CRISTO E I SACRAMENTI

Gesù Cristo è relazionato ai sacramenti in molti modi.

Il rapporto più ovvio è quello della loro origine: Gesù è infatti l'unico autore dei sette sacramenti: essi non sono un'invenzione della Chiesa, ma il tesoro più prezioso che egli le ha affidato. Gesù Cristo è l'autore del Battesi, della Cresima, dell'Eucarestia, della Penitenza, dell'Ordine, della Estrema Unzione e del Matrimonio".

Ma con i sacramenti Gesù Cristo ha un rapporto ancora più intimo, più profondo, più radicale, perché è lui stesso sacramento: il concetto di sacramento gli appartiene a pieno titolo. Il sacramento è infatti un segno sensibile ed efficace della grazia, che è il dono della vita divina. Ora questo dono della vita divina è stato fatto in modo personale a Gesù Cristo. L'incarnazione è il sacramento per eccellenza: l'umanità di Cristo riceve personalmente il dono della divinità, e diventa così il principio della nostra salvezza.

Come spiega S. Tommaso, "la natura umana in Cristo fu assunta perché operasse strumentalmente (instrumentaliter) quelle azioni che sono proprie del solo Dio, come mondare i peccati, illuminare le menti con la grazia, introdurre gli uomini nella perfezione della vita eterna" (C. Gent. IV, 41, n. 3798). Perciò, soggiunge S. Tommaso, si può veramente paragonare la natura umana in Cristo ad uno "strumento proprio e congiunto al Verbo, come la mano è congiunta all'uomo. Ma come chiarisce bene l'Aquinate, l'umanità di Cristo non è uno strumento passivo, inerte, bensì uno strumento intelligente e libero, ed è quindi dotato di un'attività sua propria, che viene associata all'attività del Verbo: "In Cristo dunque la natura umana ha la propria virtù operativa, e così pure la natura divina. Perciò la natura umana ha un'operazione propria distinta dall'operazione divina e viceversa. Tuttavia la natura divina si serve dell'operazione della natura umana come di uno strumento (instrumentaliter) ; e a sua volta la natura umana partecipa alla operazione dell'agente principale" (S. Theo. III, 19, 1)

Gesù Cristo non è semplicemente la voce di uno che annuncia l'incontro di Dio con l'umanità, come il Battista e gli Apostoli, ma colui che lo realizza, facendosi immagine visibile del Dio invisibile (Col. 1, 15)

Cristo è sacramento perché è l'unione di una grazia invisibile di portata universale, e di una forma sensibile attraverso la quale questa grazia si manifesta e si comunica. "Egli è sacramento della salvezza , perché ciò che porta è riconciliazione attraverso il suo sangue, alleanza nuova e definitiva, filiazione divina nella grazia, speranza della gloria, caparra della nostra eredità di figli, unione intima con Dio, unità di tutti i figli di Dio in un solo popolo e in un solo corpo" (Y. CONGAR, Un popolo messianico, Brescia 1976, p. 28)

E' quindi esatto affermare che non solo Cristo è sacramento ma anche che è il sacramento primo e primordiale, principio fondativo della sacramentalità e fonte originaria d'ogni altro sacramento: su lui si basa la dimensione sacramentale che permea tutta la Chiesa e che ha i suoi momenti forti nei sette sacramenti.

 

Battista MONDIN