D. In qual modo si commette l'usura?

R. L'usura si commette con l'esigere senza legittimo titolo un illecito interesse per una somma prestata, abusando del bisogno e dell'ignoranza altrui.



442
442 D. Quali altre ingiustizie si commettono contro i beni del prossimo?

R. Col fargli perdere ingiustamente cio che ha, col danneggiarlo nelle possessioni, non la­vorare conforme al dovere, non pagare per malizia i debiti e le dovute mercedi, col ferire od uccidere animali che gli appartengono, col mandare a male le cose avute in custodia, con l'impedire ad alcuno di fare un giusto guadagno, col tenere mano ai ladri, col ricevere, nascondere o comprare la roba rubata.



443
443 D. E peccato grave rubare?

R. E un peccato grave contro la giustizia quando trattasi di materia grave, essendo cosa molto importante che sia rispettato il diritto che ciascuno ha sulla roba propria, e cio per il bene degli individui, delle famiglie e della società.



444
444 D. Quando è grave la materia del furto?

R. E grave quando si toglie cosa rilevante, ed anche quando, togliendosi cosa di poco momento, il prossimo ne patisce grave danno.



445
445 D. Che cosa ci ordina il settimo comandamento?

R. Il settimo comandamento ci ordina di rispettare la roba degli altri, dare la giusta mercede agli operai, ed osservare la giustizia in tutto quello che riguarda la proprietà altrui.



446
446 D. Chi ha peccato contro il settimo comandamento basta che se ne confessi?

R. Chi ha peccato contro il settimo comandamento non basta che se ne confessi, ma bisogna che faccia quello che puo per restituire la roba d'altri e risarcire i danni.



447
447 D. Che cosa è il risarcimento dei danni?

R. Il risarcimento dei danni è il compenso che si deve dare al prossimo dei frutti e dei guadagni perduti a cagione del furto e delle altre ingiustizie commesse a suo danno.



448
448 D. A chi si deve restituire la roba rubata?

R. A chi si è rubato; ai suoi eredi, se egli fosse morto; e se cio fosse veramente impossibile, si deve erogarne il valore a beneficio dei poveri e di pie opere.



449
449 D. Che cosa si deve fare quando si trova qualche cosa di grande valore?

R. Devesi usare grande diligenza per trovarne il padrone, e restituirgliela fedelmente.
5. - Dell' ottavo comandamento.





450
450 D. Che cosa ci proibisce l'ottavo comandamento: Non dire falso testimonio?

R. L'ottavo comandamento: Non dire il falso testimonio, ci proibisce di attestare il falso in giudizio: e proibisce ancora la detrazione o mormorazione, la calunnia, l'adulazione, il giudizio ed il sospetto temerario ed ogni sorta di bugia.



451
451 D. Che cos'è la detrazione o mormorazione?

R. La detrazione o mormorazione è un peccato che consiste nel manifestare, senza giusto motivo, i peccati e difetti altrui.



452
452 D. Che cos'è la calunnia?

R. La calunnia è un peccato che consiste nell'attribuire malignamente al prossimo colpe e difetti che non ha.



453
453 D. Che cos'è l'adulazione?

R. L'adulazione è un peccato che consiste nell' ingannare taluno col dire falsamente bene di lui o di altri, allo scopo di averne vantaggio.



454
454 D. Che cos'è il giudizio o sospetto temerario?

R. Il giudizio o sospetto temerario è un peccato che consiste nel giudicare o sospettar male degli altri senza un giusto fondamento.



455
455 D. Che cos'è la bugia?

R. La bugia è un peccato che consiste nell'asserire per vero o per falso, con parole o con fatti, cio che non si crede tale.



456
456 D. Di quante specie è la bugia?

R. La bugia è di tre specie: giocosa, officiosa e dannosa.



457
457 D. Qual è la bugia giocosa?

R. La bugia giocosa è quella con cui si mentisce per giuoco, e senza pregiudizio di alcuno.



458
458 D. Qual è la bugia officiosa?

R. La bugia officiosa è l'asserzione del falso per la propria o per l'altrui utilità, senza pregiudizio di alcuno.



459
459 D. Qual è la bugia dannosa?

R. La bugia dannosa è l'asserzione del falso con pregiudizio del prossimo.



460
460 D. E mai lecito dir la bugia?

R. Non è mai lecito dir la bugia né per giuoco, né per proprio, né per altrui vantaggio, essendo cosa per se stessa cattiva.



461
461 D. Che peccato è la bugia?

R. La bugia quando è giocosa od officiosa èpeccato veniale; quando poi è dannosa è peccato mortale, se il danno che reca è grave.



462
462 D. E necessario sempre dir tutto come si pensa?

R. Non è sempre necessario, specialmente quando chi interroga non ha il diritto di sapere cio che domanda.



463
463 D. Chi ha peccato contro l'ottavo comandamento, basta che se ne confessi?

R. Chi ha peccato contro l'ottavo comandamento, non basta che se ne confessi, ma obbligato anche a ritrattare quanto disse calunniando il prossimo, e a riparare, nel miglior modo che puo, i danni che gli ha cagionato.



464
464 D. Che cosa ci ordina l'ottavo comandamento?

R. L'ottavo comandamento ci ordina di dire a tempo e luogo la verità, è di interpretare in bene, per quanto possiamo, le azioni del nostro prossimo.
6. - Del decimo comandamento.





465
465 D. Che cosa ci proibisce il decimo comandamento: Non desiderare la roba d'altri?

R. Il decimo comandamento: Non desiderare la roba d'altri, proibisce il desiderio di privare altri della sua roba e il desiderio di acquistar roba con mezzi ingiusti.



466
466 D. Perché proibisce Iddio anche il desiderio della roba altrui?

R. Dio ci proibisce i desideri sregolati della roba altrui, perché Egli vuole che noi anche internamente siamo giusti e ci teniamo sempre più lontani dalle opere ingiuste.



467
467 D. Il decimo comandamento che cosa ci ordina?

R. Il decimo comandamento ci ordina di contentarci dello stato in cui Dio ci ha posti e di soffrire con pazienza la povertà, quando Iddio ci voglia in tale stato.



468
468 D. Come puo il cristiano essere contento nello stato di povertà?

R. Il cristiano puo essere contento anche nello stato di povertà, considerando che massimo bene è la coscienza pura e tranquilla, che la nostra vera patria èil cielo, e che Gesù Cristo si fece povero per amor nostro e ha promesso un premio speciale a tutti quelli che sopportano con pazienza la povertà.

CAPO IV. Dei precetti della Chiesa.

1. - Dei precetti della Chiesa in generale.





469
469 D. Oltre i comandamenti di Dio, che altro dobbiamo noi osservare?

R. Oltre i comandamenti di Dio noi dobbiamo osservare i precetti della Chiesa.



470
470. D. Siamo noi obbligati ad obbedire alla Chiesa?

R. Senza dubbio siamo obbligati ad obbedire alla Chiesa, perché Gesù Cristo medesimo lo comanda, e perché i precetti della Chiesa aiutano ad osservare i comandamenti di Dio.



471
471 D. Quando comincia l'obbligo di osservare i precetti della Chiesa?

R. L'obbligo di osservare i precetti della Chiesa generalmente incomincia dall'uso di ra­gione.



472
472 D.  peccato trasgredire un precetto della Chiesa?

R. Il trasgredire avvertitamente un precetto della Chiesa in materia grave è peccato mortale.



473
473 D. Chi puo dispensare da un precetto della Chiesa?

R. Da un precetto della Chiesa puo dispensare solamente i Papa, e chi da lui ne ha rice­vute le facoltà.



474
474 D. Quanti e quali sono i precetti della Chiesa?

(*) R. I Precetti della Chiesa sono cinque:



1.° Udir la Messa tutte le domeniche e le altre feste comandate.



2.° Digiunare la Quaresima, le quattro tempora e le vigilie comandate; non mangiar carne nei giorni proibiti.



3.° Confessarsi almeno una volta l'anno, e comunicarsi alla Pasqua di Risurrezione, cia­scuno alla propria parrocchia.



4.° Pagare le decime dovute alla Chiesa, secondo le usanze.



5.° Non celebrare le nozze ne' tempi vietati, cioè dalla prima domenica dell'Avvento fino all'Epifania, e dal primo giorno di Quaresima fino all'ottava di Pasqua.
1. - Del primo precetto della Chiesa.





475
475 D. Che cosa ci ordina il primo precetto o comandamento della Chiesa: Ascoltare la Messa tutte le domeniche e le altre feste comandate?

R. Il primo precetto della Chiesa: Ascoltare la Messa tutte le domeniche e le altre feste comandate, ci ordina di assistere con divozione alla santa Messa in tutte le domeniche e nelle altre feste di precetto.



476
476 D. Qual'è la Messa alla quale la Chiesa desidera che si assista nelle domeniche e nelle altre feste di precetto?

R. La Messa alla quale la Chiesa desidera che possibilmente si assista nelle domeniche e nelle altre feste di precetto e la Messa parrocchiale.



477
477 D. Perché la Chiesa raccomanda ai fedeli di assistere alla Messa parrocchiale?

R. La Chiesa raccomanda ai fedeli di assistere alla Messa parrocchiale: 1.° affinché quelli che appartengono alla stessa parrocchia si uniscano a pregare insieme col parroco che è loro capo; 2.° affinché i parrocchiani partecipino maggiormente al santo sacrificio, che è applicato principalmente per loro; 3.° affinché ascoltino le verità del Vangelo che i parrochi hanno obbligo di esporre nella santa Messa; 4.° affinché vengano a conoscere le prescrizioni e gli avvisi che si pubblicano in detta Messa.



478
478 D. Che cosa vuol dire: domenica?

R. Domenica vuol dire giorno del Signore, cioè giorno specialmente consacrato al divino servizio.



479
479 D. Perché nel primo comandamento della Chiesa si fa menzione speciale della domenica?

R. Nel primo comandamento della Chiesa si fa menzione speciale della domenica, perché essa é la festa principale presso i cristiani come il sabato era la festa principale presso gli ebrei, istituita da Dio stesso.



480
480 D. Quali altre feste ha istituito la Chiesa?

R. La Chiesa ha istituito anche le feste di nostro Signore, della SSma Vergine, degli An­geli e dei Santi.



481
481 D. Perché la Chiesa ha istituito altre feste di nostro Signore?

R. La Chiesa ha istituito altre feste di nostro Signore in memoria de' suoi divini misteri.



482
482 D. Le feste della SSma Vergine, degli Angeli e dei Santi perché sono state istituite?

R. Le feste della santissima Vergine, degli Angeli e dei Santi, sono state istituite 1.° in memoria delle grazie che Dio loro ha fatte, e per ringraziarne la divina bontà; 2.° affinché noi li onoriamo, imitiamo i loro esempi e siamo aiutati dalle loro preghiere.
3. - Del secondo precetto della Chiesa. (*)





483
483 D. Che cosa ci ordina il secondo precetto della Chiesa con le parole: Digiunare i giorni comandati?

R. Il secondo precetto della Chiesa con le parole: Digiunare i giorni comandati, ci ordina di osservare il digiuno: 1.° nella Quaresima; 2.° in alcuni giorni dell'Avvento, dove cio è prescritto; 3.° nelle quattro tempora; 4.° in alcune vigilie.



484
484 D. In che consiste il digiuno?

R. Il digiuno consiste nel fare un solo pasto al giorno e nell' astenersi dai cibi vietati.



485
485 D. Nei giorni di digiuno, si puo fare la sera una piccola refezione?

R. Per condiscendenza della Chiesa si puo, nei giorni di digiuno, fare un po' di refezione alla sera.



486
486 D. A che serve il digiuno?

R. Il digiuno serve a meglio disporci all'orazione, a fare penitenza dei peccati commessi e preservarci dal commetterne dei nuovi.



487
487 D. Chi è obbligato al digiuno?

R. Al digiuno sono obbligati tutti i cristiani, che hanno compiuto ventun anno e che non sono o dispensati o scusati da legittimo impedimento.



488
488 D. Quelli che non hanno l'obbligo del digiuno sono affatto esenti dalla mortificazione?

R. Quelli che non hanno l'obbligo del digiuno non sono affatto esenti dalla mortificazione, perché siamo tutti obbligati a fare penitenza.



489
489 D. Per qual fine è stata istituita la Quaresima?

R. La Quaresima è stata istituita per imitare in qualche modo il rigoroso digiuno di quaranta giorni che Gesù Cristo fece nel deserto, e per prepararci col mezzo della penitenza a celebrare santamente la Pasqua.



490
490 D. Per qual fine è stato istituito il digiuno dell'Avvento?

R. Il digiuno dell'Avvento è stato istituito per disporci a celebrare santamente il Natale di N. S. Gesù Cristo.



491
491 D. Per qual fine è stato istituito il digiuno delle quattro tempora?

R. Il digiuno delle quattro tempora, è stato istituito per consacrare ogni stagione dell'anno con la penitenza di alcuni giorni; per domandare a Dio la conservazione dei frutti della terra; per ringraziarlo dei frutti già dati, e per pregarlo di dare alla sua Chiesa dei buoni ministri, dei quali si fa l'ordinazione nei sabati delle quattro tempora.



492
492 D. Per qual fine é stato istituito il digiuno delle vigilie?

R. Il digiuno delle vigilie è stato istituito per prepararci a celebrare santamente le feste principali.



493
493 D. Che cosa ci è proibito nel venerdi e neI sabato non dispensato?

R. Nel venerdi e nel sabato non dispensato, ci è proibito il mangiar carne, eccettuato il caso di necessità.



494
494 D. Perché la Chiesa ha voluto che ci asteniamo dal mangiar carne in questi giorni?

R. Acciocché facciamo penitenza in ogni settimana, e massime il venerdi in onore della Passione, ed il sabato in memoria della sepoltura di Gesù Cristo, e in onore di Maria SSma.
4. - Del terzo precetto della Chiesa.





495
495 D. Che cosa ci comanda la Chiesa colle parole del terzo precetto: Confessarsi almeno una volta l'anno?

R. Con le parole del terzo precetto: Confessarsi almeno una volta l'anno, la Chiesa obbliga tutti i cristiani, che sono giunti all'uso di ragione, ad accostarsi almeno una volta l'anno al sacramento della Penitenza.



496
496 D. Qual è il tempo più opportuno per soddisfare ai precetto della Confessione annuale?

R. Il tempo più opportuno per soddisfare al precetto della confessione annuale é la Quaresima secondo l'uso introdotto e approvato da tutta la Chiesa.



497
497 D. Perché la Chiesa dice che ci confessiamo almeno una volta l'anno?

R. La Chiesa dice: almeno, per farci conoscere il suo desiderio che ci accostiamo più spesso ai santi sacramenti.



498
498 D. E dunque cosa utile confessarsi spesso?

R. E cosa utilissima confessarsi spesso, massimamente perché é difficile che si confessi bene e si tenga lontano dal peccato mortale chi si confessa di rado.



499
499 D. Che cosa ci prescrive la Chiesa con le altre parole del terzo precetto: Comunicarsi almeno alla Pasqua di Risurrezione, ciascuno nella propria parrocchia?

(*) R. Con le altre parole del terzo precetto: Comunicarsi almeno alla Pasqua di Risurrezione, ciascuno nella propria parrocchia, la Chiesa obbliga tutti i cristiani che sono arrivati all'età della discrezione, a ricevere ogni anno la santissima Eucaristia nella propria parrocchia durante il tempo pasquale.



500
500 D. Siamo in altro tempo, fuori di Pasqua, obbligati a comunicarci?

R. Siamo obbligati a comunicarci anche in pericolo di morte.



501
501 D. Perché si dice che ci comunichiamo almeno alla Pasqua?

R. Perché la Chiesa desidera vivamente che non solo alla Pasqua di Risurrezione, ma il più spesso possibile ci accostiamo alla santa Comunione, che é il divino nutrimento delle anime nostre.



502
502 D. Si soddisfa questo precetto con una confessione, o comunione sacrilega?

R. Chi facesse una confessione e comunione sacrilega non soddisfa al terzo precetto della Chiesa, perché l'intenzione della Chiesa é che si ricevano questi sacramenti pel fine per cui furono istituiti, cioè per la nostra santificazione.
5 - Del quarto precetto della Chiesa.





503
503. D. Come si osserva il quarto precetto dalla Chiesa: Pagar le decime dovute alla Chiesa?

R. Il quarto precetto: Pagar le de cime dovute alla Chiesa, si osserva col pagare quelle offerte o prestazioni che sono state stabilite per riconoscere il supremo dominio che Iddio ha sopra tutte le cose, e per provvedere all'onesta sussistenza de' suoi ministri.



504
504 D. Come si devono pagare le decime?

R. Le decime si devono pagare di quelle cose e in quel modo che porta la consuetudine dei luoghi.
6. - Del quinto precetto della Chiesa.





505
505 D. Che cosa ci proibisce la Chiesa nel quinto precetto. Non celebrare le nozze nei tempi proibiti?

(*) R. Nel quinto precetto la Chiesa non vieta la celebrazione del sacramento del Matrimonio; ma soltanto la solennità delle nozze dalla prima domenica dell'Avvento sino all' Epifania, e dal primo giorno di Quaresima sino all'ottava di Pasqua.



506
506 D. Quale è la solennità delle nozze proibita?

R. La solennità proibita da questo precetto consiste nella Messa propria degli sposi, nella benedizione nuziale, e nella pompa straordinaria delle nozze.



507
507 D. Perché le dimostrazioni di pompa non convengono nell'Avvento e nella Quaresima?

R. Le dimostrazioni di pompa non convengono nell'Avvento e nella Quaresima, perché questi sono tempi specialmente consacrati alla penitenza e all'orazione.

CAPO V. Dei doveri particolari del proprio stato e dei consigli evangelici.

1. - Dei doveri dei proprio stato.





508
508 D. Che cosa sono i doveri del proprio stato?

R. Per doveri del proprio stato s'intendono quelle particolari obbligazioni che ciascuno ha per causa dello stato, della condizione e dell'officio in cui si trova.



509
509 D. Chi ha imposto ai vari stati i particolari loro doveri?

R. Dio stesso ha imposto ai vari stati i particolari loro doveri, perché questi derivano da' suoi divini comandamenti.



510
510 D. Spiegatemi con qualche esempio come i doveri particolari derivino dai dieci comandamenti.

R. Nel quarto comandamento sotto il nome di padre e di madre, s'intendono anche tutti i nostri superiori, e percio da quel comandamento derivano tutti i doveri di obbedienza, di amore e di rispetto degli inferiori verso i loro superiori, e tutti i doveri di vigilanza che hanno i superiori verso i loro inferiori.



511
511 D. Da quali comandamenti derivano i doveri degli artigiani, dei commercianti, degli amministratori di roba altrui e simili?

R. I doveri di fedeltà, di sincerità, di giustizia, di equità, che essi hanno, derivano dal settimo, dall'ottavo e dal decimo comandamento che proibiscono ogni frode, ingiustizia, negligenza e doppiezza.



512
512 D. I doveri delle persone consacrate a Dio, da quale comandamento derivano?

R. I doveri delle persone consacrate a Dio derivano dal secondo comandamento che ordina di adempiere i voti e le promesse fatte a Dio, essendosi tali persone obbligate in tal modo alla osservanza di tutti o di alcuni consigli evangelici.
2. - Dei consigli evangelici.





513
513 D. Che cosa sono i consigli evangelici?

R. I consigli evangelici sono alcuni mezzi suggeriti da Gesù Cristo nel santo Vangelo per giungere alla cristiana perfezione.



514
514 D. Quali sono i consigli evangelici?

R. I consigli evangelici sono: la povertà volontaria, la castità perpetua, e l'obbedienza in ogni cosa che non sia peccato.



515
515 D. A che servono i consigli evangelici?

R. I consigli evangelici servono a facilitare l'osservanza dei comandamenti e ad assicurar meglio la eterna salute.



516
516 D. Perché i consigli evangelici facilitano l'osservanza dei comandamenti?

R. I consigli evangelici facilitano l'osservanza dei comandamenti, perché ci aiutano a distaccare il cuore dall'amor della roba, dai piaceri, e dagli onori, e cosi ci allontanano dal peccato.

PARTE QUARTA



DEI SACRAMENTI


CAPO I. Dei sacramenti in generale.

1. - Natura dei sacramenti.





517
517 D. Di che cosa si tratta nella quarta parte della Dottrina cristiana?

R. Nella quarta parte della Dottrina cristiana si tratta dei sacramenti.



518
518 D. Che cosa s'intende con la parola sacramento?

R. Con la parola sacramento s'intende un segno sensibile ed efficace della grazia, istituito da Gesù Cristo per santificare le anime nostre.



519
519 D. Perché chiamate voi i sacramenti segni sensibili ed efficaci della grazia?

R. Chiamo i sacramenti segni sensibili ed efficaci della grazia, perché tutti i sacramenti significano, per mezzo di cose sensibili, la grazia divina che essi producono nell'anima nostra.



520
520 D. Spiegate con un esempio come i sacramenti siano segni sensibili ed efficaci della grazia.

R. Nel Battesimo, il versar l'acqua sul capo della persona, e le parole: io ti battezzo, cioè ti lavo, nel nome del Padre, del Figliuolo, e dello Spirito Santo, sono un segno sensibile di quello che il Battesimo opera nell'anima; perché siccome l'acqua lava il corpo, cosi la grazia data dal Battesimo monda l'anima dal peccato.



521
521 D. Quanti e quali sono i sacramenti?

R. I sacramenti sono sette, cioè: Battesimo, Cresima, Eucaristia, Penitenza, Estrema Unzione, Ordine Sacro, Matrimonio.



522
522 D. Quante cose si richiedono per fare un sacramento?

R. Per fare un sacramento si richiedono la materia, la forma ed il ministro, il quale abbia l'intenzione di fare cio che fa la Chiesa.



523
523 D. Che cosa è la materia dei sacramenti?

R. La materia dei sacramenti è la cosa sensibile che si adopera per farlo: come per esempio l'acqua naturale nel Battesimo; l'olio ed il balsamo nella Cresima.



524
524 D. Che cosa è la forma dei sacramenti?

R. La forma dei sacramenti sono le parole che si proferiscono per farlo.



525
525 D. Chi è il ministro dei sacramenti?

R. Il ministro dei sacramenti è la persona che fa o conferisce il sacramento.
2. Dell'effetto principale dei sacramenti, che è la grazia.





526
526 D. Che cosa è la grazia?

R. La grazia di Dio è un dono interno, soprannaturale, che ci vien dato senza alcun merito nostro, ma per i meriti di Gesù Cristo in ordine alla vita eterna.



527
527 D. Come si distingue la grazia?

R. La grazia si distingue in grazia santificante, che si chiama anche abituale, e in grazia attuale.



528
528 D. Che cosa è la grazia santificante?

R. La grazia santificante è un dono soprannaturale inerente all'anima nostra, che ci rende giusti, figliuoli adottivi di Dio ed eredi del Paradiso.



529
529 D. Di quante sorta è la grazia santificante?

R. La grazia santificante è di due sorta: grazia prima e grazia seconda.



530
530 D. Qual'è la grazia prima?

R. La grazia prima è quella per cui l'uomo passa dallo stato di peccato mortale allo stato di giustizia.



531
531 D. E la grazia seconda qual è?

R. La grazia seconda è un accrescimento della grazia prima.



532
532 D. Che cosa è la grazia attuale?

R. La grazia attuale è un dono soprannaturale, che illumina la nostra mente e muove e conforta la nostra volontà, affinché noi operiamo il bene e ci asteniamo dal male.



533
533 D. Possiamo noi resistere alla grazia di Dio?

R. Si, noi possiamo resistere alla grazia di Dio, perché essa non distrugge il nostro libero arbitrio.



534
534 D. Con le sole nostre forze possiamo noi fare alcuna cosa che ci giovi per la vita eterna?

R. Senza il soccorso della grazia di Dio, con le sole nostre forze, noi non possiamo fare alcuna cosa che ci giovi per la vita eterna.



535
535 D. Come ci viene da Dio comunicata la grazia?

R. La grazia ci viene comunicata da Dio principalmente per mezzo dei santi sacramenti.



536
536 D. I sacramenti, oltre la grazia santificante, ci conferiscono altra grazia?

R. I sacramenti, oltre la grazia santificante, conferiscono anche la grazia sacramentale.



537
537. D. Che cos'è la grazia sacramentale?

R. La grazia sacramentale consiste nel diritto che si acquista ricevendo un sacramento qualunque, di aver a tempo opportuno le grazie attuali necessarie per adempiere gli obblighi che derivano dal sacramento ricevuto. Cosi noi quando fummo battezzati, ricevemmo il diritto di avere le grazie per vivere cristianamente.



538
538 D. I sacramenti dànno sempre la grazia a chi li riceve?

R. I sacramenti dànno sempre la grazia, purché si ricevano con le necessarie disposizioni.



539
539 D. Chi ha dato ai sacramenti la virtù di conferire la grazia?

R. La virtù di conferire la grazia l'ha data ai sacramenti Gesù Cristo con la sua passione e morte.



540
540 D. Quali sono i sacramenti che conferiscono la prima grazia santificante?

R. I sacramenti che conferiscono la prima grazia santificante, che ci rende amici di Dio, sono due: il Battesimo e la Penitenza.



541
541 D. Come si chiamano percio questi due sacramenti?

R. Questi due sacramenti, cioè il Battesimo e la Penitenza, si chiamano percio sacramenti dei morti, perché sono istituiti principalmente per ridare alle anime morte per il peccato la vita della grazia.



542
542 D. Quali sono i sacramenti che accrescono la ,grazia in chi la possiede?

R. I sacramenti che accrescono la grazia in chi la possiede, sono gli altri cinque, cioè la Cresima, l'Eucaristia, l'Estrema Unzione, l'Ordine Sacro ed il Matrimonio, i quali conferiscono la grazia seconda.



543
543 D. Come si chiamano percio questi cinque sacramenti?

R. Questi cinque sacramenti, cioè la Cresima, l'Eucaristia, l'Estrema Unzione, l'Ordine Sacro ed il Matrimonio si chiamano sacramenti dei vivi, perché quelli che li ricevono, devono essere senza peccato mortale, cioè già vivi alla grazia santificante.



544
544 D. Qual peccato commette chi riceve uno dei sacramenti dei vivi sapendo di non essere in grazia di Dio?

R. Chi riceve uno dei sacramenti dei vivi, sapendo di non essere in grazia di Dio, commette un grave sacrilegio.



545
545 D. Quali sono i sacramenti più necessari per salvarci?

R. I sacramenti più necessari per salvarci sono due: il Battesimo e la Penitenza: il Battesimo è necessario a tutti, e la Penitenza è necessaria a tutti quelli che hanno peccato mortalmente dopo il Battesimo.



546
546 D. Qual'è il più grande di tutti i sacramenti?

R. Il più grande di tutti i sacramenti è quello della Eucaristia, perché contiene non solo la grazia, ma anche Gesù Cristo, autore della grazia e dei sacramenti.
3. - Del carattere che imprimono alcuni Sacramenti.





547
547 D. Quali sacramenti si possono ricevere una volta sola?

R. I sacramenti che si possono ricevere una volta sola, sono tre: il Battesimo, la Cresima e l'Ordine Sacro.



548
548 D. Perché i tre sacramenti, Battesimo, Cresima e Ordine Sacro si possono ricevere una volta sola?

R. I tre sacramenti, Battesimo, Cresima e Ordine Sacro, si possono ricevere una volta sola, perché ciascuno di essi imprime il carattere.



549
549 D. Che cosa è il carattere che ciascuno dei tre sacramenti, Battesimo, Cresima e Ordine Sacro imprime nell'anima?

R. Il carattere che ciascuno dei tre sacramenti, Battesimo, Cresima, e Ordine Sacro imprime nell'anima è un segno spirituale, che non si cancella mai più.



550
550 D. A che serve il carattere che imprimono nell'anima questi tre sacramenti?

R. Il carattere che imprimono nell'anima questi tre Sacramenti, serve per contrassegnarci nel Battesimo come membri di Gesù Cristo, nella Cresima come suoi soldati, nell'Ordine Sacro come suoi ministri.

CAPO II. Del Battesimo.


Catechismo Maggiore di S. Pio X 398