Udienze generali 2004 - Salmo 71,12-19: Regno di pace e di benedizione - Vespri giovedì 2a settimana

Mercoledì, 22 dicembre 2004

Mistero del Natale


1. In questo tempo di immediata preparazione alle Feste Natalizie, la liturgia ci ripropone spesso l’invocazione: "Vieni, Signore Gesù". E’ come un ritornello, che sale dal cuore dei credenti di ogni angolo della terra e risuona incessante nella preghiera della Chiesa.

Abbiamo invocato l’avvento di Cristo anche poc’anzi, col canto dell’odierna Antifona "O". In essa il Messia viene chiamato con dei titoli quanto mai belli e significativi, presi dalla tradizione biblica: "Re delle genti", "Atteso da tutte le nazioni", "Pietra angolare, che riunisce i popoli".

2. A Natale contempleremo il grande mistero di Dio che si fa uomo nel seno della Vergine Maria. Egli nasce a Betlemme per condividere la nostra fragile condizione umana! Viene tra noi e porta la salvezza al mondo intero. La sua missione sarà radunare gli uomini e i popoli nell’unica famiglia dei figli di Dio.

Possiamo dire che nel Mistero del Natale ci è dato di contemplare un "salto di qualità" nella storia della salvezza. All’uomo, che con il peccato si era allontanato dal Creatore, viene ora offerto in Cristo il dono di una nuova e più piena comunione con Lui. Si riaccende così nel suo cuore la speranza, mentre si riaprono le porte del paradiso.

3. Carissimi Fratelli e Sorelle! La celebrazione del Natale ormai vicina costituisca per tutti un’occasione propizia per vivere in profondità il valore e il significato del grande evento della nascita di Gesù.

E’ questo l’augurio che formulo a voi, che partecipate a quest’Udienza generale, alle vostre famiglie e alle vostre Comunità di provenienza.

Saluti:


Traduzione italiana del saluto in lingua ucraina:

Cari pellegrini ucraini, vi saluto tutti. Benvenuti!

L'imminente solennità del Natale riempia i vostri cuori della gioia evangelica, e ispiri il vostro impegno per la costruzione della civiltà dell'amore.

A tutti imparto la mia Benedizione.


Traduzione italiana del saluto in lingua polacca:

Il Cantico di Zaccaria che abbiamo sentito poc’anzi ci introduce nell’atmosfera del Natale che vivremo fra poco. Preannuncia la venuta al mondo dell’"Altissimo", del "Signore" che come un "sole dall’alto" illuminerà le ombre del peccato e della morte. Quest’annuncio si è realizzato nella notte di Betlemme, quando il Figlio di Dio è diventato uomo ed è nato dalla Vergine Maria. Ogni anno partecipiamo al mistero di questa nascita, contemplando l’amore di Dio rivelato nel neonato Bimbo.

"Dio nasce, le potenze tremano, Dio dei cieli rivelato…" Ogni anno con nuova potenza ci parlano queste parole del canto natalizio. Ci riempiono di gioia e di pace. A voi, qui presenti e ai miei connazionali nel Paese e all’estero auguro che la solennità del Natale sia un tempo di riscoperta della fede, di crescita nell’amore e di risveglio della speranza. La pace e la gioia della notte di Betlemme dimori per sempre nei cuori di tutti. Felice Natale!

***


Rivolgo ora un cordiale saluto ai pellegrini di lingua italiana. In particolare saluto i Responsabili della Comunità di Sant’Egidio, i fedeli della parrocchia di S. Giovanni apostolo in Barletta e gli artisti del Circo Moira Orfei.

Desidero inoltre salutare i giovani, i malati e gli sposi novelli.

Carissimi, vi ringrazio per la vostra partecipazione a questo incontro. Il Signore che viene a visitarci nel mistero del Natale, rechi a tutti consolazione e speranza.




Mercoledì, 29 dicembre 2004

Tempo di Natale


1. "Molte volte e in diversi modi Dio ha parlato ai nostri Padri per mezzo dei profeti; oggi, invece, parla a noi per mezzo del Figlio" (He 1,1-2).

Nel tempo di Natale assumono singolare eloquenza queste parole con cui inizia la lettera agli Ebrei. Nella Notte Santa Iddio ha rivolto all’umanità di ogni tempo e di ogni luogo la sua definitiva Parola di salvezza. Il Figlio Unigenito del Padre, facendosi uomo, ha posto la sua dimora tra noi. Si è compiuta così l’attesa del Messia annunciato dai profeti. La liturgia di questo periodo è tutta una meditazione ed un approfondimento del mistero dell’Incarnazione.

2. Continuiamo a sostare davanti al Presepe! In questa tradizionale rappresentazione della Natività "l’eterno ed onnipotente Creatore" ci parla per mezzo del Figlio, Signore dell’universo che si è fatto bambino per incontrare l’uomo. La Vergine Maria è la prima ad accoglierlo e a presentarlo al mondo. Accanto a Lei c’è Giuseppe, chiamato ad essere, come Padre, il custode del Redentore.

Completano la scena gli angeli, che proclamano festanti la "gloria di Dio" e annunciano la "pace agli uomini" (cfr Lc 2,14), ed i pastori, rappresentanti della gente umile e povera della terra. Si aggiungeranno tra qualche giorno i Magi, venuti da lontano per adorare il Re dell’universo.

La liturgia del tempo natalizio ci invita ad accorrere festosi alla grotta di Betlemme per incontrare Gesù Cristo, nostro Salvatore: "Venite, fedeli! Venite, adoriamo il Signore Gesù!". A Lui apriamo le porte del cuore, perché ci accompagni ora e lungo tutto l’anno che tra poco inizierà.

Saluti:


Traduzione italiana del saluto in lingua ceca:

Un cordiale benvenuto ai pellegrini di Praga!

Prego il Salvatore, nato per noi, di infondere nei vostri cuori i doni della pace e dell’amore.

Con questi voti volentieri vi benedico!

Sia lodato Gesù Cristo!


Traduzione italiana del saluto in lingua polacca:

Nel periodo del Natale ci fermiamo alla soglia della grotta di Betlemme per contemplare il mistero dell’Incarnazione. Guardando il Bambino riscopriamo la verità che "Molte volte e in diversi modi Dio ha parlato ai nostri Padri per mezzo dei profeti; oggi, invece parla a noi per mezzo del Figlio" (He 1,1-2). Maria è stata la prima ad accogliere il Verbo divino ed è diventata Madre del Salvatore. Accanto a Lei Giuseppe, chiamato a svolgere il ruolo di padre e ad aver cura della Santa Famiglia. Completano la scena gli angeli, che proclamano "la gloria di Dio nell’alto" e "pace agli uomini che Dio ama". Ci sono i pastori, rappresentanti di tutti gli umili e poveri nel mondo. Tra qualche giorno si uniranno a loro i Magi. Anche noi, chiamati dall’invito liturgico "venite, adoremus", veniamo per adorare il neonato Signore.

Do un cordiale benvenuto a tutti i connazionali. Nel periodo di Natale in modo particolare ci rendiamo conto di come grande è l’amore di Dio per l’uomo. Apriamo i nostri cuori all’azione della grazia e riprendiamo lo sforzo di formare la nostra vita così che diventi sempre più degna di quest’amore. A voi e ai vostri cari auguro che questo tempo porti frutti di pace e di gioia. Felice anno nuovo!
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Rivolgo il mio benvenuto ai pellegrini di lingua italiana. In particolare, saluto con affetto i giovani del Movimento dei Focolari e i fedeli di Aprilia. Carissimi, vi auguro di sperimentare la pace e la gioia che Cristo è venuto a donarci nel Natale.

Dirigo, infine, il mio saluto cordiale ai giovani, ai malati ed agli sposi novelli.

La luce di Cristo, che nella Notte di Natale ha brillato sull'umanità, splenda su di voi, e rischiari i passi del vostro cammino nel nuovo anno.

APPELLO DEL SANTO PADRE


Le notizie che continuano a giungere dall’Asia mostrano sempre più la vastità dell’immane catastrofe, che ha colpito in particolare l’India, l’Indonesia, lo Sri Lanka e la Thailandia.

La comunità internazionale e molte organizzazioni umanitarie si sono rapidamente mobilitate per i soccorsi. Così stanno facendo anche numerose istituzioni caritative della Chiesa. Nel clima natalizio di questi giorni invito tutti i credenti e gli uomini di buona volontà a contribuire generosamente a questa grande opera di solidarietà verso popolazioni già duramente provate ed esposte ora al rischio di epidemie. Io resto loro molto vicino con l’affetto e la preghiera, specialmente a quanti sono feriti e senzatetto, mentre affido alla misericordia divina le innumerevoli persone che hanno perso la vita.

Per tutti preghiamo, cantando insieme Pater noster.




Udienze generali 2004 - Salmo 71,12-19: Regno di pace e di benedizione - Vespri giovedì 2a settimana