ESPERIENZE DI FORMAZIONE PERMANENTE IN ASIA

di Ricardo Vidal

 

L'approccio alla formazione permanente non è stato costante in ogni diocesi. Ai livelli nazionale e regionale, la Conferenza episcopale filippina ha elaborato dei programmi per la formazione permanente che costituiscono un suggerimento per i vescovi. Generalmente però le diocesi usano il ritiro annuale e i ritiri mensili come formazione permanente. Tuttavia ci sono alcune diocesi che svolgono un programma di aggiornamento al di fuori dei giorni di ritiro.

La cosiddetta "assenza sabbatica" dopo 5 o 10 anni dall'ordinazione è vissuta come una opportunità per l'aggiornamento. Alcune diocesi inviano i sacerdoti ai corsi di aggiornamento organizzati periodicamente dalla commissione per il clero del Cbcp.

La resistenza e le difficoltà ai programmi

A livello personale, alcuni sacerdoti sono riluttanti poiché ritengono che i programmi siano solo per i sacerdoti " in crisi "; questo costituisce una costante causa di scoraggiamento. Si verifica pure mancanza di entusiasmo tra i preti davanti a questi programmi. Essi, infatti, hanno paura di dover cambiare e proprio chi è più bisognoso di ciò non partecipa affatto.

La resistenza è connessa anche con la difficoltà di trovare " buoni relatori " capaci di entusiasmare il clero. Dobbiamo accennare anche alle difficoltà che si incontrano, in genere, nel trovare le risorse umane per arricchire i programmi e nell'invitare relatori che possano interessare i preti che devono affrontare lunghi viaggi per prendere parte ai corsi.

I tentativi di superare queste difficoltà

Si tratta di quattro iniziative prese dalla commissione per il clero del Cbbp per superare queste difficoltà:

1. I vescovi sono invitati a nominare, per un periodo determinato, un prete con l'incarico di occuparsi della formazione permanente del clero nelle singole diocesi.

2. La commissione sta formando le strutture, a livello provinciale, per la comunicazione, il proseguimento e per il sostegno dei programmi.

3. La commissione ha organizzato un "simposio-ritiro" per i formatori che dovranno stabilire e vivacizzare i programmi della formazione permanente nelle proprie diocesi.

4. La commissione ha redatto un elenco di esperti, specificando il campo di competenza di ciascuno. Ecco così un fondo di risorse di relatori. Sarebbe auspicabile che questi esperti provenissero dalla provincia ecclesiastica, anche al fine di diminuire le spese di viaggio.

Le priorità e i requisiti

1. Occorre trovare le modalità per fornire l'aiuto alle diocesi, ai vicariati e alle prelature più piccole dove sussistono difficoltà per introdurre o sostenere i propri programmi o reperire le risorse per poterli portare a termine.

2. Occorre considerare che un sacerdote incaricato della formazione permanente può fare veramente molto se gode della stima dei confratelli.

3. Incoraggiare i vescovi nel fornire ai sacerdoti l'opportunità, specialmente a quanti di essi da oltre 10 anni in ministero, di offrire il proprio contributo nella redazione dei programmi di aggiornamento. Ancora su questo punto, si rende necessario reperire borse di studio per affrontare le non indifferenti spese.

4. Occorre pensare a un particolare programma per il recupero dei sacerdoti afflitti da gravi problemi o in situazioni non consone al proprio stato.

E urgente aiutare quei sacerdoti, che versano in questi problemi, prima che i mass media speculino sulle loro debolezze ed evitare i conseguenti scandali.

5. Per perseguire queste urgenze della Chiesa occorre avere personale qualificato, nonché riferimenti nazionali di zona.

Conclusione

C'è coscienza di essere appena agli inizi, ma già emergono alcuni segni positivi: i vescovi sono entusiasti del progetto e la volontà di provvedere alle strutture necessarie per il proseguimento è forte e tale da fare ben sperare per procedere risolutamente su questo ancor lungo percorso.

I nostri laici si sono svegliati e camminano con fede; sarebbe una vergogna se i sacerdoti costituissero un ostacolo a tale cammino per il rinvigorimento missionario della Chiesa.

Preghiamo la santa Vergine Maria, madre dei sacerdoti, di voler continuare a pregare per noi tutti.