LA CITTA’ DI DIO
Sant’Agostino
[Libri XVII-XVIII]
SOMMARIO
1. Periodo dei Profeti.
2. In qual tempo si è adempiuta la promessa di Dio sulla terra di Canaan che anche Israele secondo la razza ebbe in possesso?
3. Tripartito simbolismo dei Profeti perché ora si riferisce alla Gerusalemme terrena, ora alla celeste, ora a tutte e due.
4. Mutamento profeticamente allegorizzato del regno e del sacerdozio d'Israele. Eventi che Anna, madre di Samuele, rappresentando la Chiesa, ha previsto profeticamente.
5. Avvenimenti che un uomo di Dio ha rivelato con ispirazione profetica al sacerdote Eli prevedendo con simboli che il sacerdozio istituito secondo Aronne avrebbe avuto termine.
6. Il sacerdozio e il regno giudaico, sebbene si dica che sono stabiliti per sempre, non rimangono affinché si prendano in considerazione altri di cui si promette la perennità.
7. Con lo smembramento del regno d'Israele viene allegorizzata profeticamente la perpetua divisione dell'Israele dello spirito dall'Israele della razza.
8. Le promesse a Davide nel suo figlio non si hanno in Salomone ma con pieno significato nel Cristo.
9. La profezia sul Cristo nel Salmo ottantotto si rassomiglia ai fatti che nel libro dei Re sono preannunziati col profetismo di Natan?
10. Sono diversi gli eventi nel regno della Gerusalemme terrena da quelli promessi da Dio affinché si capisse che la verità della promessa riguardava un altro re e un altro regno.
11. Vera realtà del popolo di Dio che si ha mediante l'assunzione della carne nel Cristo perché egli soltanto ebbe il potere di sottrarre la propria anima dal regno dei morti.
12. A quale persona si deve attribuire la richiesta delle promesse, delle quali si dice in un Salmo: Dov'è la tua benignità d'un tempo, Signore?
13. La vera pace promessa si può forse assegnare al tempo che trascorse durante il regno di Salomone?
14. Intelligenza di Davide nella disposizione e nel significato misterico dei Salmi.
15. Tutti i significati che nei Salmi si prevedono sul Cristo e sulla Chiesa devono contribuire allo svolgimento di questa opera?
16. Verità che nel Salmo quarantaquattro si applicano a Cristo e alla Chiesa esplicitamente o metaforicamente.
17. Verità che nel Salmo centonove riguardano il sacerdozio del Cristo e nel Salmo ventuno la sua passione.
18. Nei Salmi tre, quaranta, quindici, e sessantasette si preannunziano la morte e la risurrezione del Signore.
19. Nel Salmo sessantotto si denunziano la mancanza di fede e l'ostinazione dei Giudei.
20. Regno e buone opere di Davide. Il figlio Salomone e la sua profezia che si ritiene relativa al Cristo tanto nei libri che gli si attribuiscono come in quelli d'indubbia autenticità.
21. I re dopo Salomone tanto nel regno di Giuda che d'Israele.
22. Geroboamo costrinse all'empio culto idolatrico il popolo soggetto, in cui tuttavia Dio non desistette d'ispirare i Profeti e di difendere molti dal delitto dell'idolatria.
23. Differente condizione dei due regni degli Ebrei finché tutti e due i popoli furono condotti in schiavitù in periodi diversi, anche perché in seguito Giuda tornò in patria, sebbene anche esso infine passasse sotto il dominio di Roma.
24. Ultimi Profeti dei Giudei e anche quelli che la narrazione evangelica presenta al tempo della nascita del Cristo.
Teorie sulle forme di profetismo [1-3]
Epoca dei profeti da Samuele a Geremia.
Realizzazione della promessa alla razza.
Due o tre forme di profetismo.
Profetismo storico simbolico e mistico.
Il profetismo prima di Davide [4-7]
Il cantico di Anna.
Tono profetico del cantico.
Parafrasi del cantico su Dio.
Parafrasi del cantico sulla Chiesa.
Parafrasi su Cristo morto e risorto.
Sulla elevazione dei credenti.
Grazia e fortezza.
Onestà e giustizia in noi e non da noi.
Giudizio finale in Cristo.
La profezia ad Eli.
Vecchio e nuovo sacerdozio.
Il sacerdozio di Cristo.
Superstiti e residui.
Sacerdozio e pane.
Il sacerdozio di Aronne è simbolo del futuro.
Simbologia del regno di Saul.
Saul è rifiutato come re.
Simbolismo della condanna di Saul.
I due popoli d'Israele.
I due ordini di credenti.
Profetismo in Davide e nei Salmi [8-19]
Promessa di un regno eterno a Davide...
... che non si realizza in Salomone...
... ma in Cristo.
Nel Salmo 88 promessa a Davide di un regno eterno...
... che simboleggia il Cristo...
... Redentore dell'umanità.
Il suo popolo casa di Dio è ingiuriato.
La pace vera.
Davide e i Salmi.
Prolusione critica sui Salmi.
Salmo 44, prima parte: Cristo re.
Salmo 44, seconda parte: la Chiesa regina.
Cristologia dei Salmi 109 e 21.
I Salmi 3 e 40 sulla risurrezione.
I Salmi 15 e 67 sulla morte redentrice.
Il Salmo 68 sulla impenitenza dei Giudei.
Da Salomone all'ultimo profetismo [20-24]
I nemici di Cristo e loro vocazione nei libri sapienziali.
Cristo, la Chiesa e le due città nelle opere di Salomone.
Il regno di Giuda e d'Israele.
Elia e l'idolatria nel regno d'Israele.
Israele e Giuda nella storia.
Il profetismo fino a Giovanni.
SOMMARIO
1. Argomenti trattati nei diciassette libri fino alla venuta del Salvatore.
2. Re e periodi della città terrena, ai quali dalla nascita di Abramo sono riferiti i periodi dei santi d'Israele.
3. Quali sovrani regnavano in Assiria e a Sicione quando ad Abramo centenario nacque secondo la promessa Isacco e quando allo stesso Isacco sessantenne nacquero da Rebecca i gemelli Esaù e Giacobbe.
4. L'epoca di Giacobbe e del figlio Giuseppe.
5. Api fu re di Argo e gli Egiziani lo onorarono come dio dopo averlo denominato Serapide.
6. Chi regnava ad Argo e chi in Assiria quando Giacobbe morì in Egitto?
7. Sotto quali re Giuseppe morì in Egitto?
8. I re sotto i quali nacque Mosè e divinità di cui in quel tempo si affermò il culto.
9. Periodo in cui fu fondata Atene e motivo del nome secondo Varrone.
10. Opinione di Varrone sulla denominazione dell'Areopago e sul diluvio di Deucalione.
11. Tempo in cui Mosè fece uscire il popolo di Dio dall'Egitto e re durante il cui regno morì Giosuè di Nun che gli successe.
12. Feste di falsi dèi che i re di Grecia istituirono negli anni che si calcolano dall'uscita d'Israele dall'Egitto alla morte di Giosuè di Nun.
13. Mitologia sorta nel periodo in cui i Giudici cominciarono a governare gli Ebrei.
14. I poeti teologi.
15. Fine del regno di Argo. Tempo in cui a Laurento Pico, figlio di Saturno, per primo ebbe il regno di suo padre.
16. Diomede dopo la distruzione di Troia fu annoverato fra gli dèi e si credette che i suoi compagni fossero cambiati in uccelli.
17. Il pensiero di Varrone sulle incredibili metamorfosi umane.
18. Che cosa si deve pensare delle metamorfosi che con l'arte dei demoni, come sembra, capitano agli uomini?
19. Enea venne in Italia nel tempo in cui il giudice Labdon dirigeva gli Ebrei.
20. Successione del potere regio in Israele dopo il periodo dei Giudici.
21. Re del Lazio, dei quali il primo Enea e il dodicesimo Aventino divennero dèi.
22. Roma fu fondata nel periodo in cui cadde il regno d'Assiria ed Ezechia era re nel regno di Giuda.
23. Della Sibilla Eritrea, a preferenza delle altre Sibille, si sa che ha preannunziato molti avvenimenti sul Cristo.
24. Durante il regno di Romolo furono famosi i sette sapienti e nel medesimo tempo le dieci tribù denominate d'Israele furono condotte in schiavitù dai Caldei. Romolo dopo la morte fu celebrato col culto dovuto a un dio.
25. Quali filosofi si segnalarono mentre a Roma regnava Tarquinio Prisco, presso gli Ebrei Sedecia, quando Gerusalemme fu occupata e il tempio distrutto.
26. Nel tempo in cui, dopo settant'anni, terminò la schiavitù dei Giudei, anche i Romani furono liberati dal dominio dei re.
27. Cominciò il periodo dei Profeti, che consegnarono ai libri le proprie predizioni e che previdero molte cose sulla vocazione dei pagani, quando iniziò il regno di Roma e terminò quello d'Assiria.
28. Che cosa Osea ed Amos hanno profetato sugli avvenimenti relativi al Vangelo del Cristo?
29. Verità che Isaia ha predetto sul Cristo e sulla Chiesa.
30. Verità conformi al Nuovo Testamento che Michea, Giona e Gioele hanno predetto.
31. Quali preannunzi sulla salvezza dell'uomo si trovano in Abdia, Naum ed Abacuc.
32. Profezia contenuta nella preghiera e cantico di Abacuc.
33. Eventi che con ispirazione profetica Geremia e Sofonia hanno previsto sul Cristo e sulla vocazione dei pagani.
34. Le profezie sul Cristo e sulla Chiesa di Ezechiele e Daniele concordano.
35. Predizione dei tre profeti Aggeo, Zaccaria e Malachia.
36. Esdra e i libri dei Maccabei.
37. Si dimostra che l'attestazione profetica è anteriore a qualsiasi prima affermazione della filosofia pagana.
38. Il canone della Chiesa non ha accolto, a causa della eccessiva antichità, alcuni scritti dei santi affinché, con il ricorso a loro, non s'inserissero libri apocrifi fra gli autentici.
39. La letteratura ebraica ebbe sempre una propria lingua.
40. Menzognera presunzione degli Egiziani che attribuiscono all'antichità della propria cultura centomila anni.
41. Dissensi dei sistemi di filosofia e concordia delle Scritture canoniche nella Chiesa.
42. Disposizione della provvidenza di Dio per cui la Bibbia fu tradotta dall'ebraico al greco affinché fosse conosciuta dai pagani.
43. Autorità dei Settanta che, salvo l'onore dovuto al modo d'esprimersi dell'ebraico, è da preferire a tutti i traduttori.
44. Criterio per interpretare l'avvertimento della distruzione di Ninive che nel testo ebraico ha lo spazio di quaranta giorni e nei Settanta si annunzia nello spazio di tre giorni.
45. Dopo la distruzione del tempio i Giudei cessarono dall'aver profeti e in seguito, fino alla venuta del Cristo, sono stati tormentati da continui disastri, affinché si comprendesse che con le parole dei Profeti era stata promessa la costruzione di un altro tempio.
46. Nascita del nostro Salvatore secondo le parole che il Verbo è divenuto uomo. Dispersione dei Giudei fra tutti i popoli come era stato profetizzato.
47. Prima del cristianesimo vi furono alcuni fuori della razza ebraica che appartennero al consorzio della città del cielo?
48. La predizione di Aggeo che in seguito la gloria della casa di Dio sarebbe più grande di come era stata si è adempiuta non con la riedificazione del tempio ma nella Chiesa del Cristo.
49. In un indeterminato accrescimento della Chiesa in questo mondo molti reprobi si frammischiano agli eletti.
50. La predicazione del Vangelo è divenuta più insigne mediante il martirio di coloro che lo annunziavano.
51. La fede cattolica è confermata anche dai dissensi degli eretici.
52. Si deve forse ammettere, come alcuni pensano, che terminate le dieci persecuzioni già trascorse, non ve ne sarà nessun'altra oltre l'undicesima che avverrà al tempo dell'Anticristo?
53. Il tempo dell'ultima persecuzione non è stato manifestato all'uomo.
54. È molto sciocca la menzogna dei pagani, i quali hanno inventato che la religione cristiana non rimarrà oltre i trecentosessantacinque anni.
Confronto sincronistico delle due città nell'evoluzione storica [1-26]
Gli argomenti già trattati.
Economia della città terrena.
Gli imperi e le due metropoli.
Abramo e i re d'Assiria e di Sicione.
Gli imperi pagani da Abramo a Giacobbe.
Giacobbe e Giuseppe in Egitto.
Culti pagani in Egitto.
. Iniziarono a venerarlo mentre era sepolto in essa prima che fosse edificato il suo tempio. Come a unire Sòrose e Apis prima fu chiamato Sorapide e poi Serapide col cambiamento di una lettera come si suol fare. Ed anche riguardo a lui si decise che chi lo considerava un uomo subisse la pena capitale. E poiché in quasi tutti i templi, in cui si onoravano Iside e Serapide, v'era una statua che col dito premuto sulle labbra sembrava intimare il silenzio, il gesto, come ritiene Varrone, ingiungeva di non dire che erano stati esseri umani. Invece il bue, che l'Egitto, ingannato da un'incredibile leggerezza, nutriva in suo onore con cibi raffinati, poiché lo veneravano vivo senza sarcofago, era chiamato Apis e non Serapide. Morto quel bue, poiché se ne cercava e trovava un altro del medesimo colore, cioè egualmente screziato con alcune macchie bianche, credevano che fosse un fatto prodigioso a loro concesso dal dio 19. Al contrario non era difficile ai demoni, per ingannarli, mostrare alla vacca, mentre concepiva e s'ingravidava, l'immagine di un toro simile che, mentre era sola, potesse guardare in modo che l'impulso della madre convogliasse la caratteristica che poi doveva fisicamente apparire nel feto, come fece Giacobbe con ramoscelli diversamente colorati in modo che nascessero pecore e capre di diverso colore 20. Infatti ciò che gli uomini possono mostrare con colori e oggetti veri, i demoni possono mostrarlo molto facilmente con immagini fittizie agli animali che concepiscono.
Argo alla morte di Giacobbe.
I regni pagani e Israele dopo la morte di Giuseppe.
Mosè e i regni pagani.
Atene fra Minerva e Nettuno.
, Varrone dà la seguente spiegazione. In quel luogo spuntò all'improvviso un ulivo e sgorgò dell'acqua. Questi fatti straordinari impressionarono il re che inviò all'Apollo di Delfi per consultare sul significato e sul da farsi. Egli rispose che l'ulivo simboleggiava Minerva e la polla Nettuno e che era in potere dei cittadini scegliere il nome di una delle due divinità, di cui erano quei simboli, con la quale denominare la città. Ricevuto questo responso Cecrope convocò a dare il voto tutti i cittadini dell'uno e dell'altro sesso, poiché era abitudine in quei luoghi che anche le donne partecipassero alle pubbliche deliberazioni. Nella delibera popolare dunque i maschi votarono per Nettuno, le donne per Minerva. Vinse Minerva perché si ebbe un voto in più delle donne. Allora Nettuno arrabbiato devastò i campi di Atene con ondate che si frangevano schiumando, poiché non rimane difficile ai diavoli riversare diffusamente ogni sorta di acque. Il medesimo scrittore dice che per placarne l'ira le donne furono colpite da tre pene, cioè, che d'allora in poi non votassero, che nessun figlio prendesse il nome della mamma, che non fossero chiamate Minervie 32. Così quella città, madre e nutrice delle discipline liberali e di tanti grandi filosofi, il vanto più famoso e illustre della Grecia, per una burla dei demoni, ebbe il nome da un litigio dei suoi dèi, maschio e femmina, e dalla vittoria attribuita dalle donne alla donna Atena e, danneggiata dal vinto, è stata costretta a punire la vittoria della vincitrice perché temeva di più le acque di Nettuno che i giavellotti di Minerva. Così nelle donne che furono punite in tal modo anche Minerva, pur avendo vinto, fu vinta. Infatti ella non protesse le donne che avevano dato il voto affinché, avendone perduto il diritto ed essendo stato proibito che i figli prendessero il nome dalle mamme, fosse per lo meno lecito a loro essere chiamate Minervie e meritare la denominazione della dèa che, dandole il voto, avevano reso vincitrice del dio maschio. Si potrebbero dire sull'argomento tante e belle cose se la trattazione non sollecitasse ad altri argomenti.
Marte, l'areopago e il diluvio di Deucalione.
, essendosi reso colpevole di omicidio, sottoposto al giudizio di dodici dèi, fu assolto in quel quartiere con sei voti favorevoli, poiché quando i voti erano pari, era abitudine preferire il proscioglimento dalla condanna. Ma Varrone tenta di accreditare contro la suddetta versione, ripetuta molto più frequentemente, un'altra spiegazione etimologica da informazione di fonti letterarie meno note. Non si dovrebbe credere, cioè, che gli Ateniesi abbiano voluto denominare l'areopago dal nome di Marte e del quartiere, come fosse il quartiere di Marte, come per un insulto contro gli dèi, perché Varrone ritiene non attribuibili a loro contestazioni e processi. Egli sostiene che quel che si dice di Marte non è meno falso di quel che si dice delle tre dee, cioè Giunone, Minerva e Venere, delle quali si narra che per guadagnare la mela d'oro hanno gareggiato davanti a Paride, scelto come giudice, sulla superiorità della propria bellezza. E quasi a calmare con i giuochi gli dèi, che si compiacciono di questi loro delitti, veri o falsi, esse sono onorate con canti e danze fra gli applausi del teatro. Varrone non ammette questi fatti per non ammettere cose sconvenienti alla natura e al comportamento degli dèi 34. Tuttavia, dando una spiegazione storica non mitologica della parola Atene, inserisce nei suoi libri la contesa di Nettuno e Minerva così importante perché riguardava il dio dal cui nome doveva essere denominata la città. Però mentre gareggiavano con la messa in mostra di avvenimenti straordinari, neanche Apollo interrogato osò giudicare fra i due ma, come Giove mandò Paride per l'alterco delle tre dèe suddette, così costui rinviò ai cittadini la cessazione dell'alterco degli dèi. In tal modo Minerva vinceva ai voti ma fu vinta nel castigo delle sue votanti poiché lei, che poteva dare il nome ad Atene, malgrado gli uomini sfavorevoli, non poté dare il nome di Minervie alle donne a lei favorevoli. In quel periodo, come scrive Varrone, mentre ad Atene regnava Cranao, successore di Cecrope o, come affermano i nostri Eusebio e Girolamo, mentre perdurava ancora Cecrope, si ebbe il diluvio chiamato di Deucalione, poiché egli regnava in quelle regioni in cui avvenne in una maggiore estensione. Difatti questo diluvio non raggiunse l'Egitto e i territori limitrofi 35.
Mosè, Giosuè e gli imperi pagani.
Mitologia ai tempi di Giosuè.
significa contrasto e
terra e da essi è stato composto il nome di Erittonio. I più dotti, bisogna ammetterlo, ribattono e respingono dai loro dèi simili vicende. Dicono che questa diceria leggendaria è nata perché nel tempio di Vulcano e di Minerva, che avevano in comune ad Atene, fu trovato esposto un bambino avviluppato in un serpente, il quale simboleggiava che sarebbe diventato grande. A causa del tempio in comune poiché non si conoscevano i genitori, sarebbe stato considerato figlio di Vulcano e di Minerva. Ma dell'etimo del suo nome dà una spiegazione più quella leggenda che questa notizia storica. Ma a noi che importa? La storia informi con libri che dicono il vero gli uomini rispettosi, il mito delizi i diavoli impuri con giuochi fondati sul falso. Tuttavia gli uomini religiosi li onorano come dèi e sebbene negano di loro certi falli, non li possono scagionare da ogni colpa poiché per essi, che li richiedono, istituiscono giuochi, in cui sconciamente si eseguono trame, che poi con l'orpello della saggezza si rinnegano e gli dèi si placano con queste esecuzioni che sono false e sconce perché, sebbene il mito celebri una falsa colpa degli dèi, è tuttavia una vera colpa deliziarsi di una falsa colpa.
Mitologia nel periodo dei Giudici.
Sincretismo poetico-religioso.
Pico al tempo di Debora.
Il mito di Diomede e degli uccelli.
Varie metamorfosi.
, da cui evidentemente deriva il termine Liceo. Egli afferma che anche i Luperci romani derivano dal clan, per così dire, di questi miti 44.
Malefizi.
Magia della doppia dimensione esistenziale.
Spiegazione.
Da Enea alla fine di Sicione.
Da Saul alla fondazione di Alba.
Dal tramonto dell'Assiria agli albori di Roma.
Roma fondata ai tempi di Ezechia.
La sibilla Eritrea e l'acrostico.
, le quali significano: Gesù Cristo, Figlio di Dio, Salvatore. I versi, in cui le prime lettere hanno il significato che ho detto, come li ha tradotti un tale in versi latini ben connessi, hanno questo contenuto:
Segno del giudizio: la terra sarà madida di sudore.
Verrà dal cielo Colui che sarà re per sempre,
cioè per giudicare di presenza la carne e il mondo.
In questo fatto vedranno Dio il miscredente e il credente,
in alto con i santi alla fine del tempo.
Vi saranno col corpo le anime che egli giudica,
quando il mondo giace incolto in dense sterpaglie.
Gli uomini disdegnano gli idoli e ogni tesoro.
Il fuoco brucerà la terra e al mare e al polo
dilagando sfonderà le porte dell'Averno oscuro.
Ad ogni corpo dei santi una libera luce
sarà data, una fiamma eterna brucerà i colpevoli.
Ognuno mettendo a nudo gli atti occulti manifesterà
le cose segrete e Dio schiuderà le coscienze alla luce.
Allora vi sarà pianto, tutti gemeranno battendo i denti.
Sarà tolto lo splendore al sole e cesserà la danza negli astri.
Crollerà il cielo, lo splendore della luna cesserà;
abbatterà i colli e solleverà dal basso le valli.
Non vi sarà nelle costruzioni dell'uomo il sublime e l'alto.
I monti saranno livellati ai campi e l'azzurro del mare
cesserà del tutto, la terra finirà frantumata:
parimenti sorgenti e fiumi si disseccheranno per il caldo.
Ma allora una tromba manderà un triste suono dall'alto
del globo per lamentare la colpa infelice e i vari tormenti
e la terra spaccandosi mostrerà il caos del Tartaro.
I re saranno adunati lì davanti al Signore.
Cadrà dal cielo uno scroscio di fuoco e di zolfo
56.In questi versi latini, tradotti in qualche modo dal greco, non era possibile la corrispondenza del significato che si ha quando le lettere che sono all'inizio si collegano in una parola, dove in greco è usata l'Y perché non era possibile trovare parole latine che cominciassero con quella lettera e si adattassero al significato. Sono tre versi, il quinto, il decimottavo e il decimonono. Inoltre se, collegando le lettere iniziali di tutti i versi, non leggiamo quelle che sono state scritte per i tre versi suddetti, ma sostituiamo la lettera Y, come se fosse usata in quei capoversi, si enunzia con cinque parole, in linguaggio greco non latino: Gesù Cristo Figlio di Dio Salvatore. Sono ventisette versi che è il cubo di tre. Tre per tre difatti dà nove e nove per tre, come ad aggiungere alla superficie l'altezza, è ventisette. Se unisci le prime lettere delle cinque parole greche che sono
, e significano Gesù Cristo Figlio di Dio Salvatore, si avrà
, cioè pesce, termine con cui simbolicamente si raffigura il Cristo perché ebbe il potere di rimanere vivo, cioè senza peccato, nell'abisso della nostra mortalità, simile al profondo delle acque.
Contenuto cristiano dei vaticini sibillini.
Romolo e Numa e fine del regno d'Israele.
che significa "sapienti" 58. Nel medesimo tempo le dieci tribù, che nella divisione del popolo furono chiamate d'Israele, furono sconfitte dai Caldei e trasferite in prigionia in quelle regioni 59, mentre rimanevano in Giudea le due tribù che erano denominate di Giuda e avevano la capitale del regno a Gerusalemme. Quando Romolo morì, i Romani, poiché anche egli era scomparso, lo annoverarono fra gli dèi, fatto a tutti ben noto 60. La consuetudine era del tutto scomparsa, anche se al tempo degli imperatori era riemersa ma per adulazione e non per un'aberrazione. Perciò Cicerone accredita a grande vanto di Romolo 61 il fatto che meritò questi onori non in tempi incivili e incolti, quando gli uomini erano facilmente ingannati, ma in tempi raffinati e acculturati, sebbene non avesse ancora brillato e germogliato il linguaggio fine e ingegnoso dei filosofi 62. Ma anche se i periodi successivi non considerarono dèi gli uomini morti, tuttavia non cessarono di onorare quelli che erano stati considerati dèi dagli antenati, che anzi con statue, che gli antichi non avevano 63, accrebbero l'attrattiva di una frivola ed empia superstizione. La causavano nel loro cuore gli immondi demoni che ingannavano anche con falsi oracoli affinché mediante spettacoli si rappresentassero oscenamente, in omaggio ai falsi dèi, i loro delitti immaginari che ormai in una età più civile non erano più oggetto di mistificazione. Dopo Romolo regnò Numa il quale, avendo pensato che la città doveva essere difesa da un gran numero di dèi senza dubbio falsi, dopo la morte non meritò di essere accolto in quella schiera. Si pensò, per così dire, che aveva affollato il cielo con tante divinità che non gli fu possibile trovare un posticino per sé. Mentre egli regnava a Roma e presso gli Ebrei iniziava il regno di Manasse, il re crudele dal quale, secondo la tradizione, fu ucciso il profeta Isaia 64, viveva, come dicono, la Sibilla di Samo 65.
Sedecia, Tarquinio e i sette sapienti.
Dario e la fine della cattività giudaica.
Cristo e la Chiesa nei Profeti [27-44]
Inizio dell'epoca dei profeti.
Conversione dei popoli in Osea e Amos.
La passione di Cristo in Isaia.
La Chiesa in Isaia.
Il Messia e Betlem in Michea.
Giona: passione e risurrezione.
La pentecoste in Gioele.
Abdia: la Chiesa nella Giudea.
Naum: contro l'idolatria.
Abacuc: l'attesa del Cristo.
Parafrasi del cantico messianico di Abacuc.
Messianismo e vocazione dei pagani in Geremia.
Sofonia: vocazione dei pagani.
Regno eterno al Messia in Daniele.
Il buon pastore in Ezechiele.
L'atteso dei popoli in Aggeo.
Il Cristo in Zaccaria.
La Chiesa e il Cristo in Malachia.
Contributo dei libri di Esdra, Ester e Maccabei.
Anteriorità dei profeti sulla cultura classica.
Testi autentici e apocrifi.
L'acculturazione in Egitto e in Israele.
termine che può significare coloro che iniziano o introducono l'attitudine al leggere e scrivere, perché la iniziano, cioè la introducono in certo senso nella coscienza degli allievi o meglio iniziano ad essa gli allievi. Nessun popolo dunque si può vantare per vanagloria dell'antichità della propria cultura in riferimento ai nostri Patriarchi e Profeti, ai quali era inerente la divina sapienza. Neanche l'Egitto, che abitualmente si vanta con imposture e frivolezze delle antichità delle proprie dottrine, può affermare d'aver preveduto nel tempo con una propria qualsivoglia cultura la cultura dei nostri Patriarchi. Non si può assolutamente affermare che fossero buoni intenditori di singolari rami del sapere, prima che imparassero a leggere e a scrivere, cioè prima che venisse Iside e l'insegnasse loro. Infatti la loro famosa dottrina, considerata cultura, era soprattutto l'astronomia o un'altra delle branche del sapere, utile più ad esercitare l'ingegno che ad educare l'intelligenza con la vera sapienza. Per quanto attiene la filosofia, che si prefigge d'insegnare qualcosa per cui gli uomini diventino felici, fu uno studio che nel paese sviluppò al tempo di Mercurio, chiamato Trismegisto, cioè molto prima dei sapienti e filosofi della Grecia, ma dopo Abramo, Isacco, Giacobbe, Giuseppe ed anche dopo lo stesso Mosè 165. Risulta che nel tempo in cui nacque Mosè, viveva il grande astrologo Atlante, fratello di Prometeo, nonno materno di Mercurio il Vecchio, di cui fu nipote il suddetto Mercurio Trismegisto 166.
Confronto di culture.
L'autorità dei filosofi e della Bibbia.
Dissenso nella sapienza classica.
Accordo nella sapienza rivelata.
La Bibbia in Egitto.
Ispirazione anche nei Settanta(?).
Divergenze dei Settanta col testo ebraico.
La Chiesa, città di Dio nella storia [45-54]
La Chiesa tempio del Signore.
Da Alessandro a Giuda Maccabeo.
Da Alcimo alla nascita di Gesù.
La diaspora ebraica e la Chiesa.
La Città di Dio nei pagani e in Giobbe.
La Chiesa e il tempio giudaico.
La Chiesa agli albori.
La Chiesa nei primi secoli.
La Chiesa e l'eresia.
La Chiesa e i cattivi cristiani.
La Chiesa e le persecuzioni di Roma.
La Chiesa e le altre persecuzioni.
Mistero sull'ultima persecuzione.
Il mito di Pietro stregone.
Confutazione del mito di Pietro stregone.
Confronto fra le due città.