Congregazione per il Clero - Documenti disponibili nell'area selezionata
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Attirerò tutti a me
08/09/1982
Vi si tratta della centralità dell'Eucaristia, che è la fonte cui attinge la vita cristiana e la sorgente della dimensione comunitaria propria di chi segue il Signore. Alla luce dell'Eucaristia acquistano pieno valore la liturgia e la preghiera e riceve senso lo stare insieme dei cristiani che si concretizza nella "parrocchia". Il cardinal Martini sottolinea in questa sua lettera pastorale la prospettiva di una comunità cristiana che deve diventare luogo di vita per tutti.E' la lettera pastorale con cui la Chiesa ambrosiana si prepara alla celebrazione del XX Congresso Eucaristico Nazionale, avvenuta a Milano nel maggio del 1983.
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Carismi e ministeri per una pastorale missionaria
15/03/2001
Il sinodo dei vescovi 1987, occupandosi della vocazione e missione dei laici nella chiesa e nel mondo, ha suscitato in molta gente uno slancio di interesse, a volte di curiosità, su un argomento che merita attenzione e approfondita riflessione. Stiamo parlando dei ministeri, cioè dei diversi doni gerarchici e carismatici che lo Spirito elargisce a tutti i battezzati chiamandoli ad essere, ciascuno a suo modo, attivi e corresponsabili nell'opera di edificazione e di evangelizzazione propria della chiesa.
Lo stesso Giovanni Paolo II, nell'esortazione post-sinodale Christifideles laici ha detto che con questo documento egli intende "suscitare e alimentare una più decisa presa di coscienza del dono e della responsabilità che tutti i fedeli laici... hanno nella comunione e nella missione della chiesa" .
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Che cos'è la parrocchia?
17/03/1999
Tutti facciamo parte di una parrocchia e sappiamo in qualche modo che cosa sia. Vorremmo ora approfondire un poco la nostra conoscenza per poterla anche servire meglio.
Il termine " parrocchia" deriva dal greco paroikìa, che significa "abitazione presso". Chi abita presso qualcuno non è stabile, è uno straniero, uno che non ha lì la sua casa.
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Colloquio europeo delle parrocchie
18/03/1999
Che cos'è il Colloquio Europeo delle parrocchie?
E' una libera associazione di parroci e di laici, provenienti dai diversi paesi dell'Europa, che si riuniscono ogni due anni per una settimana di riflessione sui problemi delle parrocchie europee oggi.
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Come comportarsi di fronte al fenomeno delle sette?
20/05/2000
Secondo una ricerca del GRIS (Gruppo di ricerca ed informazione sulle sette) in Italia ci sono circa 400 aggregazioni con circa seicentomila (600.000) adepti di Nuovi Movimenti Religiosi e sette. Sono distribuiti uniformemente nel territorio nazionale. Contando, però, anche i simpatizzanti e i curiosi, si può arrivare al milione di persone coinvolte nei diversi movimenti in misura maggiore o minore. Tra le varie aggregazioni la più numerosa è quella dei Testimoni di Geova (circa 200.000), il Movimento evangelico pentecostale "Assemblee di Dio" (circa 100.000), poi, con notevole distacco, i Mormoni, la Soka Gakkai, Scientology (questi tre ultimi movimenti oscillano tra i 10.000 e i 20.000 aderenti).
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Come è nata la parrocchia
17/03/1999
Anche chi non ha molta simpatia per le cose di chiesa, presto o tardi s'imbatte con la parrocchia, magari per fare un favore ad un amico che lo invita al suo matrimonio o alla festa di battesimo di un bambino o al funerale di un parente. La parrocchia fa parte della nostra cultura e da quando è nata è sempre rimasta in piedi, perché è stata sempre vicina all'uomo comune, per rispondere non solo ai suoi bisogni strettamente religiosi, ma anche alle sue aspirazioni più profonde di comunione. Potremmo definirla come la chiesa fatta a misura d'uomo. Conoscerne pertanto la storia, può essere utile non solo per comprenderne la natura, ma anche per mettere le sue risorse a servizio dell'uomo moderno.
Il concetto di comunione (koinonía), già messo in luce nei testi del Concilio Vaticano II, è molto adeguato per esprimere il nucleo profondo del Mistero della Chiesa e può essere una chiave di lettura per una rinnovata ecclesiologia cattolica. L'approfondimento della realtà della Chiesa come Comunione è, infatti, un compito particolarmente importante, che offre ampio spazio alla riflessione teologica sul mistero della Chiesa, " la cui natura è tale da ammettere sempre nuove e più profonde esplorazioni". Tuttavia, alcune visioni cclesiologiche palesano un'insufficiente comprensione della Chiesa in quanto mistero di comunione, specialmente per la mancanza di un'adeguata integrazione del concetto di comunione con quelli di Popolo di Dio e di Corpo di Cristo, e anche per un insufficiente rilievo accordato al rapporto tra la Chiesa come comunione e la Chiesa come sacramento.
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Credenti impegnati e religione soggettiva. L'interpretazione pastorale
17/05/1999
Nell'istanza di soggettività c'è tuttavia un aspetto legittimo con il quale confrontarsi e che impone la correzione di quella tentazione di "oggettivismo" che costituisce una caratteristica perenne della pastorale ecclesiastica. Sono "oggettivistiche" tutte quelle forme della pratica pastorale che evitano alla coscienza dei singoli la necessità di confrontarsi con la decisione della fede: la ripetizione passiva della tradizione e dei riti, il legalismo morale, il criterio della pratica religiosa e dell'appartenenza come indice esaustivo della fede.
L'oggettivismo pastorale rischia oggi di coniugarsi anche con quella tendenza socio-culturale che, in reazione alla rivoluzione individualistica, viene definita come neofondamentalismo.
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Dio educa il suo popolo
06/08/1987
Dall'essere all'agire: il cardinal Martini evidenzia le motivazioni e i significati profondi della prima e fondamentale azione della Chiesa, quella educativa. A partire dalla consapevolezza che ogni cammino educativo si basa sull'amorosa attenzione di Dio per ogni uomo, il Cardinale sviluppa una riflessione che suggerisce le caratteristiche dell'educare nella Chiesa sulla base della pedagogia di Dio quale si è sviluppata nella storia della salvezza presentata nella Bibbia. Ribadendo che educare è difficile, ma prima ancora bello e necessario, l'Arcivescovo richiama don Bosco sottolineando come "educare è cosa del cuore" e propone una precisa verifica sulle occasioni educative offerte dalla comunità cristiana.
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Edificare la Chiesa locale
20/01/2000
Questo documento è il risultato del lavoro che da più di vent'anni si va svolgendo, per favorire il rinnovamento dell'immagine storica della Chiesa, in coerenza con la visione che ne offrono il Concilio Vaticano II e l'attuale Magistero. Si tratta di un progetto di evangelizzazione missionaria, che coinvolge tutti i battezzati e li mette nelle condizioni di integrarsi nel corpo della Chiesa e di camminare insieme come Popolo di Dio, santo e chiamato a santità.
È un'evangelizzazione progressiva che si svolge in tre tappe: "kerigmatica", finalizzata a decidere di iniziare un cammino di fede come comunità; "pre-catecumenale", che porta a rinnovare la professione di fede in Cristo; "catecumenale", nella quale la comunità tende a definirsi come comunità ecclesiale e a vivere l'impegno ministeriale, proprio della maturità cristiana.
Non è una vera e propria lettera pastorale; lo stesso Arcivescovo la definisce nota pastorale. L'intento è quello di sollecitare la comunità cristiana a continuare nel lavoro proposto nell'ambito delle due lettere pastorali precedenti dedicate all'educare. Il cardinal Martini sottolinea la necessità di portare a termine il lavoro sui progetti pastorali parrocchiali, richiama a un impegno preciso per la pastorale dei ragazzi che hanno ricevuto la Cresima e dà vita all'iniziativa delle Scuole per operatori pastorali. Nella conclusione della nota pastorale, il Cardinale ripercorre sommariamente le tappe dei dieci anni di sua permanenza a Milano commentando: "in questo decennio l'Eucaristia è stata al centro del nostro itinerario pastorale. Questa continuità deve favorire una effettiva assimilazione, sempre difficile, del mistero: l'Eucaristia è fons et culmen di tutta la vita della Chiesa".
Il Cardinale propone una sorta di teologia della comunicazione a partire dall'autocomunicazione di Dio all'uomo. La comunicazione dell'uomo, piena di difficoltà, non può che ispirarsi alla comunicazione di Dio quale viene espressa dal mistero della Trinità. L'Arcivescovo propone anche alcuni itinerari significativi di comunicazione, dal silenzio contemplativo alla liturgia, dalla Parola alla carità. L'invito che ne deriva alla Diocesi è quello a verificare tutte le occasioni e le forme di comunicazione per purificarle alla luce della comunicazione propria di Dio. Oggetto di particolare attenzione sono le forme di comunicazione non verbale della fede, il canto e la musica, la comunicazione simbolica e il linguaggio proprio della Chiesa.
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Equa distribuzione dei presbiteri nel mondo
19/01/1999
Nel seno della Chiesa, "ciascuna delle parti porta alle altre e alla Chiesa intera il beneficio dei propri doni, in modo che il tutto e ciascuna delle sue parti si accrescano da un universale mutuo scambio " (LG 13). E "poiché il compito di annunciare il Vangelo al mondo intero compete al corpo dei pastori", essi "devono, con tutte le forze, contribuire a fornire alle missioni operai per la mietitura, soprattutto alle Chiese più sprovviste " (LG 23). Questi richiami vengono precisati e ripresi in altri decreti conciliari e in numerosi documenti post-conciliari.
Il presente studio è pubblicato nel volume "Sacerdozio: l'amore più grande", curato dalla Congregazione per il Clero (1996).
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Essenzialità del sacerdozio nella vita della Chiesa
17/01/1999
Essenzialità del sacerdozio ordinato significa che per essere sacerdote è necessario aver ricevuto l'ordine sacerdotale. Ordinandi, mediante l'ordinazione sacramentale sono unti nello Spirito Santo, segnati con un carattere speciale e sono configurati a Cristo capo in modo tale da poter agire a nome suo e nella sua persona nel corpo mistico che è la Chiesa. In virtù di questo sacramento, l'uomo viene consacrato, ovvero viene "preso fra gli uomini" e costituito dispensatore dei misteri che si riferiscono a Dio. Attraverso questa consacrazione, l'uomo diviene "ministro di Dio" e " tutto dato" a Dio: Dio lo assume, lo assorbe... Come tale, il sacerdote riceve un incarico speciale: amministrare i doni divini per la vita degli uomini.
Il contributo è pubblicato nel volume "Sacerdozio: l'amore più grande" curato dalla Congregazione per il Clero (1996).
E' la lettera pastorale che conclude, nel progetto del cardinal Martini, la contemplazione sull'essere della comunità cristiana. Dopo aver invitato a riflettere sulla dimensione contemplativa, l'Eucaristia e la missione, affrontando il tema della carità, l'Arcivescovo richiama le condizioni e il frutto dell'evangelizzazione. L'icona evangelica del buon Samaritano richiama alla necessità di accogliere cordialmente ogni uomo nelle concrete situazioni dell'esistenza. Il farsi prossimo ai fratelli conferma, con la testimonianza della vita, il messaggio evangelico. Sulla scia di questa lettera pastorale è stato celebrato, nel novembre 1986 ad Assago, l'importante convegno diocesano "Farsi Prossimo", che è stato il momento conclusivo del progetto pastorale globale iniziato nel 1980. Dal convegno di Assago giungeva un invito ad assumere con decisione la carità come metodo delle relazioni tra le persone e con la società; nascevano anche le Scuole di formazione all'impegno socio-politico.
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Fisionomia del Vescovo e piano diocesano di evangelizzazione
20/01/2000
Voglia lo Spirito, che unifica la Chiesa nella comunione e nel servizio, che la rinnova, abbellisce e ringiovanisce con diversi doni gerarchici e carismatici (cf. LG 4), far sì che queste pagine tornino a vantaggio di molti Vescovi, dei loro Presbitèri e delle Chiese che essi guidano nel nome e con l'amore di Cristo. Questo è il desiderio più vivo che abbiamo, lo scopo della nostra preghiera e del nostro servizio. Per il bene della Chiesa e la gloria della Santissima Trinità, nella prospettiva del terzo millennio.
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I consacrati nella missione della Chiesa in America Latina
20/12/1999
La presenza dei consacrati e delle consacrate, e soprattutto dei religiosi e delle religiose, nel continente latinoamericano e' un fatto rilevante e qualificato che risale ai primi momenti della sua "scoperta". Sono stati infatti specialmente gli ordini religiosi a portare avanti, con entusiasmo e ardore, l'opera di evangelizzazione tra gli indios non appena scoperto il "nuovo mondo". Essi furono poi seguiti da altri consacrati, uomini e donne che contribuirono ad irrobustire la presenza della Chiesa e a svolgere la sua missione in mezzo ai popoli sorti dal meticciato razziale e dalle successive ondate migratorie. E' vero che non tutto cio' che questi uomini e donne fecero e' ugualmente valido dal punto di vista dell'evangelizzazione; la storia rileva con oggettivita' anche delle ombre accanto alle luci del loro operato. Ad ogni modo, se l'America Latina e' diventata ed e' tuttora un continente massicciamente cristiano, lo si deve in buona parte all'opera svolta dai consacrati.
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I ministeri nella Chiesa antica
10/06/1999
Il Nuovo Testamento non e preoccupato di fissare un terminologia tecnica per quel che riguarda l'organizzazione della comunita: la chiesa e presentata come una casa ben ordinata in cui c'e chi sovrintende o come gregge dove ci sono i pastori. I nomi utilizzati per indicare queste persone sono diversi: guide piloti, presidenti, faticanti, anziani (presbiteri), sovrintendenti (episcopi) ministri (diaconi).
Nei testi patristici prima di Nicea e maggiormente sottolineata l'identita cristiana e dei credenti a partire dal battesimo e dal sacerdozio comune di tutti i fedeli, senza che questo comporti una assenza di considerazione della specificita dei ministeri ordinati nella comunita; a partire dal III secolo si fa strada una tendenza a distinguere sempre piu il clero dal laicato.
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I nuovi movimenti religiosi in Italia
31/05/1999
Sotto l'aspetto religioso, due fenomeni caratterizzano il nostro tempo. Da una parte, particolarmente in Europa e nell'America del Nord, le religioni tradizionali attraversano una crisi profonda: mentre le credenze religiose e le norme morali ad esse ispirate sono messe in questione e la pratica religiosa è in forte diminuzione, c'è un'impressionante crescita dell'indifferenza religiosa e del secolarismo, se non dell'ateismo dichiarato. Dall'altro, si rileva il pullulare di nuove forme di religiosità, che si pongono in contrasto e in alternativa alle religioni tradizionali.
Tali movimenti si presentano con alcune note specifiche che ne fanno dei movimenti "alternativi" alle chiese e alla società.