Tommaso Stenico
DIZIONARIO
DEI
TERMINI CATECHISTICI
DEL
DIRETTORIO GENERALE
PER LA
CATECHESI
Libreria Editrice Vaticana
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Tommaso Stenico
DIZIONARIO
DEI TERMINI CATECHISTICI
DEL DIRETTORIO GENERALE
PER LA CATECHESI
Libreria Editrice Vaticana
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Il contenuto del
deposito della fede è la parola di Dio, custodita nella Chiesa. Il Magistero
essendosi proposto la finalità di elaborare un testo di riferimento per
l'insegnamento della fede, ha scelto da questo prezioso tesoro cose nuove e
cose antiche che ha considerato più convenienti per il fine prefissato. Il
Catechismo della Chiesa Cattolica si presenta così come un servizio
fondamentale: favorire, cioè, l'annunzio del Vangelo e l'insegnamento della
fede, che attingono il loro messaggio dal deposito della Tradizione e della
Sacra Scrittura affidato alla Chiesa perché si realizzino con totale
autenticità. Il Catechismo della Chiesa Cattolica non è l'unica fonte della
catechesi poiché come atto del magistero non è superiore alla parola di Dio, ma
a essa serve. Tuttavia, è un atto, particolarmente rilevante, d'interpretazione
autentica di questa Parola, posto affinché il Vangelo sia annunziato e
trasmesso in tutta la sua verità e purezza.
& DCG 125 & CCC84-95, 173-175
Destinatari della catechesi (inizio)
All'inizio del suo
ministero, Gesù proclama di essere stato mandato ad annunziare ai poveri il
lieto messaggio, facendo trasparire, e confermandolo poi con la sua vita, che
il Regno di Dio è destinato a tutti gli uomini, a partire da quelli che sono
più svantaggiati. Di fatto egli si fa catechista del Regno di Dio verso
tutte le categorie di persone, grandi e piccoli, ricchi e poveri, sani e
malati, vicini e lontani, giudei e pagani, uomini e donne, giusti e peccatori,
popolo e autorità, singoli e gruppo... E disponibile a ogni persona e si
interessa di tutti i bisogni di essa: nell'anima e nel corpo, guarendo e
perdonando, correggendo e incoraggiando, con la parola e con i fatti. Gesù
conclude la sua vita terrena invitando i discepoli a fare lo stesso, a
predicare il Vangelo a ogni creatura del mondo, a * tutte le nazioni + (Mt 28,19;
Lc 24,47) * fino agli estremi confini della terra + (At 1,8) e
per tutti i tempi, * fino alla fine del mondo + (Mt 28,20). E' il
compito che la Chiesa realizza da duemila anni, con una immensa varietà di
esperienze di annuncio e catechesi, continuamente sollecitata dallo Spirito di
Pentecoste ad assolvere il debito della evangelizzazione * verso i Greci come
verso i barbari, verso i dotti come verso gli ignoranti + (Rm 1,14). Si
configurano così i tratti di una pedagogia della fede, in cui si coniugano
strettamente l'apertura universalista della catechesi e la sua esemplare
incarnazione nel mondo dei destinatari.
& DCG 163-164
Dialogo
inter-religioso (inizio)
I cristiani oggi vivono
per lo più in un contesto multireligioso e non pochi in condizione di
minoranza. In tale situazione, particolarmente in relazione all'Islam la
catechesi riveste un'importanza rilevante ed è chiamata ad assumere una
responsabilità delicata, che sfocia in più compiti. Anzitutto essa
approfondisce e rafforza la identità dei credenti C specie dove sono minoranza
C mediante un adattamento o inculturazione conveniente, in un necessario
confronto tra il Vangelo di Gesù Cristo e il messaggio delle altre religioni.
Per tale processo sono indispensabili comunità cristiane solide e fervorose, e
catechisti indigeni ben preparati. In secondo luogo, la catechesi aiuta a
rendersi consapevoli della presenza di altre religioni. Necessariamente abilita
i fedeli a discernere in esse gli elementi contrastanti l'annuncio cristiano,
ma li educa anche a cogliere i semi evangelici (semina Verbi) che vi si
trovano e possono costituire un'autentica preparazione evangelica.
In terzo luogo, la catechesi promuove in tutti i
credenti un vivo senso missionario. Esso si manifesta con una testimonianza
limpida della fede, con un atteggiamento di rispetto e di comprensione
reciproca, con il dialogo e collaborazione in difesa dei diritti della persona
e a favore dei poveri e, dove possibile, con l'annuncio esplicito del Vangelo.
& DCG 200 & CCC 39, 821, 1126
L'annunzio, la
trasmissione e l'esperienza vissuta del Vangelo si realizzano nella Chiesa
particolare o Diocesi. La Chiesa particolare è costituita dalla comunità dei
discepoli di Gesù Cristo che vivono in uno spazio socioculturale determinato.
In ogni Chiesa particolare si fa presente la Chiesa universale con tutti i suoi
elementi essenziali. Realmente, la Chiesa universale, fecondata come prima
cellula il giorno della Pentecoste dallo Spirito Santo, partorisce le Chiese
particolari come figlie e si esprime in esse. La Chiesa universale, come Corpo
di Cristo, si manifesta, così come * Corpo delle Chiese. La catechesi è
un'azione evangelizzatrice basilare di ogni Chiesa particolare. Per mezzo di
essa, la Diocesi offre a tutti i suoi membri e a tutti quelli che si avvicinano
con il desiderio di consegnarsi a Gesù Cristo un processo formativo che
permetta di conoscere, celebrare, vivere e annunziare il Vangelo entro il
proprio orizzonte culturale. In questo modo, la confessione della fede C meta
della catechesi C può essere proclamata dai discepoli di Cristo nelle loro
lingue. Come nella Pentecoste, anche oggi la Chiesa di Cristo, presente e
operante nella Chiese particolari, parla tutte le lingue, poiché come albero,
che cresce, getta le sue radici in tutte le culture.
& DCG 217 - 218 & CCC 833
Direttori delle
Chiese particolari (inizio)
E' compito degli
Episcopati elaborare, a livello nazionale, strumenti di carattere più
riflessivo e orientativo che forniscono i criteri per una idonea e adeguata
catechesi. Tali sono chiamati in vari modi: Direttorio catechistico,
Orientamenti catechistici, Documento di base, Testo di riferimento, ecc.
Destinati prevalentemente ai responsabili e ai catechisti, chiariscono il
concetto di catechesi: la sua natura, finalità, compiti, contenuti,
destinatari, metodo. Questi Direttori, o testi di orientamenti generali
stabiliti dalle Conferenze Episcopali o emanati sotto la loro autorità, devono
seguire lo stesso processo di elaborazione e di approvazione previsto per i
catechismi. Essi, cioè, prima della loro promulgazione, devono essere
sottoposti all'approvazione della Sede Apostolica.
Queste linee direttive o
orientamenti catechistici sono abitualmente un elemento di grande ispirazione
per la catechesi delle Chiese locali e la loro elaborazione è raccomandata e
conveniente, poiché, fra l'altro, costituiscono un importante punto di
riferimento per la formazione dei catechisti. Questa tipologia di strumento è
intimamente e direttamente collegata con la responsabilità episcopale.
& DCG 282
Direttorio
Generale della Catechesi: finalità (inizio)
La finalità del
Direttorio generale per la Catechesi è quella di fornire i fondamentali
principi teologico-pastorali, desunti dal Magistero della Chiesa, e in modo
particolare dal Concilio Ecumenico Vaticano II, con i quali si possa più
idoneamente dirigere e coordinare l'azione pastorale del Ministero della
parola e, in concreto, la catechesi.
L'intento fondamentale è quello di offrire riflessioni e principi, più che
applicazioni immediate o direttive pratiche. Tale cammino e metodo è adottato
soprattutto per la seguente ragione: soltanto se fin dal principio si
comprendono rettamente la natura e i fini della catechesi, come pure le verità
e i valori che debbono essere trasmessi, potranno evitarsi difetti ed errori in
materia catechistica.
& DCG 9
Direttorio Generale per
la Catechesi e Catechismo della Chiesa Cattolica (inizio)
Il Catechismo della
Chiesa Cattolica e il Direttorio Generale per la Catechesi sono due strumenti
distinti e complementari, al servizio dell'azione catechizzatrice della Chiesa.
B Il Catechismo della
Chiesa Cattolica è un'esposizione della fede della Chiesa e della dottrina
cattolica, attestate e illuminate dalle Sacre Scritture, dalla Tradizione
apostolica e dal Magistero della Chiesa.
B Il Direttorio Generale
per la Catechesi è la proposizione di fondamentali principi
teologico-pastorali, desunti dal Magistero della Chiesa e in modo particolare
dal Concilio Ecumenico Vaticano II, con i quali si possa più idoneamente
orientare e coordinare, l'attività catechistica nella Chiesa.
Entrambi gli strumenti,
presi ognuno nel proprio genere e nella sua specifica autorità, si completano
mutuamente.
B Il Catechismo della
Chiesa Cattolica è un atto del Magistero del Papa, con cui, nel nostro tempo,
egli sintetizza normativamente in virtù dell'Autorità apostolica, la globalità
della fede cattolica, e la offre, innanzitutto alle Chiese, come punto di
riferimento per l'esposizione autentica del contenuto della fede.
B Il Direttorio Generale
per la Catechesi, da parte sua, ha il valore che la Santa Sede normalmente
concede a questi strumenti di orientamento, approvandoli e confermandoli. E' un
sussidio ufficiale per la trasmissione del messaggio evangelico e per l'insieme
dell'atto catechistico.
& DGC 120
Direttorio Generale per la Catechesi: struttura (inizio)
Il Direttorio Generale
per la Catechesi si articola nel seguente modo:
B Una Esposizione
Introduttiva, nella quale si offrono linee guida per l'interpretazione e la
comprensione delle situazioni umane e di quelle ecclesiali, a partire dalla
fede.
B La Parte Prima
è articolata in tre capitoli e radica in forma più accentuata la catechesi
nella Costituzione conciliare Dei Verbum, collocandola nel quadro
dell'evangelizzazione presente in Evangelii Nuntiandi e Catechesi
Tradendae. Propone, altresì, una chiarificazione della natura della
catechesi.
B La Parte Seconda
costa di due capitoli. Il primo tratta delle *Norme e criteri per la
presentazione del messaggio evangelico nella catechesi+. Il capitolo
secondo, completamente nuovo, è al servizio della presentazione del Catechismo
della Chiesa Cattolica
B La Parte Terza,
formula la sostanza di una pedagogia della fede, ispirata alla pedagogia
divina.
B La Parte Quarta,
ha per titolo *I destinatari della catechesi+. In cinque brevi capitoli, si
presta attenzione alle situazioni delle persone a cui si rivolge la catechesi.
B La Parte Quinta
tratta della Chiesa particolare, che ha il dovere primordiale di promuovere,
programmare, sorvegliare e coordinare tutta l'attività della catechesi.
Acquista un particolare rilievo la descrizione dei ruoli rispettivi dei diversi
agenti.
B La conclusione esorta
a una intensificazione dell'azione catechistica nel nostro tempo e corona la
riflessione e gli orientamenti con un appello alla fiducia nell'azione dello
Spirito Santo e nella efficacia della parola di Dio seminata nell'amore.
& DGC 8
La Chiesa è molto sensibile
a tutto ciò che offende la dignità della persona umana. Ella sa che da questa
dignità scaturiscono i diritti umani, oggetto costante della preoccupazione e
dell'impegno dei cristiani. Per questo il suo sguardo non abbraccia solo gli
indicatori economici e sociali, ma soprattutto quelli culturali e religiosi.
Ciò che ella persegue è lo sviluppo integrale delle persone e dei popoli. La
Chiesa avverte con gioia che una corrente benefica oramai percorre e pervade
tutti i popoli della terra, resi sempre più consapevoli della dignità dell'
uomo. Questa coscienza si esprime nella viva sollecitudine per il rispetto dei
diritti umani e nel più deciso rifiuto delle sue violazioni. Il diritto alla
vita, al lavoro, all'educazione, alla creazione di una famiglia, alla
partecipazione alla vita pubblica, alla libertà religiosa sono, oggi,
particolarmente rivendicati.
L'opera evangelizzatrice
della Chiesa, nel vasto campo dei diritti umani, ha un compito irrinunciabile:
far scoprire la dignità inviolabile di ogni persona umana. In un certo senso è
il compito centrale e unificante del servizio che la Chiesa e, in essa, i
fedeli laici sono chiamati a rendere alla famiglia degli uomini. La catechesi
deve prepararli a questo compito.
& DCG 18 - 19 & CCC 1807, 1882,
1889, 2237, 2306
Una attenzione speciale
deve essere data alla catechesi riguardante la religione ebraica. Infatti, la
Chiesa, Popolo di Dio nella Nuova Alleanza, scrutando il suo proprio mistero,
scopre il proprio legame con gli Ebrei, che Dio scelse primi fra tutti gli
uomini ad accogliere la sua parola. L'insegnamento religioso, la catechesi e la
predicazione debbono formare non solo all'obiettività, alla giustizia e alla
tolleranza, ma anche alla comprensione e al dialogo. Le nostre due tradizioni
sono troppo apparentate per ignorarsi. E' necessario incoraggiare una reciproca
conoscenza a tutti i livelli. In particolare un obiettivo della catechesi è il
superamento di ogni forma di antisemitismo.
& DGC 199 & CCC 839
La catechesi è un atto
essenzialmente ecclesiale. Il vero soggetto della catechesi è la Chiesa che,
continuatrice della missione di Gesù Maestro e animata dallo Spirito, è stata
inviata per essere maestra della fede. Perciò, la Chiesa imitando la Madre del
Signore, conserva fedelmente il Vangelo nel suo cuore, lo annuncia, lo celebra,
lo vive e lo trasmette nella catechesi a tutti coloro che hanno deciso di
seguire Gesù Cristo.
Questa trasmissione del
Vangelo è un atto vivo di tradizione ecclesiale, in quanto la Chiesa trasmette
la fede che essa stessa vive e la trasmette in modo attivo, la semina nei cuori
dei catecumeni e catechizzandi per fecondare le loro esperienze più profonde.
La professione di fede ricevuta dalla Chiesa (traditio), germinando e
crescendo durante il processo catechistico, è restituita (redditio),
arricchita con i valori delle differenti culture. La Chiesa, nel trasmettere la
fede e la vita nuova agisce come madre degli uomini che genera dei figli
concepiti per opera dello Spirito Santo e nati da Dio. Precisamente, essendo
nostra madre, la Chiesa è anche l'educatrice della nostra fede; è madre e
maestra, nel medesimo tempo.
& DCG 78 - 79
Ecumenismo e catechesi (inizio)
La catechesi è chiamata ad
assumere sempre ed ovunque una dimensione ecumenica. Essa si realizza anzitutto
con l'esposizione di tutta la rivelazione di cui la Chiesa Cattolica custodisce
il deposito nel rispetto della gerarchia delle verità; in secondo luogo, la
catechesi mette in luce l'unità di fede che esiste tra i cristiani e allo
stesso tempo spiega le divisioni che sussistono e i passi da fare per
superarle; ancora, la catechesi suscita ed
alimenta un vero
desiderio di unità
in particolare con l'amore alla Sacra Scrittura; ed infine
si impegna a preparare fanciulli, giovani ed adulti, a vivere in contatto con
fratelli e sorelle di altre confessioni, coltivando la propria identità
cattolica nel rispetto della fede degli altri.
& DGC 197-198 &
CCC 816-822; 1636
Esperienza umana e catechesi (inizio)
L'esperienza svolge
diverse funzioni nella catechesi, per cui deve essere continuamente e
debitamente valorizzata.
a) Fa nascere nell'uomo
interessi, interrogativi, speranze e ansietà, riflessioni e giudizi che
confluiscono in un certo desiderio di trasformare l'esistenza.
b) L'esperienza favorisce
l'intelligibilità del messaggio cristiano.
c) Le funzioni dette
indicano che l'esperienza assunta dalla fede diventa in certo modo ambito di
manifestazione e realizzazione della salvezza, dove Dio, coerentemente alla
pedagogia dell'incarnazione, raggiunge l'uomo con la sua grazia e lo salva.
Illuminare e
interpretare l'esperienza con il dato della fede diventa un compito stabile
della pedagogia catechistica, non privo di difficoltà, ma che non può essere
trascurato, pena la caduta in giustapposizioni artificiose o comprensioni
integriste della verità.
Ciò è reso possibile da una corretta applicazione della correlazione o interazione tra esperienze umane profonde e messaggio rivelato.
& DGC 152-153
La Chiesa esiste per
evangelizzare, cioè per portare la buona novella in tutti gli strati
dell'umanità e, con il suo influsso trasformare dal di dentro, rendere nuova
l'umanità stessa.
Il mandato missionario di Gesù
comporta vari aspetti, intimamente connessi fra loro: annunciate, fate
discepoli e insegnate, siate miei testimoni, battezzate, fate questo in memoria
di me, amatevi gli uni gli altri. Annuncio, testimonianza, insegnamento,
sacramenti, amore del prossimo, fare discepoli: tutti questi aspetti sono vie e
mezzi per la trasmissione dell'unico Vangelo e costituiscono gli elementi dell'evangelizzazione.
Alcuni di essi rivestono
un'importanza così grande che, a volte, si tende a identificarli con l'azione
evangelizzatrice. Tuttavia, nessuna definizione parziale e frammentaria può
dare ragione della realtà ricca, complessa e dinamica, quale è quella
dell'evangelizzazione. Si corre il rischio di impoverirla e, perfino, di
mutilarla. Al contrario, essa deve sviluppare la sua totalità e incorporare le
sue intrinseche bipolarità: testimonianza e annuncio, parola e sacramento,
cambiamento interiore e trasformazione sociale. Gi operatori
dell'evangelizzazione devono saper agire con una visione globale della stessa e
identificarla con l'insieme della missione della Chiesa.
& DCG 46 & CCC 850-851
L'esortazione apostolica Catechesi Tradendae, collocando la catechesi entro la missione della Chiesa, ricorda che l'evangelizzazione è una realtà ricca, complessa e dinamica, che comprende momenti essenziali e differenti tra loro. E aggiunge: La catechesi è uno di questi momenti - e quanto importante - di tutto il processo di evangelizzazione. Questo vuol dire che vi sono azioni che preparano la catechesi e azioni che ne derivano.
& DCG 63 & CCC 848-856
I genitori sono i primi
educatori nella fede. Assieme a loro, soprattutto in certe culture, tutti i
membri della famiglia hanno un compito attivo in ordine all'educazione dei
membri più giovani. E necessario determinare più concretamente in quale senso
la comunità cristiana familiare è luogo
di catechesi. La famiglia è stata definita come una chiesa domestica; ciò significa che in ogni famiglia cristiana
devono riflettersi i differenti aspetti o funzioni della vita dell'intera Chiesa:
missione, catechesi, testimonianza, orazione, ecc... Infatti, la famiglia allo
stesso modo che la Chiesa, è uno spazio in cui il Vangelo è trasmesso e da cui
si irradia. La famiglia come luogo di catechesi ha una prerogativa unica:
trasmette il Vangelo radicandolo nel contesto di profondi valori umani. Su
questa base umana è più profonda l'iniziazione nella vita cristiana: il
risveglio al senso di Dio, i primi passi nella preghiera, l'educazione della
coscienza morale e la formazione del senso cristiano dell'amore umano,
concepito come riflesso dell'amore di Dio Creatore e Padre. Insomma, si tratta
di una educazione cristiana più testimoniata che insegnata, più occasionale che
sistematica, più permanente e quotidiana che strutturata in periodi. In questa
catechesi familiare risulta sempre più importante l'apporto dei nonni. La loro
saggezza e il loro senso religioso sono, molte volte, decisivi per favorire un
clima veramente cristiano.
& DCG 255 & CCC 1655-1658, 2204-2206, 2225-2226
Nell'annunciare al mondo
la Buona Novella della Rivelazione, l'evangelizzazione invita uomini e donne
alla conversione e alla fede. La chiamata di Gesù,*convertitevi e credete al
Vangelo+ (Mc 1,15) continua a risonare, oggi, mediante
l'evangelizzazione della Chiesa. La fede cristiana è, innanzittutto,
conversione a Gesù Cristo; è un incontro personale con Gesù Cristo, è farsi suo
discepolo. Con la fede, l'uomo si abbandona tutt'intero liberamente a Dio
prestandogli il pieno ossequio dell'intelletto e della volontà, acconsentendo
volontariamente alla rivelazione data da Lui.
La fede comporta un
cambiamento di vita, una metanoia, cioè, una trasformazione profonda della
mente e del cuore. La fede e la conversione sgorgano dal cuore, cioè, dal più profondo della
persona umana, coinvolgendola tutta. La fede è un dono di Dio. Può nascere
nell'intimo del cuore umano soltanto come frutto della grazia che previene e
soccorre e come risposta, completamente libera, alla mozione dello Spirito
Santo, che muove il cuore e lo rivolge a Dio, dandogli dolcezza nel consentire
e nel credere alla verità. La Vergine Maria visse nel modo più perfetto queste
dimensioni della fede. La Chiesa venera in lei la più pura realizzazione della
fede.
& DCG 255 & CCC 160, 545, 981, 1036
La fede
cristiana, per la quale una persona pronuncia il suo sì a Gesù Cristo, può
essere considerata sotto un duplice aspetto:
come adesione a Dio che si rivela, data sotto 'influsso della grazia. In
questo caso la fede consiste nell'affidarsi alla parola di Dio e
nell'abbandonarsi a essa (fides qua); come contenuto della Rivelazione e
del messaggio evangelico. La fede, in tal senso, si esprime nell'impegno di conoscere
sempre meglio il senso profondo di quella Parola (fides quae). Questi due aspetti non possono, per la
loro stessa natura, essere separati. La maturazione e la crescita della fede
esigono il loro organico e coerente sviluppo.
& DCG 92 & CCC 153-155
Finalità della catechesi (inizio)
Lo scopo definitivo
della catechesi è di mettere qualcuno non solo in contatto, ma in comunione, in
intimità con Gesù Cristo. Tutta l'azione evangelizzatrice è intesa a favorire
la comunione con Gesù Cristo. A partire dalla conversione iniziale di una
persona al Signore, suscitata dallo Spirito Santo mediante il primo annuncio,
la catechesi si propone di dare un fondamento e far maturare questa prima
adesione. Si tratta di aiutare colui che si è appena convertito a conoscere
meglio questo Gesù, al quale si è abbandonato: conoscere il suo mistero, il
regno di Dio che egli annuncia, le esigenze e le promesse contenute nel suo
messaggio evangelico, le vie che egli ha tracciato per chiunque lo voglia
seguire. La catechesi è quella forma particolare del ministero della Parola che
fa maturare la conversione iniziale, fino a farne una viva, esplicita e
operativa confessione di fede: la catechesi ha la sua origine nella confessione
di fede e porta alla confessione di fede.
& DCG 80-83 & CCC 4-7, 426, 983,
1095, 2688
Fonte della catechesi (inizio)
*La catechesi attingerà
sempre il suo contenuto alla fonte viva della parola di Dio, trasmessa nella
Tradizione e nella Scrittura, giacché la Sacra Tradizione e la Sacra Scrittura
costituiscono l'unico deposito inviolabile della parola di Dio, affidato alla
Chiesa+ (DV
10). Questo *deposito della fede+ è come il tesoro del padrone di casa,
affidato alla Chiesa, famiglia di Dio, dal quale ella estrae continuamente cose
nuove e cose antiche. Tutti i figli del Padre, animati dal suo Spirito, si
nutrono di questo tesoro della Parola. Essi sanno che la Parola è Gesù Cristo,
il Verbo fatto uomo e che la sua voce continua a risonare per mezzo dello
Spirito Santo nella Chiesa e nel mondo. La parola di Dio, per ammirabile
condiscendenza divina è diretta e giunge a noi per mezzo di opere e parole
umane, così come già il Verbo dell'Eterno Padre, nell'assumere la debolezza
dell'umana natura, si fece simile all'uomo. Senza cessare di essere parola di
Dio, si esprime in parola umana. Pur vicina, essa resta però velata, in stato
kenotico. Perciò la Chiesa, guidata dallo Spirito, ha bisogno di interpretarla
continuamente e, mentre la contempla con profondo spirito di fede, l'ascolta
piamente, la custodisce santamente e l'espone fedelmente.
& DCG 94 & CCC 49, 74-76
La parola di Dio contenuta
nella Sacra Tradizione e nella Sacra Scrittura:
B è meditata e compresa
sempre più profondamente per mezzo del senso della fede di tutto il Popolo di
Dio, sotto la guida del Magistero;
B è celebrata nella
liturgia;
B risplende nella vita
della Chiesa;
B è approfondita nella
ricerca teologica;
B si manifesta nei
genuini valori religiosi e morali disseminati nella società umana e nelle
diverse culture.
Tutte queste sono le
fonti, principali o sussidiarie, della catechesi, le quali in nessun modo
devono essere intese in senso univoco. Le *fonti+ della catechesi hanno,
ognuna, un proprio linguaggio, al quale si dà forma attraverso una ricca
varietà di *documenti della fede+. La catechesi è tradizione viva di tali
documenti: pericopi bibliche, testi liturgici, scritti dei Padri della Chiesa,
formulazioni del Magistero, simboli della fede, testimonianze dei santi,
riflessioni teologiche. La fonte viva della parola di Dio e le * fonti +, che
da essa derivano e nelle quali si esprime, forniscono alla catechesi i criteri
per trasmettere il suo messaggio a tutti coloro che hanno maturato la decisione
di seguire Gesù Cristo.
& DCG 95-96 & CCC 132, 183,
1074-1075, 1971, 2033, 2049, 2688
La formazione cerca di
abilitare i catechisti a trasmettere il Vangelo a coloro che desiderano
affidarsi a Gesù Cristo. La finalità della formazione richiede, pertanto, che
il catechista sia reso più idoneo possibile a realizzare un atto di
comunicazione: scopo essenziale della formazione catechistica è quello di
abilitare alla comunicazione del messaggio cristiano. Il fatto che la
formazione cerchi di rendere atto il catechista a trasmettere il Vangelo in
nome della Chiesa, conferisce a tutta la formazione una natura ecclesiale. La
formazione dei catechisti altro non è che un aiuto a immedesimarsi nella
coscienza viva e attuale che la Chiesa ha del Vangelo, abilitandosi così, a
trasmetterlo nel suo nome.
& DCG 235 - 236 & CCC 428, 906
Formazione dei catechisti: criteri ispiratori (inizio)
Per concepire in modo
adeguato la formazione dei catechisti occorre tener conto previamente di alcuni
criteri ispiratori che configurano, con differenti accenti, questa formazione.
B Si tratta,
innanzitutto, di formare catechisti per le necessità evangelizzatrici di
questo momento storico, con i suoi valori, le sue sfide e le sue ombre.
B Nella formazione si
terrà presente anche il concetto di catechesi, che oggi propugna la
Chiesa.
B Il momento
catechistico che vive la Chiesa è un invito a preparare catechisti, che
siano, in grado di superare tendenze unilaterali divergenti e di offrire una
catechesi piena e completa.
B La formazione dei
catechisti laici non può ignorare il carattere proprio del laico nella
Chiesa e non deve essere concepita come mera sintesi di quella che ricevono
i religiosi o i sacerdoti.
B La pedagogia utilizzata in questa formazione ha una importanza fondamentale. Come criterio generale occorre sottolineare la necessità della coerenza tra la pedagogia globale della formazione dei catechisti e la pedagogia propria di un processo catechistico.
& DCG 237
Formazione biblico-teologica dei catechisti (inizio)
Il catechista deve
essere anche maestro che insegna la fede. Una formazione biblico-teologica gli
fornirà una conoscenza organica del messaggio cristiano articolato intorno al
mistero centrale della fede, che è Gesù Cristo.
Il contenuto di questa
formazione dottrinale viene richiesto dalle diverse parti che compongono ogni
progetto organico di catechesi:
B le tre grandi tappe
della storia della salvezza: Antico Testamento, vita di Gesù Cristo e storia
della Chiesa;
B i grandi nuclei del
messaggio cristiano: Simbolo, Liturgia, vita morale e orazione.
La Sacra Scrittura dovrà
essere come l'anima di questa formazione. Il Catechismo della Chiesa Cattolica
sarà il referente dottrinale fondamentale, insieme con il Catechismo della
propria Chiesa particolare o locale.
Questa formazione
biblico-teologica dovrà possedere alcune qualità:
- che sia una formazione
di carattere sintetico, che corrisponda all'annuncio che si deve trasmettere;
- che sia tale da aiutare il catechista a
maturare nella propria fede;
- deve essere una
formazione teologica molto vicina alla esperienza umana;
- deve essere tale che
il catechista si renda non solo capace di esporre con esattezza il messaggio
evangelico, ma anche di suscitare la ricezione attiva dello stesso messaggio da
parte dei catechizzandi e di saper discernere nell'itinerario spirituale dei
medesimi ciò che è conforme alla fede.
& DCG 240-241 & CCC 132
Formazione dei catechisti: essere, sapere, saper fare (inizio)
La formazione dei
catechisti comprende diverse dimensioni. Quella più profonda fa riferimento
all'essere del catechista, alla sua dimensione umana e cristiana. La
formazione, infatti, deve aiutarlo a maturare, anzitutto, come persona, come
credente e come apostolo. Poi vi è quello che il catechista deve sapere
per adempiere bene il suo compito. Questa dimensione, penetrata dalla doppia
fedeltà al messaggio e alla persona umana, richiede che il catechista conosca
adeguatamente il messaggio che trasmette e, allo stesso tempo, il destinatario
che lo riceve nonché il contesto sociale in cui vive. Infine c'è la dimensione
del saper fare, giacché la catechesi è un atto di comunicazione. La
formazione tende a fare del catechista un educatore dell'uomo e della vita
dell'uomo.
& DCG 238
Formazione
dei catechisti: maturità umana, cristiana e apostolica (inizio)
Sulla base di una maturità
umana iniziale, l'esercizio della catechesi, costantemente riconsiderato e
valutato, permetterà al catechista di crescere nell'equilibrio affettivo, nel
senso critico, nell'unità interiore, nella capacità di rapporti e di dialogo,
nello spirito costruttivo e nel lavoro di gruppo. La formazione curerà, allo
stesso tempo, che l'esercizio della catechesi alimenti e nutra la fede del
catechista, facendolo crescere come credente. Per questo la vera formazione
alimenta, sopratutto, la spiritualità dello stesso catechista, in modo
che la sua azione scaturisca, in verità, dalla testimonianza della sua stessa
vita.
La formazione, inoltre,
alimenterà costantemente la coscienza apostolica del catechista, il suo
senso di evangelizzatore. Per questo egli deve conoscere e vivere il progetto
di evangelizzazione concreto della propria Chiesa diocesana e quello della sua
parrocchia per sintonizzarsi con la coscienza che la Chiesa particolare ha
della propria missione.
& DCG 239 & CCC 1248, 1308
Formazione pedagogica del catechista (inizio)
Insieme con le
dimensioni che si riferiscono all'essere e al sapere, la formazione del
catechista deve coltivare anche il saper fare. Il catechista è un
educatore che facilita la maturazione della fede che il catecumeno o il
catechizzando realizza con l'aiuto dello Spirito Santo.
La prima realtà, di cui
occorre tener conto è quella di rispettare la pedagogia originale della fede.
La formazione cercherà di far maturare nel catechista la capacità educativa,
che implica: la facoltà di attenzione verso le persone, l'abilità per
interpretare e rispondere alla domanda educativa, l'iniziativa nell'attivare
processi di apprendimento e l'arte di condurre un gruppo umano verso la
maturità.
Si dovrà abilitare il
catechista e in particolar modo colui che si dedica a pieno tempo alla
catechesi, a saper programmare nel gruppo di catechisti, l'azione educativa,
ponderando le circostanze, elaborando un piano realistico e C dopo la
realizzazione C a valutarlo criticamente. Questa capacità educativa e questo saper
fare con le conoscenze, attitudini e tecniche che comporta, vengono
acquistate meglio se sono date di pari passo con lo svolgersi del loro impegno
apostolico (per esempio, durante le riunioni in cui vengono preparate e
verificate le lezioni di catechismo).
Il traguardo o la meta
ideale è quella, secondo cui i catechisti dovrebbero essere i protagonisti del
loro apprendimento, mettendo la formazione sotto il segno della creatività e
non solo della mera assimilazione di regole esterne. Perciò la formazione deve
essere molto vicina alla pratica: bisogna partire da essa per arrivare a essa.
& DCG 244-245
La testimonianza di vita
cristiana, offerta dai genitori nel seno della famiglia, arriva ai bambini
avvolta di tenerezza e di rispetto materno e paterno. I figli percepiscono,
così, e vivono gioiosamente la vicinanza di Dio e di Gesù manifestata dai
genitori, che questa prima esperienza cristiana lascia frequentemente una
traccia decisiva che dura per tutto il tempo della vita. Questo risveglio
religioso infantile, nell'ambito familiare, ha un carattere insostituibile.
Questa prima iniziazione
si consolida quando, in occasione di certi avvenimenti familiari o di feste, ci
si preoccupa di esplicitare in famiglia il contenuto cristiano o religioso di
tali avvenimenti. Tale iniziazione si approfondisce di più se i genitori
commentano e aiutano a interiorizzare la catechesi più metodica che i loro
figli, più cresciuti, ricevono nella comunità cristiana. Infatti, la catechesi
familiare precede, accompagna e arricchisce ogni altra forma di catechesi.
I genitori ricevono nel
sacramento del matrimonio la grazia e la responsabilità dell'educazione
cristiana dei loro figli, ai quali testimoniano e trasmettono insieme i valori
umani e religiosi. Tale azione educativa, al contempo umana e religiosa, è un
vero ministero, per mezzo del quale si trasmette e si irradia il Vangelo fino
al punto che la stessa vita di famiglia si fa itinerario di fede e scuola di
vita cristiana. Nella misura in cui i figli crescono, anche lo scambio si fa
mutuo e, in un dialogo catechistico di questo tipo, ognuno riceve e dà. Per
questo occorre che la comunità cristiana presti una attenzione specialissima ai
genitori.
& DCG 226 - 227 & CCC 1656, 2206,
2222, 2225-2226
Dio si rivelò
progressivamente agli uomini, per mezzo dei profeti e degli eventi salvifici,
fino a portare a compimento la sua rivelazione con l'invio del suo stesso
Figlio:Gesù Cristo, con tutta la sua presenza e con la manifestazione di Sé,
con le parole e con le opere, con i segni e con i miracoli, e specialmente con
la sua morte e la sua gloriosa risurrezione di tra i morti, e infine con
l'invio dello Spirito di verità, compie e completa la rivelazione.
Gesù
Cristo non è solamente il più grande dei profeti ma è il Figlio eterno di Dio
fatto uomo. Egli è, pertanto, l'evento ultimo verso il quale convergono tutti
gli avvenimenti della storia della salvezza. Egli è, infatti, la Parola unica,
perfetta e definitiva del Padre. Il fatto che Gesù Cristo sia la pienezza della
Rivelazione è il fondamento del cristocentrismo della catechesi: il mistero di
Cristo, nel messaggio rivelato, non è un elemento in più accanto ad altri, ma è
il centro a partire dal quale tutti gli altri elementi si gerarchizzano e
s'illuminano.
& DCG 40-41 & CCC 50, 53, 151,
272, 385, 2583
Giovanni Paolo II
assunse l'eredità del Concilio e di Paolo VI nel 1978 e formulò i suoi primi
orientamenti nell'Esortazione Apostolica Catechesi Tradendae, che porta
la data del 16 ottobre 1979. Tale Esortazione forma un'unità totalmente coerente
con l'Esortazione Evangeli Nuntiandi e ricolloca pienamente la catechesi
nel quadro dell'evangelizzazione.
Durante il suo
pontificato, Giovanni Paolo II ha offerto un magistero costante di altissimo
valore catechistico. Tra i discorsi, le lettere e gli insegnamenti scritti,
emergono le dodici Encicliche: dalla Redemptor Hominis alla Ut Unum
Sint. Queste Encicliche costituiscono per se stesse un corpo di dottrina
sintetico e organico, in ordine all'applicazione del rinnovamento della vita
ecclesiale postulata dal Concilio Vaticano II.
Quanto al valore
catechistico di questi Documenti del magistero di Giovanni Paolo II si
distinguono: la Redemptor Hominis (4 marzo 1979), la Dives in
Misericordia (30 novembre 1980), Dominum et Vivificantem (18 maggio
1986), e per la riaffermazione della permanente validità del mandato
missionario la Redemptoris Missio (7 dicembre 1990).
& DCG 5
Gradualità della catechesi (inizio)
Per gradualità della catechesi si intende il processo evangelizzatore e catechistico strutturato in tappe o momenti essenziali: l'azione missionaria per i non credenti e per quelli che vivono nell'indifferenza religiosa; l'azione catechetico-iniziatica per quelli che optano per il Vangelo e per quelli che necessitano di completare o ristrutturare la loro iniziazione; e l'azione pastorale per i fedeli cristiani già maturi, nel seno della comunità cristiana. Questi momenti non sono però tappe concluse: si reiterano, se necessario, giacché daranno l'alimento evangelico più adeguato alla crescita spirituale di ciascuna persona o della stessa comunità.
& DCG 49
Il gruppo ha una
funzione importante nei processi di sviluppo delle persone. Ciò vale anche per
la catechesi, sia dei piccoli di cui favorisce una buona socializzazione, sia
dei giovani per i quali il gruppo costituisce quasi una necessità vitale nella
formazione della personalità, sia per gli adulti tra i quali promuove uno stile
di dialogo, di condivisione e di corresponsabilità cristiana.
Il catechista, che
partecipa alla vita del gruppo e ne avverte e valorizza le dinamiche, riconosce
e svolge come suo compito primario e specifico, quello di essere in nome della
Chiesa, testimone attivo del Vangelo, capace di partecipare agli altri i frutti
della sua fede matura e di stimolare con intelligenza la ricerca comune.
Oltre che fattore
didattico, il gruppo cristiano è chiamato a essere esperienza di comunità e
forma di partecipazione alla vita ecclesiale, trovando nella più ampia comunità
eucaristica la sua meta e la sua piena manifestazione. Dice Gesù: * Dove due o
tre sono riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro + (Mt 18,20).
& DCG 159 & CCC 2689, 2695
Inculturazione: ambiti antropologici e tendenze culturali (inizio)
Il Vangelo sollecita una
catechesi aperta, generosa e coraggiosa nel raggiungere le persone dove vivono,
in particolare incontrando quegli snodi dell'esistenza dove avvengono gli
scambi culturali elementari e fondamentali, come la famiglia, la scuola,
l'ambiente di lavoro, il tempo libero. E' importante per la catechesi saper
discernere e penetrare in quegli ambiti antropologici nei quali le tendenze
culturali hanno maggior impatto per la creazione o diffusione di modelli di
vita, come il mondo urbano, il flusso turistico e migratorio, il pianeta
giovani ed altri fenomeni socialmente rilevanti. Infine sono altrettanti settori da illuminare con
la luce del Vangelo quelle aree culturali che sono denominate areopaghi
moderni, come l'area della comunicazione; l'area degli impegni civili per la
pace, lo sviluppo, la liberazione dei popoli, la salvaguardia del creato;
l'area di difesa dei diritti delle persone, soprattutto delle minoranze, della
donna e del bambino; l'area della ricerca scientifica e dei rapporti
internazionali.
& DCG 211; cfr. 212 & CCC 24, 854, 1908, 2527
Inculturazione della fede e catechesi (inizio)
I compiti di una
catechesi per l'inculturazione della fede formano un insieme organico e sono
qui sinteticamente espressi:
B conoscere in
profondità la cultura delle persone e il grado di penetrazione nella loro vita;
B riconoscere la
presenza della dimensione culturale nello stesso Vangelo;
B annunciare il
cambiamento profondo, la conversione, che il Vangelo, in quanto forza
trasformatrice e rigeneratrice opera nelle culture;
B testimoniare la
trascendenza e il non esaurimento del Vangelo nella cultura e discernere i
germi evangelici che possono essere presenti in essa;
B promuovere una nuova
espressione del Vangelo secondo la cultura evangelizzata, mirando ad un
linguaggio della fede che sia patrimonio comune tra i fedeli e fattore fondamentale di comunione;
B mantenere integri i
contenuti della fede della Chiesa e procurare che la spiegazione e la
illustrazione delle formule dottrinali della Tradizione siano proposte tenendo
conto della situazione culturale e storica dei destinatari, evitando sempre
mutilazioni e falsificazioni dei contenuti.
& DCG 203 & CCC 854, 1232
Inculturazione
e catechesi (inizio)
La Parola di Dio si è fatta uomo, uomo concreto, situato nel tempo e nello spazio, radicato in una cultura determinata. Cristo, attraverso la sua incarnazione, si legò a determinate condizioni sociali e culturali degli uomini con cui visse. Questa è l'originaria inculturazione della parola di Dio e il modello di riferimento per tutta l'evangelizzazione della Chiesa, chiamata a portare la forza del Vangelo nel cuore della cultura e delle culture.
L'inculturazione
della fede, per la quale si assumono in un ammirevole interscambio tutte le
ricchezze delle nazioni che a Cristo sono state assegnate in eredità, è un
processo profondo e globale e un cammino lento. Non è un
semplice adattamento esterno che, per rendere più attraente il messaggio
cristiano, si limita a coprirlo in modo decorativo con una vernice
superficiale.
Si tratta, al
contrario, della penetrazione del Vangelo negli strati più reconditi delle
persone e dei popoli, raggiungendoli,in modo vitale, in profondità e fino alle
radici delle loro culture.
& DCG 109 & CCC 1232
Inculturazione
e Catechismo della Chiesa Cattolica (inizio)
Uno strumento
riconosciuto centrale nel processo di inculturazione è il Catechismo. Anzitutto
il Catechismo della Chiesa Cattolica, di cui occorre saper evidenziare la vasta
gamma di servizi anche ai fini dell'inculturazione, la quale per essere
efficace, non può mai cessare di essere vera. Il Catechismo della Chiesa
Cattolica richiede espressamente la redazione di catechismi locali appropriati,
in cui attuare gli adattamenti richiesti dalle differenze di cultura, di età,
di vita spirituale e di situazione sociale ed ecclesiale di coloro cui la
catechesi è rivolta.
& DCG 210 & CCC 24, 25
L'inculturazione compete
alle Chiese particolari e si riferisce a tutti gli ambiti della vita cristiana.
La catechesi ne è un aspetto. Proprio per la natura dell'inculturazione che
avviene nella concretezza e specificità della situazioni, una legittima
attenzione alle Chiese particolari non può che arricchire la Chiesa. E' anzi
indispensabile e urgente.
A questo scopo, assai
opportunamente un po' ovunque le Conferenze Episcopali vanno proponendo
Direttori catechistici (e strumenti analoghi), catechismi e sussidi, laboratori
e centri di formazione. Alla luce di quanto viene espresso nel Direttorio
genera per la Catechesi diventa necessario operare una revisione e un
aggiornamento delle direttive locali, stimolando il concorso dei centri di
ricerca, avvalendosi dell'esperienza dei catechisti, favorendo la
partecipazione dello stesso popolo di Dio.
& DCG 213; cfr. 214 & CCC 854
Tra le forme più atte
all'inculturazione della fede giova ricordare la catechesi dei giovani e degli
adulti, per le possibilità di correlare più incisivamente fede e vita.
L'inculturazione della fede non può essere disattesa nell'iniziazione cristiana
dei piccoli proprio per le notevoli implicanze culturali di tale processo:
acquisizione di nuove motivazioni di vita, educazione della coscienza,
apprendimento del linguaggio biblico e sacramentale, conoscenza dello spessore
storico del cristianesimo.
Via privilegiata è la
catechesi liturgica, per la ricchezza di segni con cui viene espresso il
messaggio e per l'accessibilità a tanta parte del popolo di Dio; vanno pure
rivalorizzati i contenuti dei Lezionari, la struttura dell'Anno Liturgico,
l'omelia domenicale ed altre occasioni di catechesi particolarmente
significative (matrimoni, funerali, visite a malati, feste dei santi
patroni, ecc.); centrale rimane la cura della famiglia, agente primario di
avvio ad una trasmissione incarnata della fede; peculiare interesse riveste la
catechesi in situazione multietnica e multiculturale, in quanto conduce ancora
più attentamente a scoprire e a tener conto delle risorse dei diversi gruppi
nell'accogliere e riesprimere la fede.
& DCG 207
Inculturazione e linguaggio (inizio)
L'inculturazione della fede per
certi aspetti è opera di linguaggio. Questo importa che la catechesi rispetti e
valorizzi il linguaggio proprio del messaggio, anzitutto quello biblico, ma
anche quello storico-tradizionale della Chiesa (Simbolo, liturgia) e il
cosiddetto linguaggio dottrinale
(formule dogmatiche); ancora, è necessario che la catechesi entri
in comunicazione con forme e termini propri della cultura della persona cui si
rivolge; infine, occorre che la catechesi stimoli nuove espressioni del Vangelo
nella cultura in cui questo è stato impiantato.
Nel processo di inculturazione
del Vangelo la catechesi non deve temere di usare formule tradizionali e
termini tecnici della fede, ma darne il significato e mostrarne la rilevanza
esistenziale; e d'altra parte è dovere della catechesi trovare un linguaggio
adatto ai fanciulli e ai giovani del nostro tempo in generale, come a numerose
altre categorie di persone: linguaggio per gli intellettuali, per gli uomini di
scienza; linguaggi per gli analfabeti o per
le persone di
cultura elementare, linguaggio
per handicappati, ecc.
& DCG 208 & CCC 40-43, 170-171, 1146
Intrinsecamente legati
al linguaggio sono i modi della comunicazione. Uno dei più efficaci e pervasivi
è quello dei mass media.
L'evangelizzazione stessa della cultura moderna dipende in gran parte
dal loro influsso. Questi alcuni indicatori utili agli effetti della
inculturazione: una più ampia valorizzazione dei media secondo la loro
specifica qualità comunicativa, sapendo ben equilibrare il linguaggio
dell'immagine con quello della parola; la salvaguardia del senso religioso
genuino nelle forme espressive prescelte; la promozione della maturità critica
dei recettori e lo stimolo all'approfondimento personale di quanto recepito dai
media; la produzione di sussidi catechistici massmediali congrui allo scopo;
una proficua collaborazione tra agenti pastorali.
& DCG 209 & CCC 2496 2523
La catechesi è elemento
fondamentale dell'iniziazione cristiana ed è strettamente congiunta con i
sacramenti dell'iniziazione, specialmente col Battesimo, sacramento della fede. L'anello che unisce
la catechesi con il Battesimo è la professione di fede, che è, a un tempo,
l'elemento interiore di questo sacramento e mèta della catechesi. La finalità
dell'azione catechistica consiste precisamente in questo: favorire una viva,
esplicita e operosa professione di fede. Perciò, la catechesi autentica è
sempre iniziazione ordinata e sistematica alla rivelazione che Dio ha fatto di
se stesso all'uomo in Cristo Gesù, rivelazione custodita nella memoria profonda
della Chiesa e nelle Sacre Scritture, e costantemente comunicata, mediante una
"traditio" vivente e attiva, da una generazione all'altra.
& DCG 66 & CCC 1229 - 1233
Iniziazione cristiana: caratteristiche fondamentali (inizio)
Il fatto di essere *
momento essenziale + del processo evangelizzatore, al servizio dell'iniziazione
cristiana, conferisce alla catechesi alcune caratteristiche. Essa è:
una formazione organica e sistematica della fede, coerente e bene ordinata,
giacché l'approfondimento vitale
e organico sul mistero di Cristo è ciò che contraddistingue principalmente la
catechesi da tutte le altre forme di presentazione della Parola di Dio; un apprendimento di tutta la vita cristiana,
un'iniziazione cristiana integrale, che favorisce un'autentica sequela di Cristo,
centrata sulla sua Persona. Si tratta, infatti, di educare alla conoscenza e
alla vita di fede, in maniera tale che tutto l'uomo, nelle sue esperienze più
profonde, si senta fecondato dalla Parola di Dio; una formazione di base, essenziale, centrata su ciò
che costituisce il nucleo dell'esperienza cristiana, sulle certezze più
fondamentali della fede e sui valori evangelici più basilari.
& DCG 67 & CCC 1229-1230,
1233, 1244
Gli alunni hanno il diritto di apprendere con verità e certezza la religione di appartenenza. Questo loro diritto a conoscere più a fondo la persona di Cristo e l'interezza dell'annuncio salvifico da Lui recato, non può essere disatteso. Il carattere confessionale dell'insegnamento religioso scolastico, svolto dalla Chiesa secondo modi e forme stabilite nei singoli Paesi, è, dunque, una garanzia indispensabile offerta alle famiglie e agli alunni che scelgono tale insegnamento.
& cfr. DCG 73 - 76
Il Kerigma è il messaggio di Gesù su Dio. E' una buona notizia per l'umanità. Gesù, infatti, annunciò il Regno di Dio: un nuovo e definitivo intervento di Dio, con un potere trasformatore altrettanto grande e perfino superiore a quello che impiegò nella creazione del mondo. In questo senso, come nucleo e centro della Buona Novella, Cristo annunzia la salvezza, dono grande di Dio, che non solo è liberazione da tutto ciò che opprime l'uomo, ma è soprattutto liberazione dal peccato e dal maligno, nella gioia di conoscere Dio e di essere conosciuti da lui, di vederlo, di abbandonarsi a Lui.
& cfr. DCG 101 - 102 & CCC 900, 2044, 2126
L'azione
catechistica dei laici ha un carattere peculiare dovuto alla loro condizione
nella Chiesa: il carattere secolare è proprio e particolare ai laici. I laici
danno la loro testimonianza cristiana a partire dal loro inserimento nel mondo,
condividendo tutte le forme di impegno con gli altri uomini e donne e
apportando alla trasmissione del Vangelo sensibilità e connotazioni specifiche:
questa forma di evangelizzazione acquista una certa nota specifica e una
particolare efficacia dal fatto che viene compiuta nelle comuni condizioni del
secolo.
Infatti, nel
condividere la stessa forma di vita, i laici hanno una speciale sensibilità per
incarnare il Vangelo nella vita concreta degli esseri umani. Gli stessi
catecumeni e catechizzandi possono trovare in loro un modello cristiano nel
quale proiettare il loro futuro di credenti.
La vocazione
del laico per la catechesi scaturisce dal sacramento del Battesimo, è
irrobustita dalla Confermazione, sacramenti mediante i quali egli partecipa
all'ufficio sacerdotale, profetico e regale di Cristo.
& DCG 230 - 231 & CCC 758, 904-907,
942
Gesù Cristo è la
vivente, perfetta relazione di Dio con l'uomo e dell'uomo con Dio. Da Lui la
pedagogia della fede riceve una legge
che è fondamentale per tutta la vita della chiesa, e dunque della catechesi:
quella della fedeltà a Dio e della fedeltà all'uomo, in uno stesso
atteggiamento di amore.
Sarà perciò genuina quella catechesi che aiuta a
percepire l'azione di Dio lungo tutto il cammino formativo, favorendo un clima
di ascolto, di rendimento di grazia e di preghiera e, insieme, mira alla
risposta libera delle persone, promovendo la partecipazione attiva dei
catechizzandi.
& DCG 145
La catechesi è
intrinsecamente collegata con tutta l'azione liturgica e sacramentale. Sovente,
però, la prassi catechistica testimonia un legame debole e frammentario con la
liturgia: limitata attenzione ai segni e riti liturgici, scarsa valorizzazione
delle fonti liturgiche, percorsi catechistici poco o nulla connessi con l'anno
liturgico, presenza marginale di celebrazioni negli itinerari della catechesi.
Cristo è sempre presente nella sua Chiesa, in modo speciale nelle azioni liturgiche. La comunione con Gesù Cristo conduce a celebrare la sua presenza salvifica nei sacramenti e, particolarmente, nella Eucaristia. La Chiesa desidera ardentemente che tutti i fedeli cristiani siano condotti a quella partecipazione piena, consapevole e attiva che esigono la natura della liturgia medesima e la dignità del loro sacerdozio battesimale. Per questo, la catechesi, oltre a favorire la conoscenza del significato della liturgia e dei sacramenti, deve educare i discepoli di Gesù Cristo all'orazione, al ringraziamento, alla penitenza, alla domanda fiduciosa, al senso comunitario, al linguaggio simbolico; poiché tutto ciò è necessario affinché vi sia una vera vita liturgica.
& DCG 30, 85 & CCC 1074-1075,
1095, 1135
Luoghi della catechesi (inizio)
La comunità cristiana è
la realizzazione storica del dono della
comunione (koinonia), che è un frutto dello Spirito. Questa si fa
vicina e visibilizza nella ricca varietà delle comunità cristiane immediate,
nelle quali i cristiani nascono alla fede, si educano in essa e la vivono: la
famiglia, la parrocchia, la scuola cattolica, le associazioni e movimenti
cristiani, le comunità ecclesiali di base... Esse sono i luoghi della
catechesi, cioè gli spazi comunitari dove la catechesi di ispirazione catecumenale
e la catechesi permanente vengono realizzate. Ma la comunità cristiana è
l'origine, il luogo e la meta della catechesi. E' sempre dalla comunità
cristiana che nasce l'annunzio del Vangelo, che invita gli uomini e le donne a
convertirsi e a seguire Cristo. Ed è la stessa comunità che accoglie coloro che
desiderano conoscere il Signore e impegnarsi in una vita nuova. Essa accompagna
i catecumeni e catechizzandi nel loro itinerario catechetico e, con materna
sollecitudine, li rende partecipi della propria esperienza di fede e li
incorpora nel suo seno.
& DCG 253 - 254