Congregazione per il Clero - Documenti disponibili nell'area selezionata
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Agiografia
16/06/1999
Agiografia è il genere letterario che riguarda i santi, martiri e confessori, della Chiesa. I più antichi documenti agiografici della letteratura cristiana sono gli Atti dei Martiri, Acta Martyrum o Passiones. Cessate le persecuzioni, si scrivono biografie, in greco e in latino, su modelli classici, di preferenza svetoniani. Si perde pertanto l'interesse storico e psicologico del personaggio e si mette in primo piano il meraviglioso per esaltare l'eroe ed edificare i lettori.
I numerosi sottogeneri: Vitae, Passiones, Translationes, Miracula ne testimoniano la diffusione. Le passiones narrano i tormenti inflitti agli eroi della fede dai pagani. Le translationes riguardano le loro reliquie nei luoghi di maggiore devozione. I miracula ne tramandano i fatti straordinari, da loro operati in vita o dopo la morte.
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Beata Gianna Beretta Molla
26/02/2000
Paolo VI, nell'Angelus del 23 settembre 1973, parlò di lei: "una madre della diocesi di Milano che, per dare la vita al suo bambino, ha sacrificato con meditata immolazione la propria". Lo stesso hanno fatto più recentemente Giovanni Paolo II ed il cardinale Martini.
Si era a pochi giorni dopo il terremoto (del 1915, nella Marsica, in Abruzzo). La maggior parte dei morti giaceva ancora sotto le macerie. I soccorsi stentavano a mettersi in opera. Gli atterriti superstiti vivevano nelle vicinanze delle case distrutte in rifugi provvisori. Si era in pieno inverno, quell'anno particolarmente freddo. Nuove scosse di terremoto e burrasche di neve ci minacciavano (...).
Durante certe notti gli urli delle belve non ti lasciavano prendere sonno (...). Una di quelle mattine grigie e gelide, dopo una notte insonne, assistei ad una scena assai strana. Un piccolo prete sporco e malandato, con la barba di una decina di giorni', si aggirava tra le macerie attorniato da una schiera di bambini e ragazzi rimasti senza famiglia. Invano il piccolo prete chiedeva se ci fosse un qualsiasi mezzo di trasporto per portare quei ragazzi a Roma. La ferrovia era stata interrotta dal terremoto, altri veicoli non vi erano per un viaggio così lungo....
Il 31 dicembre del 1854 viene ordinato sacerdote a Trento, nella cappella del palazzo vescovile, da Monsignor Giovanni Nepomuceno de Tschiderer (che Giovanni Paolo II ha proclamato "Beato" nel 1995).Prima che gli sia possibile partire per l'Africa passano quasi tre anni, ma intanto ha modo di perfezionarsi nell'arte medica. Nel veronese, difatti, scoppia un'epidemia di colera, con centinaia dl vittime. Destinato al paese di Buttapietra, Comboni vi esercita una tale generosa assistenza, da prete e da infermiere, che il commissario imperiale gli riserva un solenne encomio, dichiarando che Comboni "ha dato tutto se stesso a tutti". Era un buon tirocinio.
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Dialogo ed evangelizzazione nel pensiero di Paolo VI
27/05/1999
Già agli albori del suo ministero presbiterale erano presenti temi che ne avrebbero segnato per sempre la vita: la tensione ad annunciare il Vangelo anche là dove sembra arduo, lo sforzo di individuare le forme e i modi più adatti per quest'opera, l'ascesi che questo impegno comporta, la fiducia nel sostegno divino, il servizio del popolo di Dio... Parlare di dialogo e di evangelizzazione in Paolo VI significa dunque esaminare temi profondamente radicati nella spiritualità del pontefice e costantemente presenti nel suo magistero; temi che attraversano tutta la curva del pontificato, non solo perché punti di riferimento obiettivi e imprescindibili, ma soprattutto come elementi caratteristici e portanti del pensiero e dell'attività pastorale di papa Montini.
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Edith Stein: ebraicità e santità cristiana
11/01/2000
"Ebrea, filosofa, carmelitana, martire, Edith Stein (1891-1942), 'che porta nella sua intensa vita una sintesi drammatica del nostro secolo' (Giovanni Paolo II, 1 maggio 1985), e che la Chiesa annovera fra i suoi santi, apre cammini di rapporto e di comunione in ambiti e a livelli diversi, ma in punti nodali dell'esperienza umana, cristiana, ecclesiale, interreligiosa" (1).
Di questa figura femminile così ricca e poliedrica altri esperti hanno scritto e scriveranno per lumeggiare il contributo di pensiero e di azione nei diversi ambiti.
Ebrea, filosofa, carmelitana, martire, Edith Stein (1891-1942), "che porta nella sua intensa vita una sintesi drammatica del nostro secolo" (Giovanni Paolo II, 1-5-'85), e che la Chiesa annovera fra i suoi santi, apre cammini di rapporto e di comunione in ambiti e a livelli diversi, ma in punti nodali dell'esperienza umana cristiana, ecclesiale, interreligiosa.
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Edith Stein: esempio di libertà spirituale 1
11/01/2000
E' una delle donne più eminenti e ricche di fascino del nostro secolo. Data l'originalità e la complessità delle vicende esistenziali che la caratterizzano, è difficile inquadrarla con fedeltà in un breve profilo biografico.
Edith Stein nacque nel 1891 a Breslavia, città appartenente allora alla Germania, come capoluogo della Slesia prussiana (oggi Wroclaw in Polonia). Era l'ultima di sette figli di una famiglia ebrea profondamente religiosa e attaccata alle tradizioni. Nacque in una festa religiosa ebraica, il 12 ottobre, giorno del Kippur, cioè dell'Espiazione. Già la madre vide questa circostanza come segno di predilezione di Dio e anticipazione di un particolare destino della figlia.
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Edith Stein: esempio di libertà spirituale 2
11/01/2000
Studiando la filosofia di San Tommaso d'Aquino, Edith Stein tracciava il confronto con la teoria fenomenologica di Husserl, e questo studio la portò a sviluppare il suo pensiero sempre più secondo prospettive e implicazioni di carattere religioso.
Scoprirà poco a poco che anche per San Tommaso il vero fondamento della conoscenza è l'incontro con la realtà creata, quindi con il mondo delle cose. Da tale fondamento l'intelligenza umana si eleva a comprendere la necessità di Dio creatore, e il cuore si apre all'accoglienza del suo mistero, che è l'amore infinito.
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Edith Stein: esempio di libertà spirituale 3
11/01/2000
Nel panorama degli scritti di Edith Stein, il tema della donna si colloca in relazione all'Essere eterno, perché l'Essere finito ha in se stesso un'orma luminosa e indistruttibile di Dio stesso. E' questo il fondamento della vocazione divina dell'uomo e della donna.
La Stein tratta della differenza dei sessi, problema dell'essere in sé e insieme problema psicologico e culturale. Uomo e donna sono chiamati a conservare la propria somiglianza con Dio, a dominare insieme la terra e a propagare il genere umano. Ma ciascuno deve farlo alla propria maniera! Deve rispettare e sviluppare cioè le caratteristiche proprie dell'essere uomo e dell'essere donna, pur nell'ambito di una vocazione fondamentale comune.
Del Santo Curato d'Ars ha scritto una biografia anche Henri Ghéon, un poeta e drammaturgo francese, nato più di cent'anni fa.
Nel suo primo capitolo l'autore dice che la vita del Santo Curato è così piena di ingenuità e di meraviglie che si sarebbe tentati subito di raccontarla come una favola. E la favola, scrive, suonerebbe così:
" C'era una volta in Francia, nella provincia di Lione, un piccolo contadino cristiano che, fin dalla più tenera età, amava la solitudine e il buon Dio. E poiché quei signori di Parigi, che avevano fatto la Rivoluzione, impedivano alla gente di pregare, il bambino ed i suoi genitori, andavano ad ascoltar Messa in fondo ad un granaio.
I preti allora si nascondevano e, quando li si prendeva, si tagliava loro proprio la testa.....
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I fioretti di S. Francesco
16/02/2000
Al nome del nostro Signore Gesù Cristo crocifisso e della sua Madre Vergine Maria. In questo libro si contengono certi fioretti miracoli ed esempi divoti del glorioso poverello di Cristo messer santo Francesco e d'alquanti suoi santi compagni.
A laude di Gesù Cristo. Amen.
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I fioretti di San Francesco
08/05/1999
Scritto probabilmente tra la fine del XIII e l'inizio del XIV secolo da un anonimo frate francescano, raccoglie storie tramandate oralmente ed usate in prediche o in rappresentazioni teatrali: è un esempio della letteratura religiosa del Trecento.
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Il cantico delle creature
28/04/1999
Altissimu, onnipotente bon Signore,
Tue so' le laude, la gloria e l'honore et onne benedictione.
Ad Te solo, Altissimo, se konfano,
et nullu homo ène dignu te mentovare.
Laudato sie, mi' Signore cum tucte le Tue creature,
spetialmente messor lo frate Sole,
lo qual è iorno, et allumini noi per lui.
Et ellu è bellu e radiante cum grande splendore:
de Te, Altissimo, porta significatione.
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Il Card. Alojzije Stepinac
03/06/1999
Alojzije Viktor Stepinac nasce l'8 maggio 1898 a Brezaric, nella parrocchia di Krašic presso una famiglia di contadini benestanti. Appena conseguita la maturità classica, si arruola nell'esercito austro-ungarico. Nel 1916 combatte sul fronte italiano dove è fatto prigioniero. Poco tempo dopo il suo ritorno a casa (1919) entra in seminario, e dal suo vescovo è mandato a Roma per gli studi teologici. Qui nel 1930 è ordinato sacerdote. Subito dopo ritorna in patria e diventa collaboratore dell'arcivescovo di Zagabria. Nel 1934 è consacrato suo vescovo coadiutore con diritto di successione. Pochi anni dopo, nel 1937, egli succede a mons. Bauer come arcivescovo metropolita di Zagabria.
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Il quinto Vangelo dell'apostolo Tommaso
20/01/2000
Nel papiro frammentario di Ossirinco 654, si legge: "Queste sono le parole pronunciate da Gesù il Vivente... e a Tommaso. Disse loro: "Chiunque ascolterà queste parole, la morte non gusterà". Il termine "segreto" è evidentemente da intendere non riferito alle singole parole o frasi, dato che in esse non c'è nulla di segreto, ma all'interpretazione esoterica che va data loro.
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Il Testamento di Francesco
24/05/1999
Il Signore dette a me, frate Francesco, d'incominciare a fare penitenza cosi: quando ero nei peccati, mi sembrava cosa troppo amara vedere i lebbrosi; e il Signore stesso mi condusse tra loro e usai con essi misericordia. E allontanandomi da essi, ciò che mi sembrava amaro mi fu cambiato in dolcezza d'animo e di corpo. E di poi, stetti un poco e uscii dal mondo.
E il Signore mi dette tale fede nelle chiese, che io così semplicemente pregavo e dicevo: Ti adoriamo, Signore Gesù Cristo, anche in tutte le tue chiese che sono nel mondo intero e ti benediciamo, perché con la tua santa croce hai redento il mondo.
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La Filosofia di S. Tommaso d'Aquino nel linguaggio di ogni giorno
12/01/2000
Quando la filosofia si rivolge al linguaggio comune, non compie un procedimento periferico, ma qualcosa di molto speciale appartenente al proprio nucleo della riflessione filosofica. L'analisi delle forme quotidiane è importante anche dal punto di vista dell'educazione, se veramente vogliamo che l'educazione trascenda l'ambito meramente formalista e sia un processo d'autentica auto-realizzazione nel quale il subietto s'appropria del contenuto e del significato antropologico che soggiace alle forme.
"Io e Dio solo, raccoglimento interno ed esterno, preghiera continua, questa è l'aria che respiro; lavoro continuo, assiduo, però con calma e in buon ordine. Io sono essere di Dio, Dio mi ha creata e mi conserva, ragione vuole ch'io sia tutta sua. Io cerco la felicità, ma la felicità vera la trovo solo in Dio... Devo fare la volontà di Gesù senza cercare nessuna cosa, senza volere niente, con allegrezza, con ilarità... Supplicare Gesù che mi aiuti a vincere me stessa, a capire quello che è bene e quello che è male, che mi aiuti e mi ispiri a fare ad ogni costo la Sua santa volontà, senza cercare proprio altro…".
Pio XII, quando la proclamò beata nel 1952, disse: "È un modello che non sgomenta... Nella sua umiltà ella ha definito la sua strada come 'la via dei carri', la più comune, quella del Catechismo".