Tommaso Stenico

 

DIZIONARIO

DEI TERMINI CATECHISTICI

DEL DIRETTORIO GENERALE

PER LA CATECHESI

 

 

Libreria Editrice Vaticana

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Magistero della Chiesa (inizio)

La conservazione integra della Rivelazione, parola di Dio contenuta nella Tradizione e nella Scrittura, così come la sua continua trasmissione, sono garantite nella loro autenticità. Il Magistero della Chiesa, sostenuto dallo Spirito Santo e dotato del carisma della verità  esercita la funzione di interpretare autenticamente la Parola di Dio.

& DCG 44 & CCC 85-88, 888-892, 2033-2034

 

Magistero e catechesi (inizio)

Il Magistero della Chiesa non ha mai smesso, in questi anni, di esercitare la sua sollecitudine pastorale in favore della catechesi. Numerosi Vescovi e Conferenze Episcopali, in tutti i continenti, hanno dato un notevole impulso all'azione catechistica anche attraverso la pubblicazione di validi Catechismi e orientamenti pastorali, promovendo la formazione di periti e favorendo la ricerca catechetica. Questi sforzi sono stati fecondi e sono favorevolmente ridondati sulla prassi catechistica delle Chiese particolari.

Una particolare ricchezza per il rinnovamento catechistico è costituita dal Rituale per l'Iniziazione cristiana degli adulti, promulgato il 6 gennaio 1972 dalla Congregazione per il Culto Divino.

& DCG 3       & CCC 2033, 2049

 

Memorizzazione nella catechesi (inizio)

La catechesi fa parte di quella *memoria+ della Chiesa che mantiene viva tra noi la presenza del Signore. L'esercizio della memoria costituisce, quindi, un aspetto costitutivo della pedagogia della fede, fin dagli inizi del cristianesimo. Per superare i rischi di una memorizzazione meccanica, l'apprendimento mnemonico deve inserirsi armonicamente tra le diverse funzioni di apprendimento, quali la reazione spontanea e la riflessione, il momento del dialogo e del silenzio, la relazione orale e il lavoro scritto.

In particolare, come oggetto di memoria vanno opportunamente considerate le principali formule della fede, perché assicurano una più precisa esposizione di essa e garantiscono un prezioso patrimonio comune dottrinale, culturale e linguistico. Il possesso sicuro dei linguaggi della fede è condizione indispensabile per vivere la fede stessa.

Occorre però che tali formule siano proposte come sintesi dopo un cammino previo di spiegazione siano fedeli al messaggio cristiano. Ancora più profondamente, l'apprendimento delle formule della fede e la loro professione credente vanno compresi nell'alveo del tradizionale e proficuo esercizio della *traditio+ e * redditio+, per cui alla consegna della fede nella catechesi (traditio) corrisponde la risposta del soggetto lungo il cammino catechistico e poi nella vita (redditio).

& DCG 154-155

 

Messaggio autentico (inizio)

L'evangelizzazione e la catechesi debbono presentare il messaggio evangelico autentico, in tutta la sua purezza, senza ridurre le sue esigenze per timore di rifiuto e senza imporre pesanti oneri che esso non include, poiché il giogo di Gesù è soave.

& cfr. DCG 111-113

 

Messaggio: criteri di presentazione (inizio)

I criteri per presentare il messaggio evangelico nella catechesi sono intimamente tra loro correlati, poiché scaturiscono da un'unica fonte.

B Il messaggio centrato nella persona di Gesù Cristo (cristocentrismo), per sua dinamica interna, introduce alla dimensione trinitaria dello stesso messaggio.

B L'annuncio della Buona Novella del Regno di Dio, centrato nel dono della salvezza, implica un messaggio di liberazione.

B Il carattere ecclesiale del messaggio rinvia al suo carattere storico, poiché la catechesi C come l'insieme della evangelizzazione C si realizza nel tempo della Chiesa.

B Il messaggio evangelico, poiché è Buona Novella destinata a tutti i popoli, ricerca l'inculturazione, la quale potrà essere attuata in profondità soltanto se il messaggio è presentato in tutta la sua integrità e purezza.

B Il messaggio evangelico è necessariamente un messaggio organico, con una propria gerarchia di verità. E questa visione armonica del Vangelo che lo converte in evento profondamente significativo per la persona umana.

Sebbene questi criteri siano validi per tutto il ministero della Parola, saranno ora sviluppati in rapporto alla catechesi.

& DCG 97

 

Messaggio della catechesi (inizio)

Il  messaggio  di  Gesù  su  Dio  è  una  buona  notizia  per l'umanità. Gesù, infatti, annunciò il Regno di Dio: un nuovo e definitivo intervento di Dio, con un potere trasformatore altrettanto grande e perfino superiore a quello che impiegò nella creazione del mondo. In questo senso, come nucleo e centro della Buona Novella, Cristo annunzia la salvezza, dono grande di Dio, che non solo è liberazione da tutto ciò che opprime l'uomo, ma è soprattutto liberazione dal peccato e dal maligno, nella gioia di conoscere Dio e di essere conosciuti da lui, di vederlo, di abbandonarsi a Lui.

& DCG 101   & CCC 426-427, 1967-1968

 

Messaggio di liberazione (inizio)

La Buona Novella del Regno di Dio, che annuncia la salvezza, include un messaggio di liberazione. La comunità dei discepoli di Gesù, la Chiesa, condivide oggi la medesima sensibilità che ebbe allora il suo Maestro. Tutte le forme di povertà non solo economica, ma anche culturale e religiosa preoccupano la Chiesa. Come dimensione importante della sua missione, essa ha il dovere di annunciare la liberazione di milioni di esseri umani, essendo molti di essi figli suoi; il dovere di aiutare questa liberazione a nascere, di testimoniare per essa, di far sì che sia totale.

& DCG 103   & CCC 1221, 1237, 1741

 

Messaggio integro (inizio)

La catechesi deve preoccuparsi che il tesoro del messaggio cristiano venga fedelmente annunciato nella sua integrità. L'integrità deve accompagnarsi con l'adattamento. La catechesi, di conseguenza, parte da una semplice proposizione della struttura integra del messaggio cristiano, e la espone in modo adatto alla capacità dei destinatari. Senza limitarsi a questa esposizione iniziale, la catechesi, gradualmente, proporrà il messaggio in maniera ogni volta più ampia ed esplicita, secondo le capacità del catechizzando e il carattere proprio della catechesi.Questi due livelli di esposizione integra del messaggio sono denominati integrità intensiva e integrità estensiva.

&  cfr. DCG 111-113

 

Messaggio organico (inizio)

Il messaggio che trasmette la catechesi possiede un carattere organico e gerarchizzato, costituendo una sintesi coerente e vitale della fede. Esso si organizza intorno al mistero della Santissima Trinità, in una prospettiva cristocentrica, poiché è la sorgente di tutti gli altri misteri della fede; è la luce che li illumina. A partire da esso, l'armonia dell'insieme del messaggio richiede una gerarchia delle verità, in quanto è diversa la connessione di ciascuna di esse con il fondamento della fede. Tuttavia, questa gerarchia non significa che alcune verità appartengano alla fede meno di altre, ma che alcune verità si fondano su altre che sono più importanti e da esse sono illuminate.

& DCG 114-115

 

Messaggio: principio metodologico (inizio)

Le norme e i criteri che riguardano la presentazione del contenuto della catechesi devono essere presenti e operanti nei diversi tipi di catechesi: catechesi biblica e liturgica, sintesi dottrinale, interpretazione delle situazioni concrete dell'esistenza umana, ecc.  

Da questi criteri e norme, tuttavia, non si può dedurre l'ordine che si deve osservare nell'esposizione del contenuto. Infatti, può darsi che, nella presente situazione della catechesi, ragioni di metodo o di pedagogia suggeriscano di organizzare in un modo piuttosto che in un altro la trasmissione delle ricchezze del contenuto della catechesi. Si può partire da Dio per giungere a Cristo, e viceversa; ugualmente si può partire dalla persona umana per giungere a Dio, e inversamente. L'adozione di un ordine determinato nella presentazione del messaggio è condizionata dalle circostanze e dalla situazione di fede di chi riceve la catechesi.

& DCG 118

 

Messaggio significativo (inizio)

La catechesi, nel presentare il messaggio cristiano, non solo mostra  chi  è  Dio  e  qual  è  il  suo  disegno  salvifico, ma, come Gesù medesimo ha fatto, svela anche pienamente l'uomo all'uomo e gli fa nota la sua altissima vocazione. La rivelazione, infatti, non è isolata dalla vita, né a questa è giustapposta artificialmente. Essa riguarda il senso ultimo dell'esistenza che essa stessa illumina completamente, per ispirarla o per esaminarla alla luce del Vangelo.

La relazione del messaggio cristiano con l'esperienza umana non è una semplice questione metodologica, ma essa germina dalla finalità medesima della catechesi, la quale cerca di mettere in comunione la persona umana con Gesù Cristo.

& DCG116-117        & CCC 561

 

Metodo della catechesi (inizio)

Nella trasmissione della fede, la Chiesa non ha per sé un metodo proprio né un metodo unico, bensì, alla luce della pedagogia di Dio, discerne i metodi del tempo, assume con libertà di spirito tutto ciò che è vero, nobile, giusto, puro, amabile, onorato e merita lode (Fil 4,8). in sintesi tutti gli elementi che non sono in contrasto con il Vangelo e li pone al servizio di esso. Ciò trova mirabile conferma nella storia della Chiesa, dove i tanti carismi di servizio della Parola hanno generato svariati percorsi metodologici. In questo modo la varietà dei metodi è un segno di vita ed una ricchezza, e insieme dimostrazione di rispetto verso i destinatari. Tale varietà è richiesta dall'età e lo sviluppo intellettuale dei cristiani, il loro grado di maturità ecclesiale e spirituale e molte altre circostanze personali.

La metodologia catechistica ha per obiettivo unitario l'educazione alla fede; si avvale delle scienze pedagogiche e della comunicazione applicate alla catechesi; tiene conto delle numerose e notevoli acquisizioni della catechetica contemporanea.

& DCG 148

 

Metodo-contenuto in catechesi (inizio)

Il principio della *fedeltà a Dio e fedeltà all'uomo+ porta a evitare ogni contrapposizione o artificiale separazione o presunta neutralità tra metodo e contenuto, affermando piuttosto la loro necessaria correlazione e interazione. Il catechista riconosce che il metodo è al servizio della rivelazione e conversione e perciò è necessario avvalersene. D'altra parte, il catechista sa che il contenuto della catechesi non è indifferente a qualsiasi metodo, bensì esige un processo di trasmissione adeguato alla natura del messaggio, alle sue fonti e linguaggi, alle circostanze concrete della comunità ecclesiale, alla condizione dei singoli fedeli cui la catechesi si rivolge.

Per l'intrinseca importanza sia nella tradizione che nell'attualità catechistica, meritano di essere ricordati il metodo di accostamento alla Bibbia, il metodo o pedagogia del documento, del Simbolo in particolare, in quanto la catechesi è trasmissione dei documenti della fede, il metodo dei segni liturgici ed ecclesiali, il metodo proprio della comunicazione mass-mediale. Un buon metodo catechistico è garanzia di fedeltà al contenuto.

& DCG 149

 

Metodo induttivo e deduttivo (inizio)

La comunicazione della fede nella catechesi è un evento di grazia, realizzato dall'incontro della parola di Dio con l'esperienza della persona, si esprime attraverso segni sensibili ed ultimamente apre al mistero. Può accadere per vie diverse a noi non sempre completamente conosciute.

Attendendo alla storia della catechesi, oggi si parla comunemente di via induttiva e deduttiva. Il metodo induttivo consiste nella presentazione di fatti (avvenimenti biblici, atti liturgici, eventi di vita della chiesa e della vita quotidiana...) allo scopo di discernere il significato che essi possono avere nella divina rivelazione. E' una via che offre grandi vantaggi, perché è conforme all'economia della rivelazione; corrisponde ad una istanza profonda dello spirito umano di pervenire alla conoscenza delle cose intelligibili attraverso le cose visibili; ed è conforme pure alle caratteristiche della conoscenza di fede, che è conoscenza attraverso i segni.

Il metodo induttivo non esclude, anzi esige il metodo deduttivo, che spiega e descrive i fatti procedendo dalle loro cause. Ma la sintesi deduttiva avrà pieno valore solo quando è stato compiuto il processo induttivo.

& DCG 150

 

 

Metodo e ruolo del catechista (inizio)

Nessuna metodologia, per quanto sperimentata, dispensa dalla persona stessa del catechista in ogni fase del processo di catechesi. Il carisma datogli dallo Spirito, una solida spiritualità, una trasparente testimonianza di vita costituiscono l'anima di ogni metodo e soltanto le proprie qualità umane e cristiane garantiscono il buon uso dei testi e di altri strumenti di lavoro. Il catechista è intrinsecamente un mediatore che facilita la comunicazione tra le persone e il mistero di Dio e dei soggetti tra di loro e con la comunità. Per questo deve adoperarsi perché la sua visione culturale, condizione sociale e stile di vita non facciano ostacolo al cammino della fede, creando piuttosto le condizioni più adatte perché il messaggio cristiano sia ricercato, accolto e approfondito. Non dimentica che l'adesione credente delle persone è frutto della grazia e della libertà, e quindi fa sì che la sua attività sia sempre sostenuta dalla fede nello Spirito Santo e dalla preghiera. Infine, di sostanziale importanza è la relazione personale del catechista con il soggetto. Essa si nutre di passione educativa, di creatività ingegnosa, di adattamento e insieme di massimo rispetto per la libertà e maturazione della persona.

In forza del suo sapiente accompagnamento, il catechista assolve un servizio tra i più preziosi dell'azione catechistica: aiuta i soggetti a discernere la vocazione cui Dio li chiama.

& DCG 156

 

Mezzi audiovisivi e catechesi (inizio)

Il primo areopago del tempo moderno è il mondo della comunicazione che sta unificando l'umanità. I mezzi di comunicazione sociale hanno raggiunto una tale importanza da essere per molti il principale strumento informativo e formativo, di guida e di ispirazione per i comportamenti individuali, familiari, sociali. Per questo, oltre ai numerosi mezzi tradizionali in vigore, l'utilizzazione dei media è diventata essenziale all'evangelizzazione e alla catechesi. Infatti, la Chiesa si sentirebbe colpevole davanti al suo Signore se non adoperasse questi potenti mezzi, che l'intelligenza umana rende ogni giorno più perfezionati; in loro essa trova una versione moderna ed efficace del pulpito. Grazie a essi riesce a parlare alle moltitudini.

Il buon uso dei media richiede agli operatori della catechesi un serio impegno di conoscenza, di competenza e di qualificato e aggiornato impiego. Ma soprattutto, per la forte incidenza sulla cultura che i media contribuiscono a elaborare, non va mai dimenticato che non basta usarli per diffondere il messaggio cristiano e il magistero della Chiesa, ma occorre integrare il messaggio stesso in questa nuova cultura creata dalla comunicazione moderna... con nuovi linguaggi, nuove tecniche e nuovi atteggiamenti psicologici.

& DCG 160-163       & CCC 2493

 

 

 

 

 

 

 

 

Mezzi di comunicazione e inculturazione  (inizio)

Intrinsecamente legati al linguaggio sono i modi della comunicazione. Uno dei più efficaci e pervasivi è quello dei mass media.  L'evangelizzazione stessa della cultura moderna dipende in gran parte dal loro influsso. Questi alcuni indicatori utili agli effetti della inculturazione: una più ampia valorizzazione dei media secondo la loro specifica qualità comunicativa, sapendo ben equilibrare il linguaggio dell'immagine con quello della parola; la salvaguardia del senso religioso genuino nelle forme espressive prescelte; la promozione della maturità critica dei recettori e lo stimolo all'approfondimento personale di quanto recepito dai media; la produzione di sussidi catechistici massmediali congrui allo scopo; una proficua collaborazione tra agenti pastorali.

& DCG 209   & CCC  906, 2492-2496

 

Ministero della Parola nell'evangelizzazione (inizio)

Il ministero della Parola è elemento fondamentale della evangelizzazione. La presenza cristiana in mezzo ai differenti gruppi umani e la testimonianza di vita hanno bisogno di essere chiariti e giustificati dall'annuncio esplicito di Gesù Cristo, il Signore.  Il ministero della Parola, all'interno dell'evangelizzazione, trasmette la Rivelazione per mezzo della Chiesa, valendosi delle parole umane e delle opere. Questa parola umana della Chiesa è il mezzo di cui si serve lo Spirito Santo per continuare il dialogo con l'umanità. Egli è infatti l'agente principale del ministero della Parola, colui per il quale la viva voce del Vangelo risuona nella Chiesa, e per mezzo di questa nel mondo.

& DCG 50     & CCC 101-104, 108

 

Ministero della Parola: principali funzioni (inizio)

Le principali funzioni del ministero della Parola sono le seguenti:

B Convocazione e chiamata alla fede: si realizza mediante il *primo annuncio +, diretto ai non credenti.

B L'iniziazione: coloro che, mossi dalla grazia, decidono di seguire Gesù sono  introdotti nella vita della fede, della liturgia e della carità del Popolo di Dio. La Chiesa realizza questa funzione, fondamentalmente, per mezzo della catechesi, in stretto rapporto con i sacramenti dell'iniziazione, sia se questi sono da ricevere, sia se furono già ricevuti.

B L'educazione permanente della fede: in diverse regioni essa è chiamata anche catechesi permanente. Si rivolge ai cristiani iniziati negli elementi di base, che hanno bisogno di alimentare e maturare costantemente la loro fede durante tutta la vita.

B La funzione liturgica: il ministero della Parola comprende pure una funzione liturgica, giacché quando esso si realizza all'interno di un'azione sacra è parte integrante della stessa.

B La funzione teologica: essa cerca di sviluppare l'intelligenza della fede ponendosi nella dinamica della *fides quaerens intellectum+, cioè, della fede che cerca di capire.

& DCG 51     & CCC 9, 24, 132, 903

 

 

Missione (inizio)

La catechesi non può non essere aperta al dinamismo missionario. Essa si sforza di abilitare i discepoli di Gesù a essere presenti da cristiani nella società, nella vita professionale, culturale e sociale. Li preparerà anche a prestare la loro cooperazione nei differenti servizi ecclesiali, secondo la vocazione di ciascuno. Questo impegno evangelizzatore è originato, per i fedeli laici, dai sacramenti dell'iniziazione cristiana e dal carattere secolare della loro vocazione. E' anche importante usare ogni mezzo per suscitare vocazioni sacerdotali e di particolare consacrazione a Dio nelle diverse forme di vita religiosa e apostolica e per accendere nel cuore dei singoli la vocazione speciale missionaria. Gli atteggiamenti evangelici che Gesù suggerì ai suoi discepoli, quando li iniziò alla missione, sono quelli che la catechesi deve alimentare: andare in cerca della pecora smarrita; annunciare e sanare nello stesso tempo; presentarsi poveri, senza oro né bisaccia; saper assumere il rifiuto e la persecuzione; porre la propria fiducia nel Padre e nel sostegno dello Spirito Santo; non attendersi altro premio che la gioia di lavorare per il Regno.

& DCG 86     & CCC 541-560, 768, 811, 849-851, 873

 

Missione ad gentes (inizio)

La missione ad gentes, quale che sia la zona o l'ambito in cui si realizza, è la responsabilità missionaria più specifica che Gesù ha affidato alla sua Chiesa e, pertanto, è il modello esemplare dell'insieme dell'azione missionaria della Chiesa. La  nuova evangelizzazione non può soppiantare o sostituire la  missione ad gentes, che continua ad essere l'attività missionaria specifica e compito primario.

& DCG 59     & CCC 1122, 1533, 1565, 2044

 

Movimenti religiosi e catechesi (inizio)

Nel clima di relativismo religioso e culturale, e talora anche a causa della condotta non retta dei cristiani, proliferano oggi nuovi movimenti religiosi, chiamati anche sette o culti, con abbondanza di nomi e di tendenze, difficili da ordinare in un quadro organico e preciso. Per quanto è dato di cogliere, si possono distinguere movimenti di matrice cristiana, altri derivanti da religioni orientali, altri attingenti a tradizioni esoteriche. Preoccupano per le dottrine e pratiche di vita che si allontanano sovente dai contenuti della fede cristiana. Rimane quindi necessario promuovere a favore dei cristiani, esposti al rischio della fede, l'impegno per una evangelizzazione e una catechesi integrali e sistematiche che devono essere accompagnate da una testimonianza che le traduca nella vita. Si tratta infatti di superare la grave insidia dell'ignoranza e del pregiudizio, aiutare i fedeli ad incontrare correttamente la Scrittura, suscitando tra loro esperienze vive di preghiera, difendendoli dai seminatori di errori, educandoli alla responsabilità della fede ricevuta, venendo incontro con la carica dell'amore evangelico a pericolose situazioni di solitudine, povertà, sofferenza. Per l'anelito religioso che tali movimenti possono esprimere, meritano di essere considerati un areopago da evangelizzare, in cui i problemi più sentiti possono trovare risposta.

& DCG 201

 

Narratio historia salutis (inizio)

La Chiesa, nel trasmettere il messaggio cristiano a partire dalla viva coscienza che ha di esso, fa costante memoria degli avvenimenti salvifici del passato, narrandoli. Nella catechesi patristica, la narrazione (narratio) delle meraviglie operate da Dio e l'attesa (expectatio) del ritorno di Cristo accompagnavano sempre l'esposizione dei misteri della fede. Il carattere storico del messaggio cristiano obbliga la catechesi a curare questi aspetti:

B Presentare la storia della salvezza per mezzo di una catechesi biblica che faccia conoscere le *opere e le parole+ con le quali Dio si è rivelato all' umanità: le grandi tappe dell'Antico Testamento, con le quali preparò il cammino del Vangelo.

 B Nello spiegare il Simbolo della fede e il contenuto della morale cristiana attraverso una catechesi dottrinale, il messaggio evangelico deve illuminare l'* oggi + della storia della salvezza.

B Situare i sacramenti dentro la storia della salvezza per mezzo di una catechesi mistagogica, la quale rilegge e rivive tutti questi grandi eventi della storia della salvezza nell'Aoggi@ della liturgia+

B Le * opere e parole + della Rivelazione rimandano al mistero contenuto in esse. La catechesi aiuterà a fare il passaggio dal segno al mistero.

& DCG 107-108       & CCC 280, 430, 668, 1080, 1103

 

Nuova evangelizzazione (inizio)

In molti paesi di tradizione cristiana e a volte anche nelle Chiese più giovani, esiste una situazione intermedia, dove gruppi interi di battezzati hanno perduto il senso vivo della fede, o  addirittura, non si riconoscono più come membri della Chiesa, conducendo un vita lontana da Cristo e dal suo Vangelo. Questa situazione richiede una nuova evangelizzazione. La sua peculiarità consiste nel fatto che l'azione missionaria si rivolge a battezzati di ogni età, che vivono in un contesto religioso di riferimenti cristiani, percepiti solo esteriormente. In questa situazione, il primo annuncio e una catechesi di base costituiscono l'opzione prioritaria.

& DCG 58-59

 

Nuova evangelizzazione e attività catechistica (inizio)

Definendo la catechesi come momento del processo totale dell'evangelizzazione, si pone necessariamente il problema del coordinamento dell'attività catechistica con l'azione missionaria che la precede e con l'azione pastorale che la prosegue. Vi sono, infatti, elementi che preparano la catechesi o ne derivano. In questo senso, il legame tra l'annuncio missionario, che procura di suscitare la fede, e la catechesi di iniziazione, che cerca di porre le fondamenta, è decisivo nell'evangelizzazione. In certo modo questa connessione risulta più evidente nella situazione della missione ad gentes. Gli adulti convertiti dal primo annuncio entrano nel catecumenato, dove sono catechizzati.

Nella situazione che richiede una nuova evangelizzazione, il coordinamento diventa più complesso, posto che, a volte, si pretende impartire una catechesi ordinaria a giovani e adulti che necessitano, prima, di un tempo di annuncio e di risveglio della loro adesione a Cristo. Problemi simili si presentano in relazione alla catechesi dei bambini e alla formazione dei loro genitori. Altre volte si offrono forme di catechesi permanente ad adulti che necessitano piuttosto di una vera catechesi di iniziazione.

La situazione attuale dell'evangelizzazione postula che le due azioni, l'annuncio missionario e la catechesi di iniziazione vengano concepite in forma coordinata e offerte, nella Chiesa particolare, mediante un progetto evangelizzatore missionario e catecumenale unitario. La catechesi, oggi, deve essere vista, anzitutto, come la conseguenza di un annuncio missionario efficace. L'indicazione del decreto Ad Gentes C che colloca il Catecumenato nel contesto dell'azione missionaria della Chiesa C è un criterio di riferimento molto valido per la catechesi.

& DCG 276-277

 

 

Omelia (inizio)

Alla mensa della parola di Dio, l'omelia occupa un posto privilegiato, giacché riprende l'itinerario di fede, proposto dalla catechesi, e lo porta al suo naturale compimento; parimenti, essa spinge i discepoli del Signore a riprendere ogni giorno il loro itinerario spirituale nella verità, nell'adorazione e nel rendimento di grazie.

& DCG 70     & CCC 132, 1154, 1346

 

Orazione (inizio)

La comunione con Gesù Cristo conduce i discepoli ad assumere l'atteggiamento orante e contemplativo che ebbe il Maestro. Imparare a pregare con Gesù è pregare con i medesimi sentimenti con i quali Egli si rivolgeva al Padre: l'adorazione, la lode, il ringraziamento, la confidenza filiale, la supplica, l'ammirazione per la sua gloria. Questi sentimenti si riflettono nel Padre Nostro, la preghiera che Gesù insegnò ai discepoli e che è modello di ogni preghiera cristiana. La consegna del Padre Nostro, sintesi di tutto il Vangelo, è, pertanto, vera espressione della realizzazione di questo compito.

& DCG 85     & CCC 2559, 2738-2744

 

 

Organizzazione della catechesi (inizio)

L'organizzazione e la coordinazione della catechesi non è fatto meramente strategico, ordinato a una più incisiva efficacia dell'azione evangelizzatrice, ma possiede una dimensione teologica di fondo. L'azione evangelizzatrice dev'essere ben organizzata e coordinata perché essa mira all'unità della fede, la quale sostiene tutte le azioni della Chiesa.

& DCG 272

 

 

 

Paolo VI (inizio)

E' doveroso ricordare, in modo speciale, il ministero di Paolo VI, il Pontefice che guidò la Chiesa durante il primo periodo del dopo Concilio. A suo riguardo, Giovanni Paolo II disse: *Con i suoi gesti, la sua predicazione, la sua autorevole interpretazione del Concilio Vaticano II C da lui considerato come il grande catechismo dei tempi moderni C con l'intera sua vita, il mio venerato predecessore Paolo VI ha servito la catechesi della Chiesa in modo particolarmente esemplare+.

& DCG 3

 

Parrocchia e catechesi (inizio)

La parrocchia è, senza dubbio, il luogo più significativo, in cui si forma e si manifesta la comunità cristiana. Essa è chiamata a essere una casa di famiglia, fraterna e accogliente, dove i cristiani diventano consapevoli di essere popolo di Dio. Nella parrocchia, infatti, si fondano insieme tutte le differenze umane che vi si trovano e si innestano nell'universalità della Chiesa. Essa è, d'altra parte, l'ambito ordinario dove si nasce e si cresce nella fede. Costituisce, perciò, uno spazio comunitario molto adeguato affinché il ministero della Parola realizzato in essa sia C contemporaneamente C insegnamento, educazione ed esperienza vitale. La parrocchia sta subendo, oggi, in molti Paesi, profonde trasformazioni. I cambiamenti sociali hanno forti ripercussioni su di essa. Nelle grandi città,  è stata come scossa dal fenomeno dell'urbanizzazione. Nonostante ciò, la parrocchia resta un punto capitale di riferimento per il popolo cristiano, e anche per i non praticanti. Essa, tuttavia, deve continuare a restare l'animatrice della catechesi e il suo luogo privilegiato, pur riconoscendo che, in certe occasioni, non può essere il centro di gravitazione di tutta la funzione ecclesiale di catechizzare e che ha la necessità di integrarsi con altre istituzioni.

& DCG 257 - 258     & CCC 2179, 2226

 

Pastorale e catechesi (inizio)

La Pastorale nella Chiesa particolare deve stabilire il necessario coordinamento tra i differenti luoghi in cui si svolge l'educazione alla fede. E' sommamente importante che tutti questi mezzi catechistici  convergano veramente verso la stessa confessione di fede, verso una stessa appartenenza alla Chiesa, verso impegni nella società che siano vissuti nello stesso spirito evangelico.

& DCG 278   & CCC 857

 

Pedagogia della catechesi (inizio)

La catechesi, in quanto comunicazione della divina rivelazione, si ispira radicalmente alla pedagogia di Dio come si dispiega in Cristo e nella Chiesa, ne accoglie i tratti costitutivi e sotto la guida dello Spirito Santo, ne cura una sintesi sapiente, favorendo, così, una vera esperienza di fede, un incontro filiale con Dio. La catechesi, che è dunque pedagogia in atto della fede, nel realizzare i suoi compiti non può lasciarsi ispirare da considerazioni ideologiche o da interessi puramente umani, non confonde l'agire salvifico di Dio, che è pura grazia, con l'agire pedagogico dell'uomo, ma nemmeno li contrappone e separa. Gesù Cristo è la vivente, perfetta relazione di Dio con l'uomo  e  dell'uomo  con  Dio.  Da  Lui  la  pedagogia  della fede riceve una legge che è fondamentale per tutta la vita della chiesa, e dunque della catechesi: quella della fedeltà a Dio e della fedeltà all'uomo, in uno stesso atteggiamento di amore.

& DCG cfr. 143

 

Pedagogia di Dio (inizio)

La salvezza della persona, che è il fine della rivelazione, si manifesta come frutto anche di una originale ed efficace *pedagogia di Dio+ lungo la storia. In analogia alle usanze umane e secondo le categorie culturali del tempo, Dio nella Scrittura viene visto come un padre misericordioso, un maestro, un saggio che assume la persona C individuo e comunità C nella condizione in cui si trova, la libera dai legami del male, la attrae a sé con vincoli di amore, la fa crescere progressivamente e pazientemente verso la maturità di figlio libero, fedele e ubbidiente alla sua parola. A questo scopo, come educatore geniale e lungimirante, Dio trasforma le vicende della vita del suo popolo in lezioni di saggezza adattandosi alle diverse età e situazioni di vita. A esso consegna parole di istruzione e catechesi che vanno trasmesse di generazione in generazione, ammonisce con il ricordo del premio e del castigo, rende formative le stesse prove e sofferenze. Veramente far incontrare una persona con Dio, che è compito del catechista, significa mettere al centro e fare propria la relazione che Dio ha con la persona e lasciarsi guidare da Lui.

& DCG 139   & CCC 53, 708, 1950, 1964

 

Pedagogia di Cristo (inizio)

Venuta la pienezza dei tempi, Dio mandò all'umanità suo Figlio, Gesù Cristo. Egli ha portato nel mondo il dono supremo della salvezza, realizzando la sua missione di redentore entro un processo che continuava la * pedagogia di Dio + con la perfezione e l'efficacia insite nella novità della sua persona. Dalle sue parole, segni, opere, lungo tutta la breve ma intensa vita i discepoli hanno fatto l'esperienza diretta dei tratti fondamentali della * pedagogia di Gesù +, indicandoli poi nei Vangeli: l'accoglienza dell'altro, in particolare il povero, il piccolo, il peccatore, come persona amata e cercata da Dio; l'annuncio schietto del Regno di Dio come bella notizia della verità e della consolazione del Padre; uno stile di amore delicato e forte che libera dal male e promuove la vita; l'invito pressante a una condotta sostenuta dalla fede in Dio, dalla speranza nel regno e dalla carità verso il prossimo; l'impiego di tutte le risorse della comunicazione interpersonale, come la parola, il silenzio, la metafora, l'immagine, l'esempio, tanti segni diversi, come era proprio dei profeti biblici. Invitando i discepoli a seguirlo totalmente e senza rimpianti,16 Cristo consegna loro la sua pedagogia della fede come condivisione piena della sua causa e del suo destino.

& DCG 140   & CCC 108, 561

 

 

 

Pedagogia della Chiesa (inizio)

Fin dagli inizi la Chiesa, che è in Cristo come un sacramento, ha vissuto la sua missione come proseguimento visibile e attuale della pedagogia del Padre e del Figlio. Essa, essendo nostra Madre, è anche l'educatrice della nostra fede. Sono queste le ragioni profonde, per cui la comunità cristiana è in se stessa catechesi vivente. Per ciò che è, annuncia celebra, opera e rimane sempre il luogo vitale, indispensabile e primario della catechesi. La Chiesa ha prodotto lungo i secoli un incomparabile tesoro di pedagogia della fede: anzitutto la testimonianza di catechisti/e santi/e. Una varietà di vie e forme originali di comunicazione religiosa come il catecumenato, i catechismi, gli itinerari di vita cristiana; un prezioso patrimonio di insegnamenti catechistici, di cultura della fede, di istituzioni e di servizi della catechesi. Tutti questi aspetti fanno la storia della catechesi ed entrano di diritto nella memoria della comunità e nella prassi del catechista.

& DCG 141   & CCC 85-87, 2030-2046

 

 

Pedagogia originale della fede (inizio)

La catechesi, che è pedagogia in atto della fede, nel realizzare i suoi compiti non può lasciarsi ispirare da considerazioni ideologiche o da interessi puramente umani, non confonde l'agire salvifico di Dio, che è pura grazia, con l'agire pedagogico dell'uomo, ma nemmeno li contrappone e separa. E il dialogo che Dio va facendo amorevolmente con ogni persona che diventa sua ispirazione e norma; di esso la catechesi diventa eco  instancabile, ricercando continuamente il dialogo con le persone, secondo le grandi indicazioni offerte dal Magistero della Chiesa.

Obiettivi precisi che ispirano le sue scelte metodologiche sono:

B muovere una progressiva e coerente sintesi tra l'adesione piena dell'uomo a Dio (fides qua) e i contenuti del messaggio cristiano (fides quae);

B sviluppare tutte le dimensioni della fede, per cui questa si traduce in fede conosciuta, celebrata, vissuta, pregata;

B spingere la persona ad abbandonarsi tutta intera, liberamente a Dio: intelligenza, volontà, cuore, memoria;

B aiutare la persona a discernere la vocazione, cui il Signore la chiama.

La catechesi svolge così un'opera insieme di iniziazione, di educazione e di insegnamento.

& DCG 144

 

Pre-adolescenza e catechesi (inizio)

L'esperienza suggerisce quanto sia utile per la catechesi distinguere nell'età giovanile preadolescenza, adolescenza e giovinezza, avvalendosi opportunamente dei risultati della ricerca scientifica e delle condizioni di vita nei diversi paesi.

Nelle regioni di cosiddetto sviluppo avanzato, è particolarmente sentita la questione della pre-adolescenza: non si tiene conto abbastanza delle difficoltà, dei bisogni e delle risorse umane e spirituali dei preadolescenti, tanto da poter parlare nei loro confronti di età negata.

Tantissime volte in questo tempo il ragazzo/a, ricevendo il sacramento della Confermazione, conclude il processo di iniziazione sacramentale, ma al contempo si allontana quasi del tutto dalla pratica della fede. Occorre tenerne seriamente conto, sviluppando una cura pastorale specifica, avvalendosi delle risorse formative date dallo stesso cammino di iniziazione.

& DCG 181   & CCC 5, 24

 

Pre-catecumenato (inizio)

Il pre-catecumenato è caratterizzato dal fatto che in esso ha luogo la prima evangelizzazione in ordine alla conversione e si esplicita il kerigma del primo annuncio.

& DCG 88;    & CCC 168, 256, 1253

 

Presbiteri e catechesi (inizio)

La funzione propria del presbitero nel compito catechistico scaturisce dal sacramento dell'Ordine che ha ricevuto. Per il sacramento dell'Ordine, i presbiteri, in virtù dell'unzione dello Spirito Santo, si configurano a Cristo sacerdote, come ministri del Capo, per costruire ed edificare tutto il suo Corpo che è la Chiesa, come cooperatori dell'ordine episcopale. Per questa ontologica configurazione con Cristo, il ministero dei presbiteri è un servizio che plasma la comunità, che coordina e dà forza agli altri servizi e carismi. In relazione alla catechesi, il sacramento dell'Ordine costituisce i presbiteri come educatori nella fede. Si adoperano, quindi, perché i fedeli della comunità si formino adeguatamente e raggiungano la maturità cristiana. Consapevoli, d'altra parte, che il loro sacerdozio ministeriale è al servizio del sacerdozio comune dei fedeli, i presbiteri stimolano la vocazione e il lavoro dei catechisti, aiutandoli a realizzare una funzione che sgorga dal battesimo e si esercita in virtù di una missione che la Chiesa affida loro. I presbiteri realizzano, così, la raccomandazione del Concilio Vaticano II, quando chiede a essi che  riconoscano e promuovano la dignità dei laici e il ruolo specifico che loro spetta nella missione della Chiesa.

& DCG 224

 

Presbiteri: compiti nella catechesi (inizio)

Compiti propri del presbitero nella catechesi e, in particolare, del parroco sono:

B suscitare nella comunità cristiana il senso della comune responsabilità verso la catechesi, come compito che tutti coinvolge;

B curare l'impostazione di fondo della catechesi e la sua adeguata programmazione;

B suscitare e discernere vocazioni per il servizio catechistico e, come catechista dei catechisti, badare alla loro formazione;

B integrare l'azione catechistica nel progetto evangelizzatore della comunità e curare in particolare il legame fra catechesi, sacramenti e liturgia.

B assicurare il legame della catechesi della sua comunità con i piani pastorali diocesani.

L'esperienza attesta che la qualità della catechesi di una comunità dipende, in grandissima parte, della presenza e dall'azione del sacerdote.

& DCG 225

Primo annuncio (inizio)

Frequentemente, le persone che accedono alla catechesi necessitano, di fatto, di una vera conversione. Perciò, la Chiesa desidera che, ordinariamente, una prima tappa del processo catechistico sia dedicata ad assicurare la conversione. Nella missio ad gentes, questo compito si realizza nel pre-catecumenato. Nella situazione richiesta dalla nuova evangelizzazione esso si realizza per mezzo della catechesi kerigmatica, che taluni chiamano precatechesi, perché, ispirata al precatecumenato, è una proposta della Buona Novella in ordine ad una opzione salda di fede.

& cfr. DCG 61-62     & CCC 6, 1427, 1989

 

Processo della evangelizzazione (inizio)

La Chiesa, pur contenendo in sé permanentemente la pienezza dei mezzi della salvezza, opera in modo graduale. Il decreto conciliare Ad Gentes ha ben chiarito la dinamica del processo evangelizzatore: testimonianza cristiana, dialogo e presenza della carità (11-12), annuncio del Vangelo e chiamata alla conversione (13), catecumenato e iniziazione cristiana (14), formazione della comunità cristiana per mezzo dei sacramenti e dei ministeri (15-18). Questo è il dinamismo della impiantazione ed edificazione della Chiesa.

& cfr DCG 47-49      & CCC 850-851

 

Professione di fede (inizio)

La catechesi è quella forma particolare del ministero della Parola che fa maturare la conversione iniziale, fino a farne una viva, esplicita e operativa confessione di fede. La catechesi ha la sua origine nella confessione di fede e porta alla confessione di fede.

La professione di fede, interna al Battesimo, è eminentemente trinitaria. La catechesi di iniziazione prepara C prima o dopo la ricezione del Battesimo C a questo decisivo impegno. La catechesi permanente aiuterà a maturare questa professione di fede continuamente, a proclamarla nell'Eucaristia e a rinnovare gli impegni che implica. E' importante che la catechesi sappia unire bene la confessione di fede cristologica, * Gesù è il Signore +, con la confessione trinitaria, * Credo nel Padre, nel Figlio e nello Spirito Santo +, poiché non sono che due modalità di esprimere la medesima fede cristiana.

La confessione di fede è completa solo se in riferimento alla Chiesa. Ogni battezzato proclama singolarmente il Credo, poiché nessuna azione è più personale di questa. Ma lo recita nella Chiesa e attraverso di essa, poiché lo fa come suo membro. Il *credo+ e il *crediamo+ si implicano mutuamente.

& DCG 82-83           & CCC 14, 1229, 2145, 2471-2472

 

Progetto diocesano di catechesi (inizio)

Il Progetto diocesano di catechesi è l'offerta catechistica globale di una Chiesa particolare, che integra, in modo articolato, coerente e coordinato, i diversi processi catechistici proposti dalla diocesi ai destinatari delle differenti età della vita.

In questo senso, ogni Chiesa particolare, in ordine anzitutto all'iniziazione cristiana, deve offrire, almeno, un duplice servizio:

a) Un processo di iniziazione cristiana, unitario e coerente, per bambini, adolescenti e giovani, in intima connessione con i sacramenti dell'iniziazione già ricevuti o da ricevere e correlato con la pastorale dell'educazione.

b) Un processo di catechesi per adulti, offerto ai cristiani che hanno bisogno di dare fondamento alla loro fede, realizzando o completando l'iniziazione cristiana inaugurata o da inaugurare con il Battesimo.

In non poche nazioni, si presenta oggi la necessità di un processo di catechesi per anziani, offerto a quei cristiani che, giunti a una terza e definitiva fase della vita umana, desiderano, forse per la prima volta, porre solide fondamenta alla loro fede.

Questi diversi processi di catechesi, ciascuno con possibili varianti socio-culturali, non devono essere organizzati separatamente come se fossero compartimenti-stagno, senza comunicazione tra loro. E' necessario che l'offerta catechistica della Chiesa particolare sia ben coordinata. Tra queste diverse forme di catechesi bisogna favorire la loro perfetta complementarità.

Il fatto di offrire diversi processi di catechesi in un unico progetto diocesano di catechesi, non vuol dire che lo stesso destinatario debba percorrerli uno dopo l'altro. Se un giovane giunge alla soglia dell'età adulta con una fede ben fondata, non ha bisogno di una catechesi di ispirazione catecumenale per adulti, ma di altri alimenti più solidi, che lo aiutino nella sua permanente maturazione della fede. Nella stessa situazione si trovano coloro che arrivano alla terza età con una fede ben radicata. Insieme con quest'offerta, assolutamente imprescindibile, di processi di iniziazione, la Chiesa particolare, deve offrire anche differenziati processi di catechesi permanente per cristiani adulti.

& DCG 274-275

 

Progettualità catechistica e analisi della situazione (inizio)

La Chiesa particolare, nell'organizzare l'attività catechistica, deve avere come punto di partenza l'analisi della situazione. L'oggetto di questa indagine è complesso. Esso abbraccia l'esame dell'azione pastorale e la diagnosi della situazione religiosa e delle condizioni socio-culturali ed economiche in quanto processi collettivi che possono avere profonde ripercussioni sulla diffusione del Vangelo. Più concretamente:

B Occorre avere una chiara consapevolezza, nell'*esame dell'azione pastorale+, dello stato della catechesi: come è collocata, di fatto, nel processo evangelizzatore; l'equilibrio e l'articolazione tra i distinti settori catechistici (bambini, adolescenti, giovani, adulti,...); il coordinamento della catechesi con l'educazione cristiana nella famiglia, con l'educazione scolastica, con l'insegnamento scolastico della Religione, e con le altre forme di educazione alla fede; la sua qualità interna; i contenuti che s'impartono e la metodologia che si utilizza; le caratteristiche dei catechisti e la loro formazione.

B L'*analisi della situazione religiosa+ indaga, soprattutto, tre livelli strettamente connessi tra loro: il senso del sacro, il senso religioso, le situazioni di fede. E in connessione con questi livelli, la situazione morale che si vive, con i valori che emergono e le ombre o controvalori più diffusi.

B * L'analisi socio-culturale + è altrettanto necessaria. Bisogna preparare i catecumeni e i catechizzandi a una presenza cristiana nella società.

L'analisi della situazione, a tutti questi livelli, deve anche convincere quanti operano nel ministero della Parola che le situazioni umane sono ambivalenti per quanto riguarda l'azione pastorale. Bisogna quindi che gli operai del Vangelo imparino a scoprire le possibilità che si aprono alla loro azione in una situazione sempre nuova e diversa.

Quest'analisi della situazione è un primo strumento di lavoro, di carattere informativo, che il servizio catechistico offre a pastori e catechisti.

& DCG 279

 

Programma di azione e orientamenti catechistici (inizio)

E' prassi collaudata che ogni fattività abbia necessità di una analisi e di un progetto. Infatti, dopo aver preso attenta visione della situazione, occorre procedere alla formulazione di un programma di azione. Esso determina gli obiettivi, i mezzi della pastorale catechistica e le norme che la regolano, con profonda aderenza alle necessità locali e, insieme, in piena armonia con le finalità e le norme della Chiesa universale.

Il programma o piano di azione deve essere operativo, giacché si propone di orientare l'azione catechistica diocesana o inter-diocesana. Per la sua stessa natura viene solitamente concepito per un determinato periodo di tempo, alla fine del quale si rinnova con nuovi accenti, nuovi obiettivi e nuovi mezzi. L'esperienza indica che il programma di azione è di grande utilità per la catechesi, poiché nel definire alcuni obiettivi comuni, spinge a unificare gli sforzi e a lavorare in una prospettiva d'insieme. Perciò, la sua prima condizione deve essere il realismo, unito a semplicità, concisione e chiarezza.

Insieme con il programma di azione C centrato soprattutto nelle opzioni operative C diversi Episcopati elaborano, a livello nazionale, strumenti di carattere più riflessivo e orientativo che forniscono i criteri per una idonea e adeguata catechesi. Sono chiamati in vari modi: Direttorio catechistico, Orientamenti catechistici, Documento di base, Testo di riferimento, ecc. Destinati prevalentemente ai responsabili e ai catechisti, chiariscono il concetto di catechesi: la sua natura, finalità, compiti, contenuti, destinatari, metodo. Queste linee direttive o orientamenti catechistici sono abitualmente un elemento di grande ispirazione per la catechesi delle Chiese locali e la loro elaborazione è raccomandata e conveniente, poiché, fra l'altro, costituiscono un importante punto di riferimento per la formazione dei catechisti.

& DCG 281-282

 

Relativismo etico (inizio)

La situazione morale odierna procede di pari passo con quella religiosa. In effetti, si percepisce un oscuramento della verità ontologica della persona umana. E questo accade come se il rifiuto di Dio volesse significare la rottura interiore delle aspirazioni dell'essere umano. Si assiste, così, in molte parti, ad un relativismo etico che toglie alla convivenza civile qualsiasi punto di riferimento morale sicuro.

& DCG 23

 

Religioni e catechesi (inizio)

I cristiani oggi vivono per lo più in un contesto multireligioso e non pochi in condizione di minoranza. In tale situazione, particolarmente in relazione all'Islam la catechesi riveste un'importanza rilevante ed è chiamata ad assumere una responsabilità delicata, che sfocia in più compiti. Anzitutto essa approfondisce e rafforza la identità dei credenti C specie dove sono minoranza C mediante un adattamento o inculturazione conveniente, in un necessario confronto tra il Vangelo di Gesù Cristo e il messaggio delle altre religioni. Per tale processo sono indispensabili comunità cristiane solide e fervorose, e catechisti indigeni ben preparati. In secondo luogo, la catechesi aiuta a rendersi consapevoli della presenza di altre religioni. Necessariamente abilita i fedeli a discernere in esse gli elementi contrastanti l'annuncio cristiano, ma li educa anche a cogliere i semi evangelici (semina Verbi) che vi si trovano e possono costituire un'autentica preparazione evangelica.

In terzo luogo, la catechesi promuove in tutti i credenti un vivo senso missionario. Esso si manifesta con una testimonianza limpida della fede, con un atteggiamento di rispetto e di comprensione reciproca, con il dialogo e collaborazione in difesa dei diritti della persona e a favore dei poveri e, dove possibile, con l'annuncio esplicito del Vangelo.

& DCG 200   & CCC 2566

 

Religiosi e catechesi (inizio)

La Chiesa convoca, in modo particolare, le persone di vita consacrata all'attività catechistica e auspica che le comunità religiose consacrino il massimo delle loro capacità e delle loro possibilità all'opera specifica della catechesi. Il contributo peculiare alla catechesi dei religiosi, delle religiose e dei membri delle Società di Vita apostolica deriva dalla loro condizione specifica. La professione dei consigli evangelici, che caratterizza la vita religiosa, costituisce un dono per tutta la comunità cristiana. Nell'azione catechistica diocesana, il loro originale e peculiare apporto non potrà mai essere surrogato né dai sacerdoti né dai laici. Questo contributo originale nasce dalla testimonianza pubblica della loro consacrazione, che li costituisce segno vivente della realtà del Regno.

Molte famiglie religiose, maschili e femminili, sono sorte per l'educazione cristiana dei fanciulli e dei giovani, soprattutto dei più abbandonati. Quello stesso carisma dei fondatori fa sì che molti religiosi e religiose collaborino oggi nella catechesi diocesana degli adulti. Nel corso della storia sempre si sono trovati molto impegnati nell'attività catechistica della Chiesa.

& DCG 228-229       & CCC 931-933

 

Religiosità popolare e catechesi (inizio)

Nelle comunità cristiane esistono, come dimensione vitale della realtà cattolica, espressioni particolari di ricerca di Dio e di vita religiosa, cariche di fervore e di purezza d'intenzioni talora commoventi, che ben si può chiamare, pietà popolare. E' una realtà ricca e insieme vulnerata, dove la fede, che vi sta alla base, ha bisogno di purificazione e di rafforzamento.

Si richiede, dunque, una catechesi che di tale risorsa religiosa sia capace di cogliere le sue dimensioni interiori e i suoi valori innegabili, aiutandola a superare i rischi del fanatismo, della superstizione, del sincretismo e della ignoranza religiosa. Ben orientata, questa religiosità popolare può essere sempre più, per le nostre masse popolari, un vero incontro con Dio in Gesù Cristo.

& DGC 195   & CCC1674-1675

 

Religiosità popolare, la Beata Vergine Maria e catechesi (inizio)

Anche la venerazione dei fedeli verso la Madre di Dio ha assunto forme molteplici, secondo le circostanze di luogo e di tempo, la diversa sensibilità dei popoli e la loro differente tradizione culturale. Le forme in cui tale pietà mariana si è espressa, soggette all'usura del tempo, appaiono bisognose di una rinnovata catechesi che permetta di sostituire in esse gli elementi caduchi, di dare valore a quelli perenni e di incorporare i dati dottrinali acquisiti dalla riflessione teologica e proposti dal magistero ecclesiastico.

Una tale catechesi è sommamente necessaria. E anche conveniente che essa esprima chiaramente la nota trinitaria, cristologica ed ecclesiale, intrinseca alla mariologia. Inoltre, nel rivedere o creare esercizi di pietà mariana, sono da tener presenti gli orientamenti biblico-liturgico-ecumenico-antropologico.

& DGC 196   & CCC 487, 971, 2675-2679

 

Rinnovamento della vita interna della comunità ecclesiale (inizio)

Anche la vita stessa della comunità ecclesiale, la sua intima qualità ha subito un deciso rinnovamento

Una prima considerazione è scoprire come nella Chiesa sia stato accolto e abbia portato frutti il Concilio Vaticano II. I grandi documenti conciliari non sono rimasti lettera morta: si costatano i loro effetti. Le quattro costituzioni C Sacrosanctum Concilium, Lumen Gentium, Dei Verbum e Gaudium et Spes C hanno fecondato la Chiesa. Infatti:

B la vita liturgica è compresa più profondamente come fonte e vertice della vita ecclesiale;

B il popolo di Dio ha acquisito una coscienza più viva del sacerdozio comune, radicato nel Battesimo. Nello stesso tempo, riscopre sempre più la vocazione universale alla santità e un senso più vivo del servizio alla carità;

B la comunità ecclesiale ha acquisito un senso più vivo della Parola di Dio. La Sacra Scrittura, per esempio, è letta, gustata e meditata in modo più intenso;

B la missione della Chiesa nel mondo si percepisce in modo nuovo. Sulla base di un rinnovamento interiore, il Concilio ha aperto i cattolici alla esigenza di una evangelizzazione in legame necessario con la promozione umana, alla necessità del dialogo con il mondo, con le diverse culture e religioni e all'urgente ricerca dell'unità tra i cristiani.

& DGC 27     & CCC 900, 910

 

Rinnovamento catechistico (inizio)

Il rinnovamento catechistico, sviluppatosi nella Chiesa durante gli ultimi decenni, sta dando frutti molto positivi. La catechesi dei bambini, dei giovani e degli adulti ha dato origine, in questi anni, a una tipologia di cristiano veramente cosciente della sua fede e coerente con essa nella sua vita. Ha favorito in essi, infatti:

B una nuova esperienza vitale di Dio, come Padre misericordioso;

B una riscoperta più profonda di Gesù Cristo, non solo nella sua divinità, ma anche nella sua vera umanità;

B il sentirsi, tutti, corresponsabili della missione della Chiesa nel mondo;

B la presa di coscienza delle esigenze sociali della fede.

& DGC 24

 

Rivelazione: fatti parole (inizio)

Dio, nella sua immensità, per rivelarsi alla persona umana, utilizza una pedagogia: si serve di avvenimenti e di parole umane per comunicare il suo disegno; lo fa progressivamente e per tappe, per avvicinarsi meglio agli uomini. Dio, infatti, opera in maniera tale che gli uomini arrivino alla conoscenza del suo piano salvifico mediante gli avvenimenti della storia della salvezza e le parole divinamente ispirate che li  accompagnano e li spiegano.

Questa economia della Rivelazione avviene con eventi e parole intimamente connessi, in modo che:

B le opere compiute da Dio nella storia della salvezza manifestano e rafforzano la dottrina e le realtà significate dalle parole,

B mentre le parole proclamano le opere e chiariscono il mistero in esse contenuto.

Anche l'evangelizzazione, che trasmette al mondo la Rivelazione, si realizza con opere e parole. Essa è, a un tempo, testimonianza e annuncio, parola e sacramento, insegnamento e impegno.

La catechesi, per parte sua, trasmette i fatti e le parole della Rivelazione: deve proclamarli e narrarli e, nello stesso tempo, chiarire i profondi misteri che essi racchiudono. Inoltre, essendo la Rivelazione fonte di luce per la persona umana, la catechesi non solo ricorda le meraviglie di Dio operate nel passato, ma, alla luce della stessa Rivelazione, interpreta i segni dei tempi e la vita presente degli uomini e delle donne, giacché in essi si realizza il disegno di Dio per la salvezza del mondo.

&  DGC 38-39          & CCC 51-52, 54-64, 75-79, 101, 156-158

 

 

 

Sacerdoti e catechesi (inizio)

Compiti propri del presbitero nella catechesi e, in particolare, del parroco sono: - suscitare nella comunità cristiana il senso della comune responsabilità verso la catechesi, come compito che tutti coinvolge, così come la riconoscenza e l'apprezzamento verso i catechisti e la loro missione; curare l'impostazione di fondo della catechesi e la sua adeguata programmazione, facendo assegnamento sulla partecipazione attiva degli stessi catechisti, e badando che essa sia ben strutturata e ben orientata; suscitare e discernere vocazioni per il servizio catechistico e, come catechista dei catechisti, badare alla loro formazione, dedicando a questo compito la massima sollecitudine;  integrare l'azione catechistica nel progetto evangelizzatore della comunità e curare in particolare il legame fra catechesi, sacramenti e liturgia; assicurare il legame della catechesi della sua comunità con i piani pastorali diocesani, aiutando i catechisti a farsi cooperatori attivi di un progetto diocesano comune. L'esperienza attesta che la qualità della catechesi di una comunità dipende, in grandissima parte, della presenza e dall'azione del sacerdote.

& DCG 225

 

Santa Sede e catechesi (inizio)

Il comando di Cristo di predicare il Vangelo ad ogni creatura riguarda innanzitutto e immediatamente loro (i Vescovi), con Pietro e sotto Pietro. Il ministero del Successore di Pietro - in questo mandato collegiale di Gesù, in ordine all'annuncio e alla trasmissione del Vangelo - assume un compito fondamentale. Questo ministero, infatti, si deve considerare non solo come un servizio globale, che raggiunge ogni Chiesa dall'esterno, ma come già appartenente all'essenza di ogni Chiesa particolare dall'interno. Il ministero di Pietro nella catechesi viene esercitato in modo eminente attraverso i suoi insegnamenti. Il Papa, in ciò che concerne la catechesi, agisce in modo immediato e particolare per mezzo della Congregazione per il Clero, che coadiuva il Romano Pontefice nell'esercizio del suo supremo ufficio pastorale.

& DCG 270

 

Santa Sede e servizio alla catechesi (inizio)

In base al suo compito, la Santa Sede:

B cura la promozione della formazione religiosa dei fedeli di ogni età e condizione;

B emana le norme opportune perché l'insegnamento della catechesi sia impartito in modo conveniente;

B vigila perché la formazione catechetica sia condotta correttamente;

B concede la prescritta approvazione della Santa Sede per i Catechismi e gli altri scritti relativi all'istruzione catechetica, col consenso della Congregazione per la Dottrina della Fede;

B assiste gli uffici catechistici e segue le iniziative riguardanti la formazione religiosa ed aventi carattere internazionale, ne coordina l'attività ed offre loro aiuto, se occorra.

& DCG 271

 

 

 

Scienze umane e catechesi (inizio)

Il catechista acquista la conoscenza dell'uomo e della realtà in cui vive anche per mezzo delle scienze umane, che nel nostro tempo hanno raggiunto un grado straordinario di sviluppo. Nella cura pastorale si conoscano sufficientemente e si faccia buon uso non soltanto dei principi della teologia, ma anche delle scoperte delle scienze profane, in primo luogo della psicologia e della sociologia, cosicché anche i fedeli siano condotti a una più pura e più matura vita di fede. È necessario che il catechista entri in contatto almeno con alcuni elementi fondamentali di psicologia: i dinamismi psicologici che muovono l'uomo; la struttura della personalità; i bisogni e le aspirazioni più profonde del cuore umano; la psicologia evolutiva e le tappe del ciclo vitale umano la psicologia religiosa e le esperienze che aprono l'uomo al mistero del sacro. Le scienze sociali procurano la conoscenza del contesto socio-culturale in cui l'uomo vive e da cui è fortemente influenzato. Perciò è necessario che nella formazione del catechista si faccia una  diagnosi delle condizioni sociologiche, culturali ed economiche, in quanto processi collettivi che possono avere profonde ripercussioni sulla diffusione del Vangelo. Insieme con queste scienze esplicitamente raccomandate dal Concilio Vaticano II, altre devono essere presenti, in un modo o in un altro, nella formazione dei catechisti, particolarmente le scienze dell'educazione e della comunicazione.

& DCG 242

 

Scienze umane nella formazione dei catechisti (inizio)

Vi sono dei criteri da tener presenti che possono ispirare l'uso delle scienze umane nella formazione dei catechisti. Essi sono:

a) Il rispetto dell'autonomia delle scienze: la Chiesa afferma la legittima autonomia della cultura e specialmente delle scienze.

b) Il discernimento evangelico delle differenti tendenze o scuole psicologiche, sociologiche e pedagogiche: i loro valori e i loro limiti.

c) Lo studio delle scienze umane C nella formazione del catechista C non è un fine a se stesso. La presa di coscienza della situazione esistenziale, psicologica, culturale e sociale dell'uomo si fa guardando alla fede nella quale lo si deve educare.

d) La teologia e le scienze umane, nella formazione dei catechisti, devono fecondarsi reciprocamente. Di conseguenza, bisogna evitare che queste scienze si convertano nell'unica norma per la pedagogia della fede, prescindendo dai criteri teologici che derivano dalla stessa pedagogia divina. Sono discipline fondamentali e necessarie, ma pur sempre al servizio di una azione evangelizzatrice che non è soltanto umana.

& DCG 243

 

Scuola cattolica e catechesi (inizio)

La scuola cattolica è un luogo molto rilevante per la formazione umana e cristiana. La dichiarazione Gravissimum Educationis del Concilio Vaticano II segna un cambiamento decisivo nella storia della scuola cattolica: il passaggio dalla scuola-istituzione alla scuola-comunità. La scuola cattolica al pari delle altre scuole, persegue le finalità culturali e la formazione umana dei giovani.Quando gli alunni della Scuola cattolica appartengono in maggioranza a famiglie che si vincolano a questa Scuola in ragione del carattere cattolico della medesima, il ministero della Parola può ivi esercitarsi in molteplici forme: primo annuncio, insegnamento religioso scolastico, catechesi, omelia. Due di queste modalità hanno, tuttavia, nella Scuola cattolica un particolare rilievo: l'insegnamento religioso scolastico e la catechesi.

Quando gli alunni e le loro famiglie frequentano la Scuola cattolica a motivo della qualità educativa della medesima, o per altre eventuali circostanze, l'attività catechistica resta necessariamente limitata e l'insegnamento religioso proprio - quando è possibile - accentua il carattere culturale. Il contributo di questa Scuola sussiste sempre come un servizio di somma importanza per gli uomini, e come elemento interno all'evangelizzazione della Chiesa.

& DCG 259-260

 

Sfide per la catechesi (inizio)

Per poter esprimere la sua vitalità ed efficacia, la catechesi oggi dovrebbe assumere le seguenti sfide e orientamenti:

B proporsi come valido servizio all'evangelizzazione della Chiesa con un accentuato carattere missionario;

B indirizzarsi ad alcuni suoi destinatari privilegiati: i bambini, gli adolescenti, i giovani e gli adulti a partire, soprattutto, da questi;

B sull'esempio della catechesi patristica, deve plasmare la personalità credente e quindi essere una vera e propria scuola di pedagogia cristiana;

B annunciare i misteri essenziali del cristianesimo, promuovendo l'esperienza trinitaria della vita in Cristo come centro della vita di fede;

B considerare, quale compito prioritario, la preparazione e formazione di catechisti di fede profonda.

& DCG 33

 

Sinodo dei Vescovi (inizio)

Una decisiva pietra miliare per la catechesi è stata la riflessione avviata in occasione dell'Assemblea Generale del Sinodo dei Vescovi sulla evangelizzazione nel mondo contemporaneo, che si è celebrata nell'ottobre 1974. Le proposizioni di tale assise furono presentate al Papa Paolo VI, il quale promulgò l'Esortazione Apostolica Evangelii Nuntiandi dell'8 Dicembre 1975. Questo documento presenta C tra l'altro C un principio di particolare rilevanza: la catechesi come azione evangelizzatrice nell'ambito della grande missione della Chiesa. L'attività catechistica, d'ora in avanti, dovrà essere considerata come permanentemente partecipe delle urgenze e degli affanni propri del mandato missionario per il nostro tempo. Anche l'ultima Assemblea sinodale convocata da Paolo VI nell'ottobre 1977 scelse la catechesi come tema di analisi e di riflessione episcopale. Questo Sinodo vide nel rinnovamento catechistico un dono prezioso dello Spirito Santo alla Chiesa contemporanea.

Su un altro versante le Assemblee Generali, ordinarie e straordinarie, del Sinodo dei Vescovi hanno avuto una particolare incidenza nel campo della catechesi. Per la loro particolare importanza devono essere segnalate le Assemblee Sinodali del 1980 e del 1987, riguardanti la missione della famiglia e la vocazione dei laici battezzati. Ai lavori sinodali hanno fatto seguito le corrispondenti Esortazioni apostoliche di Giovanni Paolo II Familiaris Consortio (22 novembre 1981) e Christifideles Laici (30 dicembre 1988). Lo stesso Sinodo straordinario dei Vescovi del 1985 ha influito, altresì, in maniera decisiva sul presente e sul futuro della catechesi del nostro tempo. In quell'occasione è stato fatto un bilancio dei vent'anni di applicazione del Concilio Vaticano II e i Padri sinodali hanno proposto al Santo Padre l'elaborazione di un Catechismo universale per la Chiesa Cattolica. La proposta dell'Assemblea sinodale straordinaria del 1985 fu accolta favorevolmente e fatta propria da Giovanni Paolo II. Terminato il paziente e complesso processo della sua elaborazione, il Catechismo della Chiesa Cattolica è stato consegnato ai Vescovi e alle Chiese particolari mediante la Costituzione Apostolica Fidei Depositum l'11 ottobre 1992.

& DCG 4; 6

 

Situazione della catechesi: vitalità e problemi (inizio)

Molti sono gli aspetti positivi della catechesi in questi ultimi anni, che mostrano la sua vitalità. Tra gli altri vanno posti in rilievo:

B il grande numero di sacerdoti, religiosi e laici che si consacrano con entusiasmo e perseveranza alla catechesi.

B il carattere missionario dell'attuale catechesi e la sua propensione ad assicurare l'adesione alla fede dei catecumeni e dei catechizzandi, in un mondo dove il senso religioso si oscura.

B l'incremento che va acquisendo la catechesi degli adulti nel progetto di catechesi di moltissime Chiese particolari.

B il pensiero catechetico ha guadagnato, nel nostro tempo, in densità e profondità. In questo senso, molte Chiese particolari dispongono già di idonei e opportuni orientamenti pastorali.

Tuttavia è necessario esaminare con particolare attenzione alcuni problemi, cercando di individuarne una soluzione:

B la concezione della catechesi come scuola di fede, come apprendimento e tirocinio di tutta la vita cristiana;

B l'interrelazione tra Sacra Scrittura, Tradizione e Magistero, ciascuno secondo il proprio modo, non feconda ancora armoniosamente la trasmissione catechistica della fede.

B rispetto alla finalità della catechesi, che mira a promuovere la comunione con Gesù Cristo, è necessaria una presentazione più equilibrata di tutta la verità del mistero di Cristo;

B riguardo al contenuto della catechesi vi è la necessità di una più solida formazione morale; si riscontra una presentazione inadeguata della storia della Chiesa e una scarsa rilevanza della sua Dottrina Sociale;

B la catechesi è intrinsecamente collegata con tutta l'azione liturgica e sacramentale. Sovente, però, la prassi catechistica testimonia un legame debole e frammentario con la liturgia;

B non si presta ancora la dovuta attenzione alle esigenze e all'originalità della pedagogia propria della fede. Si cade facilmente nel dualismo contenuto-metodo, con riduzionismi in un senso o nell'altro.

B per quanto riguarda la differenza delle culture rispetto al servizio della fede, un problema è quello di saper trasmettere il Vangelo entro l'orizzonte culturale dei popoli ai quali si dirige;

B la formazione all'apostolato e alla missione è uno dei compiti fondamentali della catechesi. Tuttavia appare ancora debole e inadeguata l'educazione alla missionarietà ad gentes.

& DCG 29-30

 

Spirito Santo e catechesi (inizio)

La Chiesa, sacramento universale di salvezza, mossa dallo Spirito Santo, trasmette la Rivelazione mediante l'evangelizzazione e la catechesi. Annuncia la buona novella del disegno salvifico del Padre e, nei sacramenti, comunica i doni divini. A Dio che si rivela è dovuta l'obbedienza della fede, per cui l'uomo aderisce liberamente al Vangelo della grazia di Dio (At 20,24), con pieno assenso dell'intelletto e della volontà. Guidato dalla fede, dono dello Spirito, l'uomo giunge a contemplare e gustare il Dio dell'amore, che in Cristo ha rivelato le ricchezze della sua gloria.

& DCG 42-45

 

Storia della Salvezza e catechesi (inizio)

La confessione di fede dei discepoli di Gesù Cristo sorge da una Chiesa pellegrina, inviata in missione. Non è ancora la proclamazione gloriosa della fine del cammino ma quella che corrisponde al tempo della Chiesa. L'economia della salvezza ha, perciò, un carattere storico, poiché si realizza nel tempo: Iniziò nel passato, si sviluppò e raggiunse il suo culmine in Cristo, estende il suo potere nel presente e aspetta la sua consumazione nel futuro.

Per questo la Chiesa, nel trasmettere oggi il messaggio cristiano a partire dalla viva coscienza che ha di esso, fa costante memoria degli avvenimenti salvifici del passato, narrandoli. Interpreta alla loro luce gli avvenimenti attuali della storia umana, dove lo Spirito di Dio rinnova la faccia della terra, e permane in una credente attesa della venuta del Signore. Nella catechesi patristica, la narrazione (narratio) delle meraviglie operate da Dio e l'attesa (expectatio) del ritorno di Cristo accompagnavano sempre l'esposizione dei misteri della fede.

& cfr. DCG 107-108 & CCC 280, 430, 668, 1080, 1103

 

Strumenti e mezzi didattici per la catechesi (inizio)

Vi sono gli strumenti di lavoro di uso immediato che vengono utilizzati nello svolgimento dell'atto catechistico. Tra questi sono da annoverare: i testi didattici, le Guide per i catechisti e, nel caso della catechesi dei bambini, per i genitori, i mezzi audiovisivi che si utilizzano nella catechesi e nei confronti dei quali si deve esercitare l'opportuno discernimento. Il criterio ispiratore di questi strumenti di lavoro deve essere quello della duplice fedeltà a Dio e alla persona umana, che è una legge fondamentale per tutta la vita della Chiesa. Questi strumenti catechistici devono:

B essere realmente collegati alla vita concreta della generazione alla quale si rivolgono;

B sforzarsi di trovare il linguaggio comprensibile a questa generazione.

B mirare veramente a provocare in coloro che devono servirsene una maggiore conoscenza dei misteri di Cristo.

& DCG 283-284

 

Teologia e catechesi (inizio)

La funzione teologica in ordine alla catechesi cerca di sviluppare l'intelligenza della fede ponendosi nella dinamica della fides quaerens intellectum, cioè, della fede che cerca di capire. La teologia, per compiere questa funzione, ha bisogno di confrontarsi o di dialogare con le forme filosofiche del pensiero, con gli umanismi che connotano la cultura e con le scienze dell'uomo. Si articola in forme che promuovono la trattazione sistematica e l'investigazione scientifica delle verità della fede.

& DCG 51

 

Tradizione (inizio)

La rivelazione di Dio, culminata in Gesù Cristo, è destinata a tutta l'umanità: * Dio vuole che tutti gli uomini siano salvati e arrivino alla conoscenza della verità + (1 Tim 2,4). In virtù di questa volontà salvifica universale, Dio ha disposto che la Rivelazione si trasmettesse a tutti i popoli, a tutte le generazioni e rimanesse per sempre integra. Per adempiere questo disegno divino, Gesù Cristo istituì la Chiesa sul fondamento degli Apostoli e, inviando loro lo Spirito Santo da parte del Padre, li mandò a predicare il Vangelo in tutto il mondo. Gli Apostoli con parole, opere e scritti, eseguirono fedelmente tale mandato.

Questa Tradizione apostolica si perpetua nella Chiesa e per mezzo della Chiesa. Ed essa, tutt'intera, pastori e fedeli, vigila per la sua conservazione e trasmissione. Il Vangelo, infatti, si conserva integro e vivo nella Chiesa: i discepoli di Gesù Cristo lo contemplano e lo meditano incessantemente, lo vivono nell'esistenza quotidiana e lo annunciano nella missione. Lo Spirito Santo feconda costantemente la Chiesa mentre vive il Vangelo; la fa crescere continuamente nell'intelligenza dello stesso, e la spinge e la sostiene nel compito di annunciarlo in ogni angolo del mondo.

La conservazione integra della Rivelazione, parola di Dio contenuta nella Tradizione e nella Scrittura, così come la sua continua trasmissione, sono garantite nella loro autenticità. Il Magistero della Chiesa, sostenuto dallo Spirito Santo e dotato del * carisma della verità + esercita la funzione di * interpretare autenticamente la Parola di Dio.

& DCG 42-44 & CCC 80-84, 95-97, 126, 174

 

Trinità (inizio)

cfr. Cristocentrismo trinitario

& DCG 99-100 & CCC 72, 221, 238-242

 

 

 

Ufficio Catechistico Diocesano (inizio)

Il Segretariato diocesano di catechesi (Officium Catechisticum) è l'organo con cui il Vescovo, capo della Comunità e maestro della dottrina, dirige e presiede tutte le attività catechistiche della diocesi. I principali compiti del Segretariato diocesano di catechesi sono i seguenti:

- fare un'analisi della situazione diocesana circa l'educazione della fede.

- elaborare un programma di azione, che proponga orientamenti e azioni concrete.

- promuovere e formare i catechisti.

- elaborare o, almeno, segnalare alle parrocchie e ai catechisti gli strumenti necessari per il lavoro catechistico:

- incentivare e promuovere le istituzioni propriamente catechistiche della diocesi (catecumenato battesimale, catechesi parrocchiale, gruppo di responsabili di catechesi),

- curare soprattutto il miglioramento delle risorse personali e materiali sia a livello diocesano, che a livello parrocchiale, o di vicariati foranei.

- collaborare con l'Ufficio per la Liturgia, considerata l'essenziale rilevanza di questa per la catechesi, in particolare per quella iniziatico-catecumenale.

Per adempiere questi compiti il Segretariato della catechesi deve contare su un gruppo di persone veramente esperte in materia.

La catechesi è un'attività così fondamentale nella vita di una Chiesa particolare che nessuna diocesi può essere priva di un proprio Ufficio Catechistico.

& DCG 265-267

 

Vescovo e catechesi (inizio)

Il Concilio Vaticano II rileva l'importanza eminente che, nel ministero episcopale, hanno l'annunzio e la trasmissione del Vangelo: Tra i principali doveri dei Vescovi eccelle la predicazione del Vangelo. Nella realizzazione di questo compito i Vescovi sono, prima di tutto, araldi della fede, che cercano di guadagnare nuovi discepoli a Cristo e sono, allo stesso tempo,  dottori autentici, che trasmettono al popolo loro affidato la fede da professare e da vivere. Nel ministero profetico dei Vescovi, l'annunzio missionario e la catechesi costituiscono due aspetti, intimamente uniti. Per svolgere questa funzione, i Vescovi ricevono un carisma certo di verità. I Vescovi, sono i primissimi responsabili della catechesi, i catechisti per eccellenza. Nella storia della Chiesa è evidente il ruolo preponderante di grandi e santi Vescovi che, con le loro iniziative e i loro scritti, segnano il periodo più florido dell'istituzione catecumenale. Essi concepivano la catechesi come uno dei compiti fondamentali del loro ministero.

& DCG 222   & CCC 1120-1121

 

 

 

 

 

 

 

Vescovi: compiti nella Chiesa particolare per la catechesi (inizio)

Questa preoccupazione per l'attività catechistica porterà il Vescovo ad assumere *l'alta direzione della catechesi+ nella Chiesa particolare, la qual cosa implica, fra l'altro:

B Assicurare alla sua Chiesa la priorità effettiva di una catechesi attiva ed efficace, che metta in opera le persone, i mezzi e gli strumenti, come pure le risorse economiche necessarie.

B Esercitare la sollecitudine per la catechesi con un intervento diretto nella trasmissione del Vangelo ai fedeli, vigilando allo stesso tempo sulla autenticità della confessione della fede e sulla qualità dei testi e strumenti che debbano essere utilizzati.

B Suscitare e mantenere una vera autentica passione per la catechesi; una passione però che si incarni in un'organizzazione adeguata ed efficace, operando con la convinzione profonda dell'importanza che ha la catechesi per la vita cristiana di una Diocesi.

B Adoperarsi perché i catechisti siano convenientemente preparati al loro incarico; così che questi conoscano a fondo la dottrina della Chiesa e apprendano in teoria e in pratica le leggi della psicologia e le materie pedagogiche.

B Stabilire nella Diocesi un progetto globale di catechesi, articolato e coerente, il quale risponda alle vere necessità dei fedeli e sia convenientemente situato nei piani pastorali diocesani. Tale progetto può essere coordinato, nel suo svolgimento, con i piani della Conferenza episcopale.

& DCG 223

 

Vita cristiana e catechesi (inizio)

La catechesi rende il cristiano idoneo a vivere in comunità, a partecipare attivamente alla vita e alla missione della Chiesa, a essere fiero e felice di rendere testimonianza a Gesù Cristo nella ferialità dei luoghi dove egli viva la propria vita, a diffondere e difendere l'annuncio della Salvezza.

& DCG 86