Il Corpo mistico di Cristo e l’Eucaristia

Prof. Michael Hull, New York

28 febbraio 2005

Nel Nuovo Testamento la Chiesa ha numerose definizioni. Per esempio, san Pietro si riferisce alla Chiesa come al "Popolo di Dio" (1Pt 2, 9-10) e san Giovanni allude alla Chiesa come alla sposa di Cristo (Ap 21, 9). Tuttavia, forse, nessuna definizione è più profonda di quella di san Paolo quando descrive la Chiesa come "Corpo di Cristo" (1 Cor 12, 27; Cf. Ef 1, 22-23; 4, 15-16; Col 1, 18-24; 3, 15). Come Papa Pio XII afferma tanto eloquentemente nella sua Lettera Enciclica Mystici corporis Christi: "Pertanto, a definire e descrivere questa verace Chiesa di Cristo (che è la Chiesa una, santa, cattolica, apostolica e romana) nulla si trova di più nobile, di più grande , di più divino che quell’espressione con la quale essa viene chiamata il "Corpo Mistico di Gesù Cristo", espressione che scaturisce e quasi germoglia da ciò che viene frequentemente esposto nella Sacra Scrittura e nei Santi Padri" (n. 13)

La definizione di Chiesa come Corpo Mistico è la più adatta perché comprende sia ciò che la Chiesa è sia ciò che la Chiesa fa. Il Concilio Vaticano II ci ricorda nella Lumen gentium (n.. 3), e Papa Giovanni Paolo II lo ripete nella Ecclesia de Eucharistia (n. 21), che "ogni volta che il sacrificio della Croce "col quale Cristo, nostro agnello pasquale, è stato immolato" (1 Cor 5,7) viene celebrato sull’altare, si effettua l’opera della nostra redenzione. E insieme, col sacramento del pane eucaristico, viene rappresentata e prodotta l’unità dei fedeli, che costituiscono un solo corpo in Cristo (Cf. 1 Cor 10, 17)". In altre parole, nella forma più elevata del culto, il sacrificio della Messa, il sacrificio eucaristico, troviamo la manifestazione più certa della Chiesa, costituita dal Corpo Eucaristico. Per questo motivo, Presbyterorum ordinis del Concilio Vaticano II afferma che tutti "i sacramenti, come pure tutti i ministeri ecclesiastici e le opere d’apostolato, sono strettamente uniti alla sacra eucaristia e ad essa sono ordinati" e che l’Eucaristia è "fonte e culmine di tutta l’evangelizzazione… e i fedeli, già segnati dal sacro battesimo e dalla confermazione, sono pienamente inseriti nel corpo di Cristo per mezzo dell’Eucaristia". (n. 5).

Presbyterorum ordinis ci ricorda anche che: "non è possibile che si formi una comunità cristiana se non avendo come radice e come cardine la celebrazione della sacra eucaristia" (n. 6).

Quindi, è urgente la necessità di un Anno dell’Eucaristia, volto a promuovere una maggiore devozione alla Messa e all’adorazione eucaristica al di fuori della Messa. E’ solo con tale devozione che la Chiesa conferisce a se stessa una santità e un’unità più profonde e risplende della "luce del mondo" (Mt 5, 14; Cf. Gv 8, 12; 9, 5). Come sottolinea Giovanni Paolo II: "Ai germi di disgregazione tra gli uomini, che l’esperienza quotidiana mostra tanto radicati nell’umanità a causa del peccato, si contrappone la forza generatrice di unità del corpo di Cristo. L’Eucaristia, costruendo la Chiesa, proprio per questo crea comunità fra gli uomini" (EE, n. 24). La Chiesa non è soltanto il paradigma perfetto della comunità umana, ma anche il Corpo Mistico di Cristo (Cf. LG, n. 1), laddove annunziamo "la morte del Signore finché Egli venga" (1 Cor 11, 20).