DIZIONARIO DI

TERMINI RELIGIOSI

E AFFINI

AQUILINO DE PEDRO

B

C

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B

Baal. (inizio)

In ebraico, " signore ". Nome generico di divinità maschile usato dagli antichi popoli semiti, tra l'altro nella terra di Canaan, dove era così chiamato il dio della fertilità, venerato in " luoghi elevati " e spesso considerato possessore del sole. Nella Bibbia lo si trova a volte citato in coppia con *Astarte; i loro nomi sono anche usati al plurale (cf Gdc 2,11-13).

Babele. (inizio)

Equivalente a *Babilonia.

Babilonia. (inizio)

Designa tanto la capitale che il paese con lo stesso nome. Vi furono deportati un gran numero degli abitanti del regno di Giuda quando, nell'anno 587, Gerusalemme venne conquistata e distrutta da *Nabucodonosor.

Baccanali. (inizio)

Il termine deriva da Bacco, il dio romano corrispondente al Dioniso della mitologia greca. In origine, si trattava di feste oneste, ma poi (all'inizio del sec. II a.C.) degenerarono a Roma in sedute segrete e notturne di un culto orgiastico. Ad esse partecipavano uomini e donne di ogni età, schiavi e liberi di diversa estrazione sociale. Con il pretesto della comunicazione con gli dei, cercavano esperienze strane in mezzo alla promiscuità sessuale, al vino e ad ogni eccesso. Il senato proibì questi riti, non tanto per ragioni morali, quanto perché questo mescolarsi di gente di ogni genere turbava l'ordine sociale di Roma: non solo gli schiavi, ma anche le donne cercavano la liberazione, rispettivamente dai loro padroni e dai loro mariti.

Bàcolo. (inizio)

Bastone ricurvo. Usato dai pastori per condurre il gregge, è diventato simbolo del ministero pastorale più significativo: quello del vescovo. Vedi *Pastorale.

Baden Powell. (inizio)

Vedi *Scautismo.

Baldacchino. (inizio)

Il nome deriva da Baldacco, antico nome di Bagdad, da cui provenivano stoffe preziose. Indica un ricco drappo sostenuto da aste e ornato di frange, usato per riparo e ornamento portatile (processione del SS. Sacramento) o stabile (altare, seggio). Il termine è a volte usato come sinonimo di *ciborio.

Baldassar. (inizio)

Ultimo re arameo di Babilonia. Mentre celebrava un banchetto-orgia, nel quale usavano i vasi sacri asportati dal *tempio di *Gerusalemme, una mano misteriosa scrisse delle parole che *Daniele gli interpretò come preannuncio della fine del suo regno. Quella stessa notte, il re dei Medi, Dario, conquistò Babilonia. Baldassar venne assassinato.

Balmes, Jaime (1810-1848). (inizio)

Filosofo spagnolo, nato a Vich (Barcellona), sacerdote che nella sua breve vita realizzò un enorme lavoro nella diffusione del pensiero. Genialmente intuitivo, oggettivo, amante di san Tommaso ma avversario della decadente scolastica del suo tempo, profondamente umano. Pubblicò scritti di carattere più religioso (El protestantismo comparado con el Catolicismo...; Cartas a un escéptico en materia de religión, Escritos políticos e Cursos de filosofía elemental y fundamental). Le sue opere complete sono raccolte in 33 volumi. La più conosciuta e ristampata è El criterio.

Bambini di Dio. (inizio)

Questa *setta fu fondata da David Berg, uno statunitense nato nel 1919. Negano la Trinità e l'esistenza dell'inferno; hanno annunciato numerose volte la fine del mondo... E una delle sette considerate pericolose dal parlamento europeo e da vari governi, dato che usano tecniche di spersonalizzazione e di sottomissione totale, sottopongono gli adepti a prostituzione a beneficio della setta, realizzano traffici di bambini...

Báñez, Domingo (1528-1604). (inizio)

Teologo domenicano, consigliere di santa Teresa. Scrisse un commento alla *Somma Teologica di san Tommaso. E noto soprattutto per la sua dottrina sul rapporto tra libertà e grazia in opposizione a Luis de *Molina (1535-1600). I bannesianisti (generalmente domenicani) difendono innanzi tutto il potere di Dio e l'efficacia della grazia. I molinisti (principalmente gesuiti) si preoccupano di mettere sempre in salvo la libertà umana. La polemica si è riaperta diverse volte, ma non è mai stato definito il rapporto tra grazia e libertà. Paolo V, nel 1607, senza pronunciarsi sull'essenza del problema, proibì ai difensori dell'una e dell'altra opinione di tacciare di eresia i loro avversari (i bannesianisti vedevano i molinisti tinti di pelagianesimo e questi consideravano quelli in odor di calvinismo).

Bar. (inizio)

In aramaico, " figlio di ". Lo si trova nella composizione di molti nomi, come Bartimeo, Barabba, Bartolomeo, Barnaba.

Barabba. (inizio)

Malfattore preferito a Gesù quando Pilato, nel tentativo di salvare quest'ultimo, chiese ai giudei chi dei due volevano che liberasse in occasione della festa di Pasqua.

Barnaba. (inizio)

*Levita, originario di *Cipro. Si chiamava Giuseppe, ma venne soprannominato dagli apostoli Barnaba, che significa " figlio dell'esortazione " o " della consolazione " (secondo At 4,36). Il nome è di origine neo-babilonese e significa " figlio (del Dio) Nabu ". " Proprietario di un campo, lo vendette e ne consegnò l'importo ai piedi degli apostoli " (At 4,37), ovvero lo mise a disposizione di chi ne aveva bisogno nella comunità. Quando Paolo venne a Gerusalemme, dopo la conversione, fu Barnaba che lo accolse e lo presentò alla comunità cristiana, che lo guardava con sospetto, conoscendolo come persecutore (cf At 9,27). Inviato ad *Antiochia, partì con Paolo per il primo viaggio missionario.

Barocco. (inizio)

Stile artistico che dominò nel secolo XVII e nella prima parte del XVIII, epoca dell'esaltazione cattolica di fronte al protestantesimo. Si caratterizza per lo stile esuberante che esprime " trionfalismo ", sicurezza, gioia di vivere. Predilige le linee curve, arditi effetti prospettici, esuberanti decorazioni. Le più alte realizzazioni dell'arte barocca si ebbero a Roma con Gian Lorenzo Bernini (palazzo Barberini, chiesa di Sant'Andrea in Quirinale, fontane di piazza di Spagna e piazza Navona, porticato della piazza di San Pietro) e con Francesco Borromini (chiesa di San Carlo alle Quattro Fontane, convento e oratorio di San Filippo Neri, cupola di Sant'Ivo alla Sapienza, il palazzo di Propaganda Fide, la chiesa di Sant'Agnese a piazza Navona). Sempre a Roma, ricordiamo il gusto decorativo della chiesa del Gesù. Allo stile barocco si improntano il palazzo del Louvre e la reggia di Versailles. In Spagna, ricordiamo la chiesa della Madonna del Pilar di Saragozza, l'opera scultorea degli " imagineros " spagnoli Gregorio Hernández, Martínez Montañés, ecc.

Baronio, Cesare (1538-1607). (inizio)

Appartenne all'Oratorio di San Filippo Neri e fu cardinale. E noto, soprattutto, per la grandiosa storia della Chiesa che giunge fino al 1198, intitolata Annali ecclesiastici, e pubblicata a partire dal 1588.

Basan. (inizio)

Regione fertile ad est del *Giordano e del lago di *Genesaret, famosa per il suo bestiame, le sue greggi e le possenti querce, più volte citata nell'Antico Testamento.

Basilica. (inizio)

Dal greco, basiliké = reggia. Edificio pubblico romano nel quale si amministrava la giustizia e si trattavano gli affari. Si chiamarono poi basiliche le prime chiese cristiane erette dopo l'editto di Costantino sulle aree delle basiliche civili. Oggi si dicono basiliche quelle chiese insigni alle quali il papa ha conferito questo titolo per antichità o importanza. Il titolo comporta speciali privilegi e, in tal senso, si distinguono basiliche maggiori (San Pietro, San Paolo fuori le Mura, San Giovanni in Laterano, Santa Maria Maggiore, San Lorenzo fuori le Mura, tutte a Roma) e basiliche minori (a Roma e in altri luoghi).

Battesimo. (inizio)

Primo sacramento dell'*iniziazione cristiana, costituita da battesimo, *cresima ed *eucaristia. Il battesimo è il sacramento che ci rende membri della Chiesa, ci comunica la vita di figli di Dio (grazia) e ci libera dal *peccato (originale ed attuale).

Battista. (inizio)

Vedi *Giovanni, 2.

Battistero. (inizio)

Luogo destinato alla celebrazione del battesimo. Può essere un edificio a ciò dedicato, oppure una parte di una chiesa.

Bayo, Michele (1513-1589). (inizio)

Teologo dell'Università di Lovanio le cui dottrine sulla grazia e sulla giustificazione preludono al *giansenismo. Nel tentativo di rendere accettabile la dottrina cattolica ai protestanti, esprime la dottrina sul peccato originale, la libertà e la giustificazione in eccessiva sintonia con quella di Lutero e Calvino. Il papa Pio V, nel 1567, condannò 79 proposizioni o tesi di Bayo.

Beatificazione. (inizio)

Rito con il quale un servo di Dio è elevato agli altari, vale a dire, è proposto come modello di vita cristiana e si permette di tributargli *culto. La beatificazione è un passo verso la *canonizzazione, nella quale il beato viene dichiarato santo. La differenza tra beato e santo è che al beato la Chiesa permette che si professi culto pubblico unicamente in certi luoghi o ambienti; ad esempio, nella nazione o zona nella quale nacque o visse o nella congregazione religiosa alla quale appartenne, mentre al santo si può rendere tale culto senza queste restrizioni.

Beatitudine. (inizio)

Felicità, salvezza. Nella Bibbia abbonda il genere letterario delle beatitudini. Nell'Antico Testamento, principalmente nei salmi, esprimono soprattutto la felicità di cui gode chi serve Dio. Nel Nuovo Testamento, l'esempio tipico sono le beatitudini pronunciate da Gesù all'inizio del *Discorso della montagna (cf Mt 5,1.12; Lc 6,20.23). Ne troviamo molte altre nei Vangeli, in diverse lettere e nell'Apocalisse.

Beato di Liébana ( + 789). (inizio)

Monaco passato alla storia soprattutto per il suo commentario all'Apocalisse.

Per analogia, si chiama anche " beato " un esemplare di quest'opera che contiene su una pagina il testo scritto e su quella a fronte lo stesso contenuto in immagini. Sono rari e di inestimabile valore.

Beato. (inizio)

Il servo di Dio che è stato beatificato.

Beelzebul. (inizio)

O Beelzebub. E il nome che i farisei danno al principe dei demoni (cf Mt 12,24; Mc 3,22; Lc 11,15).

Beggardi. (inizio)

O beghini e beghine. Uomini, e soprattutto donne, che, nei secoli XII e XIII, conducevano una vita di pietà ed austerità in solitudine o in comunità. Non appartenevano a istituti religiosi, ma osservavano in larga misura gli stessi impegni. Nel secolo XIII e nei secoli successivi, si indicano con lo stesso nome i seguaci di una setta condannata da Clemente V e Bonifacio VIII. Nel secolo XIV, vengono così chiamati i fedeli che seguono la spiritualità francescana.

Beghine. (inizio)

Vedi *Beggardi.

Bel. (inizio)

Una divinità babilonese.

Beliar. (inizio)

Nome dato nel giudaismo al demonio. San Paolo lo contrappone a Cristo (2 Cor 6,15), per cui viene ad equivalere ad *Anticristo.

Bellarmino, Roberto, santo (1542-1621). (inizio)

Dottore della Chiesa, teologo e cardinale. Il suo catechismo, pubblicato nel 1598 (vedi *Astete), ebbe numerosissime edizioni. E sepolto nella chiesa di Sant'Ignazio a Roma.

Benedettini. (inizio)

Ordine religioso, fondato da san *Benedetto, prototipo delle congregazioni monastiche in Occidente. Sotto la regola benedettina, si raccolsero diverse fondazioni indipendenti di monaci nel corso dei secoli; i benedettini sono, pertanto, una famiglia con molte ramificazioni, attualmente confederate. Benedettini sono stati più di 40 papi, più di 150 *cardinali e non meno di 20.000 tra *patriarchi, *arcivescovi e *vescovi, oltre a più di 15.700 importanti scrittori e letterati. Con una simile influenza, hanno in larga parte forgiato la cultura europea. Giustamente, Paolo VI proclamò san Benedetto patrono d'Europa (cf EdlRC).

Benedetto da Norcia, santo (480-547). (inizio)

Padre del monachesimo occidentale. E il fondatore dei *benedettini. Nel 529, fondò l'abbazia di *Montecassino. Qui scrisse la Regola dei monaci, modello di tutte le regole d'Occidente. Essa si ispira a due grandi principi: il lavoro e la preghiera - " ora et labora ", è il motto benedettino. I monaci si dedicheranno al lavoro dei campi, allo studio e ad altre mansioni, come la copiatura dei manoscritti, mentre il monastero diventerà un luogo di pace e di armonia fraterna oltre che di ospitalità.

Benedizionale. (inizio)

Libro liturgico che contiene la dottrina della Chiesa sulle benedizioni e i formulari per celebrare questo *sacramentale nelle più diverse circostanze. Nella riforma post-conciliare, fu pubblicato, nel 1984, dalla Congregazione per il Culto Divino. La traduzione in lingua italiana venne pubblicata nel 1992.

Benedizione. (inizio)

In senso ascendente, preghiera nella quale si loda o si rende gloria a Dio e ai santi. In senso discendente, favore o protezione concesse da Dio o dai santi. E anche la preghiera con la quale la Chiesa implora la protezione di Dio sulle persone. Quando la Chiesa benedice cose o luoghi in relazione con la vita umana, " lo fa tenendo sempre presente gli uomini che utilizzano quelle cose e operano in quei luoghi " (Benedizionale, n. 12). Si distingue tra benedizione costituiva (permanente e irripetibile, per la quale un oggetto o luogo rimane riservato al culto, come una chiesa) e benedizione invocativa (nella quale si chiede semplicemente a Dio la sua protezione, per esempio la benedizione di un bambino). Nella Domenica di Pasqua e in altre occasioni il papa elargisce una benedizione *urbi et orbi.

Beneficio ecclesiastico. (inizio)

Rendita o altro tipo di utile annesso a un ministero ecclesiale. L'attuale *Codice di Diritto Canonico dispone che, dove ancora esiste, sia poco a poco eliminato (cf CIC 1272).

Berakà. (inizio)

Benedizione, preghiera di lode e azione di grazia. E un genere molto abbondante nella *Bibbia, particolarmente nei *Salmi. Ve ne sono discendenti (Dio benedice) e ascendenti (l'uomo benedice o loda Dio). Tra queste, le più antiche sono quelle pronunciate da *Melchisedek (cf Gn 14,17-20), da *Eliezer, il servo di *Abramo (cf Gn 24,26-27) e da *Ietro, il suocero di *Mosè (cf Es 18,9-11). Gli ebrei pronunciavano molte benedizioni fin dalla preghiera del mattino e poi nella vita quotidiana: particolarmente solenne era quella pronunciata nella notte di *Pasqua. Gesù istituì l'eucaristia " pronunziata la benedizione ", ovvero la solenne berakà di Pasqua.

Berceo, Gonzalo de (ca. 1180-1246). (inizio)

La prima figura storica della letteratura spagnola. Chierico secolare in un convento benedettino, scrisse agiografie e poemi mariani.

Berengario di Tours (+ 1088). (inizio)

Cancelliere nella città di Tours, la cui dottrina, all'estremo opposto del crasso realismo sostenuto due secoli prima da Pascasio Radberto (, 860), spiegava la presenza di Cristo nell'eucaristia in modo non reale ma dinamico. La sua dottrina fu condannata. Pur essendosi rifiutato numerose volte di accettare le condanne dei sinodi, morì alla fine riconciliato con la Chiesa.

Bernardino di Sagunto (1499-1590). (inizio)

*Francescano. Giunse in Messico nel 1529 e lavorò infaticabilmente tra gli indios. Con un gruppo di essi realizzò studi su diversi aspetti della loro vita (costumi, religione, vizi e virtù, commerci, regime di proprietà) e perfino sulla conquista vista nella loro prospettiva. Scrisse una grammatica e un dizionario azteco, oltre che una Historia general de las cosas de la Nueva España. Con altri francescani realizzò un colossale lavoro di etnografia. Il Consiglio delle Indie dubitò dell'opportunità di divulgare questi lavori per paura che contribuissero a mantenere il *paganesimo; ma i manoscritti vennero conservati e nel 1779 furono riscoperti.

Bernardo, san (1091-1153). (inizio)

Monaco cistercense, fonda nel 1115 il monastero di Chiaravalle, di cui diviene abate. Darà uno straordinario impulso al suo ordine religioso, fondando quasi 70 abbazie, cioè più di due ogni anno. Alla sua morte, 164 monasteri su 350 dipendono da Chiaravalle. I suoi scritti, di manifesta impronta monastica, ebbero una vasta diffusione e una profonda influenza. Contribuì a riformare il monachesimo. Difese un ideale monastico puramente contemplativo, ma fu anche un uomo d'azione. Predicò anche durante la seconda crociata.

Berretta. (inizio)

Copricapo rosso che il papa consegna ai cardinali quando li promuove a tale dignità.

Bersabea. (inizio)

Città all'estremità meridionale di Israele. Per indicare tutto il paese, si diceva: " Da Dan a Bersabea ". Il pozzo (Be'er) che diede nome alla città fu scavato da Abramo.

Bérulle, Pierre de (1575-1629). (inizio)

Fondatore dell'Oratorio francese. Fu nominato cardinale da Urbano VIII, che lo definì " l'apostolo del Verbo Incarnato ". Questo sarà, infatti, il tema essenziale delle sue opere spirituali, che ebbero grande influenza ai suoi tempi e furono poi seguite da diverse scuole. Tra i suoi discepoli, san *Vincenzo de' Paoli.

Bestemmia. (inizio)

Espressione ingiuriosa contro Dio o i santi.

Betania. (inizio)

In ebraico, " casa del povero o casa di Anania ". Villaggio situato a circa tre chilometri da *Gerusalemme, sul lato est del *Monte degli Olivi, sulla strada di *Gerico. Qui risiedevano i fratelli *Lazzaro, *Marta e *Maria, amici di Gesù, che a volte veniva ospitato a casa loro assieme agli apostoli.

Betel. (inizio)

In ebraico, " casa di Dio ". Nome dato da Giacobbe al luogo nel quale, in sogno, vide una scala che univa la terra al cielo. Qui Dio gli promise di proteggerlo e di dare ai suoi discendenti quel paese (cf Gn 28,10.22). Fu, in seguito, il nome di un santuario e poi di una città, a 19 chilometri a nord di *Gerusalemme. Quando il regno di Israele e di Giuda si divisero, alla morte di Salomone, Geroboamo, re del regno del nord, eresse a Betel (così come a Dan) un santuario con un vitello d'oro, per evitare che i suoi sudditi andassero al tempio di Gerusalemme (cf 1 Re 12,29.33).

Betesda. (inizio)

Vedi Bezaetà.

Betlemme. (inizio)

Si suole interpretare il nome come " casa del pane ", anche se questa etimologia non è certa. Città a sette chilometri a sud di Gerusalemme, è la " città di Davide ". In essa, secondo Mt 2,1 e Lc 2,4.7, nacque Gesù. A quei tempi avrà avuto circa 2.000 abitanti, oggi ne ha circa 30.000.

Betsaida. (inizio)

" Casa di pesca ". Piccola cittadina del nord, sulle rive del lago di *Genesaret, a destra del *Giordano. Da essa venivano alcuni apostoli, almeno Filippo, Pietro e Andrea. Gesù rimproverò questa città, come fece con Cafarnao e Corazin, per non aver fatto penitenza dopo aver udito la sua predicazione e avere assistito ai suoi miracoli (cf Mt 11,21). Vi avvenne la guarigione di un cieco (cf Mc 8,22.26).

Beza, Teodoro di (1519-1605). (inizio)

Teologo calvinista francese. Succedette a Calvino nella cattedra di teologia a Ginevra. Dotto umanista, donò all'Università di Cambridge il *Codice che da lui prende il nome, uno dei principali manoscritti biblici.

Bezaetà (o Betesda). (inizio)

In ebraico, " casa di misericordia ". Grande piscina situata a nord del *tempio di *Gerusalemme. San Giovanni, nel narrare la guarigione di un paralitico in questo luogo, dice che aveva cinque portici, il che, secondo le ricerche archeologiche, non significa che fosse pentagonale, ma che era di forma rettangolare allargata, divisa a metà, in modo che venivano ad essere due piscine unite (cf Gv 5). In essa si raccoglievano le acque piovane che, grazie a un condotto sotterraneo, venivano utilizzate poi nel tempio.

Bibbia. (inizio)

Termine greco, plurale di *biblos = libro. Il nome indica, quindi, il libro per eccellenza. I greci dettero questo nome ai *rotoli, perché la città di Biblos era un importante centro commerciale di rotoli di papiro. La Bibbia è il libro, o piuttosto l'insieme di libri, nei quali riconosciamo l'*ispirazione di Dio. Si divide in Antico Testamento e Nuovo Testamento.

L'AT è comune a ebrei e cristiani; è formato dai libri scritti prima di Cristo. Si distinguono in quattro gruppi: a) *Pentateuco (la legge) b) Libri storici c) Libri profetici d) Libri *sapienziali.

Il NT è costituito dai libri scritti dopo Gesù. Si raggruppano in: a) *Vangeli b) *Atti degli Apostoli c) *Lettere e d) *Apocalisse.

La lista dei libri della Bibbia costituisce il *Canone. Sono 45 nell'AT e 27 nel NT. Quelli ammessi senza discussione si chiamano protocanonici, che significa " i primi canonici "; quelli che gli ebrei per l'AT e i protestanti (alcuni libri dell'AT e altri del NT) non ammettono sono chiamati *deuterocanonici, vale a dire " riconosciuti canonici in un secondo momento ". I credenti riconoscono la Bibbia come parola di Dio, scritta sotto l'ispirazione dello Spirito Santo.

La Bibbia è il libro del quale si sono copiate a mano e poi stampate più copie. L'AT venne scritto in ebraico, salvo alcune piccole parti che furono scritte in aramaico e alcuni libri dell'ultima epoca scritti in greco. Il NT fu scritto tutto in greco.

La Bibbia è stata tradotta in quasi tutte le lingue del mondo. Le principali traduzioni o versioni della Bibbia sono:

- Dall'ebraico al greco, detta dei *Settanta, che è la più importante. Quella di *Aquila, di Teodozione e di *Simmaco.

- Dall'ebraico all'aramaico esistono diversi *targumin (= traduzioni). Esistono anche antiche traduzioni siriache e copte e di altre lingue meno importanti.

- Le versioni latine principali sono: la *Vetus latina e la *Vulgata. Nel 1979, è stata pubblicata la *Neovulgata.

Bibbia dei poveri. (inizio)

Figure dell'Antico e del Nuovo Testamento che, negli ultimi secoli del medioevo, si presentavano in serie, accompagnate da testi biblici o non biblici, più accessibili economicamente delle edizioni della Bibbia, anche se non alla portata dei poveri. Questo nome, dato più tardi, risponde più che altro alla forma in cui erano presentate. Vengono chiamate così anche le raffigurazioni bibliche sulle pareti delle chiese, comprensibili anche da coloro che non sanno leggere.

Bigamia. (inizio)

Lo stato di chi è bigamo, ovvero ha due mogli o due mariti. Vedi *Poligamia.

Bilocazione. (inizio)

Il trovarsi simultaneamente in due luoghi diversi. I casi descritti in alcune vite di santi, ad esempio quella di san *Martino di Porres, data l'impossibilità fisica, si cerca di spiegarli come apparenze o altri modi di intervento soprannaturale.

Binazione. (inizio)

Facoltà data a un sacerdote di celebrare la messa due volte nello stesso giorno. In questo caso si dice che bina (cf CIC 905,2).

Bioetica Morale della vita. (inizio)

E la parte dell'etica, o della morale, che tratta del comportamento umano in relazione all'origine della vita e al suo sviluppo.

Bisanzio. (inizio)

Vedi *Costantinopoli.

Bitinia. (inizio)

Regione nord-occidentale dell'*Asia Minore. Ai tempi del Nuovo Testamento era provincia romana (cf At 16,7; 1 Pt 1). *Plinio il Giovane, governatore di questa provincia, è uno dei primi scrittori non cristiani a parlare di Cristo e dei cristiani nella lettera all'imperatore Traiano verso l'anno 112.

Bizantina, Arte. (inizio)

Arte sviluppatasi nell'ambiente romano-ellenistico. Si caratterizza per il simbolismo (in opposizione al naturalismo) e per la sua rigidità ieratica. Nell'architettura, è rappresentata tipicamente da Santa Sofia a Costantinopoli e, in Occidente, da San Marco a Venezia e San Vitale a Ravenna.

Boanerghes. (inizio)

" Figli del tuono ". Questo soprannome viene dato nel Vangelo a Giacomo e a suo fratello Giovanni per il loro carattere impetuoso, che dimostrano, ad esempio, quando pensano di far cadere un fuoco dal cielo contro i samaritani che non vogliono ricevere Gesù e i suoi accompagnatori in viaggio verso Gerusalemme (cf Mc 3,17 e Lc 9,51.56).

Bodmer. (inizio)

Nome con il quale si designano una serie di *papiri del Nuovo Testamento. I più importanti sono Bodmer II e Bodmer XIV-XV, del secolo III, che contengono la maggior parte dei Vangeli di Luca e Giovanni.

Boezio, Anicio Manlio Torquato Severino (ca. 480-524). (inizio)

Di nobile famiglia romana, studiò ad Atene. Tradusse in latino alcune opere di filosofi greci. Scrisse trattati di filosofia, musica e teologia. E stato definito " l'ultimo dei filosofi romani e il primo dei teologi scolastici ". Per aver difeso l'ex-console Albino di fronte all'imperatore ostrogoto Teodorico, fu accusato di tradimento e sacrilegio (astrologia), incarcerato, torturato e messo a morte. Scrisse in carcere la sua opera più famosa, De consolatione philosophiae. A volte lo si considera martire, anche se la causa della sua morte fu più politica che religiosa. Leone XIII approvò il suo culto nel 1883. E sepolto a Pavia.

Bolla. (inizio)

Documento della massima importanza firmato dal papa. E così detta dal bollo di piombo che vi si sospende con una funicella a mo' di sigillo, sul quale è impresso da un lato l'effigie degli apostoli Pietro e Paolo e dall'altro il nome del papa. Le prime parole della bolla, scritta sempre in latino, danno il nome al documento.

Bolland, Jan van (1596-1665). (inizio)

Gesuita fiammingo, iniziò la compilazione degli Acta Sanctorum, ovvero lo studio critico sui documenti originali e la pubblicazione della storia dei santi, secondo l'ordine del calendario liturgico (vedi *Agiografia).

Bollandisti. (inizio)

Gesuiti continuatori della monumentale opera iniziata da padre *Bolland. L'équipe di lavoro, ai nostri giorni, è composta da cinque studiosi.

Bosco, Giovanni, santo (1815-1888). (inizio)

Fondatore degli Oratori salesiani (1846) per ragazzi poveri e abbandonati, della Società di san Francesco di Sales o Salesiani (1859) e, con Madre *Mazzarello, dell'istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice (1872). Caratteristica della sua azione catechistica sono gli oratori festivi, che implicano un modo particolare di educare. La sua vastissima attività diede vita a scuole di educazione professionale, ospizi, pensionati, ecc., diffusi in tutti i paesi del mondo. Fu canonizzato da Pio XI nel 1934.

Bossuet, Jacques-Bénigne (1627-1704). (inizio)

Vescovo di Meaux, buon oratore, ebbe grande influenza nella politica religiosa del suo tempo. Redasse i quattro articoli della Dichiarazione in cui si condensa il *gallicanesimo. In seguito alle sue pressioni, unite a quelle di Luigi XIV, Roma condannò 23 proposizioni di Fénelon, accusate di *quietismo (1699). Bossuet fu anche uno scrittore prolifico: Sermoni, Orazioni funebri, Discorso sulla storia universale.

Brahma. (inizio)

Suprema divinità indù. E l'organizzatore del mondo; personifica la parola sacra o saggezza. Si manifesta come Trimurti (Trinità), costituita da Brahma, principio creatore, Visnù, principio conservatore, e Siva, principio distruttore. Viene rappresentato con quattro teste, espressione della sua saggezza. E il regolatore del *karma.

Brahmani o bramini. (inizio)

Membri della *casta sacerdotale, la prima delle quattro caste in cui si divide la società indù. Sono educati alla conoscenza dei *Veda, ai riti e alle osservanze religiose. Sono divisi in numerose sottocaste. Attualmente, a parte il loro speciale rapporto con la religione, sono la classe più colta ed occupano le professioni più prestigiose.

Breviario. (inizio)

Dal latino breviarium = compendio. Veniva così chiamato il libro o i libri che contenevano l'ufficio divino o preghiera ufficiale della Chiesa, in quanto forma abbreviata della struttura antica. La riforma successiva al Vaticano II ha sostituito questo nome con quello di *Liturgia delle Ore; si usa ancora, ma meno spesso, il nome ufficio divino.

Budda. (inizio)

In sanscrito, " l'illuminato, lo svegliato ". Epiteto con il quale è indicato il principe indiano Siddharta-Gotama, (ca. 563-483 a.C.) fondatore della religione buddista.

Buddismo. (inizio)

Sistema di dottrina e di vita che prende il suo nome da *Budda. Il buddismo cerca la pace e la serenità nella soppressione di qualsiasi desiderio. Il suo ideale è il raggiungimento del *Nirvana (" estinzione "), una specie di estasi nella quale si estinguono tutti i desideri. Il buddismo crede nella reincarnazione (vedi *Metempsicosi). E molto diffuso in Oriente. E normalmente considerato una delle grandi religioni, benché alcuni esitino a riconoscerlo come tale, dato che non comporta la fede esplicita in un Dio personale.

Bultmann, Rudolf. (inizio)

Vedi *Demitizzazione e *Mito.

 

 

C

Caaba (inizio)

Vedi *Kaaba.

Cabala. (inizio)

Dall'ebraico Kabbalah = tradizione. Sistema filosofico-teologico che, in circoli mistici ebraici e cristiani del Medio Evo (dal sec. XIII in poi) analizzava la Bibbia ricorrendo ad anagrammi, combinazioni di lettere e scienze occulte (*Astrologia, *Negromanzia, eccetera) per scoprirne il senso. Oggi indica il tentativo di scoprire una cosa per mezzo di calcoli *superstiziosi.

Cafàrnao. (inizio)

Al tempo di Gesù, importante città sulla riva nord-occidentale del lago di *Genèsaret, circa 4 km ad ovest dal luogo dove sbocca il *Giordano. Gesù vi fissò la base del suo ministero pubblico e vi operò molti miracoli (guarigione della suocera di Pietro, del servo di un centurione...). Qui, insegnando nella sinagoga, annunciò il suo messaggio, ma non venne accolto, ed egli ne annunciò la rovina imminente con la città di *Betsaida. Dopo gli scavi archeologici, all'inizio del secolo XX, è stata parzialmente ricostruita la sinagoga (Mt 4,13; 8,5; 11,23; 17,24; Mc 1,21; 2,1; 9,33; Lc 4,23; Gv 2,12; 4,46; 6, 17.24.59...).

Càifa. (inizio)

*Sommo sacerdote di Gerusalemme (dal 15 al 36 d.C.) e presidente del *sinedrio che condannò Gesù. Era suocero di *Anna. Fu persecutore dei primi cristiani (Mt 26, 3.57s.; Lc 3,2; Gv 18,13 ss.; At 4,6; 5,17).

Caino. (inizio)

Primogenito di Adamo ed Eva. Faceva il contadino e uccise per invidia suo fratello *Abele. Dio lo condannò a vivere una vita errante, ma gli impose anche un segno perché nessuno lo colpisse. Come per l'insieme dei primi undici capitoli della *Genesi, non bisogna prendere questo racconto in un senso storico letterale; si tratta, piuttosto, di teologia in forma di storia. Caino è il prototipo dell'uomo malvagio che si disinteressa dei suoi fratelli.

Calcedonia. (inizio)

Antica città dorica, oggi sobborgo di Istanbul, dove nel 451, per iniziativa dell'imperatore Marciano, si radunò il IV *concilio ecumenico, che condannò la dottrina di *Eutiche e definì il dogma delle due nature di Cristo.

Calendario. (inizio)

Suddivisione del tempo nel corso dell'anno. Sono esistiti ed esistono svariati calendari. Ci interessano qui il calendario ebraico al tempo di Gesù e il calendario liturgico.

Gli ebrei usavano il calendario di dodici mesi lunari (354 giorni: 28 giorni al mese), sebbene tenessero conto anche del calendario degli agricoltori, aggiungendo un mese in più ogni tre anni. In questo calendario, le feste cadevano sempre nello stesso giorno della settimana. L'anno iniziava con il primo mese della primavera, *Nisan. Gli esseni seguivano un calendario solare: dodici mesi di trenta giorni, più un giorno aggiunto ogni trimestre. Anche in questo sistema, le feste cadevano sempre nello stesso giorno della settimana. Qualcuno ritiene che, secondo questo calendario, l'*Ultima cena potrebbe avere avuto luogo il martedì e non il giovedì (cf X. Léon-Dufour, Dizionario del Nuovo Testamento, alla voce: Calendario).

La Chiesa ha il proprio calendario nel quale combina l'anno civile con quello liturgico (v. *Anno liturgico). Alcune feste del Signore (Natale, Presentazione al tempio, Incarnazione, Trasfigurazione, ecc.) e le feste dedicate a Maria e ai santi sono fissate secondo il calendario civile, in quanto i tempi dell'anno e altre feste hanno un'ubicazione mobile.

Calende - Idi. (inizio)

Nell'antica Roma, le calende erano il primo giorno del mese. Poiché usavano il sistema dei mesi lunari, tutti i mesi erano uguali. A partire da quel primo giorno, contavano all'indietro fino al giorno successivo alle idi, che era il giorno del plenilunio. Nel calendario solare di Giulio Cesare, le idi erano il giorno 15 dei mesi di marzo, maggio, luglio e ottobre e il 13 degli altri mesi. Dalle idi si contavano all'indietro i sette giorni precedenti, in modo simile a quel che si faceva per le calende. Nel Martirologio della Chiesa Romana si usava questo sistema di calcolo.

Calice. (inizio)

Coppa o vaso che il sacerdote adopera per consacrare e bere il vino nella celebrazione eucaristica.

Calunnia. (inizio)

Affermazione falsa e denigrante. Si differenzia dalla diffamazione per la falsità di quanto si afferma, il che ne aumenta la gravità oggettiva.

Calvario. (inizio)

Dal latino, calvaria = teschio; calco sull'aramaico Gylgaltha = luogo del teschio. Il nome sarebbe dovuto alla forma tonda e brulla della collina presso *Gerusalemme dove avvenivano le crocifissioni durante la dominazione romana. Un'altra spiegazione è quella che i teschi delle vittime vi restassero esposti. Vedi *Gòlgota.

Calvinismo. (inizio)

Dottrina di G. *Calvino. Più strutturata teologicamente del luteranesimo, afferma con forza la trascendenza di Dio. Ha un concetto della Chiesa più organizzato. Si caratterizzò subito per la sua rigidezza e combattività. Non si estese per l'adesione dei territori, ma ad opera di individui e di gruppi.

Calvino, Giovanni (1509-1564). (inizio)

Nato a Noyon (Francia). Verso il 1533-1534 adottò molte delle idee di Lutero portandole alle conseguenze più radicali, in particolare giungendo, dalla negazione del libero arbitrio, alla più dura espressione della predestinazione: tanto per la salvezza quanto per la condanna, vige fatalmente la *predestinazione di Dio. Poiché nella Francia di Francesco I non venivano tollerati i non cattolici, si stabilì a Ginevra, che, pur appartenendo all'Impero tedesco, era di fatto indipendente. Ottenuto il dominio della città, vi stabilì un sistema di governo teocratico, retto da lui stesso con durezza fino alla sua morte, salvo qualche breve intervallo durante il quale ne fu esiliato. Perseguitò i suoi oppositori, molti dei quali furono da lui fatti giustiziare, come Miguel Servet, scrittore e medico spagnolo, scopritore della circolazione polmonare del sangue, arso vivo nel 1553. Teodoro Beza fu, come teologo, il suo miglior collaboratore.

Camera apostolica. (inizio)

Ufficio della *Curia Romana che amministrava i beni temporali della *Santa Sede. Oggi svolge una certa funzione durante la cosiddetta *Sede Vacante. E presieduto dal cardinale camerlengo.

Camerlengo. (inizio)

*Cardinale che presiede la *Camera Apostolica. Durante la sede vacante, è responsabile dell'amministrazione temporale del *Vaticano. Constata formalmente la morte del papa e predispone il *Conclave.

Camice. (inizio)

Tunica di lino bianca, stretta ai fianchi dal *cingolo, usata dal ministro sacro nella celebrazione liturgica. Vedi *Alba.

Cana. (inizio)

Nome di diverse città palestinesi ai tempi di Gesù. La più famosa è Cana di Galilea, patria di *Natanaele (Gv 21,2). Gesù vi guarì a distanza il figlio di un funzionario reale (Gv 4,46-53). In questa città, Gesù fece il suo primo miracolo ad uno sposalizio, tramutando l'acqua in vino (Gv 2,1,11).

Cànaan. (inizio)

Regione dai limiti piuttosto imprecisi, che si estendeva a nord fino a *Ugarìt e a sud fino all'*Egitto, comprendente il Libano, la Siria e quello che poi divenne il paese di Israele. In questo ambiente culturale nacque la scrittura cuneiforme. Vedi *Terra Promessa.

Cancelliere. (inizio)

Segretario ufficiale della *curia diocesana, " il cui incarico principale... consiste nel provvedere che gli atti della curia siano redatti compiutamente, e siano custoditi nell'archivio della stessa " (CIC 482).

- Gran cancelliere. La massima autorità in una università pontificia, in quanto delegato del papa. E di solito il vescovo della città nella quale si trova l'università.

Candace. (inizio)

Titolo o nome proprio dei sovrani di Etiopia, (v. At 8,27) simile, ad esempio, a quello di *faraone in Egitto (cf X. Léon-Dufour, DNT, v. Candace).

Candelabri. (inizio)

Utensili, generalmente metallici, atti a reggere le candele. Nella *messa, si accendono in maggior o minor numero secondo il grado di solennità. Si consiglia di non metterli sull'altare, poiché l'altare è simbolo di Cristo e non vi si dovrebbe porre che il pane e il vino, che devono essere o sono già stati consacrati, oltre al messale.

Candelabro. (inizio)

E' famoso il candelabro d'oro a sette bracci (Es 25,31.39) che si trovava nel *tempio di Gerusalemme e che costituiva l'univa fonte di luce nel santuario. Divenne il simbolo dell'ebraismo. Nel NT compare varie volte come simbolo delle Chiese, specialmente nell'*Apocalisse (1,12.13.20; 2,1.5; 11,4).

Candomblé. (inizio)

Culto sincretista afro-brasiliano praticato nella regione di Bahia. Riunisce elementi africani, *animisti, *spiritisti, indigeni, *occultisti e cattolici. Riconosce un Essere supremo e Creatore chiamato, a seconda delle regioni, Olorum, Zambi, o Zaniapombo, che governa il mondo tramite altre divinità chiamate, secondo i diversi gruppi umani: *Orixàs (il cui padre e capo è *Oxalà), Voduns o Inkices.

Il termine candomblé designa anche il luogo dove si svolge il culto. Si tratta di case situate generalmente in luoghi periferici e di difficile accesso. Nella sala c'è un luogo riservato ad un altare cattolico con immagini di santi, in qualche modo identificati con le proprie divinità. Nel candomblé esiste una gerarchia, nella quale la volontà del capo (uomo o donna che sia) è legge sia dentro che fuori del culto. In generale, sono le donne a esercitare le funzioni più permanenti (C. Folch Gomes, Macumba, 17 e ss.).

Cannibale. (inizio)

Chi mangia carne umana, generalmente determinate parti del corpo, nel corso di celebrazioni rituali con danze, balli e sacrifici, credendo di assimilare lo spirito della vittima. Spesso vengono considerati sinonimi cannibale e antropofago, ma non è così: l'antropofago mangia carne umana perché gli piace come cibo, senza la connotazione religiosa e rituale che caratterizza il cannibale. Ancora oggi, esistono nell'Africa centrale tribù che praticano il cannibalismo.

Cano, Melchor (1509-1560). (inizio)

Domenicano spagnolo che prese parte al concilio di Trento come teologo. La sua opera principale, De locis theologicis, lo indica come uno dei più importanti autori della teologia dominante da Trento fin quasi ai nostri giorni.

Canone. (inizio)

In greco, letteralmente, significa " regola ", prima in senso materiale, poi in senso figurato. Il canone dei libri sacri è la lista dei libri che la Chiesa riconosce ispirati da Dio e, pertanto, sono normativi per la fede e per la vita. Vedi *Bibbia.

Nel linguaggio liturgico, indica la grande " preghiera eucaristica ". Vedi *Messa: Parti.

Canonico. (inizio)

Sono chiamati canonici i *chierici membri del capitolo di una cattedrale o collegiata, a cui spetta " assolvere alle funzioni liturgiche più solenni " o altri compiti a loro affidati (cf CIC 503 e ss.). Dal secolo XII, accanto ai " canonici regolari ", che vivono in comunità sotto una *regola, compaiono i " canonici secolari ", che non fanno più vita in comune, ma continuano ad occuparsi del servizio religioso della cattedrale o collegiata, soprattutto nella celebrazione della *liturgia delle ore.

Canonizzazione. (inizio)

Dal greco, " inserire nel canone ". L'inclusione di un beato nel canone dei santi, con decreto del papa che ne autorizza la venerazione nella Chiesa universale.

Canterbury. (inizio)

Città dell'Inghilterra. Fu il primo centro cristiano della Britannia. Il papa san Gregorio Magno (590-604) vi inviò monaci *benedettini con sant'Agostino di Canterbury, primo vescovo di questa sede. Attualmente, è sede dell'arcivescovo *primate della Chiesa *anglicana.

Cantico dei cantici. (inizio)

Il nome equivale a un superlativo: il cantico per eccellenza. Attribuito a *Salomone (Ct 1,1), secondo l'antica consuetudine di dare alle opere un autore famoso, è uno dei libri *sapienziali dell'AT. Si ritiene sia stato composto verso il V o IV secolo a.C. E una raccolta di canti d'amore. Alcuni lo hanno interpretato in senso *allegorico, con riferimento all'amore tra Dio e il suo Popolo. Altri vi vedono espresso l'amore umano come realtà creata da Dio e degna di essere cantata. Su questa base, serve per esprimere mirabilmente l'amore tra Dio e l'uomo, tra Cristo e la sua Chiesa e questo giustifica la stima che ne ebbero mistici come san Giovanni della Croce e altri uomini spirituali.

Capitalismo. (inizio)

Sistema socio-economico che assume forme diverse all'interno dei seguenti principi, seguiti più o meno rigidamente: a) i mezzi di produzione sono proprietà di privati, sia individui che società; b) la produzione e la distribuzione dei beni dipendono dalle leggi del mercato, fondamentalmente dalla legge dell'offerta e della domanda: i salari e i prezzi sono regolati da questa stessa legge; c) libertà di iniziativa privata, stimolata dall'incentivo del massimo guadagno possibile per il privato. Di fatto, queste basi, rigorosamente applicate nel secolo XIX, oggi non sono ammesse, ma il neocapitalismo le professa in forma più o meno mitigata, assieme all'intervento dello Stato o ad una prospettiva socializzante. Il capitalismo viene ad essere equivalente al liberalismo economico (cf DAP-VD).

Capitoli e versetti. (inizio)

Nella Bibbia, ognuna delle parti nelle quali si divide un libro (alcuni libri sono così corti che non si dividono: le lettere 2 e 3 di Giovanni, quella di Giuda, quella di Filemone). Anche i manoscritti antichi presentano il testo diviso in sezioni, per una più facile distribuzione nelle letture liturgiche. L'attuale divisione in capitoli la realizzò Stephen Langton nel 1206, quando era maestro a Parigi (diventerà poi arcivescovo di Canterbury). Nel 1550, Robert Estienne divise i capitoli in *versetti, che facilitano la citazione esatta e la rapida ricerca di qualsiasi testo.

Capitolo. (inizio)

" Il capitolo dei canonici, sia cattedrale sia collegiale, è il collegio di sacerdoti al quale spetta assolvere alle funzioni liturgiche più solenni nella chiesa cattedrale o collegiale; spetta inoltre al capitolo cattedrale adempiere i compiti che gli vengono affidati dal diritto o dal vescovo diocesano " (CIC 503).

Cappadocia. (inizio)

Regione dell'*Asia Minore, provincia romana dall'anno 17 a.C. E menzionata in At 2,9 e in 1 Pt 1,1. Nella storia della Chiesa sono famosi per i loro scritti alcuni *Padri della Chiesa detti Padri Cappadoci (san Basilio, san Gregorio Nazianzeno, san Gregorio di Nissa).

Cappella. (inizio)

Luogo di culto destinato a un gruppo particolare, come i residenti in un ospedale, in un collegio, in un quartiere. Appartiene all'ambito di una *parrocchia.

Cappellano. (inizio)

Sacerdote incaricato di prendersi cura di una *cappella o di un gruppo di fedeli normalmente più piccolo di quello di una *parrocchia, come una comunità religiosa, un collegio, un'università, un gruppo omogeneo, ecc.

Cappuccini. (inizio)

Vedi san *Francesco d'Assisi.

Carattere. (inizio)

In psicologia, l'" insieme delle qualità e degli atteggiamenti che configurano il modo di essere di una persona ". Al temperamento, che risulta dai caratteri ereditati, si aggiungono le caratteristiche acquisite.

In teologia, " il marchio spirituale indelebile che producono nella persona i *sacramenti del *battesimo, della *confermazione e dell'*ordine, i quali, appunto per questo, sono irripetibili.

Cardinale. (inizio)

Dal latino, cardo = cardine. *Prelato nominato dal papa con una duplice missione: essere collaboratore del Santo Padre nelle questioni più importanti (vedi *Concistoro) ed eleggere il nuovo pontefice, con il Collegio Cardinalizio riunito in *Conclave, quando si verifica la *Sede Vacante. Il titolo di cardinale compare verso il secolo X o XI; i primi furono i 25 presbiteri incaricati delle parrocchie di Roma, in quanto più immediati ausiliari del loro vescovo, il papa. Erano cardinali-presbiteri. Più tardi si aggiunsero gli altri due gruppi oggi esistenti. Dall'anno 1059, per decisione del *sinodo di Roma, sanzionato dal papa Nicola II, fu riservata a loro l'elezione del papa. Dal 1586, furono ammessi anche gli stranieri. Ci sono tre gruppi di cardinali: a) Cardinali-vescovi, che sono i titolari delle diocesi suburbicarie (fuori dalle mura di Roma o nel circondario della città) e, per decisione successiva al concilio Vaticano II, i patriarchi orientali elevati al cardinalato (che conservano il titolo della propria sede patriarcale); b) Cardinalipresbiteri, e c) Cardinali-diaconi. A questi due ordini si assegnano rispettivamente titoli o diaconie (chiese) a Roma. Anche se in altre epoche vi sono stati dei cardinali secolari e, fino alla convocazione del concilio Vaticano II, cardinali presbiteri, oggi essi sono designati tutti tra i vescovi o sono consacrati tali prima della loro investitura. I cardinali che hanno compiuto 80 anni non possono più partecipare al conclave per l'elezione del papa (cf CIC 349-359).

Cardinale decano. (inizio)

Vedi *Decano.

Carisma. (inizio)

Dono di Dio a una persona per il bene della comunità. Può essere straordinario, come il dono di fare miracoli o di parlare le lingue, ma normalmente sono qualità non straordinarie, per esempio la chiamata alla vocazione religiosa, o una speciale sensibilità nel cogliere il bisogno dei poveri. In tempi recenti, c'è stato un risveglio di interesse per lo Spirito Santo e per i suoi doni nei gruppi chiamati carismatici o di rinnovamento carismatico. Carisma e *gerarchia non sono elementi contrapposti, ma complementari: uno più attento a ciò che è vitale, l'altro a ciò che è istituzionale, ma non in forma esclusiva, salvo casi di deviazione. Come indica san Paolo (cf 1 Cor 12,28), l'azione stessa di governare è un carisma, poiché la corretta visione del governo è quella del servizio alla comunità.

Carità. (inizio)

Amore soprannaturale, riversato in noi dallo Spirito Santo (cf Rm 5,5). La carità (da carus = di grande valore) è l'unica virtù che permane anche nell'aldilà (cf 1 Cor 13,8). Non solo è la prima delle virtù, ma appartiene a un ordine diverso, superiore, definitivo; le altre valgono unicamente in quanto aiutano ad incrementare la carità o ne sono informate, poiché questa configura il modo di essere di Dio stesso e ci fa partecipare della sua ricchezza e felicità, così come, grazie all'amore per un'altra persona, facciamo nostre la sua ricchezza, la sua felicità o il suo dolore.

Caritas. (inizio)

Termine latino che significa " carità ". Ai nostri giorni designa un'organizzazione della Chiesa che funziona nella maggior parte dei paesi. Ad essa fa capo gran parte delle offerte di beneficenza di cui regola la distribuzione, sia nel paese d'origine, sia nei paesi più colpiti dalla povertà, soprattutto con progetti concreti che aiutino a migliorare le condizioni dei gruppi emarginati. Altre organizzazioni, in parte simili alla Caritas, sono, tra le più importanti: Misereor (espressione latina che significa " provo compassione ") e Adveniat (in latino, " venga ", dal Padre Nostro: " venga il tuo Regno "). Queste funzionano in paesi ricchi, come la Germania, e destinano i loro fondi a paesi del Terzo Mondo secondo dei progetti molto concreti.

Carlo Borromeo, san (1538-1584). (inizio)

Nipote del papa Pio IV, che lo nominò cardinale e suo segretario a ventun anni. Influì in maniera decisiva sullo zio per il bene della Chiesa. Arcivescovo di Milano, mise in atto con grande zelo la riforma avviata dal concilio di *Trento, dando un esempio che sarebbe stato seguito da molti anche nel secolo successivo.

Carlomagno (742-814). (inizio)

Re dei Franchi dal 768 e in seguito imperatore. Opponendosi alle pretese del re longobardo, conferma e amplia le donazioni che suo padre, Pipino il Breve, aveva fatto al papa Stefano II (vedi *Stati pontifici). Fu coronato imperatore dal papa Leone III nel Natale dell'anno 800. Diede impulso alle lettere, favorì il risorgere della *teologia, nonché della vita cristiana. Promosse il rinnovamento della *liturgia, per quanto, nello spirito dell'epoca, fu una riforma più ritualista che vitale. D'accordo con i papi, operò affinché i diversi paesi adottassero la liturgia romana.

Carmelitani. (inizio)

Ordine monastico che si ispira al profeta Elia, ritiratosi con *Eliseo a vita eremitica sul monte *Carmelo, da cui prendono il nome. Si ritiene fondatore dell'ordine l'inglese san Simon Stock, nel secolo XIII (ordine *mendicante *contemplativo. Nel secolo XVI, santa *Teresa di Gesù realizzò la riforma prima delle religiose e poi, con san *Giovanni della Croce, dei religiosi. Da allora l'ordine si divide in due rami: quello dell'antica Osservanza e i Carmelitani Scalzi o Riformati.

Carmelo. (inizio)

Monte, o meglio catena montuosa, nel nord della *Palestina, che dall'odierno porto di Haifa, nel Mediterraneo, si protende verso sud-est. Il profeta Elia vi avrebbe riunito una scuola di asceti e qui è situata la lotta con i profeti di Baal (1 Re 19,46s; 2 Re 2,25; 4,25).

Carne e sangue. (inizio)

Espressione aramaica che designa l'uomo, sottolineando l'aspetto fragile e limitato della sua natura (cf Mt 16,17).

Carran Harran. (inizio)

Antica città nel nord della *Mesopotamia, importante per la sua ubicazione nelle rotte commerciali. Vi si trasferì *Abramo dopo aver lasciato *Ur dei Caldei (cf Gn 11,31) e da essa partì per i successivi viaggi (cf Gn 12,5; 24,10; 27,43).

Cartagine. (inizio)

Antica città dell'Africa settentrionale, situata presso l'odierna Tunisi. Nei primi secoli fu il centro principale del cristianesimo in Africa e patria di figure illustri come *Tertulliano e san Cipriano. Vi si celebrarono numerosi sinodi o concili nei secoli III, IV e V.

Cartesio. (inizio)

Vedi *Descartes, René.

Casel, Oddo (1886-1948). (inizio)

Monaco *benedettino del monastero di Maria Laach, nella Renania tedesca, principale esponente della riforma e del rinnovamento liturgico che vanno sotto il nome di *teologia dei misteri.

Casistica. (inizio)

Studio della morale basato su singoli casi concreti, per dedurne norme di condotta. Negli ultimi secoli, questo approccio allo studio della morale finì con l'impoverirla, degenerando in una presentazione della legge divina spersonalizzata e minimalista (che si contenta di fare il minimo). La reazione positiva è stata la visione della morale come risposta generosa alla legge di Dio, data per il nostro bene.

Caste. (inizio)

I distinti gruppi di abitanti di un paese che, per motivi religiosi, politici, di nascita, ecc., costituiscono un insieme chiuso. L'India è il paese nel quale il sistema delle caste divide e stratifica più profondamente le persone in classi superiori ed inferiori, che praticano una rigida endogamia (matrimonio all'interno del gruppo).

Castel Gandolfo. (inizio)

Comune in provincia di Roma, presso il lago Albano, dove la *Santa Sede possiede una residenza estiva per il papa, iniziata nel 1628 su disegno di C. Maderno. Questa proprietà fa parte dello stato del *Vaticano, in virtù dei Patti *Lateranensi del 1929.

Castità. (inizio)

Virtù che consiste nel dominio e nell'ordinamento dell'appetito sessuale. Si distinguono: castità celibataria, castità matrimoniale, castità consacrata. Quest'ultima è quella praticata dai religiosi per voto al fine di coltivare un amore più disinteressato verso Dio e verso il prossimo (vedi CIC 599).

Càsula. (inizio)

Indumento liturgico a forma di mantello senza maniche e con un'apertura al centro per passarvi la testa. Si veste sopra al *camice. Vedi *Pianeta.

Catacombe. (inizio)

Gallerie sotterranee, generalmente con varie derivazioni ed anche su diversi livelli, destinate anticamente a seppellire i morti. Durante le persecuzioni, i cristiani vi si riunivano per celebrare i misteri.

Catafatica. (inizio)

Vedi *Apofatica.

Càtari. (inizio)

In greco, katharos = puro. Seguaci di una setta eretica apparsa in Europa - regione del Reno, Italia e, soprattutto, sud della Francia - nel sec. XII. In un contesto storico che perseguiva con urgenza l'ideale della riforma ecclesiale, si diffusero rapidamente, specie nelle classi inferiori, grazie alla predicazione e alla vita morale dei loro membri; in campo dottrinale, invece, professavano idee dualiste, a volte respingendo l'Antico Testamento e rifiutando l'autorità ecclesiastica e i sacramenti. Ripetutamente condannati, la loro repressione generò perfino delle guerre che insanguinarono il sud della Francia. Nei secoli seguenti, i domenicani, grazie alla forza della loro dottrina, e i francescani, per l'ideale di vita evangelica che incarnavano, furono decisivi nell'estinzione di questa setta e del movimento che formavano con altri simili.

Catarsi. (inizio)

In greco, " purificazione ". Tecnica o modo di dire che permette di liberarsi dai conflitti interiori consci o inconsci. Come tecnica terapeutica, utilizza il rivivere il conflitto per assimilare in modo sano la situazione. " Per estensione, sentimento di purificazione o liberazione suscitata da qualche esperienza causata da qualsiasi opera d'arte ".

Catechesi. (inizio)

Dal greco, katecheo = istruisco a viva voce. Istruzione nella fede. Si differenzia dal *kèrigma, primo annuncio gioioso, in quanto la catechesi è una formazione sistematica e completa, secondo il livello delle persone.

Ecco una definizione descrittiva della catechesi: " E quella tappa (o periodo intensivo) dell'itinerario di evangelizzazione, in cui si danno ai cristiani le basi per comprendere, celebrare e vivere il vangelo del regno, al quale hanno aderito, e per partecipare attivamente alla realizzazione della comunità ecclesiale e all'annuncio e diffusione del vangelo. Questa formazione cristiana, integrale e fondamentale, ha come meta la confessione di fede.

In questa descrizione, si sottolinea: la sua dimensione temporale (un periodo), il suo carattere fondamentale (insegnamento elementare o iniziale), che deve essere integrale, comunitaria, in rapporto con la liturgia, missionaria, parte della conversione e che ha come meta la confessione di fede (cf Com. Episc. de Ens. y Cat. Esp., La Catequesis de la Comunidad, 171).

Catechesi tradendae. (inizio)

*Esortazione apostolica del papa Giovanni Paolo II, pubblicata il 16101979 (primo anniversario del suo pontificato), nella quale raccoglie la dottrina del sinodo dei vescovi riunitosi nell'ottobre del 1977 sul tema della catechesi. Il ritardo della sua uscita si deve alla scomparsa di Paolo VI e di Giovanni Paolo I, intervenuti anch'essi nell'elaborazione del documento. Gesù è al centro di questa esortazione pastorale. Nei primi capitoli predomina il carattere dottrinale, per scendere poi ad aspetti più pratici. Indicativa del carattere ottimista, dinamico e gioioso di questo documento, può essere la frase: " Bisogna formare dei cristiani sicuri nell'essenziale, e umilmente felici della propria fede " (n. 61) (cf Introd. PPC).

Catechetica. (inizio)

Disciplina teologico-pastorale che studia tutto ciò che si riferisce alla *catechesi: catechizzato, catechista, contenuti, pedagogia, metodologia, storia, ecc.

Catechismo. (inizio)

Testo di dottrina cristiana, di struttura generalmente sintetica, che serve come appoggio e complemento alla *catechesi.

Catechista. (inizio)

Operatore di *pastorale che si assume il compito di educare sistematicamente alla fede bambini, giovani o adulti. E un autentico ministero, che normalmente deve essere realizzato in nome della comunità cristiana.

Catecumenato. (inizio)

Periodo di formazione alla vita cristiana. Storicamente, il catecumenato fu un'istituzione ecclesiale importantissima, in particolare dal II al V secolo, quando la maggior parte dei battezzati erano adulti convertiti. La formazione comprendeva tre aspetti: dottrina, celebrazione (sacramenti) e vita o costumi. Durava diversi anni, dal primo avvicinamento alla comunità dei credenti fino alla celebrazione dei sacramenti dell'*iniziazione cristiana nella *veglia pasquale. Oggi c'è un ritorno a questo istituto in quanto è aumentato il numero di chi chiede di entrare nella comunità ecclesiale in età matura. Si chiama a volte catecumenato l'impegno di riscoperta e approfondimento nella fede di coloro che sono già membri della Chiesa, ovvero battezzati.

Caterina da Siena, santa (1347-1380). (inizio)

Terziaria domenicana, esercitò una grande influenza sul suo tempo, tra l'altro inducendo Gregorio XI a tornare da Avignone a Roma. Pio XII, nel 1939, la proclamava Patrona d'Italia. Per i suoi scritti di spiritualità (Dialogo della divina Provvidenza, Lettere) Paolo VI, il 4 ottobre 1970, la proclamò dottore della Chiesa con santa Teresa di Gesù. Giovanni Paolo II, il 1o ottobre 1999 la proclamò Compatrona d'Europa.

Cattedra. (inizio)

Seggio, simbolo di autorità e di magistero. Si parla di cattedra di Pietro con riferimento all'autorità dottrinale del papa e di cattedra episcopale per indicare il seggio del vescovo nella *cattedrale, simbolo della sua autorità dottrinale.

Cattedrale. (inizio)

Chiesa madre della *diocesi nella quale ha sede (*cattedra) il vescovo. Vedi *duomo.

Cattolicità. (inizio)

Una delle quattro " proprietà essenziali " (una, santa, cattolica, apostolica) della Chiesa, per la quale essa trascende i confini di razza, popolo, lingua e tradizioni ed è universale in Cristo.

Cattolico. (inizio)

Dal greco katholicòs = universale. La Chiesa è " cattolica " perché annuncia il vangelo - secondo il comando missionario di Cristo agli apostoli - ad ogni creatura e accoglie popoli, nazioni, culture, in un pluralismo vivo di espressioni dell'unica fede. Contrapposto a " ortodosso " dopo la frattura con l'Oriente e, nel XVI secolo, a " protestante ", venne ad indicare la confessione cristiana che riconosce come capo supremo il vescovo di Roma.

Cedron c 10. (inizio)

Valle ad est di Gerusalemme che separa il tempio dal *monte degli Ulivi. Nella stagione delle piogge vi si raccolgono le acque, dando vita a un torrente che porta lo stesso nome.

Cefa. (inizio)

In aramaico, " roccia ". E il nome che Gesù dà a Simone, figlio di Giovanni, fin dal loro primo incontro (Gv 1,42) e quando gli annuncia che su di lui edificherà la sua chiesa (Mt 16,18). Il greco ed il latino lo tradussero come " pietra ": " petros, petrus ", da cui il nostro *Pietro, in cui però si indebolisce il significato originale.

CELAM. (inizio)

Sigla del Consiglio (e della Conferenza) Episcopale Latino-Americano. Il Consiglio è l'organismo di lavoro della Conferenza Episcopale. E formato da alcuni vescovi e da personale ausiliario. Ha sede a Bogotá. La Conferenza si riunisce ogni dieci anni circa: 1955, a Rio de Janeiro; 1968, a Medellín (Colombia); 1979, a Puebla (Messico); 1992, a Santo Domingo (Repubblica Dominicana), per il V centenario dell'evangelizzazione dell'America.

Celebrante. (inizio)

Colui che celebra. Nelle celebrazioni liturgiche, in particolare nella *messa, si suole dire che il celebrante è il presbitero che presiede. Questo modo di dire è inadeguato, perché tutti quelli che partecipano alla celebrazione sono celebranti. Al presbitero che presiede spetta il nome di presidente della celebrazione. Nel designare solo lui come celebrante c'è il rischio che gli altri prendano un atteggiamento passivo.

Celebrazione. (inizio)

Rito nel quale si esprime un atto comunitario e, in modo solenne, il senso gioioso dell'esistenza, sperimentato in una realtà che incarna una dimensione trascendentale o almeno importante nella vita. La celebrazione è in stretto rapporto con il senso della *festa. Il suo ambito principale è quello religioso, i cui contenuti riguardano la trascendenza dell'essere umano e il senso definitivo della vita.

Celebrazione della parola. (inizio)

Si dà oggi questo nome a ciò che anni fa veniva chiamato paraliturgia. Si tratta di celebrazioni della parola di Dio. La parte centrale è costituita da una o più letture bibliche. Esse sono precedute o accompagnate da canti, preghiere, omelia, monizione... oltre a qualche elemento specifico secondo il carattere della celebrazione stessa: professione di fede, simboli di luce, acqua o altri, atti penitenziali... Sono state raccomandate dal Vaticano II, in particolare in quei luoghi dove non vi siano sacerdoti (cf SC 35,4). Rivestono una particolare importanza quelle previste nel Direttorio per la celebrazione domenicale in assenza del presbitero (Congr. per il Culto Divino, 020688): sono una celebrazione della parola seguita dalla comunione.

Celibato. (inizio)

Condizione di chi è celibe. Si applica particolarmente a chi rinuncia al matrimonio per dedicarsi in modo particolare alla vita e alle attività religiose. Nella Chiesa Cattolica i sacerdoti e i religiosi fanno voto di castità assoluta, secondo un obbligo divenuto canone dopo il Concilio di Trento. Nelle Chiese orientali il celibato è obbligatorio solo per i vescovi; presso i protestanti è ammesso il matrimonio dei pastori.

Celibe. (inizio)

L'uomo non unito in matrimonio. Per le donne si usa *nubile.

Cena del Signore. (inizio)

La cena pasquale che il Signore Gesù celebrò con i suoi discepoli alla vigilia della sua morte in croce. Attualmente, si chiama così anche la celebrazione eucaristica, nella quale riattualizziamo la pasqua del Signore. Le si danno anche altri nomi, come *messa, sacrificio eucaristico e - ma non nel linguaggio popolare - nuova pasqua, memoriale del Signore, sinassi (riunione) eucaristica, ecc.

Cenacolo. (inizio)

Anticamente, sala in cui si cenava. Per antonomasia, luogo dove Gesù celebrò l'*Ultima cena con i suoi discepoli. Si ritiene che questo luogo fosse lo stesso nel quale erano riuniti i discepoli quando Gesù apparve loro risorto e anche la sala dove si trovavano in preghiera circa 120 persone (gli apostoli, i discepoli, Maria e altre donne) quando discese lo Spirito Santo nella Pentecoste.

Cenobitismo. (inizio)

Vedi *Vita religiosa.

Censore. (inizio)

La persona a cui il vescovo, o un suo rappresentante, dà l'incarico di esaminare un'opera di carattere religioso-morale, prima di autorizzarne la pubblicazione.

Censura. (inizio)

- 1. L'azione del *censore.

- 2. Il Codice di Diritto Canonico prevede due tipi di sanzioni penali: le censure o pene medicinali e le pene espiatorie. Sono censure: *la scomunica, l'*interdizione, la *sospensione (soltanto per i chierici) (cf CIC 1312, 1331-1333).

Cero. (inizio)

Grande candela usata nel culto liturgico. E simbolo di Cristo, luce del mondo (Gv 8,12).

Certosa - Certosini. (inizio)

La Certosa è un monastero di certosini (dal francese Chartreuse, regione del Delfinato, presso Grenoble, dove san Bruno fondò nel 1084 un primo monastero dell'Ordine). I certosini sono *monaci *contemplativi; conducono vita eremitica, parzialmente temperata dal cenobitismo. Ogni monaco vive nella propria cella (composta da una stanza per lo studio, quella per il riposo, servizi e un piccolo orto), disposta attorno al chiostro.

Cesare. (inizio)

Nome dato agli imperatori romani dal sec. I d.C. Viene dal nome di Giulio Cesare (100-40 a.C.). Da esso derivano il termine tedesco Kaiser e quello di Czar. *Paolo e gli evangelisti impiegano varie volte questo nome: Fil 4,22; Mt 22,17; Mc 12,14; Lc 2,1; 3,1; 20,22; Gv 19,12; 19,15; At 25,21.

Cesarea. (inizio)

Nome di diverse città antiche in onore di Augusto o di altri imperatori (Cesari) romani.

Cesarea di Filippo. (inizio)

Città nel nord della *Palestina, ai piedi del monte *Ermon, presso le sorgenti del Giordano. Filippo, figlio di Erode il Grande, cambiò il nome della città, che si chiamava Paneas, in onore di Cesare Augusto. Era detta Cesarea di Filippo per distinguerla da Cesarea Marittima. In questa regione ebbe luogo la promessa del *primato fatta a Pietro da Gesù (cf Mt 16,13-20; vedi anche Mc 8,27-30).

Cesarea di Palestina o Marittima c 2. (inizio)

Era uno dei maggiori porti del Mediterraneo orientale. Fu fondata da *Erode il Grande, che vi edificò un grande tempio dedicato a Cesare Augusto e a Roma. *Paolo, che aveva usato varie volte questo porto per i suoi viaggi, vi fu condotto per essere processato davanti al governatore Felice. Trascorsi due anni in prigione, fece appello a Cesare e da qui partì per Roma. E citata numerose volte negli Atti (At 23,23; 24,22; 25; ecc.).

Cesaropapismo. (inizio)

Situazione delle relazioni Chiesa-Stato in cui quest'ultimo protegge la prima ma, allo stesso tempo, esercita un'influenza indebita su di essa. Si è verificata spesso nella storia.

Chaminade, Guillaume-Joseph (1761-1850). (inizio)

Venerabile. Sacerdote francese nato a Périgueux e morto a Bordeaux. Dopo la Rivoluzione Francese, vive in esilio a Saragozza (Spagna) dal 1797 al 1800. Nel 1816 fonda, con Adèle de Batz de Trenquelléon, l'Istituto delle Figlie di Maria Immacolata (Marianiste) e, nel 1817, la Società di Maria (Marianisti), dedita fondamentalmente all'educazione. Nel suo pensiero, l'insegnamento è in funzione dell'educazione. La sua pedagogia sottolinea il rispetto per l'alunno, la gioia e la devozione alla Vergine Maria.

Champagnat, Marcellino, beato (1789-1840). (inizio)

Nacque e visse nella regione di Lyon (Francia). Appartenne alla Società di Maria (Padri Maristi). La carenza di educatori cristiani nei tempi che seguirono la Rivoluzione Francese risvegliò in lui, a ventisette anni, la chiamata di Dio a fondare, nel borgo di La Valla, la Congregazione dei Fratelli Maristi. Ad essi assegnò come missione la formazione umana e religiosa degli educandi, soprattutto i più bisognosi. Nella sua pedagogia, Champagnat sottolinea l'amore (" per educare il fanciullo bisogna amarlo "), il cristocentrismo (" in tutte le vostre catechesi dovete parlare di Gesù ") e la devozione alla Madonna (" tutto a Gesù per Maria... ").

Cherubini. (inizio)

Le sfingi alate (karibu) che fiancheggiavano i troni reali o vegliavano alla porta dei templi nell'antica Siria. Nel popolo ebreo, assenti nel culto del deserto, compaiono durante il soggiorno dell'*arca a *Silo, dove si dice che " Jhwh siede sui cherubini ". Nel tempio postesilico, due piccole figure di cherubini in oro sono attaccate al *propiziatorio (cf Es 25,17-20; 2 Re 19,15; 1 Sam 4,4; Sal 18,11; 80,2; 99,1; Ez 1).

Chiaravalle. (inizio)

Famoso monastero situato nella Francia centro-orientale. San *Bernardo ne fece il centro della riforma dei *monaci *cistercensi, che seguono la *regola benedettina nel rigore originale.

Chierichetto. (inizio)

Il bambino che aiuta il presbitero che presiede la celebrazione liturgica: lo accompagna, porta all'altare il pane, il vino e l'acqua, ritira il calice, ecc. In questi servizi sono come *accoliti bambini. In alcuni luoghi sono gruppi numerosi e prestano altri servizi, come partecipare al coro dei cantori.

Chierico. (inizio)

Membro del *clero.

Chiesa. (inizio)

1. La comunità religiosa fondata da *Cristo, che, animata dallo *Spirito Santo, continua la sua opera nel mondo. La parola significa convocazione, riunione, assemblea. Da quel significato molto concreto passò a designare la comunità dei seguaci di Gesù. Nel corso della storia, la comunità iniziale, che si è andata sviluppando, si è divisa in molte Chiese. Abbiamo il problema della riunificazione, poiché Cristo ha fondato una sola Chiesa e vuole che tutti siano una cosa sola (Gv 17,21): è il problema dell'*ecumenismo. La Chiesa cattolica ha circa 850 milioni di fedeli distribuiti in circa 2.500 diocesi. La sua gerarchia è composta da circa 4.000 *vescovi, 412.000 *presbiteri e 9.000 *diaconi.

2. Chiesa significa anche il tempio dove la comunità si riunisce per le sue celebrazioni. Dal significato vivo di assemblea passò a designare il luogo.

3. Chiesa particolare. Un altro nome della *diocesi.

Chiese Orientali Cattoliche. (inizio)

Esistono circa dodici milioni di fedeli uniti a Roma nei cinque riti e gruppi di Chiese orientali: bizantino (circa 5 milioni di fedeli, ucraini, rumeni, e altri sparsi per il mondo); caldeo (circa 500.000 in Iraq, malabarici in India); alessandrino (150.000 copti in Egitto, 100.000 etiopi); antiocheno (maroniti, siri...) e armeno (circa 100.000 in diversi paesi).

Per queste Chiese fu promulgato nell'ottobre del 1990 un Codice dei Canoni delle Chiese Orientali. A capo di ogni Chiesa c'è un *Patriarca che, a differenza che in Occidente, non è un titolo meramente onorifico: ha giurisdizione su tutti i vescovi e fedeli del suo rito. Il Sinodo o assemblea di tutti i vescovi del patriarcato è l'istanza suprema e ha il diritto di nominare i vescovi: il papa interviene accettando precedentemente la lista dei candidati e concedendo poi all'eletto la comunione apostolica e l'inserimento nel collegio episcopale (cf F. Monge, Palabra 308, dic. 1990, 18-19).

Chiliasmo. (inizio)

Vedi *Millenarismo.

Chiostro. (inizio)

1. Galleria chiusa, all'interno dell'edificio di un *monastero. Nei monasteri antichi si trovano spesso chiostri di grande valore artistico.

2. Metaforicamente, sinonimo di monastero e di *vita religiosa.

Ciborio. (inizio)

Elemento architettonico costituito da una copertura che sormonta l'altare sostenuta da quattro colonne. E di solito costruita, soprattutto nel periodo barocco, con materiali pregiati. Celeberrimo quello della basilica di san Pietro realizzato dal Bernini. Il termine può anche indicare, per estensione, il *tabernacolo, che a volte ne riprende la forma. Un sinonimo frequentemente usato è *baldacchino.

Cielo. (inizio)

In senso religioso, non è lo spazio solcato dagli astri. E lo stato o situazione vitale di felicità piena nel quale si trovano coloro che, essendo passati da questo mondo all'*aldilà, condividono la vita di Dio nell'amore, in compagnia di tutti quelli che sono giunti nella stessa situazione.

Cilicia. (inizio)

Regione dell'*Asia Minore meridionale (odierna Turchia), nell'estremità orientale del Mediterraneo. Aveva per capitale *Tarso, patria di *Paolo.

Cilicio. (inizio)

Panno ruvido, di pelo di capra, in origine proprio della *Cilicia. Se ne faceva una cintura nodosa, portata sulla pelle per penitenza. Con questo nome si indicano anche altri strumenti (catenelle, stoffe ruvide, ecc.) che si usavano o si usano (oggi molto di meno, essendo cambiato il senso dell'ascesi) cinti al corpo.

Cimitero. (inizio)

Dal greco, koimao = mettere a dormire, da cui deriva koimeterion = luogo di riposo, dormitorio. Luogo dedicato alla sepoltura dei morti. Nella Chiesa, i cimiteri sono benedetti liturgicamente, così come si fa per gli edifici riservati al culto. Oggi sono le autorità civili che mantengono i cimiteri per tutti i cittadini. Data questa situazione, " dov'è possibile, si abbiano cimiteri propri della Chiesa, o almeno degli spazi, nei cimiteri civili, riservati ai fedeli defunti; gli uni e agli altri devono essere benedetti secondo il rito proprio. Ma se non è possibile ottenere ciò, secondo il rito si benedicano di volta in volta i singoli tumuli " (CIC 1240). Il rispetto per i defunti, manifestato anche nella loro sepoltura, è espressione della nostra fede, della nostra speranza e della nostra carità.

Cinematografia. (inizio)

E' la scienza-arte-tecnica della comunicazione per mezzo di immagini in movimento. Specifica del cinema è l'immagine visiva, non la parola. Sebbene oggi il piccolo schermo tolga sempre più spazio al cinema, questo rimane uno dei grandi mezzi di rappresentazione della vita e di evoluzione della *cultura.

Cingolo. (inizio)

1. Cordiglio con cui il sacerdote si cinge il *camice nelle funzioni religiose.

2. Cordone che si porta sul saio o sull'abito religioso.

Cipro. (inizio)

Isola situata nel Mediterraneo orientale, provincia romana ai tempi del NT. Il libro degli Atti cita diverse volte avvenimenti svoltisi in quest'isola nella propagazione del Vangelo, soprattutto per opera di *Paolo e di *Bàrnaba, che era cipriota. Nella città di Pafos, Paolo e Bàrnaba riuscirono a convertire il proconsole Sergio Paolo (At 13,6-12; vedi anche 11,19-20; 21,16).

Circoncisione. (inizio)

Ablazione del prepuzio, cioè della pelle che copre la punta del pene. Era praticata da numerosi popoli nell'antichità (egizi, edomiti, moabiti, ecc.), ma non da altri con cui ebbe relazioni il popolo di Israele (filistei, assiri, caldei). Generalmente si praticava al giungere della pubertà, come rito di iniziazione alla virilità. In Israele è stabilita fin da *Abramo (Gn 17,9-14) ed è il rito religioso di appartenenza al popolo di Dio. Era prescritto che si facesse all'ottavo giorno dalla nascita. " Segno fisico dell'alleanza con Jhwh, significa l'inserimento nella vita religiosa ebraica. Da qui la metafora "circoncisione del cuore" per esprimere la fedeltà a Jhwh " (X. Léon-Dufour). In Israele, incirconciso equivale a dire pagano.

Circuminsessione. (inizio)

La mutua immanenza delle tre persone della Trinità. E detta anche *pericoresi.

Cirene. (inizio)

Città situata presso la costa settentrionale africana, nella Libia attuale. Fondata dai greci, fu poi colonia romana ed ebraica. Oriundo di Cirene era Simone, detto anche il Cireneo, l'agricoltore che fu costretto a portare la croce di Gesù (o forse solo uno dei legni) (Mc 15,21). Si parla degli abitanti di Cirene anche in At 2,10 (Pentecoste), At 6,9 (persecuzione contro Stefano) e At 11,20 (con i ciprioti sono tra i primi, ad Antiochia, a predicare anche ai greci, ovvero ai gentili.

Cirillo di Alessandria (370-444). (inizio)

Padre e dottore della Chiesa orientale. Combatté l'eresia di *Nestorio. Sostenne in modo particolare il dogma dell'*Incarnazione. Vedi *Padri della Chiesa.

Cirillo di Gerusalemme (315-386). (inizio)

Padre e dottore della Chiesa orientale. Polemizzò aspramente con gli Ariani (vedi *Arianesimo) e combatté *Giuliano l'Apostata. Importanti le sue Catechesi. Vedi *Padri della Chiesa.

Cirillo di Tessalonica (827-869). (inizio)

Presbitero e professore a Costantinopoli, predicò il Vangelo, col fratello *Metodio, tra gli Slavi. Ideò un alfabeto (alfabeto cirillico) per esprimere i suoni della lingua paleoslava. Tradusse la Bibbia e la Liturgia nella lingua di quei popoli.

Ciro. (inizio)

Fondatore dell'impero persiano, conquistò Babilonia nel 539 a.C.. La Bibbia lo presenta come l'eletto di Jhwh, per far tornare a Gerusalemme gli ebrei in esilio a Babilonia. Viene chiamato l'unto o *Messia, caso unico tra i pagani, poiché questo nome era riservato ai re di Israele e poi a Gesù, l'unto per antonomasia. Fu un grande sovrano, generoso non solo con gli ebrei, ma anche con gli altri popoli vinti (cf Is 44,28; 45,1; Esd 1,1-14; 6,3.5; 2 Cr 36,22-23).

Cisgiordania. (inizio)

Parte della *Palestina situata ad ovest del *Giordano. Territorio occupato da Israele nel 1967. L'Organizzazione per la liberazione della Palestina (OLP) vi proclama, nel 1988, lo Stato indipendente di Palestina.

Cistercensi. (inizio)

Monaci dell'ordine istituito da san Roberto di Molesmes e che prende il nome dal primo monastero, *Citeaux. Il più famoso monaco cistercense fu san *Bernardo, che vi giunse, nel 1113, con trenta compagni, quando il monastero rischiava di estinguersi in seguito a un'epidemia. Bernardo e l'abate Harding ne elaborarono gli statuti nella cosiddetta Charta caritatis, sulla base della *regola di san *Benedetto, ma con maggior rigore nel senso della povertà e della semplicità. Nel 1115, san Bernardo venne nominato abate del nuovo monastero di *Chiaravalle (Clairvaux). Grazie all'impulso di Bernardo, alla fine del XII secolo si contavano 525 abbazie cistercensi. Imparentati dalla stessa regola, *benedettini e cistercensi furono esteriormente identificati come i monaci neri e i monaci bianchi, per il colore dei rispettivi abiti. L'ordine ebbe una notevole influenza sullo stile architettonico medievale (romanico e gotico). In Italia introdussero lo stile gotico (abbazia di Fossanova, Casamari, ecc.).

Citeaux. (inizio)

In latino, Cistercium. Villaggio nella Francia nord-orientale. San Roberto, dopo aver fondato l'abbazia di Molesmes (1075), si trasferì qui con venti compagni (1098), fondando il primo nucleo dell'ordine *cistercense.

Claret, Antonio Maria, santo (1807-1870). (inizio)

Consigliere e confessore della regina Isabella II, vescovo di Santiago di Cuba. Fondatore dei Missionari Figli del Cuore Immacolato di Maria (CMF) o clarettiani (1849), destinati alle missioni popolari. Il loro lavoro oggi copre un raggio più vasto: missioni, insegnamento, pubblicazioni, studi sulla vita religiosa... Padre Claret morì a Fontfroide, Francia, dopo aver partecipato al Concilio Vaticano I.

Clarettiani. (inizio)

Vedi *Claret.

Classi sociali. (inizio)

Sono le stratificazioni che, per cause diverse, si stabiliscono tra gli uomini e che costituiscono gruppi di una certa omogeneità interna. Di fatto, a differenza delle *caste, stabilite per nascita, le classi sociali si costituiscono principalmente in funzione della situazione economica, la quale, nel mondo d'oggi, viene determinata, nella maggior parte dei casi, dall'occupazione o lavoro che, a sua volta, dipende in larga misura dell'educazione che si riceve. Si parla normalmente di classe alta, classe media (suddivisa in medio-alta, media-media e medio-bassa) e classe bassa. Ognuna di esse forma una subcultura all'interno della cultura generale.

La divisione del lavoro è naturale e utile. Ciò che è ingiusto è il dominio di alcune classi su altre. Il rimedio sarebbe la progressiva eliminazione delle differenze economiche (che in qualche misura esisteranno sempre) con una valutazione più egualitaria dei diversi lavori e l'elevazione culturale di chi sta più in basso, poiché l'ignorante si sente inferiore e soffre inesorabilmente la dipendenza di " classe ".

Claudio. (inizio)

Imperatore romano (41-54) citato in At 11,28, allorché il profeta cristiano Agabo predice la carestia, poi verificatasi nel 48. In At 18,2, si cita l'ordine di Claudio che allontanava da Roma tutti i giudei.

Clèofa (o Clèopa). (inizio)

Lc 24,18, dà questo nome a uno dei due discepoli che, nel giorno della *Risurrezione, camminavano rattristati verso *Emmaus. Secondo un'interpretazione di Gv 19,25, Maria, la sorella della madre di Gesù, era sposata a Clèopa.

Clericalismo. (inizio)

Ordinamento sociale nel quale il clero, in quanto tale, per disposizioni di legge o " de facto ", gode di privilegi o agisce in sfere estranee a quelle specifiche della sua vocazione. Questa situazione provoca come reazione l'*anticlericalismo.

Clero. (inizio)

Corpo ecclesiale costituito da coloro che hanno ricevuto il sacramento dell'*ordine. Vi si entra a far parte con l'ordinazione diaconale (CIC 266). Si divide in clero secolare, costituito da coloro che appartengono al clero diocesano, e clero regolare, formato dai chierici delle congregazioni religiose.

Cluny. (inizio)

La più celebre abbazia della cristianità medievale. Nel 910, Guglielmo d'Aquitania donò a Bernone, abate di Baume, la località di Cluny, in Borgogna, perché vi fondasse un monastero secondo il primitivo spirito benedettino. I suoi monaci dipendevano direttamente dalla Santa Sede sia sotto il profilo temporale che spirituale. Sotto il secondo abate, Oddone, i monasteri cluniacensi acquistarono una grande forza e si estesero in tutta l'Europa cristiana, sia per il moltiplicarsi di nuove fondazioni, che per l'adesione alla loro riforma di altri già esistenti. Dai suoi monasteri uscirono alcuni tra i migliori papi che ebbe la Chiesa nel Medioevo. Nel 1790, per effetto della Rivoluzione Francese, l'ordine cluniacense venne soppresso in Francia e il monastero fu distrutto.

Coadiutore. (inizio)

" Aiutante ". E il *presbitero che, in una *parrocchia, collabora con il parroco.

Codice di Diritto Canonico. (inizio)

Collezione sistematica di tutte le leggi generali della Chiesa. La prima raccolta in un codice unificato venne iniziata per disposizione di san Pio X, ma fu il suo successore, Benedetto XV, a promulgare il codice il 27 maggio 1917. Dopo il concilio *Vaticano II, se ne intraprese la revisione. Il nuovo codice fu promulgato il 25 gennaio 1983. Esso è composto da 1752 canoni suddivisi in sette libri, o grandi sezioni. Il suo tenore è molto diverso da quello del precedente; le disposizioni legali compaiono in un contesto dottrinale, ovvero l'*ecclesiologia del concilio *Vaticano II, sui documenti del quale, soprattutto la Lumen gentium (Costituzione dogmatica sulla Chiesa), si basano, riprendendone spesso alla lettera delle affermazioni o degli interi paragrafi.

Codice. (inizio)

Antico manoscritto su papiro o pergamena, formato da un insieme di pagine sotto forma di quaderno (a differenza dei *rotoli, primitiva forma dei libri). I più antichi codici sono scritti in lettere maiuscole o " onciali " e sono attualmente 242. I manoscritti in minuscola (sino a oggi se ne conoscono 2570) non risalgono oltre il IX secolo, ma non sono meno importanti perché forse i copisti avevano di fronte manoscritti più antichi.

Principali codici maiuscoli: Codice Vaticano (indicato con la lettera B nelle edizioni critiche). Si conserva nella Biblioteca Vaticana. Scritto in greco, contiene tutta la Bibbia, salvo alcune lacune. Risale al sec. IV ed è il più antico manoscritto su pergamena. Codice Sinaitico (S). Del sec. IV. Fu scoperto dal ricercatore Tischendorf nel XIX secolo in un convento del*Sinai. Contiene tutta la Bibbia e anche alcuni libri non biblici. Appartenuto agli Zar, fu venduto dal governo russo all'Inghilterra nel 1933 e ora si trova al British Museum di Londra.

Codice Alessandrino (A). Del sec. V. Trasportato da Alessandria in Inghilterra nel XVII secolo, contiene l'intera Bibbia salvo alcune lacune.

Codice di Efrem. Del sec. V. E un " palinsesto ": il testo primitivo, che conteneva tutta la Bibbia, fu cancellato nel XII secolo da un copista, che si servì della pergamena per copiarvi i sermoni di sant'Efrem il Siro. Anche se con difficoltà, facilitata però dalle odierne tecnologie, è ancora possibile leggere parte del testo originale (un poco dell'AT e circa la metà del NT). E conservato alla Biblioteca Nazionale di Parigi.

Codice di Beza o Cantabrigiensis (D). Del sec. VI. Appartenne al riformatore Teodoro di Beza, che lo donò nel 1581 all'università di Cambridge. Contiene solo i quattro Vangeli e gli Atti degli Apostoli. E scritto su due colonne, in latino e greco.

Codice Claramontano (Dp). Del sec. V. Contiene le lettere di san Paolo. E conservato nella Biblioteca Nazionale di Parigi.

Codice Freer o Washingtoniano (W). Del sec. V. Fu scoperto da Freer in Egitto nel 1906. Contiene i quattro Vangeli. Si trova a Washington.

I codici minuscoli sono posteriori e si identificano con un numero. I principali sono:

  1. Del sec. XII. Conservato a Basilea. Contiene il NT.

13. Del sec. XIII. Contiene i quattro Vangeli. E' a Parigi.

33. Del sec. IX. Contiene il NT. E' a Parigi.

565. Del sec. IX. Contiene i Vangeli. E' a Leningrado.

1739. Del sec. X. Contiene gli Atti, lettere e annotazioni marginali degli antichi Padri. E' al Monte *Athos.

Vedi anche *Manoscritti biblici.

Cògito, ergo sum. (inizio)

In latino, " Penso, dunque esisto ". Vedi *Descartes.

Collegialità. (inizio)

Riferita ai vescovi di tutto il mondo, la collegialità è il principio teologico-pastorale in virtù del quale il governo della Chiesa implica la corresponsabilità di tutti i vescovi nella causa della Chiesa intera. Il Concilio Vaticano II ha chiarito questo principio, che completa ed equilibra quello del *primato del vescovo di Roma. Nella collegialità si articolano questi tre principi: a) ogni vescovo ha, nella sua diocesi, un'autorità propria, vale a dire, non delegata dal papa;

b) il papa, in virtù del primato, ha autorità su tutta la Chiesa,

c) tutti i vescovi sono responsabili del compito ecclesiale, non solo nella propria diocesi, ma nell'insieme della Chiesa.

Collegiata. (inizio)

Chiesa che, senza essere cattedrale, è affidata alle cure di un *capitolo che quotidianamente vi celebra la *Liturgia delle ore.

Collegio episcopale. (inizio)

Il corpo o insieme di tutti i vescovi, alla testa del quale c'è il papa.

Colletta. (inizio)

  1. Raccolta di denari per scopo benefico;

2. La prima orazione recitata dal sacerdote durante la *messa, per raccogliere e concludere le preghiere di tutti.

Colori liturgici. (inizio)

Sono quelli impiegati nei paramenti e drappi liturgici. Sono diversi secondo i tempi e i luoghi. Attualmente, nel rito romano, si usano: il bianco (tempi di Pasqua e Natale, per tutte le feste del Signore, della Madonna e dei santi o sante non martiri); il verde (domeniche durante l'anno e giorni feriali); il viola (domeniche e giorni feriali di Quaresima e d'Avvento, messe per i defunti); il rosso (Venerdì Santo, Pentecoste, feste o memorie dei martiri). Si usava anche il rosa nella III domenica d'Avvento e nella IV di Quaresima e l'azzurro come concessione particolare per le celebrazioni dell'Immacolata. Vedi *Anno liturgico.

Colossi. (inizio)

Antica città della Frigia (*Asia Minore). Vi aveva sede una comunità cristiana fondata da un certo Epafra (Col 1,7).

Colossesi. (inizio)

Abitanti di *Colossi. Ad essi Paolo indirizzò una lettera dalla prigionia.

Colpa. (inizio)

Azione che contravviene alla propria coscienza.

Comandamenti. (inizio)

Precetti della legge. Si parla per antonomasia dei dieci comandamenti della legge, dati da Dio sul *Sinai come parte del patto o *alleanza tra lui e il suo popolo. Sono espressione positiva della *legge naturale. Per comandamenti o precetti della Chiesa si intendono cinque leggi principali da essa stabilite su aspetti importanti e che devono essere ricordati. Vedi *Tavole della legge.

Comma giovanneo. (inizio)

Viene chiamato così un paragrafo della prima lettera di Giovanni, che compare nella *Vulgata: " nel cielo: il Padre il Verbo e lo Spirito Santo, e questi tre sono uno; e tre sono quelli che testimoniano sulla terra " (1 Gv 5,7b-8a). Le bibbie moderne lo sopprimono; sembra infatti una glossa introdotta più tardi, poiché non compare in quasi nessuno dei *manoscritti greci.

Commissione biblica. (inizio)

Organismo romano incaricato di tutto ciò che riguarda gli studi e la dottrina sulla Bibbia.

Communicatio in sacris. (inizio)

O comunicazione nelle cose sacre. E la concelebrazione sacramentale nella quale intervengono ministri di diverse confessioni religiose. La Chiesa cattolica proibisce questo tipo di celebrazione ai suoi ministri per il rischio che si tenti l'unità fuori della verità. Incoraggia invece, secondo le circostanze, celebrazioni ecumeniche non sacramentali.

Compagnia di Gesù. (inizio)

Vedi *Gesuiti.

Compièta. (inizio)

Vedi *Liturgia delle ore.

Complutense, Bibbia. (inizio)

Bibbia poliglotta, edita ad Alcalá de Henares (Complutu) nel 1520, ma il cui tomo V, il NT greco, era già apparso nel 1514.

Comunicazione. (inizio)

Vedi *Mezzi di comunicazione di massa.

Comunione. (inizio)

Il ricevere Cristo nell'*Eucaristia. In san Paolo e nella Chiesa primitiva, significava l'unione fraterna che porta alla comunione dei propri beni.

Comunione dei beni. (inizio)

Il rendere partecipi gli altri dei propri beni nella misura in cui uno possiede e l'altro ha bisogno. Il sentimento umano di fratellanza universale esige un tale comportamento, tanto a livello individuale che di nazioni. E scandaloso che si distruggano enormi quantitativi di generi alimentari in eccesso mentre milioni di bambini e di adulti muoiono di fame. Mancano i meccanismi di distribuzione e la volontà di trovare una soluzione.

La comunione cristiana dei beni è l'applicazione pratica della carità. Secondo la legge dell'amore insita nell'essere umano, creato a immagine di Dio e promulgata esplicitamente da Cristo (vedi *Regola aurea), la condivisione con chi ha bisogno non è semplicemente un gesto benevolo di generosità, ma un'esigenza della carità.

Comunione dei santi. (inizio)

Unione mistica tra tutti i figli di Dio, vivi e defunti, per la quale partecipano degli stessi beni spirituali, siano essi in *cielo (Chiesa trionfante), nel *purgatorio (Chiesa purgante) o in questo mondo (Chiesa militante). E una delle verità fondamentali confessate nel *Credo o simbolo di fede.

Comunismo. (inizio)

Sistema socio-politico nel quale tutti i mezzi di produzione sono in mano allo Stato. Di fatto, questo centralismo non può essere praticato senza monopolizzare allo stesso tempo tutti gli altri aspetti dell'attività umana, per cui la dittatura si impone di fronte ai tentativi di libertà di espressione nella stampa, nell'arte, ecc. Con particolare forza si dirige contro la libertà religiosa, poiché considera la religione alienante dai problemi reali. Nella pratica, il rigore monopolistico del comunismo diviene più transigente quando prende atto che, provocando una mancanza di interesse, diminuisce la produzione e il progresso. Il principio dell'uguaglianza tra gli uomini e lo sforzo di una migliore ripartizione dei beni sono i principali valori del comunismo. La repressione delle libertà e l'ateismo militante sono i suoi più evidenti valori negativi. Karl *Marx e Engels furono i principali artefici della dottrina comunista, nella seconda metà del secolo XIX. Lenin lo instaurò in Russia a partire dalla Rivoluzione di Ottobre del 1917.

Comunità cristiana. (inizio)

Gruppo di fedeli, seguaci di Cristo che, insieme, celebrano e vivono la propria fede. A seconda delle circostanze, varia l'esperienza comunitaria. Sono comunità cristiana i membri di una parrocchia che si riuniscono la domenica, così come lo sono coloro che fanno vita comune e condividono anche i loro beni materiali.

Comunità cristiane di Base. (inizio)

O Comunità Ecclesiali di Base. Gruppi di cristiani che tentano di vivere il cristianesimo nella sua genuinità e con tutte le sue conseguenze ad imitazione delle comunità della Chiesa primitiva. Sono nuclei ecclesiali nei quali si vive la fraternità in rapporti più personalizzati (rispetto alla massificazione), si approfondisce la propria fede (rispetto a un cristianesimo meramente formalista), si prende coscienza della radicale uguaglianza di tutti i cristiani (rispetto ad una esagerata accentuazione dell'aspetto gerarchico e alla considerazione dei fedeli secondo la loro rilevanza sociale). Queste comunità vogliono dare alla Chiesa un volto nuovo, meno sociologico e più evangelico. Hanno i loro rischi: radicalismo ideologico, spirito aspro di critica, anarchia, elitismo, settarismo (cf EN 58; Documento di Puebla, 261). Nell'insieme sono state molto apprezzate (cf documenti citati). Le Conferenze dei vescovi latino-americani a Medellín e a Puebla le incoraggiano decisamente e vedono in esse la speranza di un rinvigorimento della fede.

Concelebranti. (inizio)

In genere, si riferisce a ciascuno dei ministri che presiedono una celebrazione e, più esattamente, a ognuno dei fedeli che vi partecipano, poiché tutti celebrano e non solo il ministro, anche se i ministri hanno una loro funzione che non è comune a tutti. Se non si parla di concelebrazione e di concelebranti relativamente ai fedeli, è perché il linguaggio non si è evoluto dai tempi non lontani in cui non si considerava la funzione del popolo sacerdotale. Vedi *Sacerdozio.

Concelebrazione. (inizio)

Comunemente, si intende la realizzazione di una celebrazione liturgica (eucaristica o no) con la partecipazione di due o più *presbiteri che la presiedono. Uno di loro è il *celebrante principale.

Concepimento. (inizio)

Il fatto che un nuovo essere umano comincia a formarsi nel seno della madre.

Conciliarismo. (inizio)

Dottrina ecclesiologica che afferma che il *concilio ecumenico è al di sopra del papa. Sorse come reazione all'incremento del potere papale e, soprattutto, per la situazione provocata dallo *Scisma d'Occidente (1378-1417). Il conciliarismo fu condannato nel V Concilio lateranense, 18o ecumenico (1512-1517).

Concilio. (inizio)

Assemblea di vescovi. Si parla di concilio ecumenico o universale quando il papa convoca tutti i vescovi della Chiesa (con titolo di padri conciliari) per definire questioni fondamentali. Può essere nazionale o regionale se composto dai vescovi di una nazione o regione. Nei documenti, di solito, concilio e *sinodo sono sinonimi; generalmente, però, il termine sinodo viene riservato alle assemblee di ambito ridotto, celebrate in passato. Oggi, di fatto, i vescovi di una nazione o zona hanno delle assemblee che sono l'equivalente dei sinodi di un tempo.

Concilio di Gerusalemme. (inizio)

L'assemblea in cui si riunirono, nell'anno 48 o 49, a *Gerusalemme, *Pietro, *Paolo, *Barnaba, *Giacomo e altri apostoli ed anziani, per discutere delle osservanze da imporre ai pagani convertiti. Alcuni volevano imporre la *circoncisione e l'insieme della legge giudaica contro il parere di Paolo e Barnaba. Si decise, infine, per la libertà cristiana (cf At 15).

Concilio ecumenico. (inizio)

L'assemblea in cui il Collegio dei vescovi esercita in modo solenne la potestà sulla Chiesa universale. Spetta solo al papa convocarlo e determinare le questioni da trattare; egli può chiamare a parteciparvi anche persone non insignite della dignità episcopale. Hanno forza obbligante solo quei decreti che, insieme con i padri conciliari, siano stati approvati dal papa (CIC 337-431).

Concilio plenario. (inizio)

Assemblea delle diocesi di una medesima *Conferenza Episcopale (CIC 439 e ss.).

Concilio provinciale. (inizio)

Assemblea delle diverse Chiese particolari di una medesima *provincia ecclesiastica (CIC 439 e ss.).

Concistoro. (inizio)

Assemblea dei cardinali convocata e presieduta dal papa. Al concistoro ordinario partecipano tutti i cardinali presenti a Roma. In quello straordinario vengono convocati tutti i cardinali del mondo in seduta segreta per questioni particolarmente gravi. A volte, il concistoro ordinario è pubblico; vi sono invitati membri del Corpo Diplomatico e altre persone (CIC 353).

Conclave. (inizio)

Dal latino, cum clavis = con chiave, stanza che si può chiudere a chiave. La riunione dei *cardinali per eleggere il nuovo papa. Il nome viene dal fatto che il luogo dove i cardinali si raccolgono e vivono fino ad elezione raggiunta viene chiuso a chiave dall'esterno. Oggi si fa per evitare influenze esterne, ma la causa originale fu l'indignazione del popolo per la lentezza dei cardinali nell'arrivare ad un accordo (1241). Si sono avuti periodi di *Sede vacante durati più di due anni. Il primo segno dell'avvenuta elezione è la fumata bianca.

Concordanze. (inizio)

Corrispondenze tra parole o concetti simili in diversi passi della *Bibbia. Esistono liste complete delle parole della Bibbia. In altri casi si tratta di corrispondenza tra *pericopi. Sono particolarmente frequenti nei vangeli *sinottici, le cui narrazioni sono in gran parte parallele.

Concordato. (inizio)

Convenzione di tipo globale tra la *Santa sede ed il governo. Il trattato che regola i mutui rapporti tra due Stati, quando uno di questi Stati è la Santa Sede o il *Vaticano, viene denominato concordato.

Concubinato. (inizio)

Convivenza di un uomo e di una donna more uxorio (come se fossero marito e moglie) al di fuori del matrimonio legale.

Concupiscenza. (inizio)

Desiderio o brama eccessivi. Generalmente si riferisce soprattutto al desiderio sessuale, ma comprende anche altri ambiti. Sebbene il desiderio non sia peccato, la concupiscenza viene presentata nella Bibbia come causa di peccati.

Condanna. (inizio)

Situazione di tormento alla quale è destinato definitivamente chi muore nell'inimicizia con Dio. E un punto della nostra fede che a molti riesce difficile accettare, perché sembra che Dio si vendichi di chi non gli ha obbedito. Tale visione contrasta con la giusta idea di Dio, bontà infinita. Si deve comprendere la condanna come separazione volontaria da Dio. Dio è la felicità per sé e per chi aderisce a lui nell'amore. Nell'amore sperimentiamo e facciamo nostra la felicità dell'essere amato, come ci succede con i familiari e gli amici. Per chi non ama Dio, è intrinsecamente impossibile godere della sua felicità. E questa separazione da ciò che costituisce la nostra realizzazione e la nostra beatitudine si traduce in condanna. Ciò che è incomprensibile è come l'essere umano possa in definitiva scegliere ciò che lo rende infelice e persistere in questa scelta aberrante. Vedi *Dannazione.

Conferenza episcopale. (inizio)

Organismo assembleare permanente dei vescovi di una nazione o di un territorio determinato per esercitare congiuntamente alcune funzioni pastorali (CIC 447-459).

Confermazione. (inizio)

Secondo sacramento dell'*iniziazione cristiana, che infonde in noi lo Spirito Santo come ai discepoli nel giorno della *Pentecoste, per renderci più simili a Cristo e rafforzarci per la testimonianza cristiana e per l'edificazione della Chiesa.

Confessionale. (inizio)

Luogo dove il sacerdote, nel sacramento della penitenza, riceve la confessione del fedele.

Confessione. (inizio)

Il riconoscimento della propria colpa in modo manifesto. Comunemente si chiama confessione il sacramento della *penitenza o riconciliazione, il che è inesatto, poiché la confessione è solo un elemento del sacramento e non il più importante (che è il dolore per aver offeso Dio).

Confessione di Augusta. (inizio)

Vedi *Melantone.

Confessioni religiose. (inizio)

Le diverse Chiese o comunità di carattere religioso, unite da credenze comuni.

Nel nostro mondo occidentale, le principali confessioni religiose sono le Chiese cristiane, che formano tre gruppi: Chiesa Cattolica, Chiesa Ortodossa (vedi *Scisma) e Chiese Riformate o Protestanti (dette anche Evangeliche). Le Chiese Riformate sono nate dalla scissione provocata nel sec. XVI da *Lutero, *Calvino, *Zwingli, Enrico VIII e i loro seguaci. Poiché non riconoscono un'autorità dottrinale o di governo unica, sono giunte ad una molteplicità di denominazioni o Chiese separate le une dalle altre. Gli stessi protestanti, però, distinguono tra confessioni religiose, che possiedono un corpo dottrinale più solido e un'organizzazione più seria, e sette, che sono i gruppi minori, privi della serietà delle confessioni. Vedi *Sette religiose.

Confucio (551-479 a.C.). (inizio)

Pensatore cinese. Si interessò ai riti e ai costumi cinesi e diffuse un sistema politico, sociale e morale basato sulla ragione, l'equità, l'altruismo. Ha il senso della trascendenza, ma il suo sistema, benché contempli dei sacrifici religiosi, più che religioso è di ordine sociale e morale, basato sulla legge naturale. Il confucianesimo è stato il principale elemento della configurazione culturale cinese.

Congregazione. (inizio)

Vedi *Vita religiosa.

Congregazioni romane. (inizio)

Organismi del *Vaticano che, in nome del papa, amministrano i diversi aspetti del governo della Chiesa. Sono, nella Chiesa, un parallelo dei ministeri nel governo di una nazione. Vedi *Curia.

Congressi catechistici. (inizio)

Assemblee di catechisti, finalizzate alla promozione dell'apostolato catechistico. I principali congressi catechistici sono stati finora quelli di Roma (1950), Eichstatt (1970), Bangkok (1962), Katigondo (1964), Medellín (1968) e Roma (1971).

Coniuge. (inizio)

Sinonimo di consorte. Ognuna delle due persone unite in matrimonio.

Conopeo. (inizio)

Velo con cui si copre la *pisside quando si ripone nel *tabernacolo e quando si fa l'esposizione del Santissimo senza utilizzare l'*ostensorio.

Consacrazione. (inizio)

1. Atto del consacrare o dedicare a Dio in modo esclusivo. Si parla, ad esempio, di consacrazione religiosa o sacerdotale. Se si tratta di oggetti o di luoghi, come un altare o una chiesa, si usa anche la parola dedicazione.

2. Parte centrale della preghiera eucaristica. Vedi *Messa.

Consanguineità. (inizio)

Parentela derivata dall'appartenere ad uno stesso stipite. Nei gradi più prossimi è un impedimento naturale e canonico al contrarre matrimonio.

Conselheiro, Antonio. (inizio)

*Stregone che, alla fine del XIX secolo, trascinò migliaia di cattolici alla *Macumba e alla disobbedienza nei confronti della autorità civili. Fu combattuto militarmente in quattro campagne, ma alla fine la sua dottrina venne tollerata (cf Vidal, DSO-VD).

Consigli evangelici. (inizio)

In generale, ciò che Gesù, nella sua predicazione, propone come pratiche non di precetto ma particolarmente valide. In particolare, o per antonomasia, si definiscono così gli inviti che si sono formalizzati nei tre voti di povertà, castità e obbedienza professati da chi fa il suo ingresso nello stato canonico della *vita religiosa. Gli ordini che, come i *benedettini, fanno solo il voto di obbedienza, di fatto includono in esso, con la vita in comune, la povertà e la castità.

Questi voti sono in funzione delle corrispondenti virtù - e, in ultima istanza, della *carità - che sono quelle che costituiscono l'atteggiamento fondamentale (vedi *Opzione fondamentale). In questo senso, i consigli evangelici sono per tutti.

Consiglio delle Indie. (inizio)

Organismo stabilito da Carlo V, nel 1524, per studiare e prendere provvedimenti in relazione alle nuove terre scoperte. Le sue competenze erano molto vaste. Consigliava il re o prendeva decisioni in campo politico, amministrativo, religioso, ecc.. Preparava le Leyes de Indias, nelle quali si riconosce un grande interesse per gli indigeni; interveniva nella nomina delle autorità civili e religiose, esaminava i documenti relativi al Nuovo Mondo, ecc. Fu abolito nel 1834.

Consiglio Ecumenico delle Chiese. (inizio)

Organismo ecumenico nel quale sono rappresentate tutte le confessioni cristiane (salvo alcune troppo liberali e le *sette) non unite a Roma. Il suo fine è promuovere l'unità. Ha sede a Ginevra, Svizzera. La Chiesa cattolica non ne è membro, ma partecipa alle riunioni tramite dei delegati.

Consiglio pastorale. (inizio)

Organismo al quale spetta " studiare, valutare, proporre conclusioni operative su tutto ciò che riguarda le attività pastorali della *diocesi " (CIC 511). " E composto da fedeli che siano in piena comunione con la Chiesa cattolica, sia chierici, sia membri di istituti di vita consacrata, sia soprattutto laici; essi vengono designati nel modo determinato dal vescovo diocesano " (CIC 512). E convocato e presieduto dal vescovo. Gode solamente di voto consultivo (CIC 514).

Consiglio presbiterale. (inizio)

Gruppo di sacerdoti che, rappresentando il *presbiterio, è come il senato del vescovo. " Spetta al consiglio presbiterale a coadiuvare il vescovo nel governo della diocesi... affinché venga promosso nel modo più efficace il bene pastorale della porzione di popolo di Dio a lui affidata " (CIC 495). E composto da membri di diritto (persone che svolgono funzioni importanti nella diocesi), eletti dai presbiteri e nominati liberamente dal vescovo (CIC 497). Tra i membri del consiglio presbiterale il vescovo designa alcuni sacerdoti, da sei a dodici, che formano il Collegio dei consultori, che resteranno in carica per cinque anni (CIC 502).

Consorte. (inizio)

Sinonimo di *coniuge.

Contemplativo. (inizio)

Chi vive abitualmente in contemplazione. Si chiamano " contemplativi " anche i membri di congregazioni religiose maschili o femminili non dedite tanto all'apostolato esterno, quanto alla preghiera e al lavoro nella solitudine del *chiostro.

Contemplazione. (inizio)

Tappa nella vita di preghiera nella quale, al di là delle parole e delle considerazioni o ragionamenti, lo spirito si sintonizza in modo vitale con Dio dal nucleo stesso del proprio essere.

Contestazione. (inizio)

Negli ultimi decenni si dà questo nome al fatto, o all'atteggiamento, di mettere in questione una certa realtà. Racchiude un senso più o meno accentuato di protesta e di non accettazione.

Continenza. (inizio)

Virtù morale grazie alla quale la persona contiene o domina e regola le proprie passioni ed inclinazioni. Il nome si impiega soprattutto con riferimento alla sessualità.

Contraccezione. (inizio)

Il complesso delle tecniche e delle pratiche utili ad evitare che i rapporti sessuali provochino il concepimento.

Contrizione. (inizio)

Dolore e pentimento per aver peccato. Implica il riconoscere la propria infedeltà a Dio ed ai valori autentici. Questo dolore (e non la mera *attrizione che viene dal timore del castigo) è indispensabile per ottenere il perdono nel sacramento della penitenza.

Controriforma. (inizio)

La Riforma cattolica è il movimento ecclesiale che sorse come reazione alla *Riforma protestante. Si manifestò nei campi della dottrina, della morale, delle istituzioni e dell'organizzazione, ecc. Per la sua stessa origine, ebbe un carattere polemico che indurì alcuni aspetti dottrinali, ma al tempo stesso dava una sicurezza di fronte all'anarchia dottrinale che si diffondeva con la Riforma protestante. Ebbe grandi figure di santità e di dottrina. Il suo carattere trionfalista è rappresentato in architettura dal *barocco.

Convento. (inizio)

Dal latino, conventus = adunanza, convegno. Residenza di una comunità di religiosi o religiose nata dopo il sec. XIII (quelle dei monaci, anteriori o posteriori, si chiamano *monasteri).

Conversione. (inizio)

Tornare sui propri passi, cambiare rotta. Il dirigersi verso Dio di chi non lo conosceva o il ritorno a Lui di chi si era separato nel peccato. Tutto ciò implica un cambiamento di mentalità e di orientamento della propria vita. L'uomo è debole e incline al male, spesso infedele a Dio; l'AT e il NT sono pieni di chiamate alla conversione. La conversione è uno dei grandi temi della Bibbia e ad esso attingono le letture in particolare nelle liturgie della Quaresima, durante la quale si vive o si rivive il cammino *catecumenale.

Copernico, Nicolò (1473-1543). (inizio)

Astronomo polacco. Nel sec. XVI, scopre il sistema eliocentrico, secondo il quale è il sole e non la terra, come fino allora si era creduto, il centro dell'universo. (Oggi diciamo che è il centro del nostro sistema solare. Vedi *Galileo.) Questa ed altre scoperte scientifiche della sua epoca ebbero ripercussioni anche nel campo religioso, in quanto liberarono da un certo senso mitico nella concezione del mondo.

Corano. (inizio)

Dall'arabo Qur'ân = recitazione, lettura. Libro sacro dei musulmani che raccoglie la predicazione di *Maometto. Il suo contenuto dottrinale si può sintetizzare nei seguenti punti: a) *Monoteismo assoluto. Non c'è altro dio che Allâh. Non è ammessa la *Trinità; b) Vi sono stati altri profeti: Abramo, Mosè, Gesù, ma l'ultimo e il sigillo di tutti essi è Maometto, il grande inviato di Allâh; c) Esiste un altro mondo, c'è la risurrezione, il giudizio, l'immortalità, il cielo e l'inferno.

Corazìn. (inizio)

Città a nord del lago di *Genèsaret, a 3 km. da *Cafarnao. Oggi non rimangono che delle rovine. Non abbiamo testimonianze puntuali sull'attività che Gesù vi svolse, come si deduce da Mt 11,21 e Lc 10,13.

Corinto. (inizio)

Capitale della provincia romana dell'Acaia, nel Peloponneso nord-orientale, sul golfo di Corinto e di Salonicco. Fu un centro commerciale e culturale cosmopolita. Dominata dall'Acrocorinto, una ripida roccia su cui sorgeva il tempio di Afrodite, dea dell'amore, aveva fama di città immorale. Paolo vi si fermò diciotto mesi, intorno agli anni 50-52, e vi fondò una Chiesa che gli diede molte gioie e molti dispiaceri (cf At 18,11).

Corinzi. (inizio)

Gli abitanti della città di *Corinto, ai quali Paolo diresse varie lettere. Nella Bibbia ne abbiamo due. In esse si fa allusione ad altre che sono andate perdute o, come pensano alcuni, si sono fuse con quelle che abbiamo (cf 1 Cor 5,9; 2 Cor 2,3; 7,8).

Cornelio. (inizio)

Centurione romano di stanza a *Cesarea, fu il primo pagano convertito al cristianesimo e ammesso nella Chiesa da Pietro. Questo fatto fu molto importante perché rompeva il " monopolio " ebraico come via di salvezza; i pagani convertiti non avrebbero dovuto prima accettare la legge ebraica. Per questo si narra la sua conversione con ogni particolare in At 10.

Coro. (inizio)

1. Gruppo di cantori.

2. Preghiera corale di coloro a cui è raccomandata in modo particolare la celebrazione della *Liturgia delle ore, come *monaci e monache, *canonici, ecc.

Corporale. (inizio)

Panno quadrato di lino bianco, posto sulla tovaglia dell'altare durante la messa, sul quale il sacerdote depone l'*ostia, la *patena e il *calice. E così chiamato perché viene a contatto con le sacre Specie contenenti il Corpo di Gesù.

Coscienza. (inizio)

- Coscienza psicologica: capacità che possiede l'essere umano di avvertire il proprio essere e le sue attività; è la coscienza della propria interiorità.

- Coscienza morale: il giudizio che ognuno formula sulla bontà o la malizia dei propri atteggiamenti ed azioni. E retta, se il giudizio è adeguato; scrupolosa, se è deformata da un eccessivo senso di colpa; lassa, se il suo giudizio è eccessivamente tollerante.

- Coscienza sociale: è un aspetto della coscienza morale. Designa la particolare sensibilità di fronte alle ingiustizie sociali.

Cosmogonia. (inizio)

Il complesso delle teorie religiose, filosofiche, scientifiche sulle origini del mondo.

Cosmologia. (inizio)

Disciplina filosofica che ha per oggetto il mondo come totalità e sistema e ne studia le leggi generali: tempo, spazio, ecc.

Costantino I il Grande (306-337). (inizio)

Imperatore romano. Sconfitto Massenzio a Ponte Milvio (Roma), emanò con Licinio l'Editto di Milano (313) che dava piena libertà ai cristiani, concedendo al cristianesimo lo stesso status delle religioni pagane. Costruì basiliche e donò ai papi il palazzo del *Laterano. Fece rinnovare e ampliare l'antica *Bisanzio, che chiamò *Costantinopoli, e vi si trasferì. Si fece battezzare poco prima di morire.

Costantinopoli. (inizio)

Città fondata dall'imperatore *Costantino accanto all'antica *Bisanzio, sulla costa europea dello Stretto del Bosforo, che separa l'*Asia Minore (Turchia) dall'Europa. Fu inaugurata nel 330. Costantino vi stabilì la propria residenza e Teodosio, nel 395, la fece assurgere a capitale dell'Impero Romano d'Oriente; si costituì così come " Seconda Roma ", rivale della prima. La tensione tra le due città per la disputa sulle rispettive zone d'influenza fu uno degli elementi che, alcuni secoli dopo, avrebbero condotto allo *scisma d'Oriente. Nel 1453, la conquista di Costantinopoli ad opera dei turchi segna la caduta dell'Impero Romano d'Oriente (e, per alcuni storici, la fine del Medio Evo). Dal 1929, ha assunto il nome di Istanbul.

Costituzione apostolica. (inizio)

Documento pontificio della massima importanza, assieme alla *bolla, benché carente degli aspetti materiali di quest'ultima (sigillo pendente in piombo).

Costituzione dogmatica. (inizio)

Documento ufficiale del Magistero conciliare dei Vescovi in unità con il Papa. E la forma più alta in cui la Chiesa esprime se stessa e la sua fede. Tali sono, ad esempio, i documenti del Concilio Vaticano II " Dei Verbum " e " Lumen Gentium ".

Costituzioni apostoliche. (inizio)

Collezione di scritti compilati nel III e IV secolo su documenti risalenti forse agli apostoli e contenenti le più antiche norme di diritto della Chiesa.

Cotta. (inizio)

Tunica bianca di cotone o di lino, lunga fino al ginocchio, con maniche larghe, spesso orlata di merletto, indossata dai chierici durante le celebrazioni liturgiche. L'uso risale al sec. XI.

Cottolengo, Giuseppe Benedetto, santo (1746-1842). (inizio)

Grande apostolo della carità fondatore di numerosi istituti per accogliere malati e bisognosi. Il più famoso è la Piccola Casa della Divina Provvidenza, fondata a Torino nel 1832.

Creatività. (inizio)

Virtù creativa. In senso stretto, solo Dio ha questa facoltà. In senso derivato, anche l'uomo la possiede.

Creazione. (inizio)

L'atto di chiamare gli esseri all'esistenza dal nulla. In questo senso, l'unico creatore è Dio e la sua azione creatrice è costante, in quanto dà continuamente l'essere a ciò che ha creato. L'AT e il NT affermano che Dio è il creatore di tutto (cf Gn 1,1; Eb 11,3). La creazione è buona (cf Gn 1,31). Gli aspetti negativi non sono quelli fondamentali, ma deformazioni introdotte dall'uomo, o semplici limiti connaturali a tutto ciò che non è infinito. Cristo risorto inaugura una *nuova creazione (cf 1 Cor 8,6) e alla fine vi saranno " nuovi cieli e una terra nuova, nei quali avrà stabile dimora la giustizia " (2 Pt 3,13).

Credo. (inizio)

Professione di fede che inizia con questa parola. Vedi *Simbolo.

Cremazione. (inizio)

Incinerazione dei cadaveri umani. In uso presso molti popoli primitivi, rimane tradizione di alcune culture orientali. La Chiesa non la proibisce, " a meno che non sia stata scelta per ragioni contrarie alla dottrina cristiana " (CIC 1176-3). Vedi *Inumazione.

Cresima. (inizio)

Dal greco, criein = ungere. Vedi *Confermazione, *crisma.

Cripta. (inizio)

Sotterraneo di una chiesa spesso adibito a cappella, dove sono seppelliti santi o personaggi illustri o conservate reliquie.

Crisma. (inizio)

Olio mescolato a balsamo che il vescovo consacra nella messa crismale la mattina del Giovedì santo. Si usa nel *battesimo, nella *confermazione, nell'ordinazione sacerdotale ed episcopale. Vedi anche *olii santi.

Crismale. (inizio)

Vaso contenente il *crisma.

Crisòstomo. (inizio)

Vedi *Giovanni Crisostomo.

Cristianesimo. (inizio)

La religione predicata e fondata da Gesù Cristo.

Cristianità. (inizio)

1. L'insieme dei cristiani o popolo di *Cristo. Insieme dei paesi abitati dai cristiani.

2. Regime cristiano. Ordinamento socio-politico della società nella quale il cristianesimo è considerato l'elemento che giuridicamente la caratterizza. In essa si dà per scontato che il cittadino professi il cristianesimo e chi non lo fa è considerato in qualche modo inferiore. Questo regime cominciò nella Chiesa con la conversione di Costantino (313) e si rafforzò decisamente con l'imperatore Teodosio I (379-395). Nel Medio Evo, in mezzo a tensioni con i poteri politici, si manifestò, per esempio, nella necessità dei prìncipi di una consacrazione religiosa per aver diritto all'obbedienza dei propri sudditi. In seguito, vi sono state forti pressioni, non solo contro il tentativo di privilegiare politicamente la professione di fede cristiana, ma anche con la decisa volontà di sostituirla con ideologie opposte (liberalismo, marxismo). Dopo il Vaticano II, la Chiesa ha rinunciato in modo consapevole e deciso al regime di cristianità, " per tornare alla sua primitiva condizione di Chiesa missionaria in una società la cui piena autonomia di valori è stata ampiamente riconosciuta " (cf J. Ma. González Ruiz, DAP-VD).

Cristiano. (inizio)

Seguace di *Cristo. " Ad Antiochia per la prima volta i discepoli furono chiamati cristiani " (At 11,26). Questo appellativo, coniato dai pagani di Antiochia, che presero il titolo di " Cristo " per un nome proprio, compare anche in At 26,28 e 1 Pt 4,16.

Cristo. (inizio)

Dal greco Christòs = unto, che traduce l'ebraico Mashiah, *Messia. La Chiesa apostolica riconobbe in Gesù l'Unto del Signore per antonomasia, il suo inviato definitivo, il Figlio di Dio e, in questo senso, il titolo divenne un suo secondo nome. " Nelle lettere di Paolo, "Cristo" è ripetuto più di 400 volte, mentre "Gesù" è usato meno di 200 volte. ... Egli, evidentemente, distingue Cristo e Gesù e non usa i termine l'uno per l'altro " (cf L. Cerfaux, Cristo nella teologia di san Paolo, Ed. A.V.E., p. 403-426).

Cristo Re. (inizio)

Titolo di Cristo che mette in rilievo la sua sovranità su tutto il creato. Pio XI ne istituì la festa nel 1925. L'attuale calendario la situa nell'ultima domenica dell'*anno liturgico (alla fine di novembre).

Cristocentrismo. (inizio)

Impostazione della teologia, della spiritualità, della storia, della catechesi o di qualsiasi altro aspetto intellettuale o vitale in cui Cristo è l'asse centrale.

Cristologia. (inizio)

La parte della teologia dogmatica che studia la persona e l'opera di Cristo. Questo secondo aspetto si chiama più specificamente *soteriologia.

Critica. (inizio)

Studio volto ad accertare il valore di un'affermazione in un determinato campo. La critica storica cerca di stabilire l'autenticità delle fonti e delle interpretazioni. Ai nostri giorni, suscita un grande interesse la critica storica dei Vangeli e di quanto si riferisce alla persona di Gesù di Nazaret. La critica testuale è la scienza che, a partire dai testi biblici, pervenutici con numerosissime varianti a causa delle edizioni manoscritte, tenta di stabilire quale fu la versione originale. La critica letteraria indaga la realtà di quello che si dice, a partire dalla storia dei testi dalle loro fonti originali. I *generi letterari, che sono i diversi modi di esprimere un contenuto (lettera, cronaca, storia, poesia, ecc.), sono un elemento indispensabile, non solo per risolvere problemi altrimenti difficili, ma soprattutto per giungere al senso genuino di un testo.

Croce. (inizio)

Strumento di supplizio che i romani e altri popoli antichi usavano per eseguire la pena di morte nel modo più crudele e infamante. Era formata da due assi di legno incrociate; a volte, quella orizzontale era inchiodata all'estremità di quella verticale, a forma di tau o della nostra T maiuscola. Alla morte di croce fu condannato Gesù dal *procuratore romano Ponzio *Pilato, su richiesta dei giudei. Da allora, la croce è l'emblema del cristianesimo. E anche il simbolo della sequela di Gesù, che disse: " Se qualcuno vuol venire dietro a me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua " (Mt 16-24; cf 10,38; Lc 14,27).

D'altra parte, poiché da essa Cristo passò alla gloria della *risurrezione, la croce è anche segno di vittoria. Per questo nel cristianesimo essa viene riprodotta in pitture, sculture ed altri manufatti e nel segno fatto sulle persone e sulle cose. La croce il cui braccio verticale è più lungo si chiama croce latina; se i bracci sono uguali, si chiama croce greca. La croce a forma di X si chiama croce di sant'Andrea; gli ordini militari ebbero nelle loro insegne delle croci peculiari, in genere ornate alle estremità: la croce di Malta, di Calatrava, di Santiago, di Montesa. L'amore per il Signore che morì su di essa fa sì che spesso sia lavorata in materiali preziosi, sebbene oggi si torni a preferire la croce semplice e austera, più realistica ed espressiva.

Quando sulla croce si pone l'immagine di Gesù, la chiamiamo crocifisso.

Parte integrante della liturgia del Venerdì Santo (vedi *Triduo pasquale) è l'adorazione della santa croce. Vedi anche *Segno della croce.

Crocifisso. (inizio)

Vedi *Croce.

Cronache. (inizio)

Libri delle Cronache. Costituiscono un'opera in due libri dell'AT, 1 e 2 Cr, che dà una visione della storia, dall'origine dell'uomo al ristabilimento del culto dopo l'*esilio babilonese. Molto del suo materiale è parallelo a quello dei libri di Samuele e dei Re. Vedi *Paralipomeni.

Cronologia. (inizio)

Scienza che studia la corretta successione dei fatti nel tempo storico.

Cronologia cristiana. (inizio)

Gli autori del NT non hanno una preoccupazione cronologica come ci sarebbe piaciuto. L'autore che ha un maggior senso della storia è Luca. Nel suo Vangelo e negli Atti ci dà vari *sincronismi di grande valore. Giovanni Battista, il cui ministero prepara e precede immediatamente quello di Gesù, inizia a predicare " nell'anno decimoquinto dell'impero di *Tiberio Cesare, mentre Ponzio Pilato era governatore della Giudea, e *Erode tetrarca della Galilea ", ecc. Lc 3, vero inizio di questo Vangelo dopo il prologo che narra la vita nascosta di Gesù, stabilisce un sincronismo di ben sette personaggi. Poiché Augusto morì il 19 agosto dell'anno 767 di Roma (14 della nostra era), l'anno decimoquinto di Tiberio va dal 781 al 782 di Roma, ovvero 28-29 dell'era cristiana. Tiberio, però, era stato associato all'impero due anni prima della morte di *Augusto e sembra che l'usanza in questi casi fosse di contare a partire da quando erano stati associati. Possiamo così determinare con una certa precisione, anche se non con assoluta certezza, l'anno in cui Gesù inizia la sua vita pubblica. Meno precisi sono i dati di Lc 2,1 sulla data di nascita di Gesù, che coinciderebbe con il censimento ordinato da Augusto. Un'altra data del NT che troviamo nel libro degli Atti è quella che fa coincidere la permanenza di Paolo a Corinto con il proconsolato di *Gallione. Il proconsolato durava un anno e si sa da un'iscrizione che Gallione fu proconsole dell'Acaia nell'anno 52 della nostra era. Vedi *Era.

Cronologia dell'Antico Testamento. (inizio)

Anticamente, i popoli contavano gli anni a partire da eventi importanti, generalmente la data dell'ascesa al trono dei re, così che ogni popolo o impero aveva la propria cronologia. Israele prese quest'usanza a partire dalla monarchia (per l'epoca anteriore, i punti di riferimento non sono certi). Tuttavia, vi sono date incerte anche rispetto a questo periodo. Sicuro è l'anno della caduta di Gerusalemme per mano dei babilonesi: il 597 a.C. In seguito, venne adottata la cronologia dei persiani e poi quella dei seleucidi: anno 312 a.C. Ovviamente, nell'epoca greca e in quella romana c'è maggior certezza del quadro generale.

Cruna. (inizio)

Nell'espressione di Gesù, riportata da Mc 10,25, la cruna di un ago potrebbe riferirsi ad una piccola porta esistente nelle mura di *Gerusalemme. Un cammello (l'animale più grande in *Palestina) non vi potrebbe passare e il paragone del Signore è eloquente per spiegare come l'amore per le ricchezze impedisca di entrare nel *regno di Dio.

Cuius regio, eius religio. (inizio)

Si dice anche: " cuius regio, eius et religio ". Espressione latina = di chi (è) la regione, di quello (sarà) anche la religione. Tra i romani indicava il fatto che ognuno suole professare la religione comune della sua nazione. Tale principio fu approvato alla dieta d'Augusta (1555) per mettere fine alle guerre di religione tra cattolici e riformatori. Si stabilì in questo modo che i sudditi avrebbero seguito la fede dei loro prìncipi e ogni stato, pertanto, sarebbe stato cattolico o protestante secondo la religione del suo sovrano.

Culto. (inizio)

Atto e atteggiamento con i quali si esprimono l'ammirazione e l'accettazione (amore) che risveglia in noi un essere superiore. Benché si possa applicare in senso naturale, all'effetto che provoca un essere simile a noi, ma con qualità straordinarie, il termine culto si applica normalmente all'atteggiamento verso Dio e verso ciò che è particolarmente rapportato a Lui, come nel caso dei santi. Si chiama assoluto quando si rivolge direttamente alle persone, e relativo se si esprime davanti a ciò che è in relazione con esse (immagini, reliquie...). Dicesi culto di latrìa o adorazione, quello dovuto esclusivamente a Dio; culto di dulìa o venerazione, quello che si rende ai santi; culto di iperdulìa, o venerazione superiore, quello riservato alla Vergine. Se la manifestazione di culto viene espressa mediante la preghiera pubblica della Chiesa, il culto è liturgico; in caso contrario, è privato.

Cultura. (inizio)

E' il modo di pensare, sentire e operare comune ad un popolo. E la cognizione dell'esistenza ricevuta dal popolo nel quale si nasce. La cultura si evolve, a volte molto lentamente, a volte a grande velocità, come succede ai giorni nostri per l'influsso dei giganteschi mezzi di comunicazione. Per l'evangelizzazione o qualsiasi tipo di pastorale generale, è di enorme importanza la sintonizzazione con la cultura corrispondente. Se non si giunge al modo di pensare e di sentire, è impossibile introdurre i valori evangelici. Dice il papa Paolo VI che " la rottura tra Vangelo e cultura è il dramma del nostro tempo, come fu già in altre epoche " (EN 20). Questo non significa che la fede debba accettare tutti gli elementi di una cultura; al contrario, deve esercitare anche, su qualsiasi cultura, una funzione critica.

Cuore di Gesù. (inizio)

Espressione, ispirata a Gv 19, 31-37 (" uno dei soldati gli colpì il fianco con la lancia "), con cui ci si riferisce in modo particolare all'amore di Gesù per gli uomini. La pratica della devozione al Cuore di Gesù è encomiabile se non si sofferma sul simbolo, ma coglie ciò che è simboleggiato, cioè l'immenso amore di Gesù per noi.

Cuore e reni. (inizio)

Per gli israeliti, il cuore e i reni equivalgono a ciò che per noi sono la mente e il cuore.

Cupidigia. (inizio)

Sfrenato desiderio di beni e piaceri materiali.

Curato. (inizio)

Sacerdote che esercita la cura delle anime e a cui è affidata una chiesa e un determinato territorio entro i confini di una parrocchia. Il termine può indicare anche un coadiutore del parroco o il parroco stesso.

Curia. (inizio)

Organismo amministrativo e giudiziario necessario all'azione pastorale. La curia diocesana coadiuva il vescovo nel governo della diocesi.

Curia Romana. (inizio)

L'attuale struttura della Curia Romana, dopo la riorganizzazione effettuata dal papa Giovanni Paolo II (Cost. Apost. Pastor bonus: 28.06.88), è la seguente:

- Segreteria di Stato. Presieduta dal cardinale segretario di Stato, comprende la Sezione degli Affari Generali e la Sezione dei Rapporti con gli Stati.

- Congregazioni (possono paragonarsi ai ministeri delle nazioni):

Congr. per la Dottrina della Fede.

Congr. per le Chiese Orientali.

Congr. per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti.

Congr. per le Cause dei Santi.

Congr. per i Vescovi.

Congr. per il Clero.

Congr. per l'Evangelizzazione dei Popoli.

Congr. per gli Istituti di vita consacrata e per le Società di vita apostolica.

Congr. per i Seminari e gli Istituti di Studi.

- Tribunali ecclesiastici:

Penitenzieria Apostolica.

Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica.

Tribunale della Romana Rota.

- Pontifici Consigli:

Pont. Cons. per i Laici.

Pont. Cons per l'Unione dei Cristiani.

Pont. Cons per la Famiglia.

Pont. Cons. " Giustizia e Pace ".

Pont. Cons. " Cor Unum ".

Pont. Cons. per la Pastorale per i Migranti e gli Itineranti.

Pont. Cons. per la Pastorale per gli Operatori Sanitari.

Pont. Cons. per l'Interpretazione dei Testi legislativi.

Pont. Cons. per il Dialogo interreligioso.

Pont. Cons. per il Dialogo con i non credenti.

Pont. Cons. per la Cultura.

Pont. Cons. per le Comunicazioni Sociali.

- Uffici:

Camera apostolica

Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica.

Prefettura degli Affari Economici della Santa Sede.

- Si annoverano tra le congregazioni:

Pontificia Commissione per l'America Latina.

Pontificia Commissione per la Conservazione del Patrimonio Artistico e Storico.

- Altri organismi:

Prefettura della Casa Pontificia.

Ufficio delle Celebrazioni liturgiche del Sommo Pontefice.

- Istituzioni collegate con la Santa Sede:

Archivio Segreto Vaticano.

Biblioteca Apostolica Vaticana.

Tipografia Vaticana.

Libreria Editrice Vaticana.

L'Osservatore Romano.

Radio Vaticana.

Centro Televisivo Vaticano.

Fabbrica di San Pietro.

Elemosineria Apostolica.

Ufficio del Lavoro della Sede Apostolica.