INCARDINAZIONE DEL PRESBITERO

IN UNA CHIESA PARTICOLARE

E SUA MISSIONE UNIVERSALE

di Viktor J. Dammertz

 

Ogni chierico che non faccia parte di un istituto o società clericale dotato di relativa facoltà deve essere incardinato in una Chiesa particolare (CIC ca. 265). Egli viene consacrato per il servizio di questa Chiesa particolare (CD 28). Nella consacrazione a diacono egli promette al suo vescovo diocesano e ai suoi successori riverenza e ubbidienza; questa promessa la ripete nell'ordinazione sacerdotale. Con questo il sacerdote, in unità con tutto il presbiterio della diocesi, diviene un fidato collaboratore del suo vescovo diocesano (LG 28; OT 9). Egli nella sua missione guida il popolo di Dio a lui affidato sulla via della salvezza. La Pastores dabo vobis (n. 31) e il Direttorio per il ministero e la vita dei presbiteri (n. 26) mettono in evidenza che l'incardinazione del sacerdote in una determinata Chiesa particolare non è solo un atto giuridico, ma deve anche dare un'impronta incisiva di spiritualità al sacerdote diocesano.

Il vescovo diocesano è innanzitutto chiamato ad occuparsi delle persone della sua diocesi. Ma in questo egli non deve dimenticare che la sua diocesi è parte della communio di tutta la Chiesa sotto il Santo Padre, perché " la Chiesa è per sua natura missionaria" (AG 2) . Perciò ogni vescovo condivide le cure per la Chiesa universale e per la altre Chiese particolari. Questo il concilio Vaticano II l'ha chiaramente richiamato alla memoria: " La cura di annunziare in ogni parte della terra il Vangelo appartiene al corpo dei pastori, ai quali tutti in comune 5 Cristo diede il mandato, imponendo un comune dovere" (LG 23).

Quali fedeli collaboratori del vescovo, anche i sacerdoti diocesani sono inclusi in questa responsabilità. Il decreto Presbyterorum Ordinis mette in evidenza, che " ogni ministero sacerdotale partecipa della stessa ampiezza universale della missione affidata da Cristo agli apostoli ". Quindi a tutti i sacerdoti deve stare a cuore la sollecitudine per tutte le Chiese (art. 10). Essi sono gli animatori nati per il risveglio della coscienza missionaria presso i fedeli. Il concilio fa dunque appello alla disposizione dei sacerdoti a esercitare, previo il consenso o l'invito del proprio ordinario, il loro ministero in quelle Chiese particolari che soffrono di scarsità di clero (PO 10). Il decreto Ad gentes sull'attività missionaria della Chiesa ripete queste dichiarazioni e rammenta a vescovi e sacerdoti la loro responsabilità per la Chiesa universale. Esso esprime il desiderio che i vescovi rendano disponibili per un determinato periodo di tempo " alcuni dei loro migliori sacerdoti " a prestare servizio in altre Chiese particolari, per alleviare la grave mancanza di sacerdoti (AG 38; cf CD 6; CIC 271).

Tale questione è trattata ampiamente negli articoli 31 e 32 della Pastores dabo vobis. L'articolo 31 mette in evidenza la dimensione spirituale dell'incardinazione in una Chiesa particolare, mentre l'articolo 32 stabilisce subito che, sia la natura della Chiesa particolare come anche l'essenza del servizio sacerdotale, richiedono un'apertura verso la missione universale della Chiesa.

Un ulteriore richiamo proviene dal Direttorio per il ministero e la vita dei presbiteri che, agli articoli 13-15, sottolinea e precisa le dichiarazioni dei precedenti documenti ecclesiastici.

In concreto si tratta certamente innanzitutto di una disposizione d'animo, che trova la sua ripercussione nell'interesse e nella preghiera di tutti i cristiani. Ma si tratta anche della disponibilità da parte di alcuni sacerdoti di prestarsi al servizio in un'altra Chiesa locale, e della generosità dei vescovi. Già papa Pio XII ha espresso questa preghiera urgente nella sua enciclica Fidei donum (1957). Dopo il concilio Vaticano II la Congregazione per il Clero il 25 marzo 1980 ha pubblicato dettagliatamente direttive (Postquam apostoli), come e sotto quali condizioni si può raggiungere una più equa distribuzione del clero. In seguito a queste premure nel 1991 il Santo Padre ha istituito una commissione interdicasteriale permanente che deve portare avanti questa richiesta.

Riassumendo, vorrei fare una citazione dal già citato direttorio della Congregazione per il Clero: " L'appartenenza ad una Chiesa particolare attraverso l'incardinazione non deve rinchiudere il sacerdote in una mentalità stretta e particolaristica. Anzi, ... tutti i sacerdoti debbono avere cuore e mentalità missionari ed essere aperti ai bisogni della Chiesa e del mondo (Dir. 14; RM 67)"