I R I C E T T O R I S E N S O R I A L I

 

Sensibilità periferica e profonda

  1. La sensibilità periferica può essere visiva, uditiva, olfattiva, gustativa e cutanea; quella profonda riguarda gli organi interni (muscoli, tendini, articolazioni, diaframma, ecc.).
  2. La vista e l'udito sono i sensi più importanti. Il tatto completa e corregge la conoscenza degli oggetti. Il senso di posizione-equilibrio garantisce la posizione eretta e impedisce di cadere anche durante il movimento. Il gusto e l'odorato, benché non assolutamente necessari per vivere, ci difendono da certi pericoli e accrescono i piaceri della vita.
  3. È di fondamentale importanza l'educazione e l'igiene dei sensi, poiché essi condizionano l'educazione e l'igiene della mente (ad es. un bambino che in classe vede poco bene e non è consapevole del suo difetto, seguirà le lezioni con scarso profitto, diventerà svogliato o irrequieto se non si interviene con prontezza).

La soglia sensoriale

  1. Perché uno stimolo venga avvertito, deve avere un'intensità per lo meno uguale al limite minimo della nostra sensibilità. Molti stimoli si fermano aldilà del margine di campo della coscienza (vedi ad es. gli ultrasuoni, o addirittura il caso in cui uno stimolo per noi perfettamente captabile, ci resta fuori della soglia solo perché siamo sopra-pensiero).
  2. L'estensione della soglia sensoriale varia non solo da soggetto a soggetto, ma anche all'interno di uno stesso individuo, poiché dipende dall'attenzione, dall'attitudine (ad es. un musicista è più sensibile al suono di un ragazzo in discoteca), dall'esercizio (l'abitudine rende il senso più ricettivo), dal tono affettivo (cioè dalla nostra partecipazione emotiva).
  3. La soglia dunque è il limite in cui appare o scompare una sensazione: essa determina la quantità minima di eccitazione necessaria perché lo stimolo divenga cosciente. Ma a questa soglia "assoluta" bisogna aggiungere quella "differenziale" (ad es. se a un soggetto con gli occhi bendati poniamo sul palmo della mano un peso di 15 gr., aumentandolo di un gr. alla volta, solo verso i 20 gr. egli noterà la differenza). Questo fenomeno è causato dal fatto che, in condizioni normali, aumentando gradatamente l'intensità dello stimolo, l'intensità della sensazione aumenta con maggiore lentezza (legge di Weber).

Sensibilità visiva

  1. Le sensazioni visive si distinguono in cromatiche (cioè di luminosità colorata) e acromatiche (cioè di luminosità bianca). Quanto più un colore si avvicina al bianco, tanto più ci appare luminoso (la gamma della chiarezza va dal bianco al nero). Un raggio solare (luce bianca) allo spettro contiene i seguenti colori: violetto, indaco, blu, verde, giallo, arancione e rosso.
  2. La cromopsicologia ha dimostrato che esiste un potere psicologico dei colori: il rosso è dinamico, attivo, stimolante; il giallo è eccitante e stimola il lavoro mentale; l'arancione riunisce gli effetti di rosso e giallo ma in modo attenuato; blu-verde-violetto sono più distensivi e invitano alla contemplazione.
  3. La pubblicità, la vetrinistica e la cartellonistica, che manovrano la miscela dei colori per richiamare l'attenzione dell'utente, evitano di mettere insieme colori complementari (ad es. verde + rosso, blu + giallo, giallo + indaco, ecc.), in quanto si otterrebbe una luce neutra che è fonte di disagio. Si tende sempre a preferire il fenomeno di contrasto, che si verifica allorché i due colori accostati non si mescolano ma appaiono simultaneamente.

  1. Un altro fenomeno visivo da considerare è quello dell'adattamento (ad es. se passiamo dalla luce al buio occorrono non meno di 20 secondi per raggiungere l'adattamento completo; se invece dal buio alla luce ne occorrono circa 3).

Sensibilità uditiva

Sensibilità olfattiva

Sensibilità gustativa

Sensibilità cutanea

Sensbilità organica o profonda