La eucaristia e la Chiesa
Prof. P. Catalino Arevalo, Manila

I. Il Concilio Vaticano II torna molto spesso sul legame fra l'eucaristia e la Chiesa. Lumen Gentium ne parla almeno tre volte (LG 3, 11, 26): "Cibandosi del corpo di Cristo nella santa assemblea, mostrano concretamente la unità del popolo di Dio, che da questo augustissimo sacramento è felicemente espressa [significatur] e mirabilmente prodotta [efficitur]" (LG 11). Quasi identico, persino nella scelta delle parole, è l'insegnamento di Unitatis redintegratio e di Orientalium ecclesiarum. Secondo la costituzione Sacrosanctum Concilium, l'eucaristia è il culmine verso cui tende l'azione della Chiesa e ad essa sono ordinate la fatiche apostoliche (SC 10); Presbyterorum Ordinis ricorda che l'eucaristia è il cardine di ogni ministero sacerdotale (PO 6). Dal canto suo, il Catechismo della Chiesa cattolica spiega che la Chiesa vive nelle comunità eucaristiche: "esiste nelle comunità locali e diventa concreta, soprattutto, in quanto assemblea liturgica ed eucaristica" (CCC 752). Quindi, la Chiesa si realizza, "diventa reale" nella celebrazione eucaristica.

Questo grande tema teologico, la "ecclesiologia eucaristica" è uno dei motivi fondamentali e di maggior rilievo nell’ecclesiologia ortodossa (in particolare in quella russa) e cattolica, ma anche nell’ecclesiologia anglicana.

Ad esso sono consacrati i lavori di alcuni dei più eminenti teologi dei nostri giorni. Ricordiamo i nomi di Henri de Lubac, Yves Congar, Joseph Ratzinger, Jean-Marie Tillard, Walter Kasper, Bruno Forte, tra i cattolici; quelli di Nicholas Afanassieff, Jean Meyendorff, J.J. von Allmen e, in particolare, John D. Zizioulas, tra gli ortodossi.

II. Henri de Lubac affermava che "L'eucaristia fa la Chiesa e (a sua volta) la Chiesa fa l’eucaristia". "Eucharistia facit ecclesiam". Nella sua immediatezza, questa espressione ricorda che nella Cena del Signore abbiamo il memoriale (zikkaron) della pasqua di Gesù, il memoriale della sua passione, morte e risurrezione; abbiamo l'attualizzazione del mistero pasquale nella diversità dei tempi e dei luoghi nel corso della storia. L’eucaristia rinnova in ogni comunità cristiana e in ogni vita cristiana la riconciliazione e la salvezza operate da Dio stesso e la vita risorta di Cristo Gesù, "versata nei nostri cuori"; tutto ciò avviene per ipsum et cum ipso et in ipso, "per Cristo Gesù, con lui e in lui". L’eucaristia è il sacramento dell’unità e il vincolo dell’amore (s. Agostino). Mediante la potenza dello Spirito, attraverso le realtà salvifiche della Parola e del Pane, la Chiesa in quanto Corpo di Cristo viene all’essere e la fraternità cristiana viene vivificata, non solo in ogni comunità di fede e di sacramenti, ma anche fra le comunità collegate tra di loro in tutto il mondo (cioè le assemblee sacramentali locali e le chiese locali). Questa communio ecclesiarum avviene sempre nell’unità vivente con quella Chiesa che "presiede alla comunione nell’amore" (SC 41; LG 21, 22).

La Chiesa, d'altronde, fa l’eucaristia, "Ecclesia facit eucharistiam": infatti, se la Parola non viene proclamata (cf. Rom 10,14-15), se non vi è chi celebri, nell’ubbidienza al comandamento del Signore, il memoriale della Pasqua del Signore nel sacramento, allora l’eucaristia non viene "realizzata" nel tempo e nello spazio. Per questo motivo, l’eucaristia esige, per essere real-izzata, il servizio ministeriale della Chiesa. Ed è questo ministero che "riunisce il popolo, proclama la Parola e spezza e distribuisce il pane".

III. L’eucaristia è la fonte, il centro e il culmine, la manifestazione della vita trinitaria della Chiesa, il cuore stesso della sua comunione e della sua missione. Uno dei grandi doni dell’esperienza postconciliare è stata la consapevolezza di questa verità nella esperienza viva dei cristiani su tutta la terra, nel nostro tempo (E il papa Giovanni Paolo II ha fatto tanto per promuovere questa esperienza). Dobbiamo sottolineare che l’eucaristia è tutto ciò, cioè fonte e culmine, anche per la missione della Chiesa. "L’eucaristia costituisce la comunità e la pone al servizio del popolo", come dice il Sinodo dei Vescovi del 1971. "Mentre rende presente Gesù nell’ostia, l’eucaristia ci viene data per renderlo presente nel mondo". "Rendere operante e perfetto l'amore di Cristo in questo mondo, in tutta la storia umana, è veramente uno degli scopi fondamentali dell’eucaristia nella vita della Chiesa".

In senso profondamente vero, la Chiesa e la sua missione esistono per portare l'opera di salvezza, per rendere presente in ogni tempo e in tutto il mondo il Corpo salvifico di Gesù. E in questo modo, tutto il genere umano, tutte le genti, e tutta la storia umana possono congregarsi in un’unica famiglia e in una sola comunione attorno alla Mensa del Signore fino alla fine dei tempi.

Perciò, tutti i cristiani sono chiamati a portare la presenza vivente e attiva del Signore crocifisso e risorto nei loro cuori, quando si congedano dalla mensa eucaristica, per portarlo nell’amore e nel servizio nella totalità delle loro vite quotidiane, affinché il corpo ecclesiale-sacramentale che è la Chiesa possa compiere il suo destino di trasformare tutto il genere umano nel Corpo vivente di Cristo nel mondo.